Il Masterplan del Demanio per le Saline di Tarquinia

05 Mar 2026 di Giorgio Santilli

Condividi:
Il Masterplan del Demanio per le Saline di Tarquinia

Il Borgo e le Saline di Tarquinia. Nel riquadro, Alessandra dal Verme

L’Agenzia del Demanio lancia il Masterplan del progetto di riqualificazione del Borgo e della Riserva delle Saline di Tarquinia. La presentazione d’eccezione l’ha fatta ieri la direttrice dell’Agenzia, Alessandra dal Verme, alla commissione Ambiente della Camera. Il progetto mira a trasformare un’area di circa 170 ettari in un modello di rigenerazione sostenibile, capace di integrare tutela ambientale, valorizzazione culturale e sviluppo territoriale. Il Masterplan – oltre a ribadire il valore di questo strumento progettuale che dal Verme aveva già chiaramente indicato nell’intervista a Diario DIAC che si può leggere qui – costituisce una sorta di summa dei principi che guidano il Demanio nelle operazioni di rigenerazione urbana.

Anzitutto il sito, che racchiude fragilità ambientali, valori paesaggistici, intrecciati con storia, archeologia, biodiversità e memoria collettiva.

Poi, l’azione progettuale: un percorso di recupero di questo patrimonio storico naturalistico con la riqualificazione, la messa in sicurezza e rifunzionalizzazione del Borgo.

Ma soprattutto un aspetto “istituzionale” che dal Verme non manca mai di sottolineare come il valore aggiunto che porta il Demanio: la collaborazione e condivisione con un’ampia rete di enti territoriali, istituzioni di ricerca e amministrazioni centrali di progetti condivisi, sostenibili e finanziabili attraverso risorse pubbliche e investimenti di stakeholder. In prima linea, il comune di Tarquinia e la Regione Lazio.

“Il Protocollo stringe una comunione di intenti fra le parti”

“Il Protocollo – ha spiegato dal Verme alla commissione Ambiente della Camera – stringe una comunione di intenti tra le parti, ciascuna nell’ambito delle rispettive attribuzioni, per lo sviluppo di un progetto unitario di recupero ecosistemico e culturale del compendio demaniale che realizzi un connubio tra ambiente e paesaggio, arte e cultura, storia e archeologia, ricerca e sviluppo economico, così da rendere il sito un punto di riferimento per la rigenerazione sostenibile della costa tirrenica centro-settentrionale. Al centro l’uomo e la sua capacità di leggere l’ambiente circostante e di integrarsi con le sue diverse componenti. Tra gli obiettivi anche la realizzazione di un polo museale”.

I contenuti conoscitivi del Masterplan

Il Masterplan illustrato durate l’audizione, contiene un dettagliato quadro conoscitivo territoriale, culturale, ambientale e urbanistico e indirizzi basati sulla mobilità sostenibile e sul rafforzamento delle connessioni con i poli culturali e archeologici dell’area.

Per quanto riguarda il sistema delle saline, il Masterplan propone azioni integrate di miglioramento dell’accessibilità controllata, riduzione dell’impatto antropico, gestione ecologica e rafforzamento della resilienza climatica, la riqualificazione dei percorsi esistenti, con passerelle sopraelevate nelle aree più sensibili, il monitoraggio idro-meteorologico continuo, la manutenzione dei canali storici, la rigenerazione del cordone dunale con specie autoctone e interventi di mitigazione delle infrastrutture impattanti.

Per il Borgo del Sale, che sarà il cuore culturale e operativo dell’area, si prevedono spazi di accoglienza, ricerca e presidio territoriale, con funzioni multifunzionali a bassa intensità d’uso, ospitalità leggera per ricercatori e artisti, percorsi espositivi diffusi e installazioni integrate con punti di osservazione naturalistica. È inoltre prevista l’integrazione di sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, nel rispetto dei valori paesaggistici e storico-industriali.

Argomenti

Argomenti

Accedi