LA GIORNATA

Iran, Ue: impegno per il dialogo. Mitigare i danni sull’energia

  • Von der Leyen: l’Europa sia più assertiva, il vecchio ordine mondiale è morto
  • Petrolio, G7 Finanze: pronti a prendere misure necessarie, incluso l’utilizzo delle riserve
  • Infratel con il Mase per attuare il programma Sim, tecnologia per la sicurezza del territorio

10 Mar 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

L’Unione europea è “pronta a contribuire in ogni modo possibile per contribuire a disinnescare la situazione e facilitare il ritorno al tavolo dei negoziati”. È quanto si legge in una dichiarazione del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a seguito della riunione in videoconferenza con i governi di 13 Paesi del Golfo Persico e del Medio Oriente colpiti dagli effetti della crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran. “Sebbene l’ordine internazionale basato sulle regole sia sotto pressione, crediamo fermamente che il dialogo e la diplomazia siano le uniche vie percorribili”, sottolineano i due leader, che nella dichiarazione comune ribadiscono “il loro impegno per la stabilità regionale” e chiedono “la protezione dei civili e il pieno rispetto del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e dell’obbligo di attenersi ai principi della Carta delle Nazioni Unite” Durante la riunione, fanno sapere Costa e von der Leyen, “i leader della regione hanno condiviso la loro analisi della situazione nei loro Paesi e nella regione in generale”. “Hanno inoltre discusso dell’impatto degli attacchi alle infrastrutture energetiche e della chiusura dello Stretto di Hormuz sulla sicurezza energetica globale, e hanno esplorato le modalità per rafforzare la cooperazione con i partner del Medio Oriente al fine di mitigare tali rischi”, sottolineano. Nel corso della conversazione l’Ue e i tredici Paesi hanno “concordato di rimanere in stretto contatto per valutare eventuali ulteriori sviluppi e collaborare al perseguimento della pace”, si legge ancora. “L’Unione europea collaborerà con i Paesi della regione per riportare la pace e la stabilità in Medio Oriente e nella regione del Golfo, ribadendo il suo impegno duraturo nei confronti del partenariato, della sicurezza e della prosperità nella regione”, aggiungono Costa e von der Leyen. I due leader europei hanno ricordato l’importanza delle operazioni di difesa marittima Aspides e Atalanta, volte a proteggere le vie d’acqua critiche e a prevenire qualsiasi interruzione delle catene di approvvigionamento vitali. Nel corso dell’incontro, riferiscono, hanno “espresso la loro disponibilità a personalizzare e potenziare ulteriormente queste operazioni per rispondere meglio alla situazione”. Costa e von der Leyen hanno espresso “profonda preoccupazione” per l’impatto della crisi regionale sul Libano e il suo grave impatto sui civili, che ha causato sfollamenti su larga scala. La presidente della Commissione europea “ha annunciato la mobilitazione di aiuti di ReliefEu per sostenere circa 130mila persone in Libano, con un primo volo previsto per domani”.

Von der Leyen: l’Europa sia più assertiva, il vecchio ordine mondiale è morto

“L”Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà. Difenderemo sempre e sosterremo il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati, ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico modo per difendere i nostri interessi”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue. Tre le priorità individuate da von der Leyen: la nuova Strategia della Sicurezza europea, i rapporti commerciali con i Paesi terzi, una diplomazia che porti risultati agli europei.”Abbiamo bisogno di uno sguardo chiaro e rigoroso alla nostra politica estera nel mondo di oggi, sia in relazione a come è progettata sia a come viene attuata. Abbiamo urgente bisogno di riflettere sul fatto se la nostra dottrina, le nostre istituzioni e il nostro processo decisionale – tutti progettati in un mondo post-bellico di stabilità e multilateralismo – abbiano mantenuto il passo con la velocità del cambiamento che ci circonda. Se il sistema che abbiamo costruito – con tutti i suoi tentativi benintenzionati di consenso e compromesso – sia più un aiuto o un ostacolo alla nostra credibilità come attore geopolitico. So che questo è un messaggio netto e una conversazione difficile da affrontare. Ma so anche che molti di voi hanno avvertito questa tensione nel vostro lavoro quotidiano”, ha sottolineato von der Leyen. “L’obiettivo è renderci più resilienti, più sovrani e più potenti – dalla difesa all’energia, dalle materie prime critiche alle tecnologie strategiche. Il vostro lavoro per ridurre i rischi e diversificare le nostre partnership nel mondo è prezioso per questo. Questo è ciò che significa indipendenza nel mondo di oggi. Significa non dipendere da un unico fornitore per asset vitali – dall’energia alla difesa, dai semiconduttori ai vaccini, dalle tecnologie pulite alle materie prime. E per questo, abbiamo bisogno di più connessioni con partner affidabili e di fiducia. Dagli accordi commerciali alle partnership in ambito sicurezza che avete contribuito a negoziare, questo sta già facendo una vera differenza”, ha aggiunto von der Leyen.

“La nostra rete commerciale non si era mai espansa così rapidamente. E ancora una volta, non si tratta di ideologia – si tratta di fornire risultati alle famiglie europee, alle imprese europee e alle industrie europee. Perché i mercati aperti e le catene del valore affidabili rendono la nostra economia più forte. E un’economia più forte in patria ci rende più forti nel mondo.” Lo ha detto Ursula von der Leyen parlando alla Conferenza degli ambasciatori Ue. “Stiamo diversificando le nostre catene del valore per chip e tecnologie pulite con paesi come l’India. Stiamo diversificando la nostra fornitura di materie prime critiche dall’America Latina, dall’Australia e da altri paesi. La nostra rete di accordi comprende attualmente quasi il 50% del Pil globale. E più della metà del commercio europeo avviene all’interno della nostra rete di accordi. Questo significa che le nostre aziende possono avere un commercio prevedibile e basato su regole con più della metà del mondo. E vogliamo espandere ancora di più questa comunità, ad esempio, collaborando con i 12 membri del Partenariato Trans-Pacifico. Il punto qui è che esiste un convincente caso commerciale per commerciare e investire in tutto il mondo”, ha aggiunto la presidente della Commissione Ue.

Petrolio, G7 Finanze: pronti a prendere misure necessarie, incluso l’utilizzo delle riserve

I paesi del G7 sono pronti a prendere “le misure necessarie” per sostenere l’offerta globale di energia, il che potrebbe includere il rilascio di parte delle scorte strategiche. E’ quanto recita il comunicato congiunto dei ministri delle finanze del G7 al termine della loro riunione in videoconferenza visionato dal Financial Times. “Siamo pronti a prendere le misure necessarie, incluso sostenere l’offerta globale di energia come il rilascio delle scorte. Nella dichiarazione congiunta i ministri spiegano di aver “discusso dell’attuale conflitto in Medio Oriente, del suo impatto sulla stabilità regionale, sulle condizioni economiche globali e sui mercati finanziari, nonché dell’importanza di rotte commerciali sicure”. “Continueremo a monitorare attentamente la situazione – recita lo statement – e gli sviluppi nei mercati dell’energia e ci riuniremo, se necessario, per scambiare informazioni e coordinarci all’interno del G7 e con i partner internazionali”. Al termine della riunione odierna tuttavia i ministri hanno deciso di non procedere nell’immediato a rilasciare le riserve. Secondo quanto riporta il Guardian, la ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato che l’Agenzia internazionale dell’energia ha spinto per un rilascio coordinato delle riserve petrolifere di emergenza ma i paesi del G7 non sono riusciti a trovare un accordo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al G7 Finanze è intervenuto sulla crisi in Medio Oriente: “Non dimentichiamo la lezione della guerra contro l’Ucraina: “Il rischio economico è di nuovo la fiammata provocata dall’aumento dei prezzi dell’energia e sarebbe grave pensare che la soluzione possa passare per una stretta monetaria”, ha affermato in un post pubblicato sui social dal Mef.  “Non c’è un’emergenza petrolio in Europa e non ci sono pericoli sulle riserve, siamo preoccupati dai prezzi più che dalle forniture. La situazione dei flussi energetici in Europa è stabile, non abbiamo preoccupazioni sulla fornitura del gas, abbiamo una buona diversificazione di fornitori”,  ha detto ieri una portavoce della Commissione Ue nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. “Seguiamo con preoccupazione le notizie sull’aumento dei prezzi dell’energia. I nostri strumenti sono pronti, ereditati dalla precedente crisi energetica. Non siamo in quella situazione ora e non abbiamo commenti specifici da fare sui prezzi in quanto tali”.

