LA GIORNATA

Dl Bollette ancora in cantiere. Salvini chiede contributo delle banche

  • Fitto, la Commissione al lavoro per le ultime rate del Pnrr
  • Industria, bozza Accelerator Act: almeno il 25% di acciaio in appalti pubblici deve essere green
  • Zes, Sbarra: stanziati 300 mln per finanziare infrastrutture in aree industriali al Sud

18 Feb 2026 di Maria Cristina Carlini

Condividi:

IN SINTESI

l decreto legge sulle bollette, destinato a ridurre il costo dell’elettricità per famiglie e imprese, approda oggi pomeriggio sul tavolo del Consiglio dei ministri. Al momento, questa è l’unica certezza confermata sia da Palazzo Chigi sia dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Per il resto, i lavori sono in corso. Un testo definitivo non è ancora stato messo a punto e i tecnici del Mase e della Presidenza del Consiglio continuano a lavorare fino all’ultimo per sciogliere i nodi più complessi. L’impatto complessivo atteso del decreto si aggira tra i 2,5 e i 2,6 miliardi di euro di risparmi per famiglie e imprese, in un contesto in cui l’Italia continua a pagare l’elettricità circa il 30% in più rispetto alla media europea, soprattutto a causa del peso del gas nel mix energetico. Nel dibattito politico è tornata intanto a farsi sentire la voce del vicepremier Matteo Salvini, che rilancia l’ipotesi di un contributo straordinario a carico del settore bancario. “Sono appena usciti gli utili del 2025 delle principali banche italiane, che si avvicinano ai 30 miliardi di euro – ha dichiarato –. Penso che sarà doveroso chiedere alle banche, che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al governo, un ulteriore contributo, perché no, anche per le bollette”. Un’idea che incassa il plauso di Codacons e Assoutenti, favorevoli ad ampliare il perimetro del contributo anche ad assicurazioni, aziende farmaceutiche e società dell’e-commerce e della logistica. Il decreto, annunciato a inizio anno dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nasce però in un quadro di forti vincoli di finanza pubblica. A differenza di quanto fatto dalla Germania, lo Stato italiano non dispone delle risorse per calmierare direttamente i prezzi senza aggravare il debito. Da qui la scelta di misure definite “creative”, come la riduzione del differenziale di prezzo del gas tra la borsa europea Ttf e quella italiana Psv – stimato in circa 3 euro al megawattora – attraverso la vendita del gas stoccato durante la crisi energetica del 2022 da Gse e Snam. Secondo le bozze circolate, il decreto prevede inoltre di spalmare su un periodo più lungo gli incentivi al fotovoltaico, di ridurre i sostegni alle bioenergie e, soprattutto, di spostare sugli utenti finali gli oneri oggi a carico dei produttori di elettricità da gas: quelli legati al trasporto del gas e al sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets). L’obiettivo sarebbe abbassare il prezzo dell’energia elettrica, fortemente influenzato dal costo del metano, generando un beneficio complessivo superiore all’aumento delle bollette legato allo spostamento degli oneri. Resta però il rischio che Bruxelles giudichi questa operazione come un aiuto di Stato e ne blocchi l’attuazione. Tra le altre misure in discussione figurano un bonus una tantum da 90 euro per le famiglie con Isee fino a 25 mila euro, la garanzia pubblica sui contratti di lungo periodo per la fornitura di elettricità da fonti rinnovabili e ulteriori semplificazioni autorizzative per nuovi impianti “verdi”. Proprio in queste ore i tecnici del Mase stanno effettuando simulazioni per verificare l’efficacia delle norme. Oltre al nodo Ets, resta aperta la questione dell’accordo siglato dalla Regione Lombardia con Edison e A2A, che prevede il rinnovo delle concessioni idroelettriche in cambio della fornitura del 15% dell’energia a prezzi calmierati alle imprese energivore. Da Milano si denuncia che il decreto rischierebbe di ridurre i margini delle aziende energetiche, facendo saltare l’intesa.

