LA GIORNATA
Iran, corrono gas e petrolio. Bce: più rischi al ribasso per la crescita
- Consob, Mosca: usare il risparmio europeo per colmare il gap con i competitor globali. Nel 2025 30 fughe dalla Borsa per 2,5 mld
- Hormuz, Urso: pronti a intervenire se blocco aumenta prezzo carburanti alla fonte
- Ponte sullo Stretto, il Mit: prosegue positivamente dialogo con Ue su direttiva appalti e habitat
IN SINTESI
L’aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente riporta sotto i riflettori i rischi geopolitici che la Banca centrale europea aveva già indicato come una delle principali minacce alla stabilità finanziaria. Nel rapporto 2025 del Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB), l’organismo che fa capo alla BCE, pubblicato proprio mentre i mercati tornano a misurarsi con la crisi nel Golfo Persico, si avverte che un’intensificazione dei conflitti potrebbe provocare “correzioni di mercato brusche e disordinate”, con effetti sull’economia reale attraverso un calo della fiducia e un aumento dei costi di finanziamento. L’avvertimento arriva in una giornata in cui i mercati hanno già iniziato a scontare un aumento del rischio geopolitico. Il gas europeo, sul mercato di Amsterdam, è balzato fino al 6%, raggiungendo 51,5 euro al megawattora, il livello più alto da maggio, mentre il petrolio è tornato sopra i 75 dollari al barile.
Le Borse europee hanno invece mostrato una salda tenuta. Milano e Parigi hanno chiuso in rialzo dello 0,3%, Amsterdam ha guadagnato lo 0,1%, Londra e Francoforte sono rimaste sostanzialmente invariate, mentre Madrid ha ceduto lo 0,3%. Più evidente la cautela sul mercato obbligazionario: il rendimento del Btp decennale è salito di circa sette punti base fino al 3,87%, in un movimento condiviso con gli altri titoli di Stato europei che ha lasciato pressoché invariato lo spread con il Bund, attestatosi a 76,5 punti base. Negli Stati Uniti le tensioni geopolitiche hanno invece alimentato le aspettative di un possibile ritorno di pressioni inflazionistiche. I rendimenti dei Treasury sono saliti, con il biennale al 4,24% e il decennale al 4,59%, riflettendo le scommesse degli investitori sull’eventualità che la Federal Reserve possa essere costretta a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo qualora il rincaro dell’energia dovesse tradursi in una nuova spinta ai prezzi.
È proprio questo scenario che rende particolarmente significativa la missione della presidente della BCE, Christine Lagarde, a Washington, con gli incontri con il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, e successivamente il segretario al Tesoro Scott Bessent. Sul tavolo, le prospettive dell’economia globale in una fase in cui le tensioni geopolitiche rischiano di riaccendere l’inflazione proprio mentre le principali banche centrali puntavano a una graduale normalizzazione della politica monetaria.
Nel rapporto, l’ESRB sottolinea come, dopo una seconda parte del 2025 caratterizzata da una riduzione dell’incertezza grazie alla soluzione di alcune controversie commerciali, “le rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente all’inizio del 2026 hanno accentuato i rischi di ribasso per la crescita economica”. Per il Comitato, le vulnerabilità macrofinanziarie e quelle del sistema finanziario sono strettamente collegate e potrebbero rafforzarsi reciprocamente, aumentando il rischio sistemico. Alle preoccupazioni geopolitiche si aggiungono quelle sui conti pubblici europei. Secondo l’ESRB, la combinazione tra prospettive di crescita moderate, livelli elevati di debito in alcuni Paesi dell’Unione e l’aumento delle spese per la sicurezza riduce lo spazio di manovra fiscale e alimenta i timori sulla sostenibilità del debito pubblico.
Il rapporto richiama inoltre l’attenzione su un altro fronte di rischio destinato a crescere: quello informatico. La diffusione dell’intelligenza artificiale rende infatti necessario rafforzare la resilienza delle infrastrutture finanziarie contro attacchi cyber sempre più sofisticati. L’ESRB avverte che le iniziative dei singoli operatori non sono sufficienti e chiede una risposta coordinata tra autorità pubbliche, istituzioni finanziarie, fornitori di IA, sviluppatori software, aziende di cybersicurezza e comunità open source. Il messaggio complessivo dell’ESRB è che il sistema finanziario europeo entra in una fase in cui shock geopolitici, vulnerabilità fiscali e rischi tecnologici possono alimentarsi reciprocamente. L’improvvisa riaccensione della crisi nel Golfo rappresenta il primo banco di prova di queste valutazioni e offre una misura di quanto rapidamente le tensioni internazionali possano tornare a influenzare energia, inflazione, mercati finanziari e, di conseguenza, le scelte delle principali banche centrali.
Consob, Mosca: usare il risparmio europeo per colmare il gap con i competitor globali. Guido Stazi verso la presidenza
La competitività dei mercati europei passa anche dalla capacità di mobilitare il risparmio privato verso gli investimenti produttivi. È il messaggio centrale lanciato dalla presidente vicaria della Consob, Chiara Mosca, nella Relazione annuale al mercato svolta ieri a Piazza Affari a Milano. A oltre quattro mesi dalla scadenza del mandato di Paolo Savona e in attesa della nomina del nuovo presidente, Mosca ha aperto il suo intervento chiarendo che la Commissione continua a esercitare “con pienezza” tutti i compiti assegnati dalla legge. La vicarietà della presidenza, prevista dal regolamento di organizzazione e funzionamento per garantire la continuità dell’attività dell’Istituto, si è già verificata in altre tre occasioni, ma si inserisce questa volta in una fase non ordinaria, caratterizzata dalla forte vivacità del mercato del controllo societario, in particolare nel settore bancario. E’ la prima volta che la Relazione annuale dell’Authority viene svolta da un presidente vicario. Uno dei temi al centro della relazione è, dunque, quello della competitività europea. Per rilanciare i settori strategici, tra cui l’intelligenza artificiale indicata come tecnologia chiave per la crescita, l’Europa avrà bisogno di investimenti aggiuntivi pari a circa 750-800 miliardi di euro all’anno. Una parte rilevante di queste risorse potrebbe arrivare, secondo Mosca, dalla ricchezza finanziaria delle famiglie europee. “Se solo una parte dei circa 11.000 miliardi di euro che costituiscono la ricchezza finanziaria disponibile delle famiglie europee fosse canalizzata verso investimenti in innovazione, l’Europa sarebbe in grado di colmare il divario che la separa dai principali competitor globali”, ha affermato.