Borse in fibrillazione, il petrolio sfonda quota 100 dollari al barile

Ancora  acque agitate sui mercati, mentre permane l’incertezza sui tempi per la fine della guerra in Medio Oriente. L’ottimismo di Donald Trump però apre spiragli sulla tempistica del conflitto e questo crea uno spiraglio di ottimismo. Il quadro emerso nel corso del fine settimana ha provocato un balzo delle materie prime con il petrolio che ha sfondato la soglia dei 100 dollari al barile e le Borse europee che hanno bruciato altri 116 miliardi di capitalizzazione, che si aggiungono ai 918 miliardi della settimana scorsa. Dopo il tracollo dei listini asiatici, le Borse europee ieri hanno recuperato nel finale, con lo stoxx 600, l’indice che raggruppa i principali titoli quotati sui mercati azionari del Vecchio continente, in calo dello 0,6%. Maglia nera per Parigi (-0,98%). Male anche Francoforte (-0,77%), Londra (-0,34%) e Milano (-0,29%). Le parole di Trump, invece, a fine serata hanno riacceso Wall Street che, dopo un avvio negativo, ha invertito la rotta verso la strada del rialzo. Se si guarda verso un quadro più generale, ciò che maggiormente crea apprensione è l’aumento delle materie prime energetiche. A fine giornata il gas segna un rialzo del 5,75% a 56,45 euro al megawattora, mentre il petrolio ha subito una forte correzione rispetto alla corsa iniziale. Dopo il balzo oltre i 100 dollari, il Wti ha visto un calo del 6,2% a 85,19 dollari al barile e il Brent scende del 3,5% a 89,31 dollari.

Unatras: vergognosa speculazione sui costi del carburante, chiesto incontro a Salvini

Forte preoccupazione da parte del coordinamento delle associazioni del settore dell’autotrasporto per la speculazione in atto sui costi del gasolio, con la richiesta di un incontro “urgente” al Ministro dei Trasporti Matteo Salvini e con il Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister Prezzi). In una nota, Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto, “denuncia a gran voce la vergognosa speculazione in atto in questi giorni sui costi dei carburanti, a seguito della guerra in Iran”. “Quello che sta avvenendo appare del tutto slegato dalle tensioni geopolitiche internazionali che stanno destabilizzando l’area del Golfo – sostiene il presidente Unatras, Paolo Uggè – semplicemente perché quanto si sta registrando avviene su carburanti già presenti e stoccati da tempo in Italia. E’ del tutto evidente che il fenomeno sia da attribuirsi alle scelte di qualcuno, ma purtroppo ha effetti diretti molto pesanti per migliaia di imprese di autotrasporto che operano quotidianamente per garantire la mobilità delle merci nel Paese”. “L’autotrasporto italiano – prosegue – non può subire gli extracosti ingiustificati di questi giorni che la categoria, essendo per la gran parte costituito da piccole e medie imprese con poco peso contrattuale, non riesce nemmeno a ribaltare automaticamente ai propri committenti nè riesce a recuperare dal mercato. Se tale situazione dovesse proseguire, il rischio serio sarebbe quello che per gli autotrasportatori diventi insostenibile continuare a fare rifornimento e potrebbero essere costretti a fermare i propri automezzi”. Per questo Unatras chiede “un incontro urgente” al Ministro dei Trasporti Matteo Salvini con l’istituzione di “una cabina di regia permanente che dia sostegno e aggiornamenti costanti alla categoria”, con il coinvolgimento diretto del Garante per la sorveglianza dei prezzi “Mister Prezzi”. Già nei prossimi giorni, Unatras convocherà i propri organismi per discutere le iniziative da intraprendere a tutela della categoria.

 

Accordo di collaborazione tra Ita e Trenitalia per una mobilità integrata e sostenibile 

ITA Airways e Trenitalia (Gruppo FS Italiane) hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding (MoU) volto a sviluppare un ecosistema di intermobilità intelligente, sostenibile e sempre più integrata, fondato sull’adozione dell’Intelligenza Artificiale e di soluzioni digitali avanzate per rimuovere gli ostacoli per i viaggiatori. Il Memorandum è stato firmato dagli AD di ITA Airways e Trenitalia, Joerg Eberhart e Gianpiero Strisciuglio. Presenti alla firma il Presidente del Gruppo FS Italiane Tommaso Tanzilli,  l’AD e DG del Gruppo FS Italiane, Stefano Antonio Donnarumma, e il Presidente di ITA Airways, Sandro Pappalardo. Il MoU vuole promuovere una mobilità multimodale efficiente, capace di integrare in modo fluido treno, gomma e aereo, migliorando l’esperienza di viaggio door-to-door dei passeggeri e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale. Prevista anche la costituzione di un AI Intermodality and Sustainability Lab congiunto, un laboratorio dedicato alla progettazione, sviluppo e sperimentazione di casi d’uso prioritari basati sull’Intelligenza Artificiale e sui dati, con particolare riferimento all’intermodalità, all’ottimizzazione dei flussi di viaggio, alla gestione predittiva della domanda e alla riduzione delle emissioni di CO₂.Secondo il Memorandum, ITA Airways e Trenitalia lavoreranno congiuntamente allo sviluppo di soluzioni innovative in grado di eliminare gli ostacoli che incidono sulla continuità del viaggio e sull’utilizzo combinato delle diverse modalità di trasporto; ottimizzare i collegamenti tra hub aeroportuali, stazioni ferroviarie e principali poli di attrazione; abilitare nuovi servizi digitali e modelli di business integrati; applicazione dell’Intelligenza Artificiale alla mobilità. Con questa intesa, ITA Airways e Trenitalia confermano la volontà di collaborare in modo sinergico per accelerare la trasformazione digitale del sistema dei trasporti, offrendo ai passeggeri soluzioni di viaggio sempre più semplici, personalizzate e sostenibili, e contribuendo allo sviluppo di una mobilità integrata a beneficio del Paese. “La firma del Memorandum of Understanding con Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane rappresenta un ulteriore passo in un percorso avviato nel 2023 sullo sviluppo del biglietto integrato Air–Rail, prodotto sempre più in crescita, a conferma di quanto i passeggeri apprezzino soluzioni di viaggio sempre più interconnesse. Oggi vogliamo compiere un salto di qualità: grazie all’utilizzo sapiente dell’Intelligenza Artificiale, potremo intervenire in modo strutturale sugli ostacoli operativi dell’esperienza intermodale, semplificando i processi, anticipando le esigenze dei clienti e rendendo gli spostamenti più efficienti e sostenibili “, ha dichiarato Eberhart. “ITA Airways condivide con il Gruppo Ferrovie dello Stato l’ambizione e la missione di connettere i territori italiani, contribuendo inoltre a collegare l’Italia con il mondo. Per farlo è necessario integrare visione industriale, innovazione tecnologica e alleanze strategiche. Con la firma di questo Memorandum costruiamo un ecosistema di mobilità realmente integrato e orientato al futuro”.“Il Memorandum rafforza un’idea di mobilità che va oltre il singolo mezzo di trasporto e che va incontro a un sistema integrato, digitale e sostenibile al servizio del Paese. La collaborazione con ITA Airways ci permette di unire competenze per rendere l’esperienza di viaggio più semplice, continua ed efficiente, favorendo un’integrazione sempre più fluida tra treno, gomma e aereo” , ha commentati Strisciuglio. “Valorizziamo l’Intelligenza Artificiale e le soluzioni digitali avanzate come leve strategiche per rimuovere gli ostacoli ai progetti di intermodalità, ottimizzare i flussi, gestire in modo predittivo la domanda e contribuire alla riduzione delle emissioni. In questa direzione, la costituzione dell’AI Intermodality and Sustainability Lab rappresenta un passo concreto per sviluppare e sperimentare insieme casi d’uso prioritari e accelerare la trasformazione del sistema dei trasporti”.  I presidenti di ITA Airways e del Gruppo FS Italiane, Sandro Pappalardo e Tommaso Tanzilli, hanno espresso soddisfazione per la firma del Memorandum, sottolineando il valore e l’importanza della collaborazione tra le due aziende per promuovere una mobilità sempre più integrata, sostenibile e supportata da soluzioni tecnologiche innovative volte a migliorare la connessione fra i territori italiani e il collegamento dell’Italia con il resto del mondo.

