LA GIORNATA

Manovra, Giorgetti: “arrivati in vetta”. Demanio, Dal Verme confermata

  • Pnrr,  Foti: a fine 2025 ricevuti 153 miliardi Pnrr spesi più di 101 miliardi
  • Corte dei Conti, Associazione Magistrati: riforma frettolosa, si apra una nuova fase di confronto
  • Consip: al via il Bando ‘Start Up innovative’ sul mercato elettronico della Pa

23 Dic 2025 di Maria Cristina Carlini

Condividi:

IN SINTESI

“Sono soddisfatto. E’ come arrivare in vetta, il sentiero è tortuoso ma l’importante è arrivare in vetta, non c’è un’altra strada”. Dopo la tempesta dello scorso fine settimane,  è con questa metafora che , ieri, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha manifestato il suo sollievo per l’approdo, ieri nell’Aula del Senato, della manvora di bilancio 2026 che oggi sarà votata per poi passare alla Camera per il via liber definitivo dopo Natale. Ma è nella replica alla discussione generale, che si è protratta per tutta a giornata, che il titolare del Mef ha risposto ai attacchi arrivati dalle opposizioni. Innanzitutto, la rivendicazione del ruolo del Parlamento. “I Parlamenti sono nati per approvare i bilanci e le democrazie parlamentari, alcuni grandi democrazie europee non sono in grado di approvare il bilancio e anche l’iter di approvazione nel parlamento italiano – ve lo dice uno che ne ha visti tanti – è andato via via perdendo la centralità, la dimensione che dovrebbe essere propria, con di fatto un monocameralismo che constatiamo da diversi anni: questo dovrebbe interrogare tutti noi su come le democrazie parlamentari dovrebbero aggiornarsi per essere al passo coi tempi e mantenere le prerogative per cui sono nate”. E poi la rivendicazione della linea della prudenza che “non è affatto stagnante” e di cui  “beneficeranno i governi del futuro, anche i vostri”. Ma soprattutto, è “grazie a questo tipo di politica l’Italia si presenta a testa alta in Europa e nel mondo”. Soffermandosi poi su alcune misure cardine della manovra, “abbiamo concentrato tutti gli sforzi sui redditi dei lavoratori dipendenti prima fino 30mila, poi 40mila, poi 50mila, perché erano quelli in qualche modo vessati. Quei dipendenti, soprattutto con famiglia e figli a carico, quelli che hanno avuto maggiore la attenzione da questo governo e che infatti hanno recuperato il fiscal drag”.  Inoltre, ha proseguito, “la riforma della previdenza complementare è un tema ineludibile: senza il secondo dei pilastri non saremo in grado di garantire in futuro pensioni dignitose. E’ una scelta che farà un bene per i giovani e io la rivendico”. Giorgetti difende la tassa sui pacchi: “Ci sono anche i negozi fatti da persone, uomini e donne che di fronte a questa concorrenza non fair sono costretti a chiudere. Si è detto che sia una maggior tassazione a carico dei consumatori: no. Qualcuno anche in Europa ha capito che se non si faceva nulla, l’overcapacity di alcuni paesi asiatici, con l’invasione di questi piccoli pacchi avrebbe distrutto anche con riflessi economici e sociali la rete del commercio. Non è solo una politica fiscale, io la rivendico, sono tra quelli che in Europa l’ha proposta”. La manovra è stata accompagnata in Aula da nuove polemiche, scatenate da una norma inserita all’ultimo che riduce le difese per i lavoratori sottopagati. Non basterà più, infatti, vincere un ricorso davanti ad un giudice per vedersi riconoscere gli arretrati. Le opposizioni compatte attaccano governo e maggioranza: il Pd, M5s, Avs vogliono lo stralcio. “Anticostituzionale, vergognosa, una vigliaccata”, dichiarano i leader mentre la Cgil vede un altro, ennesimo, “attacco” ai diritti. Tra le novità della volata finale la maggioranza ha trovato l’intesa e le risorse per far salire fino a 200mila euro il valore catastale della prima abitazione ai fine Isee.

Dal Cdm ok a pacchetto nomine: dal rinnovo di dal Verme al Demanio alla nomina di dell’Acqua ad Arera

Alessandra dal Verme (in foto) è stata riconfermata al vertice dell’Agenzia del Demanio. La nomina rientra in un più complessivo pacchetto deliberato ieri dal Consiglio dei ministri. Su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Giuseppe Francesco Maria Marinello è stato nominato Commissario straordinario del Governo per gli interventi di restauro e valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano (Ventotene). Su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, il senatore Guido Castelli è stato nominato Commissario alla ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici del 18 settembre 2023 in Emilia-Romagna. Il Consiglio ha inoltre disposto, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, il rinnovo dell’incarico di Direttore generale del Tesoro a Riccardo Barbieri Hermitte, l’avvio della procedura per il rinnovo, oltre che di dal Verme, degli incarichi di Direttore dell’Agenzia delle Entrate a Vincenzo Carbone e di Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli a Roberto Alesse. Infine, su proposta dei Ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso, sono stati nominati il Presidente e i componenti del Collegio dell’ARERA: Nicola dell’Acqua (Presidente) e Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini (Componenti), con decorrenza dal 1° gennaio 2026.

Pnrr, Foti: a fine 2025 ricevuti 153 miliardi Pnrr spesi più di 101 miliardi

A fine 2025 l’Italia ha ricevuto 153,2 miliardi di euro del Pnrr e ne ha spesi oltre 101 miliardi. E’ quanto afferma il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti. “Con il conseguimento di tutti gli obiettivi previsti, compresi quelli dell’ottava rata di imminente pagamento alla fine del 2025 l’Italia avrà ricevuto complessivamente 153,2 miliardi di euro, ai quali, nei prossimi mesi, si aggiungeranno 12,8 miliardi di euro connessi al raggiungimento degli obiettivi della nona e penultima rata del Piano, la cui richiesta di pagamento sarà presentata entro la fine dell’anno” ha affermato il ministro durante la cabina di regia.
“Anche la percentuale di spesa è in costante crescita: alla data del 30 novembre scorso, come evidenziato nella settima Relazione, ammontava a 101,3 miliardi di euro a cui si aggiungeranno i pagamenti effettuati nel mese di dicembre e gli strumenti finanziari già trasferiti ai soggetti gestori, che di fatto porteranno la spesa complessiva del 2025 a circa 110 miliardi di euro”, ha concluso Foti.

