L'INTERVENTO AL FMI
Panetta: “Aumenta l’incertezza globale e i più colpiti sono i Paesi in via di sviluppo. Anni di progressi rischiano di essere compromessi. Italia in campo con il Piano Mattei”

FABIO PANETTA, GOVERNATORE DELLA BANCA DITALIA
Ocse, Fmi, Bce, Banca d’Italia: da settimane i principali previsori internazionali e nazionali lanciano ripetuti allarmi sulla tenuta dell’economia globale di fronte al nuovo shock innescato dalla guerra del Golfo, non solo tagliando le stime di crescita ma anche prospettando il rischio di una recessione nello scenario avverso di un prolungamento della crisi. Ieri, da Washington, il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha richiamato l’attenzione su un’ulteriore prospettiva: quella dell’impatto dell’escalation sui Paesi in via di sviluppo e sulle economie più fragili. “I conflitti in corso e le persistenti tensioni geopolitiche stanno aumentando l’incertezza globale, facendo salire i prezzi dell’energia e dei generi alimentari e causando interruzioni nel commercio e nelle catene di approvvigionamento. I rischi per la crescita globale restano orientati al ribasso, in un contesto di condizioni finanziarie restrittive e di inflazione elevata in diverse regioni. I Paesi in via di sviluppo sono particolarmente esposti, con alti livelli di debito e limitato spazio fiscale, mentre i più poveri sono i meno in grado di assorbire nuovi shock”, ha detto intervenendo al 113° incontro del Development Committee della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.
Il rischio, ha avvertito, è che “anni di progressi nello sviluppo e nella riduzione della povertà vengano compromessi”. In questo contesto, un maggiore impegno del Gruppo della Banca Mondiale (WBG) nei Paesi più vulnerabili è considerato essenziale per prevenire crisi e sostenere stabilizzazione, ricostruzione e percorsi di uscita dalla fragilità. Da qui l’attesa per la revisione della Strategia su Fragilità, Conflitto e Violenza (Fcv). Secondo Panetta, in quanto pilastro del sistema finanziario internazionale e principale finanziatore dello sviluppo, il WBG è chiamato a rispondere con soluzioni pratiche ad alto impatto, concentrando gli interventi dove i bisogni sono maggiori. Ciò implica un equilibrio tra il sostegno immediato nelle crisi acute e gli obiettivi di sviluppo di medio-lungo periodo. In questo quadro, l’agenda di riforme dell’istituzione assume un rilievo ancora più centrale: maggiore focalizzazione sui risultati, strategie settoriali più integrate, rafforzamento della funzione di knowledge, partenariati più profondi, maggiore mobilitazione di capitali privati, efficienza operativa e gestione più solida dei rischi.
Particolare rilievo viene attribuito al ruolo dell’ambiente favorevole alle imprese, considerato un pilastro della Strategia per l’Occupazione del WBG. “Regole chiare, prevedibili ed efficaci sono – ha evidenziato – condizioni indispensabili: in loro assenza, la produttività ristagna, i salari restano compressi e le imprese faticano a crescere. In questa prospettiva, risultano cruciali la stabilità macroeconomica, la certezza dei diritti su terra e garanzie, l’efficienza dei sistemi di pagamento e una solida regolamentazione finanziaria, tutti elementi necessari per mobilitare risorse e sostenere investimenti nel capitale fisico e umano”. Panetta ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare gli aspetti dell’ambiente regolatorio più rilevanti per la crescita della produttività e una più efficiente allocazione delle risorse. Un sistema giudiziario efficace è essenziale per le attività ad alta intensità di innovazione e per attrarre investimenti, inclusi gli investimenti diretti esteri. Allo stesso tempo, la regolamentazione del mercato del lavoro deve sostenere la crescita delle imprese, preservando gli incentivi alla formazione e garantendo adeguate tutele contrattuali. La creazione di occupazione nei settori prioritari del WBG dovrebbe essere accompagnata da politiche volte a promuovere diversificazione economica, resilienza e strutture produttive più avanzate, sulla base di analisi diagnostiche solide e calibrate sui contesti nazionali.
Il rafforzamento delle infrastrutture di pagamento – affidabili, accessibili e interoperabili – rappresenta un ulteriore fattore abilitante per l’inclusione economica, in particolare delle PMI, e per la partecipazione ai mercati formali e alle catene del valore. L’esperienza dell’area euro, ha ricordato Panetta, indica come tali infrastrutture costituiscano una vera priorità di sviluppo, oltre che finanziaria. Analoga centralità viene attribuita al superamento del gap infrastrutturale, attraverso partenariati strategici e una più stretta collaborazione con le istituzioni finanziarie internazionali, ritenuta essenziale per valorizzare competenze e conoscenze locali.
In questo quadro si inserisce il richiamo da parte del Governatore all’impegno italiano, che – nell’ambito della propria Constituency – continuerà a sostenere il WBG in Africa attraverso il Piano Mattei. Tra le priorità figurano gli investimenti nel settore idrico, lo sviluppo di catene del valore nei minerali critici e nell’energia pulita e il rafforzamento di filiere resilienti, anche tramite iniziative come RISE. L’espansione dell’ufficio del WBG a Roma viene letta come uno strumento per rafforzare cofinanziamenti, scambio di conoscenze e partnership. Sul piano sociale, emerge l’esigenza di collegare più strettamente gli investimenti infrastrutturali alla creazione di occupazione e crescita inclusiva, attraverso il rafforzamento dell’istruzione e della formazione tecnico-professionale. In questo contesto si inserisce il sostegno italiano alla Global Partnership for Education e alle iniziative del WBG in materia di competenze e mobilità del lavoro. Resta inoltre centrale l’impegno sulle sfide globali, dalla prevenzione e gestione delle pandemie al sostegno alla resilienza e ricostruzione dell’Ucraina. Trasversalmente, Panetta ha richiamato la necessità di spostare l’attenzione dagli impegni finanziari ai risultati di sviluppo, rafforzando la capacità analitica del WBG e il legame tra progetti e impatti effettivi, anche attraverso valutazioni ex post più rigorose. Infine, viene sottolineata l’importanza di una riforma del procurement per migliorare qualità, efficienza e impatto locale degli interventi, contrastando al contempo pratiche anticoncorrenziali e rafforzando le capacità amministrative dei Paesi beneficiari. In ultima analisi, la capacità dei Paesi di “graduare” resta la misura del successo dell’azione del WBG, in un quadro che conferma la priorità della solidità finanziaria dell’istituzione e di una governance più equilibrata e rappresentativa.