 

 

Enac e Consiglio Nazionale degli Ingegneri insieme per percorsi congiunti a favore del futuro dell’aviazione civile

Sinergia e collaborazione tra Istituzioni per delineare percorsi comuni volti a promuovere, nel campo dell’aviazione civile, lo sviluppo dell’ingegneria, nelle sue
diverse specializzazioni, la sicurezza e la sostenibilità delle operazioni aeronautiche e delle infrastrutture aeroportuali: questi i concetti chiave del Protocollo d’Intesa firmato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri.  Un accordo valido tre anni, sottoscritto dal presidente Enac, Pierluigi Di Palma, e dal presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, che punta a facilitare lo scambio tra mondo accademico e mondo del lavoro per individuare percorsi di studio e di specializzazione idonei a creare le figure tecniche necessarie a operare a favore del sistema dell’aviazione civile.
Il protocollo punta, infatti, a definire le linee guida, gli standard tecnici e i progetti innovativi nel campo dell’ingegneria applicata all’aviazione civile; a organizzare eventi, convegni e seminari tematici per sensibilizzare e informare professionisti e stakeholder sui temi della sicurezza aeronautica e delle tecnologie emergenti; a favorire la formazione e l’aggiornamento tecnico-professionale degli ingegneri sui temi e le sfide innovative della mobilità aerea innovativa. “Il Protocollo Enac – CNI rappresenta l’avvio di una sinergia tra Istituzioni – ha dichiarato  Di Palma – per costruire, da protagonisti, il futuro della mobilità aerea innovativa. Mettendo a sistema competenze, esperienza e patrimonio professionale delle nostre realtà, possiamo imprimere un nuovo impulso per affrontare le sfide che attendono il comparto sotto vari profili: dall’incremento della capacità infrastrutturale
aeroportuale, necessario per rispondere alla crescente domanda del mercato, all’integrazione di tecnologie avanzate, alla sostenibilità e intermodalità. Un presente altamente tecnologico che richiede una visione sempre più ampia, che deve essere affiancata e garantita da un efficace passaggio generazionale”. “Tra i settori in cui il peso dell’ingegneria risulta maggiormente rilevante – ha affermato Perrini, Presidente del Cni – c’è senza dubbio quello dell’aviazione civile. Gli ingegneri sono stati e saranno sempre di più il motore tecnico per il suo sviluppo, considerato il ruolo che giocano nella progettazione di velivoli, motori e sistemi, così come di aeroporti, piste, terminal e infrastrutture che rendono possibile il trasporto aereo moderno. Al centro di tutto questo ci sono le competenze. La firma di questo Protocollo d’intesa con Enac punta allo sviluppo delle opportune sinergie tra i nostri due enti, al fine di potenziare queste competenze, facendone il fulcro della progettazione e della realizzazione di infrastrutture aeroportuali sicure”. L’attuazione dell’intesa sarà garantita attraverso tavoli tecnici specifici coordinati dagli individuati referenti: per il Cni il consigliere delegato, Sandro Catta; per Enac il direttore pianificazione Infrastrutture Costantino Pandolfi e il direttore Sviluppo e Approvazione Progetti Pasquale Proietti.

Infratel con il Mase per attuare il programma Sim, tecnologia per la sicurezza del territorio

Per l’attuazione del progetto Sim, la nuova infrastruttura tecnologica nazionale per la sicurezza ambientale, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha siglato un accordo di collaborazione con Infratel Italia SpA, società controllata da Invitalia, in qualità di responsabile del supporto specialistico-operativo. Il Sistema Integrato di Monitoraggio, presentato l’11 e 12 febbraio scorso a Roma, è un intervento strategico del Pnrr gestito dal Mase, con partner tecnologici Leonardo e DXC. Il SIM fornisce all’Italia un nuovo strumento avanzato per la sicurezza idrogeologica, la pianificazione territoriale e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Attraverso l’integrazione di dati, conoscenze e competenze, SIM consentirà di orientare le politiche pubbliche verso la prevenzione, intervenendo in ambiti fondamentali quali il contrasto al dissesto idrogeologico, il supporto alle emergenze, il monitoraggio dell’inquinamento marino e litorale, la lotta agli illeciti ambientali, gli incendi, l’agricoltura di precisione. Il programma prevede finanziamenti per circa 260 milioni di euro per la realizzazione di 5221 interventi su tutto il territorio nazionale, per proteggere le comunità locali dalle minacce ambientali. L’investimento si suddivide nel potenziamento di reti specializzate con una ripartizione che vede circa 54,5 milioni di euro destinati alla rete Idrometeo (la più estesa con 4.129 siti), oltre 53,8 milioni per la rete Radar (30 siti) e 35,6 milioni per il monitoraggio delle frane (183 siti). Altri interventi significativi riguardano la rete sismica (26,3 milioni per 356 siti) e le dotazioni tecnologiche avanzate, come sensori marini e droni, per un valore di circa 23,3 milioni. Questo sforzo finanziario e tecnico permetterà una copertura senza precedenti a favore delle amministrazioni pubbliche coinvolte. Infratel si occuperà in particolare di verifica, progettazione, direzione lavori e coordinamento sicurezza dell’infrastruttura tecnologica sviluppata per la protezione civile e la prevenzione delle minacce ambientali, mettendo a disposizione le eccellenti competenze maturate nello sviluppo di grandi progetti infrastrutturali di Telecomunicazioni. “Con questo progetto mettiamo a disposizione le nostre competenze tecniche al servizio di una sfida industriale per la sicurezza dei cittadini. Il nostro compito è trasformare l’ambizioso investimento PNRR in una realtà operativa, garantendo che ogni cantiere e ogni sensore siano installati nei tempi previsti. Il nostro obiettivo è quello di assicurare al Paese infrastrutture efficienti, capaci di fornire dati in tempo reale per proteggere il patrimonio naturale e le comunità locali” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Infratel, Pietro Piccinetti.

