LA GIORNATA
Pace tra imprese e Governo, per Transizione 5.0 arrivano 1,5 mld
- Caro carburanti, il Mit: concessionarie autostradali accolgono appello Salvini e tagliano 5 cent al litro
- Istat, a febbraio -29mila occupati sul mese, +13mila su anno. Il tasso di disoccupazione sale al 5,3%
- Bei-Eni: finanziamento da 500 milioni di euro per la realizzazione di una nuova bioraffineria a Sannazzaro de’ Burgondi
IN SINTESI
Un breve incontro di circa una mezz’ora è bastato, ieri mattina, presso la sede del Mimit a chiudere giorni di scontro frontale tra imprese e governo sul piano Transizione 5.0 per gli investimenti verdi e digitali. Da parte degli imprenditori c’era stata una vera e propria sollevazione dopo che il decreto fiscale aveva tagliato le risorse promesse: dagli 1,3 miliardi previsti nella manovra a 537 milioni. L’allarme rientra. I fondi per le 7 mila domande del 2025 rimaste sospese sono stati ripristinati e potenziati con altri 200 milioni del ministero delle Imprese. Salgono così a 1,5 miliardi e consentono un credito d’imposta del 90%, molto superiore al temuto 35%. “Abbiamo fatto il massimo sforzo possibile”, ha detto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, annunciando l’intervento. “Non si poteva fare altro. Gli imprenditori continueranno a fidarsi delle istituzioni”, ha commentato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Al tavolo, riunito a Palazzo Piacentini, hanno partecipato anche il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, e il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, tutti di Fratelli d’Italia. Leo ha definito il risultato “ottimo”, mentre Foti ha spiegato che le risorse arrivano “da un po’ di sacrifici”. Urso ha assicurato la “piena sintonia” nel governo, dopo le distanze emerse nei giorni scorsi con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che aveva difeso la revisione dei fondi per gli “esodati” del 5.0. Per il Tesoro le risorse andavano comunque alle imprese, ma su nuove priorità emerse con la guerra in Medio Oriente. Energia in primis, un dossier che vede il governo impegnato a reperire le risorse anche per prorogare il taglio delle accise dei carburanti come confermato da Foti. L’ipotesi che prende corpo è quella di una proroga fino al 30 aprile dello sconto di 20 centesimi più Iva, che nei primi 20 giorni, fino al 7 aprile, è costato 400 milioni. Il Consiglio dei ministri è atteso venerdì. Assente al Mimit il titolare del Mef. Al suo posto è intervenuto Leo, che ha rassicurato le aziende anche sull’iperammortamento: il decreto attuativo sarà approvato rapidamente e potrebbe essere operativo nei primi dieci giorni di maggio, secondo quanto ha riferito Orsini sottolineando che “gli imprenditori aspettano per investire: prima si fa, meglio è”. Soddisfazione diffusa tra le associazioni: Confartigianato parla di “certezza ridata alle imprese”, Confesercenti apprezza “lo sforzo”, Confapi invita ad “andare avanti con il lavoro di squadra”, Confcooperative parla di “risposta tempestiva dopo giorni di tensione molto alta”, Legacoop di “giusta direzione”, Confagricoltura di “risposte positive”, Coldiretti di rischio evitato per investimenti già effettuati. Positivo anche il giudizio di Federdistribuzione. Confcommercio e Cna sottolineano anche l’importanza della presenza al tavolo soltanto le associazioni datoriali veramente rappresentative. Per protesta contro la partecipazione di sigle accusate di fare concorrenza sleale con contratti pirata, alcune delle principali associazioni avevano disertato gli ultimi incontri al ministero. FederlegnoArredo parla apertamente di “retromarcia del governo”. Durante il question time alla Camera, Urso ha difeso il “successo straordinario” del piano, che ha coinvolto 20 mila imprese e vale complessivamente 20 miliardi, considerando anche Transizione 4.0 tra 2024 e 2028. “Tutti gli impegni saranno mantenuti”, ha assicurato. Scettica l’opposizione. Il dem Vinicio Peluffo ha accusato il governo di “cambiare le regole a partita in corso, rattoppare sotto la pressione delle proteste e presentarsi in Aula con coperture indefinite”. La 5 Stelle Chiara Appendino ha chiesto le dimissioni di Urso e accusato: “Non è un salvatore, ma un sabotatore delle imprese”.
Caro carburanti, il Mit: concessionarie autostradali accolgono appello Salvini e tagliano 5 cent al litro
A seguito del tavolo convocato dal ministro Salvini lo scorso 25 marzo con le concessionarie autostradali, il Mit che queste hanno accolto l’appello del ministro facendo partire l’iter che porterà nei prossimi giorni alla riduzione del prezzo di vendita al pubblico dei carburanti di 5 centesimi di euro al litro nelle aree di servizio sulla rete di competenza per un periodo di 20 giorni. La proposta operativa sviluppata da Aiscat, è in continuità con l’intervento del governo dello scorso 19 marzo con il taglio di 25 centesimi di euro per litro delle aliquote di accise. Il ministro Salvini esprime soddisfazione e al tempo stesso è al lavoro per convocare nuovamente le compagnie petrolifere ed evitare ulteriori speculazioni a danni di cittadini e imprese.
