LE AUDIZIONI SUL PACCHETTO OMNIBUS
Ia, il 67% delle imprese edili ci punta per essere più efficiente. L’Ance: ok le semplificazioni Ue
“Risulta evidente l’importanza del Digital omnibus. Non si tratta solo di una semplificazione burocratica, ma di un passo importante nella direzione di armonizzare un quadro di certezza giuridica indispensabile per trasformare la volontà di investimento in innovazione reale”. Le imprese delle costruzioni, ma non solo, plaudono al pacchetto omnibus europeo sull’intelligenza artificiale e il settore digitale più nel suo complesso. Una direzione, quella di snellimento normativo, che sta caratterizzando il secondo mandato della Commissione a guida Ursula von der Leyen.
Nel giro di audizioni tenutesi ieri alla Camera, l’Ance ha sottolineato che “il pacchetto rafforza e aggiorna gli strumenti di sperimentazione e prova. In particolare, la proposta sviluppa ulteriormente la disciplina degli spazi di sperimentazione normativa e delle prove in condizioni reali”. Alcuni esempi portati in dote sul settore delle costruzioni: la biometria, i varchi per controllare l’accesso nei cantieri, il monitoraggio dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, i sensori e la computer vision per i near miss. “In questa ipotesi, gli strumenti di sperimentazione previsti dal quadro, come rafforzati dalle proposte dell’Omnibus, possono costituire un supporto utile per validare prestazioni e conformità in contesti operativi reali”.
D’altronde, si legge dal testo integrale della relazione depositata dall’associazione costruttori, il 51% delle imprese intervistate in un’indagine interna (2024) ritiene che l’uso di strumenti digitali e intelligenza artificiale sia indispensabile per restare competitivi nel settore edile. Ancora: il 67% del campione dichiara di essere abbastanza o molto disposto a investire in strumenti di Ia per migliorare l’efficienza della propria azienda, tendenza che assume caratteri prioritari per le imprese con un fatturato al di sopra dei 50 milioni di euro.
Infine, l’Ance accoglie anche lo strumento del portafoglio europeo per le imprese perché “sembra confermare la volontà, da parte del legislatore europeo, di abilitare una maggior interoperabilità nei sistemi di scambio, condivisione e accesso ai dati e ai servizi pubblici europei, in modo semplice e sicuro. In questa prospettiva – aggiunge l’associazione – il Portafoglio può contribuire a ridurre gli oneri amministrativi, razionalizzare i processi di conformità e migliorare l’efficienza delle interazioni digitali tra imprese e pubbliche amministrazioni, anche in chiave transfrontaliera facendo leva sul principio di equivalenza giuridica delle azioni compiute tramite il Portafoglio rispetto a quelle svolte con modalità tradizionali”.
Dando uno sguardo anche alle altre audizioni sul tema, Pasquale Stanzione – presidente del Garante per la protezione dei dati personali – si è espresso con favore sul percorso ed ha poi raccomandato di “evitare il rischio paradossale di incertezza in sede applicativa, con anche conseguenti maggiori oneri per le imprese pubbliche, per le pubbliche amministrazioni e ulteriori analisi per le autorità di protezione dei dati”. Mentre Anitec-Assinform hanno chiesto che la regolamentazione resti comunitaria contro difformità nazionali, proponendo invece di separare l’intervento sullo ‘stop the clock’ per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio dal resto della proposta di revisione dell’Ai act. Infine, Confcommercio ha salutato con favore due aspetti: la subordinazione dell’applicazione degli obblighi sui sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio alla disponibilità di misure di sostegno della conformità. E il meccanismo che prevede periodi di transizione differenziati con date certe, ad esempio il 2 dicembre 2027 e il 2 agosto. “È un aspetto fondamentale per le imprese affinché possano eseguirli pienamente”. Bene anche la riduzione degli oneri sul Gdpr senza sacrificare la protezione dei dati.