LA GIORNATA
Nuovo attacco di Trump ma Meloni tace. Vertice Nato, vigilia tesa
- Rapporto del Mes: eurozona sotto pressione, sfide senza precedenti
- Pnrr, Mit: raggiunto e superato target per le infrastrutture idriche
- Eni Storage Systems avvia il cantiere della fabbrica per la produzione di batterie stazionarie a Brindisi
IN SINTESI
Il governo italiano adotta una linea prudente dopo le nuove tensioni con Donald Trump. A Palazzo Chigi prevale infatti la scelta del silenzio, evitando repliche dirette al post con cui l’ex presidente americano ha rivolto critiche e attacchi personali alla premier Giorgia Meloni. Secondo fonti governative, l’obiettivo è non alimentare la polemica alla vigilia e durante il vertice Nato in Turchia, dove la presidente del Consiglio sarà impegnata in incontri bilaterali e nelle sessioni ufficiali con gli altri leader. Gli attacchi di Trump, che includerebbero anche riferimenti polemici a precedenti incontri internazionali, hanno suscitato irritazione nell’esecutivo italiano, ma la linea prevalente resta quella di mantenere la continuità dei rapporti transatlantici. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che le relazioni tra Italia e Stati Uniti vanno oltre le singole dichiarazioni, sottolineando la necessità di evitare reazioni che possano aggravare la situazione. Analoga posizione è stata espressa dal ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui è fondamentale preservare i rapporti con Washington, indipendentemente dalle tensioni politiche del momento.
Nel governo, tuttavia, non manca un certo malumore per i toni utilizzati dall’ex presidente americano, considerati eccessivi e fuori dagli schemi consueti nei rapporti tra alleati. Parallelamente, sono arrivate numerose manifestazioni di solidarietà alla premier da parte delle istituzioni italiane e delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione.
Il caso rischia comunque di pesare sul clima del vertice Nato, dove Meloni incontrerà Trump nelle prossime ore, sia in occasione di una cena dei leader sia nei lavori ufficiali del summit. Palazzo Chigi punta ora a gestire la vicenda evitando ulteriori escalation, nella convinzione che i rapporti strategici tra Italia e Stati Uniti restino solidi nonostante le tensioni verbali.
Rapporto del Mes, ‘eurozona sotto pressione, sfide senza precedenti’
“L’eurozona si trova ad affrontare una serie di sfide senza precedenti. Le crescenti minacce alla sicurezza, la frammentazione delle relazioni commerciali, le interruzioni negli approvvigionamenti e gli episodi di volatilità dei mercati esercitano una pressione sempre maggiore sulla crescita e sulle finanze pubbliche. La regione ha dimostrato di saper resistere agli shock del passato, ma non sarà immune da quelli che l’attendono”. E’ quanto sottolinea un rapporto Mes dal titolo: “resilienza sotto pressione”. “Qualsiasi misura anticrisi deve essere temporanea e mirata”, hanno sottolineato fonti del Mes. Il rapporto individua tre vulnerabilità ritenute importanti. In primo luogo, il margine di manovra fiscale si sta riducendo, in parte a causa dell’aumento delle esigenze di spesa per la difesa. Tuttavia, il report mostra che gran parte di questa spesa può, nel tempo, sostenere la crescita a lungo termine e quindi, alla fine, ripagarsi da sola, a condizione che sia utilizzata in modo produttivo e sostenuta da catene di approvvigionamento europee efficienti. In secondo luogo, la regione rimane strutturalmente esposta alle interruzioni dell’approvvigionamento energetico derivanti dalle tensioni geopolitiche. Tali shock fanno aumentare i prezzi e l’incertezza, pesano sulla competitività e sugli investimenti e rischiano di causare danni duraturi alla produttività. In terzo luogo, gli stretti legami finanziari con gli Stati Uniti espongono gli investitori europei a qualsiasi potenziale rivalutazione dei titoli del Tesoro e delle azioni statunitensi, le cui valutazioni, ormai al limite, si basano su aspettative di utili legate all’intelligenza artificiale. Nel contempo, i mercati sovrani dell’area dell’euro stanno diventando sempre più dipendenti da investitori sensibili alle fluttuazioni dei prezzi come gli hedge fund, molti dei quali con sede all’estero.
