DAI TERRITORI

Ritardi dei cantieri Fs a Bergamo, stop al FV a Tessera (Ve), nodo stadi a Bari

Nella rassegna odierna di news locali anche il dibattito sul corridoio del Brennero, al centro del tavolo organizzato ieri da Confindustria. A Genova, dossier diga foranea e case popolari. A Bari infiamma il dibattito sui due stadi cittadini, con il rischio abbandono da allontanare al più presto. Torino digitalizza i cantieri.

09 Giu 2026 di Diac Territori

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Bergamo, cantieri Fs in ritardo e lavori al 2027

La nuova scadenza è un anno secco più in là di quella precedente. Per il treno per Orio e il raddoppio della linea Bergamo-Ponte San Pietro la nuova data di fine lavori è dicembre 2027: il termine, di cui si parlava da tempo, è stato ufficializzato dall’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi facendo il punto di tutti gli interventi che l’azienda ha in corso in Lombardia per un totale di 15 miliardi di euro. La scadenza sembra lontana, ma bisogna calcolare che in ventotto mesi è stato realizzato solo il 25% delle due opere, e ora si deve fare il restante 75% in un anno e mezzo. Lo riporta il Corriere di Bergamo.

Fotovoltaico, stop della Commissione Via a Save per l’impianto a Tessera (Ve)

Sull’impianto agrivoltaico di Tessera la Commissione Via ora chiede ulteriori chiarimenti a Save sulla compatibilità con il sito Unesco. Con le osservazioni congiunte della Città Metropolitana e del Comune di Venezia, inviate al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica lo scorso 12 maggio, si chiede infatti che l’impianto (ma anche l’intero Masterplan 2037) sia sottoposto a una valutazione di impatto sul patrimonio (Hia, che sta per «Heritage Impact Assessment ») sviluppata in coerenza con le Linee Guida Unesco in quanto l’intervento sarebbe suscettibile di produrre effetti sul «valore universale eccezionale dei Siti del Patrimonio Mondiale» e sulla buffer zone (zona cuscinetto dove è localizzato l’impianto) del sito Unesco Venezia e la sua Laguna. Lo riporta il Corriere del Veneto.

Da qui la richiesta del ministero a Save di predisporre una nuova Hia nella documentazione relativa al Masterplan 2037 per consentire alla Via di concludere la procedura. E sempre la Commissione tecnica Via evidenzia che l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici con moduli a terra all’interno delle zone di protezione dei siti Unesco è preclusa dalla normativa vigente (il decreto legislativo 190 del 2024) che consente solo interventi su impianti esistenti. Save sta preparando la documentazione richiesta, ma intanto ricorda che il perimetro delle buffer zone (proposto da Ca’ Farsetti) deve ancora essere definito dal comitato Unesco e che non è chiaro se il Ministero abbia titolo per richiedere e valutare una nuova Hia.

Corridoio del Brennero, no a divieti unilaterali. Serve soluzione europea

«Il corridoio del Brennero non appartiene ad un singolo territorio: è un’infrastruttura europea che impatta dal Veneto alla Baviera, è la spina dorsale economica e sociale dell’Europa». È questo il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Trentino-Alto Adige, Alexander Rieper, intervenuto ieri al convegno, organizzato dall’associazione a Trento e dal titolo «Infrastrutture a sostegno dei territori. Le vie dello sviluppo a nord e a sud del Brennero». Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dei trasporti per discutere delle prospettive infrastrutturali lungo l’asse che collega Italia e Austria. Lo riporta il Corriere del Trentino.

Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha ribadito il sostegno alle grandi opere: «La Valdastico sarà fondamentale per sostenere economia e territorio. Il corridoio del Brennero rappresenta invece un’arteria vitale: per questo sono strategici gli investimenti in sostenibilità, innovazione e sicurezza sull’A22, oltre a quelli per il trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia grazie al tunnel di base e alle tratte di accesso. Sull’Interporto di Trento verranno investiti 50 milioni. Dire sempre di no ai progetti non è la nostra strategia, noi siamo per il fare. E dimostrazione ne è la convinzione con cui sosteniamo la realizzazione della circonvallazione di Rovereto». Al convegno è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, attraverso un videomessaggio: «Sono oltre 9,5 miliardi gli investimenti destinati alle province di Trento e Bolzano. L’attualità ci indica come prioritari i temi dell’A22, che stiamo seguendo con particolare attenzione nell’interesse dei territori, e della circonvallazione di Trento, destinata nei prossimi anni a cambiare profondamente la città».

Genova, nuova diga foranea al primo chilometro

Lasciati alle spalle i bacini di Sampierdarena, appena fuori dal J porto, lo sguardo incontra un orizzonte nuovo, di ferro e calcestruzzo. È il profilo della nuova diga foranea, che con la posa del ventitreesimo cassone ha raggiunto il suo primo chilometro. Da terra o dalle alture di Genova non si riesce a percepire la complessità di questo cantiere galleggiante in mare aperto. Avvicinandosi, invece, quella che sembra una scogliera riaffiorata dall’acqua si staglia davanti alla prua della nostra piccola imbarcazione. Una volta “all’ombra” del muro in costruzione, il rollio delle onde si fa sempre più dolce.
Dall’acqua spuntano i numeri 32 e, poco più sopra, 33. Sembrano i centimetri di un righello, ma in realtà indicano i metri di altezza dell’ultimo cassone appena affondato, un grande palazzo di undici piani che giace invisibile sott’acqua, lungo 67 metri e largo 30. Lo scrive Il Secolo XIX. «Questo primo chilometro ci consente di tracciare un bilancio del monitoraggio che stiamo attuando attraverso una settantina di strumenti sia sott’acqua sia in superficie sulla risposta dei cassoni i quali, col tempo, hanno avuto un abbassamento di svariati centimetri e non di millimetri: si tratta di un assestamento naturale, ma questi spostamenti rientrano nei range previsti in fase progettuale e questo conferma la nostra fiducia nel lavoro che stiamo portando avanti», spiega l’ingegnere Nicola Meistro di Webuild.

Genova, case popolari: 2.300 famiglie in lista ma c’è il nodo degli alloggi sfitti

Sempre a Genova, fronte housing, Il Secolo XIX scrive oggi che mentre in centro e nei quartieri di maggior pregio corrono gli investimenti, i prezzi delle case e i canoni degli affitti; giovani, anziani e famiglie meno abbienti faticano a trovare in città soluzioni abitative dignitose a prezzi accessibili. Sono circa 2.300 le famiglie che attendono una casa popolare a Genova. E, paradossalmente, si contano altrettanti alloggi pubblici vuoti che non possono essere assegnati perché necessitano di manutenzioni che gli enti locali non riescono a garantire per carenza di fondi. Nei prossimi giorni sarà pubblicata la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. «Complessivamente, le domande presentate sono state circa 3.500. – racconta Bruno Manganaro, segretario del Simia – Tolte quelle che non avevano i requisiti per accedere, le famiglie che entreranno nella graduatoria definitiva saranno circa 2.300. A fronte di questo fabbisogno, gli alloggi che potranno essere assegnati nell’immediato saranno solo 120- 150».

Bari, incubo abbandono per i due stadi S. Nicola e Della Vittoria

Investimenti, progetti, ma soprattutto una strategia per farli «vivere» ogni giorno e trasformarli in un attrattore turistico. Il futuro degli stadi San Nicola e Della Vittoria ha costituito il tema dibattuto nell’incontro di ieri nella sala consiliare del Comune. Una riflessione organizzata dal vicepresidente della Commissione Sviluppo Economico, Giuseppe Carrieri, alla presenza di relatori d’eccezione come il professor Francesco Perrini (presidente di «M-I Stadio Srl», ovvero la società che gestisce lo stadio Giuseppe Meazza a Milano), nonché Ettore Mazzilli (direttore legale della federazione quatariota).

