DAI TERRITORI

Roma, niente bosco urbano davanti Termini. Peretola, incognita tramvia

Piazza dei Cinquecento avrà soprattutto pavimentazione in travertino e basaltina e pochi alberi concentrati sul lato nord-ovest, oltre ai pini esistenti e a giovani querce. Nel bilancio regionale toscano spuntano 5 milioni aggiuntivi per la tramvia Peretola-Sesto dopo “pareri favorevoli con prescrizioni” che aumentano i costi del cantiere. Cautele sui tempi.

15 Dic 2025 di Diac Territori

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Il restyling di piazza dei Cinquecento davanti a Termini, affidato ad Anas per Ferrovie dello Stato e inserito nel dossier Giubileo, sarà completato a dicembre 2026 ma non realizzerà il “bosco urbano” previsto nei rendering del progetto vincitore (Its Architettura). La piazza avrà soprattutto pavimentazione in travertino e basaltina e pochi alberi concentrati sul lato nord-ovest, oltre ai pini esistenti e a giovani querce vicino alla statua di Giovanni Paolo II. In cantiere si preparano aiuole “bolle” per nuove essenze, ma in numero molto inferiore rispetto al concept originario. È sparito dal progetto approvato anche il bike hub centrale, pensato come parcheggio bici con servizi: Anas sostiene che sarà realizzato in una seconda fase. La motivazione principale del taglio verde sarebbe la presenza dei locali della metro sotto la piazza, che rende difficile piantare alberi nella zona centrale, oltre all’adattamento alle evidenze archeologiche. Restano differenze evidenti tra progetto di concorso e versione passata in conferenza dei servizi. Intanto sono stati sostituiti alberi secchi per difetti di attecchimento in aree vicine tra Termini e viale De Nicola.

Toscana, tramvia Peretola-Sesto: 5 milioni in più e tempi meno certi

Nel bilancio regionale toscano spuntano 5 milioni aggiuntivi per la tramvia Peretola-Sesto dopo “pareri favorevoli con prescrizioni” che aumentano i costi del cantiere. L’opera vale 228 milioni per il primo lotto aeroporto–Polo scientifico e la Regione propone di coprire l’extra con 2,5 milioni nel 2027 e 2,5 nel 2028. Sul cronoprogramma cresce la cautela: Sesto spera di partire ad agosto 2026, Firenze valuta più realistico il 2027, tra conferenze dei servizi, progetto esecutivo e affidamento lavori. Nella legge di stabilità si prevede anche lo slittamento del contributo fino a 30 milioni per la strada Le Piagge–Manifattura nel triennio 2026-2028. Prorogata fino al 30 giugno la scadenza per il cambio di destinazione d’uso turistico-ricettiva per affittacamere e B&B “imprenditoriali”, mentre pende il giudizio della Consulta. In parallelo divide la delibera sull’accordo con l’Università di Firenze che include il monitoraggio ed eradicazione dello scoiattolo grigio, su cui Avs si astiene.

Roma, Metro A: chiude il parcheggio Arco di Travertino, 986 posti off limits

Da oggi chiude il parcheggio di scambio di Arco di Travertino (Metro A) con 986 posti, nodo strategico per pendolari dell’Appio-Tuscolano e per chi arriva dai Castelli e da Roma sud-est. Lo stop serve ai lavori Pnrr per trasformare il polo civico mai utilizzato in una grande piazza coperta con biblioteca su tre livelli (circa 7mila mq), auditorium, spazi bambini con ingresso indipendente, coworking, ristoro, sale prova/registrazione e una grande area espositiva fuori dal centro storico. Il cantiere vale 11 milioni ed è partito l’11 febbraio, con termine inderogabile al 31 dicembre 2026: la chiusura quindi non sarà breve. Le comunicazioni Atac sono essenziali e non indicano una data di riapertura del park, creando problemi di alternativa per la sosta. Possibili opzioni citate sono Cinecittà (meno capiente), Anagnina e Laurentina, ma con criticità di saturazione. La fermata Arco di Travertino resta operativa, mentre Giulio Agricola ha accessi chiusi lato via Tuscolana per lavori.

Ancona, Mole Vanvitelliana: Pnrr all’85%, altri cantieri in ritardo

Alla Mole Vanvitelliana di Ancona i lavori procedono “a tre velocità”: il cantiere Pnrr è all’85% e punta alla scadenza di giugno 2026, mentre gli interventi Piano Città e adeguamento sismico restano indietro. L’appalto da 3,3 milioni (Edil Domus) riguarda anche le sale Viani-Mercanti e Tabacchi, con nuovi servizi igienici e linea fognaria inclusa, oltre a nuovi infissi in corten. In sala Tabacchi sono stati rifatti pavimenti e collegamenti verticali, e sul ponticello nord i lavori avanzano nonostante stop per l’alta marea. Sul lato Mandracchio pesa lo stallo del cantiere Emaprice, lasciato dall’impresa fallita nel 2022: il progetto esecutivo rimodulato vale 3,9 milioni e il Comune indica avvio tra gennaio-febbraio 2026 e chiusura nel 2027. Ancora più arretrato l’adeguamento sismico, fermo alla fattibilità tecnico-economica. Tombolini guarda al 2028 come traguardo complessivo, anche in chiave “capitale della cultura”.