Caro carburanti, Cna: il settore del trasporto persone su gomma è al collasso
La continua impennata dei prezzi dei carburanti sta mettendo in ginocchio le aziende italiane operanti nel settore del trasporto persone. Il comparto, già provato dalle sfide degli ultimi anni, si trova ora di fronte a un’emergenza insostenibile che minaccia la stabilità operativa delle imprese e, di conseguenza, la garanzia stessa del diritto alla mobilità per cittadini, studenti e turisti. E’ l’allarme che giunge dalle imprese della Cna. L’aumento vertiginoso dei costi alla pompa, unito alla volatilità dei mercati energetici, non è più un fattore assorbibile dai margini aziendali. Per le imprese di trasporto, il carburante rappresenta una voce di costo primaria e incomprimibile. Senza interventi strutturali e immediati da parte del Governo, il rischio concreto è la riduzione dei servizi, l’aumento delle tariffe per l’utenza finale e, nei casi più critici, la cessazione delle attività di molti operatori locali. Il trasporto persone è una colonna portante del Paese. Le imprese sono chiamate a garantire collegamenti essenziali, spesso in aree dove non esistono alternative ferroviarie, ma stanno operando in condizioni economiche proibitive. Non si può continuare a coprire l’intero peso di questo rincaro, che sta erodendo la liquidità necessaria per la manutenzione dei mezzi e gli investimenti nella transizione ecologica. Le imprese del settore chiedono un confronto urgente con le istituzioni per l’estensione e il rafforzamento dei crediti d’imposta specifici per il settore del trasporto persone, al fine di mitigare l’impatto immediato dei costi del gasolio e l’introduzione del carburante professionale al fine di impedire le ormai continue oscillazioni del mercato. Le aziende del settore auspicano che il Governo ponga il tema al centro dell’agenda politica, consapevole che il trasporto pubblico e privato su gomma è un asset imprescindibile per la ripresa economica e la coesione sociale dell’Italia.
Energia, Conte (Anci): Comuni preoccupati dall’aumento dei costi, serve un confronto con il Governo
“Gli scenari internazionali di queste ultime settimane preoccupano molto le nostre comunità, ma preoccupano anche molto la comunità dei sindaci italiani”. E’ quanto afferma il delegato Anci all’Energia Mario Conte, sindaco di Treviso. “Ci preoccupa la tenuta dei bilanci comunali a fronte di un aumento importante dei costi energetici che si ripercuote nelle comunità così come nelle amministrazioni locali che sono chiamate a gestire i servizi essenziali per cittadini. “Per questo motivo, in veste di delegato nazionale e a nome dell’Anci, ho sentito personalmente e chiesto un appuntamento urgente al ministro Pichetto Fratin, per capire quali prospettive e quali azioni il Governo intende mettere in campo per sostenere le amministrazioni locali che a loro volta vogliono sostenere i cittadini in un periodo caratterizzato da un’esplosione del costo della vita. “I cittadini ogni giorno riempiono i serbatoi delle loro macchine e hanno visto esplodere i costi dei carburanti, ma non solo quelli. Una situazione che ci preoccupa molto. Per questo – conclude Conte – vogliamo essere al fianco del Governo in questa fase delicata: serve un confronto per poter lavorare insieme verso un futuro che possa essere anche un futuro di indipendenza energetica per i nostri territori e per il Paese”.
Istat, a febbraio -29mila occupati sul mese, +13mila su anno. Il tasso di disoccupazione sale al 5,3%
A febbraio 2026 gli occupati diminuiscono di 29mila unità su gennaio (-0,1%) e aumentano di 13mila unità su febbraio 2025 (+0,1%). Lo rileva l’Istat. Il tasso di occupazione nel mese cala al 62,4% (-0,1 punti) mentre il tasso di disoccupazione sale al 5,3% , quello giovanile scende al 17,6% . A febbraio 2026 il numero di occupati è pari a 24 milioni 149mila. La diminuzione coinvolge i dipendenti, sia permanenti (16 milioni 430mila) sia a termine (2 milioni 432mila), mentre risultano in crescita gli autonomi (5 milioni 287mila). L’Istat segnala che la diminuzione congiunturale degli occupati (-0,1%, pari a -29mila unità) è il risultato di una riduzione di 58mila occupati tra gli uomini e un aumento di 29mila unità tra le donne. Anche su base tendenziale si registra un aumento di occupati tra le donne (+50mila unità) e un calo tra gli uomini (-37mila unità). La diminuzione congiunturale del numero di occupati, registrata a febbraio 2026, coinvolge i dipendenti permanenti (-0,2%) e a termine (-0,5%), a fronte di una crescita degli autonomi (+0,2%). In termini tendenziali, l’occupazione cresce dello 0,3% tra i dipendenti permanenti (+52mila unità) e del 3,7% tra gli autonomi (+187mila unità) mentre cala tra i dipendenti a termine (-8,5%, pari a -226mila unità). A causa dell’andamento demografico, a fronte di soli 13mila occupati in più su base tendenziale, si registra un aumento di 432mila unità per gli over 50, un calo di 267mila unità per la fascia tra i 35 e i 49 anni, un calo di 34mila unità per la fascia tra i 25 e i 34 anni e un calo di 118mila unità tra i 15 e i 24 anni. Nella fascia più giovane considerata si registra un aumento degli inattivi su base annua di 199mila unità e nella fascia successiva (25 34 anni) una crescita degli inattivi di 106mila unità. Nella fascia tra i 50 e i 64 anni gli inattivi diminuiscono di 113mila unità (-43mila tra gli over 50 in generale). I disoccupati nel complesso sono 1 milione 357 mila, in calo di 223mila unità.
Sace, mobilitati 66 miliardi di euro per le imprese italiane nel 2025
Nel 2025 sono aumentate le risorse mobilitate da Sace a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane e delle operazioni di rilievo strategico per il Sistema Paese: l’agenzia partecipata dal ministero dell’Economia ha infatti mobilitato complessivamente oltre 66 miliardi di euro, in aumento del +14,3% rispetto al 2024. Tale impegno ha generato un impatto sull’economia italiana stimato attorno ai 54 miliardi di euro e ha contribuito a sostenere e mantenere oltre 700mila posti di lavoro. I risultati operativi ed economici messi a segno dalla export credit agency italiana nel 2025, precisa una nota, si inseriscono in un contesto economico complesso, segnato da crescente frammentazione e shock geopolitici ricorrenti: in questo scenario il commercio mondiale ha continuato a espandersi (+4,9), mentre l’export italiano è cresciuto del +3,3%, raggiungendo quota 643 miliardi di euro e confermandosi un fattore chiave di competitività per le imprese e un motore fondamentale dell’economia nazionale. “Metteremo sempre più l’export al centro del nostro impegno, in coerenza con il nostro ruolo di Export Credit Agency e con il mandato che ci è stato affidato dal ministero dell’Economia e delle finanze e dal Governo, nella convinzione che sostenere la proiezione internazionale delle imprese italiane sia essenziale per la crescita e la solidità del Paese, in uno scenario globale in continua evoluzione” – ha commentato Guglielmo Picchi, presidente di Sace. I risultati raggiunti, ha detto l’ad Michele Pignotti “rappresentano una base solida per rafforzare ulteriormente il supporto di Sace alle imprese italiane e al Sistema Paese. Continueremo a lavorare su tre direttrici chiave: rafforzamento delle filiere, diversificazione dei mercati e presidio dei rischi, per accompagnare le imprese nei percorsi di crescita internazionale”.
