LA GIORNATA

Hormuz, Macron e Starmer convocano i ‘Volenterosi’. Oggi Meloni vola a Parigi

  • Istat conferma: a marzo l’inflazione a +1,7% annuo, +0,5% su mese, accelera il carrello della spesa a +2.2%
  • Appalti, Abi: rivedere norma su esclusione per violazioni fiscali, pensare a self cleaning
  • Italia ed Etiopia lanciano una “Global Skillss Partnership” per promuovere una mobilità lavorativa sicura e legale

17 Apr 2026 di Red. Diac

Condividi:

IN SINTESI

Parigi ospita oggi un nuovo vertice della cosiddetta “coalizione dei Volenterosi di Hormuz”, che riunisce oltre 40 Paesi con l’obiettivo di definire misure operative per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio. L’incontro, convocato dal presidente francese Emmanuel Macron e dal premier britannico Keir Starmer, vedrà la partecipazione in presenza della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, mentre altri leader interverranno in videocollegamento. La riunione si inserisce nel solco di un precedente vertice tecnico-militare tra rappresentanti dei Paesi coinvolti, volto a valutare la situazione sul terreno e a predisporre possibili opzioni operative. Al centro dei lavori figura la proposta di un piano di sminamento dello Stretto, che tuttavia resterebbe subordinato alla cessazione delle ostilità tra Iran e Stati Uniti e a una verifica delle condizioni di sicurezza per eventuali operazioni sul campo. L’obiettivo dichiarato è il ripristino della piena libertà di navigazione, ma il quadro resta complesso sia per l’assenza di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nella coalizione, sia per la ferma opposizione dell’Iran.

Teheran ha infatti ribadito la propria contrarietà a qualsiasi iniziativa esterna, sostenendo – attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei – che la sicurezza nello Stretto è da tempo garantita e che la navigabilità può essere assicurata anche con il contributo dei Paesi della regione. Secondo la posizione iraniana, sarebbe necessario tornare a una condizione precedente all’attuale fase di conflitto, nella quale il transito marittimo non risultava significativamente compromesso. Sul piano diplomatico, la questione si intreccia con i tentativi di mediazione internazionale. A Pechino, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato come Italia e Cina condividano l’obiettivo di favorire il dialogo tra Iran e Stati Uniti per arrivare a una cessazione delle ostilità e alla piena riapertura dello Stretto. Pechino, ha aggiunto, sostiene la necessità di ripristinare la libertà di navigazione e considera centrale la stabilità dell’area anche per gli equilibri energetici globali. Tajani ha inoltre ribadito la posizione italiana sulla sicurezza regionale, sottolineando la necessità che l’Iran non acquisisca capacità nucleari e che cessino gli attacchi attribuiti ai cosiddetti proxy, sia contro Israele sia contro il traffico mercantile nel Golfo. In questo quadro, il vertice di Parigi si presenta come un passaggio delicato: da un lato la volontà di costruire un meccanismo multilaterale per la sicurezza marittima, dall’altro le resistenze politiche e strategiche di attori chiave della regione, in un contesto in cui la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz resta un nodo cruciale per gli equilibri energetici globali.

Istat conferma: a marzo l’inflazione a +1,7% annuo, +0,5% su mese, accelera il carrello della spesa a +2.2%

Nel mese di marzo 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% di febbraio), confermando la stima preliminare. Lo rende noto l’Istat. L’aumento dell’inflazione risente principalmente della risalita dei prezzi degli energetici, regolamentati (da -11,6% a -1,6%) e non (da -6,2% a -2,0%), e dell’accelerazione di quelli degli alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,7%); in netto rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,9% a +2,2%).L’inflazione di fondo’, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).  A marzo 2026, i prezzi dei beni invertono la tendenza su base annua tornando su valori positivi (da -0,1% a +0,8%), mentre i prezzi dei servizi attenuano il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni diminuisce, passando da +3,7 a +2,0 punti percentuali. Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,0% a +2,2%) e, ancor più marcatamente, quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +1,9% a +3,1%). La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (+8,5%) e non (+5,0%), degli Alimentari non lavorati (+0,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla
diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +1,5% per l’indice generale e a +1,0% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +1,7% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e a +1,6% su base annua (da +1,5% del mese precedente), la stima preliminare era +1,5%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,6% e una tendenziale di +1,5%.Nel primo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’IPCA, evidenziano aumenti più contenuti per le famiglie con bassi livelli di spesa e più alti per quelle con livelli di spesa elevati (+1,0% e +1,6% rispettivamente).

