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APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La qualificazione semplificata negli appalti pubblici

24 Lug 2026 di Gabriella Sparano

La cosiddetta qualificazione semplificata, la cui disciplina è oggi contenuta nell’articolo 28 dell’Allegato II.12 al Dlgs. n. 36/2023, costituisce un istituto di fondamentale importanza pratica. Essa permette agli operatori economici di partecipare agli appalti di lavori pubblici di importo pari o inferiore a 150.000 euro (sia per l’intero appalto che per singole lavorazioni scorporabili) svincolandosi dall’obbligo del possesso dell’attestazione SOA, a patto di dimostrare il possesso di specifici requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di fatto. 

Tuttavia, l’applicazione concreta dell’articolo 28 da parte delle stazioni appaltanti e degli operatori economici presenta frequenti insidie procedimentali. 

Vediamo, dunque, come procedere per evitare errori.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

L’organismo di diritto pubblico alla luce del caso della Fondazione Milano Cortina 2026

17 Lug 2026 di Gabriella Sparano

La linea di confine tra ciò che è pubblico e ciò che è privato nell’ordinamento italiano è spesso fluida, specialmente quando lo Stato decide di creare enti con forme privatistiche (come le fondazioni) per perseguire scopi di rilevante interesse generale (quali l’organizzazione di grandi eventi internazionali). Ciò può far sorgere dubbi interpretativi sulla disciplina applicabile a tali enti, specie sotto il profilo della sottoposizione al Codice dei contratti pubblici e delle connesse responsabilità, anche penali.

La recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 129 depositata il 16 luglio 2026) relativa alla Fondazione Milano Cortina 2026 ne è un esempio e ci dà l’occasione per fare il punto sul concetto di organismo di diritto pubblico, che è l’emblema di come un soggetto strutturalmente e giuridicamente privato possa essere equiparato ad un soggetto pubblico nell’applicazione del Codice dei contratti pubblici e nei connessi risvolti penali (come il reato di turbata libertà degli incanti).

Vediamo insieme.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Perché i requisiti speciali non possono tararsi sul valore del contratto al netto del ribasso offerto

03 Lug 2026 di Gabriella Sparano

Nei contratti pubblici, l’offerta economica rappresenta lo strumento su cui gli operatori economici concentrano di più la loro competizione, proponendo sconti e ribassi rispetto al prezzo stimato dalla stazione appaltante per aggiudicarsi la commessa. Davanti a requisiti di ammissione particolarmente severi, capita che sorga spontanea una suggestione: se la mia offerta economica riduce il prezzo finale del contratto, perché i miei requisiti di partecipazione non possono essere calcolati su questo importo ridotto, venendo così incontro alla mia reale dimensione aziendale?

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Al via dal 1° luglio il monitoraggio ANAC dell’efficienza decisionale

26 Giu 2026 di Gabriella Sparano

Dal 1° luglio 2026 prende ufficialmente il via il sistema informatico dell’ANAC per il monitoraggio dell’efficienza decisionale.  Dopo il preavviso ai RASA di qualche giorno fa (ne abbiamo parlato qui), l’ANAC ne ha dato comunicazione ufficiale all’interno del servizio dedicato alla “qualificazione delle stazioni appaltanti”.  L’obbligo, che grava sulle stazioni appaltanti e le centrali di committenza qualificate, attua le previsioni dell’articolo 11, commi 4-bis e seguenti, dell’Allegato II.4 al Codice dei contratti pubblici, a seguito delle modifiche introdotte dal Decreto Correttivo (Dlgs. 209/2024). In questo modo, l’Autorità introduce una procedura interamente digitalizzata e standardizzata per misurare i tempi della macchina pubblica, unendo il controllo della performance all’assegnazione di punteggi premiali.

Vediamo in che modo. 

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Il codice e la modalità facoltativa di retribuzione delle funzioni tecniche (art. 45, comma 2): inquadramento e conseguenze per il personale

19 Giu 2026 di Gabriella Sparano

In materia di funzioni tecniche, il Codice vigente consente una flessibilità gestionale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti nella valorizzazione del proprio personale, determinante effetti e implicazioni pratiche, che richiedono un approfondimento. L’articolo 45, al comma 2, infatti, contiene una specifica clausola che consente alle amministrazioni, ai fini dell’esclusione dall’obbligo di destinazione delle risorse percentuali stanziate nella commessa, di esercitare la facoltà di prevedere una “modalità diversa di retribuzione delle funzioni tecniche svolte dal proprio personale”. La presente istruzione analizza le caratteristiche, le corrette modalità procedurali, le implicazioni operative e contabili che l’adozione di tale percorso facoltativo comporta sia per l’amministrazione che per il suo personale, offrendo un supporto strutturato per una corretta applicazione della facoltà da parte dell’una nei confronti dell’altro, anche alla luce degli orientamenti e chiarimenti espressi dalle pronunce della magistratura contabile. 