Renfe congela alta velocità per Parigi, dopo ritardi ed ostacoli
La compagnia ferroviaria spagnola Renfe ha sospeso temporaneamente il progetto di alta velocità tra Barcellona e Parigi, dopo anni di ritardi e ostacoli tecnici. Lo riferiscono fonti aziendali citate dai media, spiegando che la decisione è dovuta alle difficoltà tecniche e normative incontrate nel mercato francese, dominato dal gestore dell’infrastruttura nazionale Sncf Réseau. In particolare, alle “difficoltà accumulate nel processo di omologazione dei treni in Francia e all’impossibilità di stabilire un orizzonte temporale affidabile per la sua conclusione”. La società precisa che “non si tratta di una rinuncia definitiva” e che l’alta velocità fra Barcellona e Parigi potrà ripartire “quando le condizioni tecniche e operative lo permetteranno”. Intanto, la compagnia ha risolto l’accordo quadro con Sncf Réseau.
Il progetto, avviato nel 2017, mirava a collegare la Spagna con la capitale francese entro il 2024, anche in vista delle Olimpiadi di Parigi, ma le scadenze sono slittate più volte, fino all’accantonamento del programma. Alla base dello stop i problemi di certificazione dei treni – in particolare i Talgo S106 – e le complessità normative francesi. Il via libera dipende anche dal Certificato di sicurezza unico presso l’Agenzia ferroviaria dell’Unione europea.
La decisione non incide sulle linee già operative dal 2023, come Barcellona-Lione e Madrid-Marsiglia, che trasportano oltre 640.000 passeggeri l’anno. Sul dossier pesa anche la concorrenza: il ministro spagnolo dei Trasporti, Oscar Puente, ha denunciato nei mesi scorsi la “mancanza di reciprocità” nell’accesso al mercato francese, a fronte dell’apertura spagnola agli operatori esteri come Ouigo, dedicato ai servizi ad alta velocità low cost, controllato da Sncf.
Ferrovie, via libera dall’ Assemblea francese a convenzione per la Cuneo-Breil-Ventimiglia
“La ratifica da parte dell’Assemblea nazionale francese della fondamentale Convenzione con l’Italia per la linea ferroviaria Cuneo-Breil-Ventimiglia è un passaggio storico, fortemente richiesto dal nostro Paese che, già da tempo, aveva provveduto a ratificare l’accordo, ma anche dai territori direttamente coinvolti, Liguria e Piemonte in testa. Abbiamo insistito molto per arrivare a questo punto. Siamo, dunque, soddisfatti del risultato ottenuto grazie a un lavoro sinergico”. Lo ha detto l’assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola nel commentare l’approvazione della convenzione da parte del Parlamento francese con il conseguente superamento di quella datata 1970. L’atto consentirà una ripartizione più equa dei costi del tratto d’oltralpe della linea garantendo, al contempo, la funzionalità e il miglioramento della stessa. “La Cuneo-Breil-Ventimiglia è una linea strategica, con un incredibile potenziale turistico e di generale mobilità transfrontaliera tra il territorio ligure, la Francia e il Piemonte – prosegue Scajola -. La valorizzazione della stessa tratta è al centro dei tavoli condivisi tra Regione Liguria e Région Sud. Con questa approvazione francese potremo lavorare insieme per potenziare e sfruttare al massimo l’infrastruttura che deve avere sempre più valenza internazionale e che gode, già oggi, dell’apprezzamento dell’utenza, facilmente riscontrabile con il successo regolarmente ottenuto con i treni storici”.
Porti, il Mit trasmette al Parlamento gli esiti delle ispezioni alle Autorità di Sistema Portuale
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso alle Camere le relazioni sugli esiti delle attività ispettive svolte presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure occidentale e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno settentrionale. I documenti, redatti dalle Commissioni ispettive, contengono le verifiche effettuate e le criticità emerse nel corso delle ispezioni, per consentire le valutazioni nelle sedi competenti, nel quadro dei rapporti istituzionali improntati alla trasparenza e alla collaborazione. L’iniziativa rientra nelle funzioni di vigilanza attribuite al Ministero dalla legge n. 84 del 1994 e conferma l’attenzione del Governo sul corretto funzionamento del sistema portuale.