Inflazione, sale al 4,6% su anno a maggio in area Ocse, pesano prezzi energia
L’inflazione su base annua nei Paesi dell’area Ocse è salita al 4,6% a maggio 2026, rispetto al 4,4% registrato ad aprile. L’inflazione complessiva è aumentata in 16 Paesi, è diminuita in 8 ed è rimasta stabile o sostanzialmente stabile in 14. In particolare, la crescita dei prezzi è rimasta al di sopra del 5% in Colombia, Grecia, Islanda e Lituania, e ha superato il 30% in Turchia. Nello specifico, l’inflazione energetica nei Paesi Ocse ha continuato a crescere a maggio, raggiungendo il 15,8% su base annua, rispetto al 13,2% di aprile. Tra i 37 Paesi Ocse per i quali sono disponibili i dati, l’inflazione energetica è aumentata in 26 e diminuita in undici. Canada, Lituania, Turchia e Stati Uniti hanno registrato un’inflazione energetica superiore al 20%. Al contrario, Costa Rica, Danimarca, Islanda, Giappone e Norvegia hanno registrato un’inflazione energetica negativa. L’inflazione relativia ai beni alimentari nei paesi Ocse è invece diminuita di 0,4 punti percentuali attestandosi al 3,6%, con un calo nella maggior parte dei Paesi. Nel frattempo, l’inflazione di base (esclusi alimentari ed energia) è aumentata di 0,2 punti percentuali, raggiungendo il 3,8%. Nel G7, l’inflazione complessiva su base annua è aumentata di 0,3 punti percentuali a maggio, arrivando al 3,5%. L’aumento è stato determinato da una rinnovata accelerazione dell’inflazione energetica, che ha raggiunto il 17%, il livello più alto da novembre 2022. L’inflazione complessiva è aumentata in Canada, Francia, Italia e Stati Uniti. Al contrario, in Germania l’inflazione complessiva è diminuita dopo due mesi consecutivi di aumenti, principalmente a causa dell’attuazione di un programma di sussidi ai carburanti e del conseguente calo dell’inflazione energetica. Il Giappone ha continuato a registrare il tasso di inflazione più basso tra i paesi del G7, pari all’1,5%, grazie ai sussidi governativi su carburanti e utenze che hanno continuato a contenere l’inflazione energetica. In Germania, Regno Unito e Stati Uniti, l’inflazione di base è rimasta il principale fattore determinante dell’inflazione complessiva, mentre in Canada, Francia e Italia il contributo combinato dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia ha trainato l’inflazione complessiva. In Giappone, il contributo dell’inflazione di base è stato sostanzialmente pari a quello combinato dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia. Nell’area dell’euro, l’inflazione complessiva su base annua è invece salita al 3,2% a maggio, rispetto al 3,0% di aprile. L’inflazione di base è aumentata di 0,4 punti percentuali, raggiungendo il 2,6%, ma questo incremento è stato parzialmente compensato da un calo dell’inflazione alimentare, scesa all’1,6%, il livello più basso da gennaio 2025. L’inflazione energetica nell’area dell’euro è rimasta sostanzialmente stabile, al 10,9% a maggio. Le stime preliminari di Eurostat indicano un calo dell’inflazione complessiva nell’area dell’euro a giugno 2026, al 2,8%, con una diminuzione sia dell’inflazione energetica che dell’inflazione di base. Nel G20, l’inflazione complessiva su base annua è aumentata al 4,5% a maggio, rispetto al 4,3% di aprile. L’inflazione complessiva è rimasta sostanzialmente stabile in Cina e Arabia Saudita. È aumentata in Sudafrica, raggiungendo il livello più alto da agosto 2024 al 4,4%, così come in Argentina, Brasile, India e Indonesia.
Pnrr, Mit: raggiunto e superato target per le infrastrutture idriche
Unem, serve strategia industriale Ue per raffinazione, è parte della soluzione per la transizione
La raffinazione europea rivendica un ruolo centrale nella transizione energetica e chiede all’Unione Europea di affiancare agli obiettivi climatici una strategia industriale capace di preservare competitività, investimenti e sicurezza energetica. È il messaggio contenuto nel nuovo Manifesto di FuelsEurope, “Un asset industriale strategico che l’Europa non può permettersi di perdere”, elaborato con il contributo di Unem. Nel documento si afferma che i combustibili liquidi e gassosi continueranno a essere indispensabili per settori difficili da elettrificare come aviazione, trasporto marittimo, chimica e difesa. Per questo motivo, la trasformazione delle raffinerie esistenti in impianti in grado di produrre carburanti rinnovabili e low carbon viene indicata come la strada più rapida ed efficace per accompagnare la decarbonizzazione senza compromettere la capacità industriale europea.
“La transizione energetica si farà solo se l’Europa saprà mantenere e trasformare la propria base industriale”, dichiara il presidente di Unem, Gianni Murano. “La raffinazione è parte della soluzione: garantisce sicurezza energetica, sostiene settori strategici come trasporti, chimica e difesa e rappresenta la piattaforma industriale sulla quale costruire i carburanti del futuro.” Per Murano, la sfida europea è trovare un equilibrio tra obiettivi climatici e competitività: «La decarbonizzazione non può tradursi in una maggiore dipendenza dall’estero che rischiano di creare poi fragilità strategica ed extra costi come la recente crisi di Hormuz ha evidenziato. Servono regole stabili, strumenti che riducano il rischio degli investimenti e un approccio pragmatico che consenta alle imprese di continuare a investire nella trasformazione degli impianti e nello sviluppo dei nuovi carburanti sostenibili».
Il presidente di Unem sottolinea infine il ruolo che l’Italia può giocare in questo percorso: «Il nostro Paese dispone di competenze industriali, infrastrutture e progetti già avanzati nel campo delle bioraffinerie e dei carburanti a basse emissioni. Valorizzare questi asset significa rafforzare la competitività nazionale e contribuire concretamente agli obiettivi europei di decarbonizzazione e alla sicurezza energetica del nostro continente».
Lavori a ponte Firenze, Italia divisa in due. Volume dei treni ridotto del 50%
Italia divisa in due per i lavori all’Alta Velocità a Firenze, per lo smontaggio del cavalcaferrovia del Ponte del Pino. Dalle 23 di domenica, 5 luglio, fino alle 4 di venerdì 10 luglio, stop ai treni tra le stazioni di Campo di Marte-Rifredi e Campo di Marte Santa Maria Novella, con ripercussioni che si annunciano pesanti per i viaggiatori: secondo le stime, i tempi di percorrenza per chi viaggia con l’Alta Velocità subiranno incrementi fino a due ore e mezzo, la circolazione è ridotta del 50 per cento. Le attività richiedono due distinte finestre di interruzione della circolazione ferroviaria, necessarie per consentire la rimozione dell’impalcato esistente e, successivamente, il varo della nuova struttura. Una seconda fase è prevista dalle ore 23 di domenica 26 luglio alle ore 11 di giovedì 30 luglio. La circolazione dei treni a lunga percorrenza sarà comunque garantita attraverso la linea Tirrenica, sulla quale saranno instradati due treni ogni ora della relazione Roma-Milano/Torino. Sono inoltre assicurati 4 treni ogni ora con origine o destinazione Firenze Santa Maria Novella e collegamenti verso il Nord (Milano, Brescia, Bolzano e Venezia), nonché 3 treni ogni ora con origine o destinazione Firenze Campo di Marte e collegamenti verso il Sud (Roma, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Bari e Taranto).