Eurostat: a marzo l’inflazione dell’eurozona balza al 2,6%

Il tasso di inflazione annuo nell’area dell’euro si è attestato al 2,6 % a marzo 2026, in aumento rispetto all’1,9% di febbraio. L’inflazione annua nell’Unione europea si è attestata al 2,8 % a marzo 2026 , in aumento rispetto al 2,1% di febbraio. Secondo Eurostat, i tassi annui più bassi sono stati registrati in Danimarca (1,0%), Repubblica Ceca , Cipro e Svezia (tutti all’1,5%). I tassi annui più alti sono stati registrati in Romania (9,0%), Croazia (4,6%) e Lituania (4,4%). Rispetto a febbraio 2026 , l’inflazione annua è diminuita in tre Stati membri, è rimasta stabile in uno ed è aumentata in 23. A marzo i servizi (+1,49 punti percentuali, pp), l’energia (+0,48 punti percentuali, pp), gli alimenti, le bevande alcoliche e il tabacco (+0,45 punti percentuali, pp) e i beni industriali non energetici (+0,13 punti percentuali, pp) hanno contribuito positivamente al tasso di inflazione annuale dell’area euro.

Appalti, Abi: rivedere norma su esclusione per violazioni fiscali, pensare a self cleaning

“Bisogna interrogarsi se effettivamente ci possono essere miglioramenti nella normativa sugli appalti. Un tema da noi individuato è l’esclusione dalle gare di appalto in caso di violazioni fiscali. Secondo la nostra visione non c’è stato un totale recepimento delle normative europee e questo può creare una discriminazione, anche se poi l’azienda che partecipa è affidabile. Suggeriamo interventi mirati che possano creare condizioni di maggiore partecipazione dei soggetti. Un passaggio fondamentale è quello sulle misure di autodisciplina e correttive che non sono state totalmente recepite nell’ambito del codice di appalto. Sarebbe importante introdurre, come avviene in altri ordinamenti europei, la procedura del self-cleaning fiscale, consentendo alle imprese che si sono impegnate a regolarizzare la loro posizione fiscale di partecipare alla gara”. Lo ha detto Ginfranco Torriero, vice direttore generale di ABI in audizione in commissione Semplificazione della Camera sul tema dei rapporti tra cittadino, imprese private e pubblica amministrazione su semplificazione e trasparenza dei contratti pubblici. “Il tema della semplificazione- ha sottolineato Torriero – è cruciale in questo momento. A livello europeo tantissime riflessioni al riguardo. Noi come associazione abbiamo fatto diversi interventi e presentato diversi documenti sulla semplificazione. Ci sono alcuni aspetti sui quali focalizzarsi: il primo è come semplificare la partecipazione alle procedure di appalto; un altro riguarda il tema della durata delle garanzie ipotecarie perché i mutui si sono evoluti nel tempo e alcune norme sono datate; poi il domicilio digitale degli amministratori perché la digitalizzazione è importante. A volte l’approccio che abbiamo non è digitale”. L’Abi suggerisce, quindi, “di creare una banca dati unica, certificata e accessibile, tenendo conto di tutti i vincoli della privacy, che possa consentire una verifica chiara, aggiornata e tempestiva delle posizioni fiscali. Questo creerebbe una condizione di certezza giuridica anche per coloro che partecipano agli appalti”.

Italia ed Etiopia lanciano una “Global Skillss Partnership” per promuovere una mobilità lavorativa sicura e legale