«Una ristrutturazione del San Nicola e del Della Vittoria sicuramente potrebbe essere propiziata esclusivamente da interessi di investitori e società specializzate a rilevarne la gestione», riflette il professor Perrini. «Scontato, però, che il motore di tali iniziative siano quasi sempre le società sportive, ovvero le principali fruitrici degli impianti. Bisogna generare attrattività, rendere gli stadi destinazioni turistiche.

Torino digitalizza i cantieri

Stretta del Comune sui cantieri infiniti. Quelli che restano aperti per mesi senza che vi si veda un operaio al lavoro. «Per posare un tubo di sei metri in corso Tripoli ci sono volute tre settimane», dice il sindaco Stefano Lo Russo. Solo un esempio tra tanti. Ma che rende l’idea di ciò che il Comune ha deciso di combattere con una nuova piattaforma digitale che consentirà di monitorare in tempo reale i cantieri. Il progetto è partito in sordina un anno fa. E dopo una lunga fase di lavoro, ieri il sindaco lo ha presentato insieme l’assessora Chiara Foglietta e la direttrice generale Alessandra Cimadon.
Le aziende che chiedono di aprire uno scavo hanno iniziato a gestire l’intera procedura online, indicando durata prevista, modalità e localizzazione dell’intervento. Il Comune autorizza e soprattutto controlla il rispetto dei tempi dichiarati.
La piattaforma registra apertura, avanzamento e chiusura dei cantieri rendendoli visibili su una mappa che in futuro potranno controllare anche i cittadini. Chi non rispetterà il cronoprogramma dovrà motivare i ritardi e potrà essere sottoposto a verifiche. Lo riporta Repubblica-Torino.

PoliTo, al Tar l’appalto da 44 milioni per il futuro campus

Un ricorso al Tar rischia di bloccare il cantiere del futuro campus del Politecnico a Torino Esposizioni: mentre proseguono i lavori per la biblioteca civica e il Teatro nuovo, su cui il Comune ha investito 105 milioni del Pnrr, potrebbero slittare quelli sui padiglioni destinati a ospitare aule, laboratori e spazi per gli studenti. Colpa di un ricorso al Tar contro Poli, Ministero della Cultura e Soprintendenza dei beni culturali, presentata dalla società che si è classificata seconda nella gara europea da 44 milioni di euro: Emmecci Benefit sostiene che i vincitori, il raggruppamento d’imprese formato da Ar.Co., Teicos, Dimensione e Archeos, non possiedano tutte le “categorie” necessarie in una gara che riguarda un complesso vincolato e di pregio, firmato da maestri come Ettore Sottsass, Pier Luigi Nervi e Riccardo Morandi. Lo riporta Repubblica-Torino.

Stadio Roma, Gualtieri: entro un anno i cantieri

Torna a parlare il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, sul nuovo impianto giallorosso che sorgerà a Pietralata. Come scrive Il Messaggero, in un’intervista all’AdnKronos, dice: «Lo stadio della Roma entra in una fase decisiva. È stata approvata la convenzione tra tutti gli enti coinvolti che consente quindi di gestire tutta la fase che porterà dall’autorizzazione fino poi alla realizzazione dello stadio». Ma, poi, annuncia: «Il commissario ha firmato l’ordinanza per avviare finalmente la conferenza dei servizi decisoria e a quindi a breve partirà il processo di autorizzazione che consentirà di partire sia per rispettare i tempi della deadline europea che vuole concluso questo procedimento entro una certa data per poter concorrere a ospitare gli Europei in questi stadi, sia poi per poter avere l’apertura del cantiere tra un anno e quindi la realizzazione dello stadio».
Nelle ultime ore, quindi, si è chiuso il cerchio delle procedure amministrative necessarie a rendere operativo il commissariamento per gli stadi che saranno nella lista da presentare alla Uefa come sedi per le gare degli Europei 2032.