Anas, al via i lavori di costruzione della Pedemontana piemontese
Anas ha avviato ieri i lavori di costruzione della Pedemontana piemontese, direttrice collegherà Masserano, in provincia di Biella, e Ghemme, in provincia di Novara. L’avvio dei lavori è stato celebrato con un incontro istituzionale presso il campo base allestito a Ghislarengo (Vercelli). “Un momento storico per il nostro territorio. Dopo anni di attesa, questa infrastruttura entra finalmente nella fase realizzativa, confermando la volontà del Governo e in particolare del Ministro delle Infrastrutture e dei Traporti Matteo Salvini di investire nelle opere strategiche che rafforzano la competitività del sistema produttivo e migliorano la qualità della vita dei cittadini”, ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alle Infrastrutture strategiche e Logistica, Enrico Bussalino. “Come Regione Piemonte – proseguono – abbiamo creduto fortemente nella necessità di mantenere un confronto costante con il territorio. Per questo abbiamo voluto istituire il Comitato di supporto alla Pedemontana Piemontese, un tavolo permanente che ha consentito di coinvolgere Province, Comuni e tutti i soggetti interessati, affrontando insieme criticità e condividendo le soluzioni necessarie per accompagnare la realizzazione dell’opera”. Il progetto di realizzazione della Pedemontana prevede la costruzione di un tracciato in nuova sede lungo circa 15 chilometri per un investimento complessivo che ammonta a circa 384,5 milioni di euro. L’arteria stradale attraverserà i territori delle province di Biella, Vercelli e Novara interessando sette comuni: Masserano, Brusnengo, Roasio, Lozzolo, Gattinara, Romagnano Sesia e Ghemme. L’intervento si inserisce nel progetto più ampio di collegamento stradale tra la A4 Torino-Milano a Santhià e la A26 Genova – Gravellona Toce a Ghemme.
Porti, Serracchiani-Ghio (Pd): riforma piace a pochi e non fa bene
Eni Storage Systems avvia il cantiere della fabbrica per la produzione di batterie stazionarie a Brindisi
Eni Storage Systems, società di Eni Industrial Evolution e FIB (gruppo Seri Industrial), ha avviato ieri nel sito industriale di Brindisi il cantiere per la costruzione del nuovo polo italiano ed europeo integrato per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), destinate prevalentemente ai sistemi di accumulo (BESS) che supportano la diffusione delle energie rinnovabili e la stabilità delle reti elettriche. In particolare, tali sistemi accumulano l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili nei momenti di eccesso di produzione e la rilasciano quando è necessario, e sono quindi fondamentali per gestire l’intermittenza delle fonti rinnovabili. La domanda europea di tali sistemi è stimata in crescita da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh al 2030. In un’area dello stabilimento industriale Versalis, un tempo adibita allo stoccaggio dei polimeri e ad altre attività industriali da tempo dismesse, è stata celebrata, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e delle autorità locali, la cerimonia di posa della prima pietra del primo polo integrato per la produzione di batterie stazionarie. Il piano di sviluppo di Eni Storage Systems prevede la realizzazione a Brindisi della gigafactory per la produzione di celle e di moduli di batterie e dell’impianto di assemblaggio di pacchi batterie (BESS), questo ultimo di capacità maggiorata, tale da assemblare anche i moduli provenienti dalla gigafactory Seri Industrial di Teverola (Caserta). Nella seconda fase, a completamento del progetto, a Brindisi saranno svolte anche le attività di produzione di materia attiva catodica (LFP) e di riciclo delle batterie, entrambi dimensionati per le due gigafactory. Il progetto prevede una capacità complessiva di 16 GWh/anno entro il 2030 (di cui metà a Brindisi e metà nello stabilimento a Teverola), pari a oltre il 10% del mercato europeo degli accumuli stazionari (BESS). “Avviamo oggi a Brindisi un’iniziativa industriale che rappresenta l’ingresso di Eni in un business completamente nuovo e ad alto potenziale di crescita. Un progetto che punta a supportare la transizione, creando valore industriale e tecnologico, in un settore chiave per il percorso di decarbonizzazione, perché integra lo sviluppo delle energie rinnovabili con la resilienza del sistema energetico. Un investimento che darà vita a una filiera locale innovativa, in grado di generare occupazione e autonomia strategica rispetto ai mercati extra-UE, di ridurre le emissioni senza perdere competitività. Il nostro modello di trasformazione industriale che unisce una maggiore sostenibilità ambientale, competitività economica e sicurezza energetica è concreto. E si completa con il contestuale ingresso di Eni in FAENIX, la società del gruppo Seri Industrial che commercializzerà i sistemi di accumulo prodotti a Teverola e a Brindisi” ha dichiarato Giuseppe Ricci, Direttore operativo Trasformazione Industriale di Eni. “Le fasi di profonda trasformazione richiedono coraggio, visione e capacità di riconoscere quando alcuni modelli industriali non sono più sostenibili. E se la risposta è un investimento in una attività innovativa, competitiva e centrale nella transizione energetica mondiale, noi siamo fieri di farne parte. Quando il cambiamento è guidato da una solida visione industriale, da responsabilità sociale e dalla consapevolezza che occorre fare sistema nel nostro Paese, allora siamo certi che questa iniziativa sarà una straordinaria opportunità di sviluppo per Brindisi e l’Italia” ha dichiarato Vittorio Civitillo, AD di Seri Industrial e AD di FAENIX.