Corte dei Conti, Associazione Magistrati: riforma frettolosa, si apra una nuova fase di confronto

Un ultimo appello a rivedere la riforma della Corte dei Conti è arrivato dai giudici contabili, a cinque giorni dall’esame dell’aula del Senato, convocata il 27 dicembre per dare il via libera definitivo al testo. Il presidente dell’Associazione magistrati della Corte dei Conti, Donato Centrone, ha chiesto in una conferenza stampa di evitare l’approvazione, tra Natale e Capodanno, di “una riforma frettolosa e priva di una visione sistemica, che rischia di ridimensionare in modo significativo il ruolo della magistratura contabile e di alterare gli equilibri costituzionali posti a tutela della legalità, della finanza pubblica e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche, incluse quelle del Pnrr”. Centrone ha chiesto al governo di aprire una nuova fase di confronto coinvolgendo la Corte dei Conti e l’associazione nella scrittura dei decreti delegati a cui sono demandate molte questioni. Due sarebbero i rischi principali del testo, secondo i magistrati: “un’eccessiva deresponsabilizzazione dei dipendenti pubblici” e un’invasione di atti da sottoporre a controllo preventivo, che ingolferebbero l’attività delle sezioni. Oggi vengono esaminati 30.000 atti all’anno da circa 50 magistrati; ora il numero dei provvedimenti potrebbe anche “raddoppiare” per effetto della norma che consente a tutti gli 8.000 enti locali di inviare alla Corte gli atti attuativi del Pnrr. Il punto più contestato della riforma, per l’Associazione, è il limite posto alla responsabilità di amministratori e funzionari, che non potranno essere chiamati a risarcimenti superiori al 30% del danno prodotto e, comunque, a due anni di stipendio, pur in presenza di sprechi o malversazioni di denaro pubblico. “A pagare così saranno i cittadini, sui quali peserà il 70% del danno”, afferma l’associazione. La “lieve sanzione” rischierebbe inoltre di demotivare e lasciare soli gli amministratori e i dirigenti capaci. Dopo la bocciatura da parte della Corte della delibera sul ponte sullo Stretto, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva definito questa riforma e quella della magistratura “la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza”. Secondo il deputato di Avs, Angelo Bonelli, “è una vendetta della maggioranza contro la Corte dei conti” e “con il silenzio-assenso dopo 30 giorni si introduce una legalità a tempo: se il controllo non arriva, tutto passa. Appalti e atti da almeno 100 miliardi di euro tra PNRR e fondi europei rischiano di sfuggire a ogni vero controllo”. “Il Senato rifletta adeguatamente se e quando approvare questa riforma”, ha dichiarato Centrone, che ha illustrato gli emendamenti chirurgici proposti. Secondo Centrone, c’è ancora tempo per intervenire con una mini-proroga “last minute” allo scudo erariale per il Pnrr, che scade il 31 dicembre, guadagnando così un po’ di tempo per correggere la riforma con piccole modifiche. In particolare, al posto del doppio tetto al risarcimento, viene proposto un meccanismo premiale per chi, invece di affrontare il giudizio, definisce la questione in maniera anticipata in fase preprocessuale o di giudizio abbreviato, secondo parametri predeterminati e con obbligo di motivazione da parte del giudice. E viene ribadito il no a meccanismi di silenzio assenso: “siamo una magistratura, le norme non possono assimilarci a un’amministrazione. Se si vuole garantire la funzione consultiva quale ausilio alle amministrazioni, le sezioni devono essere in grado di affrontare espressamente il problema e l’effetto esimente si può formare solo laddove vi sia un parere espresso, così come è per il controllo preventivo”.

Csc: calano export e produzione industriale, elettricità cara ma dagli investimenti ancora buoni segnali

Calo dell’export e della produzione industriale, debolezza dei consumi, elettricità ancora cara .Il dollaro debole sull’euro, dovuto anche ai tagli dei tassi FED, continua a frenare l’export italiano nel 4° trimestre, insieme ai dazi USA. Scricchiola di nuovo la fiducia delle famiglie e quindi le attese sui consumi. L’industria fa ancora fatica. A favore giocano gli investimenti (grazie in larga parte al PNRR), i servizi (tirati dal turismo straniero), il calo del prezzo del petrolio. E’ un quadro complicato con elementi di forti criticità quello che tratteggia la ‘Congiuntura Flash’ del Centro Studi di Confindustria. In primis, il caro elettricità: prosegue sì  lento calo del prezzo del petrolio (63 dollari al barile a dicembre), poco sotto la media 2019; anche il prezzo del gas scende (27 euro/MWh), ma è ancora doppio rispetto ai valori pre-2022. Perciò, l’inflazione al consumo in Italia è moderata (+1,1% a novembre), ma il costo dell’elettricità per le imprese resta alto: 0,28 euro/KWh, contro 0,18 in Francia e 0,17 in Spagna. E’ dagli investimenti che arrivano ancora buoni segnali.  Dopo la positiva performance nel 3° trimestre, restano favorevoli gli indicatori per gli investimenti in impianti e macchinari a fine 2025: a novembre salgono i consumi elettrici, nel 4° in media si mantiene elevata la fiducia delle imprese di beni strumentali (soprattutto le attese di produzione) e anche quella delle imprese di costruzioni nonostante un lieve calo recente. Sul fronte dei consumi, a ottobre le vendite al dettaglio sono cresciute (+0,5%, ma nulla la variazione acquisita per il 4° trimestre) e a novembre le vendite di auto sono aumentate moderatamente. Inoltre, il numero di occupati, dopo il calo a luglio-agosto, è tornato in espansione a settembre-ottobre. La fiducia delle famiglie, però, si è bruscamente ridotta a novembre, recuperando solo in parte a dicembre. L’indice RTT (CSC-TeamSystem) segnala che a ottobre prosegue l’espansione dei servizi, dopo il recupero pieno di settembre. A novembre, l’HCOB-PMI (55,0 da 54,0) suggerisce un buon ritmo di crescita nel 4°, confermato dal balzo a dicembre della fiducia delle imprese del settore.

La produzione industriale è tornata a calare a ottobre (-1,0%), come anticipato da RTT, portando la variazione acquisita nel 4° trimestre a -0,1%. Nei primi 10 mesi, è evidente il recupero di metallurgia e mobili, ma restano le difficoltà di moda e automotive. In novembre, però, il PMI è tornato in area espansiva (50,6) e la fiducia delle imprese resta su un trend positivo a dicembre. Si è detto delle difficoltà dell’export: a ottobre deboli gli scambi italiani di beni: quasi fermo l’import (+0,3% a prezzi correnti), scende l’export (-3,0%, dopo +2,9% a settembre), per il crollo degli strumentali (-8,5%; -1,1% al netto delle navi). Le vendite sono invece in crescita tendenziale in pochi settori (soprattutto farmaceutica) e in poche destinazioni (Svizzera, OPEC, Francia, Spagna, ma anche gli stessi USA). Le prospettive per l’export restano negative, con un nuovo calo degli ordini manifatturieri esteri a dicembre.

Guardando all’Eurozona, Congiuntura Flash mostra che a ottobre la produzione industriale è cresciuta nei principali paesi: di più in Germania e Spagna (+1,1% e +1,0%), meno in Francia (+0,4%). A novembre, però, il PMI manifattura è calato nei tre paesi, restando espansivo solo in Spagna. Nei servizi, invece, il PMI è
risalito in territorio positivo anche in Francia, frenando di poco negli altri due paesi. Per l’aggregato Eurozona, inoltre, migliorano lievemente la fiducia e le aspettative sull’occupazione. Rallenta l’economia in Usa. Il Pmi composito a novembre rimane espansivo ma è sceso (54,2 punti) a causa del calo dei servizi (54,1) e della manifattura (52,2). Quest’ultima, in particolare, presenta un quadro nel complesso debole: ISM e PMI di Chicago si confermano su valori recessivi, come vari indicatori territoriali della FED. Il mercato del lavoro americano a metà dicembre è peggiorato, come segnalato da un rapido aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione. In Cina frena l’industria, con la produzione a novembre al +4,8% annuale (da +4,9%), in linea con il PMI (49,9 da 50,6). In controtendenza l’export, tornato a crescere a novembre (+5,9%, da -1,1%): sebbene le vendite negli USA siano crollate (-28,6%), sono cresciute verso altri mercati (Sud-Est asiatico +8,4%, Africa +28,0%, UE +14,8%). La domanda interna, però, segna la crescita minore dalle politiche “zero-Covid” (2022), con le vendite al dettaglio al +1,3% (da +2,9%).