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano e il Ministero del Lavoro e delle Competenze etiope hanno annunciato lanciano una Global Skillss Partnership (GSP), segnando un passo fondamentale verso una mobilità lavorativa strutturata e reciprocamente vantaggiosa tra i due paesi. La GSP mirerà a rafforzare le competenze dei lavoratori etiopi e a migliorare la loro occupabilità sia in Etiopia che in Italia, allineando lo sviluppo delle competenze nei settori in cui si rilevano carenze di manodopera, sia a livello nazionale che internazionale, ampliando al contempo i percorsi di migrazione sicuri e legali. Questa nuova partnership si basa sul Protocollo d’Intesa sulla migrazione e la mobilità firmato dai governi etiope e italiano il 27 ottobre 2025. L’accordo di cooperazione mira a espandere i percorsi di migrazione sicura e legale per i lavoratori etiopi, anche attraverso il rafforzamento della formazione professionale connessa alle esigenze delle imprese italiane ed etiopi. La GSP fornisce un quadro operativo per approfondire i benefici reciproci derivanti da investimenti coordinati nelle competenze e dalla mobilità lavorativa. Nell’ambito della Global Skills Partnership, l’Etiopia e l’Italia coordineranno congiuntamente la formazione professionale in Etiopia, preparando i candidati all’occupazione in entrambi i Paesi. I lavoratori acquisiranno qualifiche utili a rafforzare il mercato del lavoro dell’Etiopia e, nel contesto della cooperazione bilaterale esistente, e per quelli inseriti nel percorso di mobilità internazionale è prevista formazione linguistica, civica e professionale pre-partenza, consentendo loro di entrare in Italia per lavoro non stagionale, ai sensi dell’articolo 23 del Testo Unico sull’Immigrazione italiano. La GSP si concentra sui settori che registrano una domanda di lavoro in entrambi i Paesi e include un supporto dedicato per l’intermediazione nel mercato del lavoro e l’integrazione all’arrivo.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano, Marina Calderone, ha affermato che: «Siamo convinti che la crescita si ottenga mettendo al centro le persone e le loro competenze. Attraverso la Global Skills Partnership con l’Etiopia, abbiamo scelto di rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione per creare opportunità concrete per valorizzare i talenti dei lavoratori e per sostenere i nostri rispettivi mercati del lavoro. Siamo guidati dal rispetto reciproco e da un impegno condiviso nel generare benefici tangibili per le comunità e le imprese. È un modello replicabile, costruito su responsabilità condivise e risultati misurabili, in linea con la visione del Piano Mattei promosso dall’Italia». Il Ministro del Lavoro e delle Competenze etiope, Muferihat Kamil Ahmed, ha sottolineato che: «Questa partnership con l’Italia pone la gioventù etiope al centro della nostra cooperazione allo sviluppo. Collegando la formazione professionale a reali opportunità di impiego, sia in patria che attraverso percorsi migratori regolari, miriamo a trasformare la mobilità in un motore di prosperità condivisa e dignità del lavoro. Questa partnership rafforza ulteriormente la nostra cooperazione bilaterale. Insieme, stiamo investendo in formazione di qualità, lavoro dignitoso e mobilità lavorativa ordinata a beneficio degli individui, delle comunità e di entrambe le nazioni».

La partnership è il risultato di un’ampia collaborazione tra le parti, unite dalla comune convinzione che una mobilità lavorativa ben gestita possa rappresentare una leva per lo sviluppo economico e la crescita sia per i Paesi di origine che per quelli di destinazione. La Banca Mondiale fornirà assistenza tecnica alla GSP Etiopia-Italia, iniziativa finanziata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano. La partnership si affianca all’azione portata avanti, sul fronte italiano, da Sviluppo Lavoro Italia — l’agenzia in-house del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali — per attuare la formazione pre-partenza finanziata anche attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’Unione Europea. Da parte etiope, la partnership valorizza l’impegno del Ministero del Lavoro e delle Competenze per rafforzare il sistema di istruzione e formazione tecnica e professionale (TVET) e migliorare i servizi di intermediazione del lavoro per sostenere l’occupabilità giovanile. Il supporto di Banca Mondiale si concentrerà sull’assistenza tecnica e sull’impegno mirato attraverso le operazioni esistenti in Etiopia per rafforzare i sistemi del mercato del lavoro locale, identificare occupazioni e settori strategici e richiesti, colmare le lacune di conoscenze e competenze e promuovere la partecipazione del settore privato. Questa Global Skills Partnership riflette la visione condivisa di Italia ed Etiopia per un nuovo modello di cooperazione internazionale — basato sul rispetto reciproco, sulla prosperità condivisa e sullo sviluppo umano. Per l’Italia, la GSP è un’espressione tangibile del Piano Mattei per l’Africa, l’iniziativa di punta del governo per costruire una partnership paritaria con le nazioni africane, incentrata sullo sviluppo sostenibile, sull’investimento nelle persone e sulla governance delle migrazioni attraverso canali legali e strutturati. Per l’Etiopia, rappresenta l’opportunità di posizionare la propria forza lavoro per opportunità globali, trattenendo al contempo talenti qualificati per la crescita nazionale. Insieme, i due paesi stanno dimostrando che la migrazione e lo sviluppo possono essere potenti motori di progresso condiviso.

Crisi nel Golfo, videocall Rixi-Al Thani: cooperazione Italia-Qatar su shipping, logistica e voli

Il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha tenuto una videocall con il ministro dei Trasporti del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdullah Al Thani, dedicata agli effetti della crisi nel Golfo sui sistemi di trasporto. Al centro del confronto, la tenuta delle catene logistiche globali, con particolare attenzione allo shipping e alla continuità dei collegamenti aerei. Condivisa la priorità di garantire la sicurezza dei lavoratori marittimi e la libertà di navigazione negli stretti, anche attraverso il ruolo dell’International Maritime Organization. Rixi ha ribadito l’impegno dell’Italia a sostenere la resilienza dei flussi commerciali e delle infrastrutture strategiche, valorizzando le competenze del sistema italiano nei settori portuale e dell’aviazione civile. Il ministro Al Thani ha confermato l’interesse a rafforzare la cooperazione bilaterale. Le parti hanno concordato di mantenere un coordinamento costante sui principali dossier di interesse comune.

