Permesso di Costruire Digitale, TUE, Piano Casa/1: Considerazioni preliminari su politica e su politiche nel territorio computazionale

04 Giu 2026 di Angelo Ciribini

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Si è tenuto a Bruxelles il giorno 27 Maggio 2026 un Workshop, col supporto del CEN TC 442 BIM, dello EU BIM Task Group e dello European Network for Digital Building Permits, dedicato al potenziale futuro a livello della normazione relativa al cosiddetto Permesso di Costruire Digitale, ovvero del Digital Building Permit (DBP).

I diversi interventi e le interessanti testimonianze hanno dimostrato come il tema, ormai assurto a pilastro delle politiche comunitarie per il settore assieme al Digital Product Passport (DPP), al Digital Building Logbook (DBL) e al combinato disposto tra Digital Twin (DTw) e Smart Readiness Indicator for Buildings (SRI), richieda una normativa a livello europeo, per il tramite del CEN, segnatamente attraverso il TC 442 BIM, al fine di poter efficacemente mettere a sistema gli esiti dei programmi di ricerca sull’argomento appena conclusisi nell’ambito di Horizon Europe, le azioni legislative di Paesi come Estonia, Finlandia e Portogallo, le iniziative di città come Amburgo, Madrid o Vienna sul medio periodo.

La digitalizzazione delle procedure autorizzative e dei relativi procedimenti tecnico-amministrativi, oggetto pure di un recente sforzo normativa a livello nazionale, con UNI nella serie 11337, ha, di fatto enfatizzato un primo percorso evolutivo della Modellazione Informativa (del cosiddetto BIM) e della Informazione Geografica Tridimensionale (del 3D City Modelling) nella direzione di una convergenza semantica in termini di ontologie, di modelli di dati e di dizionari di dati.

Prova ne sia che nella prossima versione della norma UNI 11337-7, dedicata ai profili professionali non organizzati della Gestione Informativa Digitale (GID), comparirà la figura inedita del GISBIM Specialist.

Se, pertanto, la pipeline che passa dalla formalizzazione in termini comprensibili dagli algoritmi dei vincoli regolamentari contenuti nei documenti regolamentari sino alla configurazione dei requisiti informativi traibili da essi e alla messa a punto delle regole di controllo dei Modelli Informativi appare in via di consolidamento, si affaccia la possibilità che, nella ibridazione delle piattaforme digitali esistenti di dematerializzazione che riguardano SUE, SUAP, Permesso di Costruire, CILA e SCIA, tutti i Contenitori Informativi possano essere connessi e collegati, ad esempio, mediante DB Graph, consentendo, perciò, una semi automazione dell’intero processo di sottomissione, di istruttoria e di valutazione delle iniziative immobiliari.

Analogamente, si instaura un fil rouge che scorra attraverso il Permesso di Costruire, le Attività di Vigilanza sui Lavori, l’Accatastamento, le altre procedure inerenti e la gestione del Fascicolo Digitale dell’Edificio.

Tutti questi elementi dovrebbero, di conseguenza, figurare a pieno titolo e con dovizia di particolari, nel prossimo Testo Unico dell’Edilizia e potrebbero svolgere un ruolo non marginale per l’Affordable Housing Initiative e, in particolare, per il Piano Casa.

Si tratta di argomenti che saranno trattati in successive brevi note rivolte alla questione in oggetto.

Qui si vuole, però, sottolineare come il Permesso di Costruire Digitale, se considerato in un contesto più vasto, non sia che un tassello di un disegno di rivisitazione della Pianificazione Urbanistica e Territoriale nell’ottica della computazionalità: così come, peraltro, potrebbe accadere se la GID, nell’ambito del Codice dei Contratti Pubblici, fosse applicata sin dalla definizione del bilancio di previsione della amministrazione pubblica e dalla individuazione del programma pluriennale e annuale degli investimenti pubblici.

Ciò che si vuol significare è che, di là di una progressiva maturazione ed estensione delle soluzioni digitali a specifici procedimenti tecnico-amministrativi sul piano edilizio, l’autentica sfida si gioca al livello della politica e delle politiche che le amministrazioni in futuro potranno delineare e legittimare grazie alla centralità del dato.

La prospettiva diviene, d’altronde, ancora più pregnante allorché si consideri come i dispositivi di Intelligenza Artificiale stiano entrando progressivamente nel contesto del Permesso di Costruire Digitale, nelle forme, anzitutto, generative, ma, prossimamente, anche agentiche.

Più in generale, la dimensione della politica indirizzata alla gestione delle comunità e dei territori dovrà sempre più confrontarsi con l’alveo della computazionalità, con tutte le incognite che ciò comporta tanto nel senso delle azioni potenziali di sorveglianza sulle pratiche sociali quanto di un possibile riduzionismo delle strategie e delle tattiche deliberate.

Si passerebbe sostanzialmente da un punto di vista attinente all’efficientamento delle procedure nei confronti dei privati cittadini e degli sviluppatori immobiliari, oltre che degli attori finanziari (nella visuale partenariale del Piano Casa e della Rigenerazione Urbana) a un paesaggio assai differente, in cui sarebbero, in primo luogo, le azioni dei decisori politici a essere condizionate da strumenti e da entità appartenenti all’universo dei sistemi artificiali e delle loro logiche costitutive inserite in modelli fondazionali, quasi sempre di origine estraeuropea, principalmente cinese o statunitense.

Serve una infrastruttura computazionale della governance urbana europea e/o italiana.

 

NOTA BENE: Le immagini sono state generate da Modelli Linguistici Massivi (LLM) su prompt dell’autore.

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