Bankitalia:  cresce la domanda di credito delle imprese per gli investimenti

Nel mese di settembre del 2025 le filiali regionali della Banca d’Italia hanno condotto la nuova edizione dell’indagine sulle banche a livello territoriale (Regional Bank Lending Survey, RBLS), che rileva l’andamento della domanda e dell’offerta di credito e della raccolta bancaria nelle diverse ripartizioni geografiche per il primo semestre del 2025. La rilevazione riproduce in larga parte le domande contenute nell’analoga indagine realizzata dall’Eurosistema (Bank Lending Survey, BLS); rispetto a quest’ultima, l’indagine RBLS si caratterizza per il dettaglio territoriale e settoriale, per il diverso profilo temporale (semestrale invece che trimestrale) e per il maggior numero di banche coinvolte (235 nell’ultima rilevazione; cfr. la sezione Note metodologiche).  Nel primo semestre del 2025 la domanda di credito da parte delle imprese è aumentata in tutte le macroaree. La crescita ha riguardato le imprese della manifattura e dei servizi in tutto il territorio nazionale e il settore delle costruzioni nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno; vi hanno contribuito soprattutto le richieste per finanziare gli investimenti. A rilevarlo è la Banca d’Italia le cui filiali regionali, lo scorso settembre, hanno condotto la nuova edizione dell’indagine sulle banche a livello territoriale (Regional Bank Lending Survey, RBLS), che rileva l’andamento della domanda e dell’offerta di credito e della raccolta bancaria nelle diverse ripartizioni geografiche per il primo semestre del 2025. La rilevazione riproduce in larga parte le domande contenute nell’analoga indagine realizzata dall’Eurosistema (Bank Lending Survey, BLS); rispetto a quest’ultima, l’indagine RBLS si caratterizza per il dettaglio territoriale e settoriale, per il diverso profilo temporale (semestrale invece che trimestrale) e per il maggior numero di banche coinvolte (235 nell’ultima rilevazione). Le politiche di offerta creditizia al settore produttivo sono rimaste nel complesso invariate, sebbene le condizioni siano divenute lievemente più restrittive per le imprese delle costruzioni. In tutte le aree del Paese è aumentata la domanda di finanziamenti delle famiglie, sia di prestiti per l’acquisto di abitazioni sia di crediti per finalità di consumo. Le condizioni di offerta dei prestiti alle famiglie sono diventate più restrittive per il credito al consumo, in particolare nel Mezzogiorno. La domanda di depositi da parte dei risparmiatori è lievemente cresciuta nel Nord Est e al Centro, a fronte di un calo contenuto nel Mezzogiorno e di una sostanziale stabilità nel Nord Ovest. Le banche hanno ridotto le remunerazioni riconosciute sugli strumenti della raccolta.

Istat, a novembre crescono i prezzi alla produzione dell’industria, +1% mensile,  in aumento anche quelli delle costruzioni

A novembre, i prezzi alla produzione dell’industria crescono dell’1,0% su base mensile mentre diminuiscono dello 0,2% su base annua (era +0,1% a ottobre). Sul mercato interno i prezzi crescono dell’1,3% rispetto a ottobre e diminuiscono dello 0,3% su base annua (da +0,2% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, invece, i prezzi registrano un incremento congiunturale più contenuto (+0,3%) e mostrano una crescita tendenziale in lieve accelerazione (+1,0%, da +0,7% di ottobre). Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,3% su base mensile (+0,3% in entrambe le aree, euro e non euro) e dello 0,6% su base annua (+1,0% area euro, +0,2% area non euro).  Nel trimestre settembre-novembre 2025, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria aumentano dello 0,2% (+0,1% mercato interno, +0,4% mercato estero). A novembre 2025, fra le attività manifatturiere, gli incrementi tendenziali maggiori sul mercato interno riguardano altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+3,1%), prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,8%) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+2,5%); sul mercato estero riguardano mezzi di trasporto (+6,4%) e industrie alimentari, bevande e tabacco (+3,8%), per l’area euro, e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+7,0%), per l’area non euro. Ampi cali tendenziali sul mercato estero si rilevano per coke e prodotti petroliferi raffinati (-11,3% area euro, -5,9% area non euro). Sul mercato interno, si amplia la flessione tendenziale dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas (-3,8%, da -1,0% di ottobre). A novembre i prezzi alla produzione delle costruzioni per Edifici residenziali e non residenziali crescono dello 0,3% su base mensile e del 2,1% su base annua (da +1,6% di ottobre); quelli di Strade e ferrovie aumentano dello 0,5% in termini congiunturali e dell’1,0% in termini tendenziali (era +0,4% a ottobre). Nel trimestre settembre-novembre 2025, rispetto al precedente, i prezzi di Edifici residenziali e non residenziali aumentano dello 0,3%, quelli di Strade e ferrovie rimangono invariati.

Istat, Pil e consumi crescono più nel Nord-ovest, l’occupazione nel Mezzogiorno

Nel 2024, il Pil in volume (+0,7% a livello nazionale) è aumentato dell’1% nel Nord-ovest, dello 0,8% nel Centro, dello 0,7% nel Mezzogiorno e dello 0,1% nel Nord-est. Il Nord-ovest mantiene il primo posto nella graduatoria del Pil pro-capite, con un valore in termini nominali di 46,1mila euro, mentre nel Mezzogiorno il livello risulta notevolmente inferiore a 25mila euro. Nel 2024 il reddito disponibile delle famiglie per abitante del Mezzogiorno (17,8mila euro) si conferma il più basso del Paese, il suo valore è di poco inferiore al 70% di quello del Centro-Nord (25,9mila euro). Lo rileva l’Istat nel report sui conti economici territoriali. Nel confronto con il periodo pre-pandemico, il Pil del 2024 risulta superiore ai livelli del 2019 in tutte le ripartizioni territoriali, con gli incrementi più marcati nel Mezzogiorno (+7,7%) e nel Nord-ovest (+7%). A livello regionale spiccano Sicilia (+1,8%) e Sardegna (+1,3%), seguite da Lazio e Lombardia (+1,2%). In calo il Pil in Liguria e Molise, mentre Veneto e Puglia registrano una lieve flessione. I consumi delle famiglie crescono dello 0,7% in volume, con il Nord-ovest ancora una volta in testa (+0,9%) e il Mezzogiorno più indietro (+0,4%). Il reddito disponibile aumenta del 3% in termini nominali, con la crescita più intensa nel Sud (+3,4%). Nonostante la crescita, restano stabili i divari territoriali. Il Pil pro capite nel Centro-Nord è pari a 1,75 volte quello del Mezzogiorno. Nel 2024 il Nord-ovest si conferma l’area più ricca (46,1 mila euro per abitante), mentre il Sud resta in coda (24,8 mila euro). Calabria e Sicilia continuano a occupare le ultime posizioni della graduatoria regionale. Sul fronte del lavoro, l’occupazione aumenta dell’1,6% a livello nazionale, con il Mezzogiorno che registra la crescita più elevata (+2,2%), grazie soprattutto a costruzioni e servizi. Rimane elevato il peso dell’economia non osservata, che nel 2023 rappresenta l’11,3% del valore aggiunto nazionale e arriva al 16,5% nel Mezzogiorno, confermando una frattura strutturale tra Sud e resto del Paese. Nel complesso, i dati Istat fotografano un’economia in crescita moderata, con segnali positivi soprattutto al Sud su occupazione e redditi, ma con disuguaglianze territoriali ancora profonde e persistenti.

