IL PROGETTO
Massimo Alvisi: la nuova piazza dell’Auditorium sarà un SAGRATO della cultura, ma sarà aperta alla città intorno
Una grande piazza concepita come ‘sagrato’ della cultura. Uno spazio pedonale, aperto a tutti e per tutto l’anno, con arredi urbani, installazioni mobili, aree verdi e percorsi fitness. L’architetto Massimo Alvisi parla del progetto di riordino dell’area antistante all’Auditorium Parco della Musica di Roma che sta realizzando con Junko Kirimoto e in stretta sinergia con Renzo Piano.

L'architetto Massimo Alvisi
IN SINTESI

Una nuova grande piazza concepita come un ‘sagrato’ della cultura. Un nuovo spazio pedonale, aperto a tutti e per tutto l’anno, con nuovi arredi urbani, installazioni mobili, aree verdi e percorsi fitness. E’ questa la nuova veste che tra un paio di anni avrà l’area davanti all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
“Abbiamo immaginato questo spazio come una piazza importante per tutto il quartiere: accessibile, protetta, completamente pedonale, con più verde, sistemi ombreggianti e arredi che potranno essere anche dinamici (come delle tende) per estendere l’attività del portico verso questo nuovo ‘sagrato’ e per poter accogliere le diverse manifestazioni dell’Auditorium”. Così l’architetto Massimo Alvisi racconta a DiarioDiac i dettagli del progetto di restyling di Viale Pietro De Coubertin che curerà con la sua partner Junko Kirimoto e in stretta sinergia con Renzo Piano, che nel 1994 ha concepito l’Auditorium, con i tre iconici gusci, inaugurato nel 2002.

Il progetto
Questo intervento, di fatto, sarà una sorta di estensione dello spazio antistante l’ingresso della cavea e del portico, ripensando tutto l’ingresso su via De Coubertin come una sorta di promenade che potrà essere vissuta tutto l’anno ed ospitare anche eventi temporanei. “Completamente pedonalizzata (con accesso previsto solo per i mezzi di soccorso) nell’area verrà estesa tutta la finitura in travertino attualmente sotto i portici. E’ previsto anche il riassetto dell’ingresso – annuncia l’architetto – che verrà spostato probabilmente dal lato opposto a quello attuale in modo che il ‘sagrato’ potrà estendersi concettualmente verso il Maxxi”. Ma perchè ‘sagrato’? “In realtà lo abbiamo sempre chiamato così fin dalla nascita del progetto dell’Auditorium – spiega Alvisi – perchè nell’idea dell’architetto Piano lo spazio della cavea è una sorta di ‘spazio sacro’: si tratta della prima piazza, il fulcro di tutto il progetto. E’ questo il punto iniziale da cui poi è partito tutto il progetto dell’Auditorium: il centro della cavea è, insomma, il centro di tutta la geometria dell’Auditorium, degli assi che poi generano le tre sale, la forma della cavea e così via”.

Avviata la parte della progettazione, che sarà completata entro la metà del 2025, dopo i tempi tecnici della gara si conta di completare i lavori per la metà del 2026.
Una riqualificazione più ampia
Questo dell’Auditorium è, in realtà, solo l’inizio di un percorso più ampio, che porterà ad un riassetto complessivo dell’area del cosiddetto ‘distretto del contemporaneo’, che è appunto l’area del Flaminio. Come già annunciato dall’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, a cambiare sarà anche lo spazio esterno al PalaTiziano di Nervi, nell’ambito del programma della cosiddetta ‘Città dei 15 minuti’. L’attuale rotonda diventerà una nuova piazza, con aree verdi e giochi d’acqua, che sarà, appunto, collegata con l’Auditorium dal nuovo ‘boulevard’. E poi c’è la riqualificazione dell’area delle ex caserme di via Guido Reni (ora in stand by dopo l’annuncio di Cassa Depositi e Prestiti di annullare la gara), l’ampliamento del Maxxi e la nascita del nuovo Museo della Scienza di Roma.
“Insieme allo studio Piano abbiamo anche già sviluppato un progetto di riqualificazione generale di tutto il parco, senza interventi pesanti, per aprirlo verso i Parioli e riconnettere Villa Glori e Parioli appunto – fa sapere Alvisi – saranno realizzate infrastrutture per attività sportive, forse anche un bar. Questo è solo l’inizio di un progetto più ampio ed esteso per dare maggiore vitalità al parco dell’Auditorium, soprattutto in connessione verso la zona Nord. Per ora si parte dalla piazza, primo tassello importantissimo: il nostro sogno iniziale era, infatti, proprio l’area pedonale più ampia per riconnettere il quartiere del villaggio Olimpico con l’Auditorium in modo più diretto e per dare maggiore qualità agli spazi esterni. Un intervento questo che vale 3 milioni di euro”. A cui si aggiungono altri quasi due milioni per l’area del PalaTiziano. Tutti fondi di Roma Capitale.