Sul piano politico, il dl è nel mirino delle opposizioni. Angelo Bonelli parla apertamente di “decreto salasso per le famiglie”, sostenendo che lo sconto ai produttori di energia da gas, tramite il rimborso delle quote Ets, verrebbe recuperato aumentando gli oneri in bolletta a carico dei cittadini. Anche il Movimento 5 Stelle attacca duramente. In una nota, Emma Pavanelli ed Enrico Cappelletti denunciano “mesi di annunci” seguiti da una bozza confusa e priva di interventi strutturali, criticando in particolare la gestione degli oneri di sistema e l’operazione sugli Ets. Secondo i deputati pentastellati, il decreto non affronta le vere leve del caro energia: dal disaccoppiamento dei prezzi dell’elettricità rinnovabile dal gas alla tassazione degli extraprofitti energetici, fino alla riforma dei prezzi zonali. Preoccupazione arriva anche dal mondo delle rinnovabili. L’ANEV parla di interventi “quantomeno discutibili” sul mercato e ribadisce che la strada maestra per ridurre le bollette passa da misure strutturali: sbloccare eolico e fotovoltaico, oggi frenati da iter autorizzativi lunghi e complessi, per aumentare la quota di energia a basso costo.

Fitto, la Commissione al lavoro per le ultime rate del Pnrr

“Oggi ho partecipato al Consiglio Ecofin dedicato allo stato di avanzamento dello Strumento per la Ripresa e la Resilienza. La Commissione sta lavorando insieme agli Stati membri sia per il pagamento delle ultime rate, sia per la revisione dei Pnrr in termini di semplificazione ed efficacia, così da utilizzare al meglio le risorse disponibili e sostenere crescita, competitività e coesione nei territori”. Lo dichiara sui social il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue Raffaele Fitto.

Ue, Ecofin chiede che il bilancio 2027 si adatti alle esigenze reali

Ribadire la solidarietà con l’Ucraina e adattare il bilancio alle esigenze effettive. Lo chiede il Consiglio Ue Economia e finanza (Ecofin) nelle conclusioni per il bilancio annuale dell’Ue per il 2027, l’ultimo esercizio finanziario del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Negli orientamenti adottati oggi il Consiglio chiede che il bilancio dell’Ue svolga un ruolo determinante nello sviluppo e nel raggiungimento degli obiettivi a lungo termine e delle priorità politiche dell’Unione europea. Il Consiglio ha chiesto che il bilancio per il 2027 sia realistico, in linea con le esigenze effettive, e che venga garantita “una gestione prudente del bilancio” lasciando “margini sufficienti entro i massimali del Quadro finanziario pluriennale per far fronte a circostanze impreviste e affrontare le sfide dell’Ue”. Nel testo si sottolinea che il bilancio fornisca “risorse sufficienti per garantire l’attuazione dei programmi dell’Unione”. La Commissione deve individuare nel progetto di bilancio per il 2027 , secondo il Consiglio, “le riassegnazioni necessarie per finanziare le priorità stabilite nella modifica del Quadro pluriennale 2021-2027”.

Industria, bozza Accelerator Act: almeno il 25% di acciaio in appalti pubblici deve essere green

Almeno il 25% del volume totale di acciaio utilizzato in appalti pubblici dovrà essere a basse emissioni di carbonio. Lo prevede una bozza di allegato all’Industrial accelerator act, che la Commissione Ue si appresta a presentare il 25 febbraio e di cui Public Policy ha preso visione. Nel dettaglio, la bozza di allegato distingue tra appalti pubblici e regimi di sostegno pubblico. Per quanto riguarda gli appalti pubblici, i contenuti minimi sono i seguenti: per acciaio e qualsiasi prodotto le cui prestazioni dipendono principalmente dall’acciaio, destinati ad essere utilizzati in edifici, infrastrutture e trasporti, una pecentuale minima del 25% deve essere a basse emissioni di carbonio; per calcestruzzo e malta, e qualsiasi prodotto le cui prestazioni dipendono principalmente dal calcestruzzo e dalla malta, destinati ad essere utilizzati in edifici e infrastrutture, almeno il 5% deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale; per alluminio e qualsiasi prodotto le cui prestazioni dipendono principalmente dall’alluminio, destinati ad essere utilizzati in edifici, infrastrutture e trasporti, almeno il 25% del volume totale di alluminio utilizzato deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale.