Cnel-Istat, nel terzo trimestre +1% l’occupazione delle donne al Sud. Ma resta alto il gap con il nord

Nel terzo trimestre dell’anno il tasso di occupazione registra una flessione nel Centro (-0,7 punti percentuali) e nel Nord (-0,2) rispetto allo stesso periodo del 2024; il Mezzogiorno invece mostra un andamento in controtendenza dell’occupazione complessiva (+0,5 punti), più marcato per le donne (+1 punto percentuale). A livello nazionale il tasso di inattività resta invariato al 33,6%, a fronte di dinamiche territoriali divergenti. È quanto indica il “Bollettino Cnel sul mercato del lavoro”, realizzato da Cnel e Istat. L’analisi dell’evoluzione del tasso di occupazione tra il 2005 e il 2025 conferma una progressiva riduzione del divario di genere, sceso da 24,6 a 17,8 punti percentuali. Nonostante il miglioramento, il gap rimane strutturalmente elevato. La crescita dell’occupazione femminile sostenuta prevalentemente dalle donne tra i 50 e i 64 anni, il cui tasso di occupazione aumenta di circa 26 punti percentuali negli ultimi venti anni, anche in relazione alle riforme previdenziali e all’innalzamento dell’età pensionabile. Al contrario, tra le giovani di 15 e i 24 anni si registra una riduzione del tasso di occupazione, coerente con l’aumento dei livelli di istruzione e con il prolungamento dei percorsi formativi. Le disuguaglianze territoriali restano marcate: nel Mezzogiorno il tasso di occupazione femminile è inferiore di oltre 24 punti percentuali rispetto al Nord. Nel terzo trimestre il lavoro femminile a tempo indeterminato, forma contrattuale prevalente, registra una lieve crescita su base annua (+26mila occupate), in particolare nel comparto del commercio e dei servizi di alloggio e ristorazione, mentre i rapporti a tempo determinato diminuiscono in tutti settori (-121mila lavoratrici).

Consip: al via il Bando ‘Start Up innovative’ sul mercato elettronico della Pa

È stato pubblicato il nuovo Bando “Start-up innovative” del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA) con l’obiettivo di favorire l’innovazione negli acquisti delle amministrazioni pubbliche valorizzando competenze e creatività delle piccole e medie imprese specializzate in soluzioni tecnologiche avanzate. Un nuovo strumento che – in linea con gli obiettivi del Piano industriale 2025-28 – amplia l’offerta dei mercati digitali ai principali settori di innovazione: Green, Sostenibilità e Inclusività, Salute e biotech, Industria 4.0, GovTech, AgriFood, Turismo, Cultura, Media, Deep Tech.Il nuovo Bando rinnova anche il modello di presentazione dell’offerta: i prodotti e servizi avranno una vetrina dedicata su www.acquistinretepa.it, organizzata per ambiti di innovazione, rendendo più semplice e immediato l’incontro tra le esigenze delle amministrazioni e proposte delle start-up innovative. Le imprese per essere ammesse al Bando ed esporre i propri cataloghi dovranno avere forma di società di capitali non quotata (anche cooperativa) ed essere in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa di settore, fra i quali, ad esempio: costituzione da meno di 5 anni e valore della produzione annua non superiore a 5 milioni di euro (fatti salvi i casi di ulteriore permanenza nella apposita sezione speciale del Registro delle start-up innovative); oggetto sociale esclusivo o prevalente per sviluppo, produzione, commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; residenza in Italia o UE (purché con una sede produttiva o una filiale in Italia); non distribuire e non aver distribuito utili. Questa iniziativa conferma l’impegno di Consip per lo sviluppo di un procurement pubblico sempre più inclusivo verso le imprese di piccola e media dimensione ed efficace nel soddisfare anche i fabbisogni di frontiera delle amministrazioni.

Roma, via libera dall’Assemblea capitolina al bilancio di previsione, Priorità case popolari, welfare, decoro cittadino

L’Assemblea Capitolina ha approvato il Bilancio di previsione per gli anni 2026, 2027 e 2028 che investe in particolar modo su case popolari e welfare, oltre che sulla cura del decoro cittadino. Il bilancio di previsione di parte corrente ammonta complessivamente a circa 5,7 miliardi nel 2026, un incremento considerevole se comparato con gli stanziamenti iniziali del 2021 e del 2022 (pari, rispettivamente, a 5,1 e 5,4 miliardi). Con il bilancio approvato viene mantenuto inalterato il livello di risorse ormai garantito al sociale e la scuola pari, complessivamente, a 1,5 miliardi di euro. Con particolare riferimento all’assistenza domiciliare (servizio per il quale Roma Capitale spende circa 130 milioni di euro di cui ben 110 milioni che arrivano direttamente dalle casse comunali) lo sforzo dell’Amministrazione è stato quello di garantire ai Municipi, sin dall’inizio dell’anno le risorse necessarie. L’effetto positivo per Roma dell’uscita dal Fondo di Solidarietà Comunale (FSC) porterà le risorse necessarie per un ulteriore intervento volto a dimezzare le liste d’attesa per l’assistenza domiciliare. Significativo l’incremento di risorse destinato al diserbo e agli sfalci, circa 20 milioni di euro nel 2026 che permetterà quasi di raddoppiare gli interventi, salendo da 4 a 7 passaggi per far fronte ad un’altra delle conseguenze del cambiamento climatico. Importanti anche i 3,7 milioni di euro stanziati per tenere aperte le tensostrutture che ospitano centinaia di senza dimora e che erano state inaugurate in occasione del Giubileo. Per quanto riguarda il piano degli investimenti, le previsioni di spesa per il triennio 2026-2028 ammontano complessivamente a 6,97 miliardi di euro di cui fanno parte anche i fondi vincolati, che per il 2026 ammontano a circa 1,3 miliardi di euro, di cui 302 milioni di fondi PNRR e 117 milioni di fondi giubilari. Specificamente per il diritto all’abitare, l’Amministrazione ha stabilito un intervento che non ha precedenti tanto per risorse quanto per effetti concreti; un piano di acquisto da 250 milioni (200 solo nel 2026) per oltre 1000 case popolari. Tra le opere principali, è opportuno segnalare due importanti interventi che riguardano il Municipio X: il Parco della Madonnetta, con uno stanziamento di 10 milioni tra il 2026 e il 2027, e la sistemazione delle aree demaniali di Castel Porziano, con 5 milioni di euro nel 2026. In bilancio sono inoltre stanziati circa 74,8 milioni per le manutenzioni straordinarie delle linee della metropolitana oltreché circa 70 milioni di euro nel 2026 per il rafforzamento degli investimenti del ciclo dei rifiuti.

