IL RAPPORTO ALLA CITTA'
Da TRASFORMARE ad APRIRE, ecco come è cambiata davvero Roma un anno dopo. Gualtieri: “Dodici mesi faticosi, è stata un’operazione a cuore aperto”
IN SINTESI
Un rapporto di 185 pagine, il terzo alla città di Roma del sindaco Roberto Gualtieri. Una sola pagina in più di quello dello scorso anno quando la parola d’ordine era trasformare. Ma cosa è cambiato in un anno per la città di Roma? Cosa è stato realmente fatto e portato a termine di quelli che erano gli obiettivi annunciati dal primo cittadino, in un’ora e sedici minuti di intervento, praticamente senza interruzioni, esattamente un anno fa dal palco dell’Auditorium della Musica di Roma?
DiarioDiac ha messo a confronto il secondo rapporto alla città di Roma con il terzo presentato solo pochi giorni fa, a giusto un anno di distanza.
Un anno che il primo cittadino non ha esitato a definire “impegnativo e faticoso”, una vera e propria “operazione a cuore aperto sulla città” che ha visto tante sfide: dal rilancio delle municipalizzate Atac e Ama al termovalorizzatore di Santa Palomba, dal trasporto pubblico alla rigenerazione urbana. Ma anche turismo, grandi eventi, gestione degli immobili, politiche sociali, ambiente, scuola, lavoro, assunzioni e sicurezza.
Tante sfide, forse troppe, tanto che alcuni degli obiettivi sono ‘saltati’ dal rapporto dello scorso anno. Il primo a balzare agli occhi è proprio uno dei primi su cui puntava il Campidoglio: la candidatura a Expo 2030, che aveva fatto ‘sognare’ un giro d’affari per 50 miliardi di euro per la capitale. Così non è stato. A vincere sono stati i potenti mezzi dell’Arabia Saudita e sarà a Riad.
Ad andare a segno, invece, è stato l’obiettivo che dava proprio il titolo al rapporto: trasformare. E la trasformazione, profonda, della città è, effettivamente, oggi sotto gli occhi di tutti, anche se ancora in ‘cantiere’, tra transenne e nastri arancioni, traffico in tilt e monumenti coperti. Ecco quindi che lo slogan del sindaco di Roma quest’anno si è trasformato in ‘aprire’. E si partirà subito, con i cantieri che chiudono e le piazze che aprono: il 20 dicembre aprirà piazza Pia, dove si sta realizzando un sottopasso per dividere i flussi veicolari da quelli pedonali. Poi il 23 dicembre sarà la volta di Piazza dei Cinquecento anche se “una porzione sarà pavimentata nei mesi successivi al Giubileo come da cronoprogramma” e anche di “piazza Risorgimento, con la vicina via Ottaviano”. Piazza San Giovanni invece sarà inaugurato dopo l’apertura della Porta Santa, il 28 dicembre (un mese di ritardo rispetto a quanto annunciato lo scorso anno). Il Ponte di Ferro sarà terminato a dicembre, entro gennaio riaprirà al traffico.
In tre anni di governo della città a Roma sono stati emanati “1.148 provvedimenti, tra atto di giunta e di assemblea capitolina, ordinanze sindacali e commissariali” e sono stati avviati i cantieri per 204 opere indifferibili e 118 essenziali. “Sono tutte in linea con i tempi, con eccezioni limitate. La trasformazione di Roma sta diventando una realtà”, ha detto Gualtieri.
Pnrr e termovalorizzatore
Per i molti cantieri che si stanno per chiudere altri ne apriranno a breve. Sono quelli per le nuove infrastrutture di trasporto o per i rifiuti, alcuni tra quelli legati ai fondi del Pnrr. I cantieri per il nuovo termovalorizzatore inizieranno nella primavera del 25 mentre i primi rifiuti saranno conferiti nell’estate del 2027. Lo stesso termovalorizzatore che lo scorso anno era stato protagonista del secondo rapporto con l’annuncio della gara e la spiegazione degli ulteriori impianti in programma. Sui rifiuti, non c’è che dire, il sindaco ha confermato il cronoprogramma: il termovalorizzatore entrerà in funzione nell’estate del 2027, i biodigestori nel 2026. Sulla raccolta differenziata, invece, “passata dal 45,3 per cento al 47,9 per cento contiamo di arrivare al 52 per cento nel 2025”, ha spiegato Gualtieri.