E ancora: per profili per finestre o porte o vetri in plastica contenenti plastica o componenti in plastica in misura superiore al 10% in peso, destinati all’uso in edifici e infrastrutture, almeno il 30% della plastica utilizzata deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale; per tubi e accessori contenenti plastica o componenti plastici in misura superiore al 10% in peso, a contatto con l’acqua, destinata o meno al consumo umano, e con le acque reflue, destinati all’uso in edifici e infrastrutture, almeno il 30% della plastica o dei componenti plastici utilizzati deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale; per prodotti per l’isolamento termico contenenti plastica o componenti plastici in misura superiore al 10% in peso, destinati all’uso in edifici e infrastrutture, almeno il 30% della plastica o dei componenti plastici utilizzati deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale. Per quanto riguarda i regimi di sostegno pubblico a favore delle famiglie o delle imprese per la costruzione o la ristrutturazione di edifici e infrastrutture e per il leasing e l’acquisto di veicoli a motore, i seguenti requisiti minimi contenuti nella bozza sono i seguenti: per acciaio e qualsiasi prodotto le cui prestazioni dipendono principalmente dall’acciaio almeno il 25% del volume totale di acciaio utilizzato nel prodotto o nel progetto che beneficia del sostegno deve essere a basse emissioni di carbonio; per calcestruzzo e malta e qualsiasi prodotto le cui prestazioni dipendono principalmente dal calcestruzzo e dalla malta almeno il 5% del volume totale di calcestruzzo e malta utilizzati nel prodotto o nel progetto che beneficia del sostegno deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale; per alluminio e qualsiasi prodotto le cui prestazioni dipendono principalmente dall’alluminio, almeno il 25% del volume totale di alluminio utilizzato nel prodotto o nel progetto che beneficia del sostegno deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale.

E ancora: per profili per finestre o porte o vetri in plastica contenenti plastica o componenti in plastica in misura superiore al 10% in peso, almeno il 30% della plastica utilizzata nel prodotto o nel progetto che beneficia del sostegno deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale; per tubi e accessori contenenti plastica o componenti in plastica in misura superiore al 10% in peso, a contatto con l’acqua, destinati o meno al consumo umano e alle acque reflue, almeno il 30% della plastica o dei componenti in plastica utilizzati nel prodotto o nel progetto che beneficia del sostegno deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale; per prodotti per l’isolamento termico contenenti plastica o componenti plastici in misura superiore al 10% in peso, almeno il 30% della plastica o dei componenti plastici utilizzati nel prodotto o nel progetto che beneficia del sostegno deve essere a basse emissioni di carbonio e di origine unionale.

Zes, Sbarra: stanziati 300 mln per finanziare infrastrutture in aree industriali al Sud

La Struttura di missione Zes ha pubblicato ieri mattina l’avviso pubblico per il finanziamento di infrastrutture nelle aree industriali delle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna”. Ad annunciarlo è stato, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, spiegando che “la dotazione finanziaria ammonta a 300 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027 (Fsc), ed è indirizzata a finanziare investimenti volti a migliorare la viabilità, le infrastrutture e i servizi pubblici delle aree industriali, produttive e artigianali del Mezzogiorno”. “I beneficiari – prosegue Sbarra – sono i Comuni con più di 5mila abitanti dotati di aree Pip (Piani per insediamenti produttivi) e i Consorzi per le aree di sviluppo industriale”. La misura, evidenzia il sottosegretario, “è in linea con la visione strategica del Governo Meloni che punta a consolidare lo sviluppo economico del Mezzogiorno, a rilanciare la competitività territoriale e ad attrarre investimenti”. “Di particolare rilievo – sottolinea Sbarra – è la scelta di erogare il finanziamento nella forma del contributo a fondo perduto, uno strumento che garantisce certezza delle risorse e tempestività degli interventi, consentendo agli enti beneficiari di programmare e realizzare le opere con maggiore efficacia e rapidità”. “La condotta politica di questo Governo – conclude Sbarra – è di trasformare le risorse pubbliche in investimenti strategici, capaci di generare crescita duratura, lavoro e sviluppo per le comunità e per le future generazioni”. Le domande dovranno essere presentate tramite piattaforma telematica presente all’indirizzo www.avvisibandi.strutturazes.gov.it, dalle ore 12 del 25 febbraio 2026 fino alle 23.59 del 15 maggio 2026.