Il Sindaco Roberto Gualtieri ha spiegato: “Abbiamo approvato nuovamente nei tempi il Bilancio di previsione grazie al contributo di tutta l’Assemblea capitolina. Garantiamo investimenti senza precedenti nell’acquisto di case popolari, manteniamo gli alti livelli raggiunti nel sostegno a tutto il Welfare, mettiamo più fondi per le politiche relative al decoro cittadino mentre l’uscita dal Fondo di Solidarietà Comunale (FSC) porterà le risorse necessarie per dimezzare finalmente le liste d’attesa per l’assistenza domiciliare. Consolidiamo e rafforziamo le scelte strategiche di questi anni e ci prepariamo alla fase post Giubileo ma, se tutto verrà confermato, abbiamo altre due novità positive: il superamento della gestione commissariale del debito pregresso, scelta condivisa con il Governo che ringrazio e che fa bene sia ai conti dello Stato che a quelli di Roma, e l’accordo raggiunto per l’uscita della Capitale dal sistema di perequazione orizzontale all’interno del Fondo di Solidarietà Comunale che ci ha privati finora di una parte delle risorse che pure ci spettavano. Facciamo passi avanti per il bene della città e per farle riconoscere quella specificità che merita”. Secondo il Vicesindaco e assessore al Bilancio, Silvia Scozzese: “Abbiamo proseguito con successo nel lavoro di efficientamento della macchina amministrativa e di recupero dell’evasione messo in campo sin dall’insediamento dell’Amministrazione Gualtieri, liberando risorse per mantenere i livelli raggiunti di spesa corrente nonostante il venir meno delle risorse straordinarie legate al Giubileo e pur scontando gli effetti dei tagli previsti dalle leggi di bilancio nazionali, pari a circa 50 milioni di euro solo per il 2026. Con il bilancio, grazie all’aiuto prezioso di tutti gli assessorati e dei municipi, abbiamo inoltre rimodulato sensibilmente le risorse di parte capitale per poter investire sulle priorità della città. Questo è un Bilancio di previsione fondamentale, che potrà poi contare sullo sblocco di ulteriori risorse sia dopo il Rendiconto finanziario capitolino sia dopo la definitiva approvazione della Finanziaria nazionale in discussione in Parlamento; mi riferisco, in particolare, all’emendamento che consente a Roma Capitale di uscire dalla componente orizzontale del Fondo di solidarietà comunale, che non risolve il tema del sottofinanziamento di Roma ma che per lo meno le consente di uscire da un meccanismo penalizzante al fine di garantire una distribuzione delle risorse attraverso criteri più adeguati e coerenti con le caratteristiche e il ruolo di Capitale d’Italia”.

La novità politica è l’ingresso in maggioranza di Italia Viva. “Dall’inizio di questa consiliatura Italia Viva ha scelto un’opposizione costruttiva e responsabile, fondata sul merito dei provvedimenti e sull’interesse dei cittadini romani. Oggi, con il voto favorevole al bilancio del Comune di Roma, quella impostazione si concretizza in una scelta di pieno supporto all’amministrazione Gualtieri: l’ingresso in maggioranza”, ha dichiarato Maria Elena Boschi, presidente del gruppo Italia Viva alla Camera.
“Il nostro sostegno nasce dal riconoscimento del lavoro portato avanti dal sindaco Roberto Gualtieri e dalla sua Giunta, in particolare nell’ultimo anno, segnato da passaggi decisivi come l’organizzazione del Giubileo e la gestione delle risorse del PNRR. Roma è una città complessa, ma è evidente che sta cambiando in meglio”.
“Un ringraziamento va anche al lavoro serio e costante dei nostri consiglieri comunali, Francesca Leoncini e Valerio Casini, che in questi mesi hanno dimostrato come si possa fare politica con spirito costruttivo e attenzione ai risultati. L’ingresso in maggioranza non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase: una sfida che guarda al futuro di Roma e apre una prospettiva chiara verso il 2027. Italia Viva sarà parte attiva di questo percorso”, conclude

Mit, Salvini firma Dm per 17 mln per la manutenzione e riqualificazione di chiese ed edifici di culto

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha firmato il decreto di riparto delle risorse del ministero destinate, per il triennio 2025-2027, “ad interventi di manutenzione e riqualificazione su immobili di culto”. Lo riferisce il Mit in una nota. Il programma triennale “consta di 47 interventi distribuiti in 10 Regioni italiane, secondo le istanze avanzate da parrocchie, diocesi ed altri enti di culto, per un valore complessivo di euro 17.692.699,02. Per la realizzazione degli interventi, i singoli beneficiari potranno stipulare apposite convenzioni con i Provveditorati alle opere pubbliche territorialmente competenti o con altre Stazioni appaltanti qualificate”.

Mose, Mit: Salvini al lavoro per sbloccare risorse anche con fondi interni

Il Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha incontrato questo pomeriggio al MIT i tecnici per trovare una rapida soluzione e risolvere la questione legata ai fondi del Mose.  La scorsa settimana Salvini ha infatti inviato una lettera al MEF chiedendo di accelerare lo sblocco dei fondi, ribadendo al contempo che i decreti del Ministero delle Infrastrutture per sbloccare l’iter sono pronti da tempo. Dall’incontro di oggi è emerso che le interlocuzioni col MEF sono attualmente ancora in corso.  Il Ministro Salvini per accelerare la soluzione o in caso di esito negativo del MEF è pronto a utilizzare risorse interne al MIT. Al momento, quindi, i tecnici del MIT sono a lavoro per individuare le risorse necessarie.

