LA GIORNATA

Legge elettorale, maggioranza ko. Meloni: serve una riflessione

  • Rapporto Ue, Europa più vecchia e con 50 milioni di abitanti in meno nel 2100
  • Nomine, si sblocca Consob: Stazi indicato nuovo presidente
  • Oice: giugno (+90,7% sul 2025) traina la crescita dei servizi tecnici nel 1° semestre (+67,1%)
  • Fs, sale a 4,5 mld linea di credito revolving sustainability-linked

15 Lug 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

La maggioranza è stata battuta alla Camera su uno degli emendamenti più rilevanti della riforma della legge elettorale. Con voto segreto, l’Aula ha respinto per un solo voto (188 contrari e 187 favorevoli) l’emendamento presentato da Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia), che proponeva il ritorno delle preferenze per i candidati, mantenendo i capilista bloccati e consentendo fino a tre preferenze. L’esito del voto rappresenta una battuta d’arresto per il centrodestra e mette in evidenza la presenza di numerosi franchi tiratori all’interno della maggioranza. Secondo le stime circolate tra i gruppi parlamentari, sarebbero mancati almeno una trentina di voti. Nonostante l’appoggio dichiarato da tutti i partiti della coalizione e il parere favorevole espresso da governo e relatori, nel voto segreto sono venuti meno diversi consensi, determinando la bocciatura della proposta.

La votazione è arrivata al termine di una giornata caratterizzata da un’Aula insolitamente gremita, con i ministri-deputati rientrati da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri per partecipare a un passaggio ritenuto decisivo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva personalmente sostenuto l’emendamento, sfidando le opposizioni a votare a scrutinio palese. La richiesta è stata però respinta e il voto segreto ha finito per mettere in luce le divisioni interne alla maggioranza.

Dopo il risultato, il deputato di Futuro Nazionale Edoardo Ziello ha accusato Lega e Forza Italia di aver tradito Fratelli d’Italia. Il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami ha invece rivendicato l’iniziativa del partito, sostenendo che l’obiettivo era restituire agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti attraverso le preferenze. Ha inoltre criticato le opposizioni per aver chiesto il voto segreto, accusandole di non assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie scelte. Bignami ha escluso che il voto possa aprire una crisi politica, definendolo un normale incidente parlamentare e ricordando che la riforma proseguirà il suo iter. Ha inoltre evidenziato che alcuni deputati della maggioranza hanno scelto “platealmente” di non partecipare alla votazione, mentre tra gli assenti di Fratelli d’Italia figurava anche la stessa Meloni, la cui presenza, ha precisato, non era prevista.

Le opposizioni hanno interpretato la sconfitta come un segnale di forte debolezza politica del governo. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha affermato che la maggioranza ha di fatto sfiduciato sé stessa e ha chiesto l’apertura di una crisi di governo. Anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito il risultato un “voto contro l’arroganza”, accusando il governo di concentrarsi sulla legge elettorale anziché sulle priorità economiche e sociali del Paese. Schlein ha inoltre sottolineato come il cosiddetto campo largo si sia presentato compatto sul voto, mentre la maggioranza si è divisa. Sulla stessa linea Riccardo Magi di Più Europa, che ha sostenuto come il governo non disponga più di una maggioranza solida e ha invitato la presidente del Consiglio a recarsi al Quirinale. Al termine della votazione, i leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno salutato il risultato abbracciando i colleghi in Aula.

La presidente del Consiglio ha commentato la vicenda con un messaggio sui social, definendo la bocciatura “un’occasione persa per gli italiani”. “Ci abbiamo provato, ha vinto di nuovo la palude”, ha scritto, ribadendo che l’obiettivo era reintrodurre le preferenze dopo oltre trent’anni di liste bloccate. Meloni ha attribuito alle opposizioni la scelta del voto segreto, ma ha anche riconosciuto che nella maggioranza sono mancati “diversi voti”, annunciando la necessità di una riflessione politica. Ha quindi accusato le opposizioni di esultare per aver impedito ai cittadini di scegliere direttamente i propri parlamentari.

Dal centrodestra, tuttavia, prevale la linea della continuità. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito l’accaduto un “incidente di percorso”, ammettendo che “non sarebbe dovuto accadere”, ma assicurando che la legislatura proseguirà regolarmente. Anche il ministro Francesco Lollobrigida ha ridimensionato l’accaduto, sostenendo che non si tratta dell’azione di gruppi organizzati ma di un episodio circoscritto, pur lasciando intendere che eventuali conseguenze saranno valutate successivamente. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha infine ricordato che il testo dovrà comunque passare all’esame di Palazzo Madama, dove sul tema delle preferenze non è previsto il voto segreto e dove, a suo giudizio, esiste la possibilità concreta di modificare quanto deciso dalla Camera.

Nonostante la bocciatura dell’emendamento, la Camera ha successivamente respinto la richiesta delle opposizioni di sospendere l’esame della legge elettorale, consentendo così la prosecuzione dell’iter parlamentare del provvedimento.

Nomine, si sblocca lo stallo sulla Consob: Stazi indicato nuovo presidente

Si sblocca la partita delle nomine. Il Consiglio dei ministri ha avviato la procedura di nomina di Guido Stazi a presidente di Consob. Stazi, attuale segretario generale dell’Antitrust ed esperto di piattaforme elettroniche e big data alla presidenza della Commissione per i mercati e la Borsa, chiude la lunga fase di stallo, durata mesi,  a causa dei veti incrociati nella maggioranza sul successore di Paolo Savona, scaduto l’8 marzo scorso.  Dopo l’indicazione del Governo, parte l’iter per l’insediamento di Stazi. La candidatura annunciata viene sottoposta al giudizio del Parlamento per un parere obbligatorio ma non vincolante, espresso dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato. Acquisito il parere dei due rami del Parlamento, la proposta torna all’esame del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva da parte del governo. Viene quindi trasmessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri al Quirinale per la firma del decreto di nomina, che spetta al Presidente della Repubblica. Gli ultimi passaggi sono poi la registrazione del decreto da parte della Corte dei Conti e la pubblicazione del decreto di nomina sulla Gazzetta Ufficiale.
Tutto il procedimento richiede, di solito, da uno a due mesi di tempo, secondo anche il calendario e gli impegni dell’agenda parlamentare. Se c’è una forte volontà politica di accelerare i tempi, i vari passaggi della procedura possono concludersi anche in tre settimane.  Ma ci sono ora altre importanti caselle da riempire, come quella dell’Anac.  Dal 5 maggio scorso, da oltre due mesi, è inoltre scaduto il mandato di Roberto Rustichelli al vertice dell’Autorità per la concorrenza e, nel frattempo, anche quello di Pierluigi di Palma alla guida dell’Enac. Definito il vertice di Fs con la nomina di Gianpiero Strisgiuglio sarebbero invece rimandate a dopo l’estate le nomine nelle controllate ferroviarie. In Rfi è attesa una conferma per l’ad Aldo Isi. Per un nuovo ad per Trenitalia il quadro emerso dalle indiscrezioni, già da giorni, è quello di un braccio di ferro nella maggioranza, tra la Lega con il ministro di settore, Matteo Salvini, e Fdi con il ministro Francesco Lollobrigida. Le possibili soluzioni sarebbero anche in questo caso tutte interne, con l’ad di Fs Logistix Sabrina De Filippis che viene indicata come la soluzione preferita da Fdi, ed il Mit che guarderebbe con maggior favore ad una promozione interna del direttore per l’Alta velocità, Simone Gorini, o del direttore tecnico, Domenico Scida, o anche – ancora a sentire le indiscrezioni – ad un arrivo dell’attuale ad di Fs Engineering, Dario Lo Bosco.