Cagliari, controlli al progetto sullo stadio

C’è un fronte stadio anche a Cagliari. Come scrive L’Unione Sarda, l’obiettivo resta il rispetto del programma richiesto dall’Uefa in vista di Euro 2032, per il quale Cagliari punta a candidarsi come una delle città a ospitare alcune partire dei gironi. Il Comune punta così a portare «in aula la delibera per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e del diritto di superficie già a giugno, in modo da tale da pubblicare il bando a luglio», spiega l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta, ribadendo il cronoprogramma dell’amministrazione. I dettagli sono stati illustrati ieri pomeriggio nel corso di una riunione congiunta delle commissioni Urbanistica, Sport e Mobilità. Il piano «In questo momento siamo impegnati in una verifica approfondita del progetto definitivo», spiega ancora l’assessore. «Si tratta di un’opera complessa e articolata che richiede valutazioni tecniche accurate. Esaurita questa fase, potremo pensare al bando», al quale gli uffici stanno già lavorando.

Napoli, aperte le buste per le spiagge. Sprint studentato

Dai circa 30mila euro totali con le vecchie concessioni alla bellezza di 247mila euro con la prima, storica, procedura di gara.
È il valore totale delle aggiudicazioni provvisorie per la gestione delle spiagge di Posillipo. Ieri sono state aperte le buste con le offerte economiche per i tre lotti dell’arenile attorno a palazzo Donn’Anna. Alla base d’asta, da 3.524 euro annui, sono stati posti rialzi di oltre il mille percento per i primi due lotti, dove vincono gli storici gestori: Ideal e Bagno Elena con offerte, rispettivamente, da 67mila e 53mila euro. Esclusa dalla sfida la Even More, società legata al ristorante stellato Palazzo Petrucci, per un errore nella presentazione dell’offerta. Ma stavolta non dovrebbero esserci ricorsi. L’unica novità, quindi, arriva sul terzo lotto: il tratto di spiaggia più piccolo. Dove il Bagno Sirena, che ha offerto 20mila euro, soccombe contro la super-offerta della Romeo Alberghi: 127mila euro annui. L’affidamento varrà, in tutti e tre i casi, per due anni. Ma ora scatta la fase dei controlli prima delle aggiudicazioni definitive. L’autorità portuale, terminato ieri il lavoro della commissione, ha trenta giorni di tempo per procedere.

Sempre sul Mattino si legge, invece, che è l’ora dei ritocchi finali per lo studentato del Centro direzionale: 70 operai al lavoro per sistemare le 300 camere che ospiteranno 600 studenti, un via vai continuo di mezzi che scaricano materiale per le stanze: allestite come le cabine delle navi da crociera della Msc. Una operazione da 50 milioni: 20 per l’acquisto delle Torri dell’ex Banco di Napoli e 30 per la rigenerazione delle strutture. Il Mur – il ministero per l’Università – sosterrà lo studentato investendo la bellezza di 20 milioni. Due le società private che hanno investito e creato “Bridge Towers University” composta da due imprese napoletane cioè e la “M&V Investment e AGC Immobiliare credendo nelle potenzialità del Centro direzionale. «Entro il 30 agosto il cantiere sarà chiuso, il 31 ottobre ci sarà il collaudo da parte del ministero e a novembre saremo operativi. A dicembre avremo 600 studenti che daranno nuova vita alla cittadella dei grattacieli soprattutto la sera» spiegano all’unisono l’amministratore unico della società Giuseppe Di Cintio e Antonio Romano uno dei due proprietari degli immobili. Ad accompagnare lo sviluppo di questo studentato una infrastruttura che mancava al Centro direzionale, un supermarket. «Che contiamo – dice Romano – sia già in funzione entro il 31 dicembre.

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