Spagna: governo approverà nuovo Piano edilizia abitativa 2026-2030 da 7 miliardi di euro

La ministra dell’Edilizia abitativa spagnola, Isabel Rodriguez, ha annunciato che il 21 aprile il Consiglio dei ministri approvera’ il nuovo Piano statale per l’edilizia abitativa 2026-2030, che triplicherà gli investimenti fino a raggiungere un budget di 7 miliardi di euro. Lo ha detto durante il suo intervento alla giornata “Abitare il mondo rurale” organizzata dal quotidiano “La Tribuna de Ciudad Real” a Pozuelo de Calatrava. Allo stesso modo, la responsabile dell’Edilizia abitativa e dell’Agenda urbana ha affermato, tra le altre cose, che questo nuovo piano incorporerà la ruralità “in modo naturale”, inciderà sulla ristrutturazione delle abitazioni e ripristinerà l’accessibilità.

Ambiente, Utilitalia: criticità su idrico e gestione frammentata dei rifiuti,  rafforzare la governance

“I servizi pubblici locali a rete rappresentano servizi essenziali e infrastrutture economiche strategiche, che incidono sulla competitività del Paese. La competitività di questo comparto dipende in grande misura dalla capacità di realizzare investimenti infrastrutturali di medio e lungo periodo. Nel 2024 le utilities hanno investito circa 8,5 miliardi di euro, per un valore distribuito di 16 miliardi di euro. L’innovazione è una leva fondamentale per la crescita di questi investimenti, infatti 780 milioni sono stati destinati alla digitalizzazione delle infrastrutture a rete. La competitività del settore dipende anche dalla qualità della governance e dalla stabilità del quadro regolatorio”. Lo ha detto Annamaria Barrile, direttore generale di Utilitalia, in audizione in commissione Attività produttive della Camera, sulla competitività del sistema Italia. “Rimangono criticità nell’idrico, per cui solo la metà abbondante della popolazione è servita da un gestore unico, c’è una frammentazione gestionale nel settore dei rifiuti ancora significativa, e i servizi pubblici locali a rete sono anche assoggettati al testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. Questa normativa introduce dei vincoli che possono risultare non coerenti con le esigenze industriali del settore e possono ostacolarne l’efficienza gestionale e la capacità di investimenti. Chiediamo quindi – ha aggiunto – un intervento normativo che renda più coerente il quadro di riferimento rispetto alle specificità del settore. I principali fattori di criticità sono la frammentazione gestionale e istituzionale, i forti divari territoriali, i ritardi infrastrutturali soprattutto nel settore idrico e il deficit impiantistico nel comparto dei rifiuti. Le nostre priorità sono interventi per rafforzare la governance e superare la frammentazione del settore, semplificare e accelerare i processi autorizzativi, potenziare le reti energetiche e rafforzare gli strumenti finanziari per gli investimenti, garantire la stabilità regolatoria e fare chiarezza nei meccanismi concessori.

Dissesto idrogeologico, Fioravanti (Anci):  “Un Piano per ridurre rischi e costi parta dall’esperienza del Pnrr”

“Le città sono oggi esposte a sfide sempre più complesse: eventi climatici estremi, cambiamenti demografici, incertezze economiche globali, ma anche opportunità legate a digitalizzazione e intelligenza artificiale. In questo contesto, come Anci, riteniamo necessario rafforzare la capacità progettuale dei Comuni e garantire risorse adeguate per sostenere gli investimenti in questi ambiti”. Lo ha detto il sindaco di Ascoli Piceno e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Marco Fioravanti, intervenuto all’evento “Un Piano per l’Italia” organizzato dall’Ance. “La riduzione dei rischi e la sicurezza – ha spiegato Fioravanti – non possono più essere considerati ambiti settoriali: sono una priorità trasversale che riguarda tutte le politiche pubbliche, dalla mobilità all’edilizia scolastica, fino alla rigenerazione urbana”. Il sindaco di Ascoli Piceno ha poi ricordato che “dall’esperienza del PNRR emerge che negli ultimi anni gli investimenti comunali sono più che raddoppiati, con un aumento del 163 per cento nei pagamenti annui, e tutti i target europei assegnati ai Comuni sono stati raggiunti, spesso in anticipo. Il Pnrr ha quindi dimostrato che i Comuni sono in grado di progettare e realizzare interventi complessi in tempi rapidi. È un modello che non va archiviato, ma assunto come riferimento per le future politiche di investimento”. Fioravanti ha inoltre ribadito e auspicato che si consolidi “questo approccio anche nella futura politica di coesione europea, puntando su assegnazione diretta delle risorse ai Comuni, obiettivi chiari e misurabili, semplificazione delle procedure e supporto operativo. Abbiamo davanti una stagione decisiva: i Comuni hanno dimostrato capacità e responsabilità. Ora serve continuità negli investimenti e una governance che valorizzi il ruolo delle città come motori di sviluppo, inclusione e sicurezza”, ha concluso il sindaco di Ascoli Piceno.