Governo: una norma su due autoapplicativa, sbloccato il 99,3% dei fondi, cala anche stock dei decreti attuativi ereditati

Oltre la metà delle nuove norme “autoapplicative”, adottato quasi due decreti attuativi su tre – entrambi i risultati “ai massimi livelli da inizio legislatura” – e sbloccati praticamente tutti i fondi previsti. Sono i dati che vengono sottolineati nella XV Relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi del governo Meloni. Prosegue – evidenzia l’esecutivo – il percorso di semplificazione normativa e di riduzione del ricorso alla legislazione secondaria. La quota di atti legislativi di iniziativa governativa immediatamente applicabili “è salita dal 18% registrato all’avvio della legislatura al 54% al 30 giugno 2026; per i provvedimenti entrati in vigore nel secondo trimestre la percentuale raggiunge il 65,1%”. Nel nuovo monitoraggio si registra anche un “record di attività normativa con meno decreti attuativi”: tra il 1° aprile e il 30 giugno “sono entrati in vigore 43 atti legislativi, il valore più elevato dall’inizio della legislatura. Nonostante l’intensa attività normativa, sono stati previsti 53 nuovi decreti attuativi, uno dei livelli più bassi della legislatura”. Al 30 giugno 2026 “il tasso complessivo di adozione dei decreti attuativi raggiunge il 69,4%, considerando anche i provvedimenti ereditati dalla precedente legislatura: il valore più elevato dall’inizio della legislatura”. Con riferimento agli atti legislativi del Governo risultano “adottati 941 decreti attuativi su 1.408 previsti (66,8%)”. Cala di 30 unità rispetto al trimestre precedente anche lo stock complessivo dei provvedimenti ancora da adottare (si attesta a 547). Dei 403,47 miliardi di euro stanziati dagli atti legislativi approvati, “357,24 miliardi sono immediatamente fruibili grazie alle norme auto-applicative e altri 43,33 miliardi sono stati resi disponibili con l’adozione dei decreti attuativi. Al 30 giugno 2026 risultano così sbloccati 400,57 miliardi di euro, pari al 99,3% delle risorse complessivamente previste”. Con gli atti attuativi dei provvedimenti ereditati sono stati resi disponibili “ulteriori 9,62 miliardi di euro, portando a 410,19 miliardi di euro le risorse complessivamente rese utilizzabili dall’azione del governo”. I decreti attuativi collegati a risorse pari o superiori a 10 milioni di euro registrano un tasso di adozione del 76,5%, oltre 13 punti percentuali in più rispetto ai provvedimenti non associati a risorse finanziarie (63,4%). Tra i principali del trimestre l’erogazione della carta ‘Dedicata a te’ (1 miliardo di euro per il biennio 2026-2027), il riparto del Fondo enti locali per interventi nei settori sociale, culturale, sportivo e infrastrutturale (circa 136,5 milioni di euro per il biennio 2026-2027), il riparto del Fondo per le attività socioeducative a favore dei minori, che assegna ai comuni oltre 59 milioni di euro per il 2026.

Rapporto Ue, Europa più vecchia e con 50 milioni di abitanti in meno nel 2100

La popolazione dell’Ue ha raggiunto il picco e inizierà a diminuire nei prossimi decenni, mentre l’età media continuerà ad aumentare. È quanto emerge dal terzo Rapporto sulla trasformazione demografica pubblicato oggi dalla Commissione europea e redatto dal Centro comune di ricerca. Secondo le stime, gli abitanti dell’Ue passeranno dagli attuali 450,6 milioni a circa 445 milioni nel 2050, fino a scendere a 398,8 milioni entro il 2100, il che rappresenta una diminuzione complessiva di circa l’11,7%, pari ai livelli degli anni Settanta. Nello stesso periodo, quasi un europeo su tre avrà almeno 65 anni, contro uno su cinque oggi. Al contempo, gli europei vivono più a lungo che mai, con un’aspettativa di vita alla nascita che raggiungerà gli 81,5 anni nel 2024, a testimonianza dei progressi in campo sanitario, del tenore di vita e delle condizioni sociali. Entro il 2050, quasi un terzo dei residenti dell’Ue avrà 65 anni o più, rispetto a uno su cinque oggi, mentre l’aspettativa di vita potrebbe superare i 90 anni per le donne e gli 86 per gli uomini entro il 2100. Un bambino nato nell’Ue nel 2023 potrebbe aspettarsi di vivere una vita senza gravi malattie fino a 75,3 anni. Bruxelles sottolinea che l’invecchiamento della popolazione metterà sotto pressione mercato del lavoro, sistemi sanitari, assistenza e finanze pubbliche, ma evidenzia anche le opportunità legate alla cosiddetta economia della longevità, con nuovi mercati e innovazioni dedicate alla popolazione anziana. I tassi di fertilità nei Paesi dell’Ue sono diminuiti costantemente, dalla metà degli anni ’60 all’inizio del secolo. Il tasso di fertilità totale è rimasto per decenni ben al di sotto del livello di 2,1 figli per donna necessario per mantenere stabile la popolazione in assenza di migrazione.

Secondo le ultime proiezioni, l’Ue continuerà ad attrarre migranti. Tuttavia, anche una migrazione sostenuta dovrebbe essere insufficiente a compensare completamente il declino naturale della popolazione derivante dalla bassa fertilità. La migrazione può rallentare il ritmo dell’invecchiamento della popolazione, ma non può modificarne la traiettoria. La migrazione verso l’Europa influisce sulla dimensione della popolazione, ma non sulla struttura per età della popolazione nel lungo periodo.  Delle tre principali componenti demografiche, ovvero fertilità, mortalità e migrazione, la migrazione è la componente più volatile, mentre le altre due tendenze sono in movimento e stabili. Le tendenze migratorie possono cambiare più rapidamente, come abbiamo visto anche durante la pandemia di Covid-19, quando la migrazione si è effettivamente fermata. Anche i figli dei migranti adottano i modelli di fertilità del paese ospitante e, nel corso delle generazioni, vediamo che i modelli di fertilità dei migranti convergono con gli stessi modelli demografici del paese ospitante. E le ultime proiezioni demografiche di Eurostat indicano che l’Ue dovrebbe perdere, in media, 1,2 milioni di persone in età lavorativa, ovvero nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 60 anni, per ogni anno tra il 2025 e il 2050; nello scenario senza migrazione, la diminuzione annuale sarebbe di 2,4 milioni di persone.

Fitto: “possibile spostare i progetti dal Pnrr alla Coesione”

I Paesi Ue “hanno l’opportunità” di spostare progetti del Pnrr che rischiano di non essere completati entro la scadenza di agosto sulla politica di Coesione. “Gli Stati membri stanno presentando le proprie revisioni, le valuteremo. Questa è un’opportunità che c’è”. Lo ha ribadito il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, rispondendo a una domanda sulla possibilità annunciata dalla Commissione europea. “Non posso entrare nel merito”, ha aggiunto. “Se uno Stato membro presenta la richiesta di spostare queste risorse, lo può fare seguendo le linee guida che abbiamo approvato su proposta mia e del Commissario all’economia Dombrovskis a giugno 2025, dando questa opportunità agli Stati membri”.