L’Antitrust multa Apple per 98 milioni per abuso di posizione dominante

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha irrogato ad Apple una sanzione di 98 milioni e 600mila euro per abuso di posizione dominante. “Apple – si legge in una nota dell’Antitrust – ha violato l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue) per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS. In tale mercato, Apple è in posizione di assoluta dominanza tramite il suo app store”. “Al termine di una complessa istruttoria, condotta anche in coordinamento con la Commissione europea, con altre Autorità nazionali della concorrenza e con il Garante per la protezione dei dati personali (Gpdp), Agcm ha accertato la restrittività – sotto il profilo concorrenziale – dell’app tracking transparency (Att) policy, ossia delle regole sulla privacy imposte da Apple, a partire da aprile 2021, nell’ambito del proprio sistema operativo mobile iOS, agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’app store” – spiega l’Autorità. “In particolare – prosegue il comunicato – gli sviluppatori terzi sono obbligati ad acquisire uno specifico consenso per la raccolta e il collegamento dei dati a fini pubblicitari tramite una schermata imposta da Apple – il cosiddetto Att prompt – che, tuttavia, non risulta sufficiente a soddisfare i requisiti previsti dalla normativa in materia di privacy, costringendo quindi gli sviluppatori a duplicare la richiesta di consenso per lo stesso fine”. “L’Antitrust – aggiunge la nota – ha accertato che le condizioni dell’Att policy sono imposte unilateralmente, sono lesive degli interessi dei partner commerciali di Apple e non sono proporzionate per raggiungere l’obiettivo di privacy, così come asserito dalla società. Infatti, dal momento che i dati degli utenti sono un elemento fondamentale su cui si basa la capacità di fare pubblicità online personalizzata, l’inevitabile duplicazione delle richieste di consenso indotta dalle modalità di implementazione dell’Att policy – che restringe le possibilità di raccolta, collegamento e utilizzo di tali dati – causa un pregiudizio all’attività degli sviluppatori, che basano il proprio modello di business sulla vendita di spazi pubblicitari, e anche a quella degli inserzionisti e delle piattaforme di intermediazione pubblicitaria”. “Questa duplicazione – conclude la nota – produce un’assenza di proporzionalità delle regole dell’ATT policy, considerato che Apple avrebbe dovuto garantire lo stesso livello di privacy degli utenti prevedendo la possibilità, per gli sviluppatori, di ottenere il consenso alla profilazione in un’unica soluzione”.

Lmdv: accordo per finanziare Impredo nelle costruzioni, potra’ salire fino a 50%

Lmdv, family office di Leonardo Maria Del Vecchio, finanziera’ la societa’ di costruzioni e di sviluppo immobiliare Impredo nell’ambito di un accordo che potra’ portarla a entrare nel capitale con una partecipazione fino al 50%. E’ quanto si legge in una nota. Il finanziamento e’ finalizzato al rafforzamento patrimoniale e al sostegno per un percorso di sviluppo strutturato della societa’ dove appunto Lmdv potra’ arrivare anche al 50% in caso di raggiungimento di specifici obiettivi industriali e strategici. “Questo accordo non nasce dall’esigenza di raccogliere capitale ma dalla volonta’ di rafforzare la struttura patrimoniale e organizzativa della societa’ in coerenza con una visione di lungo periodo” ha detto Daniele D’Orazio, fondatore e azionista di riferimento di Impredo. “L’accordo rappresenta un primo passo all’interno di un percorso strutturato orientato al rafforzamento patrimoniale e alla crescita sostenibile della societa’ nel rispetto della continuita’ gestionale e della autonomia operativa” ha detto Marco Talarico, ceo di Lmdv.

Energia, Fibercop-Enercop: al via il progetto per trasformare centrali  tlc in poli rinnovabili

FiberCop, “gestore dell’infrastruttura digitale più estesa e capillare del Paese”, ed EnerCop, “operatore attivo nella fornitura di servizi energetici per clienti business, avviano il ‘Progetto Solare’, un’iniziativa che mira a integrare la produzione di energia fotovoltaica nelle infrastrutture di FiberCop su tutto il territorio nazionale”. “Le due aziende, entrambe parte del Gruppo Optics HoldCo, hanno quale obiettivo la realizzazione di oltre 2.000 impianti e circa 200 GWh di energia rinnovabile entro il 2027, per incrementare in modo sostanziale l’autosufficienza energetica della rete di FiberCop. La prima fase esecutiva prevede l’installazione di 26 impianti con completamento entro l’inizio del 2026”. “L’integrazione di fonti rinnovabili nei nostri asset è una leva strategica per rendere le reti più sostenibili e resilienti,” ha affermato Massimo Sarmi, presidente e ad di FiberCop. “L’energia autoprodotta ci consente di ottimizzare l’efficienza operativa e di rafforzare il nostro contributo alla decarbonizzazione. A regime, il progetto ci permetterà di coprire tramite fotovoltaico circa il 35% dei consumi complessivi di FiberCop”. Il progetto nasce “infatti per aumentare l’efficienza energetica e ridurre l’impronta carbonica delle attività di FiberCop, attraverso l’installazione di un network di impianti fotovoltaici che valorizzi il patrimonio immobiliare dell’azienda. L’installazione dei primi 26 impianti, con una potenza complessiva superiore a 3 MWp, permetterà di generare circa 4,35 GWh di energia pulita all’anno. Il beneficio ambientale è immediato: circa 1.435 tonnellate di CO₂ risparmiate annualmente, equivalenti all’assorbimento di oltre 120.000 alberi adulti o alla rimozione di più di 700 automobili dalla circolazione stradale per un anno”. “L’avvio di questa prima fase rappresenta un traguardo fondamentale per EnerCop e conferma il nostro impegno nell’integrazione delle energie rinnovabili nel settore delle telecomunicazioni,” ha dichiarato Giulio Carone, ad di EnerCop. “La collaborazione con FiberCop è orientata a soluzioni energetiche innovative, in linea con gli obiettivi nazionali di sostenibilità”.I 26 impianti in realizzazione sono distribuiti lungo il territorio nazionale e includono siti di particolare rilievo, come l’impianto di Via Oriolo Romano, a Roma, con 1.100,84 kWp di potenza. “Un elemento distintivo del Progetto Solare – spiega ancora la nota – è l’attivazione, per ciascun impianto, della configurazione CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile), un meccanismo che permette a un utente di usare l’energia prodotta dai propri impianti rinnovabili anche se si trovano in un punto diverso rispetto al luogo in cui consuma l’elettricità”. Oggi, “la configurazione CACER è già operativa su due impianti, consentendo l’autoconsumo istantaneo dell’energia prodotta e l’ottimizzazione dei flussi energetici a beneficio delle infrastrutture di rete. Tutti i nuovi impianti che verranno progressivamente realizzati saranno iscritti al GSE, al fine di attivare la configurazione CACER non appena tecnicamente possibile. Questo approccio permetterà di massimizzare il valore dell’energia autoprodotta, ridurre ulteriormente i prelievi dalla rete e abilitare modelli avanzati di condivisione dell’energia rinnovabile, rafforzando la sostenibilità economica e ambientale del progetto”.