Bei-Eni: finanziamento da 500 milioni di euro per la realizzazione di una nuova bioraffineria a Sannazzaro de’ Burgondi
La Banca europea per gli investimenti (BEI) ed Eni hanno firmato oggi un nuovo finanziamento da 500 milioni di euro a 15 anni per la conversione di alcune unità della raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) in bioraffineria. L’accordo è stato firmato dalla Vicepresidente della BEI, Gelsomina Vigliotti, e dall’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi. Il progetto prevede la conversione dell’impianto Hydrocracker (HDC2) mediante la tecnologia EcofiningTM e la costruzione di un impianto per il pretrattamento degli scarti come oli esausti da cucina e grassi animali, e residui dell’industria agroalimentare, che sono la carica prevalente con cui Enilive produce i biocarburanti HVO. Grazie alla tecnologia proprietaria EcofiningTM, Enilive, società di Eni per una mobilità più sostenibile, produce l’HVO (olio vegetale idrogenato), un biocarburante da materie prime rinnovabili, come ad esempio gli oli da cottura e residui dell’industria agroalimentare, che è utilizzabile anche in purezza dalle motorizzazioni validate e che è già distribuito in oltre 1600 stazioni di servizio Enilive in Europa. L’impianto di Sannazzaro avvierà la produzione
di biocarburanti HVO diesel e SAF-biojet per l’aviazione dal 2028, e avrà una capacità produttiva di circa 550mila tonnellate/anno. L’iniziativa permetterà, in sinergia con le utilities e infrastrutture esistenti, di affiancare alla produzione di carburanti tradizionali, quella di biocarburanti HVO diesel e SAF, per contribuire alla riduzione dell’impronta carbonica dei trasporti e alla decarbonizzazione del settore aereo, per il quale oggi i SAF sono l’unica soluzione già disponibile. Il progetto, aumentando la diversificazione dei prodotti offerti sul mercato, rafforzerà anche la sicurezza energetica italiana ed europea e contribuirà agli obiettivi di RePowerEU, grazie all’aumento della capacità produttiva europea di biocarburanti. L’accordo fa seguito a quello sempre da 500 milioni di euro siglato nel luglio 2025 per la conversione della raffineria di Livorno in bioraffineria. La trasformazione di parte della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi in bioraffineria contribuisce all’obiettivo strategico di Enilive di raggiungere 5 milioni di tonnellate di capacità produttiva di biocarburanti entro il 2030, di cui oltre 2 milioni di tonnellate di capacità produttiva di SAF. Attualmente la produzione di biocarburanti avviene nelle bioraffinerie Enilive di Venezia e di Gela, e nella bioraffineria St. Bernard Renewables LLC (joint venture partecipata al 50%) in Louisiana (Stati Uniti d’America). A queste si aggiungeranno nel 2026 la terza bioraffineria in Italia, a Livorno, e, a seguire, le due bioraffinerie attualmente in costruzione in Malesia e in Corea del Sud e una quarta in Italia, in Sicilia a Priolo, verrà realizzata insieme a Q8 entro il 2028. Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente della BEI, ha dichiarato: “Questo finanziamento rappresenta un sostegno strategico a un progetto di alto valore ambientale e industriale,
contribuendo alla decarbonizzazione del settore dei trasporti, in particolare di quello aereo. Tramite questa iniziativa, la BEI mira a rafforzare la capacità europea di produrre carburanti avanzati e promuove un uso circolare e sostenibile delle risorse.” Claudio Descalzi, AD di Eni, ha dichiarato: “Questo ulteriore accordo con la BEI rappresenta un’importante conferma dell’efficacia e della solidità della strategia che stiamo eseguendo con i nostri business legati alla transizione energetica. Per realizzare una transizione concreta verso energie sempre più a ridotto impatto ambientale occorre creare business in grado di crescere e generare valore, e noi l’abbiamo fatto integrando tecnologia e capacità di esecuzione di progetti industriali, da un lato, con un parco clienti ampio e in crescita, dall’altro. Vediamo nella bioraffinazione e nei biocarburanti un tassello fondamentale per contribuire alla progressiva decarbonizzazione dei trasporti, utilizzabile in tutti gli ambiti di questo settore e già adeguato alle caratteristiche della domanda esistente. Siamo il secondo produttore di biocarburanti in Europa e stiamo lavorando a tre conversioni di bioraffinerie in Italia, dopo averne completate già due, Venezia e Gela, che stanno contribuendo significativamente a un approvvigionamento più sostenibile sotto il profilo ambientale del settore dei trasporti.” La domanda di SAF, trainata dagli obblighi di miscelazione del Regolamento ReFuelEU Aviation, è destinata a crescere rapidamente dal 2030, consolidando la solidità tecnica ed economica dell’iniziativa e la sua maggiore sostenibilità nel lungo termine. I biocarburanti da olio vegetale idrotrattato (HVO) hanno un ruolo fondamentale perché possono dare un contributo immediato alla riduzione delle emissioni (calcolate lungo l’intera catena del valore) del settore dei trasporti, incluso il trasporto aereo, su strada, marittimo e ferroviario. La conversione del sito di Sannazzaro è in linea con la strategia di Eni e di Enilive di aumentare la produzione di biocarburanti a fronte dalla crescente domanda in Europa e in Italia, sia per gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dalla RED III (Renewable Energy Directive), sia per gli obblighi di immissione al consumo di biocarburanti in purezza definiti dalla normativa italiana. A livello globale, nel 2024 i biocarburanti hanno inciso per il 4% sul totale dell’energia consumata nei trasporti e si prevede che raggiungeranno il 9% nel 2035 e il 12% nel 2050 sulla base dello scenario IEA Net Zero del World Energy Outlook 2025.
Stop a cessione Telepass, Mundys e Partners Group mantengono le quote
Dopo aver esplorato l’opportunità di cedere il 100% di Telepass, e dopo aver ricevuto e valutato quattro offerte, Mundys e Partners Group cambiano rotta: non vendono, restano azionisti di Telepass convinti dai recenti risultati migliori delle attese, e ora guardano anche alla possibile quotazione in Borsa dell’azienda del telepedaggio. Fonti vicine alla holding indicano che Mundys, nonostante la partecipata risposta del mercato al processo avviato per la cessione, ha confermato a Partners Group la decisione di mantenere la partecipazione in Telepass all’interno del proprio portafoglio: una scelta fatta alla luce degli ultimi risultati finanziari molto positivi conseguiti dall’azienda. E una decisione condivisa dal fondo svizzero, secondo azionista di Telepass (Mundys ha il 51%, Partners Group il 49%). Ed ora il piano dei due azionisti per Telepass potrebbe prevedere, in futuro, anche la quotazione in Borsa.