Svimez: sempre più giovani in fuga dal Sud ma anche i “nonni con la valigia”

Il Mezzogiorno continua a perdere giovani competenze qualificate, con una mobilità sempre più anticipata già al momento dell’iscrizione all’Università, che riduce strutturalmente le possibilità di rientro. Accanto a questa dinamica si afferma un fenomeno in rapida crescita: la mobilità “sommersa” degli anziani, i “nonni con la valigia”, che conservano la residenza al Sud ma raggiungono figli e nipoti emigrati al Centro-Nord. Questi i principali dati del Report della Svimez ‘Un Paese, due emigrazioni’, presentato in collaborazione con Save the Children, nel corso di un convegno ieri a Roma. Dal 2002 al 2024 quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno in direzione del Centro-Nord, per una perdita secca (al netto dei rientri) di 270 mila unità. Nel periodo, la quota di laureati tra i migranti meridionali tra i 25 e i 34 anni è triplicata: dal 20% del 2002 a circa il 60% nel 2024. Ai flussi migratori interni, si affianca la crescente scelta della rotta Sud-estero: tra il 2002 e il 2024 oltre 63mila under 35 laureati meridionali hanno lasciato il Paese. Al netto dei rientri, la perdita complessiva per il Sud è di 45mila giovani qualificati. Nel solo 2024, i giovani qualificati del Mezzogiorno che si sono trasferiti al Centro-Nord sono 23mila, quelli che hanno “scelto” l’estero sono più di 8mila. In un anno la perdita netta di giovani laureati del Sud, sommando migrazioni interne ed estere, ammonta a 24mila unità. Il fenomeno delle migrazioni intellettuali è fortemente femminile: dal 2002 al 2024 sono emigrate 195mila donne laureate dal Sud al Centro-Nord, 42mila in più degli uomini. La quota di qualificati tra i migranti meridionali diretti al Centro-Nord è cresciuta soprattutto tra le donne: dal 22% nel 2002 a quasi il 70% nel 2024, contro un aumento dal 14,6% al 50,7% tra gli uomini. Anche il Nord registra una crescente emigrazione internazionale: tra il 2002 e il 2024, 154mila laureati hanno lasciato una regione del Centro-Nord. Il fenomeno ha raggiunto il picco nel 2024: 21mila giovani laureati under 35 centro-settentrionali si sono trasferiti all’estero, valore doppio di quello del 2019 (circa 10 mila). Il Centro Nord compensa ampiamente le proprie perdite estere grazie ai flussi dal Mezzogiorno: +270mila saldo netto positivo nei confronti del Mezzogiorno tra il 2002 e il 2024.
L’emigrazione dei laureati dai territori in cui si sono formati si traduce in una dispersione dell’investimento pubblico sostenuto per la loro istruzione a beneficio delle regioni e dei Paesi di destinazione. La SVIMEZ quantifica in 6,8 miliardi di euro l’anno il costo associato alla mobilità interna dei giovani laureati dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord: un trasferimento netto e strutturale di risorse pubbliche a favore delle aree più forti del Paese. A questo si aggiunge il costo delle migrazioni estere: per il Mezzogiorno la perdita di investimento formativo è stimabile in 1,1 miliardi di euro annui, mentre il Centro-Nord registra una perdita superiore ai 3 miliardi di euro l’anno per l’emigrazione all’estero dei profili più qualificati. La mobilità non attende più la fine degli studi: si anticipa già al momento dell’avvio degli studi universitari. Nell’anno accademico 2024/2025, quasi 70 mila studenti meridionali – su circa 521 mila – studiano in un ateneo del Centro Nord: oltre il 13% del totale, con picchi del 21% nelle discipline STEM. Campania e Sicilia generano da sole quasi metà del flusso in uscita. La Lombardia si conferma la regione più attrattiva, seguita da Emilia Romagna e Lazio. L’emigrazione “anticipata” è motivata dalla scelta di avvicinarsi ai mercati del lavoro caratterizzati da maggiori opportunità occupazionali. Tra i laureati occupati che hanno conseguito il titolo in un ateneo del Centro-Nord, l’88,5% risulta occupato nella stessa macro-area a tre anni dalla laurea. La situazione appare significativamente diversa per chi si è laureato in un ateneo del Mezzogiorno: meno del 70% dei laureati trova occupazione nei territori di origine.