Il tema si lega direttamente alla riforma del Testo unico della finanza, sulla quale la Consob ha espresso il proprio contributo ricercando un equilibrio tra le esigenze di semplificazione, necessarie per creare un contesto favorevole alla quotazione delle imprese, e la tutela degli investitori. “È intuibile che un’autorità geneticamente votata alla vigilanza e alla tutela del risparmio valuti con cautela le ipotesi di intervento sulle protezioni esistenti”, ha osservato Mosca, ricordando tuttavia che la competitività dei mercati dei capitali è oggi al centro dell’agenda europea e che il loro rafforzamento rappresenta esso stesso uno strumento di tutela del risparmio. La riforma attribuisce inoltre alla Consob un ruolo regolamentare ancora più ampio. Il decreto legislativo 47 del 2026 ha conferito all’Autorità oltre venti deleghe regolamentari, con termini di attuazione compresi tra tre e dodici mesi, alle quali si sono aggiunte quelle previste dalla Legge Capitali per la riforma organica delle procedure sanzionatorie. L’attuazione delle deleghe sarà preceduta da consultazioni pubbliche con il mercato, in linea con i principi della better regulation e con un modello di vigilanza sempre più improntato al confronto con gli operatori.
La relazione ha poi tracciato un bilancio dell’andamento di Piazza Affari. Nel 2025 si sono registrati 30 delisting, con una perdita complessiva di circa 2,5 miliardi di euro di capitalizzazione. Sul mercato regolamentato Euronext Milan nove delle undici uscite sono avvenute a seguito di offerte pubbliche di acquisto o di scambio, mentre sull’Euronext Growth Milan le operazioni dello stesso tipo sono state undici su diciannove. Mosca ha però sottolineato che la riduzione del numero delle società quotate rappresenta una tendenza diffusa a livello internazionale. Nell’ultimo decennio il numero delle società presenti sul mercato regolamentato è diminuito del 20% nel Regno Unito e del 46% in Francia, mentre in Italia il calo si è attestato al 20%. Anche gli Stati Uniti hanno attraversato una lunga fase di contrazione tra la fine degli anni Novanta e il 2015, cui è seguita una ripresa favorita soprattutto dalla crescita del Nasdaq.
Parallelamente, il valore del mercato italiano ha continuato ad aumentare. Nel 2025 il Ftse Mib ha guadagnato il 31,5%, registrando la migliore performance degli ultimi vent’anni, mentre nel primo semestre del 2026 ha superato il massimo storico che resisteva dal marzo del 2000. A fine giugno la capitalizzazione complessiva di Piazza Affari ha raggiunto i 1.209 miliardi di euro, dopo il record di 1.077 miliardi toccato alla fine del 2025. Osservando il periodo compreso tra il 2010 e il 2025, Mosca ha evidenziato come il mercato italiano abbia seguito due traiettorie opposte: da un lato, la crescita dei prezzi azionari ha generato circa 750 miliardi di euro di nuova capitalizzazione; dall’altro, l’eccedenza dei delisting rispetto alle nuove quotazioni ha prodotto un saldo negativo di 96 miliardi di euro, frutto di 187 miliardi di capitalizzazione persa a fronte di 91 miliardi acquisiti con le nuove quotazioni. Una dinamica che si è accentuata negli ultimi cinque anni, con un saldo negativo di 69 miliardi e la sostanziale assenza di nuovi ingressi sul mercato regolamentato.
La circostanza che la Relazione sia stata presentata da una presidente vicaria ha inevitabilmente riportato l’attenzione sul ritardo nella nomina del successore di Paolo Savona. Pur ribadendo che la Commissione continua a operare con la pienezza dei propri poteri, la situazione ha alimentato il confronto politico. Il capogruppo del Partito democratico al Senato, Francesco Boccia, ha criticato il protrarsi dello stallo, affermando che “quando si calpestano le regole quotidianamente il risultato è questo”. Dal Governo è arrivata invece l’indicazione di una possibile svolta a breve: il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che “questa settimana ci occuperemo di Consob”. In serata è arrivata la notizia, confermata da qualificate fonti di Governo che il nuovo presidente della Consob sarà Guido Stazi. La sua nomina dovrebbe avere il via libera nel Consiglio dei ministri in programma domani. Stazi, economista, è segretario generale dell’Antitrust ed è stato dal 2013 al 2017 segretario generale della Consob.
Hormuz, Urso: pronti a intervenire se blocco aumenta prezzo carburanti alla fonte
‘Se il perdurare del blocco di Hormuz dovesse comportare anche un aumento dei prezzo dei carburanti alla fonte, ovviamente interverremo come abbiamo fatto sin dall’inizio con misure specifiche e mirate’. A dichiararlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla stampa durante l’evento “Gli Stati generali della Space economy”, a Milano. ‘Questa vicenda ci deve insegnare che occorre realizzare, come stiamo facendo, politiche di lungo respiro per ridurre la dipendenza dall’estero e aumentare la capacita’ di produrre energia elettrica con fonti da noi controllate, sul nostro Paese’, ha sottolineato il ministro, parlando di rinnovabili, ‘la cui capacita’ produttive in questi anni e’ aumentata di oltre il 40%’, ma anche di ‘nucleare civile di nuova generazione’, sul quale ‘il governo ha riaperto con responsabilità e consapevolezza’. ‘Ci auguriamo che il Parlamento condivida il provvedimento entro la pausa estiva, cosi’ che i decreti attuativi si possano realizzare entro l’anno, perche’ dobbiamo prendere atto della realtà, che ci impone di realizzare tutto quello che e’ necessario per la sicurezza energetica del nostro Paese’, ha concluso.