Il Gruppo Hera acquisisce il controllo di Sea

Il Gruppo Hera consolida ulteriormente la leadership nel trattamento dei rifiuti industriali grazie all’acquisizione da parte di Herambiente Servizi Industriali (HASI) del controllo dell’anconetana Servizi Ecologici Ambientali (SEA), attiva nella gestione di una piattaforma polifunzionale di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali ubicata a Camerata Picena (AN). La transazione odierna riguarda il 52% del capitale di SEA detenuto dalla società Fermas (di proprietà della famiglia Massi), che si aggiunge al 31% già acquisito da HASI nel 2021. HASI (controllata di Herambiente, a sua volta parte del Gruppo Hera) sale così complessivamente all’83% di SEA. L’attuale proprietà, nella persona del Presidente ed Amministratore Delegato Alessandro Massi, rimarrà
all’interno della nuova compagine societaria con importanti ruoli operativi, così come rimarrà l’attuale management. La compravendita finalizzata oggi rientra nell’accordo quadro sottoscritto fra le parti già nel 2021 ed è avvenuta a seguito dell’ottenimento, da parte di SEA, dell’autorizzazione al revamping dell’intero parco impiantistico di Camerata Picena, con la creazione di un polo di eccellenza ambientale per il centro Italia. Tale polo, una volta operativo, produrrà un importante impatto occupazionale a favore della comunità locale, con gli addetti che passeranno dalle attuali 34 a 66 risorse. Oltre al raddoppio occupazionale è da considerare il volume economico generato dagli investimenti previsti e dal coinvolgimento di consulenti e aziende terze che collaboreranno sia in fase di realizzazione che di funzionamento del nuovo impianto. L’intervento, che partirà entro il primo semestre 2026, sarà sviluppato utilizzando le migliori tecnologie disponibili (BAT) e si pone come priorità il recupero di materia dai rifiuti industriali, secondo i paradigmi della Unione Europea in materia di economia circolare. L’obiettivo, dunque, non è smaltire di più, ma smaltire meglio, trasformando il rifiuto in risorsa. Nondimeno, il nuovo progetto prevede un’indipendenza energetica e riduce significativamente gli impatti ambientali utilizzando la migliore tecnologia in tutti i comparti della nuova installazione. Tale rafforzamento andrà innanzitutto a vantaggio delle filiere produttive marchigiane e più in generale
dell’Italia centrale, caratterizzate da un significativo deficit infrastrutturale nell’area ambiente, soprattutto con riferimento ai rifiuti delle attività produttive. Per HASI il consolidamento di SEA e il contestuale revamping consentiranno di conseguire importanti sinergie operative sui clienti di Marche, Umbria e Abruzzo, i quali potranno anche beneficiare dell’ampio ventaglio di servizi a valore aggiunto HASI, come, ad esempio, il global waste management e i progetti di miglioramento finalizzati a riduzione e massimizzazione del recupero degli scarti. Con SEA continua, dunque, il percorso di crescita del Gruppo Hera nel settore ambiente, caratterizzato da un track record che solo negli ultimi 12 mesi ha visto l’acquisizione di Ambiente Energia (depurazione industriale) e Gerotto EAR (ramo d’azienda specializzato in bonifiche e industrial cleaning integrato in ACR Reggiani). A queste si aggiunge l’accordo vincolante sottoscritto lo scorso 19 gennaio per l’acquisto del Gruppo Sostelia (costruzione di impianti trattamento acque). Tali operazioni seguono gli M&A conclusi negli ultimi anni, che hanno riguardato, fra le altre, la friulana Recycla, la vicentina Vallortigara, la modenese ACR Reggiani e la piacentina TRS, perseguendo una linea di sviluppo che mira a incrementare sia il know-how specialistico che la capillarità territoriale a vantaggio dei clienti. Grazie a tale azione oggi Herambiente è leader italiano nei servizi ambientali sia civili che industriali, con oltre 8 milioni di tonnellate di rifiuti trattati, grazie a una base di circa 100 impianti certificati.

Mobilità elettrica, Enel: installati 3.730 punti di ricarica in tutte Italia previsti dal primo bando del Pnrr

Enel conferma la propria leadership nello sviluppo della mobilità elettrica completando le installazioni dei punti di ricarica del primo bando del PNRR. I 3.730 punti di ricarica ‘fast’ coprono cinque regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Puglia e Sicilia) e 21 provincie: tra queste, sono 298 le colonnine nella provincia di Napoli, 227 in quella di Milano, 111 in quella di Bari, 112 in quella di Catania e 396 in quella di Roma. Per celebrare il traguardo Enel ha inaugurato oggi la stazione di ricarica realizzata di fronte alla sede del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in via Cristoforo Colombo 72, a Roma. All’evento hanno partecipato, Simone Tripepi, Head of charging point operator di Enel, Fabrizio Iaccarino, Responsabile Affari Istituzionali Italia di Enel, Giorgio Centurelli, Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Fabrizio Penna, Capo Dipartimento Unità di Missione per il PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’intervento infrastrutturale di Enel, reso possibile anche grazie ai fondi messi a disposizione dal Next Generation EU dell’Unione Europea, prevede poi una nuova tranche di installazioni di ulteriori 1.200 punti di ricarica del secondo e terzo bando PNRR che, una volta ultimata, porterà a circa 5mila punti di ricarica in 9 regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Circa il 40% delle installazioni è nel sud Italia. Il Gruppo Enel ha così raggiunto il 50% delle assegnazioni ad oggi aggiudicate nei 3 Bandi PNRR per le infrastrutture di ricarica in contesto urbano. Numeri che confermano la leadership di Enel nella mobilità elettrica, un pilastro della strategia di transizione energetica dell’azienda che punta a sostenere un ecosistema di trasporti sostenibile, digitale e accessibile a tutti i cittadini e le imprese che scelgono di viaggiare elettrico. Le stazioni di ricarica installate hanno una potenza fino a 90 kW per singolo connettore e possono servire due veicoli in contemporanea consentendo un rifornimento rapido. Per accedere al servizio di ricarica Enel sono disponibili l’app e la card Enel On Your Way, oltre a quelle degli oltre 160 Mobility Service Providers nazionali ed esteri interoperabili. Grazie alla presenza del POS, è inoltre possibile pagare direttamente alla colonnina con carte di debito e di credito. Un approccio che rende l’esperienza più semplice e familiare anche per chi guida un veicolo elettrico.

Ferrovie, Eurostat: il 41% delle linee Ue ha 2 o più binari

Tra i paesi UE, una densità più elevata della rete ferroviaria si trova nelle aree ad alta popolazione con volumi relativamente elevati di trasporto merci. Lo indica Eurostat in un report.La Repubblica Ceca ha registrato la densità ferroviaria più alta nel 2024, con 123,2 metri di linee ferroviarie per km2 di superficie, davanti al Belgio (118,7 m/km2) e alla Germania (110 m/km2). Le densità più basse si sono trovate in Grecia (14 m/km2), Finlandia (19,4 m/km2) e Svezia (26,8 m/km2). Il Sistema Europeo di Controllo dei Treni (ETCS) è una misura di sicurezza efficace per ridurre i rischi di collisione ferroviaria tramite segnali su binario o radio. Nel 2025, secondo l’Agenzia dell’Unione Europea per le Ferrovie (ERA), il Lussemburgo è stato l’unico paese completamente dotato di ETCS, davanti al Belgio (90,3% delle sue linee ferroviarie) e alla Danimarca (51,6%), mentre i paesi meno attrezzati sono stati Ungheria (1,6%), Croazia (3,0%) e Germania e Romania (entrambi 3,2%).

Dils acquisisce Eol ed entra nel mercato immobiliare francese

Dils fa il suo ingresso nel mercato francese con l’acquisizione di EOL, primario player con oltre 25 anni di storia, leader nel mercato immobiliare industriale e nella logistica, rafforzato da un polo retail performante e con un posizionamento solido. Fondata nel 2000, EOL (Entrepôt On Line), vanta una media di un milione di metri quadri transati nel settore della logistica e oltre 300 operazioni concluse ogni anno. L’azienda si avvale di un team di 70 professionisti presenti in 10 uffici situati nel cuore delle principali metropoli francesi. Nel 2025 EOL ha superato i 15 milioni di euro di ricavi. L’ingresso in Francia rientra nella più ampia strategia di espansione europea di Dils, già presente in Olanda, Portogallo e Spagna, e dimostra l’efficacia del consolidato modello di business, sviluppato nel mercato italiano ed esportato con successo a livello internazionale. Dils ha previsto un importante piano di investimenti nel Paese mirato ad accelerare la crescita e portare innovazione nel segmento logistics e ampliare progressivamente l’operatività alle altre asset class tra cui uffici, hospitality e residenziale, attraverso una strategia volta ad attrarre i migliori professionisti e talenti del mercato. L’obiettivo è creare una piattaforma di servizi integrata, con sede a Parigi, che nei prossimi cinque anni possa raggiungere circa 250 professionisti e generare ricavi annui nell’ordine dei 60 milioni di euro. La partnership strategica con Dils rappresenta una nuova leva di crescita che consentirà a EOL di svilupparsi, innovare e rafforzare le proprie competenze, continuando a puntare all’eccellenza operativa. Il management di EOL, la sua organizzazione e i suoi team rimarranno invariati, così come gli alti livelli di qualità dei servizi offerti dall’azienda, sia in termini di disponibilità dei team sia in termini di relazioni con i clienti. Secondo il Team Research Dils, nel 2025 il mercato francese degli investimenti immobiliari è cresciuto del 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un volume complessivo di circa 19,4 miliardi di euro. Gli uffici rappresentano la principale asset class per volumi investiti, con quasi sette miliardi di euro, sostenuti da un quarto trimestre particolarmente vivace. Seguono i settori logistica e living, ciascuno con volumi per circa quattro miliardi di euro. Per quanto riguarda la logistica, in particolare, l’assorbimento di spazi si è attestato intorno ai 3,2 milioni di mq. A livello territoriale, nel 2025, ad attirare la maggior parte degli investimenti è stata la regione dell’Île-de-France, affiancata da Hauts-de-France (Lille) e Centre-Val de Loire (Orléans), regioni dinamiche grazie soprattutto alla crescita dell’e-commerce e del comparto industriale. Nel settore direzionale, il mercato di Parigi – Île-de-France si conferma il principale polo dell’Europa continentale, con un take-up di circa 1,6 milioni di mq nel corso del 2025, a testimonianza della solidità della domanda per spazi a uso ufficio nell’area. Con EOL prosegue il processo di espansione di Dils sul mercato europeo, iniziato nel 2023 con la partnership con la società olandese di servizi nel real estate commerciale Van Gool Elburg, e proseguito nel 2024 in Portogallo con Castelhana e nel 2025 in Spagna con Lucas Fox, entrambe aziende leader nel settore residenziale dei rispettivi Paesi. Nel 2025 il Gruppo, che oggi conta su un team di circa 700 professionisti, ha proseguito il proprio solido percorso di crescita, superando i 100 milioni di euro di ricavi consolidati e confermando la resilienza di un modello di business diversificato in tutte le principali geografie di riferimento. Questi risultati rafforzano ulteriormente il posizionamento strategico del Gruppo e costituiscono una base ideale per accelerare le sinergie tra i diversi Paesi, rafforzare la leadership di mercato e supportare lo sviluppo in altri mercati, con una pipeline che include Germania, Polonia e Regno Unito.