Acqua, la Banca Mondiale lancia un programma per affrontare lo stress idrico globale

La Banca Mondiale e altri importanti istituti di credito per lo sviluppo hanno lanciato una nuova iniziativa globale, denominata “Water Forward”, volta a migliorare l’accesso sicuro all’acqua per un miliardo di persone entro i prossimi 4 anni. Il programma mira a incrementare gli investimenti nella gestione delle risorse idriche, incoraggiando al contempo i governi a considerare l’acqua come una risorsa economica strategica piuttosto che come un servizio pubblico a basso costo. Si concentrerà sulla mobilitazione di capitali privati ​​e fondi filantropici, oltre ai finanziamenti pubblici. “L’acqua è fondamentale per il funzionamento delle economie”, ha dichiarato il direttore generale della Banca Mondiale, Ajay Banga, aggiungendo che il compito è “fornire servizi idrici affidabili su larga scala”. Secondo le stime della Banca Mondiale, la domanda globale di acqua dolce supererà l’offerta fino al 40% entro la fine del decennio, e gli shock idrici stanno già costando ad alcuni Paesi diversi punti percentuali di crescita economica annua. Il cambiamento climatico sta intensificando sia la siccità che le inondazioni, esercitando pressione sulle finanze pubbliche e sulle comunità vulnerabili, in particolare nelle città in rapida crescita. Un rapporto dello scorso anno ha stimato che oltre 2,1 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile sicura e più di 3,4 miliardi vivono senza servizi igienico-sanitari adeguati. Il programma “Water Forward” si concentrerà inizialmente su 14 Paesi in regioni con scarsità idrica in Africa, Medio Oriente e Asia meridionale, dando priorità a progetti che riducano le perdite nelle aree urbane, modernizzino l’irrigazione, migliorino il riutilizzo delle acque reflue e amplino la pianificazione basata sui dati. Tra le altre banche di sviluppo coinvolte figurano la Banca europea per gli investimenti, la Banca asiatica di sviluppo, la Banca interamericana di sviluppo e la Nuova Banca di sviluppo. Quest’ultima è stata istituita dai Paesi BRICS: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. La Banca Mondiale stima che 4 miliardi di persone soffrano di scarsità idrica a causa di una combinazione di politiche governative poco chiare, normative deboli e servizi idrici finanziariamente insostenibili, e ha spiegato che il suo impegno è garantire la sicurezza idrica a 400 milioni di persone entro il 2030, mentre “ulteriori impegni dei partner” porteranno la portata totale del programma “Water Forward” ad oltre 1 miliardo di persone.

Autotrasporto, il Mit convoca il Comitato Trasportatori Siciliani il 22 aprile

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme a Regione Siciliana, facendo seguito alla richiesta avanzata dal Comitato Trasportatori Siciliani (CTS), ha convocato per il 22 aprile alle ore 17.00 un confronto dedicato. L’iniziativa si inserisce nell’impegno del MIT a garantire ascolto e attenzione alle istanze provenienti dai territori, in una fase complessa per il settore dell’autotrasporto merci e per l’intera filiera logistica. Al centro del confronto la liquidazione della prima annualità del Sea Modal Shift, la destinazione delle risorse ETS per le annualità 2026 e 2027 e la prospettiva di rendere strutturale la misura o prorogarla attraverso l’utilizzo degli introiti derivanti dalle quote ETS. Il MIT ribadisce la volontà di assicurare un dialogo tempestivo e concreto, orientato a sostenere la competitività delle imprese e la continuità operativa del sistema logistico nazionale.

Saipem si aggiudica due contratti offshore in Arabia Saudita per un valore di circa 400 milioni di dollari

Saipem si è aggiudicata due contratti offshore in Arabia Saudita, denominati Contract Release Purchase Order (CRPO), nell’ambito del Long Term Agreement (LTA) attualmente in essere con Aramco. Il primo contratto (CRPO 154) riguarda l’ingegneria, l’approvvigionamento, la costruzione e l’installazione (EPCI) di una tie in e due wellhead platform per l’iniezione dell’acqua, circa 5 km di condotte con diametro da 24 pollici, circa 15 km di cavi da 15 kV nel giacimento di Safaniyah, uno dei più grandi giacimenti offshore di petrolio al mondo. Il secondo contratto (CRPO 155) comprende le attività EPCI di quattro wellhead platform per l’iniezione dell’acqua, nonché le relative infrastrutture sottomarine, presso il giacimento petrolifero di Safaniyah. Per le attività offshore Saipem impiegherà le proprie navi da costruzione attualmente operative nella regione. Le attività di fabbricazione legate ai progetti saranno realizzate presso il cantiere saudita della società, Saipem Taqa Al-Rushaid Fabricators Co. Ltd., che continua a contribuire allo sviluppo delle capacità industriali locali. L’aggiudicazione di questi nuovi contratti rafforza la presenza di Saipem in Arabia Saudita e consolida ulteriormente il suo rapporto di lunga durata con Aramco.