La Svimez evidenzia un segnale importante in controtendenza. Negli ultimi anni è migliorata la capacità attrattiva degli Atenei meridionali: a parità di immatricolazioni negli atenei meridionali (108mila), per i corsi di laurea triennali e a ciclo unico, gli immatricolati meridionali negli Atenei nel Centro-Nord si sono ridotti dai 24mila studenti nell’a.a. 2021/2022 a 17mila nell’a.a 2024/2025.

Per i ragazzi che vivono in aree marginali e periferiche, come attestano i dati di Save the Children, già in età adolescenziale oltre un terzo dei giovanissimi che vivono nelle regioni del Sud e nelle Isole ritiene particolarmente importante spostarsi in futuro in un altro comune o città: 37,5% contro il 26,9% di chi vive al Centro o Nord Italia. I ragazzi e le ragazze che vivono nelle regioni meridionali sono anche i più propensi a valutare positivamente l’idea di andare a vivere all’estero (38,2% rispetto al 35,6% di chi vive al Centro o al Nord). Tra gli adolescenti figli di famiglie immigrate, il 58,7% dichiara di volersi trasferire in futuro in un altro paese, possibile testimonianza delle difficoltà incontrate nel percorso di crescita anche a causa di uno status giuridico incerto. L’aspirazione di trasferirsi all’estero è condivisa da un numero rilevante anche di 15-16enni di origine italiana, uno su tre (34,9%).A tre anni dal conseguimento del titolo, i laureati italiani che lavorano all’estero guadagnano tra 613 e 650 euro netti in più al mese rispetto a chi resta in Italia. All’interno del Paese, il Mezzogiorno registra la retribuzione media più bassa (1.579 euro), contro i 1.735 euro del Nord Ovest. Il differenziale retributivo tra una laureata del Mezzogiorno e un laureato del Nord-Ovest ammonta a circa 375 euro mensili a favore di quest’ultimo (1.862 contro 1.487 euro). La SVIMEZ ha stimato il numero di over 75 meridionali che, pur mantenendo la residenza in una regione del Sud, vivono stabilmente nel Centro-Nord. Le stime si basano sull’analisi delle compensazioni della mobilità farmaceutica convenzionata e sulla spesa pro-capite per farmaci della popolazione anziana. Secondo le stime SVIMEZ, tra il 2002 e il 2024 gli anziani formalmente residenti al Sud che vivono stabilmente al Centro-Nord (“nonni con la valigia”) sono quasi raddoppiati, passando da 96 mila a oltre 184 mila unità. Questa emigrazione “sommersa” riflette due dinamiche intrecciate. Da un lato, il ricongiungimento familiare con figli e nipoti emigrati al Centro-Nord anche a supporto die carichi di cura familiari; dall’altro, la crescente difficoltà di ricevere servizi di cura adeguati nel Mezzogiorno, caratterizzati da carenze nei servizi sanitari e assistenziali.”

Comuni, Manfredi: c’è necessità di una riforma della finanza locale

“C’è un problema di risorse finanziarie e della necessità di avere una riforma della finanza locale, dando più autonomia, ma dando ma anche più strumenti che consentano di avere più risorse finanziarie a disposizione. La leva fiscale dei Comuni si è praticamente esaurita e noi abbiamo vissuto e viviamo una riduzione progressiva della spesa pubblica delle Amministrazioni”. Lo ha dichiarato il sindaco di Napoli e presidente di Anci Gaetano Manfredi, intervenendo in video collegamento all’assemblea di Anci Toscana, che si tiene a Palazzo Vecchio a Firenze.

 

“Ricordo che oggi i Comuni spendono poco più del 6% di tutta la spesa pubblica nazionale, hanno un tasso di indebitamento che è inferiore all’1%, però alla fine erogano la gran parte dei servizi di prossimità – ha aggiunto -. E questa situazione è una situazione insostenibile. Anche il nuovo patto di stabilità ci penalizza fortemente”.

