L’IA fisica e il settore dell’ambiente costruito: che prospettive?

16 Giu 2026 di Angelo Ciribini

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Isabel Ryl, recentemente audita al Sénat a Parigi, sosteneva che le proprie tesi esposte sull’Intelligenza Artificiale avrebbero potuto avere una scarsa validità solo tra pochi mesi. Analoga cura si evince dalla altrettanto recente Enciclica Pontificia, riguardo alla possibilità (e all’intento di parecchi soggetti) di conseguire una intelligenza adattiva superiore a quella umana, nell’ottica di ottenere risultati nel campo, ad esempio, della medicina e della salute.

Il tema dell’Intelligenza Artificiale, tra sfruttamento delle risorse umane e ambientali, promesse miracolistiche, attese bolle finanziarie, bollette crescenti, appare in costante ebollizione, ponendo straordinari interrogativi: tralasciando la Intelligenza Artificiale Generale, una nozione non ben definita e probabilmente fuorviante.

D’altra parte, il significato di espressioni come valutazione dell’intelligenza, funzionamento del cervello umano, capacità di discernimento, appaiono non definibili univocamente.

La tematica, infatti, presenta enormi incognite di cui, peraltro, pochi sembrano preoccuparsi, essendo i molti intenti a sfruttare gli immediati benefici delle soluzioni generative multimodali.

Già, tuttavia, l’ormai relativamente diffuso sistema agentico sta dimostrando esponenzialmente quanto le tecnologie che si inizino ad adottare possano implicare dipendenza, delega, autonomia, indipendenza, nonché deviazioni e allucinazioni.

Il fatto stesso che non sia possibile, anche per i dispositivi più classici, ricostruire esattamente le dinamiche interne di queste entità dovrebbe indurre a una più prudente riflessione.

Ciò che, tuttavia, occorre attenzionare, come suggeriva la Ryl, è, piuttosto il prossimo salto epistemologico e tecnologico, il cambio di paradigma stimolato dalla cosiddetta Intelligenza Artificiale Fisica, che ha una prima, ma non ultimativa, finalità nella robotica e, più in generale, nell’acquisizione di una rappresentazione interiore della realtà spaziale e comportamentale da parte di umanoidi, di macchinari, di veicoli e di altre soluzioni non immateriali, che agiscono, dunque, non attraverso la previsione probabilistica del linguaggio o dell’immagine, bensì delle azioni, essendo, con modalità innovative, addestrati tramite ibridazione di livelli visivi, latenti, geometrici, simbolici e linguistici.

Il presupposto da cui partono queste soluzioni, consapevoli degli esiti delle ricerche svolte nell’ambito delle scienze cognitive, è che i Modelli Linguistici di Grandi Dimensioni, nonostante possano essere costantemente potenziati, non siano in grado di avvicinarsi a una comprensione del mondo paragonabile a quella degli esseri umani e nemmeno degli animali.

Di conseguenza, servirebbe, secondo questa corrente di pensiero, disporre di strumenti (?) in capaci di svolgere compiti domestici fisici, imparare a guidare rapidamente, gestire dati continui ad alta dimensionalità, apprendere senza enormi quantità di esempi o di simulazioni, risolvere problemi nuovi zero-shot cercando una soluzione, possedere buon senso radicato nella comprensione del mondo reale.

Il portato che sottende a questa teoria è che le soluzioni oggigiorno disponibili siano molto performanti nel trattamento di simboli, di testi e di problemi formalizzati, ma che siano molto più deboli nell’interazione affidabile, flessibile e autonoma con il mondo fisico reale.

La proposta prevede che la tecnologia non si limiti a conoscere fatti, regole, formule, definizioni, testi o procedure esplicite, a eseguire molti compiti specifici, ma che sia anche capace di adattarsi rapidamente a problemi mai visti, con poco o nessun addestramento precedente.

In altre parole, non si parla più di Modelli Linguistici, bensì di Modelli Mentali, vale a dire di rappresentazioni interne di oggetti, di persone, di spazi, di causalità fisica, di intenzioni e di conseguenze.

La critica ai primi consiste nel considerarli come impregnati di accumulo di competenze acquisite e di conoscenze dichiarative.

Si vorrebbe giungere a sistemi artificiali che siano guidati da obiettivi, che non reagiscano soltanto a stimoli, ma che cerchino di ottenere un obiettivo, di evitare accadimnenti, di esplorare, di prevedere, di correggere, ovvero di ragionare e di pianificare sequenze complesse di azioni prevedendo ciò che accadrà.