Sofinter, Mimit: da Ansaldo Energia piano da 50 mln. Urso: opportunita per Gioia del Colle

“Individuata una soluzione industriale per il sito produttivo di Gioia del Colle, nell’ambito della vertenza Sofinter, azienda attiva nella produzione di caldaie per impianti di generazione elettrica. Ansaldo Energia ha sottoscritto al Mimit un accordo preliminare con l’attuale proprietà, finalizzato all’acquisizione e al rilancio dello stabilimento, dando una prospettiva concreta al futuro industriale del sito”. Lo fa sapere, attraverso una nota, il ministero delle Imprese e del made in Italy. “Questo accordo rappresenta una concreta opportunità di rinascita e sviluppo per il sito di Gioia del Colle e per l’intero territorio: un percorso di rilancio produttivo che valorizza le competenze, attrae investimenti e rafforza il tessuto industriale”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso. “Seguiremo con attenzione l’evoluzione di questa importante vicenda industriale, sostenendola con gli strumenti a nostra disposizione”, ha aggiunto il titolare del Mimit. Il piano di Ansaldo Energia, spiegano dal ministero, “prevede un programma di sviluppo articolato, con investimenti complessivi superiori a 50 milioni di euro nel prossimo triennio, dei quali circa 30 milioni saranno coperti direttamente da Ansaldo Energia, mentre la restante parte potrà essere sostenuta attraverso strumenti di supporto nazionali e locali a favore dei processi di reindustrializzazione”. “Le attività si svilupperanno lungo quattro direttrici industriali, includendo progetti innovativi e sostenibili come il riciclo dei pannelli fotovoltaici e la produzione di idrogeno verde in Puglia, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e rafforzare filiere industriali strategiche. Il progetto non comporterà alcuna delocalizzazione di attività o funzioni del gruppo Ansaldo Energia”, aggiunge il Mimit. “L’accordo preliminare sarà perfezionato nei prossimi passaggi necessari al completamento della cessione del sito”, fa sapere il ministero che ritiene che “con questa operazione si possano creare le condizioni per un importante rapporto di collaborazione tra due aziende che, pur a diversi livelli, operano nel settore strategico della generazione di energia da vapore”. In tale prospettiva, concludono dal ministero, “si attiverà fin dai prossimi giorni per favorire, anche nell’interesse nazionale, il dialogo tra Ansaldo Energia e Sofinter garantendo il pieno supporto istituzionale in tutte le fasi del percorso di rilancio industriale”.

Fincantieri: accordo con Princess Cruises per tre nuove navi da crociera ‘Voyager Class’ alimentate a Lng

Fincantieri e Princess Cruises hanno siglato un accordo per la costruzione di tre nuove navi da crociera della classe Voyager, alimentate a gas naturale liquefatto (LNG). L’ordine è stato ufficializzato in occasione di Seatrade Cruise Global, attualmente in corso a Miami.
Le unità saranno realizzate presso il cantiere Fincantieri di Monfalcone, con consegne previste rispettivamente nel 2035, 2038 e 2039. Il valore dell’accordo, soggetto a finanziamento e ad altri termini e condizioni tipici di questo tipo di contratti, è stato definito come molto importante. Ciascuna nave avrà una stazza lorda di circa 183.000 tonnellate e potrà ospitare circa 4.700 passeggeri. Le nuove unità saranno principalmente alimentate a LNG, la più avanzata tecnologia di combustibile attualmente disponibile su scala industriale, in grado di garantire una riduzione immediata delle emissioni di gas serra e un significativo abbattimento delle emissioni inquinanti rispetto ai combustibili marini tradizionali. Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, ha dichiarato: “È con orgoglio che annunciamo questo nuovo accordo con Princess Cruises, che rafforza ulteriormente una partnership di lungo corso. Le nuove commesse garantiscono una solida visibilità del carico di lavoro per i nostri cantieri – e in particolare di quello di Monfalcone – fino al 2039 e sostengono uno sviluppo ottimale e coerente del business crocieristico, in linea con gli obiettivi del Piano Industriale 2026–2030. Con le nuove unità della classe “Voyager” continuiamo a valorizzare il nostro know-how nel campo della cantieristica avanzata e sostenibile, accompagnando Princess nel proprio percorso di crescita e confermando il nostro ruolo di partner industriale di riferimento per l’evoluzione dell’industria crocieristica”.nFincantieri ha recentemente costruito per Princess Cruises due navi della classe “Sphere” presso il cantiere di Monfalcone: Sun Princess, consegnata nel 2024, e Star Princess nel 2025. Questo nuovo ordine rafforza ulteriormente una collaborazione che, negli ultimi 35 anni, ha già portato alla realizzazione di 21 navi per il brand Princess Cruises in questo stabilimento.