Prysmian e Versalis insieme per dare nuova vita ai rifiuti plastici dei cavi

Prysmian e Versalis, società chimica di Eni, hanno sottoscritto una partnership strategica per dare nuova vita ai rifiuti plastici provenienti da cavi, attraverso un innovativo processo di riciclo chimico e allo sviluppo di una filiera dedicata. A seguito di questo accordo, Prysmian raccoglierà i rifiuti plastici derivanti dalle proprie produzioni, oltre che dai cavi dismessi dai principali clienti, mentre Versalis li trasformerà tramite la tecnologia Hoop® nel suo impianto a Mantova, in Italia, convertendoli prima in olio di pirolisi e poi in materia prima per la produzione di nuovi polimeri plastici. Questi polimeri saranno poi utilizzati da Prysmian per realizzare nuovi cavi ad alte prestazioni. I cavi energia potranno essere isolati utilizzando polietilene reticolato (XLPE) e altri strati polimerici, materiali difficili da riciclare meccanicamente. Tramite la tecnologia di riciclo chimico Hoop® di Versalis, Prysmian prevede che circa il 60% degli scarti di XLPE potrà essere convertito in un materiale riutilizzabile per la produzione di nuovi cavi. Per la prima volta nell’industria dei cavi, un cavo reticolato, con tutti gli strati polimerici, potrà essere riciclato chimicamente su larga scala, contribuendo così alla creazione di un ciclo virtuoso circolare. Srinivas Siripurapu, Chief Sustainability, Innovation and R&D Officer di Prysmian, ha dichiarato: “Grazie a questo accordo, diamo nuova vita agli scarti e il primo progetto pilota
verrà avviato in Italia nella seconda metà del 2026. Questo passo avanti è un altro forte segnale del nostro costante impegno nel trovare nuove soluzioni sostenibili per i nostri clienti e per il pianeta, mentre contribuiamo a ridurre l’impatto ambientale della nostra catena di fornitura e a diminuire le emissioni.”
Fabio Assandri, Head of R&D, Licensing & Projects Development di Versalis, ha dichiarato: “Questa collaborazione con Prysmian è strategica e dimostra come la nostra ricerca e le nostre tecnologie avanzate possano fornire soluzioni concrete per la gestione del fine vita dei prodotti complessi. Grazie a questo progetto congiunto, contribuiamo in modo attivo a rendere più sostenibile e circolare il settore industriale.”

Maire: Tecnimont ottiene sequesti conservativi immediatamente esecutivi per 1,1 miliardi contro la russa Eurochem

In riferimento alla controversia in corso con il Gruppo russo EuroChem, già oggetto del comunicato stampa pubblicato lo scorso 28 novembre, MAIRE rende noto che la propria controllata Tecnimont ha ottenuto provvedimenti immediatamente esecutivi di sequestro di beni detenuti dal Gruppo EuroChem per un ammontare pari a circa €1,1 miliardi. Tali provvedimenti si basano sulle autorizzazioni ottenute dal Tribunale Arbitrale ICC con sede a Londra a sequestrare in ogni paese i beni detenuti da EuroChem per complessivi €1,1 miliardi. Ulteriori richieste di sequestro sono in corso presso varie giurisdizioni. TECNIMONT, inoltre, ha visto riconosciuto dallo stesso Tribunale Arbitrale il proprio diritto di adire le autorità giudiziarie di tutti i paesi nei quali il Gruppo EuroChem detiene beni al fine di ottenere sequestri conservativi a garanzia degli ulteriori eventuali danni causati dalle recenti illegittime iniziative giudiziarie intraprese dal Gruppo EuroChem in Russia. Il provvedimento del Tribunale Arbitrale fa seguito alle numerose ordinanze arbitrali e alla sentenza dell’Alta Corte inglese che hanno dichiarato che le iniziative del Gruppo EuroChem in Russia costituiscono una palese violazione della convenzione arbitrale (ICC, Londra). Nel frattempo, con sentenza resa il 18 dicembre 2025, la Corte d’Appello ha confermato in toto la sentenza dell’Alta Corte inglese del 21 novembre 2025 che ha dichiarato l’illegittimità delle iniziative giudiziarie intraprese contro Tecnimont dal Gruppo EuroChem in Russia. Maire continuerà a perseguire ogni iniziativa a tutela dei propri diritti, e dei diritti delle sue controllate, nel rispetto della legalità e dei principi del giusto processo, nonché del diritto e delle convenzioni internazionali, restando in attesa della conclusione del procedimento presso il Tribunale Arbitrale di Londra, prevista per il 2026.

Terna: consumi in crescita a novembre, +1,4% su anno

A novembre il fabbisogno di energia elettrica in Italia è stato pari a 25,5 miliardi di kWh, in aumento dell’1,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il valore è stato raggiunto con lo stesso numero di giorni lavorativi (20) e una temperatura media inferiore di 0,5°C rispetto a quella di novembre 2024. Il dato della domanda elettrica corretto da tali effetti è pari a +1,2%. A livello territoriale, la variazione tendenziale di novembre è risultata pari a +1,2% al Nord, +1,8% al Centro e +2,5% al Sud e nelle Isole. Da gennaio a novembre, il fabbisogno nazionale è in diminuzione dello 0,8% rispetto al corrispondente periodo del 2024 (-0,4% il dato rettificato). E0 quanto emerge dalle rilevazioni diffuse da Terna.  L’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali delle imprese cosiddette ‘energivore’, ha fatto registrare una crescita del 2,6% rispetto a novembre 2024: si tratta del terzo valore positivo consecutivo dopo una prima parte di anno in flessione. Correggendo il dato dall’effetto calendario, la variazione non cambia. In particolare, positivi i comparti della siderurgia, metalli non ferrosi, alimentari, meccanica e cemento, calce e gesso. Negativi i comparti della cartaria, mezzi di trasporto, ceramiche, vetrarie e chimica. In termini congiunturali, la variazione della richiesta elettrica destagionalizzata e corretta dagli effetti di calendario e temperatura è in aumento dell’1,3%. In flessione la variazione congiunturale dell’indice IMCEI (-0,4%). L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval), e che viene presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dei consumi elettrici industriali, ha fatto registrare, nel mese di settembre 2025, una variazione tendenziale positiva del 6,3%. Rispetto a settembre 2024, tutte le classi sono in aumento, eccetto commercio, finanza e assicurazione, istruzione, sanità e assistenza sociale, servizi veterinari.

Tornando al bilancio mensile di Terna, lo scorso mese la domanda di energia elettrica italiana è stata soddisfatta per l’84,4% dalla produzione nazionale e per la quota restante (15,6%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Il valore del saldo estero mensile è di 4 TWh, il 5,1% in più rispetto a novembre 2024. A livello progressivo, da gennaio a novembre 2025, l’import netto è in diminuzione del 7,5% rispetto ai primi undici mesi del 2024. In dettaglio, la produzione nazionale netta è risultata pari a 21,9 miliardi di kWh. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 31,9% della domanda elettrica (era il 33,9% a novembre 2024). In aumento la fonte termica (+4,4%), eolica (+2,3%) e geotermica (+1,9%); in crescita a due cifre la fonte fotovoltaica (+13,6%). L’incremento della produzione del fotovoltaico (+273 GWh) è dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+358 GWh) e che compensa il minor irraggiamento (-85 GWh). In diminuzione la fonte idrica (-21,5%); tale variazione è in parte conseguenza dell’elevata idraulicità registrata nel 2024. Da gennaio a novembre 2025 la capacità rinnovabile in esercizio è aumentata di 6.442 MW (di cui 5.798 MW di fotovoltaico). Negli ultimi dodici mesi, la capacità installata di fotovoltaico ed eolico è aumentata di 7.067 MW (+14,3%), raggiungendo i 56.393 MW complessivi. Al 30 novembre 2025 la capacità di accumulo in Italia è pari a 17.758 MWh (+44% rispetto allo stesso mese del 2024), che corrispondono a 7.276 MW di potenza nominale, e circa 872.900 sistemi di accumulo. A novembre, gli accumuli elettrochimici di grande taglia hanno prodotto 172 GWh, a conferma della rilevanza che tale tecnologia ha ormai raggiunto per la gestione del sistema in economia e sicurezza. Nel dettaglio, da gennaio a novembre la capacità di impianti utility scale è aumentata di 2.818 MWh, che corrispondono a 721 MW di potenza nominale.