Eni investe nel progetto Black Giant di EnergyX per lo sviluppo del business del litio in Cile
Eni ha firmato l’accordo per l’acquisto di una partecipazione del 25% in Black Giant SpA, società cilena di EnergyX, titolare di un progetto di sviluppo del litio nel Cile settentrionale, in aree prossime al Salar de Punta Negra, con un investimento complessivo fasato di $225 milioni. Black Giant SpA è una società interamente controllata da EnergyX, start-up statunitense di cui Eni detiene una partecipazione minoritaria attraverso Eni Next, il proprio veicolo di corporate venture capital. EnergyX è impegnata nello sviluppo di tecnologie innovative proprietarie per una produzione di litio più efficiente attraverso il processo Direct Lithium Extraction (“DLE”). La società intende applicare tali tecnologie nel Progetto Black Giant, che prevede un ciclo chiuso con reiniezione totale dell’acqua di strato prodotta da pozzi, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in termini di consumo idrico rispetto alle produzioni tradizionali di litio, che utilizzano vasche di evaporazione. Il progetto è finalizzato alla produzione a regime di 52,5 kton /anno di carbonato di litio (“LCE”) e si articola in due fasi: lo sviluppo di un Treno 1 da 7,5 kton/anno, con start-up previsto nel 2028, mentre la seconda fase includerà ulteriori treni di produzione, con una capacità aggiuntiva di 45 kton/ anno e start-up previsto nel 2030. Con l’investimento, Eni otterrà anche un membro nel Board di Black Giant e la possibilità di approvvigionarsi fino al 25% della produzione complessiva di LCE, a supporto della propria iniziativa, già avviata nell’area industriale di Brindisi, relativa alla realizzazione di una Gigafactory per la produzione di batterie al litio stazionarie. Inoltre, Eni sosterrà l’iniziativa anche attraverso un rilevante contributo tecnico-operativo, mettendo a disposizione il proprio know-how nello sviluppo upstream. Eni farà leva sulle proprie competenze distintive nelle infrastrutture energetiche a livello globale e sulla comprovata esperienza operativa, contribuendo ad accelerare i tempi di realizzazione del progetto e il percorso verso la commercializzazione. L’operazione è in linea con il piano di Eni di diversificazione delle filiere e, in particolare, rafforza l’ingresso nella catena del valore dei minerali critici grazie alla partnership in un importante progetto innovativo nell’ambito del business del litio, situato in un’area geografica strategica.
Dalla Bei 80 milioni di euro per migliorare l’efficienza energetica e sostenibilità dell’aeroporto di Venezia
La Banca europea per gli investimenti ha firmato un finanziamento da 80 milioni di euro a favore di Milione controllante SAVE, società che gestisce l’aeroporto Marco Polo di Venezia, premiato a giugno da ACI EUROPE (Airports Council International) come migliore scalo d’Europa nella categoria 10-25 milioni di passeggeri. L’accordo per sostenere interventi mirati a migliorare l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale dello scalo è stato sottoscritto a Roma da Jean Christophe Laloux, Direttore generale e responsabile delle operazioni di finanziamento e consulenza della BEI nell’UE, e da Giovanni Curtolo Chief Financial Officer di Milione e di SAVE. Il finanziamento sostiene un programma di investimenti incentrato sull’elettrificazione delle operazioni, la digitalizzazione e il rafforzamento della resilienza operativa, all’interno del percorso della Società volto al raggiungimento delle zero emissioni nel 2030. Gli interventi includono lo sviluppo di infrastrutture a basse emissioni, l’acquisizione di veicoli elettrici, il potenziamento delle infrastrutture dedicate alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e il miglioramento dei sistemi IT, compresa la sicurezza informatica.
L’operazione contribuirà inoltre a generare ricadute positive sull’occupazione locale, con circa 1 000 posti di lavoro temporanei previsti durante la fase di realizzazione degli interventi. Il programma include anche l’installazione di circa 500 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e l’acquisto di piu’ di 20 veicoli elettrici a zero emissioni, rafforzando il percorso di decarbonizzazione delle operazioni aeroportuali.
Il progetto prevede inoltre il miglioramento della gestione dei rifiuti e del trattamento delle acque di dilavamento, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale dello scalo e ad aumentarne la capacità di risposta a eventi climatici estremi. Gli investimenti non riguardano l’espansione della capacità aeroportuale. Con 11,8 milioni di passeggeri nel 2025, l’aeroporto Marco Polo di Venezia è il terzo aeroporto intercontinentale d’Italia, al centro del Polo aeroportuale del Nord-Est, gestito dal Gruppo SAVE. “Gli aeroporti sono oggi chiamati ad accelerare gli investimenti per ridurre in modo concreto la propria impronta ambientale e rafforzare la resilienza delle infrastrutture,” ha dichiarato Jean-Christophe Laloux, Direttore generale e responsabile delle operazioni di finanziamento e consulenza della BEI nell’UE. “Con questo finanziamento, la BEI sostiene un percorso di trasformazione che combina efficienza energetica, decarbonizzazione e innovazione, contribuendo ad allineare il settore agli obiettivi climatici europei.”
Il percorso da tempo intrapreso dal Gruppo SAVE pone al centro dell’attività dell’aeroporto di Venezia e di tutti gli aeroporti gestiti la sostenibilità nelle sue diverse accezioni e declinazioni,” ha affermato Giovanni Curtolo Chief Financial di Milione e di SAVE. “L’attenzione alle tematiche ambientali, tanto più significativa in considerazione del delicato contesto lagunare in cui opera l’aeroporto di Venezia, si concretizza in una tabella di marcia che entro il 2030 porterà lo scalo a zero emissioni. Nel contempo, l’attività dell’aeroporto, motore dell’economia del territorio, determina un’occupazione di 24.000 persone in termini diretti, indiretti e indotti, generando un pil di circa 1,2 miliardi di euro”.
Franchetti: da Ecr nuove commesse in Brasile, backlog gruppo oltre 100 mln
Franchetti, comunica che il Gruppo Ecr, formato dalle societa’ brasiliane Ecr Engenharia Ltda. e Ecr Tecnologia e Engenharia di cui Franchetti ha acquisito il 55% del capitale sociale nel marzo 2026, ha acquisito nuove commesse nel settore delle infrastrutture viarie. Il backlog consolidato del gruppo sale quindi a oltre quota 100 milioni di euro. Tra le nuove attivita’ acquisite da ECR si segnala, in particolare, il coinvolgimento nel progetto per la realizzazione del nuovo collegamento viario tra Avenida Jornalista Roberto Marinho e Rodovia dos Imigrantes, nella zona sud della citta’ di San Paolo. L’opera e’ stata affidata ad Acciona, gruppo multinazionale con sede in Spagna che rappresenta, per il Gruppo Franchetti, un cliente di particolare rilevanza. L’intervento, dal budget complessivo stimato di circa 2,4 miliardi di R$ (pari a oltre 400 milioni di euro al cambio corrente) rientra nell’ambito dell’Obiettivo 36 del Programma Obiettivi 2025-2028 della citta’ di San Paolo. Ecr sara’ coinvolta nelle attivita’ di progettazione e nei servizi specialistici di ingegneria relativi a tre viadotti e due gallerie previsti dal progetto. La fase di progettazione delle opere avrà una durata prevista di circa 16 mesi e sara’ sviluppata anche attraverso metodologia Building Information Modeling (Bim).
