Piano Città: dall’ex carcere al palazzetto, Sassari riaccende i suoi immobili pubblici

23 Mar 2026 di Giusy Iorlano

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Piano Città: dall’ex carcere al palazzetto, Sassari riaccende i suoi immobili pubblici

Sassari è pronta a trasformare il proprio patrimonio dimenticato con una leva concreta di sviluppo urbano. Con la firma del Piano Città degli immobili pubblici, le istituzioni mettono nero su bianco una strategia condivisa per rigenerare dodici grandi contenitori oggi in disuso o sottoutilizzati, restituendoli alla collettività con nuove funzioni sociali, culturali e amministrative.

A siglare l’accordo sono stati Alessandra dal Verme, Direttore dell’Agenzia del Demanio, Giuseppe Mascia, il Sindaco del Comune di Sassari e della città Metropolitana, Alessandra Todde il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, e Gavino Mariotti, il Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, con la partecipazione della sottosegretaria Lucia Albano. L’obiettivo è chiaro: trasformare immobili abbandonati in motori di rigenerazione urbana, economica e sociale.

Nello specifico, il Piano Città degli immobili pubblici di Sassari seleziona un primo portafoglio immobiliare di 12 beni (3 dello Stato, 3 del Comune, 2 della Città Metropolitana, 2 della Regione e 2 dell’Università). Potranno essere aggiunti ulteriori immobili da valorizzare, anche con il coinvolgimento di altri Enti e Istituzioni.

Tra gli interventi più significativi emerge quello sull’ex carcere ottocentesco di San Sebastiano, destinato a diventare il nuovo Polo Giudiziario attraverso una gara di progettazione imminente: un’operazione che punta non solo a migliorare l’efficienza dei servizi, ma anche a trasformare un luogo simbolo di chiusura in uno spazio aperto, con funzioni integrate giudiziarie, museali e socio-culturali. Accanto a questo, anche l’ex Hotel Turritania si avvia a una nuova vita come modello di edilizia residenziale sociale, contribuendo a rispondere ai bisogni abitativi e a riattivare una parte strategica della città. Vediamo i vari immobili nello specifico.

Gli immobili dello Stato

Ex Carcere San Sebastiano


È il progetto simbolo dell’intero Piano. L’ex carcere ottocentesco di San Sebastiano, dismesso nel 2014 dopo l’apertura della struttura di Bancali, rappresenta oggi una delle più grandi “ferite urbane” nel centro storico di Sassari. Con i suoi circa 18mila metri quadrati e una struttura panottica a bracci radiali, l’edificio conserva un forte valore storico e architettonico, ma anche un peso simbolico legato alla memoria della detenzione.

Il progetto di riqualificazione punta a una trasformazione radicale: qui sorgerà, come detto, il nuovo Polo Giudiziario, integrato con spazi culturali e museali. L’idea è ribaltare il significato originario dell’edificio: da luogo chiuso e separato dalla città a spazio aperto, attraversabile, capace di ospitare servizi, cultura e funzioni pubbliche. Il museo della memoria carceraria avrà un ruolo centrale nel mantenere viva la storia del luogo, mentre l’intervento complessivo contribuirà a riattivare un’ampia porzione del centro storico.

Villa Melis


Costruita nel 1938, Villa Melis è uno degli esempi più eleganti di architettura razionalista in città. Nata come residenza privata della famiglia Melis-Serra, è stata successivamente acquisita dallo Stato e destinata a sede della Soprintendenza, diventando così un punto di riferimento per la tutela del patrimonio culturale del territorio.

L’edificio si distingue per le linee pulite, la distribuzione razionale degli spazi e alcuni elementi di pregio come la scala in marmo di Trani con balaustra in noce. Inserita in un contesto paesaggistico tutelato, la villa rappresenta un bene identitario che il Piano Città intende valorizzare senza snaturarne la funzione. L’obiettivo è rafforzarne il ruolo istituzionale e culturale, preservando al contempo il suo valore architettonico.

Ex Palazzo Intendenza di Finanza


Situato tra piazza Azuni e via Luzzati, questo edificio del 1861 è uno dei più rappresentativi del patrimonio pubblico cittadino. Le facciate monumentali e la posizione centrale ne fanno un elemento chiave nel tessuto urbano.

Attualmente solo in parte utilizzato, il palazzo sarà oggetto di interventi di riqualificazione volti a ottimizzarne l’uso e a rafforzare la sua funzione pubblica. La presenza di attività commerciali al piano terra rappresenta già oggi un elemento di connessione con la città, che il Piano punta a consolidare, trasformando l’edificio in un nodo vivo tra istituzioni e vita urbana.

Gli immobili del Comune di Sassari

Ex Hotel Turritania


Costruito tra il 1942 e il 1944 su progetto dell’architetto Vico Mossa, l’ex Hotel Turritania è stato per decenni un punto di riferimento cittadino, prima come albergo e poi come casa dello studente. Negli ultimi anni, però, è rimasto in stato di abbandono, diventando uno dei simboli del degrado urbano.

