IL QUESTION TIME ALLA CAMERA
Salvini accelera sul Piano Casa: 1,2 mld per recuperare 60 mila case pubbliche e 1 mld la sperimentazione di modelli innovativi già nel 2026. Per la ‘fascia grigia’ anche misure come il ‘rent to buy’

Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini
Un piano da 1,2 miliardi per recuperare 60 mila immobili pubblici, 1 miliardo per modelli innovativi di edilizia residenziale sociale da far partire entro quest’anno, interventi per la ‘fascia grigia’: Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, cala le sue carte sul nuovo Piano Casa puntando ad accelerare i tempi. Rispondendo ieri, durante il Question Time alla Camera, agli attacchi mossi dal MS5 sull’effettiva disponibilità di risorse finanziarie per l’emergenza abitattiva e sullo stato di avanzamento del piano, dopo i tanti annunci del Governo in materia, il titolare del Mit, che ha anche annunciato la bollinatura del Dl Infrastrutture per oggi, ha voluto evidenziare le linee di intervento alle quali il Governo sta lavorando “non da qualche mese, ma da tre anni per un Piano Casa degno di questo nome, cosa che non si faceva dagli anni ’70-80”. Un cantiere lavora a pieno ritmo a tal punto che, proprio, ieri mattina, ha riferito Salvini, si è svolta una riunione Palazzo Chigi per definire uno strumento finanziario d’urgenza dedicato alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. “L’obiettivo è mettere a terra in tempi brevissimi (quindi vuol dire aprire i cantieri già in questo 2026), 1,2 miliardi per recuperare circa 60mila alloggi attualmente inutilizzabili per carenze manutentive, restituendoli rapidamente alle famiglie che sono in lista d’attesa per l’assegnazione di una casa popolare”. Nella sua risposta, Salvini non ha specificato se questi 1,2 miliardi sono le risorse aggiuntive destinate in origine alla Rosco, la Rolling Stock Company, la società per l’acquisto di materiale rotabile, prevista e poi cassata dal Dl Pnrr.
Altro fronte di intervento, sempre nell’ottica di un ampliamento dell’offerta abitativa, è quello predisposto dal Mit nell’ultima legge di bilancio con un primo stanziamento di un ulteriore miliardo di euro da “destinare in prima istanza alla sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale sociale nelle diverse aree del Paese: l’obiettivo è di partire con una sperimentazione per Regione già dal 2026 con questo miliardo a disposizione”, ha spiegato Salvini. “In queste settimane il Mit, in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri, sta portando avanti un programma integrato di interventi che non si limita solo alla gestione dell’emergenza dell’edilizia residenziale pubblica, Erp o Ers, ma tende a intervenire sulla cosiddetta fascia grigia: quel segmento di popolazione che non riesce ad accedere al libero mercato perché non è abbastanza capiente, ma non ha i requisiti sufficienti per accedere all’edilizia sovvenzionata. Ricordo che in queste ore sono al lavoro tecnici e operai per il piano di riqualificazione degli alloggi che prevede il recupero di 10mila alloggi pubblici entro la fine del mese di giugno per ulteriori 2,8 miliardi”.
Questione che Salvini ha ripreso rispondendo a un’altra interrogazione presentata da Noi Moderati sulle iniziative, anche di carattere normativo, per favorire l’accesso agli immobili ad uso abitativo per studenti, lavoratori e giovani coppie, con particolare riguardo alla disciplina sugli sfratti, alle agevolazioni fiscali per le locazioni a lungo termine e agli incentivi per canoni calmierati. “Se avessimo potuto avere a disposizione con questo Governo la metà dei soldi che qualcuno ha usato per il Superbonus avremmo sistemato le case popolari di tutta Italia e non avremmo una persona in lista di attesa. Però ognuno ha speso i soldi come come ha ritenuto e poi starà agli italiani giudicare”, ha rimarcato Salvini. Premesso questo, “i miliardi di euro su cui stiamo lavorando, quindi, sono orientati propria a questa popolazione ad esempio introducendo il sistema del ‘rent to buy’: scalare il canone di affitto per poi riscattare l’immobile in proprietà”.”Il nostro obiettivo è più alloggi, più disponibilità, più risposte concrete per chi ne ha bisogno, la fascia su cui ci stiamo particolarmente concentrando è la cosiddetta fascia grigia, quelle centinaia di migliaia di persone, famiglie , giovani, professionisti, insegnanti, infermieri, poliziotti che – ha ribadito – non sono abbastanza indigenti per essere in graduatoria per le case popolari, poi basta guardare chi c’è nelle assegnazioni delle case popolari per capire che il criterio degli anni di residenza non è un capriccio della Lega, ma significa dare la priorità a chi vive qua da più tempo e paga le tasse qua da più tempo, ma non sono abbastanza benestanti ad esempio per accedere all’acquisto, o all’affitto in una città come la mia Milano”.