Cooperazione Italia-Cina, Anci:  “Diplomazia delle città forma di dialogo concreto tra popoli”

“La diplomazia delle città è una forma concreta di dialogo tra popoli. Rafforzare questi rapporti significa costruire ponti, promuovere la conoscenza reciproca e contribuire a un mondo più aperto e interconnesso”. Così il sindaco di Ascoli Piceno e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Marco Fioravanti, intervenuto a Roma alla quarta edizione del Dialogo sulla cooperazione tra città gemellate Cina–Italia. Il presidente del consiglio nazionale dell’Anci ha poi richiamato il valore della cooperazione culturale: “Una risorsa imprescindibile che ci lega e che ci spinge a costruire un dialogo fondato su basi solide, unite da curiosità e reciproca ammirazione. I comuni italiani – ha proseguito Fioravanti – hanno progressivamente sviluppato legami con città cinesi attraverso gemellaggi, accordi e progetti di scambio. Questi rapporti nascono con obiettivi chiari: creare occasioni di incontro tra scuole, università, imprese e associazioni culturali”. Fioravanti ha poi sottolineato che “l’impatto concreto di queste relazioni sfocia in relazioni durature che vanno oltre le istituzioni e contribuiscono a sviluppare una mentalità aperta e internazionale, soprattutto tra i giovani”. Sul fronte economico il sindaco di Ascoli Piceno ha ricordato che “la Cina rappresenta uno dei mercati più importanti al mondo” e per molte realtà locali italiane, soprattutto piccole e medie imprese, i rapporti con città cinesi possono diventare un’opportunità strategica”. Ricordando che “le differenze linguistiche, amministrative e culturali possono rendere complessa la collaborazione”, Fioravanti ha sottolineato che “non basta firmare un gemellaggio: bisogna renderlo vivo, evitando che resti un’iniziativa simbolica e meramente formale”. Servono quindi “progetti reali e misurabili e sul coinvolgimento attivo delle comunità locali”.

Prysmian, assemblea approva bilancio 2025 e dividendo di 0,90 euro

L’assemblea degli azionisti di Prysmian, società quotata su Euronext Milan e attiva nel settore dei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2025 e la distribuzione agli azionisti di un dividendo unitario lordo di 0,90 euro, per un ammontare complessivo di circa 258 milioni di euro. Il dividendo sarà posto in pagamento a partire dal 22 aprile 2026, con record date il 21 aprile 2026 e data stacco il 20 aprile 2026.

Inoltre, ha rinnovato la delega al Consiglio di Amministrazione per effettuare acquisti e disposizioni di azioni proprie; ha approvato un piano di incentivazione di lungo periodo (2026-2028) basato su strumenti finanziari e riservato a dipendenti e Amministratori esecutivi; ha approvato l’integrazione degli onorari di EY e PricewaterhouseCoopers per l’attività di revisione legale dei conti; ha approvato la Sezione I della Relazione sulla Politica di remunerazione sui compensi corrisposti per l’anno 2026, esprimendosi con voto favorevole sulla Sezione II relativa ai compensi corrisposti nel 2025.

Nel corso della parte straordinaria della riunione, è stata autorizzata la riduzione dell’ammontare degli aumenti di capitale a servizio del piano di assegnazione di azioni approvato nel 2022 e del piano di incentivazione approvato nel 2023; approvata la delega al Consiglio di Amministrazione, da esercitarsi entro 24 mesi, per aumentare il capitale ai sensi dell’art. 2443 del codice civile, nei limiti del 10% del capitale sociale, con esclusione del diritto di opzione.

Energia, Arse: dibattito torni su basi oggettive, serve elettrificare

L’Associazione Riscaldamento Senza Emissioni (ARSE) ritiene necessario riportare il dibattito sulla decarbonizzazione dei consumi termici su basi oggettive, fondate su evidenze tecniche, economiche e sistemiche. Le recenti posizioni di associazioni di settore che rilanciano il ruolo centrale dei gas, anche nella loro versione rinnovabile, non tengono adeguatamente conto di elementi fondamentali quali l’efficienza energetica, il costo complessivo per il sistema Paese, la reale disponibilità delle risorse e la sicurezza energetica nel medio-lungo periodo.