Italgas: perfezionata la dismissione di altri 6 Atem in ottemperanza al provvedimento Antitrust
Italgas, in ottemperanza al provvedimento AGCM che ha autorizzato l’acquisizione di 2i Rete Gas, ha perfezionato le cessioni
previste delle attività di distribuzione del gas nei seguenti 6 Atem: Massa Carrara e Viterbo all’ATI formata da Plures, Estra e Centria;Padova 2 e Padova 3 ad Ascopiave; Brescia 5 a GP Infrastrutture; Roma 5 ad Erogasmet. Nel complesso sono stati ceduti 97.000 punti di riconsegna attivi (contatori), le reti, gli impianti, il relativo personale e gli attivi netti funzionali alla gestione del servizio, precedentemente conferiti in quattro società di nuova costituzione, per un corrispettivo complessivo di 121,1 milioni di euro. Le dismissioni sono avvenute in linea con quanto comunicato il 9 ottobre 2025. La cessione dei 6 Atem si aggiunge ai 4 già ceduti lo scorso 1 marzo, mentre il trasferimento delle attività relative ai 2 Atem rimanenti è previsto entro la fine del secondo trimestre 2026.
Ansaldo Energia torna in utile, ordini a 2,3 mld e ricavi a 1,2 mld
Ansaldo Energia chiude l’esercizio 2025 con un miglioramento dei principali indicatori economico‐finanziari e con il ritorno all’utile dopo diversi anni. L’anno si conclude con un risultato netto positivo di 20 milioni di euro. Gli ordini raggiungono 2,3 miliardi di euro, in aumento del 24% sull’anno precedente, mentre i ricavi si attestano a 1,2 miliardi, in aumento del 10%. L’Ebitda adjusted sale a 140 milioni e l’Ebit torna positivo a 31 milioni. Contestualmente, il Gruppo registra un incremento della liquidità e un rafforzamento complessivo della posizione finanziaria. Sulla base di questi risultati, il Consiglio di Amministrazione ha approvato nei giorni scorsi il Progetto di Bilancio 2025, che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea dei Soci convocata per il 21 aprile, e il Piano
Industriale 2026–2030. I dati dell’esercizio 2025 riflettono la dinamica della domanda di soluzioni per la generazione elettrica e per i servizi di rete, in un anno caratterizzato dal forte ampliamento della pipeline commerciale e da una crescente presenza sui mercati internazionali. Le business unit New Units e Service hanno conseguito risultati superiori alle previsioni, contribuendo in modo determinante al consolidamento di ordini e margini. Il Piano Industriale 2026–2030 conferma la traiettoria di sviluppo del Gruppo e, grazie a una forte domanda di energia da fonti programmabili, fra cui il gas naturale, prevede una crescita progressiva dei volumi e ricavi superiori a 2 miliardi nel 2030. La marginalità è prevista in miglioramento grazie al contributo delle nuove unità (turbine a gas, turbine a vapore, generatori e compensatori sincroni), all’espansione del Service, al rafforzamento del perimetro nucleare e alle prospettive di mercato degli elettrolizzatori, la cui industrializzazione è sostenuta dai finanziamenti Ipcei. Dal punto di vista finanziario, il Piano prevede l’incremento dei flussi di cassa operativi, la riduzione dell’indebitamento finanziario netto e il rafforzamento dei programmi di investimento del Gruppo, a supporto dello sviluppo dei prodotti e dell’esecuzione industriale. Il Progetto di Bilancio 2025, e il Piano Industriale 2026–2030 sono stati presentati questa mattina a Milano alla comunità finanziaria. L’amministratore delegato di Ansaldo Energia, Fabrizio Fabbri, ha dichiarato: «I risultati del 2025 confermano l’efficacia delle azioni intraprese dal Gruppo negli ultimi anni. Il Piano 2026–2030 poggia su basi commerciali, industriali e finanziarie rafforzate, con un focus sulla realizzazione dei progetti nei tempi e nei costi previsti e sulla sostenibilità economica nel lungo periodo.».
Buzzi, il fatturato del gruppo sale a 4,5 miliardi (+4,8%) nel 2025. Distribuiti dividendi per 126,7 milioni
Il Cda di Buzzi, gruppo che produce cemento, calcestruzzi preconfezionati, aggregati naturali di Casale Monferrato (Alessandria) ha approvato i risultati dell’esercizio 2025. Il fatturato consolidato è cresciuto a 4.518,8 milioni (+4,8%). Il margine operativo lordo si è attestato a 1.236,6 milioni (-3,1%). Solida generazione di cassa, con un flusso operativo di 1.167 milioni (1.178 nel 2024), a sostegno di investimenti industriali, operazioni straordinarie e una più generosa remunerazione degli azionisti, attraverso i programmi di buyback. La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2025 si è attestata a 1.130,9 milioni, in aumento rispetto ai 755,2 del 2024. Nel corso dell’esercizio la società ha distribuito dividendi per 126,7 milioni. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto 591,1 milioni, di cui 166,2 destinati a partecipazioni societarie, con l’acquisizione della quota di controllo di Gulf Cement Company negli Emirati Arabi Uniti, l’acquisto della residua minoranza in Nacional Cimentos Paraíba in Brasile e l’ingresso con una quota del 25% in Alpacem Zement Austria. Gli investimenti industriali sono ammontati a 421,6 milioni, di cui circa 90 per iniziative di decarbonizzazione e al miglioramento delle performance ambientali. Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025, comprensivo della quota di pertinenza degli azionisti terzi, si è attestato a 7.137,7 milioni, in crescita rispetto ai 6.606,1 di fine 2024. Guardando al bilancio individuale della capogruppo Buzzi, la posizione finanziaria netta a fine esercizio evidenzia un indebitamento di 208,6 milioni rispetto ai 556,3 del 31 dicembre 2024.