Ft: ‘nella prima metà del 2026 record di import di Gnl russo per l’Ue’
Nella prima metà del 2026 l’Europa ha importato dalla principale struttura russa di Gnl una quantità di gas naturale liquefatto mai registrata prima, assorbendo quasi tutta la produzione dell’impianto siberiano mesi prima dell’entrata in vigore del divieto dell’Ue sulle importazioni di gas russo.” E’ quanto scrive il Financial Times, spiegando che “gli acquisti dell’Ue da Yamal Lng, controllata dalla società privata russa Novatek, hanno raggiunto il livello record di 9,89 milioni di tonnellate nei primi sei mesi dell’anno — il 18 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo i dati della società di analisi Kpler. “I dati evidenziano il ruolo cruciale che l’Europa continua a svolgere nel mantenere in funzione l’impianto energetico di punta della Russia, mentre la guerra di Mosca contro l’Ucraina si protrae ormai da cinque anni. Secondo le stime di Urgewald, un’organizzazione non governativa, l’Europa potrebbe aver pagato fino a 6 miliardi di euro per queste spedizioni. I principali acquirenti europei sono stati Francia, Belgio e Spagna, che nella prima metà del 2026 hanno importato rispettivamente 3,6 milioni, 2,9 milioni e 2,7 milioni di tonnellate da Yamal, come mostrano i dati di Kpler”, scrive il quotidiano britannico.
Ponte sullo Stretto, il Mit: prosegue positivamente dialogo con Ue su direttiva appalti e habitat
Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha riunito ieri al Mit i vertici di Stretto di Messina SpA per fare un punto sul dossier Ponte sullo Stretto. Dall’incontro è emerso che le interlocuzioni tra il governo italiano e l’Unione Europea proseguono positivamente sia per quanto riguarda la Direttiva Habitat che per la Direttive Contratti Pubblici relativamente al rispetto del noto limite del 50% del valore del contratto. E’ stato esaminato anche l’esito del dialogo avviato da oltre un anno su entrambi i dossier, rispetto ai quali non è mai stata presa in considerazione l’ipotesi di avvio di una procedura di infrazione. Infine si è ribadito come gli uffici del MIT, insieme al MASE, siano al lavoro per fornire alla Commissione i dati integrativi richiesti in materia ambientale, tenuto anche conto che il progetto del ponte sullo Stretto di Messina nel 2025 ha completato positivamente la procedura Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Considerate le procedure previste dal Decreto-legge 11 marzo 2026 il e le attività già svolte e in corso, entro la fine di luglio il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dovrebbe trasmettere al DIPE l’ampia documentazione riguardante il progetto del ponte sullo Stretto di Messina per l’iscrizione all’Ordine del Giorno del CIPESS per la prevista nuova delibera. in questo quadro, l’obiettivo è quello di avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno.
Il cronoprogramma della realizzazione del ponte prevede 7,5 anni. Il 2034 è primo anno di esercizio del ponte.
Ops Icop-Trevi, occupazione e sviluppo devono camminare insieme. Positivo il confronto con i vertici del gruppo
Nel corso di un incontro svoltosi ieri mattina, i vertici di ICOP hanno illustrato alle organizzazioni sindacali FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil i contenuti dell’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) promossa su Trevi e le prospettive industriali dell’operazione. “Per noi il punto di partenza resta la piena tutela dell’occupazione e la valorizzazione delle professionalità costruite in questi anni. Accogliamo quindi con soddisfazione le rassicurazioni fornite dall’azienda circa l’assenza di ricadute negative sui livelli occupazionali e la volontà di mantenere tutte le sedi italiane dei due gruppi. Al tempo stesso riteniamo che questa operazione possa rappresentare un’importante opportunità non solo per ICOP, ma anche per Trevi. La sinergia tra le due società potrà consentire loro di rafforzare ulteriormente il posizionamento industriale e di affrontare con maggiori capacità competitive le sfide dei mercati internazionali. La nascita di un gruppo che si collocherebbe tra i primi quattro player europei nel settore delle fondazioni speciali e del microtunnelling rafforzerebbe infatti un’eccellenza italiana dell’ingegneria e delle costruzioni, con possibili ricadute positive in termini di investimenti, innovazione, sviluppo e occupazione qualificata. Per questo giudichiamo positivamente il confronto aperto e trasparente avviato con ICOP e continueremo a seguire con attenzione tutte le fasi dell’OPS, chiedendo che il dialogo con le organizzazioni sindacali prosegua affinché gli impegni illustrati trovino concreta attuazione. Per noi – proseguono Feneal, Filca, Fillea – la competitività delle imprese non può prescindere dalla qualità del lavoro, dalla tutela dell’occupazione e dalla valorizzazione delle professionalità. È su questi presupposti che continueremo a seguire l’evoluzione dell’operazione, affinché gli impegni assunti si traducano in risultati concreti per le lavoratrici, i lavoratori e l’intero settore delle costruzioni.”
Energia, Pichetto: solo con nucleare risposta ad aumento domanda e decarbonizzazione
“Se dobbiamo rispondere all’aumento della domanda energetica e agli obiettivi di decarbonizzazione, occorre integrare il nostro sistema con un aumento forte delle rinnovabili, ma anche con una nuova fonte di energia: il nucleare sostenibile”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’iniziativa ieri a Napoli “Da Fermi al futuro: dialoghi sull’energia nucleare sostenibile”. “Si tratta – ha detto Pichetto – di essere trasparenti e consapevoli, è un percorso che dobbiamo portare avanti con il disaccoppiamento, con nuove rinnovabili, ma anche con una fonte di energia continua: i data center non li faremo funzionare solo con fotovoltaico ed eolico”.
Pichetto ha parlato dell’iter parlamentare del disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, approvato alla Camera e ora all’attenzione del Senato, che disegna il quadro giuridico della nuova fonte: “Confido – ha detto il Ministro – che la Commissione in settimana concluda i lavori e avere la legge delega entro la pausa estiva; da lì l’impegno di presentare i provvedimenti delegati entro fine anno”. Sulle tecnologie, Pichetto Fratin ha ricordato che quelle di cui si discute oggi “non sono più le centrali di prima e seconda generazione”. “Gli Small Modular Reactor – ha spiegato – sono costruiti in fabbrica e poi portati sul luogo di produzione. I successivi saranno gli Advanced Modular Reactor. Quelle che chiamiamo scorie saranno il combustibile dei reattori di quarta generazione. E dopo il 2050 ci sarà la fusione. È l’evoluzione del sistema”. “I nuovi reattori – ha concluso Pichetto – potranno avere iniziativa pubblica o privata, dobbiamo lasciare le porte aperte”. L’iniziativa, svolta a “Naphub Spazio Eventi” nel capoluogo campano, è il secondo appuntamento in Italia, dopo quello di Torino, del format ideato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in collaborazione con Unioncamere, per affrontare la tematica del nuovo nucleare sostenibile.
