Il “playful approach”: la dimensione del gioco che trasforma lo spazio pubblico. A Brescia il Design for Play per lanciare il Piano Aria Clima da 8,5 milioni
IN SINTESI
Il prossimo 29 giugno arriverà in Consiglio Comunale il Piano Aria Clima di Brescia. Un lavoro durato un anno e mezzo che ha coinvolto attivamente oltre 350 realtà, tutti e 33 i Consigli di Quartiere e centinaia di cittadini. Sono stati inoltre coinvolti 66 amministratori e amministratrici di 44 diversi comuni della provincia di Brescia e tre commissioni dedicate. Un Piano da 8,5 milioni di euro, con 31 Azioni Strategiche e l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni climalteranti entro il 2030. Il 7 giugno la cittadinanza potrà sperimentare il Piano e le tre direttrici delle Azioni Strategiche, giocando.
Se nelle città europee il Design for Play è stabilmente entrato nelle strategie di urbanistica e trasformazione dello spazio pubblico, in Italia l’unione tra urbanistica e pedagogia del gioco continua ancora a essere letta come animazione urbana e non pienamente interpretata all’interno del framework europeo delle politiche urbane contemporanee. È questa una delle direttrici scelte da Camilla Bianchi, Assessora alla Transizione Ecologica, Ambiente e Verde del Comune di Brescia, insieme a Kidsmeetalps, format che adotta il Design for Play per trasformare temporaneamente lo spazio urbano. L’obiettivo è far comprendere il Piano Aria Clima attraverso l’esperienza del gioco, che utilizza linguaggi universali. Bianchi è consapevole che “per ottenere consenso su un tema percepito come tecnico e distante dal quotidiano sia necessario sperimentare strumenti partecipativi differenti rispetto ai tradizionali processi consultivi”.
“Ci Sarà un Bel Clima APS”, l’associazione che ha affiancato Bianchi nell’avvio del Piano Aria Clima facilitando i primi incontri con le amministrazioni della provincia, ha proposto il format Kidsmeetalps, ideato e curato da Chiara Basilico, che utilizza un linguaggio multidisciplinare tra urbanistica, pedagogia, arte e design “per veicolare argomenti complessi senza semplificare”.
“Il Piano Aria Clima è un percorso iniziato un anno e mezzo fa che ora arriva a compimento con l’individuazione di 31 strategie da attuare”, spiega Bianchi. “Le strategie di mitigazione climatica non possono limitarsi alla dimensione amministrativa, ma devono produrre coinvolgimento sociale e consapevolezza diffusa”. Il Piano Aria Clima si struttura su tre pilastri: 1. Città per le persone: una città più sana, dove la cittadinanza possa riappropriarsi degli spazi pubblici per stare insieme e sentirsi comunità. 2. Città più efficiente: ridurre gli sprechi energetici e produrre energia pulita, sviluppando politiche energetiche inclusive e capaci di sostenere anche le fragilità. Seguirà quindi la nascita della CER del Comune. 3. Città oasi e città spugna: una città che si adatta e protegge i cittadini dagli effetti del cambiamento climatico.
Il linguaggio universale del gioco: il Design for Play come strategia di rigenerazione urbana
Negli ultimi anni reti europee come Placemaking Europe hanno iniziato a considerare bambini e bambine non più soltanto come destinatari di servizi urbani, ma come indicatori della qualità dello spazio pubblico e della salute democratica delle città. Dal Superkilen Park di Copenhagen alle piazze scolastiche che si stanno diffondendo in molte città italiane, l’approccio del gioco modifica lo spazio pubblico non come finalità ricreativa, ma come infrastruttura spaziale e relazionale capace di intervenire su usi, percezioni e comportamenti urbani. In questo quadro il Design for Play diventa uno strumento particolarmente efficace perché abbassa le soglie di partecipazione, coinvolge pubblici diversi, rende comprensibili temi complessi attraverso un linguaggio universale — corporeo ed emotivo — e facilita sperimentazioni temporanee nello spazio urbano.
La Maddalena come laboratorio urbano temporaneo
Nel caso di Brescia, la pedonalizzazione temporanea della Maddalena assume esattamente questa funzione. Per la prima volta questo spazio verrà sottratto alla centralità automobilistica per essere reinterpretato come ambiente relazionale, paesaggistico ed educativo. La città attiverà inoltre un sistema di mobilità elettrica collettiva continua dalle 10 alle 18, collegando il parcheggio scambiatore con il sistema di navette. Ci saranno anche percorsi creati per l’occasione a piedi e in bici, realizzati grazie all’Alleanza per la Maddalena, il patto stipulato dall’Amministrazione e da 53 realtà associative per il rilancio di questo polmone verde nell’ambito del Piano.
Dal punto di vista amministrativo, l’operazione rappresenta una sperimentazione con finalità multiple: utilizzare una misura reversibile per testare cambiamenti nelle pratiche di mobilità e nell’utilizzo dello spazio pubblico prima di eventuali trasformazioni permanenti. È uno dei principi centrali dell’urbanistica tattica europea e del Design for Play: rendere visibili scenari alternativi senza imporli in forma prescrittiva. Le persone attraversano fisicamente il cambiamento urbano, lo sperimentano e ne valutano direttamente gli effetti.
Nel caso della Maddalena, il tema non è soltanto ambientale. È anche culturale e percettivo: mostrare che la transizione ecologica non coincide esclusivamente con limitazioni o privazioni, ma può produrre nuove forme di qualità urbana e benessere collettivo. Dal punto di vista amministrativo, il caso bresciano evidenzia una questione sempre più centrale nelle politiche urbane europee: la difficoltà di tradurre piani climatici e strategie ambientali in processi reali. Il gioco, in questo caso, non semplifica la crisi climatica.
Al contrario, la rende esperibile. Brescia ha deciso di guardare alle politiche urbane europee per evitare che strumenti complessi come i Piani Clima restino confinati entro linguaggi tecnici e specialistici, soprattutto in città densamente urbanizzate chiamate a pianificare interventi di depaving, sviluppo delle energie rinnovabili e gestione dei flussi delle acque. La città che ambisce a essere “la tua città europea” potrebbe aver individuato una delle strategie più efficaci per rendere la transizione ecologica comprensibile, condivisa e concreta.