Reway Group: nel 2025 valore della produzione +19.8% a278,3 mln, utile +20,7% a 21,6 mln
Reway Group, il più grande operatore italiano nel settore del risanamento di infrastrutture stradali e autostradali e della manutenzione ferroviaria, che chiuso l’esercizio 2025 con una crescita a doppia cifra di tutti i principali indicatori economico-finanziari. Il valore della produzione è pari a 278,3 milioni di euro, in aumento del 19,8% rispetto ai 232,3 milioni di euro al 31 dicembre 2024. L’aumento è legato a 39,8 milioni di euro di crescita organica, mentre 6,2 milioni di euro sono riferibili al consolidamento di Vega, che grazie alle sinergie raggiunte è stata in grado di raddoppiare la produzione in un anno. Il backlog di ordini in portafoglio al 31 dicembre 2025 è pari a 1.024 milioni circa e produrrà effetti nei prossimi 5 esercizi. L’ebitda è pari a 49,6 milioni di Euro, in aumento del 16,4% rispetto ai 42,6 milioni del 31 dicembre 2024, con una marginalità ebitda margin) del 17,8%. L’ebit è pari a 38,7 milioni di Euro, in aumento del 18,6% rispetto ai 32,6 milioni del 31 dicembre 2024, con un ebit margin pari al 13,9%, dopo ammortamenti e svalutazioni per 11,0 milioni. Il risultato d’esercizio si attesta a 21,6 milioni (17,9 milioni di Euro FY2024) registrando una crescita del 20,7%. L’indebitamento finanziario netto (Ifn) è pari a 68,2 milioni, in lieve peggioramento rispetto al valore di 68,01 milioni di Euro al 31 dicembre 2024. L’incremento è dovuto all’assorbimento di cassa del capitale circolante netto, e da uscite di cassa straordinarie connesse al pagamento dell’earnout di Gema per circa 11 milioni di Euro nel corso dell’esercizio. L’IFN si compone di 16,9 milioni di Euro di liquidità, 37,5 milioni di euro di indebitamento finanziario corrente e 47,6 milioni di euro di indebitamento finanziario non corrente. Il patrimonio netto consolidato è pari a 111,4 milioni di euro, di cui 110,3 milioni riferiti al Gruppo. Paolo Luccini, presidente e amministratore delegato di Reway Group, ha così commentato: “Il 2025 ha rappresentato per Reway Group un ulteriore anno di significativa accelerazione, chiuso con risultati economico-finanziari in forte crescita per tutti i principali indicatori. L’incremento del valore della produzione è stato sostenuto non solo dalle nuove commesse acquisite, per un totale di 246 milioni di Euro, ma anche dal solido portafoglio ordini pari a 1.024 milioni, che ha consentito l’avvio di numerosi progetti di rilievo. Nel corso dell’anno abbiamo inoltre rafforzato il nostro posizionamento nella realizzazione di nuove infrastrutture e ampliato il perimetro di attività con l’ingresso nel settore della manutenzione in ambito portuale. Operiamo in ambiti strategici, al centro di importanti piani di investimento a livello nazionale: un contesto che ci permette di guardare al futuro con fiducia e di contare su una significativa visibilità dei ricavi per i prossimi cinque anni, a partire dall’attuale portafoglio ordini. Il nostro lavoro genera un impatto concreto sul Paese, contribuendo alla sicurezza e alla modernizzazione
delle reti stradali, autostradali e ferroviarie e supportando una mobilità efficiente. È un motivo di orgoglio pertutti i nostri 680 dipendenti e collaboratori, che ogni giorno operano con competenza e determinazione”.
Astm si rafforza in Brasile con la concessione dell’autostrada Rota das Gerais
Astm si e’ aggiudicata, attraverso la societa’ controllata EcoRodovias, la gara promossa dal governo federale brasiliano e dalla Agenzia Nazionale dei Trasporti Terrestri (Antt) per la gestione, per un periodo di 30 anni, del sistema autostradale ‘Rota das Gerais’, in Brasile. Il sistema autostradale di ‘Rota das Gerais’ si sviluppa per circa 735 km, servendo un bacino di 26 comuni nel nord dello Stato del Minas Gerais, configurandosi come un collegamento strategico tra il sud-est e il nord-est del paese. Il pedaggiamento dell’autostrada avverra’ in modalita’ Free Flow, tecnologia in rapida diffusione nel mercato autostradale brasiliano, che conta il contributo fondamentale di due societa’ del Gruppo: Sinelec, per la fornitura di impianti e soluzioni tecnologiche, e PedagioDigital, una piattaforma sviluppata da EcoRodovias per la gestione e il pagamento online dei pedaggi. L’amministratore delegato di Astm, Umberto Tosoni, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti di questo nuovo successo in Brasile che premia la nostra capacita’ di competere in tender internazionali. L’aggiudicazione della Rota das Gerais rafforza in modo significativo il nostro posizionamento in uno dei mercati piu’ dinamici al mondo, permettendoci di consolidare ulteriormente la nostra presenza come principale player autostradale del paese. In Brasile stiamo costruendo un sistema di asset infrastrutturali ad alto potenziale che ci consente di esportare il nostro know-how, le nostre competenze tecniche, la nostra capacita’ di creare valore per i territori e le comunita’ che attraversiamo”.
Alperia: in 10 anni triplicati gli investimenti, ora a quota 222 mln
Investimenti pari a 222 milioni di euro e valore aggiunto creato per l’Alto Adige. Questi i principali dati di spicco che emergono dai risultati di esercizio 2025 di Alperia SpA che nella seduta del 31 marzo 2026 ha esaminato e approvato i progetti di bilancio relativi all’esercizio 2025 della Società e del Gruppo. Nel 2025 il valore aggiunto ha toccato un valore record di oltre 435 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto al 2016. Per l’anno 2025 è stato possibile aumentare nuovamente i dividendi destinati agli azionisti pubblici (Provincia e Comuni), di 2 milioni di euro rispetto al 2024, per un totale di 38 milioni di euro. I ricavi complessivi di Gruppo nel 2025 si sono attestati a 2,4 miliardi di euro, mantenendosi su livelli simili a quelli dell’anno precedente (+1%). Lo comunica Alperia in una nota.