Iren, Fitch conferma il rating a BBB, outlook stabile

L’agenzia di rating Fitch ha confermato il merito di credito a lungo termine di Iren a ‘BBB’ con Outlook ‘Stable’ a valle della recente presentazione del business plan 2025-2030. Resta altresi’ confermato il rating del debito senior a BBB+ e del debito subordinato a BBB-. La conferma del rating, spiega una nota, riflette la strategia “prudente” di Iren, con attenzione alla disciplina finanziaria e ad una capital allocation selettiva. L’agenzia considera positivamente il profilo di business del gruppo, grazie alla prevalenza di attivita’ regolate e quasi-regolate che garantiscono “un’elevata prevedibilita’ dei flussi di cassa, oltre ad una gestione finanziaria focalizzata al mantenimento dell’attuale livello di rating”. L’outlook ‘Stable’ riflette le attese dell’agenzia sul mantenimento di un’adeguata flessibilita’ finanziaria per la stabilita’ del rating, “grazie ad un Ffo net leverage ampiamente sotto i limiti”.

Ascopiave acquisisce il 100% di Società Impianti Metano per 46 mln

Ascopiave comunica il closing dell’acquisizione del 100% di Societa’ Impianti Metano, societa’ attiva nel settore della distribuzione gas, interamente detenuta da Sime Partecipazioni. Societa’ Impianti Metano gestisce 113 mila utenti in 40 comuni nel Nord Italia (Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte), attraverso una rete di 1.683 km. Nel 2024 la societa’ ha realizzato un margine operativo lordo di 5,4 milioni di euro. Il prezzo corrisposto da parte di Ascopiave e’ pari a 46 milioni di euro e sara’ soggetto ad aggiustamento successivamente al closing, come da prassi.’Il 2025 e’ stato un anno sfidante ma che ci ha anche regalato grandi soddisfazioni – dichiara il presidente e ad di Acopiave Nicola Cecconato. – Abbiamo acquisito reti per oltre 7.000 km e accolto circa 600.000 nuovi utenti, arrivando a gestire piu’ di 21.700 km di infrastrutture e circa 1,5 milioni di utenti. Con questa operazione chiudiamo l’anno con una crescita importante che ci consolida come secondo player nazionale nella distribuzione del gas. Per il prossimo anno, siamo pronti a cogliere nuove opportunita’, innovare i nostri servizi e continuare ad investire per il miglioramento delle nostre reti’. Il deal sara’ efficace dalla data di ieri.

Natuzzi, sindacati: esuberi inaccettabili, i lavoratori non devono pagare le scelte sbagliate dell’azienda

“Dopo 24 anni di ammortizzatori sociali e diversi milioni di fondi pubblici, non è possibile accettarem479 esuberi e la rispettiva chiusura di due dei cinque stabilimenti. Consideriamo finito il tempo delle responsabilità a carico solo delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Natuzzi, che da anni pagano le scelte sbagliate dell’azienda dopo ben 8 piani industriali. I dipendenti sono stanchi di questa situazione, le istituzioni devono poter garantire un percorso serio, di vero rilancio industriale. Se così non dovesse essere, siamo pronti a ogni forma di mobilitazione pur di salvare questo importante presidio industriale del Mezzogiorno”. Lo dichiarano in una nota le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, a seguito dell’incontro di questa mattina al Mimit. “Il piano industriale di Natuzzi non ci convince – spiegano i sindacati – non solo sul fronte degli investimenti, che sono letteralmente assenti, ma soprattutto sulla riduzione del personale e sulla chiusura di due dei cinque stabilimenti del Gruppo. Così come è sparita dal piano la internalizzazione del lavoro precedentemente delocalizzato in Romania. Noi – spiegano – torniamo a chiedere garanzie precise per il futuro, una revisione del piano industriale, nessun atto unilaterale fino alla condivisione di un percorso, un piano di incentivi all’esodo per il personale prossimo alla pensione e una cabina di regia permanente al Mimit”. Al termine dell’incontro la Regione Puglia ha chiesto di riattivare il tavolo regionale, richiesta accolta positivamente dalle organizzazioni sindacali, mentre il Mimit ha proposto un nuovo incontro per la data del 25 febbraio prossimo, dopo il tavolo convocato dalle regioni per il 9 gennaio.

Adr, sei cuori per raccontare l’umanità condivisa: a Roma Fiumicino l’opera ‘Apparato circolatorio’ di Jago

È stata presentata ieri presso il Terminal 1 del “Leonardo da Vinci” di Roma Fiumicino, l’opera “Apparato Circolatorio” dell’artista Jago, tra gli scultori italiani più affermati sulla scena internazionale. All’inaugurazione hanno partecipato il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone e l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma Marco Troncone. All’interno dello scalo, l’installazione propone sei cuori rossi in ceramica, tratti dall’opera originaria di Jago del 2017 e simboli di valori universali: uguaglianza, empatia, memoria, accoglienza, speranza e coraggio. I cuori, disposti in cerchio – figura geometrica senza inizio né fine – e accompagnati da una videoproiezione che ne riproduce la pulsazione ritmica, rappresentano un invito per i viaggiatori a ritrovare, anche solo per un istante, il senso profondo dell’essere parte di un’umanità condivisa. “Nel momento in cui Roma Fiumicino supera i 50 milioni di passeggeri annui e si conferma nell’élite degli hub a livello globale per qualità e connettività, continuiamo a investire per offrire a chi transita in aeroporto un ambiente accogliente, che celebri la straordinarietà e l’eccellenza dell’arte italiana valorizzando al massimo questa infrastruttura. – ha dichiarato Troncone-. È in questo orizzonte che si inserisce l’opera di un artista di assoluto rilievo sulla scena contemporanea, la cui presenza nel nostro scalo assume un significato che va oltre il valore estetico. Dopo aver rappresentato l’Italia nel tour del Vespucci e all’Expo di Osaka, Jago apre uno spazio di riflessione condivisa anche qui, al centro della mobilità globale. I cuori di ‘Apparato Circolatorio’ sono più di un simbolo: sono un messaggio di pace universale e un richiamo potente alla dimensione umana del nostro lavoro, che connette
ogni giorno persone, esperienze, sogni e valori”.

Apparato Circolatorio sarà visibile a tutti i passeggeri e rappresenta una nuova tappa del percorso intrapreso da Aeroporti di Roma, società del gruppo Mundys, per trasformare lo scalo di Roma Fiumicino in una vera e propria piattaforma culturale – già arricchita negli anni da capolavori come il Salvator Mundi di Bernini e le tre vetrate attribuite a Giotto della Basilica di Santa Croce. Una progettualità che si fonda sulla volontà di integrare stabilmente l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali, rendendola accessibile, fruibile e parte integrante dell’esperienza di viaggio. In questa direzione, l’obiettivo di ADR è ridefinire il ruolo dell’aeroporto come infrastruttura viva, in cui anche il tempo dell’attesa si trasforma in un’occasione di scoperta, bellezza condivisa evalorizzazione del Made in Italy.

Argomenti

Argomenti

Accedi