Sicilia, fondi UE a rischio: sprint su fogne e depuratori

In Sicilia occidentale si accelera sugli appalti per depuratori e reti fognarie per evitare il rischio di restituzione dei fondi europei e ridurre il peso della procedura d’infrazione UE, che costa circa 40 milioni l’anno. Il commissario nazionale per la depurazione Fabio Fatuzzo e il vice Toto Cordaro indicano l’avvio a inizio 2026 dei cantieri per i depuratori di Misilmeri e Niscemi. Nei primi quattro mesi del 2026 è previsto il completamento di fognatura di Misilmeri, depuratore di Gela-Macchitella e fognatura di Sciacca. La struttura commissariale certifica a Bruxelles gli avanzamenti: nell’ultimo anno la certificazione vale 80 milioni nel Fesr Sicilia 2021-2027 (priorità “Sicilia più verde”, azione sul Servizio idrico integrato). Tra le opere in marcia: rete fognaria costiera di Agrigento, depuratore di Campobello di Mazara, nuovo sistema di depurazione Favara-Agrigento, potenziamento impianto di Patti e reti nere a Tre Fontane, Torretta Granitola e Kartibubbo. Per Palermo pesano collettore sud-orientale e potenziamento di Acqua dei Corsari. La partita depurazione vale circa 2 miliardi sull’intera regione.

Mestre, ex De Amicis: “Casa della Città” pronta entro l’estate

A Mestre procede la riqualificazione dell’ex scuola De Amicis con obiettivo inaugurazione entro l’estate 2026, puntando su più spazi per associazioni e comunità e meno uffici. Il Comune ha aggiunto 900mila euro per recuperi conservativi emersi in corso d’opera e per una distribuzione più funzionale tra “Casa della Città” e uffici comunali (non più solo l’ipotesi Tributi). Il progetto è finanziato con 4 milioni Pon-Metro più 536mila comunali, a cui si sommano i nuovi stanziamenti; una variante da 150mila euro è stata già formalizzata. Durante le demolizioni sono riemersi elementi di pregio (colonne e una scala con ringhiera) finora “nascosti”, che saranno preservati e resi fruibili. Si amplia anche la quota di aree espositive per mostre e incontri rispetto a quelle destinate agli uffici. L’edificio, nato nel 1902 dalla villa dei Giustinian, era diventato sede di uffici comunali intorno al 1990 dopo la lunga stagione scolastica.

Liguria, termovalorizzatore: bando in arrivo e ritorno dell’ipotesi Scarpino

La Regione Liguria affida all’Arlir, Agenzia regionale per i rifiuti, l’incarico di pubblicare il bando per raccogliere manifestazioni di interesse sull’impianto di “fine ciclo” dei rifiuti, dopo che nessun Comune si è fatto avanti. L’ipotesi più probabile resta il termovalorizzatore, mentre il “waste to chemicals” viene considerato più difficile nelle condizioni liguri. Il bando, secondo le indiscrezioni, ammetterà anche impianti più piccoli: fino a 240mila tonnellate annue, invece delle 320mila ipotizzate nello studio Rina. Questa soglia riapre la carta Scarpino (Genova), dove Amiu e Iren hanno fermato il Tmb dopo le palificazioni, proprio per valutare una possibile conversione. A candidarsi saranno aziende costruttrici/gestori in concessione, ma servirà comunque il via libera del Comune ospitante. Il dossier incrocia la crisi di governance di Amiu e le frizioni politiche nella maggioranza della sindaca Silvia Salis, con contrarietà esplicite (Avs, M5S) e scetticismi anche nel Pd. In Valbormida restano proteste e una petizione “contro l’inceneritore” sopra 4mila firme.

Bistagno, stazione idrometrica 2.0: monitoraggio h24 sul Bormida

A Bistagno (AL) è stato presentato il progetto di rifunzionalizzazione della stazione di lettura idrometrica installata a fine anni ’90 sul ponte della Statale 30 sul fiume Bormida, nata dopo l’alluvione del 1994. I primi recuperi sono partiti a dicembre 2024 e ora la stazione è attiva da settimane, con componenti quasi tutti sostituiti e strumentazione di ultima generazione. Di originale è rimasto il sonar, mentre i dati sono collegati digitalmente alla centrale operativa locale, garantendo controllo h24. La posizione, dopo la confluenza dei rami di Millesimo e Spigno, consente di valutare l’evoluzione delle piene a monte e organizzare per tempo misure di protezione civile per Bistagno e i paesi vicini. In passato il sistema era andato in disuso e i volontari Aib monitoravano “a vista”. È possibile ricevere allerte in tempo reale via canale Telegram della squadra Aib e consultare i dati online. L’obiettivo è ridurre i tempi di reazione su interdizioni e messe in sicurezza di aree a rischio esondazione.

(a cura di Francesco Stati)

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