Imprese, GenerAzioni 2026: al via il progetto dei Giovani Imprenditori dedicato al passaggio generazionale

Al via  la nuova edizione di GenerAzioni, il progetto promosso dai Giovani Imprenditori di Confindustria in collaborazione con Luiss University Press, dedicato all’imprenditoria italiana e al passaggio generazionale. L’evento di lancio si è tenuto ieri presso il Campus Luiss.  Per i Giovani Imprenditori di Confindustria il tema rappresenta da sempre una priorità: promuovere la cultura della continuità d’impresa e favorire un ricambio generazionale efficace significa rafforzare la resilienza del Made in Italy e sostenere la crescita di lungo periodo del Paese. In un contesto come quello italiano, caratterizzato da una forte prevalenza di imprese a controllo familiare e da una struttura dimensionale composta in larga misura da Pmi, la transizione della governance tra generazioni è cruciale non solo per la singola azienda, ma per la competitività delle imprese e dell’intero sistema economico, influenzando occupazione, filiere produttive, innovazione, attrattività degli investimenti, internazionalizzazione, gestione del capitale umano e coesione territoriale. Da un’analisi realizzata nel 2025 tra imprenditori associati di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che ricoprono ruoli apicali nelle proprie aziende, tra le principali difficoltà emergono divergenze strategiche con la generazione precedente, resistenze al cambiamento e la necessità di affermare la propria legittimità nella leadership aziendale. Tuttavia, circa il 72% degli intervistati ha gestito la transizione attraverso un percorso di affiancamento e collaborazione graduale, ritenuto il modello più efficace per garantire continuità e innovazione. Nato nel 2024, GenerAzioni torna quest’anno con un roadshow sul territorio nazionale, che prende il via oggi a Roma con il supporto di Unindustria. Il percorso prevede appuntamenti dedicati agli aspetti economici, fiscali e legali del passaggio generazionale, ma anche alle dimensioni relazionali del processo, come leadership, comunicazione e convivenza tra generazioni. Elemento centrale del progetto è il racconto di casi concreti di imprese familiari attraverso incontri e visite aziendali in diverse realtà produttive italiane, con l’obiettivo di valorizzare modelli organizzativi, individuare criticità ricorrenti e condividere buone pratiche legate alla gestione della staffetta generazionale. Nel corso dell’incontro è stato presentato il secondo volume “GenerAzioni. Viaggio nel futuro d’impresa”, scritto da Mario Benedetto, della serie “Bellissima” diretta da Nicoletta Picchio e dedicata al Made in Italy, con prefazione del Direttore Generale di Confindustria Maurizio Tarquini e un’intervista alla Presidente dei Giovani Imprenditori Maria Anghileri, che accompagna il progetto nel racconto delle dinamiche di successione nelle imprese italiane. All’evento, presieduto da Alice Pretto, Vicepresidente Giovani Imprenditori Confindustria, hanno partecipato tra gli altri: Manuela Soncini, UniCredit Wealth Management; Rafaella Mazzoli e Cecilia Varzi, Egon Zehnder. Presentati anche i casi di due best practice aziendali nella gestione del passaggio generazionale: Orsolini e Autotrasporti Pigliacelli.

I lavori sono stati aperti dal Direttore Generale della Luiss, Rita Carisano, che ha affermato: “La questione generazionale è oggi una delle sfide decisive per il futuro dell’impresa e del nostro sistema economico. Il volume presentato oggi ci invita a considerare il passaggio di testimone non come una semplice successione, ma come un’occasione per rinnovare leadership, competenze e visioni aziendali. Per un Ateneo come il nostro, che attraverso modelli formativi d’eccellenza prepara i leader di domani, questo tema è prioritario”. “Il passaggio generazionale – ha dichiarato Maurizio Tarquini, Direttore Generale di Confindustria – è oggi un nodo strategico per il futuro della nostra economia. Va letto all’interno di una doppia transizione: demografica, segnata dall’invecchiamento della popolazione e dal calo della natalità, e tecnologica, che sta ridefinendo i modelli produttivi. In questo scenario la sfida è trasformare la staffetta in un processo di coesistenza tra generazioni, dove esperienza e visione, memoria e cambiamento si rafforzano a vicenda. Per riuscirci serve alleggerire i vincoli che gravano sui giovani, facilitare l’accesso al credito e al capitale, investire in competenze digitali e in un contesto normativo europeo più semplice e integrato, capace di sostenere la crescita delle imprese e del Paese”. Secondo Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria, “quasi la metà delle imprese familiari italiane sarà interessata da un cambio generazionale nei prossimi dieci anni. È un passaggio cruciale per preservare la continuità del patrimonio manifatturiero del Paese. Non si tratta di una semplice staffetta, ma di un progetto di futuro fondato sull’incontro tra esperienza e nuove energie, una vera sinergia generazionale. Preparare e pianificare il ricambio significa rafforzare la governance e cogliere questa fase come un’opportunità per innovare modelli produttivi e organizzativi. Per i Giovani Imprenditori di Confindustria, accompagnare le imprese in questo percorso è una priorità, valorizzando il dialogo tra tradizione e innovazione per sostenere nuove traiettorie di sviluppo”. “Con Generazioni oggi vogliamo dare risalto a uno dei passaggi più delicati per il futuro del nostro sistema produttivo: il passaggio generazionale nelle imprese familiari – ha commentato Eugenio Samori, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria -. Accompagnare il dialogo tra chi ha costruito l’impresa e chi è chiamato a guidarla nel futuro è fondamentale per garantire continuità, innovazione e sviluppo dei nostri territori. In questo senso, il confronto di oggi tra le due “staffette generazionali” del Lazio – Giulia e Rino Orsolini per l’azienda Orsolini e Romano e Marcello Pigliacelli per Autotrasporti Pigliacelli – ha rappresentato un esempio concreto di come tradizione e nuove visioni possano incontrarsi, trovare un equilibrio e crescere insieme”.