Vediamo meglio.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

Il subprocedimento di verifica dell’anomalia alla luce della sentenza del CdS

12 Giu 2026 di Gabriella Sparano

L’entrata in vigore dell’articolo 110 del Dlgs. 36/2023 ha modificato la scansione temporale del subprocedimento di verifica dell’anomalia delle offerte. Fin dalle prime applicazioni delle nuove norme, infatti, si è discusso del passaggio dalla vecchia formulazione del 50/2016 (che prevedeva un termine non inferiore a quindici giorni, all’articolo 97) all’attuale previsione di un termine “non superiore a quindici giorni per la presentazione delle giustificazioni. Quello che prima era un termine minimo era diventato un termine massimo con conseguenti dubbi interpretativi circa la sua perentorietà, con inevitabili effetti sugli operatori economici. In tal modo, si aggiungeva un ulteriore grado di difficoltà ad un subprocedimento già di per sé impegnativo per la stazione appaltante, che lo compie, e per gli operatori economici, che lo subiscono. Con la recente sentenza del 10/06/2026, n. 4666, il Consiglio di Stato è intervenuto in modo molto dettagliato sulla natura e sulla gestione del suddetto nuovo termine, fornendo chiarimenti che la presente istruzione si propone di analizzare, per offrire alle stazioni appaltanti una sorta di linea guida d’azione e agli operatori economici una chiara consapevolezza dei propri diritti e doveri procedurali.

Vediamo meglio. 

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La revisione prezzi ordinaria e straordinaria spiegata dal MIT: una utile check list operativa

05 Giu 2026 di Gabriella Sparano

Sebbene il MIT le abbia solo annunciate sul suo sito (peraltro con un messaggio laconico) e incomprensibilmente non ancora pubblicate in via ufficiale, le sue linee guida “per regole più chiare su revisione prezzi in servizi e forniture” stanno di fatto circolando capillarmente sotto forma di bozza accreditata, suscitando discussioni e interesse. Si tratta, infatti, di un documento che, lungi dall’illustrare e chiarire il meccanismo revisionale complessivamente previsto dal Codice, si concentra precipuamente su una distinzione introdotta dal Decreto Correttivo (Dlgs. 209/2024), ma finora poco analizzata o passata quasi inosservata, quella cioè tra revisione straordinaria e revisione ordinaria. Contrariamente a quanto si potrebbe istintivamente pensare, la revisione ordinaria non è quella del comma 2, lettera b), dell’articolo 60 (ossia, la pluricommentata variazione superiore al 5% con riconoscimento dell’80% dell’eccedenza), ma è quella introdotta dal comma 2-bis dell’articolo 60, che parla appunto di “meccanismi ordinari”. Due tipologie di revisione che però non sono alternative tra loro, ma anzi sono dichiaratamente complementari.

Con questa istruzione, pertanto, vogliamo offrire una lettura spiegata del documento MIT che delinea un vero e proprio percorso per le stazioni appaltanti, dalla programmazione fino all’esecuzione del contratto, e supporta gli stessi operatori economici per una partecipazione consapevole.

APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO

La gestione del grave illecito professionale come causa di esclusione non automatica

22 Mag 2026 di Gabriella Sparano

Alzi la mano chi non ha alcuna perplessità di fronte alla fattispecie dell’illecito professionale grave, quale causa di esclusione non automatica. Sebbene, infatti, nel passaggio dal vecchio al nuovo Codice dei contratti pubblici la disciplina del grave illecito professionale abbia subito una profonda e sostanziale modifica, evolvendo da fattispecie aperta (articolo 80 del Dlgs. 50/2016) a fattispecie normativamente tipizzata e perimetrata (articolo 98 del Dlgs. 36/2023), continua a creare imbarazzi e incertezze alle stazioni appaltanti, sulle quali grava un rigoroso onere istruttorio e motivazionale prima di escludere un concorrente. 

Vediamo, quindi, quali sono le condizioni normativamente previste affinché possa configurarsi l’illecito professionale grave, scongiurando il rischio di provvedimenti illegittimi.

 

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Il rinnovo contrattuale

15 Mag 2026 di Gabriella Sparano

Sebbene non sia un istituto nuovo o recente, e peraltro sia da tenere in considerazione fin dall’inizio dell’iter negoziale ai fini del calcolo dell’importo stimato dell’appalto (articolo 14 del Codice), il rinnovo contrattuale è ancora fonte di dubbi e incertezze applicative da parte delle stazioni appaltanti.

Le criticità più frequenti che emergono riguardano, ad esempio, la sua sovrapposizione con istituti al contrario differenti (la proroga), le corrette tempistiche e modalità di attivazione, e la natura del rapporto giuridico che viene a crearsi con il contratto originario rinnovato, appunto.

Vediamo insieme, dunque, cos’è e cosa non è il rinnovo contrattuale, e cosa consente e cosa non consente di fare per garantire la regolarità dei contratti pubblici.

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