L’Amministrazione ha partecipato al 95% degli avvisi pubblici Pnrr con un tasso di successo del 90%. Per quanto riguarda la diretta competenza di Roma Capitale, sono attualmente 277 i progetti, per una somma totale di circa 1,2 miliardi (che generano il doppio di risorse come impatto, con oltre 2,2 miliardi, vista l’attivazione delle risorse parallele almeno pari all’investimento Pnrr, si legge nel terzo rapporto).
Rigenerazione urbana
Tra i principali progetti finanziati dal PNRR c’è la realizzazione del Technopole. Il polo sarà costituito da 3 edifici più le aree pertinenziali verdi e sarà realizzato in due fasi: la prima prevede la costruzione a cura della Fondazione Rome Technopole di un edificio (2.300 mq) grazie a un finanziamento PNRR di circa 11 milioni di euro. Il secondo step prevede la costruzione a cura di Roma Capitale di altri due edifici (5.300 mq) con fondi del Programma Regionale FESR 2021-27 (circa 20 milioni di euro). La prima fase sarà realizzata entro il 2026 secondo le tempistiche del PNRR, la seconda fase entro il 2028.
In stand by, invece, la rigenerazione quartiere Flaminio e il Museo della Scienza parte integrante del progetto di riqualificazione dell’ex stabilimento militare di via Guido Reni (dopo l’annullamento della gara da parte di Cassa Depositi e Prestiti) così come il recupero dello stadio Flaminio (per il quale in Campidoglio attendono ancora delle proposte concrete). In particolare per il Museo della Scienza Gualtieri lo scorso anno parlava di una gara già nel 2024 e cantieri nel 2025. Affidato alla fine dell’estate il progetto definitivo, la gara per i lavori è slittata, invece, al prossimo anno per avviare i cantieri entro la fine del 2026.
I bandi
Si arriva, poi, a 2,4 miliardi di euro e 500 interventi se si aggiungono i bandi di Città Metropolitana e di altri enti collegati, che hanno comunque un impatto diretto sulla città. Tutti i principali target e milestone sono stati rispettati. Al 7 novembre 2024 sono 105 i cantieri avviati sui 249 interventi che ne prevedono sul territorio di Roma Capitale. La percentuale di quelli aperti raggiungerà il 70% entro la fine 2024 e il 90% entro il primo semestre del 2025. La maggior parte partiranno nel 2025, relativi a interventi di importi limitati e di minore complessità. Tutte le principali gare di appalto sono state aggiudicate: tra quelle di maggior rilievo (anche finanziario) si segnalano le gare per i PUI e PINQuA, il rinnovo della flotta autobus e l’elettrificazione dei depositi, le due tramvie, tutte le scuole dell’infanzia e gli interventi sugli impianti sportivi.
E poi c’è Caput Mundi con fondi PNRR: sono 335 gli interventi da 500 milioni di euro su 283 siti archeologici/culturali da realizzarsi a cura di vari soggetti attuatori (Ministero del Turismo, Ministero della Cultura, con il coinvolgimento delle varie Soprintendenze, Parco Archeologico del Colosseo, Parco Archeologico dell’Appia Antica, Diocesi di Roma, Regione Lazio e Roma Capitale). 129 interventi riguardano direttamente Roma Capitale nelle sue diverse articolazioni, tra i quali, in particolare, 115 la Sovrintendenza Capitolina, come, ad esempio, il restauro delle statue del Ponte S. Angelo, la riqualificazione dell’area di Colle Oppio, la riqualificazione delle ville storiche (tra cui Villa Sciarra e Villa Pamphili), di aree archeologiche e monumenti significativi, 35 fontane monumentali tra cui le fontane di piazza Navona, di piazza della Rotonda, di piazza San Giovanni in Laterano, di piazza Santa Maria Maggiore, piazza del Viminale, di Bocca della Verità, le fontane della Barcaccia, del Quirinale, delle Tartarughe e Fontana di Trevi.