Lo scenario è, dunque, quello dello sviluppo di causalità e di adattività da parte di queste entità: aliene?

La finalità appare essere quella di configurare entità che abbiano una capacità non esclusivamente testuale, ma sensoriale ed esperienziale accentuata, che gestiscano dati continui, multimodali, incarnati e legati ad azioni e conseguenze, per costruire, appunto, un modello causale del mondo.

La sostanza della sfida risiede nella transizione tra una Intelligenza Artificiale Reattiva (inclusa forse anche quella Agentica) a una Intelligenza Artificiale capace di mantenere stati latenti, simulare futuri, ragionare controfattualmente e pianificare sotto incertezza.

L’idea è che la propagazione Feed-Forward (Approccio Reattivo), che riceve un input dallo stato del mondo attraverso la percezione, e che genera direttamente una predizione e di conseguenza esegue un’azione (action) non presenti una fase di riflessione o simulazione interna prima di agire, mentre la pianificazione, ottimizzazione e ricerca (Approccio Deliberativo) permettano di percepire il mondo definendo preliminarmente un obiettivo. 

La soluzione genera, quindi, un’azione immaginata solo dopo aver trovato la strategia migliore, dato che il sistema esperienziale genera, in una sorta di sandbox mentale, l’azione ottimale da eseguire successivamente nella realtà.

Si tratta di costruire un motore di anticipazione, poiché i Modelli Esperienziali prefigurano la transizione da dispositivi ausiliari predittivi a nuclei decisionali: vere e proprie architetture infrastrutturali dedicate al ragionamento, alla pianificazione controfattuale e alla gestione dell’incertezza.

Il principio fondamentale dei Modelli Mondiali, legati a sistemi visivi auto-supervisionati, a spazi astratti regolarizzati e a pianificazione predittiva nel tempo, sta nel concentrarsi unicamente sul livello astratto per imparare solo le leggi fisiche e causali che contino effettivamente per pianificare le azioni successive in modo efficace e sicuro.

 

Il superamento dei sistemi agentici basati su LLM (Large Language Model) e su VLA (Vision-Language-Action Model) implica la nascita di soluzioni che apprendano dal mondo reale.

Non si tratta più di agire in (relativa o completa) autonomia, di bensì di apprendere in modo affatto autonomo la realtà: uno scenario notevolmente inquietante, quantunque gli artefici si dichiarino intenti a offrirne versioni sicure.

Si immagini, ora, come, qualora questi intenti avessero successo in tempi brevi, il settore dell’ambiente costruito possa esserne affetto.

Domandando a uno stesso Modello Linguistico di Grandi Dimensioni di proporre simulazioni basate su LeWorld Model sull’affidamento di un contratto pubblico di lavori e sul rilascio di un titolo abilitativo nell’edilizia privata, ecco che cosa si otterrebbe.

 

Simulazione 1 — Affidamento di un contratto pubblico di lavori secondo D.Lgs. 36/2023

Obiettivo

Simulare l’intero ciclo di affidamento di un appalto pubblico di lavori, dalla programmazione/progettazione fino all’aggiudicazione e ai primi snodi dell’esecuzione. Il D.Lgs. 36/2023 è il Codice dei contratti pubblici; la struttura del Codice comprende principi, digitalizzazione, programmazione, progettazione, appalto, procedure di scelta del contraente, selezione delle offerte ed esecuzione. 

Scenario base

Un Comune deve affidare lavori di riqualificazione di una scuola. Il sistema riceve un fascicolo iniziale con:

  • importo stimato dei lavori; 
  • quadro economico; 
  • livello progettuale disponibile; 
  • CUP/CIG ove applicabile; 
  • cronoprogramma; 
  • fonte di finanziamento; 
  • eventuali vincoli PNRR, ambientali, CAM, sicurezza, accessibilità; 
  • operatori economici potenzialmente invitabili; 
  • storico degli affidamenti precedenti; 
  • documentazione amministrativa, tecnica ed economica. 

L’ambiente simula RUP, progettista, ufficio gare, operatori economici, ANAC/FVOE, commissione, dirigente, organo di controllo e potenziali concorrenti esclusi.