Case green, Eurostat: +24% efficienza energetica negli ultimi 5 anni, Italia ultima in Ue

Nel 2025, il 23,9% della popolazione dell’Ue viveva in un’abitazione in cui l’efficienza energetica era stata migliorata negli ultimi 5 anni. Secondo Eurostat, le percentuali più elevate di persone che vivono in abitazioni con una maggiore efficienza energetica sono state registrate nei Paesi Bassi (60,5%), in Danimarca (34%), in Francia e in Slovenia (entrambe al 33,3%). Le percentuali più basse si sono registrate in Italia (2,6%), a Malta (7,8%) e in Grecia (9,5%). Eurostat spiega che le persone a rischio di povertà o esclusione sociale avevano meno probabilità di dichiarare di vivere in abitazioni con una migliore efficienza energetica (17,4%) rispetto a quelle non a rischio (25,6%). La differenza è risultata più marcata nei Paesi Bassi (45,3% contro 63,3%), a Cipro (16,7% contro 30,3%) e in Danimarca (22,9% contro 36,4%).

Balzo dell’export cinese a giugno, +27% su base annua

Le esportazioni della Cina hanno raggiunto a giugno il valore record di 412,39 miliardi di dollari, con una crescita del 27% rispetto allo stesso mese del 2025. Lo riferiscono i dati diffusi dall’Amministrazione generale delle Dogane. L’aumento è nettamente superiore alle attese degli analisti, che prevedevano un incremento del 18,2%, e rappresenta l’espansione più sostenuta da febbraio. Nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni cinesi hanno raggiunto complessivamente 2.120 miliardi di dollari, in crescita del 17,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il gigante asiatico registra un surplus commerciale record di 125,62 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 113,89 miliardi dello stesso mese del 2025 e oltre le attese degli analisti, ferme a 121 miliardi.

Euro digitale: sette istituti italiani parteciperanno al progetto pilota dell’Eurosistema

Sette prestatori di servizi di pagamento italiani sono stati selezionati per partecipare al progetto pilota dell’Eurosistema sull’euro digitale, che coinvolgerà 36 operatori dell’area dell’euro. Si tratta di Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Isybank, Nexi Payments, Numia, Poste Italiane e UniCredit. La nutrita partecipazione italiana testimonia, sottolinea la Banca d’Italia, il significativo interesse del mercato nazionale per il progetto e riflette la varietà dell’ecosistema dei pagamenti in Italia. La selezione include infatti operatori rappresentativi delle diverse componenti del settore, contribuendo a garantire un contesto di sperimentazione ampio, diversificato e in grado di valorizzare una pluralità di modelli operativi e di servizio. Il progetto pilota prenderà avvio nella seconda metà del 2027 e avrà una durata di dodici mesi. Nel corso della sperimentazione sarà testata una versione “beta” dell’euro digitale, con l’obiettivo di verificarne le funzionalità tecniche, i processi operativi e l’esperienza d’uso. L’iniziativa rappresenta un passaggio fondamentale del percorso preparatorio all’eventuale introduzione dell’euro digitale e contribuirà a perfezionarne il disegno e le modalità di utilizzo. La decisione finale sull’emissione sarà assunta dal Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea una volta completato il processo legislativo. Nell’ambito del progetto, i prestatori di servizi di pagamento selezionati collaboreranno con la Banca d’Italia e con la Banca Centrale Europea per sperimentare l’utilizzo dell’euro digitale in un ambiente controllato. Le attività coinvolgeranno un numero limitato di utenti ed esercenti e consentiranno di testare diverse modalità di pagamento, sia online che offline, nonché i processi di integrazione con i servizi di pagamento esistenti.

“La partecipazione al progetto pilota di un’ampia e rappresentativa platea di operatori italiani, espressione delle diverse realtà attive nel settore, conferma il contributo che il sistema nazionale dei pagamenti può offrire allo sviluppo dell’euro digitale. Testimonia, inoltre, l’attenzione e l’impegno con cui gli operatori italiani si stanno preparando a questa importante evoluzione. La fase di sperimentazione rappresenterà una preziosa occasione di confronto e collaborazione tra il mercato e l’Eurosistema e consentirà di maturare esperienze utili in vista delle successive tappe del percorso verso l’eventuale introduzione dell’euro digitale”, ha dichiarato Chiara Scotti, Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia e membro della High-Level Task Force dell’Eurosistema sull’euro digitale.

Pa, Zangrillo: con il Pnrr profonda trasformazione nella formazione, da 6 ore per dipendente nel 2022 a 40

“La formazione è lo strumento principale attraverso cui valorizzare le persone e migliorare la qualità dei servizi pubblici. Persone più preparate, consapevoli e motivate significano amministrazioni più efficienti”. Lo ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenendo oggi a Palazzo Wedekind, a Roma, all’evento “Crescere nella PA: persone, formazione e risultati”, promosso dal Dipartimento della funzione pubblica. Nel corso dell’incontro il ministro ha evidenziato come il PNRR abbia consentito di avviare una profonda trasformazione nella Pubblica amministrazione anche sul fronte della formazione. “Abbiamo raggiunto tutti i target e le milestone previste. Adesso è il momento di misurare l’impatto delle iniziative realizzate e capire come queste stiano migliorando il lavoro delle amministrazioni”. Zangrillo ha ricordato i principali risultati conseguiti sul fronte della formazione. “In poco tempo siamo passati da appena 6 ore di formazione per dipendente registrate nel 2022 a 40”. Tutto questo è stato possibile con il potenziamento di Syllabus, il portale accessibile a tutti i dipendenti pubblici, ai Poli formativi territoriali, veri e propri hub istituiti nelle Regioni e ai percorsi di alta formazione dedicati al rafforzamento delle capacità manageriali e umanistiche come Essere PA, Leadership e performance e Data Academy. Particolare attenzione è stata dedicata alla legge sul merito, che introduce nuovi percorsi di crescita professionale basati sui risultati raggiunti. “Abbiamo bisogno di leader capaci di valorizzare le persone, incentivare la formazione e accompagnare il cambiamento. Il nostro obiettivo è costruire una Pubblica amministrazione in cui la crescita delle persone si traduca in risultati concreti per la collettività”, ha concluso il ministro.

Rinnovabili, Ember: a giugno per la prima volta solare ha fornito 25% energia Ue

Per la prima volta in assoluto, lo scorso giugno l’energia solare ha fornito un quarto dell’elettricità dell’Ue. A giuugno il solare ha generato un record di 52 TWh di elettricità nell’Ue, rappresentando il 25% della produzione mensile dell’Unione. Secondo l’ultima analisi di Ember, questo dato ha superato il precedente record mensile del solare, pari a 47 TWh (23%), registrato nel maggio 2026. L’energia solare è stata la principale fonte di energia dell’Ue nel mese, davanti al nucleare (21%), al gas (15%), all’eolico (14%) e all’idroelettrico (12%), mentre il carbone ha generato solo l’8%. Questo è solo il terzo mese in cui l’energia solare è stata la principale fonte di energia dell’Ue, dopo giugno 2025 e maggio 2026. La produzione solare record in tutta Europa ha coinciso con una domanda estiva di energia relativamente elevata, determinata in parte dal fabbisogno di raffreddamento dovuto a ondate di calore da record. L’energia solare ha contribuito a sostenere l’approvvigionamento energetico mentre altre fonti faticavano a produrre in condizioni di caldo e assenza di vento. “Questo traguardo fa seguito a un periodo di crescita estremamente rapida negli ultimi cinque anni”, spiega Ember. Nel giugno del 2021, l’energia solare generava appena il 10% dell’energia elettrica (21 TWh). Tra il 2021 e il 2025, l’energia solare è cresciuta di oltre un quinto ogni anno nell’UE: la crescita più rapida tra tutte le fonti energetiche. Ciò è dovuto principalmente al ritmo sostenuto delle installazioni, con 65,1 GW di nuova capacità installata nel 2025. La crescita del solare è evidente in tutti gli Stati membri dell’Ue. Finora, nel 2026, diciotto paesi dell’Ue hanno raggiunto nuovi record mensili per la percentuale di energia prodotta dal solare.