Imprese, team.blue: le Pmi europee sempre più digitali e tecnologiche ma serve una guida

Team.blue, leader europeo per l’innovazione digitale e fornitore di soluzioni basate su intelligenza artificiale per aziende, agenzie e professionisti, presenta il nuovo Digital Maturity Report, un’analisi sul livello di maturità digitale delle piccole imprese europee basato sulle risposte di oltre 8.000 aziende in più di 30 paesi. La ricerca evidenzia come molte realtà aziendali siano interessate ad adottare strumenti digitali e soluzioni di intelligenza artificiale, ma allo stesso tempo come siano frenate e disorientate per l’assenza di una direzione chiara sull’utilizzo di queste nuove tecnologie. Dai dati raccolti, emerge una tendenza ricorrente nell’utilizzo quotidiano degli strumenti digitali quotidiani: i social media guidano la classifica, con circa il 74% che li utilizza per mantenere la visibilità, connettersi con i clienti e promuovere il proprio lavoro. Subito dopo, il 73% degli intervistati dichiara di utilizzare il cloud storage, evidenziando come i sistemi digitali per l’archiviazione e la condivisione delle informazioni siano ormai parte integrante delle operazioni quotidiane. Al di là di questi strumenti essenziali, molte aziende mantengono una dotazione digitale piuttosto semplice. Oltre la metà degli intervistati, infatti, dichiara di utilizzare attivamente piattaforme per la creazione di siti web e una percentuale simile fa uso di strumenti di collaborazione online. Una delle principali difficoltà riscontrate nell’adozione di strumenti digitali e tecnologie innovative riguarda la loro selezione e utilizzo: il 30% degli intervistati non sa quali strumenti scegliere, il 26% dichiara di non avere le competenze o la fiducia necessarie per utilizzarli, il 20% delle aziende invece indica la mancanza di tempo e risorse come ostacolo principale.

Nonostante queste barriere, la trasformazione digitale avanza rapidamente: anche l’intelligenza artificiale sta guadagnando terreno nelle operazioni aziendali di tutti i giorni: quasi 1 azienda su 5 la utilizza ampiamente e un altro terzo la sta sperimentando. Tuttavia, emerge uno scenario in cui poca chiarezza e mancanza di tempo prevalgono rispetto ad una adozione lineare di IA o di tecnologie innovative: il 19% afferma di non sapere quali strumenti dovrebbe utilizzare, il 17% riconosce di non avere le competenze o le conoscenze necessarie, mentre il 13% indica di non disporre di tempo o risorse sufficienti.

Esiste però anche una nicchia di rispondenti che non riconosce il valore aggiunto dato da questi strumenti: tra questi, il 59% opera da oltre dieci anni, un dato che suggerisce una certa resistenza al cambiamento e una minore propensione a investire in nuove tecnologie da parte delle aziende più consolidate, probabilmente perché abituate a modalità operative standard e poco innovative. Infine, dalle piccole imprese emerge con chiarezza che la richiesta principale non riguarda nuove tecnologie, ma un supporto più semplice e concreto per utilizzarle al meglio. Il 26% dichiara di non possedere ancora le competenze o le conoscenze necessarie in questo ambito. Allo stesso tempo, una su due afferma che una guida passo-passo le permetterebbe di progredire nel proprio percorso digitale, mentre il 42% segnala il bisogno di orientamento sugli strumenti più adatti e il 38% evidenzia il valore di formazione e workshop dedicati.

“La crescita della tecnologia, e in particolare dell’intelligenza artificiale, procede a un ritmo che molte piccole imprese faticano a seguire,” afferma Claudio Corbetta, Group CEO di team.blue. “Dai dati emerge chiaramente che non manca l’ambizione, ma piuttosto orientamento su come tradurla in azione. Quando semplifichiamo il percorso e rendiamo gli strumenti accessibili, l’IA diventa un catalizzatore di creatività e crescita. L’opportunità è aiutare le piccole imprese non solo ad adottare l’IA, ma a plasmarne le potenzialità”.

Tripla cerimonia Explora Journeys e Fincantieri a Sestri Ponente

Triplo importante evento per Explora Journeys e Fincantieri, oggi, nel cantiere di Sestri Ponente. L’ultra-elegante compagnia europea di viaggi oceanici di lusso del Gruppo MSC e il leader globale della cantieristica ad alta complessità, hanno celebrato il varo tecnico di Explora IV, la cerimonia della moneta di Explora V, e dando anche l’inizio della costruzione di Explora VI. È salito dunque a quattro il numero di navi che Fincantieri sta costruendo in contemporanea per Explora Journeys: Explora III, che sta eseguendo in questi giorni le prove a mare e sarà consegnata a luglio; Explora IV ed Explora V, che prenderanno il largo entrambe nel 2027; ed Explora VI, che entrerà in servizio nel 2028 completando così il programma di costruzione della flotta di sei navi interamente affidato a Fincantieri. Le prime due unità, Explora I ed Explora II, sono già in servizio e, grazie a itinerari globali, destinazioni esclusive ed esperienze di bordo uniche e impeccabili, stanno incontrando un crescente successo sui mercati di tutto il mondo, diventando un punto di riferimento per l’intero settore grazie all’offerta di un’esperienza di viaggio unica, innovativa e raffinata. Il triplo evento di oggi è stato presenziato da numerose autorità civili e militari – tra cui il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il Sindaco del Comune di Genova, Silvia Salis, l’Ammiraglio Ispettore Antonio Ranieri, Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del porto di Genova, e Tito Vespasiani, Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale – accolte da Pierfrancesco Vago, Presidente Esecutivo Divisione Passeggeri Gruppo MSC, da Anna Nash, Presidente Explora Journeys, da Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, e da Luigi Matarazzo, Direttore Generale della Divisione Navi Mercantili di Fincantieri. Per la costruzione delle sei navi Explora Journeys, l’investimento complessivo da parte del Gruppo MSC è stato pari a circa 3,5 miliardi di euro, con importanti ricadute economiche e occupazionali per il Paese. Considerando anche le quattro navi commissionate e consegnate da Fincantieri negli anni passati – MSC Seaside, MSC Seaview, MSC Seashore e MSC Seascape – l’investimento del Gruppo MSC sale complessivamente a circa 7 miliardi di euro. All’avanguardia sotto il profilo del design, della tecnologia navale e della sostenibilità, tutte le navi attualmente in costruzione saranno alimentate a gas naturale liquefatto (GNL), un combustibile in grado di ridurre sensibilmente le emissioni rispetto ai carburanti marittimi tradizionali. Utilizzando il GNL, le emissioni di ossidi di zolfo, ossidi di azoto e anidride carbonica vengono fortemente diminuiti. Explora VI prevede in aggiunta l’utilizzo di celle a combustibile: una tecnologia innovativa che consentirà di produrre energia in modo ancor più efficiente trasformando il GNL in idrogeno e permettendo inoltre l’utilizzo di GNL di origine rinnovabile. Inoltre, tutte le unità sono dotate del sistema di «cold ironing», che permette il collegamento alla rete elettrica in banchina azzerando così le emissioni durante la sosta nei porti. La realizzazione di queste navi riflette il ruolo di Fincantieri come system integrator di una filiera industriale ampia e altamente specializzata. Il Gruppo coinvolge in Italia circa 6.500 fornitori – in larga parte piccole e medie imprese – consentendo loro di partecipare a progetti ad alto contenuto tecnologico e con forte proiezione internazionale. In Liguria operano circa 800 fornitori della supply chain del Gruppo che inoltre impiega localmente oltre 3.600 addetti diretti e contribuisce ad attivare complessivamente oltre 70.000 posti di lavoro lungo l’intera filiera nazionale, confermando il ruolo della cantieristica come motore industriale e occupazionale per il Paese. Lo scorso 24 febbraio, a New York, è stata presentata la nuova campagna globale di Explora Journeys, sviluppata da McCann Paris e realizzata dal pluripremiato regista e fotografo Jonas Lindstroem. Attraverso un’estetica raffinata e contemporanea, la campagna offre uno sguardo evocativo sull’esperienza Explora Journeys, invitando una nuova generazione di viaggiatori a guardare al viaggio oceanico con occhi nuovi e a scoprire l’Ocean State of Mind.

Olt riceve il primo carico Small Scale Lng

OLT Offshore LNG Toscana ha ricevuto presso il Terminale FSRU Toscana il primo carico Small Scale LNG (SSLNG), segnando l’avvio operativo delle attività commerciali di questo nuovo servizio fondamentale per il completamento della logistica del gas naturale liquefatto in Italia. Il primo carico, pari a 4.000 m³, è stato consegnato attraverso la piccola nave metaniera “Green Zeebrugge” operata da Axpo. Con questa prima operazione di bunkeraggio interamente italiana, il Terminale FSRU Toscana è il primo in Italia a offrire il servizio di SSLNG, fondamentale per supportare in modo concreto la decarbonizzazione del settore dei trasporti marittimi e terrestri. Il servizio consente il caricamento di GNL dal Terminale su piccole navi metaniere, che possono poi rifornire navi alimentate a gas naturale liquefatto o consegnare il prodotto ai depositi costieri del Mediterraneo. Il crescente interesse del mercato è stato confermato anche dagli esiti delle prime aste dedicate allo Small Scale LNG che si sono svolte a ottobre e dicembre 2025, nelle quali sono stati complessivamente allocati 15 slot. Nei prossimi mesi OLT metterà a disposizione nuovi slot per rispondere alle esigenze degli operatori.