Il Piano Città prevede una rifunzionalizzazione radicale: l’edificio sarà trasformato in un complesso di edilizia residenziale sociale. L’intervento si inserisce in un’area già interessata da progetti finanziati con fondi PNRR e punta a rispondere a bisogni abitativi concreti, offrendo al contempo nuovi servizi. Il recupero dell’edificio rappresenta anche un’operazione di ricucitura urbana in una zona centrale della città.

Ex Tipografia Chiarella


Pochi edifici raccontano la storia di Sassari come questo. Nato nel XIII secolo come carcere cittadino, trasformato poi in mobilificio e infine in tipografia, il complesso conserva tracce materiali di ogni fase, dalle mura medievali alle celle sotterranee.

Il progetto di recupero punta a trasformarlo in una biblioteca multimediale e spazio culturale avanzato. Non solo libri, ma anche eventi, formazione, laboratori creativi e attività artistiche. L’obiettivo è restituire alla città un luogo della memoria collettiva, reinterpretandolo in chiave contemporanea e rendendolo un punto di riferimento per la produzione culturale.

Palazzetto dello Sport “Serradimigni”


Intitolato a Roberta Serradimigni, il palazzetto è da decenni il cuore dello sport sassarese. Ha ospitato la crescita della Dinamo Sassari e numerosi eventi sportivi nazionali e internazionali, diventando un simbolo di identità cittadina.

Gli interventi in corso mirano a un ammodernamento complessivo della struttura: miglioramento della capienza, dei servizi e dell’efficienza energetica. L’obiettivo è rendere l’impianto ancora più competitivo e attrattivo, non solo per lo sport ma anche per eventi e manifestazioni, rafforzando il suo ruolo di polo aggregativo.

Gli immobili della Città Metropolitana

Ex sede Archivio di Stato

Dismesso dalla fine degli anni 2000, l’edificio che ha ospitato l’Archivio di Stato conserva una forte vocazione pubblica. Situato in una posizione centrale e strategica, tra importanti assi urbani e spazi verdi, rappresenta un’opportunità concreta per nuove funzioni.

Il Piano prevede la sua riconversione in spazio didattico e culturale nell’ambito del programma ISCOL@. L’obiettivo è creare un luogo aperto alla formazione, alla partecipazione e ai servizi, contribuendo alla rivitalizzazione del centro storico e alla creazione di nuove opportunità educative.

Ex Questura (“Ex-Q”)


Costruita negli anni ’60, l’ex Questura è un edificio imponente che ha segnato per decenni la presenza dello Stato in città. Dopo la dismissione, ha vissuto fasi di abbandono e utilizzi temporanei, perdendo progressivamente funzione e identità.

Oggi viene ripensata come spazio per l’istruzione, sempre all’interno del programma ISCOL@. La riqualificazione punta a migliorare sicurezza, sostenibilità ed efficienza energetica, trasformando un edificio simbolo del passato amministrativo in un’infrastruttura per il futuro formativo della città.

Gli immobili dell’Università di Sassari

Ex I.P.A.I.


Situato in una zona semicentrale, l’ex I.P.A.I. è un edificio degli anni ’60 caratterizzato da ampi spazi e una struttura solida. Nato come sede di uffici, si presta oggi a una riconversione funzionale legata alle attività universitarie.

Il progetto mira a integrare l’immobile nel sistema dell’ateneo, ampliando l’offerta di spazi per didattica, ricerca e servizi. La sua posizione, vicina a strutture ospedaliere e universitarie, lo rende particolarmente adatto a funzioni connesse alla formazione e alla sanità.

Palazzo Segni

Costruito tra la fine degli anni ’20 e i primi anni ’30 da Giuseppino Carta per la propria famiglia, Palazzo Segni fu inizialmente suddiviso in quattro appartamenti destinati ai figli. Il primo piano fu abitato prima dai genitori di Donna Laura Carta e poi da Antonio Segni con la sua famiglia; negli anni ’50-’60 l’edificio venne ampliato con due ali simmetriche.

Oggi il palazzo è in parte residenziale e in parte sede universitaria: ospita il Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari e l’archivio della Fondazione Antonio Segni, con documenti, scritti e materiali legati alla sua attività politica e alla storia familiare.

Gli immobili della Regione Sardegna

Villa Pozzo (ex Villa Caria)


Costruita negli anni ’20, Villa Pozzo è una dimora di grande pregio architettonico, in stile eclettico-liberty. Oltre al valore estetico, racconta una parte importante della storia economica sassarese, legata all’industria casearia e ai commerci internazionali.

Oggi la villa necessita di interventi di recupero. Il Piano ne ipotizza una rifunzionalizzazione istituzionale, ad esempio come sede di rappresentanza regionale. Questa scelta permetterebbe non solo di conservarla, ma anche di renderla accessibile e viva, trasformandola in un punto di riferimento culturale e amministrativo.

Ex Centro di Formazione San Camillo


Il complesso di San Camillo, realizzato negli anni ’60, è oggi in condizioni di obsolescenza ma conserva grandi potenzialità. La struttura, ampia e facilmente adattabile, si presta a nuove funzioni senza necessità di consumo di suolo.

Il progetto prevede la creazione di un polo per la formazione e la ricerca tecnico-professionale e sanitaria. Una scelta strategica, che punta a rafforzare l’offerta formativa regionale e a creare un collegamento diretto tra istruzione, innovazione e mondo del lavoro

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