Corte Conti, semplificare regole Ecobonus e rafforzare monitoraggio
Bisogna semplificare le regole per l’accesso all’Ecobonus e rafforzare il monitoraggio sul versante dell’efficacia ambientale sulle agevolazioni previste dalla legge di bilancio 2019 per l’acquisto di veicoli a due o quattro ruote a ridotte emissioni di CO₂. Lo sottolinea la Corte dei conti nella relazione, approvata con Delibera n. 51/2026/G in cui la magistratura contabile ha esaminato gli esiti gestionali e l’evoluzione degli incentivi alla mobilità sostenibile, cioè gli sconti applicati sul prezzo di acquisto di veicoli elettrici o ibridi (eventualmente accompagnati dalla rottamazione del veicolo usato) che sono praticati dai concessionari accreditati su apposita piattaforma, i quali vengono poi rimborsati dalle imprese produttrici attraverso il meccanismo della compensazione dei crediti d’imposta. L’istruttoria ha interessato il Ministero delle imprese e del made in Italy, l’Agenzia delle entrate e il Ministero delle infrastrutture e trasporti. Con riferimento a quest’ultimo, è stato esaminato anche l’incentivo destinato ai sistemi di riqualificazione elettrica (retrofit) dei veicoli con motore termico, misura che – rileva la Corte – non ha trovato concreta applicazione a causa di difficoltà tecniche e della mancata presentazione di richieste di incentivo. Su un altro versante, lo specifico approfondimento condotto sulla cosiddetta Ecotassa, sempre introdotta dalla legge di bilancio 2019 e applicata dal 1° marzo dello stesso anno a tutto il 2021 ai veicoli nuovi di categoria M1, con emissioni superiori a 160 g/km di CO₂, ha consentito di accertare entrate pari a 132 milioni di euro. L’esame sul sistema di gestione e monitoraggio affidato a Invitalia – che ha curato, per conto del Mimit, l’istruttoria delle domande, la gestione delle prenotazioni e delle erogazioni e il monitoraggio dell’andamento della misura – ha evidenziato inoltre che, a fronte di 4.830 concessionari accreditati e di 1.359.380 prenotazioni completate, sono stati prenotati, nel periodo analizzato, incentivi per un importo complessivo di 3 miliardi di euro.
Edilizia, nasce nuovo sito web di Ance Roma-Acer
È online il nuovo sito web di Ance Roma – Acer, l’Associazione dei Costruttori Edili di Roma e Provincia: www.anceromaacer.it. Il portale è stato completamente riprogettato nella grafica, nei contenuti e nelle funzionalità, con l’obiettivo di offrire agli associati e ai visitatori un’esperienza digitale più intuitiva, moderna ed efficace. Il nuovo sito si distingue per un design pulito e contemporaneo, una navigazione semplificata e una struttura dei contenuti più chiara: un progetto che punta a valorizzare l’identità dell’Associazione e a rendere più immediato l’accesso alle informazioni, ai prodotti editoriali e ai servizi dedicati agli associati. Proprio a loro è dedicata la nuova area riservata, ospitata su una piattaforma separata ma accessibile direttamente anche dalla homepage. Pensata come una vera e propria ”cassetta degli attrezzi” digitale, consente a ciascun associato di trovare in un unico spazio il proprio profilo personale con dati aggiornati, documenti esclusivi e servizi che semplificano la gestione delle attività associative. Ulteriore peculiarità dell’iniziativa è l’attenzione per ogni tipologia di utente: grazie all’apposito widget, infatti, anche gli utenti con disabilità possono ora fruire di tutti i contenuti presenti sul sito web. Un aspetto essenziale, avvalorato dalla dichiarazione di accessibilità certificata da AccessiBit, per permettere a chiunque, indipendentemente dalle proprie abilità, dal dispositivo utilizzato o dalle modalità di navigazione, di accedere alle informazioni in modo semplice e inclusivo. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la società TecnoCreative Lab. ”Quando abbiamo inaugurato il cantiere del nuovo sito – dice Simone Mazzucca, direttore generale Ance Roma-Acer – lo abbiamo fatto con ambizione e visione strategica: l’evoluzione dell’Associazione doveva coincidere, necessariamente, con l’evoluzione della sua identità digitale. Con il lancio del nuovo portale, quindi, Ance Roma-Acer compie un passo significativo verso una comunicazione più dinamica e una gestione dei servizi sempre più innovativa e orientata alle esigenze degli associati”.
Webuild, completati gli scavi della linea 2 della metropolitana di Lima. Completati i 27 chilometri di gallerie previsti lungo il tracciato
Si è conclusa la fase di scavo della Linea 2 della Metropolitana di Lima, la più grande infrastruttura per la mobilità urbana mai realizzata in Perù. Con l’abbattimento dell’ultimo diaframma presso la Stazione 4, Webuild e i partner del consorzio incaricato del progetto hanno completato i 27 chilometri di gallerie previsti lungo il tracciato, segnando un traguardo fondamentale verso la realizzazione del primo sistema metropolitano interamente sotterraneo del Paese. L’infrastruttura si sviluppa lungo il principale asse di collegamento tra Ate e Callao, un corridoio strategico che connette la parte orientale della capitale con il porto più importante del Perù e con l’aeroporto internazionale Jorge Chávez, snodo fondamentale per i collegamenti del Paese con il resto del mondo.
Il progetto della metropolitana di Lima, realizzato da Webuild in consorzio con partner europei e locali, prevede la costruzione e la gestione in concessione della Linea 2 e di una tratta della Linea 4, per un totale di 35 chilometri di metropolitana sotterranea, 35 stazioni, 36 pozzi di ventilazione ed emergenza e due depositi ferroviari. Il progetto entra ora una nuova fase operativa. Le attività si concentreranno sulla posa dell’armamento ferroviario, sull’installazione degli impianti tecnologici e dei sistemi di esercizio e sul completamento delle stazioni che daranno forma al primo sistema di trasporto pubblico interamente sotterraneo della storia del Perù.
