LA CONFERENZA DELL'AIEE E LE AUDIZIONI SUL MERCATO GAS
Regina (Confindustria): via l’energia dalle materie concorrenti. Cinque pilastri per la nuova politica su gas, reti e rinnovabili
IN SINTESI
Una politica energetica industriale e strutturale, fatta di cinque pilastri. E’ quella che serve secondo Aurelio Regina, delegato energia di Confindustria, intervenuto all’evento Aiee sugli scenari post-crisi mediorientale.
Cinque pilastri per una nuova politica energetica
Ridurre il costo dell’energia, anzitutto. Con il disaccoppiamento dei prezzi gas-elettricità, iter amministrativi brevi, contratti Ppa e reti più forti. Poi, intervenire sul mercato del gas, garantendo tramite nuovi strumenti prezzi inferiori dei flussi. Meccanismo Ets nuovo, perché “ha funzionato in questi vent’anni ma adesso serve che non diventi una tassa”, dice. Nuovo e composito mix energetico, fatto di rinnovabili: “in questi mesi lavoreremo con le Regioni sulle aree idonee per gli impianti”, annuncia. Ma anche il nuovo nucleare. Immancabile. Quinto pilastro, infine, le infrastrutture energetiche. Per Regina occorre rinforzare le reti, gli stoccaggi, le pipelines, i cavi sottomarini e i porti come hub energetici. Tutto questo, secondo il delegato, va accompagnato da un lato con una governance europea che non sia più emergenziale ma che guardi una volta per tutte alla competitività industriale. Dall’altro, bisogna “togliere l’energia dalle materie concorrenti Stato-Regioni”, in Costituzione.
Idrogeno e biometano, gli scenari in Italia
Intanto, in audizione al Senato sono intervenuti i rappresentanti di Proxigas sul recepimento delle norme Ue sui mercati interni del gas naturale, rinnovabile e idrogeno. Secondo la direttrice generale Marta Bucci, sullo stop a nuovi contratti dopo il 2049, ad esempio, “è un previsione che va declinata con grande attenzione. L’unica arma che abbiamo per stabilizzare i prezzi è proprio stipulare contratti a lungo termine. Quindi, a nostro avviso, deve essere recepita, però facendo in modo che si possano utilizzare, per bilanciare le emissioni di questo gas fossile, anche dei crediti di carbonio internazionali”. Quanto alle reti, “l’articolo 27 dello schema di decreto immagina addirittura di poter dismettere la rete di distribuzione del gas. Per lo studio svolto, a nostro avviso questa previsione è irrealizzabile. Anzi, le reti di distribuzione del gas, che sono molto capillari, dovrebbero essere valorizzate per diffondere il green gas, principalmente il biometano”. Infine, un’apertura al mercato dell’idrogeno: “sconta una variabilità e un’incertezza sulla domanda, perché è ancora caro produrre idrogeno, quindi, deve essere accompagnato. Nello stesso tempo pensiamo sia necessario intanto sperimentare il blending, poter trasportare delle percentuali crescenti di idrogeno in miscela insieme al gas nelle nostre reti”. Anche se il vero potenziale ce l’ha il biometano, sostiene Proxigas: “Abbiamo un potenziale di 15 miliardi e dovremmo provare a valorizzare questa ricchezza, sarebbe quasi un quarto della domanda complessiva”.
Sull’idrogeno, per ammissione di Cristina Maggi, direttrice di H2IT, manca ancora un mercato ma proprio per questo “è necessario trattarlo con un approccio flessibile, con regole proporzionate che possano accompagnare le nuove progettualità, i progetti in corso che si stanno mettendo a terra, ma soprattutto che non frenino gli investimenti”.