L'OSSERVATORIO DEL POLIMI: ANCHE QUI PESA LA BUROCRAZIA
La smart mobility vale 310 milioni, sei Comuni su dieci hanno progetti in corso. Quelli di smart road sono 23, svetta la gestione off site
Avanzano i progetti smart per strade e mobilità. Secondo l’osservatorio del Politecnico di Milano, le soluzioni più avanzate per i veicoli in ambito urbano rilevano un valore di 310 milioni di euro, in crescita del 5%, e si riferiscono soprattutto alla gestione dei parcheggi e del traffico. Nel triennio 2023-25, inoltre, poco più di sei Comuni su dieci (61%) hanno avviato almeno un progetto di mobilità smart. Un trend positivo da tempo che ha visto salire la percentuale complessiva dal 18% di tre anni fa al 38% dello scorso anno. Tuttavia, l’86% dei cittadini continua a indicare l’accesso ai servizi di mobilità tra le criticità più rilevanti nel proprio Comune, evidenziando la distanza tra le sperimentazioni in atto e la percezione quotidiana.
Quanto alle infrastrutture stradali, invece, le applicazioni smart e i progetti valgono 240 milioni (+17%) e stanno beneficiando dei bandi pubblici del Pnrr ma non solo. Sono 23 le iniziative avviate in Italia tra il 2023 e il 2025. L’obiettivo, in questo caso, è monitorare lo stato di salute delle opere e ottimizzarne i processi di manutenzione al fine di aumentare la sicurezza, migliorare il traffico e ridurre l’impatto ambientale dei trasporti. Come? Attraverso sensori, connessioni, piattaforme di monitoraggio avanzato. Rispetto al resto dell’Ue, però, in Italia questo comparto soffre ancora di forti complessità burocratiche e lunghi tempi autorizzativi.
Ecco allora che, guardando al prossimo biennio, spiega il dossier del Politecnico, serviranno norme più flessibili, sandbox regolatorie e processi semplificati per accelerare l’evoluzione delle infrastrutture verso la guida connessa e autonoma.
Anche perché, nel frattempo, il mercato dei veicoli connessi cresce. Ad oggi vanta un valore di 3,7 miliardi di euro (+14%), trainato dalla diffusione di veicoli connessi, oltre che proprio dallo sviluppo delle smart road e dall’evoluzione dei servizi di mobilità intelligente. Le auto connesse in circolazione sono 18,8 milioni, oltre il 40% del parco auto nazionale, il 48% degli italiani ne possiede una e, tra questi, il 91% utilizza regolarmente le funzionalità smart disponibili.
Secondo le stime del PoliMi, su un orizzonte temporale 2028-2050, accelerare sul fronte della guida autonoma potrà determinare tra i vantaggi anche una progressiva forte riduzione del parco veicoli. Che, applicata a un parco urbano di circa 18 milioni di veicoli, potrà generare benefici di scala: circa 900 mila auto in meno, 100 mila feriti evitati, 41 mila tonnellate di emissioni in meno e un costo sociale evitato di 5,9 miliardi di euro, il 97% dei 6,1 miliardi di euro totali di costi sociale che è possibile ridurre nel periodo 2028-2050. Per Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility, “il 2026 si sta rivelando un anno spartiacque per la guida autonoma, denso di segnali concreti: lanci commerciali, approvazioni normative attese da anni, investimenti record e una corsa tecnologica che si fa ogni mese più serrata. La domanda non è più se i veicoli autonomi cambieranno la mobilità urbana, ma con quale modello di business, dove e con quale velocità”.