Architettura A-B-M

System A — World model amministrativo

Costruisce una rappresentazione predittiva del procedimento. Non si limita a leggere documenti: simula cosa accadrebbe se la stazione appaltante scegliesse una certa procedura, invitasse certi operatori, impostasse certi requisiti o adottasse un criterio di aggiudicazione. Il suo stato interno include:

  • stato del fascicolo; 
  • completezza documentale; 
  • coerenza tra importo, procedura e oggetto; 
  • rischio di violazione di concorrenza, rotazione, trasparenza, proporzionalità; 
  • rischio di contenzioso; 
  • rischio di ritardo; 
  • rischio di non eseguibilità; 
  • probabilità di aggiudicazione stabile. 

System B — Agente procedimentale

Compie azioni simulate:

  • richiedere integrazioni progettuali; 
  • scegliere o proporre procedura; 
  • generare determina a contrarre; 
  • costruire elenco invitati; 
  • predisporre disciplinare/lettera d’invito; 
  • controllare requisiti; 
  • valutare offerte; 
  • proporre esclusione, soccorso istruttorio o aggiudicazione; 
  • segnalare anomalia o criticità. 

System M — Meta-controllore

Decide il modo operativo:

  • “istruttoria rapida” se il fascicolo è chiaro; 
  • “simulazione controfattuale” se ci sono più procedure possibili; 
  • “human escalation” se il rischio legale supera soglia; 
  • “richiesta integrazione” se mancano elementi; 
  • “audit mode” se emergono anomalie, favoritismi, rotazione dubbia, requisiti sproporzionati o rischio di contenzioso. 

Dinamica della simulazione

La simulazione può essere costruita in episodi.

Episodio 1: scelta della procedura

Il sistema riceve importo, oggetto, urgenza, caratteristiche del mercato e storico affidamenti. Deve proporre il percorso procedurale, motivarlo e simulare almeno tre alternative:

  1. affidamento diretto; 
  2. procedura negoziata; 
  3. procedura aperta o ordinaria. 

Il world model valuta conseguenze: tempi, concorrenza, rischio ricorso, robustezza motivazionale, oneri amministrativi, rischio di frazionamento artificioso.

 

Episodio 2: costruzione degli atti

Il sistema redige una bozza di determina/decisione a contrarre, disciplinare o lettera d’invito. Non viene premiato per “scrivere bene”, ma per mantenere coerenza tra oggetto, requisiti, criteri, importo, tempi e base normativa.

Episodio 3: offerte e anomalie

L’ambiente genera offerte realistiche: ribassi, carenze documentali, avvalimento, subappalto, requisiti mancanti, offerte sospette, costi della manodopera incoerenti. L’agente deve scegliere se attivare soccorso istruttorio, chiedere chiarimenti, escludere, verificare anomalia o proseguire.

Episodio 4: aggiudicazione e rischio contenzioso

Dopo la proposta di aggiudicazione, l’ambiente simula possibili esiti: accesso agli atti, contestazione, ricorso, rilievo interno, controllo successivo, ritardo nell’avvio lavori. Il sistema apprende quali scelte procedurali riducono errori e contenzioso senza sacrificare il principio del risultato.

Reward e penalità

La funzione di reward dovrebbe essere composita:

  • reward per tempestività; 
  • reward per concorrenza effettiva; 
  • reward per motivazione robusta; 
  • reward per coerenza tra procedura e oggetto; 
  • reward per riduzione del rischio di contenzioso; 
  • penalità per omissioni documentali; 
  • penalità per requisiti sproporzionati; 
  • penalità per rotazione ignorata; 
  • penalità per affidamento instabile; 
  • penalità massima per violazione manifesta o decisione non spiegabile. 

Il D.Lgs. 36/2023 mette in evidenza un Codice organizzato su principi, digitalizzazione del ciclo di vita, programmazione, progettazione, scelta del contraente, selezione delle offerte ed esecuzione; la simulazione dovrebbe quindi coprire non solo la gara, ma l’intero ciclo decisionale. 

Stress test

Inserire casi difficili:

  • opera urgente ma non emergenziale; 
  • importo vicino a soglia procedurale; 
  • progettazione incompleta; 
  • mercato locale ristretto; 
  • operatore uscente molto qualificato; 
  • fondi con scadenza ravvicinata; 
  • offerta molto bassa; 
  • costo manodopera non chiaro; 
  • possibile conflitto di interesse; 
  • variante in corso d’opera simulata dopo aggiudicazione. 