La Corte dei Conti europea boccia l’Ue sulle comunità energetiche

Il sogno di una rivoluzione energetica Ue a livello locale si allontana a causa di ostacoli tecnici e giuridici, secondo una nuova relazione della Corte dei conti europea. I cittadini, le autorità locali e le piccole imprese in tutta l’UE avrebbero dovuto produrre, gestire, condividere e consumare sempre più energia autoprodotta grazie alle “comunità energetiche”. Quasi un decennio dopo che queste ambizioni sono state enunciate, però, la Corte traccia un quadro non entusiasmante: i progressi sono ben al di sotto delle aspettative. Affinché queste iniziative guidate dai cittadini mantengano le promesse, la Corte raccomanda regole più chiare, maggiori incentivi ai cittadini e alle famiglie vulnerabili e un sostegno più efficace per lo sviluppo di soluzioni di accumulo di energia.

Le comunità energetiche sono strutture giuridiche che consentono agli individui, alle autorità locali e alle piccole imprese di unire le forze per produrre, gestire, condividere ed utilizzare l’energia. Possono sfruttare qualsiasi fonte energetica, dai pannelli solari sui tetti dei condomini a turbine eoliche in comproprietà che forniscono energia elettrica ad un paese o un quartiere e possono beneficiare di finanziamenti dell’Ue per miliardi di euro. L’Ue considera le comunità energetiche uno strumento potente per raggiungere i propri obiettivi in materia di clima ed energia, anticipando che entro il 2030 potrebbero rappresentare una quota significativa della capacità eolica e solare dell’Europa (rispettivamente il 17 % e il 21 %). Nella pratica la situazione è meno entusiasmante: secondo la Corte, le stime sono eccessivamente ottimistiche. Una delle principali ragioni è semplicemente che non ci sono abbastanza comunità energetiche nell’Ue.

“Mentre l’Ue corre per raggiungere gli obiettivi in materia di clima ed energia, le comunità energetiche guidate dai cittadini restano una idea allettante – un ideale teorico ma difficile da attuare nella pratica”, ha dichiarato João Leão, Membro della Corte responsabile dell’audit. “L’Ue deve ora rimuovere gli ostacoli giuridici e le difficoltà tecniche per farle funzionare efficacemente sul terreno”.

Un obiettivo a livello Ue prevedeva che in ogni comune di più di 10 000 abitanti ci fosse almeno una comunità energetica rinnovabile entro il 2025. La Commissione europea non ha ancora comunicato se tale obiettivo sia stato raggiunto, ma i dati raccolti dagli auditor della Corte mostrano che l’UE è ampiamente al di sotto del target. Le definizioni poco chiare dell’Ue hanno creato confusione su cosa si intenda esattamente per comunità energetica, come debba essere costituita, come si possa condividere l’energia prodotta e vendere quella in eccesso. Questa vaghezza giuridica dissuade i cittadini dal partecipare e, in ultima analisi, ostacola la creazione di comunità energetiche. Questo vale soprattutto per i condomini, in cui abita circa metà della popolazione dell’UE, dove la prospettiva di aggiungere un’ulteriore entità giuridica alle associazioni di proprietari create per gestire gli edifici viene considerato un ulteriore livello di burocrazia.

Inoltre, i ritardi o i rifiuti a connettere nuovi impianti dovuti alla congestione della rete rallentano lo sviluppo delle comunità energetiche. Parte del problema è che le curve di produzione e consumo naturalmente non corrispondono: i pannelli solari producono il massimo dell’energia elettrica verso mezzogiorno mentre il picco di domanda delle famiglie si colloca la mattina presto o la sera. Combinare i progetti di energie rinnovabili con servizi di flessibilità, in particolare con l’accumulo di energia, potrebbe contribuire a riequilibrare offerta e domanda in tempo reale, ridurre la pressione sulla rete e potenziare l’autoconsumo di energia prodotta localmente. La Commissione europea non considera ancora prioritario il sostegno per l’accumulo di energia per queste comunità, perdendo così l’opportunità di favorirne lo sviluppo.

Key Energy, New Time trasforma gli edifici in centrali energetiche invisibili

“Non più moduli fotovoltaici pensati per la sola installazione nei tetti, ma sistemi integrati nell’involucro edilizio, capaci di rendere l’edificio energeticamente autonomo, preservandone identità architettonica, garantendo piena conformità ai più stringenti standard di sicurezza”. È questa la visione presentata oggi da Paolo Cimatti, CEO di New Time S.p.A., durante l’evento “Efficientamento energetico e rinnovabili integrate negli edifici” a KEY – The Energy Transition Expo. Nel suo intervento conclusivo, Cimatti ha lanciato un messaggio chiaro alle agenzie: “Spesso pensiamo che il limite delle rinnovabili sia l’efficienza dei moduli o il costo delle tecnologie. In realtà il vero limite è lo spazio disponibile. Gli edifici consumano oltre il 40% dell’energia totale, ma non sono stati progettati per produrla.”. La rivoluzione di New Time risiede nel superamento dei vincoli architettonici e dei compromessi estetici: “Abbiamo trasformato le superfici passive dell’involucro in superfici attive attraverso tecnologie uniche sviluppate in Italia dopo anni di ricerca”. Il cuore dell’innovazione è il Vetro Fotovoltaico Trasparente, una soluzione all’avanguardia in Europa che crea nuove prospettive per l’edilizia e l’architettura del futuro”. Garantiamo una libertà progettuale senza limiti,” spiega Cimatti, “grazie a gradazioni di trasparenza che vanno dallo 0% all’80%, di qualsiasi spessore e con una gamma di colori praticamente infinita”. Un pilastro fondamentale della proposta è la sicurezza totale: “I nostri prodotti sono certificati in classe di reazione al fuoco B-s1, d0 e sono i primi conformi alla nuova normativa antincendio dei Vigili del Fuoco entrata in vigore a fine settembre 2025”. Grande attenzione è stata dedicata alla decarbonizzazione dei borghi italiani attraverso il Coppo Fotovoltaico in vetro temprato indurito, resistente alla grandine fino a 5 cm di diametro. “Preserviamo la coerenza visiva dei paesaggi storici senza alterarne l’estetica o la struttura”, sottolinea Cimatti, “valorizzando l’immobile fino alla classe energetica A3 con prestazioni eccezionali: una superficie di soli 46 metri quadrati produce oltre 6.5 kW di energia pulita”. I coppi sono disponibili in colorazioni autentiche come “Rosso Cotto Naturale”, “Rosato Chiaro” e “Tortora Invecchiato” per un’integrazione perfetta anche sotto vincolo paesaggistico.
Con headquarter a Forlì e due poli produttivi da 50.000 metri quadrati capaci di processare 500.000 metri quadrati di vetro temprato all’anno, New Time S.p.A. guida l’espansione internazionale con sedi a Liverpool, Alicante e Dubai e una prossima apertura in Francia. La gamma include applicazioni come parapetti fotovoltaici trasparenti, pareti ventilate, cappotti integrati e innovative piastrelle fotovoltaiche calpestabili e carrabili ideali per trasformare piazze e terrazze in fonti energetiche.

L’Agenzia del Demanio partecipa al Mipim, al via oggi a Cannes

L’Agenzia del Demanio parteciperà anche quest’anno al Mipim 2026, il principale appuntamento internazionale dedicato al real estate e allo sviluppo urbano, in programma a Cannes dal 10 al 13 marzo. All’interno dell’Italian Pavilion Arena al Palais des Festivals, l’Agenzia – in collaborazione con Ice-Ita – incontrerà investitori e stakeholder internazionali per presentare i propri progetti strategici e le iniziative di valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato.