Aziende italiane del settore idrico in Ghana per partnership commerciali
L’ufficio dell’Agenzia Ice (Italian Trade Agency), in collaborazione con BolognaFiere e Accadueo (H2O), ha organizzato ad Accra il workshop “Italy-Ghana Water Technology”, volto a promuovere partnership commerciali, trasferimento tecnologico e cooperazione tra gli stakeholder ghanesi e le principali aziende italiane fornitrici di soluzioni per il settore idrico. All’evento hanno partecipato nove aziende italiane i cui rappresentanti hanno effettuato una serie di visite presso impianti industriali, istituzioni ed enti di servizi pubblici della città di Accra. L’evento, incentrato sul trattamento delle acque, la gestione delle acque reflue, le tecnologie di filtrazione e le infrastrutture idriche sostenibili, è stato aperto dagli interventi dell’ambasciatore d’Italia ad Accra, Laura Ranalli, del direttore dell’ufficio Agenzia Ice, Luigi Puca, dell’ Exhibition Manager di BolognaFiere, Daniela Pitton, e di rappresentanti delle istituzioni locali.
Intesa Sanpaolo, dal Texas alla California nuovi progetti nelle rinnovabili. In pool finanziamenti per quasi 5,4 miliardi
Intesa Sanpaolo sostiene lo sviluppo di infrastrutture sostenibili nei principali mercati internazionali e rafforza il suo ruolo di partner finanziario nella transizione energetica globale con nuovi progetti in Texas e in California. Nella Central Valley, spiega una nota, la Divisione Imi Corporate investment banking ha preso parte insieme a un pool di banche al finanziamento da 5 miliardi per il progetto Darden, sviluppato da IPX Power su terreni agricoli dismessi, che sarà in grado di generare, una volta completato, fino a 1,15 GWac / 1,6 GWp di energia solare e includerà un sistema di accumulo energetico da 4,6 GWh, con entrata in esercizio prevista nel 2028. Nelle contee di McLennan e Hopkins ha partecipato, sempre in pool, al finanziamento per 382 milioni di dollari dei progetti Pepper Solar e Lucky 7 Solar sviluppati da Sabanci Renewables. I due impianti fotovoltaici avranno una capacità complessiva di 286 MWp e sono destinati a entrare in esercizio entro la fine del 2027. “Lo sviluppo di nuove infrastrutture energetiche richiede competenze specialistiche e la capacità di strutturare soluzioni finanziarie adeguate alla complessità dei singoli progetti. Forte di una lunga esperienza nel project finance e di una consolidata presenza nelle principali operazioni del settore energia e infrastrutture, la Divisione IMI CIB continua a supportare clienti e operatori nella realizzazione di investimenti strategici negli Stati Uniti e a livello internazionale, contribuendo allo sviluppo di nuova capacità rinnovabile e all’evoluzione del sistema energetico” commenta Nicola Doninelli, Head of Distribution Platforms & GTB della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo. Queste iniziative si aggiungono ai numerosi progetti negli Usa tra cui il recente finanziamento del progetto di accumulo energetico Roccasecca in Nevada e il sostegno al progetto fotovoltaico Big Muddy in Illinois, confermando l’impegno di Intesa Sanpaolo nell’accelerare la transizione energetica nelle Americhe.
Menarini Bus, Fiom: una crisi infinita, responsabilità del Governo. Occorre intervenire subito per rilanciare la produzione di autobus
“Sono passati anni, sono cambiate le proprietà e sono cambiati i Governi ma la produzione di autobus nel nostro Paese non è mai stata veramente rilanciata dopo la fusione tra Irisbus, stabilimento di Flumeri in provincia di Avellino e Breda, stabilimento di Bologna”. A lanciare l’allarme e a parlare di una crisi infinita del gruppo, è stata ieri la Fiom nel corso di una conferenza stampa. “Ad aggravare la situazione per gli oltre 500 dipendenti, è il continuo e massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, soprattutto sul sito di Flumeri. Gare bloccate, politiche industriali assenti, mancanza di una visione rispetto al tema della mobilità, mancanza di programmazione e prospettiva rendono lo scenario ancora più preoccupante. È quantomai urgente che si convochi un tavolo che metta insieme Regioni e Governo sotto la regia dei Ministeri interessati, Mimit e Mit”, hanno denunciato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil. “Il Governo è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità di fronte alla scelta fatta allora, anche contro il parere delle organizzazioni sindacali, che rischia di trasformarsi nell’ennesimo fallimento. Ogni anno immatricoliamo migliaia di autobus ma solo pochi prodotti in Italia. Nel 2024 sono stati prodotti solo 231 autobus negli stabilimenti di Flumeri e di Bologna. Non possiamo più aspettare bisogna intervenire subito per dare un futuro a Menarini Bus e al trasporto pubblico nel nostro Paese, valutando anche di intraprendere la strada, più volte annunciata e mai realizzata, di aprire ad un nuovo costruttore estero”. Gli investimenti industriali di Menarini Spa sono scesi sotto il livello di guardia, emerge da un documento della Fiom che analizza i dati di bilancio dell’azienda produttrice di autobus, passata nel 2024 sotto il controllo del gruppo Seri. Nel corso del 2024, denuncia il documento, Menarini ha realizzato soltanto 1.561.690 euro di investimenti in macchinari, impianti e attrezzature industriali. Una cifra giudicata esigua e che risulta inferiore al valore degli ammortamenti degli investimenti pregressi, pari a 2.524.271 euro. Di conseguenza, il valore contabile degli impianti e dei macchinari e’ sceso a quota 7,94 milioni di euro dai 8,62 milioni del 2023, cosi’ come quello delle attrezzature (calate a 2,02 milioni dai 2,11 milioni dell’anno precedente). Secondo la Fiom, gli unici veri investimenti sul sito produttivo di Flumeri (Avellino) sembrano rimanere quelli legati al vecchio Contratto di Sviluppo da 31,6 milioni di euro, parzialmente finanziato dall’attore pubblico Invitalia prima della cessione della societa’. Nonostante l’incremento del mercato degli autobus di linea spinto dai rinnovamenti delle flotte legati al Pnrr, Menarini Spa non riesce a intercettare la ripresa e perde fette di mercato a vantaggio dei concorrenti stranieri. Nel 2024 il mercato italiano dei bus ha raggiunto le 6.616 immatricolazioni totali (rispetto alle 3.335 del 2021). Ma in questo scenario espansivo Menarini Bus ha immatricolato solo 264 unita’, denuncia il documento, facendo scendere la propria quota di mercato ad appena il 4% complessivo. Il marchio si posiziona cosi’ solo al sesto posto in Italia, superato non solo dal leader Iveco (44,4%) e da Mercedes Benz (13,6%), ma anche dai costruttori Solaris (8,3%), Otokar (4,7%) e Ford (4,1%). Nel 2021 Menarini Bus deteneva una quota di mercato dell’8,8% con 295 mezzi immatricolati su un mercato totale che era pari alla meta’ di quello attuale. Sul fronte della produzione interna, i dati Anfia elaborati dal sindacato indicano per la societa’ una produzione di 231 unita’ nel 2024, in leggera ripresa rispetto alle 177 del 2023 ma ancora distante dai picchi del 2020 (287 unita’).
