IL MINISTRO SOLLETICA L'ORGOGLIO DEL CANTONIERE
Anas, opere commissariate ma senza fondi. Salvini insiste sulla separazione da Fs: “E’ stato un errore”
Salvini conferma l’obiettivo di procedere allo scorporo dell’azienda stradale e conta di farlo in tempi brevi dopo l’altolà in legge di bilancio. Getta acqua sulle polemiche per lo stop al Dl Commissari, spiegando che la ragione del rinvio è negli approfondimenti sul Ponte sullo Stretto. Ma il tema commissariate mette a nudo la grande emergenza: la mancanza di fondi per la maggioranza delle opere.

MATTEO SALVINI MINISTRO INFRASTRUTTURE CLAUDIO ANDREA GEMME AD ANAS
Avanti tutta con lo scorporo di Anas dal gruppo Fs e avanti anche con il Dl Commissari. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, tira diritto sul dossier della società delle strade e punta ad accelerare sull’operazione societaria che dovrebbe scrivere la parola fine al breve capitolo della storia di Anas nella galassia ferroviaria. Certo, la strada è tutta da tracciare dal momento che, alla fine, non è entrata nella legge di bilancio 2026 la norma ad hoc. Ma il messaggio che Salvini ha consegnato nel suo intervento alla Giornata del Cantoniere, il tradizionale appuntamento annuale dell’Anas, è stato chiaro. “Qualche anno fa secondo me e’ stata una scelta sbagliata mettere l’asfalto con il ferro”, ha detto dal palco della convention. E quindi l’obiettivo è quello di separare. Da segnalare che le parole di Salvini sono state accolte dal caloroso applauso della platea, un segnale del sentiment del personale del gruppo che, evidentemente, non si sente ‘ferroviere’. Il punto è, secondo Salvini, che l’Anas ha una sua identità e deve tornare ad avere una sua autonomia. Credo che il business di Anas possa essere meglio gestito in totale autonomia”, è la convinzione del titolare del Mit che però non ha fornito ulteriori indicazioni su tempi e modalità dell’operazione ma si è limitato a due battute. Una è che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti “non vuole rimetterci un euro” neanche per cambiare il logo delle uniformi del personale che recitano “Anas, Gruppo Fs”. E anche l’altra battuta, sempre legata alle divise: “speriamo di trovarci tra un anno e che sulle vostre giubbe gialle ci sia scritto solo ‘Anas'”. Insomma, l’auspicio è che il tutto avvenga in tempi brevi.
Dal palco, invece, Salvini non ha fatto menzione dell’altra operazione, motivo di nuove fibrillazione nel fronte della maggioranza: il piano di razionalizzazione dei commissari che, nel caso di Anas, vedrebbe la nomina di un supercommissario, nella figura dell’ad della società Claudio Andrea Gemme, il cui decreto lunedì non ha superato il vaglio del pre-consiglio dei ministri ed è stato stralciato dall’ordine del giorno. Poco prima di arrivare alla cerimonia dell’Anas, Salvini ha parlato a margine di un evento sul turismo al Senato. “Non c’è nessun problema, è tutto risolto, non c’è nessuna tensione”, ha minimizzato. Anzi, il decreto è sì slittato “ma per scelta mia, perché ci sono alcuni approfondimenti su alcune tematiche relative al Ponte e ai balneari. Veramente i giornali inventano di quelle cose che sono difficili a smentire perché neanche io ci avrei potuto pensare a certe sciocchezze che ho letto”. Secondo quanto riferito da Salvini, sono necessari degli approfondimenti sulle norme “per superare l’articolo 49 del codice della navigazione per permettere ai concessionari balneari uscenti di avere un indennizzo per gli investimenti fatti; e le ottemperanze a tutte le richieste della Corte dei Conti che vogliamo mettere per norma per andare avanti col Ponte. Non sono cose che fai in un quarto d’ora”. Sul capitolo Ponte, sono anche da registrare le indicazioni giunte dall’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci. Il dl commissari conterrà “chiarimenti procedurali per la riattivazione dei procedimenti riguardanti la delibera Cipess e il Decreto interministeriale relativo al III Atto aggiuntivo alla Convenzione al fine di conformarsi alle motivazioni della Corte dei Conti”.
Nient’altro che scuse, attacca il Pd. “A noi sembra più che altro che sia il ministro Salvini ad inventare e non i giornali, considerando il clamoroso ritardo nelle opere pubbliche e tenendo conto del fatto che guarda caso il dl è stato subito rinviato con la scusa dei balneari, del Ponte sullo stretto e via dicendo. La verità è che il ministro Salvini ieri ha preso una bella batosta e ora si sta arrampicando sugli specchi cercando di distogliere l’attenzione del pubblico e dei cittadini dal vero problema: le opere pubbliche non sono state fatte e Lega e Fdi sono in perenne disaccordo”, hanno dichiarato i deputati del Pd Andrea Casu e Marco Simiani, rispettivamente vicepresidente della commissione Trasporti e capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera.