Energia, ricerca PoliTo-Wind Europe per lo sviluppo dell’eolico offshore nel Mediterraneo

Un nuovo studio realizzato dal Politecnico di Torino, attraverso il gruppo di ricerca MOREnergy Lab, e da WindEurope, principale associazione europea per l’energia eolica, individua le priorità operative per accelerare lo sviluppo dell’eolico offshore nel Mediterraneo. Pubblicato sulla rivista Renewable and Sustainable Energy Reviews, l’articolo dal titolo “Potentials and challenges of floating wind in the Mediterranean Sea: a joint industrial and academic perspective”, firmato da Ardemia Acampora, Bruno Paduano, Riccardo Longo, Enrico Giglio, Alexandre Fremaux, Lizet Ramirez, Vasiliki Klonari e Giuliana Mattiazzo, analizza le condizioni necessarie per trasformare il potenziale dell’eolico offshore in progetti concretamente realizzabili e sostenibili dal punto di vista economico. Il lavoro nasce dalla collaborazione diretta tra ricerca e industria, integrando la prospettiva accademica del Politecnico di Torino con la visione di sistema di WindEurope, e con i contributi e le priorità emerse dal mondo industriale. L’obiettivo è mettere a disposizione dei decisori politici e degli operatori del settore elementi di analisi ed evidenze per rafforzare la competitività dell’eolico offshore in Europa. Dallo studio emerge che la stabilità e la chiarezza del quadro regolatorio – in particolare per quanto riguarda autorizzazioni, aste e accesso alla rete – sono determinanti tanto quanto la maturità tecnologica dei progetti. Tempi procedurali più prevedibili e strumenti capaci di ridurre il rischio sono infatti condizioni essenziali per attrarre investimenti. Parallelamente, infrastrutture e filiera industriale sono decisive: servono porti adeguati, capacità produttiva, logistica e competenze specializzate per realizzare gli impianti su scala industriale. Un ulteriore elemento, centrale per lo sviluppo del settore, riguarda la rete elettrica. Gli impianti offshore naturalmente necessitano del collegamento alla terraferma e di essere integrati nel sistema energetico in modo efficiente: la disponibilità di connessioni adeguate e la capacità della rete incidono infatti direttamente su tempi, costi e fattibilità economica dei progetti. Infine, sostenibilità ambientale e accettabilità sociale si confermano componenti strutturali della fattibilità dei progetti: lo studio sottolinea l’importanza di integrare tutele ambientali, attività di monitoraggio e dialogo con i territori sin dalle prime fasi di sviluppo. Il lavoro mira a sostenere una crescita credibile e realizzabile dell’eolico offshore nel Mediterraneo, favorendo un maggiore allineamento tra politiche pubbliche, scelte industriali e priorità tecniche in un’area strategica per la sicurezza energetica e la competitività europea.

“Lo sviluppo dell’eolico offshore galleggiante nel Mediterraneo rappresenta una sfida industriale e strategica. Questo studio conferma che la questione non riguarda soltanto la disponibilità della tecnologia, ma la capacità di costruire le condizioni perché il potenziale esistente possa tradursi in progetti realizzabili, sostenibili e competitivi. Servono pianificazione, regole chiare, infrastrutture portuali, competenze e una filiera industriale in grado di crescere insieme ai progetti. In questa prospettiva, il lavoro con WindEurope e il confronto con gli operatori del settore confermano il ruolo della ricerca universitaria come spazio di integrazione tra analisi scientifica, visione industriale e un contributo informato al dibattito pubblico e alle decisioni strategiche. Per il Politecnico di Torino, attraverso il MOREnergy Lab e l’Energy Center, l’eolico offshore è un ambito strategico in cui contribuire allo sviluppo di conoscenza, strumenti e valutazioni utili a rafforzare la competitività del sistema energetico e industriale italiano ed europeo”, dichiara Giuliana Mattiazzo, docente del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale-DIMEAS del Politecnico di Torino, componente dell’Energy Center Lab e co-autrice dello studio. “L’eolico offshore galleggiante può svolgere un ruolo importante nello sbloccare il potenziale delle energie rinnovabili offshore del Mediterraneo. Questa analisi congiunta dimostra che la tecnologia è solo una parte dell’equazione: quadri normativi prevedibili, una pianificazione coordinata della rete, infrastrutture portuali adeguate e la preparazione della catena di approvvigionamento sono tutti elementi essenziali per rendere i progetti credibili, finanziabili e realizzabili. WindEurope è lieta di aver contribuito a questo lavoro insieme al Politecnico di Torino, fornendo approfondimenti basati su dati concreti per la prossima fase di sviluppo dell’eolico offshore nel Mediterraneo”, afferma Malgosia Bartosik, Deputy CEO di WindEurope.

Fibercop: Lasorella, centrale garantire a operatori condizioni non discriminatorie

FiberCop “e’ stata qualificata come operatore attivo esclusivamente all’ingrosso (wholesale only), titolare dell’infrastruttura di accesso in rame e fibra. L’analisi ha confermato una maggiore estensione delle aree pienamente concorrenziali, nelle quali non e’ piu’ necessario applicare regole preventive. Nelle restanti aree, FiberCop e’ stata confermata come operatore con significativo potere di mercato, ma gli obblighi sono stati rimodulati prevedendo, conformemente alle prescrizioni europee, obblighi di accesso, non discriminazione e prezzi equi e ragionevoli”. Lo afferma Giacomo Lasorella, presidente di Agcom, nella relazione al Parlamento. “L’Autorita’ sta valutando in questi giorni la prima applicazione di questa disciplina. Resta centrale l’esigenza di garantire agli operatori condizioni tecniche ed economiche trasparenti e non discriminatorie, anche con il supporto dell’Organo di Vigilanza”. Il tema dovrebbe andare a breve all’esame del consiglio dell’Autorita’ dopo la denuncia degli operatori alternativi sui listini prezzi proposto da Fibercop.