Eni e BMW Group: accordo per l’utilizzo del biocarburante diesel HVO di Enilive nelle flotte aziendali
Eni e BMW Group annunciano un accordo per il rifornimento delle flotte aziendali BMW in Italia con HVOlution (Hydrotreated Vegetable Oil, olio vegetale idrotrattato), un biocarburante diesel prodotto da Enilive al 100% da materie prime rinnovabili. Enilive è la società di Eni dedicata ai prodotti e ai servizi per una mobilità più sostenibile. Con l’obiettivo di sostenere una transizione energetica di successo attraverso l’utilizzo di tutte le tecnologie disponibili, BMW Group considera l’HVO puro al 100% una soluzione importante per i propri clienti per una flotta di veicoli alimentata esclusivamente con carburanti idonei (“Eligible Fuels only-fleet”), oltre che un prodotto efficace, in grado di contribuire immediatamente alla decarbonizzazione del trasporto su strada. Nel 2025, lungo l’intera catena del valore, la riduzione media delle emissioni di CO₂eq dell’HVO di Enilive è stata del 79,5% rispetto al mix fossile di riferimento.BMW Group ha recentemente avviato una sperimentazione relativa all’implementazione delle flotte diesel alimentate con HVO in purezza. Per queste ultime, è in fase di sviluppo da parte di BMW Group una nuova soluzione tecnica: i dati relativi al rifornimento dei veicoli vengono confrontati con i dati dei sistemi di pagamento resi disponibili dagli operatori delle flotte, in modo da tracciare in modo coerente, completo e trasparente il carburante utilizzato da ciascun veicolo. Le flotte aziendali BMW coinvolte nell’iniziativa utilizzano HVO in purezza durante i loro spostamenti in Italia, in Germania e in Austria, paesi in cui circa 1.700 stazioni di servizio Enilive forniscono HVOlution (HVO puro al 100%).Questo nuovo accordo segue l’annuncio dell’alleanza tra Eni e BMW Italia per una mobilità più sostenibile: il sostegno da parte di BMW Group all’utilizzo del biocarburante diesel HVO di Enilive è uno dei pilastri della collaborazione in corso. In conformità con lo standard europeo EN 15940, BMW Group ha approvato l’utilizzo di carburanti diesel HVO per i suoi modelli diesel immatricolati a partire dalla fine del 2014 (con motori diesel Generation B). Inoltre, per diffondere una maggiore conoscenza dei biocarburanti, BMW Italia offre un voucher per l’utilizzo di HVOlution Enilive a tutti i clienti che acquistano nuovi veicoli diesel BMW in Italia. Martin Kaufmann, Senior Vice President Powertrain Development di BMW Group, ha dichiarato: “Siamo molto lieti di collaborare con Eni per i nostri test e la flotta oggetto di sperimentazione. C’è più di un vantaggio: Eni utilizza veicoli BMW nella propria flotta aziendale, e allo stesso tempo Enilive è un operatore di primo piano nella promozione dei carburanti da materie prime rinnovabili in Europa. Enilive dispone di un prodotto eccellente, HVOlution, che permette già oggi una riduzione delle emissioni di CO₂eq.”
L’impronta di CO₂eq degli oltre 250 milioni di veicoli circolanti in Europa può essere ridotta aumentando la diffusione dei carburanti da materie prime rinnovabili. Questo sottolinea ulteriormente l’impegno di BMW Group nel rendere disponibili già oggi soluzioni immediate e concrete per la riduzione delle emissioni. Oltre a sostenere questa iniziativa, sempre con l’obiettivo di ridurre le emissioni, BMW Group rende disponibile una vasta gamma di tecnologie per i motori e per i diversi componenti dei veicoli. BMW Group ritiene che tutte le tecnologie disponibili siano utili per ridurre le emissioni di CO₂ lungo l’intera catena del valore. In particolare, esiste un potenziale di riduzione delle emissioni di CO₂ nel settore dei carburanti non ottenuti da materie prime di origine fossile. Stefano Ballista, Amministratore delegato di Enilive, ha commentato: “Lo sviluppo della collaborazione con BMW Group e BMW Italia rappresenta un ulteriore passo verso la decarbonizzazione del trasporto su strada e un esempio concreto di partnership integrata tra l’industria automobilistica e quella energetica. Le bioraffinerie Enilive di Venezia e Gela lavorano principalmente scarti e residui, come olio da cucina esausto e grassi animali, per produrre i biocarburanti HVO che possono essere utilizzati in tutti i motori diesel validati. In quanto carburante drop-in, l’HVO in purezza non richiede modifiche ai motori o alle infrastrutture di distribuzione, e questo lo rende una soluzione immediatamente disponibile ed efficace per accelerare la decarbonizzazione dei trasporti.”
Versalis: Cgil, stop a impianto polietilene è smantellamento chimica di base
“L’annuncio della fermata dell’impianto di polietilene di Versalis a Brindisi rappresenta un nuovo e gravissimo passo nello smantellamento della chimica di base italiana”. Lo scrivono in una nota Gino Giove e Marco Falcinelli, rispettivamente segretario nazionale della Cgil e segretario generale della Filctem Cgil. “Dopo la chiusura del cracking e la cessazione della produzione di etilene e propilene – proseguono – e dopo l’annuncio della chiusura dell’impianto di polipropilene di LyondellBasell entro il 31 dicembre 2026, motivata proprio dall’interruzione delle forniture provenienti dal cracking di Versalis, oggi arriva anche la fermata del polietilene. È esattamente la sequenza che avevamo previsto quando decidemmo, nel marzo 2025, di non sottoscrivere il protocollo promosso da Eni e Governo. Non è in discussione – sostengono – la sorte di un singolo impianto, ma il futuro dell’intera filiera della chimica di base italiana” perché “saranno inevitabilmente coinvolte anche le altre produzioni presenti nel petrolchimico brindisino”. Inoltre, aggiungono, “la chimica di base è una produzione strategica dalla quale dipendono l’automotive, la farmaceutica, la meccanica, l’edilizia, il packaging, gli elettrodomestici, il tessile e gran parte della manifattura italiana. Rinunciare a produrre etilene, propilene e polimeri significa rendere il nostro Paese sempre più dipendente dalle importazioni da altri continenti”. Per i sindacalisti “è una scelta tanto più incomprensibile perché avviene mentre l’Ue procede nella direzione opposta. La Commissione europea sta infatti costruendo il Critical Chemicals Act, riconoscendo la chimica di base come una produzione strategica da preservare e rafforzare”. “L’aspetto più grave è che tutto questo non è imposto dal mercato – fanno presente Giove e Falcinelli – ma è il risultato delle decisioni di una società partecipata dallo Stato. Da oltre vent’anni Eni manifesta la volontà di uscire progressivamente dalla chimica di base”. Perciò la Cgil guarda “con grande interesse e favore alla decisione assunta dalla Regione Puglia di svolgere un ruolo attivo nella ricerca di un grande operatore internazionale disposto a investire nel petrolchimico di Brindisi” e chiede “che il Ministero delle Imprese, la Regione Puglia e l’advisor incaricato lavorino insieme per individuare rapidamente un soggetto industriale in grado di acquisire l’intero ciclo produttivo, dal cracking agli impianti di polietilene e polipropilene”.