A tenersi lontano dalle polemiche sul dl Commissari, è l’ad Gemme che, invece, ha voluto anticipare i risultati “ambiziosi” raggiunti da Anas nello scorso esercizio. “Un anno molto importante” in cui il valore della produzione dovrebbe arrivare probabilmente a circa 4,6 miliardi di euro. “Si tratta di dati ancora preliminari, che dovranno essere consolidati nel bilancio del Gruppo Ferrovie dello Stato. Di questi, 3,2 miliardi riguardano il valore della produzione, cui si aggiungono ulteriori importi che ci consentono di immaginare il raggiungimento di questo obiettivo. Ma il risultato forse più importante è che la nostra azienda chiuderà l’anno con un ebitda positivo, superiore alle aspettative che avevamo delineato in fase di budget. Questo ci consente di guardare al 2026 con fiducia, pronti ad affrontare nuove sfide, dopo quelle legate al Giubileo”. Inoltre, Gemme ha riferito inoltre che nel 2025, “abbiamo avviato gare per nuove opere per 1,5 miliardi di base d’appalto. In Calabria abbiamo appaltato quasi un miliardo di euro. Abbiamo aggiudicato gare per nuovi lavori per 2,9 miliardi e abbiamo stipulato contratti per 3,2 miliardi”, ha aggiunto. L’ad ha indicato gli obiettivi di crescita sia in termini di rete gestita che di occupazione. Attualmente, ha detto, la società gestisce 32.500 chilometri di strade con 18.720 ponti e 2.157 gallerie. «A breve – ha proseguito – aggiungeremo 933 chilometri di strade che stiamo costruendo in questo periodo, e altri 1.400 chilometri sono in fase di progettazione: arriveremo presto a gestire 40mila chilometri di rete stradale”. L’Ad ha anche ricordato che la società ha attualmente 8.200 addetti – “oltre a un indotto importantissimo” – e che entro il 2028 faranno ingresso nella società circa altre 900 persone. Si tratta di un’“azione necessaria per traguardare i risultati che stiamo immaginando”. Gemme ha poi toccato un altro tema caldo: “non tutte le imprese sono sempre virtuose, e una delle difficoltà maggiori che affrontiamo riguarda proprio la rescissione di contratti con aziende che non garantiscono continuità operativa, con conseguenze sui tempi dei lavori”.
“Epocale” è la sfida alle porte delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. “Tutte le attività che stiamo conducendo in tempi molto stretti hanno avuto avvii complessi e difficili. Il nostro Paese, e in particolare il Codice degli Appalti, ci impone vincoli stringenti, ma all’interno di questi vincoli sappiamo muoverci con grande capacità e riusciremo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”. Il 19 gennaio sarà inaugurato il Ponte Manzoni a Lecco. Poi c’è la scadenza del 26 gennaio con l’inaugurazione delle gallerie delle valli. che consentirà l’apertura del traffico lungo l’asse delle Olimpiadi Milano-Cortina. Ci sono però criticità come nell’area di Bormio dove “abbiamo riscontrato problemi legati alla sicurezza durante i lavori: frane, imprevisti di vario genere. Stiamo risolvendo le criticità, ma probabilmente non riusciremo ad aprire completamente l’opera.
Ma, oltre al Giubileo e alle Olimpiadi, ci sono le sfide ardue legate alla realizzazione delle opere che la polemica sul Dl Commissari di questi giorni ha riproposto con forza. Negli ultimi anni ANAS è stata chiamata a svolgere un ruolo centrale nella strategia nazionale di accelerazione delle grandi infrastrutture stradali. Il ricorso al commissariamento per alcune opere simbolo dovrebbe essere la risposta a ritardi storici, complessità progettuali e criticità autorizzative che avevano rallentato interventi fondamentali. Ma il quadro che restituisce il portale OsservaCantieri del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mostra con chiarezza il gap tra il valore dell’investimento e le risorse stanziate per la realizzazione delle opere commissariate. Si parte dalla Ss106 Jonica, il cui valore dell’investimento si attesta a 9,65 miliardi a fronte di risorse stanziate di 4,2 miliardi e dalla E78 Grosseto-Fano dove le due voci si attestano, rispettivamente, a 3,5 miliardi e 361,6 milioni. Si prosegue con la variante Aurelia bis: il valore dell’investimento è di circa 1 miliardo rispetto a 270 milioni e con gli interventi di potenziamento sulla Ss4 Salaria pari a 1,5 miliardi mentre le risorse stanziate sono 435,1 milioni. Per gli interventi sulla Telesina Caianello-Benevento, a fronte di un investimento di 1,13 miliardi le risorse stanziate sono 460 milioni mentre per i lavori sulla SS89 Garganica San Giovanni Rotondo-Manfredonia- Mattinata il rapporto è 1,4 miliardi rispetto a solo 67,8 milioni di euro. Sommando il totale del valore degli investimenti per queste opere, emerge che a fronte di oltre 18 miliardi le risorse stanziate sono 5,8 miliardi. Di contro , l’Osservacantieri mostra anche opere commissariate il cui investimento è coperto dalle risorse stanziate: è il caso della Strada degli Scrittori in Sicilia con 990 milioni, della Trasversale delle Serre in Calabria con 521 milioni, la Civitavecchia-Orte 466,7 milioni. Sulla SS89 Gran Sasso, invece, la tratta Teramo Mare registra risorse stanziate per 182,3 milioni rispetto a un investimento di 163,5 milioni.