Aeroporti, nuovo terminal di aviazione generale all’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi, 14,2 mln di investimento

Un’infrastruttura moderna, sostenibile e progettata per accompagnare la crescita del territorio: è stato inaugurato ieri il nuovo Terminal di Aviazione Generale dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento, realizzato in due anni grazie a un investimento complessivo di 14,2 milioni di euro, con lavori affidati al raggruppamento temporaneo di imprese Iterga-Ellemme. La struttura, progettata per accogliere fino a 1,5 milioni di passeggeri, si sviluppa su una superficie complessiva di 2.000 metri quadrati ed è già operativa per i voli di aviazione generale. A partire da novembre 2026, in occasione della chiusura programmata dell’Aeroporto di Napoli per gli interventi di riqualificazione della pista di volo, il terminal ospiterà anche i voli commerciali. Il terminal è dotato di un impianto fotovoltaico che, a regime, coprirà circa il 40% del fabbisogno energetico dell’edificio. Per sostenere lo sviluppo dell’aviazione generale e offrire servizi dedicati a una clientela internazionale di fascia alta, Gesac ha costituito nel 2025 Aviagold, nata con l’obiettivo di offrire servizi altamente specializzati per l’aviazione privata. “Con il nuovo Terminal di Aviazione Generale – ha spiegato Roberto Barbieri, amministratore delegato di Gesac – compiamo un ulteriore passo nel percorso di sviluppo dell’Aeroporto di Salerno, dotando il territorio di un’infrastruttura moderna, efficiente e sostenibile, pensata per rispondere alle esigenze di un segmento di traffico ad alto valore aggiunto che da sempre sceglie Salerno come porta di accesso privilegiata verso alcune delle destinazioni turistiche più prestigiose del mondo. Si tratta di un investimento strategico che contribuirà a generare importanti ricadute economiche e occupazionali, rafforzando la competitività dell’intero sistema aeroportuale campano. Per valorizzare appieno le potenzialità di questo mercato abbiamo inoltre costituito una società ad hoc, Aviagold, che offrirà servizi altamente specializzati dedicati all’aviazione privata”. Secondo Andrea Prete, presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno, “l’ente ha investito per decenni risorse importanti nell’aeroporto. Abbiamo varato il nuovo piano strategico per trasformare la provincia in una destinazione competitiva a livello globale e inoltre abbiamo già deliberato uno stanziamento di 2 milioni di euro per il biennio 2026-2027 destinato alla promozione e al co-marketing turistico, coinvolgendo direttamente le compagnie aeree”. All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri: il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il direttore Territoriale Campania di Enac Carlo Marfisi, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, il presidente Gesac, Carlo Borgomeo.

Porti, Uiltrasporti: no alla Spa, serve un ente pubblico. Tutelare i lavoratori e le risorse

“Siamo fortemente contrari all’istituzione della S.p.a. Porti d’Italia e non possiamo in alcun modo condividere una riforma che non da garanzie per i lavoratori e per la salvaguardia del contratto nazionale”. Lo affermano  in una nota il segretario generale Marco Verzari e il segretario nazionale Roberto Gulli della Uiltrasporti commentando il disegno di legge di riforma della governance portuale, attualmente all’esame del Parlamento. “Pur ritenendo necessario aggiornare alcuni aspetti della Legge 84/94 per affrontare le nuove sfide della logistica e della competitività internazionale, riteniamo che il testo oggi in discussione possa stravolgere il senso alla base della legge, alterando profondamente gli equilibri sui quali si fonda il sistema portuale italiano, senza offrire adeguate garanzie ai lavoratori e alle Autorità di Sistema Portuale. Bisogna continuare a preservare – proseguono Verzari e Gulli – la natura pubblicistica dei porti e per questo motivo siamo fortemente convinti che le AdSP debbano essere coordinate da un soggetto pubblico che possa tutelare le lavoratrici e i lavoratori dei porti. Ci auguriamo che il Parlamento, anche con il coinvolgimento delle parti sociali, modifichi profondamente il testo del disegno di legge, garantendo la natura pubblicistica delle Autorità di Sistema e introducendo anche alcune garanzie irrinunciabili: la piena tutela dei lavoratori delle Autorità di Sistema Portuale; la salvaguardia integrale del trattamento economico e normativo, compresa la contrattazione di secondo livello; il riconoscimento esplicito del CCNL dei Porti quale contratto di riferimento per tutte le attività svolte dalla nuova società; il mantenimento di adeguate risorse finanziarie in capo alle Autorità di Sistema Portuale affinché possano continuare a investire nello sviluppo dei porti, nel sostegno al lavoro portuale e all’occupazione”.

“Continueremo a vigilare con attenzione – conclude la nota dei due Segretari della Uiltrasporti – sull’iter della riforma, avanzando proposte emendative e promuovendo il confronto con le istituzioni affinché la riforma possa davvero centrare l’obiettivo di rafforzare ancora di più uno dei sistemi fondamentali per l’economia del nostro Paese come quello portuale”.

Immobiliare, Ryze firma un accordo per l’acquisizione di Krata, avanti sul mercato spagnolo

Il Gruppo Ryze sostenuto da AnaCap, leader nella consulenza Real Estate e nella gestione integrata di servizi immobiliari, ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione di Krata Sociedad de Tasación S.A., società spagnola specializzata in valutazioni immobiliari, advisory tecnica e servizi di perizia. Il completamento della transazione rappresenterà una tappa strategica nel percorso di internazionalizzazione di Ryze consentendo al Gruppo di stabilire una presenza diretta nella penisola iberica e di rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento in uno dei contesti immobiliari più dinamici d’Europa.
Fondata oltre quaranta anni fa, Krata è oggi una delle principali società operanti nel settore delle valutazioni in Spagna, grazie a una consolidata esperienza nella stima di portafogli immobiliari, asset residenziali, commerciali, logistici e terziari, nonché di patrimoni complessi e operazioni legate al settore finanziario. La società è presente sul territorio con sedi a Madrid, Barcellona, Siviglia e Valencia, ed è supportata da oltre 80 dipendenti e da un network di circa 400 professionisti. Ad oggi, Krata ha costruito una solida reputazione sul mercato affermandosi come partner di riferimento per istituti finanziari, investitori, clienti corporate ed enti pubblici. Nel 2025 ha registrato ricavi superiori a circa 10 milioni di euro, consolidando ulteriormente la propria posizione nel settore.
Questa operazione si inserisce nel piano di sviluppo promosso dai Partner di RYZE Emanuele Bellani, Paolo Datti e Paolo Perrella, con il supporto di AnaCap, azionista di maggioranza del Gruppo, e rappresenta un ulteriore determinante passo nella strategia di crescita per linee esterne avviata da RYZE con l’obiettivo di costruire una piattaforma Real Estate integrata a livello europeo.

Dal 2024 a oggi il Gruppo ha completato sette acquisizioni, sviluppando un modello di aggregazione fondato sull’integrazione di operatori altamente specializzati, sulla valorizzazione delle competenze locali e sulla costruzione di una piattaforma internazionale capace di offrire servizi immobiliari ad alto valore aggiunto e sotto un’unica regia. Tale percorso è stato recentemente rafforzato dalle acquisizioni di VSA Property e SOLIA Paref in Francia, che hanno contribuito all’espansione del network europeo del Gruppo. A seguito del perfezionamento dell’operazione, Krata diventerà il punto di riferimento per lo sviluppo delle operazioni di Ryze nella penisola iberica. L’obiettivo strategico è valorizzare le sinergie tra le competenze della società e le capacità operative del Gruppo, favorendo la crescita organica del business, il consolidamento delle relazioni con gli operatori chiave del settore e l’ampliamento progressivo dell’offerta di servizi al mercato. La strategia prevede inoltre la valutazione di ulteriori opportunità di acquisizioni in grado di accelerare lo sviluppo in tutta la regione. Nel contesto del processo di integrazione, KRATA continuerà a fare leva sull’esperienza e sul know-how dell’attuale management team guidato da Iñigo Amiano Bergara, partner & chairman, e da Javier Anaya Mohino, ceo, che manterranno un ruolo centrale nello sviluppo industriale della società e nell’attuazione del piano di crescita nella penisola iberica. Il perfezionamento dell’acquisizione resta subordinato al verificarsi delle consuete condizioni sospensive previste per operazioni di questa natura, inclusa la non opposizione da parte della Banco de España.