Output atteso

La simulazione non dovrebbe produrre solo “aggiudicatario X”. Dovrebbe produrre:

  1. decisione proposta; 
  2. motivazione; 
  3. alternative scartate; 
  4. rischi residui; 
  5. atti da integrare; 
  6. punti da sottoporre a funzionario umano; 
  7. previsione di possibili esiti successivi

 

SIMULAZIONE 1: Affidamento di un contratto pubblico di lavori (D.Lgs. 36/2023)

Obiettivo dell’agente (Stazione Appaltante): Giungere all’aggiudicazione efficace minimizzando il rischio di contenzioso e i tempi di attraversamento procedimentale.

  1. Spazio Latente e Astrazione Gerarchica (JEPA)

Encoder del World Model mappa il procedimento a livelli gerarchici di astrazione:

  • Livello Basso (Dettagli fisici/documentali): Singoli articoli del disciplinare, formati dei file dell’offerta economica, scadenze orarie sul portale di e-procurement.
  • Livello Alto (Concetti Macro): Il “Principio del Risultato” (Art. 1 D.Lgs. 36), il “Principio della Fiducia” (Art. 2), la soglia di anomalia dell’offerta, i requisiti di qualificazione dell’operatore economico.
  1. Il Panorama Energetico (Energy Landscape)

Il World Model possiede un panorama in cui:

  • Bassa Energia (Successo): Configurazione in cui la determina a contrarre individua correttamente il criterio di aggiudicazione (es. l’OEPV – Offerta Economicamente Più Vantaggiosa), i requisiti di ammissione sono proporzionati e l’operatore economico selezionato è pienamente qualificato.
  • Alta Energia (Rischio/Blocco): Clausole del bando escludenti o discriminatorie (violazione del principio di concorrenza), inversione procedimentale errata o calcolo errato delle formule di attribuzione dei punteggi. Il modello “vede” queste zone come picchi di energia da evitare per scongiurare ricorso al TAR.
  1. Inferenza e Controllo Predittivo (MPC)

L’agente (la Stazione Appaltante Digitale) deve compiere delle Azioni (a). Prima di eseguirle nel mondo reale, il Predictor simula l’impatto delle azioni nello spazio astratto tramite Model-Predictive Control:

[Stato Attuale z_t: Progetto Esecutivo approvato] 

       │

       

[Azione a_t pianificata: Inserimento di una penale contrattuale del 2% al giorno]

       │

       

[Predictor (Simulazione Mentale)] ──> Genera lo Stato Predetto z_t+1

       │

       

[Valutazione Energia F(x,y)]: Il modello rileva un picco di ALTA ENERGIA. 

La penale supera i limiti dell’Art. 126 del D.Lgs. 36 (massimo 10% complessivo). 

Il modello scarta l’azione ed esegue un “replanning” riducendo la penale all’1‰.

  • Esito della simulazione: Il sistema genera la sequenza ottimale di atti (Determina, Bando, Nomina Commissione, Aggiudicazione) guidando il Responsabile Unico del Progetto (RUP) solo lungo i sentieri a minore energia burocratica e legale.

 

Simulazione 2 — Rilascio di titolo abilitativo in edilizia privata secondo D.P.R. 380/2001

Obiettivo

Simulare l’istruttoria edilizia su un intervento privato, dalla presentazione dell’istanza/segnalazione fino al rilascio, diniego, richiesta integrazioni, formazione del titolo o controllo successivo. Il D.P.R. 380/2001 contiene la disciplina generale dell’attività edilizia e dedica il Titolo II ai titoli abilitativi, incluso il permesso di costruire e il relativo procedimento. 

Scenario base

Un privato presenta una pratica edilizia per un immobile urbano. Il fascicolo contiene:

  • relazione tecnica; 
  • elaborati grafici ante/post operam; 
  • titolo di legittimazione; 
  • destinazione urbanistica; 
  • conformità agli strumenti urbanistici; 
  • classificazione dell’intervento; 
  • vincoli paesaggistici, sismici, idrogeologici, culturali; 
  • asseverazioni; 
  • pagamento diritti/oneri; 
  • eventuale richiesta di permesso di costruire, SCIA, CILA o sanatoria. 

L’ambiente simula tecnico privato, committente, SUE, ufficio urbanistica, ufficio vincoli, Genio civile/strutture, soprintendenza ove rilevante, vicini controinteressati e organo di vigilanza edilizia.