Mobilità
Lo scorso anno Gualtieri aveva puntato tutto sulla ‘cura del ferro’ e sul rilancio del trasporto pubblico annunciando un investimento poderoso da 6,5 miliardi di euro su infrastrutture e nuove politiche della mobilità. Dal cantiere per la metro C a piazza Venezia passando per il rifacimento dei binari della metro A, le revisioni della metro B. E ancora: l’acquisto dei nuovi treni, dei nuovi tram. Le gare per le nuove tramvie e l’avvio dei nuovi autobus. Effettivamente oggi sono stati già ordinati e sono in corso di realizzazione 60 tram (i primi convogli arriveranno nel corso del 2025) tra i 121 convogli acquistati mediante la più grande gara d’Europa del settore, da quasi mezzo miliardo (457 milioni di euro). Lunghi 33 metri, 55 vanno a sostituire gli esistenti mentre altri 20 sono destinati alla TVA, 20 per la linea sulla Togliatti e 22 per la Termini-Tor Vergata). Passeranno ogni tre minuti, con una capienza massima di 4.000 passeggeri ora, 215 posti per ciascun mezzo, di cui 68 a sedere. È dal 1999 che non veniva fatta una gara del genere. Primi convogli ad inizio 2025. Peccato per i ritardi. Nelle intenzioni di Gualtieri annunciate nel secondo rapporto la tranvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata, che trasforma la ferrovia Roma-Giardinetti e la prolunga fino al polo universitario di Tor Vergata avrebbe dovuto vedere l’inizio lavori già nel corso del 2024. Se tutto andrà bene, invece, andrà a gara a fine 2024. Terminata la conferenza di servizi, è attesa dalla Regione la VIA. I lavori dovrebbero iniziare, in base a quanto scritto nell’ultimo Rapporto alla Città, nel corso del 2025.
Tra le altre linee che avrebbero dovuto già aver visto la progettazione, entro il Giubileo, c’era anche la nuova tranvia dal Verano alla Stazione Tiburtina, collegata anche ad una nuova linea Tiburtina-Ponte Mammolo. La pubblicazione gara era prevista a gennaio 2024 secondo il cronoprogramma di Roma Capitale. In realtà la gara è stata pubblicata solo lo scorso settembre da Invitalia. Inizio lavori slittati entro primo semestre 2025 e conclusione entro il 2026. Sarà lunga circa 1,5 km e costerà circa 19 milioni di euro.
Se la cura del ferro è una costante nei due Rapporti alla Città anche il tema del trasporto lo è anche se quest’anno a farla da padrona è il tema dei tagli. Dopo i 425 milioni sulla linea C, un definanziamento che, fortunatamente dovrebbe rientrare, Gualtieri ha ricordato la sforbiciata di 22 milioni sulla spesa corrente voluta dal Governo, che ha deciso quest’anno di fare cassa sugli enti locali. Sulla linea C, invece, c’è una grossa novità: “Se sarà confermata la cancellazione del taglio assurdo alla tratta T1 della linea C, cosa ormai probabile, entro il 2025 potremo aprire i cantieri delle tratte T1 e T2 in parallelo”. I lavori partiranno quindi prima del 2026, la data precedentemente indicata. In questo modo la linea arriverà fino al nuovo capolinea in zona Olimpico in 10 anni con le sette nuove fermate Venezia, Chiesa Nuova, San Pietro, Ottaviano, Clodio/Mazzini, Auditorium e Farnesina.