L’Italian Pavilion ospiterà per tutta la durata della manifestazione un ricco programma di workshop, incontri e momenti di approfondimento sui trend emergenti, gli strumenti e i modelli innovativi per la trasformazione delle città. In questo contesto, l’Agenzia del Demanio sarà protagonista di due appuntamenti di particolare rilievo: martedì 10 marzo alle ore 15:30, presso il Padiglione Italiano – Riviera 8, B.10, l’Agenzia interverrà al workshop “From Esg to Value Creation: Building Climate-Resilient Assets”, dedicato ai temi della sostenibilità, della resilienza climatica e della trasformazione digitale come leve fondamentali per la creazione di valore nel settore immobiliare; mercoledì 11 marzo alle ore 14:00, l’Agenzia prenderà parte al workshop ospitato presso lo stand di Roma Capitale, dove si discuterà delle prospettive di sviluppo della città. Nel corso dell’incontro sarà illustrato l’importante intervento di riqualificazione e valorizzazione dell’area di Tor Vergata, dove l’Agenzia ha recentemente concluso la prima fase dei lavori con un investimento di oltre 80 milioni di euro. Alla platea internazionale sarà presentato l’avviso pubblico dell’Agenzia per l’attivazione di iniziative in partenariato pubblico-privato finalizzate alla progettazione, realizzazione e gestione degli interventi di recupero e riconversione dell’ex Città dello Sport di Roma.

La partecipazione al Mipim rappresenta per l’Agenzia del Demanio un’importante opportunità di dialogo con istituzioni, operatori e potenziali partner internazionali: un momento strategico per promuovere la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e per condividere le potenzialità di sviluppo dei grandi compendi italiani.

Cooperazione internazionale,  Lo Russo: “Rafforzare programmi di cooperazione per favorire pace e stabilità”

“La cooperazione internazionale è oggi uno degli strumenti più concreti per costruire stabilità, sviluppo e opportunità condivise tra territori. In un contesto internazionale reso particolarmente complesso dal moltiplicarsi dei conflitti e delle tensioni geopolitiche, rafforzare i programmi di cooperazione allo sviluppo significa contribuire alla costruzione di pace, alla stabilità delle aree più fragili e alla crescita delle comunità locali”. Così il sindaco di Torino e vicepresidente Anci con delega alle Politiche comunitarie e internazionali, Stefano Lo Russo, intervenuto oggi al Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo, presieduto dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, alla presenza del viceministro Edmondo Cirielli e del direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo Marco Riccardo Gatti. “In questo quadro il ruolo delle città è sempre più centrale: i Comuni italiani, attraverso le proprie competenze e le relazioni tra comunità locali, possono contribuire in modo significativo alla realizzazione di progetti di sviluppo sostenibile, inclusione e rafforzamento istituzionale nei Paesi partner”. “Come Anci – ha ricordato Lo Russo – abbiamo ribadito l’importanza di valorizzare la cooperazione tra enti locali e di rafforzare i programmi che coinvolgono direttamente le amministrazioni comunali, che spesso rappresentano il livello istituzionale più vicino ai cittadini e alle comunità. In questo contesto è fondamentale riconoscere e valorizzare anche il patrimonio di competenze tecniche delle utilities partecipate dai Comuni italiani — nei settori dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti, dei trasporti e dei servizi urbani — che possono rappresentare un supporto concreto ai programmi di cooperazione allo sviluppo”. Per il sindaco di Torino “queste esperienze e capacità operative possono affiancarsi all’azione dello Stato e delle sue articolazioni istituzionali, contribuendo a costruire partenariati più solidi e a trasferire competenze amministrative, tecnologiche e gestionali ai territori partner. La riunione del Consiglio Nazionale -ha concluso Lo Russo – ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, enti territoriali e organizzazioni della società civile sulle priorità e sugli strumenti della cooperazione allo sviluppo del nostro Paese”.

Andrea Mignanelli diventa presidente della piattaforma Klaro

Klaro, la piattaforma che facilita l’accesso ai finanziamenti e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese italiane, da oggi può contare sulla competenza di Andrea Mignanelli. Con una trentennale esperienza nei servizi per il credito, Mignanelli assume il ruolo di presidente della società che gestisce l’infrastruttura basata sull’Intelligenza Artificiale. Mignanelli vanta un’importante carriera nel settore, prima in McKinsey, in qualità di Partner e Responsabile europeo della practice Credit Risk Management, poi come fondatore di Jupiter, società specializzata nell’acquisto e gestione di crediti problematici. Esperienza che nel 2010 ha portato in Cerved Credit Management, diventata l’operatore leader del mercato italiano con oltre 50 miliardi di euro in gestione. Dal 2019 al 2024 è stato Amministratore Delegato del Gruppo Cerved. Klaro è una piattaforma che, grazie a collegamenti sicuri con conti bancari, cassetto fiscale e altre fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Riscossione, Camera di Commercio, INPS, etc), velocizza la richiesta di finanziamenti attraverso la raccolta di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria creditizia, generando il Klaro Profile, e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese attraverso un unico cruscotto. Il Klaro Profile è un set documentale standard, certificato e sempre aggiornato che consente a banche e intermediari di effettuare istruttorie sicure in pochi minuti, invece che in settimane. Questo risponde alla necessità di fare incontrare domanda e offerta di credito nel contesto italiano in cui, nonostante l’ottima infrastruttura dati sulle imprese, i prestiti bancari alle piccole società sono calati del 40% dal 2014 al 2025. “Sono entusiasta di questa nuova avventura – dichiara Andrea Mignanelli -. In Klaro ho trovato le risposte ai due principali problemi che da anni affliggono gli imprenditori italiani: difficile accesso al credito e gestione amministrativa complicata. La nostra missione è aiutare gli imprenditori a valorizzare al meglio la propria azienda e ottimizzare le risorse finanziarie. Combinando l’avanzata infrastruttura dati del Paese con la tecnologia AI specialistica di Klaro, facciamo la differenza nel rapporto tra impresa e filiera del credito”.

Tessile, stop alla distribuzione dell’invenduto e passaporto digitale: il Patto europeo per il clima incontra a Milano imprese ed esperti

contra a Milano imprese ed espertiOgni anno in Europa una percentuale cha varia dal 4 a 9% dei prodotti tessili invenduti viene distrutto prima ancora di essere indossato: uno spreco che genera circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂, un valore quasi equivalente alle emissioni nette totali della Svezia nel 2021. Il Regolamento Ecodesign for Sustainable Products (ESPR), entrato in vigore nel 2024, vuole porre un freno a questi sprechi. Il 12 marzo, presso il GS1 Italy Innovation Center di Milano, si terrà un incontro promosso nell’ambito dell’ESPR Working Table, un’iniziativa che riunisce brand del settore moda con l’obiettivo di accompagnare le imprese nella transizione verso la conformità normativa. Alla sessione parteciperanno alcuni tra i principali esperti internazionali sul tema, tra cui il Coordinator dell’Expert Working Group Textile di CIRPASS-2, il Chair dell’United Nations Transparency Protocol Adoption Group e il team tecnico di GS1 Italy. L’iniziativa si inserisce inoltre in un momento cruciale del processo normativo europeo: entro il 31 marzo 2026 è infatti prevista la pubblicazione degli standard tecnici europei per il Digital Product Passport. “Il Digital Product Passport rappresenta uno strumento fondamentale per supportare la transizione circolare dell’industria moda, rendendo disponibili dati affidabili lungo tutto il ciclo di vita del prodotto – afferma Martina Schiuma, EU Climate Pact Ambassador per l’Italia e Head of Global Strategy and Partnership di Ympact -. Attraverso l’ESPR Working Table vogliamo creare uno spazio di lavoro concreto in cui le aziende possano prepararsi alle nuove infrastrutture dati richieste dalla normativa europea, passando dalla comprensione dei requisiti regolatori alla loro implementazione operativa”. Il settore moda accelera il percorso verso l’adeguamento ai nuovi requisiti europei in materia di sostenibilità e tracciabilità dei prodotti. A partire da luglio 2026 entrerà infatti in vigore il divieto di distruzione dell’invenduto per abbigliamento e calzature, mentre il Digital Product Passport (DPP) si prepara a diventare uno degli strumenti chiave della strategia europea per favorire trasparenza e circolarità lungo la filiera del prodotto.

 

 

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