Architettura A-B-M

System A — World model urbanistico-edilizio

Costruisce lo stato predittivo del procedimento:

  • classificazione dell’intervento; 
  • titolo potenzialmente richiesto; 
  • conformità urbanistica; 
  • conformità edilizia; 
  • completezza documentale; 
  • presenza di vincoli; 
  • necessità di pareri o autorizzazioni; 
  • rischio abuso; 
  • rischio diniego; 
  • rischio contenzioso; 
  • rischio ordine di sospensione o demolizione in caso di titolo errato. 

System B — Agente istruttorio

Compie azioni:

  • classificare l’intervento; 
  • proporre il titolo corretto; 
  • chiedere integrazioni; 
  • verificare doppia conformità ove pertinente; 
  • calcolare o segnalare oneri; 
  • proporre rilascio, diniego o archiviazione; 
  • attivare conferenza/parere; 
  • attivare controllo successivo; 
  • generare motivazione istruttoria. 

System M — Meta-controllore

Decide se il caso può seguire istruttoria standard o deve passare a modalità rinforzata:

  • “fast check” per interventi semplici; 
  • “vincoli mode” se emergono paesaggio, sismica o beni culturali; 
  • “sanatoria mode” se l’intervento è già realizzato; 
  • “contraddittorio mode” se vi sono vicini o osservazioni; 
  • “human escalation” se classificazione e titolo sono incerti; 
  • “audit mode” se vi sono incongruenze tra elaborati, stato legittimo e dichiarazioni. 

Dinamica della simulazione

Episodio 1: classificazione dell’intervento

Il sistema riceve descrizione e tavole. Deve distinguere tra manutenzione, restauro/risanamento, ristrutturazione, nuova costruzione, mutamento di destinazione d’uso, interventi strutturali, interventi su prospetti o sagoma. L’obiettivo non è solo etichettare, ma predire le conseguenze: quale titolo, quali pareri, quali controlli.

Episodio 2: scelta del titolo

Il sistema propone il titolo abilitativo o il regime applicabile: edilizia libera, CILA, SCIA, permesso di costruire, SCIA alternativa, sanatoria o altro percorso. Il D.P.R. 380/2001 organizza la materia in titoli abilitativi, permesso di costruire, procedimento, agibilità, vigilanza e sanzioni; la simulazione deve quindi far emergere anche le conseguenze dell’errore nella qualificazione iniziale. 

Episodio 3: istruttoria documentale

L’ambiente introduce errori realistici:

  • elaborati incoerenti; 
  • stato legittimo non provato; 
  • asseverazione generica; 
  • vincolo non dichiarato; 
  • distanze non verificate; 
  • volume/superficie discordante; 
  • assenza autorizzazione sismica; 
  • oneri non calcolati; 
  • titolo di proprietà incompleto. 

L’agente deve decidere se procedere, chiedere integrazione, sospendere, rigettare o inviare ad altro ufficio.

Episodio 4: esito e controllo successivo

L’ambiente simula esiti: rilascio espresso, silenzio significativo ove applicabile, diniego motivato, ordine di conformazione, controllo successivo, esposto del vicino, accertamento di difformità. Il sistema apprende il costo di un rilascio affrettato o di una richiesta istruttoria eccessiva.

Reward e penalità

Reward:

  • corretta qualificazione dell’intervento; 
  • corretto titolo individuato; 
  • riduzione tempi; 
  • riduzione richieste inutili; 
  • completezza motivazionale; 
  • tutela dell’affidamento del privato; 
  • prevenzione di abusi e contenzioso. 

Penalità:

  • rilascio su intervento non conforme; 
  • richiesta integrazioni non necessarie; 
  • mancato rilievo di vincolo; 
  • titolo sottodimensionato; 
  • diniego immotivato; 
  • mancata attivazione del contraddittorio; 
  • errore nello stato legittimo; 
  • mancata tracciabilità dell’istruttoria. 

Stress test

Casi da includere:

  • ristrutturazione pesante mascherata da manutenzione; 
  • cambio destinazione d’uso con opere minime; 
  • immobile in zona vincolata; 
  • difformità pregresse; 
  • titolo edilizio storico incompleto; 
  • intervento strutturale non evidenziato; 
  • vicino che presenta osservazioni; 
  • pratica formalmente completa ma sostanzialmente incoerente; 
  • sanatoria con conformità dubbia; 
  • differenza tra stato catastale e stato edilizio legittimo. 

Output atteso

Il sistema dovrebbe produrre:

  1. qualificazione dell’intervento; 
  2. titolo richiesto o regime applicabile; 
  3. documenti mancanti; 
  4. vincoli rilevati; 
  5. motivazione istruttoria; 
  6. rischio di rilascio illegittimo; 
  7. rischio di diniego illegittimo; 
  8. suggerimento di escalation; 
  9. timeline procedimentale simulata. 