Oice: giugno (+90,7% sul 2025) traina la crescita dei servizi tecnici nel 1° semestre (+67,1%). Lupoi: attuare i principi del codice sull’equilibrio contrattuale e rendere il Piano casa attuabile.

L’aggiornamento dell’Osservatorio OICE/Informatel sul mercato dei servizi tecnici pare confermare, anche a giugno, un’importante crescita del valore delle gare sul lungo periodo. Infatti, il valore dei bandi pubblicati nel primo semestre dell’anno, ottenuto sommando l’importo delle gare per servizi di ingegneria (1.504,4 mln) al valore della progettazione esecutiva compresa negli appalti integrati (158,4 mln), raggiunge l’importo complessivo di 1.662,8 mln, con un +67,1% nel raffronto con il primo semestre del 2025. Si conferma il trend positivo del mercato degli accordi quadro: +44,7% sul primo semestre 2025, con un picco del 94,4% a giugno. In aumento il volume delle procedure in PPP (+153,0% sui primi 6 mesi del 2025). Di Consip (accordo quadro da 58 mln.) e dell’ASL Alessandria (21.6 mld.) le gare di maggiore rilievo

Anche sulla base dei dati raccolti durante l’anno appena trascorso e dalle  analisi del mercato condotte nel periodo 2018-2024, con il mese di giugno continua a trovare conferma un quadro apparentemente molto positivo: dal confronto con il valore dei bandi dei primi sei mesi dal 2018 al 2026, quello dell’anno in corso posiziona il valore dei bandi al terzo posto dopo il picco del 2023 e del 2022.

“Molto positivo – commenta i dati il Presidente OICE, Giorgio Lupoi – l’andamento dell’ultimo mese che consolida il valore della domanda
di ingegneria e architettura, anche della sola progettazione, collocandosi al terzo posto dal 2018 ad oggi, dopo il boom Pnrr del 2023 e 2024. Siamo convinti che se si riuscissero ad individuare le soluzioni normative all’avvenuta abrogazione del diritto di prelazione, anche il PPP, comunque in recupero sui mesi precedenti, potrebbe contribuire al rilancio di un settore, soprattutto nelle aree urbane, che comunque in prospettiva qualche assestamento lo subirà. Rimane sempre in piedi la necessità di incidere sul piano delle regole correggendo o cercando di limitare alcune storture che ancora pesano fortemente sugli operatori del settore: dai parametri ministeriali non aggiornati che rendono di default non equo il compenso e che dovrebbero essere rivisti a tutto tondo, al problema dei contratti a corpo usati in modo vessatorio e al tema degli accordi quadro che a volte rimangono sulla carta vanificando gli sforzi organizzativi ed economici degli affidatari.”

Fs amplia a 4,5 miliardi la linea di credito revolving sustainability-linked

Ferrovie dello Stato “ha perfezionato l’ampliamento della propria Sustainability-Linked Revolving Credit Facility, il cui importo complessivo passa da 3,5 a 4,5 miliardi di euro, mantenendo invariata la scadenza prevista a giugno 2027 ed i lender coinvolti”. L’incremento dell’importo – spiega Fs con una nota – “è finalizzato a supportare le ordinarie esigenze di liquidità del gruppo FS, incluse le attività di finanziamento infragruppo, e a rafforzare ulteriormente la flessibilità della struttura finanziaria a sostegno del piano di investimenti”. Il pool di finanziatori è composto da Bnp Paribas, Bper, CaixaBank, Cassa Depositi e Prestiti, Crédit Agricole Cib, Crédit Agricole Italia, Ing, Intesa Sanpaolo (divisione Imi Cib) e UniCredit.  A commentare la nomina del neo ad di F, GianPiero Strisciuglio, è stato Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo. Strisciuglio “è un manager che, anche in virtù dell’esperienza alla guida di Trenitalia e Rfi, conosce da vicino tutte le grandi aree strategiche del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane”, dice. “Confindustria – prosegue – considera il trasporto ferroviario un moltiplicatore di crescita per il Paese e una precondizione per la coesione sociale: per queste ragioni a Gianpiero Strisciuglio, con il quale abbiamo già collaborato proficuamente sia nei diversi ruoli all’interno del gruppo sia come presidente di Agens, vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro”, ha concluso Destro.

Il gruppo Hera acquisisce il 70% di Kronos Polymer Polska

Il gruppo Hera rafforza la sua leadership nella rigenerazione delle plastiche acquisendo il 70% di Kronos Polymer Polska. L’accordo vincolante è stato stipulato dalla controllata polacca Aliplast Polska per l’acquisto della nuova società che sarà costituita mediante scissione da Kronos Polymer, operatore polacco attivo nel riciclo e nella lavorazione di polietilene.
In particolare, Kronos Polymer opera in un sito industriale completato a fine 2022 e operativo dal primo trimestre 2023, a Gniew (Pomerania, Polonia), a circa 300 chilometri dalla filiale di Aliplast Polska a Tuszyn. Nella newco oggetto dell’operazione confluirà un impianto dotato di una linea completa di selezione, macinazione e lavaggio di polietilene con una capacità produttiva installata di 12.000 tonnellate annue, che consentirà ad Aliplast di ampliare progressivamente anche il mercato locale, effettuando in loco il riciclo e la rigenerazione ottimizzando così i flussi e la logistica.
Grazie a questa operazione e ad altri progetti in corso di realizzazione, come l’impianto per il riciclo delle plastiche rigide a Modena e il nuovo impianto per il riciclo PE-LD a Borgolavezzaro (Novara), spiega Hera, saranno così ulteriormente potenziate le sinergie industriali già esistenti all’interno del Gruppo Hera e la controllata Aliplast potrà incrementare la flessibilità di riciclo, arrivando a raddoppiare la propria capacità e superando le 210.000 tonnellate annue.

Fincantieri firma il protocollo sull’innovazione tecnologica

La recente firma del protocollo sull’innovazione tecnologica è il risultato di un confronto positivo e costruttivo con le Segreterie Nazionali di Fim, Fiom e Uilm e il coordinamento nazionale Fincantieri. Il negoziato ha definito, in modo condiviso, le modalità con cui avviare sperimentazioni in ambito tecnologico, valorizzando il contributo delle parti sociali e rafforzando il percorso di innovazione dell’azienda. L’obiettivo è favorire digitalizzazione e intelligenza artificiale secondo un modello che promuova il contributo ed il coinvolgimento delle persone. Lo riporta Fincantieri in una nota confermando la strategicità dell’ innovazione, che va “guidata da un approccio etico, responsabile e sostenibile”. Fincantieri parla dunque di “un percorso capace di migliorare le condizioni di lavoro, innalzare i livelli di sicurezza e contribuire alla competitività del sistema produttivo”.
Secondo Luciano Sale, direttore human resources and real estate di Fincantieri, questo protocollo è “un passaggio importante nel percorso di sviluppo di Fincantieri e conferma la capacità dell’azienda di affrontare le sfide legate all’innovazione anche attraverso un confronto aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali”. Per il manager, “la digitalizzazione e l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche rappresentano leve strategiche per la competitività e la crescita del Gruppo e, per generare valore, devono essere accompagnate da un approccio responsabile, sostenibile e attento alle persone”.

