IL PUNTO DI ITALIA SOLARE, ANEV, EF

In Sicilia gap di 7,1 gigawatt tra impianti autorizzati e installati. E le richieste a Terna sfiorano il burden sharing nazionale: 70 GW

Tutti i numeri e gli scenari energetici della Regione sul disegno di legge regionale in materia di aree idonee e sistemi di accumulo, licenziato l’8 luglio scorso. Per sbloccare i progetti in istruttoria servono regole più chiare, va poi affrontato in parallelo il dossier della saturazione della rete. Non dimenticando, infine, il tema dei costi in bolletta. 

27 Lug 2026 di Mauro Giansante

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In Sicilia gap di 7,1 gigawatt tra impianti autorizzati e installati. E le richieste a Terna sfiorano il burden sharing nazionale: 70 GW

Temi caldi nell’estate bollente italiana non mancano. In Sicilia, come in tante altre Regioni, tiene banco quello delle installazioni di nuovi impianti rinnovabili per arrivare in tempo agli obiettivi nazionali fissati per il 2030. L’isola attualmente ha una situazione bifronte. Come riepilogato dal dirigente generale del dipartimento energia dell’assessorato regionale, Carmelo Frittitta, al convegno di Italia Solare, Anev ed Elettricità futura, a fronte di un obiettivo di burden sharing fissato in 10,48 GW al 2030, la Regione ha autorizzato dal 2021 a oggi 10,7 GW di impianti, ma l’installato si ferma attualmente a 3,6 GW.

Mancano quindi ancora 7,1 GW da realizzare nei prossimi anni, a fronte di ulteriori 30 GW attualmente in istruttoria e, secondo i dati Terna, di 70 GW complessivi di richieste di connessione presentate in Sicilia. Cioè, un valore non così distante dal target nazionale di burden sharing di 80 GW previsto dal Pniec.

Sicilia ok sulle autorizzazioni ai progetti solari

Focalizzando l’attenzione sul fotovoltaico, per la Sicilia i numeri presentati da Francesco Palmisano di Elemens fanno ben sperare. Infatti, con 8 gigawatt autorizzati (di cui 4,5 GW contrattualizzati) la Regione è prima in Italia, con la Puglia seconda a quota 5 GW. Dal 2020 sono 32 i progetti fotovoltaici depositati, che mettono in questo caso la Sicilia dietro solo alla Puglia, prima con 33 GW.

Quanto ai progetti già sbloccati con Via e in attesa di autorizzazione unica o Paur, la Sicilia conta 10 gigawatt di cui 1,1 contrattualizzati. Anche in questo caso sono numeri che mettono la Regione al primo posto.

Infine, restano in approvazione 14 gigawatt. In questo caso, a livello nazionale svetta ancora la Puglia con 20 GW.

Eolico e accumuli al palo

Quanto all’eolico, invece, su 10 GW di progetti presentati meno di un gigawatt è stato autorizzato rispetto ai 6 ancora in istruttoria e i circa 3 con Via positiva.

Stesso discorso per gli accumuli. I progetti presentati valgono 12 gigawatt ma quelli autorizzati sono solo 2.

I nodi della rete e delle norme

L’8 luglio scorso, poi, la commissione ambiente ha licenziato il nuovo ddl su aree idonee e accumuli. Per Frititta è la prima volta che si affronta il nodo della saturazione della rete elettrica, introducendo l’obbligo di dotazione di sistemi di accumulo (bess), abbinati o in convenzione, per i nuovi impianti da fonti rinnovabili. Ma per Alessandra Toschi (Anev) è fondamentale che eventuali corsie preferenziali riconosciute ai sistemi di accumulo vengano estese anche all’eolico, per la sua funzione di stabilizzazione della rete. 

Proprio sul tema della rete una notizia l’ha data lo stesso dirigente generale. Anticipando che la Regione ha incaricato i tecnici di Terna di supportare la stesura della norma: saranno individuate e pubblicate le zone della rete siciliana già in stato di saturazione, nelle quali scatterà l’obbligo di accumulo, e quelle in cui l’obbligo non sarà necessario. La soglia dimensionale, ha precisato, riguarderà solo gli impianti sopra i 10 MW, e solo nelle aree effettivamente sature. Non solo. Frititta ha anche annunciato che l’Assessorato Energia potrà avvalersi del personale della Commissione Tecnica Specialistica dell’Assessorato Territorio e Ambiente per velocizzare l’istruttoria delle pratiche autorizzative.

Non va dimenticata, inoltre, come rilevato da Stefano Ciafani, numero uno di Legambiente, la sproporzione tra l’attenzione riservata al consumo di suolo agricolo generato dal fotovoltaico e quella riservata ad altre infrastrutture, ribadendo che la transizione energetica è anche una questione di sicurezza nazionale e di riduzione dei costi in bolletta.

Mentre per Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare, la priorità è quella di regole chiare. Soprattutto, sull’applicazione dell’obbligo di accumulo, un regime transitorio a tutela dei 30 GW di progetti già in istruttoria, e un potenziamento dell’organico dedicato alle autorizzazioni. 

Legambiente Sicilia: questa legge non sia l’ennesimo freno alla transizione

In un duro ma dettagliato comunicato, sabato Legambiente Sicilia ha fatto sapere di aver “presentato all’Assemblea regionale e al Governo una serie di emendamenti volti a superare le rilevanti criticità evidenziate anche dalle organizzazioni del settore delle energie rinnovabili”. Per l’associazione, in particolare, “la disciplina delle ulteriori aree idonee resta concentrata in un unico articolo, senza un’adeguata articolazione per tipologie territoriali e tecnologiche”.

Viene poi contestata l’attribuzione di “una priorità istruttoria (art. 1-ter) ad alcune tecnologie rispetto ad altre, senza considerare che il decreto legislativo n. 190/2024 prevede, all’art. 12, comma 2, che le Regioni adottino i cosiddetti Piani delle Zone di Accelerazione, quale presupposto pianificatorio idoneo a definire il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti da fonti energetiche rinnovabili (Fer). Solo a conclusione di tale procedimento pianificatorio e valutativo possono essere legittimamente applicate le semplificazioni e le priorità istruttorie previste dalla disciplina delle Zone di Accelerazione”.

Ancora. Per Legambiente Sicilia va soppresso l’articolo 2 “che attribuisce all’Assessore regionale per l’Energia la facoltà di sospendere i procedimenti autorizzativi relativi ai nuovi impianti Fer al raggiungimento degli obiettivi di potenza installata al 2030, ricordando ancora una volta che tali obiettivi rappresentano traguardi intermedi nel percorso di decarbonizzazione del sistema elettrico nazionale e regionale”. Al comma 3, infatti, viene previsto che “la sospensione cesserebbe solo al verificarsi di due condizioni: l’adeguamento della sostenibilità tecnica delle infrastrutture di rete e la piena applicazione del sistema dei prezzi zonali dell’energia”.

Accelerare e semplificare, dunque, restano i verbi chiave di un percorso che in Sicilia come in tanti altri territori continua a procedere troppo a corrente alternata. Può sembrare una freddura visto che si parla di rete ma la situazione questa è.

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