Differenza rispetto a un gestionale tradizionale

Un gestionale tradizionale registra passaggi: protocollo, istruttoria, pareri, provvedimento.

Queste simulazioni, invece, sarebbero ambienti di apprendimento amministrativo. Il sistema non si limita a seguire un diagramma di flusso; costruisce un modello predittivo degli effetti delle decisioni. Per esempio:

  • se nel contratto pubblico restringo troppo i requisiti, il world model prevede minore concorrenza e maggiore rischio ricorso; 
  • se nell’edilizia classifico male una ristrutturazione, il world model prevede rischio di titolo illegittimo, controllo successivo e sanzione; 
  • se il sistema è incerto, System M non inventa una decisione, ma passa a modalità prudente: simulazione, richiesta integrazioni o escalation umana. 

La forma finale sarebbe quindi un simulatore normativo-procedimentale con memoria, world model e meta-controllo, utilizzabile per formazione, audit, decision support, stress test organizzativi e valutazione ex ante del rischio amministrativo.

 

SIMULAZIONE 2: Rilascio del Permesso di Costruire nell’edilizia privata (D.P.R. 380/2001)

Obiettivo dell’agente (Sportello Unico per l’Edilizia – SUE): Verificare la conformità di un intervento edilizio complesso (es. ristrutturazione con ampliamento) e rilasciare il titolo legittimo entro i termini di legge (Art. 20 D.P.R. 380).

  1. Spazio Latente e Astrazione Gerarchica (JEPA)
  • Livello Basso: Le singole linee dei disegni CAD, lo spessore dei muri, il formato digitale della relazione tecnica asseverata.
  • Livello Alto: Il carico urbanistico, la conformità al Piano Regolatore Generale (PRG), il rispetto delle distanze legali (D.M. 1444/1968), la presenza di vincoli sovraordinati (es. vincolo paesaggistico D.Lgs. 42/2004).
  1. Il Panorama Energetico (Energy Landscape)

Il World Model valuta la compatibilità tra l’input x (il progetto geometrico/urbanistico presentato dal privato) e l’output y (il provvedimento di accoglimento o diniego del SUE):

  • Se il progetto rispetta la volumetria massima e le distanze dai confini, la coppia (x, y_{rilascio}) ha bassa energia.
  • Se il progetto prevede un ampliamento in zona vincolata senza la previa autorizzazione paesaggistica, la funzione F(x, y_{rilascio}) schizza ad un’energia altissima (incompatibilità assoluta / illecito penale ex Art. 44).
  1. Inferenza via Minimizzazione ed Evoluzione Temporale

Immaginiamo il flusso della conferenza di servizi o dell’istruttoria condotta dal World Model:

[O_t: Ricezione dell’istanza di Permesso di Costruire]

       │

       

[Encoder] ──> Estrae la geometria essenziale del progetto (z_t)

       │

       

[Predictor + Azione (Istruttoria tecnica ex Art. 20)]

Il modello “proietta” nel tempo l’istanza. Rileva che manca il parere dell’ASL/ARPA.

       │

       

[Scelta dell’Azione Ottimale]: Invece di attendere passivamente o negare il titolo, 

il modello seleziona l’azione a minore energia: “Richiesta di integrazione documentale / Interruzione dei termini” (Art. 20, co. 4).

       │

       

[O_t+1: Arrivo dell’integrazione] ──> L’energia scende ──> Rilascio del titolo (y_finale)

  • Esito della simulazione: Il World Model del SUE non si limita a leggere i documenti, ma simula dinamicamente le conseguenze di ogni scelta istruttoria. Se rileva che l’approvazione diretta del progetto così com’è violerebbe il piano regolatore, suggerisce modifiche prescrittive al progetto (es. “ridurre l’altezza dell’ultimo piano di 1,5 metri”) per far rientrare il progetto nella “vallata” a bassa energia (piena conformità legale).

 

Queste simulazioni palesano come per ottenere una simulazione responsabile del procedimento amministrativo in luogo di una automazione compiuta che tradisca una estromissione del soggetto umano sia necessario che quest’ultimo sia adeguatamente formato alla supervisione di scenari tecnico-amministrativi.

 

NOTA BENE: Le immagini e alcuni testi sono stati generati da Modelli Linguistici Massivi (LLM) su prompt dell’autore.

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