Maire completa con successo il collocamento di un top-up di 115 mln del finanziamento Schuldschein Sustainability-Linked

Maire ha completato con successo il collocamento del top-up da 115 milioni di euro del finanziamento Schuldschein Sustainability-Linked, inizialmente collocato il 20 aprile 2026 per un importo di 185 milioni. L’operazione porta l’ammontare complessivo del finanziamento a €300 milioni, in linea con l’opzione di incremento prevista al momento del lancio. Come precedentemente annunciato, il finanziamento senior unsecured è composto da due tranche con scadenze a tre e cinque anni, entrambe a tasso variabile. Il margine applicato sull’Euribor a 6 mesi, è pari rispettivamente all’1,50% e all’1,70%. Inoltre, il pricing è collegato al raggiungimento di specifici obiettivi di decarbonizzazione, in conformità con il Sustainability-Linked Financing Framework adottato nell’ottobre 2025. I proventi saranno destinati al sostegno del fabbisogno finanziario della società, nonché al rimborso anticipato di linee di finanziamento esistenti. Il finanziamento è stato collocato presso banche e istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, prevalentemente europee e asiatiche, il private placement è regolato dalla legge tedesca. BNP Paribas, BPER – Corporate & Investment Banking Division, Commerzbank Aktiengesellschaft, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, Intesa Sanpaolo (IMI CIB Division), UniCredit Bank GmbH hanno agito in qualità di arranger. Crédit Agricole Corporate and Investment Bank ha agito da sustainability coordinator e UniCredit Bank GmbH come paying agent.

Mariano Avanzi, cfo di MAIRE, ha commentato: “Siamo lieti di annunciare il successo del collocamento del top-up dello Schuldschein Sustainability-Linked, che porta l’ammontare complessivo dell’operazione a €300 milioni, il massimo previsto al momento del lancio. Questo risultato testimonia ancora una volta la fiducia degli investitori nella solidità finanziaria del Gruppo e nel percorso di crescita sostenibile intrapreso da MAIRE. L’operazione ci consente inoltre di proseguire nell’ottimizzazione della struttura finanziaria, estendendo il profilo delle scadenze, riducendo il costo medio del debito e mantenendo elevata flessibilità finanziaria a supporto delle nostre priorità strategiche.”

Vexuvo e UniCredit chiudono un’operazione di project finance da oltre 39 milioni di euro per quattro impianti agrivoltaici

Sostenere la crescita e l’innovazione nel settore delle energie rinnovabili e accelerare sulla transizione energetica, per poter contribuire all’indipendenza energetica dell’Italia. È questo l’obiettivo di vexuvo, operatore nazionale attivo nello sviluppo, progettazione, costruzione e gestione di impianti agrivoltaici e di accumulo, che ha perfezionato con UniCredit un’operazione di project finance del valore complessivo di 39.3 milioni di euro, finalizzata alla realizzazione di quattro impianti agrivoltaici con una capacità installata complessiva di circa 33 MW, distribuiti tra Puglia (circa 12 MW), Calabria (circa 9,2 MW) e Veneto (circa 11,8 MW). L’operazione rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita della società e consentirà di accelerare la realizzazione di nuovi impianti in grado di coniugare la produzione di energia da fonti rinnovabili con la continuità dell'attività agricola, contribuendo alla transizione energetica e allo sviluppo sostenibile dei territori.

“Questa operazione rappresenta un traguardo strategico per vexuvo e conferma la fiducia che il sistema finanziario ripone nella qualità della nostra pipeline e nella capacità di trasformare i progetti in infrastrutture concrete”, dichiara Andrea Cristini, CEO e Co-Founder di vexuvo. “Grazie al supporto di UniCredit acceleriamo la realizzazione di quattro nuovi impianti agrivoltaici che contribuiranno non solo ad aumentare la produzione di energia rinnovabile, ma anche a generare valore duraturo per i territori. Crediamo che la transizione energetica debba tradursi in un’opportunità concreta di sviluppo per le comunità locali, creando infrastrutture che convivono con l’attività agricola, attraggono investimenti e producono benefici ambientali, economici e sociali. È questa la visione che guida la crescita di vexuvo e che continuerà a orientare il nostro piano di  sviluppo nei prossimi anni”.  L’operazione si inserisce in un percorso di crescita che, in soli tre anni di attività, ha portato vexuvo a costruire una pipeline di circa 3 GW, composta da oltre 800 MW di progetti agrivoltaici e 2,2 GW di progetti Battery Energy Storage System (BESS), affermandosi tra gli operatori più dinamici nel settore della transizione energetica. Il 2025 ha rappresentato un anno di forte consolidamento del piano industriale della società. vexuvo ha perfezionato un accordo con un primario operatore internazionale per la cessione di 1,5 GW di progetti di storage, di cui 364 MW già autorizzati, e ha registrato un significativo avanzamento della propria pipeline agrivoltaica, ottenendo l’autorizzazione per circa 100 MW di nuovi impianti, 30 MW dei quali attualmente in costruzione. A questi si aggiungono autorizzazioni ambientali per ulteriori 190 MW, il parere favorevole della Commissione Tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per circa 140 MW di ulteriori progetti. La società è stata inoltre protagonista delle principali procedure competitive del settore, aggiudicandosi 64 MW nell’ambito del bando Agrivoltaico Avanzato, 14 MW nell'ambito del FER X Transitorio e 47 MW nell'ambito del FER X NZIA, confermando la competitività della propria piattaforma di sviluppo. «L’elemento distintivo di questa operazione è la qualità del lavoro di progettazione che la sostiene», dichiara Filippo Fontana, COO di vexuvo. «Ciascuno dei quattro impianti è stato sviluppato come un progetto unico, con soluzioni tecniche studiate in funzione delle caratteristiche del territorio. L’obiettivo non è solo la realizzazione di un impianto di produzione energetica, ma è la progettazione di un’infrastruttura capace di integrarsi con il contesto agricolo, preservandone la produttività e valorizzandone le peculiarità. La fase di costruzione seguirà lo stesso approccio: massima attenzione alla qualità esecutiva, al rispetto delle tempistiche e al dialogo con tutti gli stakeholder coinvolti, affinché ogni progetto rappresenti un esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica e agricoltura”. “Per UniCredit, accompagnare vexuvo significa contribuire alla realizzazione di impianti nei quali la generazione di energia rinnovabile non sottrae valore all’agricoltura ma viene progettata per convivere con essa. In Puglia, Calabria e Veneto, dove il potenziale energetico si innesta su filiere agricole rilevanti, questa integrazione può attivare investimenti, competenze e nuove prospettive di sviluppo per le economie locali. Il project finance è lo strumento più adatto quando dietro la crescita ci sono asset concreti, un impianto progettuale solido e flussi finanziari sostenibili nel tempo”, dichiara Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di UniCredit. Con una capacità complessiva di circa 33 MW, i quattro impianti rafforzeranno il portafoglio di vexuvo nel settore delle energie rinnovabili e contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, promuovendo un modello di sviluppo che integra produzione energetica e attività agricola.

