LORUBIO: L'UE IMPLEMENTI I TARGET 2030 ANZICHÉ PENSARE A QUELLI 2040
Proxigas-Assotermica, accordo per rilanciare i gas verdi. Case green, Dell’Orco punge il governo: sfrutti la flessibilità della direttiva
Per fare la transizione servono i gas verdi: biometano, idrogeno e metano sintetico. E’ quanto ribadiscono Proxigas e Assotermica firmando un’intesa per promuovere queste soluzioni tecnologiche tra i consumatori per ridurre l’impronta carbonica. Decarbonizzazione da un lato e fattibilità tecnica e sostenibilità economica dall’altro per valorizzare il patrimonio edilizio e le reti di distribuzione, hanno spiegato i due presidenti, Lorenzo Dell’Orco e Giuseppe Lorubio. Nel dettaglio, il Protocollo siglato oggi – definito dalle parti “unico nel suo genere ” – impegna le due Associazioni a promuovere attività di informazione, tavoli di lavoro tecnici e iniziative di sensibilizzazione istituzionale per favorire la formazione di un quadro regolatorio e legislativo che supporti un’integrazione sempre più ampia dei vettori gassosi green nel mix energetico nazionale.
“Il gas naturale continuerà a svolgere un ruolo essenziale per le famiglie italiane – ha dichiarato Pier Lorenzo Dell’Orco, Presidente di Proxigas -. In questo contesto, i gas rinnovabili rappresentano una soluzione concreta per la decarbonizzazione, valorizzando le infrastrutture esistenti senza richiedere ulteriori investimenti da parte dei consumatori finali. Con circa il 70% delle famiglie italiane che utilizzano gas per il riscaldamento e i limiti strutturali del patrimonio edilizio nazionale, la completa elettrificazione dei consumi domestici non è un obiettivo realistico”. Serve “un approccio basato sulla neutralità tecnologica – ha aggiunto -. È necessario affiancare all’elettrificazione soluzioni complementari che permettano a tutti i cittadini di essere protagonisti della transizione energetica a costi sostenibili.”. Per Giuseppe Lorubio, presidente Assotermica, “troppo spesso il dibattito sulla decarbonizzazione dei consumi termici si avvita sui presunti meriti o demeriti di questa o quella tecnologia, dimenticando come il miglior viatico per la transizione energetica negli edifici sia la combinazione di maggiore efficienza energetica – garantita dal nostro impegno verso l’innovazione tecnologica – e di quote crescenti di energie rinnovabili – che la filiera del gas è pronta a scaricare a terra.” Il contesto in incessante evoluzione favorisce sinergie sempre maggiori lungo la filiera. “Viviamo in un’era che è stata ribattezzata della policrisi. Questa collaborazione sarà fondamentale anche per dare risposte chiare, rapide e condivise ai decisori politici, affinché possano affrontare le sfide del nostro tempo in maniera più efficace”, ha concluso.
Parlando in conferenza stampa per presentare l’accordo, poi, Dell’Orco e Lorubio hanno fatto riferimento anche alle strategie nazionale ed europea sulla transizione verde. Non senza incalzare tanto Palazzo Chigi quanto Bruxelles. “In questi anni si è fatto credere che l’alternativa al gas per il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria e la cottura fossero le pompe di calore. Una narrativa che si scontra con una realtà che dimostra che la transizione verso le pompe di calore non sta accadendo. Lo studio realizzato nel 2024 ha passato al setaccio il patrimonio residenziale italiano. Sono 16 milioni le case che dovrebbero efficientati prima. Analizzando età anagrafica, capacità finanziaria è emerso che solo meno di 1 milione sono elettrificabili. La soluzione sono i gas rinnovabili: oggi biometano, poi idrogeno che possono ridurre l’impronta di carbonio. Si possono continuare ad utilizzare le tecnologie che consumano gas. Il biometano è disponibile da subito”, ha detto Pier Lorenzo Dell’Orco. Riferendosi più nel dettaglio al tema delle case green, quindi: “La direttiva Ue offre flessibilità sul gas. Il Governo dovrebbe sfruttare queste flessibilità per renderla attuabile per un Paese largamente dipendente dal gas, soprattutto per il riscaldamento domestico. Il gas resterà una fronte primaria per il settore. Il secondo tema importante è il recepimento dell’Ets2, bisogna riflettere attentamente sull’entrata in vigore tenendo conto dei vincoli del parco immobiliare. Aggiungo il tema del regolamento tecnico sulle caldaie”.
Sul tema, Lorubio ha spiegato che “La maggior parte degli impianti domestici sono vetusti. L’efficienza dei consumi è fondamentale, ma anche i gas rinnovabili sono centrali, anche se oggi sono ancora merce rara. Possiamo spingere verso miscele con percentuali più alte perché è tecnicamente fattibile. Ci sono tanti investimenti in corso da parte delle aziende e speriamo che la politica ci ascolti e si possano sviluppare le norme. Il percorso dell’addio al gas russo è stato molto più complicato di quanto Bruxelles credesse. Spero che questo protocollo aiuti il decisore. La decarbonizzazione deve essere sostenibile dal punto di vista sociale per famiglie e aziende”. Poi sulle altre politiche Ue: “Il recepimento della direttiva sull’efficienza energetica è stato giustamente fermato perché la norma Ue deve essere sincronizzata con al direttiva case green. Il vulnus è che gli Stati membri non possono contabilizzare i risparmi gas su gas, quindi l’Italia potrebbe incorrere in un’infrazione. Inoltre, la Commissione Europea ha appena lanciato una consultazione sugli obiettivi al 2040, senza aver implementato ancora quella sul 2030”, ha aggiunto Lorubio. Mentre sulle caldaie, ha chiarito, non c’è nessun divieto al 2040.