Giubileo, Nicotra: i grandi eventi devono lasciare Comuni più forti
I grandi eventi devono lasciare ai Comuni un’eredità stabile di competenze, organizzazione e servizi. È questo il messaggio del segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra, intervenuta ieri alla Luiss Business School di Roma alla presentazione dello studio “Decoro urbano e grandi eventi: il caso di AMA in occasione del Giubileo”. “L’igiene urbana è una funzione fondamentale dei Comuni ed è il servizio pubblico più visibile nella vita quotidiana”, ha affermato Nicotra. Il decoro urbano è “la prima interfaccia tra il cittadino e la sua amministrazione” e rappresenta la prima immagine che residenti e visitatori hanno di una città. Per questo, ha sottolineato, i grandi eventi misurano la capacità delle amministrazioni di garantire servizi efficienti senza interrompere le attività ordinarie. Per Anci il Giubileo ha rappresentato un banco di prova particolarmente complesso e ha dimostrato che questo modello funziona. “La scelta che consideriamo più significativa è di metodo. Non è stata creata una struttura emergenziale separata, ma è stato potenziato, reso flessibile e digitalizzato il sistema ordinario. È la differenza tra gestire un evento e far crescere una città attraverso un evento”.
A confermare l’efficacia di questo approccio sono i dati illustrati durante l’iniziativa: la produzione dei rifiuti è cresciuta del 3,3%, in linea con l’aumento dei flussi turistici (+3,15%), mentre le segnalazioni dei cittadini sono diminuite di oltre un terzo. Per Nicotra, questi risultati dimostrano che una programmazione efficace consente di migliorare la qualità percepita dei servizi anche nelle fasi di maggiore pressione. L’esperienza di Roma offre indicazioni utili a tutti i Comuni. Le priorità sono tre: utilizzare dati e digitalizzazione per programmare i servizi, adottare modelli organizzativi flessibili per gestire i picchi di domanda e trasformare i grandi eventi in un’occasione di crescita stabile per le amministrazioni locali. Il 2026 sarà un anno decisivo anche per il completamento degli investimenti del Pnrr nel settore dell’igiene urbana. Nei prossimi anni molti Comuni saranno chiamati a ospitare eventi di rilievo nazionale e internazionale e potranno farlo contando su infrastrutture più moderne e su una capacità organizzativa rafforzata. “Il valore di questa esperienza sta nella sua replicabilità. Non è la descrizione di un’eccezione: è il manuale di un metodo. L’impegno di Anci – ha concluso Nicotra – è fare di questo metodo un patrimonio comune per tutti i Comuni italiani. Perché la vera eredità di un grande evento non sono i giorni dell’evento, ma la capacità amministrativa e strutturale che resta ai Comuni e al Paese il giorno dopo”.
Startup, in calo del 2% nel 2025, concentrate nel Nord (56%)
Prosegue anche nel 2025 il calo delle startup innovative in Italia. Secondo l’Osservatorio Startup Innovative di Cerved, le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese sono scese da 2.027 nel 2024 a 1.986 nel 2025 (-2%). Il numero complessivo di startup innovative si e’ attestato a 11.820 unita’, pari allo 0,55% sul totale delle societa’ di capitali e in diminuzione del 2,7% rispetto all’anno precedente e del 19% rispetto al picco raggiunto nel 2021. Accanto alla riduzione numerica, emerge una crescente concentrazione sia settoriale che geografica. Oggi il 61% delle startup innovative opera nei servizi informatici e nello sviluppo software e anche le nuove nate si orientano maggiormente verso tecnologie digitali in ambiti come AI, IoTe robotica e in misura minore verso settori votati all’innovazione industriale come energia, materiali avanzati, agroalimentare tech o deeptech. Anche dal punto di vista territoriale il fenomeno e’ fortemente concentrato: il 56% delle startup ha sede nel Nord Italia, con la Lombardia che da sola rappresenta il 31% del totale e Milano il 23%, mentre risultano dimezzate in un anno le nuove startup innovative in Campania passate dall’11% al 6% di nuove iscrizioni. Tra le dieci province piu’ dinamiche oltre a Milano ci sono Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Roma, Bologna, Napoli, Bari e Catania. L’analisi di Cerved sui progetti nati nel biennio 2024-2025 evidenzia quattro direttrici tecnologiche dominanti: Piattaforme & SaaS (29% delle nuove startup), AI & Data Analytics (29%), IoT, embedded & edge technologies (15%), Manifattura avanzata e materiali (8%). L’Intelligenza artificiale trova applicazioni in settori eterogenei: dalla manifattura all’healthcare fino al retail e ai media. La Cybersecurity resta invece un ambito ancora marginale.