Maire: Nextchem si aggiudica un contratto in Indonesia
Maire annuncia che Nextchem, attraverso la controllata Kt Tech, si è aggiudicata un contratto per le attività di ingegneria preliminare e per la fornitura di apparecchiature proprietarie per un impianto di SAF in via di sviluppo nella provincia di Sumatra Settentrionale, Indonesia. L’impianto è progettato per una capacità produttiva pari a 60.000 tonnellate all’anno di SAF ad alta efficienza, principalmente a partire dai residui della lavorazione dell’olio di palma (Pome), nonché da olio di cucina esausto certificato, consentendo la valorizzazione delle risorse locali e supportando lo sviluppo di soluzioni SAF economicamente sostenibili. Il progetto farà leva sulle tecnologie proprietarie di Nextchem NX PTU™ e NX SAF™ BIO, già concesse in licenza per l’iniziativa. Le attività di ingegneria preliminare supporteranno il raggiungimento della decisione finale di investimento (FID) per il progetto, che rappresenta un passo concreto verso l’adozione di tecnologie avanzate e a basse emissioni di carbonio per il settore dell’aviazione. Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, ha commentato: “Questo contratto conferma il forte interesse del mercato per le nostre tecnologie proprietarie nel settore dei carburanti sostenibili. Il progetto rappresenta un’opportunità concreta per supportare la decarbonizzazione del settore dell’aviazione nel Sud‑est asiatico, consolidando al contempo il nostro posizionamento come technology provider globale nel segmento dei carburanti sostenibili”.
Fs Logistix svela in anteprima il nuvo widget 2.0 al Sitl di Parigi
Fs Logistix ha svelato in anteprima a Parigi il nuovo widget 2.0 di fslogistix.com. Nell’ambito della fiera internazionale Sitl, la società del Gruppo Fs ha presentato una preview della prima importante evoluzione della piattaforma digitale integrata, lanciata a maggio 2025. All’evento per Fs Logistix sono intervenuti l’Amministratore Delegato Sabrina De Filippis, il Direttore Strategie e Transformation Antonio Brunacci e Andrea De Bernardi, ad di Mercitalia Intermodal. Con il nuovo widget 2.0, FS Logistix amplia ulteriormente la propria piattaforma digitale trasformando l’interazione con il cliente in un’esperienza sempre più concreta, chiara e orientata alla soluzione di trasporto. La nuova release consente infatti di tradurre la richiesta in una proposta dedicata, semplificando l’accesso al network commerciale e offrendo una visualizzazione immediata delle possibili opzioni di viaggio. La presenza di una mappa del percorso con dati pratici – tra cui chilometri, tempi, mezzi impiegati e CO2 risparmiata – rende il widget uno strumento ancora più efficace per accompagnare il cliente verso una scelta informata, integrata e coerente con le sue esigenze. Queste evoluzioni, disponibili online da maggio 2026, ad appena un anno dal go live di fslogistix.com, si inseriscono nella traiettoria di crescita della piattaforma, nata per offrire a clienti italiani e internazionali un’interfaccia unica di accesso ai servizi logistici end-to-end e per integrare l’intera catena logistica con un approccio client centric. La piattaforma fslogistix.com si conferma come uno dei principali abilitatori della strategia industriale di FS Logistix, fondata su digitalizzazione, intermodalità, sostenibilità e apertura al mercato europeo. “Abbiamo scelto Parigi, uno dei principali appuntamenti dedicati alla logistica, per presentare in preview il nuovo widget 2.0 di fslogistix.com al mercato internazionale”- ha dichiarato Sabrina De Filippis, Amministratore Delegato di FS Logistix -“Con questa nuova release ci avviciniamo ancora di più alle esigenze del cliente, trasformando le richieste in proposte chiare e immediate. La partecipazione a Sitl ci ha consentito di rafforzare il dialogo con il mercato francese ed europeo e di confermare la nostra ambizione: diventare un freight forwarder europeo con una logistica sempre più integrata, intermodale e connessa lungo l’intera catena del valore”. Si inserisce in questo percorso anche il collegamento attivo tra Milano Segrate e Parigi Valenton, una relazione che rafforza concretamente il presidio di FS Logistix sull’asse Italia‑Francia e la connessione del network nazionale con i principali corridoi europei. In prospettiva, la Francia rientra tra le geografie europee individuate da Fs Logistix come prioritarie per la crescita e lo sviluppo del business, nel quadro di un’evoluzione che punta ad ampliare l’offerta intermodale e i servizi connessi, rafforzando progressivamente il network e la presenza commerciale sul mercato francese.
