PROGETTO PIGNA - UP

La rinascita del centro storico di Sanremo allo sprint finale: 30 milioni per alloggi ers ed erp, nuovi spazi urbani e verdi e riqualificazioni

02 Mar 2026 di Nicola Pini

Condividi:
La rinascita del centro storico di Sanremo allo sprint finale: 30 milioni per alloggi ers ed erp, nuovi spazi urbani e verdi e riqualificazioni

Chi non è pratico dei luoghi può pensare che la Sanremo storica sia quella affacciata sul mare, legata al turismo balneare oltre che ai fasti del Festival che proprio nei giorni scorsi ha illuminato la città. In realtà il centro antico della località ligure, il rione Pigna, sta arrampicato sulla collina, oltre il celeberrimo Teatro Ariston. E a dispetto della mondanità e dei riflettori televisivi che si accendono a pochi passi di distanza, è considerato “una periferia nel mezzo della città”, come la descrivono gli stessi amministratori locali. Luogo di ambientazione del romanzo di Italo Calvino “Il sentiero dei nidi di ragno”, dove viveva il protagonista Pin, questo cuore storico di Sanremo è, non da oggi, spento e isolato. Colpito da terremoti, bombardato durante la guerra, progressivamente abbandonato dagli abitanti nei decenni del dopoguerra, il quartiere è divenuto residuale, perdendo funzioni e centralità a favore dell’espansione urbana nella fascia costiera moderna.

Un “demansionamento” urbanistico a cui cerca di porre rimedio il progetto “Pigna UP – Riattiviamo il centro storico”, il programma di interventi di rifunzionalizzazione e ripopolamento messo in campo dalla Regione Liguria attraverso i fondi Pinqua/Pnrr per l’abitare.

Il piano di rigenerazione urbana della città vecchia di Sanremo punta prima di tutto sulla riqualificazione e l’incremento del patrimonio destinato all’edilizia residenziale pubblica. Come illustrato un paio di settimane fa a Savona nell’appuntamento di “Città in scena” di Ance e Mecenate 90, è in corso la realizzazione di 23 nuovi alloggi di Ers, il recupero di 11 alloggi di Erp, insieme alla riqualificazione di aree urbane e spazi verdi, e alla realizzazione di spazi sociali, di servizio e commercio ai piani terra degli edifici, incrementando la qualità ambientale anche attraverso operazioni di densificazione. Il piano punta al miglioramento dell’accessibilità pedonale e della sicurezza nel rione, al restauro di edifici monumentali, all’efficientamento energetico di una scuola, alla realizzazione di reti tecnologiche e di segnaletica “smart” per favorire l’attrattività turistica del quartiere, oggi poco frequentato, e alla rigenerazione del tessuto socio-economico anche attraverso l’uso temporaneo degli ambienti.

Intervenendo sul patrimonio edilizio degradato si vuole contribuire ad alleviare la tensione abitativa nel comune. Ma il progetto integrato ha obiettivi di carattere più complessivo. Come quello di alimentare i processi partecipativi della cittadinanza fin dal disegno del piano. E poi, a valle della riqualificazione edilizia, il proposito di rafforzare l’inclusione sociale, il welfare urbano, la rete di supporto domiciliare e di proporre percorsi di integrazione e corsi di formazione ed inserimento per ovviare alle barriere linguistiche e culturali.

Con l’esodo degli abitanti storici e un contesto urbano degradato, il costo delle abitazioni a Pigna si è svalutato rispetto a quello della città moderna. Il quartiere ha vissuto negli anni un afflusso di popolazione immigrata, prima dal sud Italia e poi dall’estero, con crescenti problemi di integrazione sociale. Problemi dei quali sarà adesso il Comune a doversi fare carico insieme alle realtà dell’associazionismo, utilizzando anche i nuovi locali resi disponibili dalle riqualificazioni edilizie.

Già nell’ambito della preparazione della proposta l’Amministrazione Comunale, tramite una “chiamata pubblica” da parte del sindaco, aveva “intrapreso un rapporto di collaborazione diretta con le associazioni operanti alla Pigna”; incontri “orientati alla condivisione degli obiettvi e della visione generale della proposta”. E in fase progettuale è stato coinvolto il Comitato Peba (Piano eliminazione barriere architettoniche), insieme ad altre associazioni attive sulle problematiche delle persone disabili, allo scopo di condividere le migliori soluzioni per l’accessibilità al quartiere e la mobilità al suo interno.

Il piano “Pigna UP” disegnato da Regione e Comune di Sanremo, d’intesa con le società pubbliche locali Arte (patrimonio immobiliare) e Ire (infrastrutture e recupero edilizio), prevede investimenti per circa 30 milioni di euro. 14,8 milioni arrivano dai fondi Pinqua/Pnrr, 1,3 milioni dal Fondo opere indifferibili, altri 1,5 milioni da ulteriori risorse pubbliche mentre quasi 13,5 milioni da risorse private.

I cantieri sono stati avviati nel 2023 e sono in fase di ultimazione. Il conto alla rovescia dovrebbe concludersi il prossimo 31 marzo. L’ultimo report sullo stato di avanzamento lavori li stimava all’87% e il completamento nei tempi previsti è considerato a portata di mano, come assicura l’architetto Silvia Risso, responsabile del progetto per la Regione Liguria, dopo il sopralluogo effettuato proprio venerdì scorso dai vertici di Regione e Comune.

Nello specifico gli interventi pubblici riguardano: il recupero della Piazza Santa Brigida, già inaugurata nel settembre scorso, destinata a essere luogo di aggregazione, fruibile anche per manifestazioni ed attività collettive;  la riqualificazione di pavimentazioni e spazi aperti del quartiere, il restauro di fontane storiche e il recupero di un vecchio passaggio sotterraneo di accesso; la riqualificazione dei giardini Regina Elena; la ristrutturazione di Palazzo Roverizio – che ospiterà un Centro Studi sulla storia e cultura della città di Sanremo e raccolte di documenti, fotografie e collezioni di interesse artistico e storico – e della Cappella Bottini.  E ancora: la riqualificazione energetica dell’istituto scolastico Colombo, l’installazione di pannelli informativi e di orientamento nella città storica per favorire i percorsi pedonali e turistici, il restauro delle targhe toponomastiche storiche,  l’infrastrutturazione del borgo con banda larga e servizi smart.

Gli investimenti di carattere privato, ma comunque di pubblica utilità, si concentrano invece su tre siti. La costruzione di un parcheggio interrato in Piazza degli Eroi sanremesi, assegnato in concessione. La realizzazione di un nuovo ostello nell’ex convento dei gesuiti, e di spazi per attività formative e co-working nella struttura del mercato alimentare coperto. Accantonata invece l’idea di contribuire anche al recupero di immobili privati nella città vecchia.

“Il progetto di rigenerazione si basa su criteri di sostenibilità e si ispira alle smart city, al fine di rendere la Pigna un polo di attrazione turistica, che racconti la storia e le tradizioni di una città di fama internazionale, che si ripopoli, grazie agli alloggi di edilizia residenziale pubblica che verranno riqualificati – si legge nella presentazione del progetto ­-.  Grazie alla collaborazione delle associazioni, viene proposto un modello virtuoso, che possa al contempo gestire le attrazioni culturali, servizi di prossimità ed attività commerciali, in modo da generare un volano economico per il quartiere e per l’intera città”.  Nei prossimi mesi le amministrazioni potranno iniziare a valutare se gli effetti dell’intervento sul cuore antico di Sanremo rispetteranno le attese.

Argomenti

Argomenti

Accedi