Unioncamere, voucher digitale, green, IA per 150 milioni di euro. Al via il nuovo Bando dei Punti impresa digitale
Una dote di 150 milioni di euro nel triennio 2026-2029, finanziata dalle Camere di commercio ma che sarà integrata con ulteriori fondi regionali, per sostenere la transizione digitale e green delle imprese. Parte mercoledì 8 luglio, il nuovo Bando Voucher doppia transizione dei Pid (Punti impresa digitale) delle Camere di commercio. Lo comunica una nota. L’obiettivo è accompagnare le piccole e medie imprese con azioni di assistenza e finanziamenti fino a un massimo del 70% delle spese sostenute per l’acquisto di tecnologie, formazione e consulenza, con un focus sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale e sul passaggio al modello Transizione 5.0. L’iniziativa rientra nel percorso avviato nel 2017 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a Unioncamere, ai Competence center e ai Digital innovation hub. Ad oggi, la rete dei Pid, presenti in ogni Camera di commercio, ha assistito con iniziative di informazione e formazione un milione di piccole e medie imprese. Il sistema camerale inoltre ha mobilitato finora circa 325 milioni di euro in voucher che hanno raggiunto oltre 40mila imprese. L’analisi di Unioncamere, con il supporto tecnico di Dintec, quantifica l’impatto dell’azione dei Pid in una crescita della maturità digitale delle aziende, salita dell’8% dal 2019 a oggi. “In questi anni i Punti impresa digitale sono diventati il canale privilegiato di accesso all’innovazione per le imprese, in particolare le micro e piccole imprese”, sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “I voucher che il bando nazionale del sistema camerale mette a disposizione, daranno un sostegno alle Pmi per introdurre in azienda le nuove tecnologie della intelligenza artificiale”.
Aspi: al via la nuova campagna estate 2026 ‘La sicurezza ci rende tutti campioni’
Al via ieri la nuova campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale “La sicurezza ci rende tutti campioni”, promossa da Autostrade per l’Italia in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato. L’iniziativa punta a diffondere una cultura della guida responsabile e della prevenzione, ricordando come ogni automobilista possa contribuire concretamente a rendere le strade più sicure attraverso comportamenti corretti e il rispetto delle regole. A dare volto alla campagna sono due testimonial d’eccezione: la campionessa paralimpica Ambra Sabatini, e la campionessa olimpica e medaglia d’oro Francesca Lollobrigida. Attraverso la loro esperienza sportiva, entrambe incarnano i valori della determinazione, dell’attenzione e della responsabilità, trasformandosi nel simbolo di una sfida che riguarda tutti: contribuire, con i propri comportamenti, a rendere ogni viaggio più sicuro. Il concept della campagna nasce dal parallelismo tra il percorso di un atleta e quello di chi ogni giorno percorre strade e autostrade. Disciplina, impegno, concentrazione e rispetto delle regole rappresentano infatti principi fondamentali sia nello sport che alla guida. Come un campione raggiunge il traguardo e la medaglia grazie alla preparazione e alla costanza, così ogni utente della strada può contribuire concretamente alla sicurezza collettiva adottando comportamenti responsabili, rispettando i limiti di velocità e osservando le norme del Codice della Strada. “La sicurezza stradale rappresenta una priorità assoluta per la Polizia di Stato e un impegno che chiama in causa istituzioni e cittadini” ha evidenziato il Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese. “Promuovere una mobilità più sicura significa non solo rafforzare le attività di prevenzione e controllo, ma anche diffondere una cultura della responsabilità e del rispetto delle regole, nella consapevolezza che ogni comportamento corretto può contribuire a prevenire gli incidenti e a tutelare la vita umana. È con questo obiettivo che prende avvio la campagna di sensibilizzazione e prevenzione promossa dalla Polizia di Stato, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Autostrade per l’Italia. Una iniziativa che assume un significato ancora più rilevante nel periodo estivo, quando l’aumento degli spostamenti e dei flussi di traffico richiede a tutti gli utenti della strada un’attenzione ancora maggiore e comportamenti improntati alla massima prudenza. Questa iniziativa testimonia il valore della collaborazione istituzionale nella promozione di una cultura della sicurezza stradale sempre più diffusa, nella convinzione che la prevenzione, il senso di responsabilità e il rispetto delle regole rappresentino gli strumenti più efficaci per ridurre l’incidentalità e rendere le nostre strade più sicure”.
“La sicurezza è il valore che guida le nostre scelte – dichiara l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana – orienta il nostro operato e rappresenta il fondamento della missione di Autostrade per l’Italia. Investire nella sicurezza significa non solo realizzare e gestire infrastrutture sempre più moderne, resilienti e tecnologicamente avanzate, ma anche promuovere una cultura diffusa della responsabilità e della prevenzione. Per questo riteniamo che l’educazione e la sensibilizzazione siano strumenti essenziali per accompagnare l’evoluzione della mobilità e contribuire concretamente alla tutela delle persone. Ognuno di noi, attraverso le proprie scelte quotidiane, può contribuire a rendere le strade più sicure. Con questa iniziativa vogliamo ricordare che il rispetto delle regole, l’attenzione alla guida e la consapevolezza dei rischi sono elementi indispensabili per proteggere sé stessi e gli altri. Un impegno che richiede collaborazione, responsabilità e partecipazione da parte di tutti”. Per rafforzare ulteriormente il messaggio, la campagna coinvolge anche quattro colleghi del Gruppo Autostrade per l’Italia, scelti come rappresentanti dei “campioni della sicurezza” della quotidianità. Attraverso una serie di brevi video destinati ai canali social racconteranno come piccoli gesti e comportamenti corretti al volante possano contribuire concretamente alla sicurezza di tutti.