Survey Bain:Transizione energetica: avanti solo se crea valore, ma l’Europa resta impegnata. Cresce l’attenzione su sicurezza e competitività
In un contesto di volatilità della domanda, pressione sui prezzi e tensioni geopolitiche, le aziende del settore Energy & Natural Resources confermano la transizione energetica come priorità, ma ne rallentano tempi e modalità, spostando l’obiettivo al 2070 o oltre. L’Europa è la regione più attiva negli investimenti mentre, parallelamente, sono in crescita altre geografie in termini di attrattività di capitali e degli stessi investimenti europei (cioè Asia e Medio Oriente, anche se per quest’ultimo sarà necessario osservare gli sviluppi alla luce delle recenti tensioni). È quanto emerge dal 2026 Energy & Natural Resources Survey di Bain & Company, che raccoglie le opinioni di oltre 800 dirigenti globali – di cui 340 europei – nei settori oil & gas, utilities, chimica, mining e agribusiness, a conferma di un messaggio in continuità con gli ultimi anni: la transizione energetica continuerà a essere guidata principalmente da logiche economiche, lasciando indietro visioni più propriamente idealistiche o di impegno sociale. “Il capitale si concentra su progetti con ritorni chiari e credibili”, afferma Alessandro Cadei, Senior Partner e Responsabile Emea Energy & Utilities di Bain & Company. “Gli investimenti nei combustibili fossili restano rilevanti. Al tempo stesso, cresce la fiducia in AI, tecnologie digitali, accumulo energetico, materiali per la transizione e nucleare avanzato, mentre restano incertezze su idrogeno low-carbon, carburanti sintetici e Direct Air Capture”. Riduzione delle emissioni, competitività e accesso a energia pulita e affidabile restano priorità condivise, ma le strategie divergono e creano discontinuità sul piano delle pratiche. Le aziende che hanno già investito una quota rilevante di capitali nella transizione tendono a mantenere gli impegni presi, spesso grazie a modelli di business che hanno consentito di sviluppare vantaggi competitivi importanti; al contrario, quelle meno esposte, stanno ulteriormente riducendo i propri investimenti. A livello globale, cresce la quota di operatori che investono poco (dal 30% nel 2025 al 39% nel 2026), mentre diminuisce leggermente quella degli operatori con investimenti elevati (dal 41% al 39%). Questo segnala una transizione energetica “rallentata” e decisamente più prudente rispetto a quanto previsto qualche anno fa. L’Europa resta la regione più ottimista, con oltre il 50% delle aziende che destina più del 20% del capitale alla transizione, contro circa il 25% delle aziende Nord Americane e di molte altre aree geografiche. In questo contesto, l’Italia nei prossimi anni affronterà, forse più di altri Paesi, alcune sfide rilevanti, quali ad esempio la sicurezza delle forniture e l’impatto del costo dell’energia sulla competitività industriale. Pur a fronte di un mix di fonti diversificato, persistono margini di incertezza su alcune opportunità chiave: nel breve termine (es. idroelettrico), nel lungo termine (es. nucleare) e lungo la filiera gas/lng.La forte instabilità geopolitica continua a ridefinire le priorità di investimento. Il Nord America resta nel complesso la destinazione più attrattiva, ma il suo vantaggio si è ridotto in modo significativo. La quota di dirigenti che lo considera prioritario per gli investimenti nella transizione si è contratta dal 68% al 46% su base annua, mentre Medio Oriente e alcune aree dell’Asia guadagnano terreno, sostenuti da condizioni più favorevoli e prospettive di crescita. Lo scenario geopolitico attuale e la carenza di incentivi porta a un cambiamento nelle previsioni di raggiungimento del Net Zero: il 42% degli intervistati a livello globale prevede che tale traguardo possa essere raggiunto solo nel 2070, o persino oltre. Inoltre, cresce la quota di leader del settore oil & gas che prevede che la domanda di petrolio raggiungerà il suo picco nei prossimi anni: la metà dei dirigenti europei del comparto ritiene che la domanda possa raggiungere il picco prima del 2035, mentre il 41% di quelli nordamericani non si aspetta che ciò avvenga entro il 2050. “I dati mostrano in modo chiaro il diverso approccio Europeo e Nord Americano alla transizione, il che chiaramente impatta le aspettative sulle aziende e, in ultima istanza, i valori di mercato”, prosegue Cadei. “La nostra ricetta per affrontare nel modo più sicuro un momento così complesso e allo stesso tempo cruciale, si fonda su 4 elementi chiave: modelli di mercato adatti al contesto contemporaneo, mix bilanciati tra le diverse fonti energetiche, centralità delle infrastrutture ed evoluzione dei modelli di consumo del cliente finale. Questo riflette la nostra visione dei sistemi energetici come infrastrutture strategiche”. Quest’anno, le realtà del settore saranno chiamate a focalizzarsi su alcune priorità chiave: affrontare con realismo costi e complessità esecutive, comprendere in profondità le dinamiche di mercato e il contesto regolatorio e investire nella capacità di adattarsi a scenari incerti. “Le aziende leader saranno quelle in grado di progettare fin da ora strategie flessibili, facendo leva su partnership mirate e modelli operativi robusti”, conclude Cadei.
Enac: Di Palma all’Icao, sinergia e cooperazione per lo sviluppo dell’aviazione civile internazionale
Visita istituzionale del presidente Enac Pierluigi Di Palma presso la sede Icao a Montréal dove il 31 marzo, accompagnato dal vicedirettore generale Fabio Nicolai, ha incontrato il segretario generale Juan Carlos Salazar e il neo Presidente del Consiglio, Toshiyuki Onuma, succeduto dal 1° gennaio al Presidente uscente Salvatore Sciacchitano. “Nel ringraziare per questa occasione di alto valore istituzionale e nell’esprimere al Presidente Onuma i più fervidi auguri per il prestigioso incarico al vertice dell’International Civil Aviation Organization, desidero rinnovare l’impegno del nostro Paese nel rafforzare la cooperazione con l’Icao per lo sviluppo armonico e sostenibile dell’aviazione civile internazionale.
In un contesto in continua evoluzione, il dialogo e la sinergia con l’Organizzazione si confermano essenziali per promuovere standard sempre più elevati in materia di sicurezza, sostenibilità e innovazione, valorizzando il ruolo chiave dell’Italia nelle politiche globali del trasporto aereo”, ha dichiarato Di Palma. Tra i vari temi trattati, l’auspicato incremento dei poteri delle Autorità nazionali dello Stato di sorvolo degli operatori aerei; il trasporto di Pet fino a 30 kg in cabina, con i primi voli operati da Ita Airways a partire dalla stagione Summer; il progetto “Rent Carrozzella”, in corso di sviluppo da parte di Enac, per facilitare l’accessibilità dei Prm in aeroporto Il Presidente e il Segretario Generale Icao hanno ringraziato il Presidente Di Palma per il proficuo incontro e per il continuo supporto assicurato dall’Italia anche attraverso la Rappresentanza permanente. Hanno espresso inoltre apprezzamento nei confronti dell’uscente Presidente Sciacchitano, ora insignito dall’ICAO del titolo di “Lifetime Goodwill Ambassador”. Agli incontri hanno preso parte anche il Rappresentante permanente d’Italia presso l’Icao, Amb. Sergio Martes, e la Vice Rappresentante, Arianna Ciani.