Gruppo BCC Iccrea e Fondosviluppo: rinnovata la convenzione a favore delle 16.000 imprese aderenti a Confcooperative
Fondosviluppo Confcooperative e BCC Banca Iccrea, capogruppo del Gruppo BCC Iccrea, hanno rinnovato la convenzione che mette a disposizione, delle cooperative aderenti a Confcooperative, un canale di credito dedicato, con condizioni agevolate e un possibile contributo in conto interessi a carico del Fondo. L’accordo, d’intesa tra Confcooperative e Federcasse, coinvolge l’intera rete del Gruppo BCC Iccrea: 111 Banche di Credito Cooperativo, con oltre 2.400 sportelli sul territorio nazionale e le società del Gruppo, tra le quali: BCC Banca Iccrea, BCC Leasing, BCC Rent & Lease e BCC Factoring. L’intesa è riservata a 16.000 cooperative associate a Confcooperative, con oltre 550.000 persone occupate, un fatturato complessivo di 85 miliardi di euro e circa 3,3 milioni di soci. La convenzione risponde all'intera gamma delle esigenze finanziarie delle imprese cooperative, accompagnando sia le piccole realtà radicate nei territori sia le filiere cooperative più strutturate. Tra i servizi previsti nell’accordo rientrano: mutui a medio-lungo termine, finanziamenti a breve termine, leasing finanziario e operativo, factoring pro-solvendo e pro-soluto, finanza straordinaria e di progetto, operazioni in pool e strumenti a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione, oltre a interventi settoriali dedicati come le cambiali agrarie per il comparto agroalimentare.
«Il rinnovo di questa convenzione rafforza la solidità di un percorso costruito insieme al Gruppo BCC Iccrea negli anni e conferma la nostra missione – dice Maurizio Gardini, presidente di Fondosviluppo Confcooperative – mettere a disposizione delle cooperative aderenti a Confcooperative strumenti concreti per crescere, investire e competere sui mercati. In un momento, in cui l’accesso al credito resta una leva decisiva per lo sviluppo delle imprese, questa collaborazione permette al movimento cooperativo di contare su un partner bancario di riferimento e su risorse dedicate del Fondo per accompagnare i piani di investimento più ambiziosi». «Il rinnovo dell’accordo con Fondosviluppo conferma la vocazione originaria delle Banche di Credito Cooperativo: promuovere la crescita dei territori e delle imprese che vi operano, con un’attenzione particolare al mondo della cooperazione, che condivide con il nostro modello bancario i valori della mutualità, della prossimità e dello sviluppo sostenibile. Grazie alla rete delle 111 BCC del Gruppo e alle competenze delle nostre società prodotto specializzate – afferma Giuseppe Maino, Presidente del Gruppo BCC Iccrea – siamo in grado di mettere a disposizione delle cooperative aderenti a Confcooperative un’offerta completa di soluzioni finanziarie, che spazia dal credito a breve termine al leasing, dal factoring ai servizi di supporto per i processi di internazionalizzazione». Le richieste di finanziamento, presentate dagli enti cooperativi in regola con l’adesione a Confcooperative e con i versamenti al Fondo, vengono valutate dai soggetti finanziatori del Gruppo BCC Iccrea entro 60 giorni dal ricevimento della documentazione completa. Per le operazioni che lo richiedono, il sostegno può essere rafforzato dalle garanzie di Cooperfidi Italia – il Consorzio di Garanzia Fidi di riferimento per l’economia cooperativa, per il no-profit e per il settore primario- individuato dalle due parti come partner privilegiato per le imprese aderenti a Confcooperative.
Asseprim: nei servizi professionali stabili ricavi e occupazione. Accelera l’adozione dell’Ia
Nel primo semestre del 2026 le imprese dei servizi professionali confermano una sostanziale tenuta nell’andamento della propria azienda e dei ricavi, pur in un contesto segnato dai tanti elementi di incertezza internazionale. Cala la fiducia sull’economia italiana: dal 39% al 34%. E crescono i timori sulla stabilità geopolitica: il 59% delle imprese ritiene che lo scenario internazionale possa incidere sull’andamento economico della propria attività (in aumento
rispetto al 51,4% dello scorso semestre). È quanto emerge dai dati d’aggiornamento di Asseprim Focus, l’Osservatorio economico dei servizi professionali all’impresa realizzato da Asseprim (la Federazione Confcommercio dei servizi professionali per le imprese) con Format Research. Il sentiment sull’andamento economico della propria attività e sui ricavi indica stabilità rispettivamente per il 49% e il 47% delle aziende del comparto, con analoghe prospettive nel secondo semestre dell’anno. Inoltre, per un’impresa su due rimane stabile anche l’andamento dell’occupazione. Cresce l’adozione dell’Intelligenza artificiale: il 55,3% delle imprese del comparto la sta utilizzando o prevede di utilizzarla nel prossimo futuro. Tra le imprese che già impiegano l’Intelligenza artificiale o che intendono adottare strumenti di AI, gli ambiti di applicazione più frequenti sono la produzione di contenuti, la traduzione e revisione dei testi e lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi. Il percorso di adozione dell’AI, tuttavia, si accompagna a criticità e resistenze che le imprese considerano non marginali: più di nove operatori su dieci dichiarano di aver incontrato o di prevedere difficoltà nell’introduzione dell’Intelligenza artificiale, soprattutto con riferimento alla sicurezza dei dati, all’affidabilità dei risultati prodotti ed alla non piena conoscenza delle potenzialità e dei limiti di questo strumento. “I dati dell’Osservatorio confermano un quadro di sostanziale tenuta per le imprese dei servizi professionali, con segnali di equilibrio nella dinamica dei ricavi e dell’occupazione”, dichiara Umberto Bellini, presidente di Asseprim. “In uno scenario che resta complesso e influenzato da fattori esterni – prosegue Bellini – emerge la capacità del comparto di sapersi adattare e di continuare a investire sulla propria competitività. In questo percorso, l’innovazione tecnologica e l’Intelligenza artificiale rappresentano una leva importante che va accompagnata con attenzione, responsabilità e sviluppo delle competenze”.
Confapi: Passarello nuovo direttore delle Relaziono sindacali
Graziano Passarello è il nuovo Direttore delle relazioni sindacali di Confapi. Passarello proviene da Confindustria, dove negli ultimi 13 anni ha ricoperto vari incarichi sia sul territorio (Sicilia) sia a Roma nell’area Lavoro, welfare e capitale umano, occupandosi di Relazioni industriali e contrattazione collettiva, e nell’area Affari legislativi, regionali e diritto d’impresa, occupandosi di Affari legislativi e diritto pubblico. Passarello, 38 anni, ha una laurea in giurisprudenza alla Luiss e specializzazione in Public affairs e Relazioni istituzionali alla Luiss Business School. In Confapi, avrà la responsabilità della materia giuslavoristica e del coordinamento delle relazioni sindacali e industriali.