L’ex Interchim di Ciriè diventa un parco urbano
IN SINTESI
L’ex sito industriale Interchim di Ciriè, in provincia di Torino, si trasformerà in un parco urbano grazie a un finanziamento regionale di 1,715 milioni di euro per il progetto “Forestazione Urbana – I colori della memoria”. L’iniziativa prevede, inoltre, la creazione di un percorso della memoria che racconterà la storia del luogo e delle persone che vi hanno lavorato per decenni, trasformando un’area dismessa in uno spazio di socialità, cultura e riflessione.
La storia dell’ex Interchim di Cirié (precedentemente IPCA) non è una storia ‘facile’, ma è quella di un sito industriale dismesso, noto come “fabbrica del cancro”, segnata da un grave scandalo sanitario legato all’amianto e alle sostanze tossiche, che ha causato tumori tra gli operai, portando a una storica condanna penale nel 1977 e lasciando un’eredità di inquinamento che ha portato alla necessità di complessi interventi di bonifica e, appunto, riqualificazione urbana per trasformarlo in un’area pubblica.
Uno dei luoghi simbolo della storia industriale cittadina, l’ex Interchim è stata già oggetto negli anni scorsi di importanti interventi di bonifica dei cosiddetti “siti orfani”, finanziati tramite il PNRR, ha visto la messa in sicurezza permanente del sito e la rimozione delle strutture pericolanti. Grazie a questi lavori, lo spazio è ora pronto ad accogliere nuove funzioni pubbliche, restituendo alla città un’area sicura e accessibile alla cittadinanza.
“Siamo orgogliosi di questo finanziamento”, ha dichiarato il sindaco Loredana Devietti sottolineando che “riconosce il lavoro svolto dalla città per rigenerare un’area simbolo. Stiamo trasformando Ciriè passo dopo passo, valorizzando i luoghi storici per le nuove generazioni”.
Progetto green e innovativo

Il progetto di forestazione urbana, che completa gli interventi già avviati, unisce sostenibilità e innovazione tecnologica. Tra le soluzioni previste c’è, in particolare, un sistema avanzato per la gestione delle acque meteoriche, capace di filtrare e raccogliere le piogge attraverso aree verdi appositamente progettate e vasche di fitodepurazione, con possibilità di riutilizzo per l’irrigazione del nuovo verde. La piantumazione di specie erbacee, arbustive e arboree trasformerà l’area in un vero polmone verde urbano, riducendo le emissioni di CO2. L’intervento, oltre alla funzione ecologica, contribuisce, così, all’incremento della biodiversità e dei servizi ecosistemici locali, integrando l’ex sito Interchim nella rete ecologica cittadina e regionale.
Percorso della memoria e valorizzazione culturale

Il progetto prevede, inoltre, anche un percorso della memoria, che valorizzerà gli edifici o le parti di essi conservati, raccontando la storia del sito e delle persone che vi hanno lavorato per anni. Un ponte tra passato e futuro, pensato per ricordare le vittime della tragedia dell’ex IPCA e ripercorrere la storia produttiva dell’area, trasformando lo spazio in un luogo di riflessione, socialità e conoscenza..
Un progetto, questo, che “rappresenta un’opportunità concreta per restituire alla comunità spazi verdi e di socialità”, ha sottolineato l’assessore ai Progetti Strategici Alessandro Pugliesi mentre l’assessore all’Ambiente Barbara Re ha evidenziato il valore della forestazione per il benessere della città e la creazione di un laboratorio urbano replicabile in altre realtà: “La forestazione restituisce ossigeno, combatte le isole di calore e crea spazi di fruizione pubblica, unendo sostenibilità e benessere dei cittadini”, ha concluso.