IL BILANCIO DELL'ISTITUZIONE
L’Italia tra i top Paesi Ue per investimenti della Bei: nel 2025 record a 12,3 miliardi, il 56% sul clima. Vigliotti: “Disponibili per la crisi di Niscemi”

GELSOMINA VIGLIOTTI VICEPRESIDENTE BANCA EUROPEA INVESTIMENTI
Cento miliardi di nuovi finanziamenti soltanto nel 2025, ben 12,31 mobilitati per l’Italia. Numeri record quelli presentati ieri dalla Banca europea degli investimenti nel bilancio dell’istituzione presieduta da Nadia Calviño. “Un volume molto elevato che sarà mantenuto anche nel 2026″, ha rassicurato.
Andando con ordine, lo scorso anno sono state firmate 105 operazioni finanziarie nel nostro Paese, per un valore pari allo 0,5% del pil nazionale. Risorse, queste, che contribuiranno ad attivare circa 37,5 miliardi di euro di investimenti nell’economia reale. Ma la storicità dell’annata appena conclusa riguarda tutta l’Unione, con un rialzo di dodici miliardi di investimenti mobilitati rispetto agli 88 del 2024. In quali settori? Progetti verdi, per il 60% pari a 33 miliardi (56% sui progetti italiani), di cui 11,6 miliardi nelle infrastrutture elettriche e i sistemi di accumulo che garantiranno la costruzione o l’ammodernamento di 56.000 chilometri di linee elettriche in tutta l’Ue.
Ma anche la difesa è un settore particolarmente attenzionato, con oltre 4 miliardi investiti (il 5% delle attività europee), così come innovazione e tecnologie avanzate. Non manca, poi, l’edilizia abitativa innovativa: qui i finanziamenti sono aumentati del 50% mentre oltre la metà delle risorse Ue del gruppo è confluita nelle regioni di coesione. Sul fronte esterno, la Bei ha mobilitato oltre 9 miliardi di euro a livello globale, con un nuovo record di sostegno all’Ucraina, che supera i 4 miliardi di euro dall’inizio dell’invasione russa. Insomma, per dirla con la presidente Bei, c’è stato “un vero salto di qualità”, “un vero punto di svolta”, ha detto Calviño, spiegando che la Bei “ha superato i propri obiettivi” nel comparto sicurezza e difesa. E “gli investimenti nella difesa possono avere un effetto moltiplicatore sull’economia e su altri settori”, ha aggiunto, collegando esplicitamente sicurezza, crescita e competitività. “Crescita e prosperità sono possibili solo in un contesto di pace e sicurezza”.
Tornando all’Italia, se il 56% dei contributi Bei sono andati all’azione climatica il 40% dell’attività è stata direzionata sulla coesione. In soldi, parliamo di 6,92 miliardi per la prima (2,14mld per a produzione di energia pulita e 2,67 miliardi di euro per la trasmissione dell’energia e l’efficienza energetica) e 4,9 per la seconda azione nelle Regioni del Mezzogiorno. La Bei, inoltre, ha conslidato la partnership con la Repubblica italiana, tramite il ministero dell’Economia e delle Finanze, firmando nuovi accordi per oltre 1,26 miliardi di euro. Sul fronte del sostegno al tessuto produttivo, il gruppo ha messo a disposizione 1,99 miliardi di euro a favore di Pmie Mid Cap, sostenendo gli investimenti di oltre 26mila imprese che impiegano più di 610mila persone. Parallelamente, 1,84 miliardi di euro sono stati destinati a sostenere le attività di ricerca, sviluppo e innovazione di campioni nazionali del presente e del futuro, tra cui il primo unicorno italiano finanziato direttamente dalla Bei, contribuendo a rafforzare la competitività industriale e tecnologica del Paese.
E venendo alla più stretta attualità, la vicepresidente Bei Gelsomina Vigliotti non ha escluso un possibile intervento dell’istituzione nell’ambito della crisi in corso a Niscemi. “Se ci verrà chiesto noi saremmo assolutamente disponibili” per un intervento. D’altronde, ha spiegato, anche l’attenzione alla ricostruzione post eventi calamitosi rientri tra gli obiettivi del gruppo. “Noi dal 2017 abbiamo investito quasi 5 miliardi e abbiamo sviluppato un’ampia capacità di dialogo con i vari commissari e con le varie strutture che si occupano di affrontare queste crisi. L’assistenza tecnica da parte della Bei alle amministrazioni pubbliche è gratuita”.
Più in grande, invece, la priorità extra Ue resta l’Ucraina dove “giocheremo il ruolo che ci verrà chiesto dal Consiglio europeo. Siamo presenti in Ucraina dall’inizio e siamo intervenuti anche dove c’era la necessità di ricostruire, ma anche di supportare piccole e medie imprese, di supportare chi forniva energia, nonostante le nostre limitazioni sul gas”. Guardando al resto della “classifica” Ue, solo la Francia precede l’Italia con 13 miliardi, mentre seguono Spagna (10,9 miliardi) e Germania (10,4). Nel complesso, la Bei ha sostenuto investimenti in Italia per 37,5 miliardi. La Francia ne ha avuti per 54,6mld, la Germania 39,6mld e la Spagna 29,3mld.