Inps: dai capannoni di Lacchiarella agli spazi per autorimessa di Roma, parte il nuovo piano triennale di dismissioni

23 Gen 2026 di Giusy Iorlano

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Inps: dai capannoni di Lacchiarella agli spazi per autorimessa di Roma, parte il nuovo piano triennale di dismissioni

Da padiglioni industriali vicino Milano a spazi per autorimesse nella capitale. L’Inps si prepara a un nuovo ciclo di dismissioni e valorizzazioni del proprio patrimonio immobiliare, con un piano triennale che coprirà il periodo 2026-2028 e prevede vendite dirette e conferimenti a fondi per circa 300 milioni di euro l’anno. Per il 2026 sono pianificate dismissioni dirette per 80 milioni, mentre nel 2027 e 2028 la cifra scenderà a 70 milioni. A breve l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale presenterà tutte le schede delle unità immobiliari da dismettere. Sul piatto non ci sono solo uffici, ma anche appartamenti, negozi, magazzini e pertinenze (box, posti auto, cantine e soffitte). A Roma, ad esempio, sarà messa in vendita un’autorimessa di circa 4mila mq in Via dei Colli portuensi, zona ad alta densità abitativa con carenza di parcheggi, mentre in provincia di Milano, a breve sarà effettuata l’asta per la vendita dei nove padiglioni industriali di proprietà dell’istituto all’interno del complesso immobiliare denominato “Il Girasole” nel comune di Lacchiarella con una superficie complessiva di circa 90mila mq. Una occasione, questa, molto interessante perchè negli spazi abbandonati, di quello che a metà degli anni ’80 doveva diventare – nei sogni di Berlusconi (allora proprietario) – il secondo polo fieristico della Lombardia, l’amministrazione comunale pensa ora a progetti di riqualificazione,  per un intervento di rilancio delle strutture.

A fare il punto della situazione è stato il presidente dell’Istituto, Gabriele Fava, durante l’audizione il 22 gennaio davanti alla commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulle politiche di investimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Nello specifico, dal 2017 al 2024, le vendite hanno riguardato 5.785 unità immobiliari per un valore complessivo di circa 400 milioni, a cui si aggiungono cessioni a pubbliche amministrazioni per 56 milioni, con ulteriori trattative in corso. Gli immobili classificati come “di pregio” vengono venduti senza possibilità di riduzione del prezzo, secondo una disciplina specifica.

Oltre 23mila immobili da reddito, valgono 1.125 miliardi

Il patrimonio a reddito destinato alla valorizzazione è costituito da 23 mila unità, residenziali, commerciali, uffici, box e terreni, di cui il 55% nel Lazio (in Lombardia 13,5%): il 70% proviene dalla retrocessione di immobili invenduti nelle cartolarizzazioni Scip 1 e 2. Il valore netto al 31 dicembre 2024 è di 1,125 miliardi, il 49% è costituito da unità secondarie, permanenze e magazzini, il 55% risulta libero; il reddito operativo lordo è aumentato da 54,5 milioni del 2022 a 66 nel 2024 e quello netto da 10,1 a 20,5 milioni, “tuttavia il rendimento finanziario risulta negativo, tenuto conto di Imu e costi gestione”, ha detto Fava, precisando che la gestione è esternalizzata a Romeo spa.

Il percorso di valorizzazione include anche conferimenti a fondi immobiliari, una modalità che ha già visto risultati significativi. Dal 2017 al 2024, il fondo I3 ha ricevuto 110 asset per circa 460 milioni, mentre il fondo I3 Silver, nato nel 2018, ha accolto sei immobili sociali in disuso per 22,4 milioni. Per il prossimo triennio sono previsti conferimenti pari a 300 milioni annui, contribuendo a ottimizzare la gestione e liberare risorse da destinare a nuovi investimenti.

Il patrimonio immobiliare complessivo dell’Inps supera oggi 1.125 miliardi di euro, ai quali si aggiungono circa 2 miliardi di investimenti in fondi immobiliari come i3-Inps, i3-Silver, Alpha, Aristotele, Senior, Gamma, Giovanni Amendola e Investimenti per l’abitare. Il patrimonio si divide tra immobili strumentali, destinati a sedi e servizi istituzionali, e immobili da reddito, destinati alla valorizzazione economica. Le strutture strumentali, 614 unità di cui 199 di proprietà e 415 in godimento, hanno un valore netto di circa 390 milioni e sono distribuite su tutto il territorio nazionale secondo criteri di prossimità all’utenza e ottimizzazione degli spazi.

Progetti di social housing

Infine, l’Inps conferma l’intenzione di trasformare alcune unità in studentati e senior housing, rispondendo alle esigenze dei giovani e degli anziani e valorizzando in modo innovativo il patrimonio pubblico. “Tutto deve essere fatto naturalmente a norma di legge – ha detto il presidente Fava – i tempi sono quelli che sono, ma l’obiettivo è proprio cercare di valorizzare il più possibile il patrimonio immobiliare, non certamente quello strumentale perché serve per gli uffici, anche dismettendo o trasformando in senior housing e studentati, per andare incontro ai nostri ragazzi che si trovano in stato di bisogno e, al tempo stesso, anche a favore degli anziani. Questa è la mission che ci siamo dati – ha concluso – sulla quale intendiamo andare avanti ben consapevoli delle difficoltà anche burocratiche e gestionali, perché non è come dire ‘c’è un immobile occupato abusivamente. Bene, mandiamoli via’. Magari fosse così semplice. Dobbiamo considerare tanti aspetti giuridici e questo comporta tempo, anche decisioni importanti e condivisione”.

Tra le criticità sollevate, infatti, rimane l’occupazione abusiva: al 31 dicembre 2024 risultano 1.913 immobili da reddito occupati senza titolo, di cui 790 da soggetti non identificati, nei confronti dei quali sono state sporte denunce. Per gli occupanti “sanabili”, la normativa consente la vendita accelerata degli immobili, mentre sugli altri vengono intraprese azioni legali.

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