Altro tema, al centro di un’altra interrogazione a Salvini, quello della crisi dell’impresa di costruzioni Manelli, che il ministero delle Infrastrutture sta monitorando ‘da mesi’. Il Mit “ha gia’ attivato tutti gli strumenti previsti dal Codice per garantire la continuita’ dei lavori, in particolare quelli finanziati dal Pnrr”,ha assicurato il ministro ricordando di aver sentito “direttamente il proprietario dell’azienda nei mesi passati’, mettendolo in contatto con realta’ produttive per evitare il blocco delle attivita’. “Quando un’impresa entra in crisi, che si tratti di liquidazione, concordato o altre situazioni straordinarie, la legge non lascia vuoti. L’articolo 124 del codice dei contratti pubblici stabilisce con chiarezza cosa deve accadere e come garantire la continuità dei lavori”, ha detto Salvini. L’obiettivo è quello di non fermare i cantieri e “nel caso degli interventi PNRR la normativa è ancora più chiara e stringente e prevede procedure accelerate e poteri sostitutivi proprio per evitare ritardi che metterebbero a rischio gli obiettivi concordati con l’Europa. Se una stazione appaltante non riesce a far ripartire i lavori in tempi rapidi, possono essere attivati immediatamente i meccanismi sostitutivi previsti dalla legge”. “Per quanto riguarda nel concreto l’impresa Mannelli coinvolta in nove interventi PNRR per oltre un miliardo e mezzo di euro – spiega – i miei uffici stanno monitorando, ripeto da mesi con mio contatto diretto personale con l’imprenditore in questione, la situazione perché gli interventi riguardano opere fondamentali a cui lei accennava: dall’alta velocità Palermo-Catania, Brescia-Verona, Vicenza-Padova fino al Terzo Valico, più nodi ferroviari metropolitani e interventi PINQUA sul recupero di edilizia popolare. Il Ministero è in costante contatto con tutte le stazioni appaltanti e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti per assicurare che ogni procedura venga attivata senza perdere un solo giorno. Dove serve si interviene, dove serve si accelera. L’obiettivo è di arrivare in tempi definiti, giugno ’26, al completamento dei lavori nei tempi previsti. Quindi il Ministero sta anche oggi pomeriggio supportando tutte le stazioni appaltanti nell’attivazione degli strumenti previsti dal codice, in questo e in altri casi con imprese in difficoltà, coordinando gli interventi sostitutivi quando necessario”.
Intanto, una delle notizie della giornatà è stato l’approdo in Parlamento, a quasi tre mesi dalla sua approvazione, del Nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni, dopo che il Qurinale ha autorizzato il disegno di legge delega. “È di oggi un’eccellente novità per tutta l’economia e l’ambiente nazionale e, nello specifico, per la filiera delle costruzioni: è ufficiale la delega al governo per il nuovo testo unico delle costruzioni. Un passo avanti necessario per concretizzare un intervento di riforma atteso, fondamentale, utile al Paese e a una filiera determinante da un punto di vista economico ma anche ambientale-sociale”, ha dichiarato Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia, promotrice del nuovo testo unico e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di FI.m”È la madre di tutte le riforme per l’edilizia e per l’urbanistica – sottolinea Mazzetti -. Per la prima volta, la politica produce una testo che non aggiunge nuove norme ma le razionalizza e semplifica, stabilendo principi fondativi chiari e dettando, con un corpus armonico di norme, disposizioni uniformi e di facile applicazione, che renderanno nettamente più facile lavorare e investire. L’Italia ha bisogno di varare una nuova stagione dello sviluppo nelle costruzioni – riflette – a partire dalla rigenerazione urbana, umana, sociale ed economica e ciò sarà possibile proprio perché teniamo insieme edilizia e urbanistica, per la prima volta nello stesso testo, dando spazio alla qualità della progettazione e al progettista in una visione olistica del goveno del territorio. Questo testo – spiega Mazzetti – intercetta e prende atto delle nuove esigenze della popolazione italiana e costruisce una cornice grazie alla quale è nettamente più facile fare programmazione tecnico-economica e pianificare gli investimenti per il benessere delle attuali e delle future generazioni”. E ora “dobbiamo fare velocemente nell’adottare il testo base, facendo una sintesi pragmatica fra quello già incardinato e approfondito con centinaia di audizioni in commissione, a mia prima firma e di cui sono relatrice, e il testo del governo, così da passare spediti all’approvazione”.