Sgi ottiene la certificazione ‘Leed Gold’

Società Gasdotti Italia (SGI), azienda leader nel trasporto del gas naturale, ha ottenuto la certificazione “LEED Gold” per la nuova sede di Frosinone consolidando il proprio percorso di integrazione dei criteri ambientali nella progettazione e gestione degli edifici, con uno dei più importanti riconoscimenti internazionali per l’edilizia sostenibile. Con un punteggio complessivo di 66 su 110, SGI conferma il percorso di miglioramento continuo che ha intrapreso negli ultimi anni sul fronte ambientale, sociale e di governance. Nel dettaglio, SGI ha ottenuto 25 punti, sui 33 disponibili, nell’area Energy & Atmosphere di cui 18 (punteggio massimo) per l’efficienza energetica e 3 (su 3) per la produzione di energia rinnovabile. Altro elemento distintivo è rappresentato dalla categoria Innovation, dove è stato totalizzato il massimo punteggio (6 su 6). Tra le voci premiate c’è l’implementazione di un sistema di illuminazione full LED, l’utilizzo di materiali a basse emissioni e la gestione sostenibile dell’acqua. In relazione a quest’ultima voce, SGI ha totalizzato 8 punti su 11 per le prestazioni eccellenti nella gestione delle risorse idriche, con una riduzione del consumo di acqua per uso interno pari al 75%, che le è valso il riconoscimento di Exemplary Performance nella sezione Innovazione.
“Il risultato ottenuto con la certificazione LEED Gold rappresenta un importante riconoscimento per SGI e conferma l’impegno costante per l’innovazione sostenibile delle nostre infrastrutture”, ha commentato Anne Petrarque, CFO di SGI. “La nuova sede di SGI, nata dalla ristrutturazione dell’edificio storico e dal nuovo ampliamento e inaugurata lo scorso novembre, è stata progettata secondo criteri avanzati di efficienza energetica e performance ambientale che riflette l’integrazione strutturata di criteri ambientali, sociali e di governance nei processi aziendali”.

Datrix: con Femo Gas accordo per Ai in impianti produzione metano

Datrix ha avviato un accordo quadro tra Aramix, company del gruppo Datrix specializzata nello sviluppo di soluzioni di Intelligenza Artificiale per il mondo industriale, e Femo Gas, realta’ di riferimento nella progettazione e gestione di impianti per la produzione di biometano, finalizzato allo sviluppo di una piattaforma intelligente per il monitoraggio, l’ottimizzazione e il supporto operativo degli impianti di produzione di biometano. L’obiettivo, spiega una nota, e’ la creazione di un asset tecnologico per Femo Gas, capace di capitalizzare il patrimonio informativo degli impianti e trasformarlo in modelli, strumenti e conoscenza operativa a supporto della gestione industriale in modo da trasformare il patrimonio informativo degli impianti in insight operativi utili per migliorare continuita’ produttiva, efficienza e capacita’ di intervento. La finalita’ del progetto e’ duplice: da un lato massimizzare l’efficienza produttiva degli impianti, ottimizzando in modo dinamico i parametri operativi e la dieta del digestore; dall’altro ridurre i fermi non pianificati grazie a strumenti predittivi capaci di individuare anomalie, stimare il rischio di guasto e supportare interventi manutentivi piu’ tempestivi e mirati.

Stadio della Roma, il 27 luglio al via la conferenza dei servizi decisoria

Per il nuovo stadio della Roma a Pietralata si apre una fase decisiva. Il 27 luglio prenderà il via la Conferenza dei servizi decisoria, chiamata a esaminare il Progetto di fattibilità tecnico-economica presentato dal club giallorosso. È il passaggio che dovrà portare al rilascio del provvedimento autorizzativo unico, indispensabile per avviare i lavori. Attorno allo stesso tavolo si confronteranno Comune, Regione, Città Metropolitana, ministeri e tutti gli enti competenti. Saranno chiamati a verificare il progetto, esprimere i rispettivi pareri e valutare eventuali richieste di integrazione, comprese quelle legate alla Valutazione di impatto ambientale. A convocare la Conferenza è stato il commissario straordinario Massimo Sessa. L’obiettivo è accelerare un iter considerato strategico anche in vista degli Europei del 2032. Grazie ai poteri commissariali i tempi del procedimento vengono dimezzati: da oltre sei mesi a novanta giorni. Il nuovo impianto è stato infatti inserito tra le opere di interesse strategico nazionale. Nelle ultime settimane è arrivato anche un primo via libera sul fronte delle aree boscate di Pietralata. La Regione ha escluso la presenza di vincoli paesaggistici sull’area interessata dall’intervento, mentre restano da approfondire gli altri aspetti del progetto, dall’accessibilità alla viabilità, fino agli effetti sul vicino ospedale Pertini. Se l’iter rispetterà il cronoprogramma, il nuovo stadio dovrà essere pronto nell’estate del 2032, proprio per poter ospitare alcune partite del Campionato Europeo.

Risanamento a Messina: consegnate 15 case, 3 confiscate alla mafia

Quindici appartamenti, tre dei quali confiscati alla mafia, destinati alle famiglie provenienti dalle baraccopoli di Messina, sono stati consegnati ad ArisMe la scorsa settimana dalla Struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. Gli interventi di risanamento a Messina proseguono a ritmo serrato, con risultati visibili – dice il presidente Schifani – Stiamo restituendo dignità abitativa alle famiglie provenienti dalle ex baraccopoli e continueremo con questo impegno fino al completamento di tutti gli interventi previsti”. Le imprese, su disposizione degli uffici diretti dal sub commissario Santi Trovato, hanno provveduto alla manutenzione degli immobili con interventi che vanno dalla sostituzione degli infissi al ripristino di impianti elettrici, idrici e di condizionamento, all’adeguamento dei servizi e alla tinteggiatura. Ad oggi sono in tutto 127 gli addetti impegnati nelle diverse attività di risanamento fra demolizioni (9 cantieri) costruzione (Fondo Basile e Fondo Saccà), riqualificazione e rigenerazione (6 opere) e manutenzione alloggi (14 imprese). Nel dettaglio, 21 imprese partecipano alle diverse attività con 103 lavoratori (tra operai, autisti e tecnici di cantiere), a cui si affiancano 12 tecnici esterni, 8 professionisti della task force e 4 unità interne. La Struttura commissariale, inoltre, si avvale del supporto operativo del Genio Civile, Invitalia ed ArisMe in qualità di soggetti attuatori.

Hanoi si dà 100 anni per diventare hub mondiale dell’innovazione

La città di Hanoi ha presentato un piano regolatore con orizzonte di 100 anni che punta a trasformare la capitale del Vietnam in una metropoli globalmente connessa, guidata da innovazione, tecnologia e crescita economica sostenibile, prospera e armoniosa e capace di preservare il suo patrimonio culturale millenario. Lo riferisce la stampa locale. Secondo il piano, Hanoi punta a mantenere una crescita del Pil regionale dell’11% annuo nel periodo 2026-2045, per poi stabilizzarsi al 5% tra il 2046 e il 2065 e al 4,5% tra il 2066 e il 2085. La visione è anche di una città hub per il commercio, la conoscenza e l’innovazione. Truong Gia Binh, presidente di Fpt Corporation – il più grande gruppo tecnologico vietnamita – ha dichiarato che la visione è in linea con le indicazioni del Segretario Generale e Presidente To Lam per fare di Hanoi un pioniere della governance urbana moderna, citando Tokyo e Seul come modelli di integrazione tra sviluppo digitale e patrimonio culturale. Gli economisti avvertono che il successo del piano dipenderà dalla capacità di mobilitare investimenti pubblici e privati, anche internazionali, per infrastrutture di trasporto e nuovi quartieri urbani, in un contesto globale segnato da incertezze geopolitiche ed economiche.

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