Incendio a Chiaia, brucia il teatro Sannazaro

Uno spaventoso incendio è scoppiato nella notte tra lunedì e martedì (ieri, ndr) nella centralissima via Chiaia a Napoli e ha coinvolto lo storico teatro Sannazaro. La cupola del teatro brucia, la facciata del palazzo adiacente è stata inghiottita dalle fiamme, una lunga colonna di fumo nero, visibile da diversi punti della città, ha reso l’aria irrespirabile per i residenti della zona. Numerose famiglie sono state evacuate dalle abitazioni nei pressi dell’incendio. Sul posto 5 squadre di vigili del fuoco sono state impegnate nelle operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza degli edifici. Non vi è ancora certezza delle cause dell’incendio. Le fiamme sono ormai sotto controllo e le squadre di Vigili del fuoco sono ora al lavoro per le operazioni di spegnimento minuto degli ultimi focolai e di bonifica. Due Vigili del fuoco sono rimasti leggermente feriti dal crollo del solaio di un’abitazione.

Pa, Corte dei Conti: i rilievi sulla gestione 2024 in larga parte condivisi dalle amministrazioni centrali

“Nell’ambito delle analisi sulla gestione condotte nel 2024, le amministrazioni centrali hanno in larga parte condiviso le osservazioni della magistratura contabile, dando conto (sebbene, talora, oltre i termini di legge) degli interventi intrapresi per la rimozione delle disfunzioni rilevate”. È quanto emerge dalla relazione annuale “Gli esiti dell’attività di controllo svolta nell’anno 2024 e le misure conseguenziali adottate dalle amministrazioni”, approvata con delibera n. 3/2026/G dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti. Il documento, che esamina le azioni comunicate ai sensi della legge 20/1994, “offre al Parlamento, in linea con le migliori pratiche internazionali, un quadro delle analisi concluse, mettendo a confronto, per ciascuna di esse, le raccomandazioni formulate dalla magistratura contabile e le iniziative realizzate”, si legge in un comunicato della Corte. “L’obiettivo non è solo ricognitivo, ma di monitoraggio e verifica dell’idoneità dei provvedimenti assunti dalle amministrazioni ai fini del superamento delle irregolarità riscontrate. In alcuni casi – si legge – le criticità sono derivate da interventi di natura programmatica che hanno richiesto tempi più lunghi per produrre effetti”. “La complessità delle gestioni ha talvolta, infatti, comportato l’attuazione e il successivo esame di misure organizzative con tempistiche estese oltre il termine previsto per la trasmissione delle risposte. In altri casi, le autocorrezioni sono risultate solo formali, non sufficienti a superare i profili problematici individuati oppure hanno rappresentato un primo passo verso standard gestionali più adeguati”, comunica ancora la Corte. In ulteriori ipotesi, la Corte ha “raccomandato specifiche disposizioni legislative di semplificazione, accelerazione e, ove necessario, di adeguamento progressivo alla normativa europea”. La relazione “intende fornire elementi utili per la programmazione dei controlli futuri e costituire uno strumento di supporto per la presidenza del Consiglio e la Ragioneria generale dello Stato, nel loro ruolo di coordinamento delle amministrazioni, sempre più orientate alla logica del risultato”.”La sinergia tra gli esiti delle verifiche e le iniziative autocorrettive – conclude il documento – è volta all’eliminazione dei fattori di inefficacia gestionale e al conseguimento degli obiettivi prefissati, nel rispetto del principio di continuità dell’azione amministrativa”.

Acqua, dal Consiglio Ue ok definitivo alla direttiva sulle sostanze inquinanti

Via libera definitivo dal Consiglio Ue alla direttiva sull’aggiornamento dell’elenco delle sostanze inquinanti che incidono sulle acque superficiali e sotterranee, compresi i pesticidi, i prodotti farmaceutici e i Pfas. Le norme riviste inaspriscono anche gli standard ambientali per diverse sostanze e rafforzano il monitoraggio in tutta l’Ue. La direttiva modifica la direttiva quadro sulle acque, la direttiva sulle acque sotterranee e la direttiva sugli standard di qualità ambientale, allineando la politica dell’Ue in materia di acque alle più recenti evidenze scientifiche. Questo passo conclude la procedura di adozione in seno al Consiglio. Il Parlamento europeo dovrebbe tenere la votazione finale sulla direttiva entro la fine di marzo. I paesi dell’Ue avranno tempo fino al 2039 per conformarsi alle nuove norme sia per le acque superficiali che per le acque sotterranee. Per le sostanze con norme di qualità ambientale riviste e più rigorose nelle acque superficiali, il termine per la conformità è il 2033.