L’iniziativa si articola in due differenti soggetti creativi. Il primo richiama l’importanza di una guida prudente e consapevole, sottolineando come ogni automobilista possa essere protagonista di un cambiamento positivo. Il secondo pone invece l’attenzione sui cantieri autostradali e sul rispetto delle persone che ogni giorno operano lungo la rete per garantire manutenzione, sicurezza e qualità del servizio. Un invito a rallentare, mantenere alta la concentrazione e prestare particolare attenzione nelle aree interessate dai cantieri di lavoro. L’impegno comune per la sicurezza stradale rappresenta il tratto distintivo della consolidata collaborazione tra Polizia di Stato e Autostrade per l’Italia. Una sinergia costruita negli anni attraverso attività di prevenzione e campagne di sensibilizzazione, rivolte soprattutto ai giovani. Solo negli ultimi due anni le iniziative nelle scuole hanno coinvolto oltre 240 istituti e circa 34 mila studenti nelle regioni attraversate dalla rete gestita dal Gruppo. Durante il periodo estivo, inoltre, vengono organizzate attività informative nelle aree di servizio e presso i Safety Point, spazi dedicati alla promozione dei comportamenti di guida corretti e alla diffusione delle informazioni sulla viabilità. La campagna sarà attiva fino al 23 luglio attraverso affissioni, stampa, radio e canali digitali. Visual e messaggi immediati accompagneranno milioni di viaggiatori lungo i principali itinerari della mobilità estiva, promuovendo una riflessione sull’importanza dei comportamenti corretti alla guida e sul contributo che ciascuno può offrire alla sicurezza di tutti.
Astm completa il rinnovo annuale del programma emissioni obbligazionarie da 5 mld
Astm, player infrastrutturale attivo nella gestione di reti autostradali in concessione, nella progettazione e realizzazione di progetti Epc e nella tecnologia applicata alle infrastrutture, ha completato il rinnovo annuale del proprio programma di emissioni obbligazionarie denominato ‘Euro Medium Term Note Programme’ da 5 miliardi costituito nel 2010. Il prospetto del Programma Emtn e’ stato, per la prima volta, approvato dalla Consob. La societa’ ha, inoltre, ottenuto da parte di Borsa Italiana il giudizio di ammissibilita’ a quotazione sul Mercato telematico delle obbligazioni. Nel contesto del rinnovo annuale del Programma Emtn, Astm ha pubblicato il suo primo Green Finance Framework, rafforzando cosi’ l’integrazione dei principi di sostenibilita’ nella propria strategia finanziaria. Il Framework – si legge in una nota – consentira’ al Gruppo di fare ricorso a strumenti di finanza verde, quali Green Bond e Green Loan, per il finanziamento o rifinanziamento di progetti in grado di generare benefici ambientali chiari e misurabili, con particolare attenzione alle attivita’ allineate ai criteri della tassonomia europea. Attraverso il Framewotk, Astm intende sostenere progetti orientati all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, all’economia circolare e al rafforzamento della visione di lungo periodo del Gruppo, in termini di sostenibilita’, resilienza e sviluppo tecnologico. Mediobanca e UniCredit hanno svolto il ruolo di Joint Arrangers del Programma Emtn. UniCredit ha supportato Astm anche nella definizione del Framework.
FiberCop: MoU con Nokia per trasformare rete fibra in monitoraggio intelligente
FiberCop e Nokia hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per collaborare alla sperimentazione di tecnologie innovative in grado di trasformare la rete di accesso in fibra ottica in una piattaforma di monitoraggio avanzata. Lo rende noto FiberCop in un comunicato spiegando che “il fiber sensing puo’ supportare due principali ambiti di applicazione: la protezione della rete e il monitoraggio dell’ambiente circostante. In ambito operativo, consente di rilevare, localizzare e classificare problemi causati da eventi come frane, caduta di alberi, lavori stradali o atti vandalici, favorendo interventi piu’ rapidi, una riduzione delle attivita’ in campo e una maggiore continuita’ del servizio. La stessa infrastruttura puo’ inoltre abilitare servizi di monitoraggio ambientale, rilevando fenomeni come vento, variazioni di temperatura, attivita’ sismica, alluvioni, perdite o traffico”. L’accordo annunciato oggi mira a esplorare entrambi questi ambiti. La collaborazione prevede attivita’ congiunte di ricerca e test su soluzioni che consentano alla fibra non solo di trasmettere dati, ma anche di rilevare, grazie all’intelligenza artificiale, eventi e variazioni lungo l’infrastruttura in tempo reale.