Dal punto di vista dell’efficienza, il confronto tra tecnologie è inequivocabile. Le pompe di calore rappresentano oggi la soluzione più performante per il riscaldamento civile, grazie a un coefficiente di prestazione che consente di ottenere tre o quattro unità di calore per ogni unità di energia elettrica consumata. Questo implica una riduzione dei consumi finali fino al 60–70% rispetto alle caldaie a gas, che operano con rendimenti prossimi al 90–95%. In termini sistemici, ciò significa che a parità di fabbisogno termico si riduce drasticamente l’energia primaria necessaria, con effetti diretti sulla riduzione delle importazioni energetiche e sulla stabilità del sistema. La maggiore efficienza dell’elettrificazione non è quindi un dettaglio tecnico, ma un fattore determinante che incide sui costi complessivi, sulla sicurezza energetica e sulla velocità della transizione.

Anche il tema del costo dell’energia, spesso utilizzato per mettere in discussione l’elettrificazione, merita una lettura più accurata. Il livello elevato dei prezzi elettrici in Italia non deriva dall’elettrificazione, bensì dalla forte dipendenza dal gas naturale nella formazione del prezzo dell’energia. A differenza di altri Paesi europei, il prezzo dell’elettricità in Italia è ancora determinato prevalentemente da centrali a gas, traducendosi in prezzi significativamente più alti. La riduzione della dipendenza dal gas rappresenta la leva principale per abbassare strutturalmente le bollette, mentre il mantenimento di un sistema centrato sul gas espone famiglie e imprese alla volatilità dei mercati internazionali.

In questo contesto, il sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS), spesso indicato come uno dei fattori responsabili del caro energia, rappresenta invece uno strumento efficace per la riduzione del consumo di combustibili fossili, dunque delle emissioni nei settori coinvolti, nonché un corretto segnale di prezzo che indirizza i consumatori verso tecnologie più efficienti e pulite, meno costose per il consumatore e coerenti con gli obiettivi di politica energetica. Indebolire questo meccanismo, significherebbe rallentare il processo di decarbonizzazione e prolungare la dipendenza da fonti fossili. La vera criticità non è rappresentata dal sistema ETS, semmai dall’utilizzo che è stato fatto delle risorse pubbliche derivanti dai proventi delle aste ETS (oltre 18 miliardi di Euro nel periodo 2012-2024). La parte prevalente è stata utilizzata per la riduzione del debito pubblico o per misure temporanee di contenimento delle bollette, invece che essere destinata a investimenti per la transazione energetica, dunque in tecnologie in grado di ridurre permanentemente i consumi e la dipendenza dalle fonti fossili.

Per quanto riguarda i gas rinnovabili – la cui produzione per essere sviluppata richiederà contributi dai consumatori finali – è importante riconoscerne il potenziale ma anche i limiti. Il biometano può coprire solo una quota limitata della domanda: ad oggi la quota è di circa 1% e la prospettiva per il 2030 è di raggiungere al più un 10% . L’idrogeno, pur rappresentando una soluzione strategica per alcuni settori industriali difficilmente elettrificabili, presenta costi significativamente più elevati e perdite energetiche rilevanti quando utilizzato per il riscaldamento civile. I processi di conversione da elettricità a idrogeno e successivamente a calore comportano consumi energetici che possono raggiungere il 70–80% dell’energia iniziale, rendendo questa soluzione intrinsecamente meno efficiente e più onerosa rispetto all’uso diretto dell’elettricità.
L’evoluzione del sistema energetico europeo conferma chiaramente la direzione di marcia. Grazie anche agli strumenti di policy esistenti, la riduzione del consumo di gas in Europa è stata significativa, mentre in Italia dal 2021 la domanda è diminuita solo del 16%. Allo stesso tempo, lo sviluppo delle fonti rinnovabili procede a ritmi insufficienti: nel 2025 sono stati installati circa 7,2 GW, un valore inferiore agli obiettivi previsti dal Piano nazionale energia e clima. A questo si aggiunge il blocco di oltre 1.200 progetti rinnovabili, che rallenta ulteriormente la transizione e mantiene elevata la dipendenza dal gas.

Alla luce di queste evidenze, ARSE ritiene che la transizione del riscaldamento debba essere guidata da criteri chiari e coerenti, che privilegino l’efficienza energetica, la riduzione dei costi sistemici, la sicurezza degli approvvigionamenti e la coerenza con gli obiettivi climatici europei. L’elettrificazione dei consumi termici attraverso le pompe di calore rappresenta oggi la soluzione più efficace, scalabile e sostenibile per il settore residenziale. I gas rinnovabili devono invece essere destinati prioritariamente ai settori nei quali non esistono alternative tecnologiche altrettanto efficienti, evitando di disperdere risorse in applicazioni dove soluzioni più efficaci sono già disponibili. (Riccardo Bani – Presidente di ARSE, Associazione Riscaldamento Senza Emissioni)

Argomenti

Argomenti

Accedi