Mase, in Gu pubblicato il Dm sugli importi per asseverazione e redazione delle prescrizioni tecniche ambientali

In Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto (datato 8 ottobre 2025) del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, sulla “determinazione degli importi per l’attività di asseverazione e la redazione delle prescrizioni tecniche ambientali”.

Webuild, Lane apre al traffico in anticipo di quasi tre anni 11 km di nuove corsie del progetto in Florida

Nella Florida centrale, dove il sistema autostradale deve gestire oltre 100 milioni di visitatori all’anno, Lane (Gruppo Webuild) ha aperto al traffico 11 chilometri di nuove corsie nell’ambito del progetto di ampliamento della Florida’s Turnpike, con quasi tre anni di anticipo (1.020 giorni) rispetto al programma originario. L’efficienza registrata sul progetto è il frutto di una riorganizzazione strategica delle attività che Lane sta sempre più utilizzando nei diversi progetti in corso. La società ha infatti abbandonato il tradizionale approccio sequenziale di costruzione per adottare un modello di gestione modulare e in parallelo delle squadre di lavoro che riduce al minimo i tempi di realizzazione, garantendo al contempo flussi di approvvigionamento costanti attraverso hub logistici mobili. I risultati sulla Florida’s Turnpike si aggiungono ad altre recenti consegne anticipate, come la I-275 Section 7 Phase 1 a Tampa, a dimostrazione della capacità di esecuzione che Lane ha messo in campo per oltre un secolo e che continua a ottimizzare per soddisfare le esigenze di grandi istituzioni americane, clienti e comunità. Oltre alle nuove corsie aperte al traffico nel tratto tra Minneola Interchange e O’Brien Road, il progetto per la Florida’s Turnpike ha introdotto nuove rampe di accesso sulla U.S. 27 per decongestionare il traffico nelle ore di punta e ha potenziato i sistemi di sicurezza e drenaggio, un aspetto cruciale per migliorare la resilienza della rete stradale contro i fenomeni climatici estremi tipici della regione. Per il Gruppo Webuild, i risultati raggiunti in Florida rafforzano il contributo allo sviluppo infrastrutturale degli Stati Uniti, dove le attività del Gruppo spaziano dagli interventi lungo la I-85 in North Carolina, da Main Street alla N.C. 273, all’ammodernamento della Naval Air Station (NAS) Oceana, una base aerea della Marina militare degli Stati Uniti (US Naval Force) in Virginia. In Florida, i progetti includono la Seminole Expressway/State Road (SR) 417, interventi chiave di riqualificazione delle intersezioni tra la Interstate 4 (I-4) e Sand Lake Road e tra l’I-4 e la SR 535 nella contea di Orange, nonché la costruzione del Westshore Interchange, la più grande iniziativa del Florida Department of Transportation (FDOT) nell’area di Tampa Bay.

Saipem: raggiunto un accordo sui principali termini per l’acquisizione della drillship Deep Value Driller

Saipem ha raggiunto con Deep Value Driller AS (DVD) un accordo sui principali termini e condizioni per l’acquisizione dell’unità di perforazione offshore mobile di settima generazione Deep Value Driller. Il prezzo di acquisto concordato ammonta a 272,5 milioni di dollari.  La Deep Value Driller è attualmente oggetto di un contratto di noleggio a scafo nudo (bareboat charter) tra Saipem (Portugal) Comércio Marítimo, Sociedade Unipessoal, Lda, (società controllata da Saipem), e DVD fino al 31 luglio 2026 ed è operativa in Indonesia. La sottoscrizione del relativo accordo vincolante è, tra l’altro, subordinata all’approvazione dei consigli di amministrazione di Saipem e DVD.Il perfezionamento dell’operazione è previsto, al più tardi, alla data di scadenza dell’attuale contratto di bareboat charter, fissata il 31 luglio 2026. L’acquisizione è in linea con la strategia di Saipem di rafforzare la propria flotta di perforazione

Terna:  a gennaio il fabbisogno elettrico aumenta del 4,1% su anno, +16% produzione eolica e solare