Cegeka Italia consolida la collaborazione con Gruppo CAP per la digitalizzazione dei processi documentali aziendali
Cegeka Italia consolida la collaborazione con Gruppo CAP nell’ambito della digitalizzazione dei processi documentali aziendali. Il progetto ha riguardato l’evoluzione del protocollo informatico attraverso l’adozione di wemAInd, soluzione cloud e web-based sviluppata per automatizzare la gestione e lo smistamento dei flussi documentali in ingresso. L’intervento nasce dall’esigenza di rendere più efficiente un processo ad alto impatto operativo: la gestione della corrispondenza ufficiale proveniente da 25 caselle PEC, con una media di circa 150 comunicazioni al giorno, pari a oltre 2.500 messaggi al mese, indirizzati a più di 300 utenti interni. Prima dell’introduzione della nuova soluzione, lo smistamento avveniva manualmente, richiedendo alle segreterie di direzione l’apertura e l’analisi dei singoli messaggi per individuare le strutture competenti. Con l’introduzione di wemAInd, Cegeka ha introdotto un’architettura interamente in cloud che consente di riconoscere automaticamente la natura delle comunicazioni in ingresso e di indirizzarle alle scrivanie virtuali dei destinatari corretti. La soluzione utilizza algoritmi e pattern di riconoscimento per classificare i messaggi, riducendo le attività manuali, migliorando la tempestività nella presa in carico e garantendo maggiore precisione nella gestione dei flussi. Oltre ai vantaggi operativi, il progetto ha risposto a severi criteri di compliance e sicurezza informatica. La piattaforma è erogata da un data center Tier IV certificato AgID e ACN, un elemento che ha garantito la piena aderenza del sistema alla direttiva europea NIS 2 sulla cybersecurity e alle normative sul GDPR, oltre a ottimizzare i processi di conservazione sostitutiva per garantire l’univocità e l’immodificabilità dei documenti. Il progetto, completato in 8 mesi, ha visto un’adozione immediata da parte del personale grazie a un’interfaccia estremamente intuitiva che ha ridotto al minimo i tempi di formazione. La collaborazione tra Gruppo CAP e Cegeka guarda già al futuro. Le due realtà stanno infatti valutando l’introduzione di ulteriori meccanismi di AI, mirati all’analisi automatica del contenuto degli allegati delle PEC, per spingere l’automazione oltre il semplice smistamento e offrire risposte ancora più rapide ai cittadini e alle autorità.
Nasce Pantarei, jv tra New Time ed Esaving, 3 mln di investimento iniziale per il riciclo di 740 mila pannelli l’anno
“Garantire la gestione sostenibile e la valorizzazione strutturale dei milioni di moduli solari che nei prossimi anni raggiungeranno la fine del loro ciclo vitale rappresenta una priorità non più rimandabile per l’intera filiera energetica”. Con questa visione strategica prende vita Pantarei Srl, la nuova realtà societaria partecipata al cinquanta per cento da New Time S.p.A., gruppo all’avanguardia nelle tecnologie fotovoltaiche, e al cinquanta per cento da Esaving Srl, distributore specializzato di componenti per le energie rinnovabili. L’attività troverà sede all’interno del polo produttivo di New Time a San Lazzaro di Savena, dove la tecnologia di riciclo trova applicazione diretta nella filiera produttiva del territorio. Il progetto è sostenuto da un investimento iniziale di tre milioni di euro e punta a rendere l’impianto pienamente operativo entro la fine del 2026.
Per molti anni i pannelli solari più vecchi sono stati semplicemente rigenerati ed esportati all’estero, soprattutto verso i mercati emergenti. Oggi, però, l’evoluzione tecnologica rende molto più conveniente l’utilizzo di moduli di nuova generazione, bloccando questo flusso e creando l’urgente necessità di gestire i vecchi impianti direttamente sul nostro territorio. Fino ad ora, tonnellate di materiali di altissima qualità sono state esportate fuori dai confini nazionali, privando la nostra industria di risorse preziose. Diventa quindi fondamentale strutturare un sistema di riciclo integrale: non solo per neutralizzare le sostanze critiche presenti nei vecchi moduli, ma per recuperare e trattenere in Italia lo straordinario valore economico custodito al loro interno.
La tecnologia di ultimissima generazione introdotta da Pantarei scardina i limiti storici del settore. I sistemi di riciclaggio tradizionali, infatti, non riescono a separare completamente i singoli materiali interni, generando frazioni miste e contaminate che impediscono un riciclo totale e costringono a scartare o declassare componenti preziose. Il nuovo impianto di San Lazzaro cambia radicalmente le regole del gioco: grazie a un processo di scomposizione ad altissima precisione, è in grado di accogliere i flussi gestiti dai consorzi di filiera e dividere alla perfezione ogni singolo elemento senza alcuna contaminazione. A regime, l’impianto sarà in grado di lavorare 120 pannelli all’ora, 24 ore su 24, per un totale di circa 740.000 pannelli fotovoltaici smontati e riciclati integralmente ogni anno: un volume che corrisponde a circa 200 Megawatt di potenza originariamente installata. Per comprendere le potenzialità dell’attività di riciclo, basti pensare che la sostituzione dei pannelli obsoleti riciclati con quelli di ultima generazione, a parità di superficie e quindi senza occupazione di nuovo suolo, genererebbe una maggiore produzione annua di circa 170 Gigawattora (GWh). Dal materiale ottenuto dallo smontaggio di questi impianti a fine vita, Pantarei sarà in grado di rimettere sul mercato materiali utili anche alla produzione dei pannelli.
“La nascita di Pantarei risponde a una precisa responsabilità ambientale ma si traduce immediatamente in una straordinaria opportunità industriale”, dichiara Paolo Cimatti, CEO di New Time. “Fino ad oggi il settore ha sofferto la mancanza di tecnologie in grado di separare le componenti senza contaminazioni, disperdendo così materiali preziosi. Con questo investimento non solo risolviamo un problema cruciale di smaltimento per i consorzi, ma creiamo un ecosistema autosufficiente. Le materie prime seconde estratte dall’impianto di San Lazzaro non saranno immesse sul mercato generico, ma verranno direttamente integrate nei nostri processi industriali per la progettazione e la fabbricazione di nuovi prodotti del Gruppo. È l’applicazione concreta e fattiva del paradigma dell’economia circolare a chilometro zero”.
La vera svolta strategica risiede proprio in questa perfetta chiusura del cerchio. Il riutilizzo diretto delle materie prime seconde da parte di New Time azzera la dipendenza dalle importazioni di materiali vergini e riduce drasticamente l’impronta carbonica dell’intera filiera produttiva. A questo si aggiunge un secondo beneficio, ancora più rilevante per il territorio: il repowering avviene a consumo di suolo zero, sostituendo i vecchi impianti con moduli di nuova generazione senza occupare un solo metro quadro in più. L’investimento iniziale si configura così come un asset tecnologico pionieristico, capace di generare valore economico diretto dalla rigenerazione ecologica e di posizionare il territorio all’avanguardia nella gestione sostenibile delle energie rinnovabili.
Il programma E-Path di Prysmian ottiene la certificazione di sostenibilità
Il programma E-Path di Prysmian ottiene certificazione di sostenibilità da parte di Ul Solutions. Lo si legge in una nota in cui vien indicato che l’istituto americano di certificazione ha condotto un primo esame sulla fabbrica in Turchia e sui relativi prodotti E-Path. L’esame sarà successivamente esteso ad altri impianti del gruppo, che nel programma ‘Accelerating Growth’, Prysmian ha fissato l’obiettivo di generare entro il 2028 almeno il 55% dei propri ricavi da soluzioni sostenibili. Per essere inclusi nel programma E Path, i prodotti vengono valutati lungo l’intero ciclo di vita sulla base di diversi criteri. Tra questi Prysmian indica l’utilizzo dei materiali, compreso l’impiego di materiali riciclati e l’assenza di sostanze ‘high-concern’ potenzialmente nocive. Sotto esame pure l’impronta carbonica del cavo e il processo produttivo, inclusi i consumi energetici, le emissioni e l’efficienza dei processi, le prestazioni operative, compresa l’efficienza di utilizzo, e le applicazioni a fine vita, con particolare attenzione al recupero e alla riciclabilità dei materiali impiegati.
“E Path – afferma il responsabile Innovazione, sostenibilità ricerca e sviluppo di Prysmian Srinivas Siripurapu – non è semplicemente un prodotto, ma una vera e propria cultura”. “Ogni sito produttivo che adotta il programma E Path – spiega il manager – acquisisce un vantaggio strategico, poiché l’approccio non si basa esclusivamente su valutazioni interne, ma su un quadro metodologico che Prysmian applica in modo coerente”.
Intesa Confetra-Claai, nuova rete per la tutela dell’autotrasporto
Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) e Claai (Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane) hanno sottoscritto un’intesa organizzativa finalizzata a rafforzare la collaborazione nel comparto dell’autotrasporto, nel pieno rispetto dell’autonomia e dell’identità delle due organizzazioni. Lo comunica una nota affermando che “prende vita una rete di particolare rilievo nel panorama nazionale dell’autotrasporto e della logistica: Claii, con le sue 86 associazioni territoriali aderenti, e Confetra, con le sue 71 associazioni territoriali e 20 federazioni nazionali, rafforzano così la capacità di tutela e rappresentanza dell’intera filiera”. “In un momento di grandi trasformazioni per il settore, fare rete significa essere più forti nel confronto con le istituzioni e più vicini alle esigenze quotidiane degli imprenditori”, spiega il presidente Claii, Stefano Fugazza. “Abbiamo avviato un dialogo con Claai già da diversi anni – ha aggiunto il presidente Confetra, Carlo De Ruvo – un percorso che ci ha portato a trovare punti di incontro e collaborazione sfociati, naturalmente, in questa intesa. Il nostro obiettivo è rafforzare il rapporto bilaterale: pur mantenendo la doverosa autonomia delle parti, occorre infatti ragionare in un’ottica di sistema, superando divisioni che spesso nascono solo da incomprensioni”.
Presentato a Roma Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti
Dall’educazione ambientale alla forestazione urbana, passando per la mobilità elettrica e l’economia circolare. Saranno questi alcuni dei temi al centro della quarta edizione di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, che si terrà il 15 e 16 settembre 2026 a Roma. Il Festival, che rappresenta “un’importante occasione di confronto per fare il punto sul percorso della transizione ecologica della mobilità di persone e merci in Italia”, riunirà istituzioni, imprese, associazioni, esperti e operatori del settore per approfondire i principali temi della mobilità sostenibile, mettendo al centro la persona, promuovendo un confronto sugli impatti della mobilità nella vita quotidiana dei cittadini, con una visione delle città intelligenti che va oltre il concetto tradizionale di smart city, attraverso un modello integrato di politiche e servizi orientato al benessere delle persone e alla competitività delle imprese. Tra le principali novità dell’edizione 2026 ci sarà la presentazione di un’anticipazione – realizzata per Eco – dello studio dell’Osservatorio Audimob di Isfort, che ogni anno registra la domanda di mobilità degli italiani monitorando quanti spostamenti effettuano ogni giorno i cittadini, per quali motivi, con quali mezzi di trasporto, quanti km percorrono, quanto tempo dedicano a queste attività, quali valutazioni esprimono sui servizi di trasporto utilizzati. Eco vuole porsi anche come “laboratorio formativo”: l’evento di settembre, infatti, sarà aperto agli studenti delle superiori con “l’obiettivo di sensibilizzarli su tutti i temi ambientali trattati”.
Con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero dell’Istruzione e del Merito oltre a quello di Anci-Associazione nazionale comuni italiani, per l’edizione 2026, il Festival si svolge in collaborazione con Enel, Regionale – brand di Trenitalia (Gruppo Fs), Intesa Sanpaolo, Confcommercio, Conai, Fondazione Caracciolo e Amazon. “La mobilità sostenibile e lo sviluppo delle città intelligenti rappresentano una sfida strategica per il futuro dei territori e per la qualità della vita delle comunità. I comuni sono protagonisti di questo cambiamento, chiamati a progettare e attuare politiche che coniughino innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, accessibilità e inclusione sociale, anche attraverso le opportunità offerte dal Pnrr, per realizzare interventi concreti a beneficio delle comunità”, ha detto Veronica Nicotra, segretario generale Anci, intervenendo alla conferenza stampa. “In questo percorso Anci è al fianco degli enti locali, promuovendo il confronto tra istituzioni, amministrazioni, imprese e mondo della ricerca, favorendo la diffusione delle buone pratiche e il rafforzamento delle competenze necessarie ad accompagnare la transizione” ha aggiunto. Per Nicotra “Eco Festival rappresenta un’importante occasione di dialogo e condivisione per valorizzare il ruolo dei Comuni come protagonisti della transizione ecologica e digitale e contribuire alla costruzione di città sempre più innovative, sostenibili, inclusive e capaci di rispondere alle sfide ambientali, sociali ed economiche dei prossimi anni”.