Il 2026 si apre con un incremento del fabbisogno elettrico nazionale del 4,1% rispetto a gennaio dello scorso anno. Con 28 miliardi di kWh, si tratta del valore mensile più alto dal 2014 a oggi. La produzione eolica e fotovoltaica a gennaio è cresciuta del 16%. È quanto emerge dai dati di Terna, la società guidata da Giuseppina Di Foggia che gestisce la rete di trasmissione nazionale.A gennaio si conferma il trend di ripresa del fabbisogno registrato a partire da settembre 2025 La variazione positiva dello scorso mese conferma un andamento in ripresa della domanda di energia elettrica iniziato a settembre 2025. Il fabbisogno di gennaio è stato determinato da un giorno lavorativo in meno (20 invece di 21) e da una temperatura media mensile sensibilmente inferiore a quella dello stesso periodo di un anno fa di 1,7°C. Fattori che, pur di segno opposto, concorrono a mantenere la variazione positiva: il dato, corretto dagli effetti temperatura e calendario, è in aumento infatti del 2,8%. Positiva anche la variazione congiunturale: il fabbisogno destagionalizzato e corretto per calendario e temperatura è in aumento del 2,1% rispetto a dicembre 2025. La crescita è omogenea in tutto il Paese: +4,2% al Nord, +4,1% al Centro e +3,9% al Sud e nelle isole. A gennaio 2026, l’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, registra una crescita del 3,8%, segnando il quinto mese di crescita consecutivo. L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval), e che viene presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a novembre 2025 un incremento del 4,2%. La produzione nazionale ha coperto l’88,7% della domanda di energia elettrica; il restante 11,3% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Complessivamente, la produzione nazionale netta, pari a 25 miliardi di kWh, è cresciuta del 13%, mentre l’import netto ha registrato un –33,2%.
Il minor ricorso all’import è stato compensato con una maggiore produzione eolica e solare e con un incremento di quella termoelettrica (+16,6%).
A gennaio 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto il 31,7% della domanda elettrica nazionale (contro il 32,3% di gennaio 2025), principalmente a causa della riduzione della produzione idroelettrica (-13,2%). Analizzando le singole fonti rinnovabili, la produzione eolica (+16,2%) a gennaio ha sfiorato i 3 TWh, confermandosi la prima fonte rinnovabile del mese. Anche il fotovoltaico ha registrato una variazione positiva a due cifre (+15,2%) con un incremento complessivo di 233 GWh, dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+261 GWh). In calo la produzione idrica (-11,4%) e geotermica (-2,2%). Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, a gennaio 2026 la capacità installata è aumentata di 474 MW. Al 31 gennaio si registrano 84.003 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 43.846 MW di solare e 13.768 MW di eolico. Relativamente agli accumuli si registrano in Italia 893.092 nuovi impianti che corrispondono a 18.038 MWh di capacità e 7.424 MW di potenza nominale.

Nucleare, Anima Confindustria: necessaria politica energetica e industriale. Anie: puntare a mix equilibrato

“Il nucleare rappresenta un segmento strategico per il futuro energetico e industriale del Paese. Il riferimento esplicito al nucleare sostenibile è in linea con il quadro europeo, ma è necessario integrare la politica energetica con la politica industriale in modo da valorizzare le competenze, ridurre la dipendenza dalla tecnologia extra Ue, rafforzare il tessuto manifatturiero e creare occupazione. In assenza di questa integrazione, perdiamo un’occasione importante”. Lo hanno detto i rappresentanti di Anima Confindustria, davanti alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, nell’ambito dell’esame, in sede referente, dei progetti di legge recanti delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. “Approviamo il ricorso allo strumento della delega in quanto è una materia tecnica, complessa e in evoluzione – hanno aggiunto -. È fondamentale però che il sistema industriale sia coinvolto nella predisposizione dei decreti attuativi, che ci siano chiarezza e proporzionalità nel quadro autorizzativo e sostegno alla formazione”.

“Il nucleare può dare il proprio contributo al mix energetico nel lungo periodo, purchè siano garantite sicurezza, indipendenza, resilienza della supply chain e della catena di approvvigionamento delle materie prime. L’Italia dovrebbe emulare il modello spagnolo in cui è presente un mix differenziato ed equilibrato tra le diverse fonti energetiche. In Spagna ad oggi troviamo il 65% di rinnovabili, il 20% di nucleare e il 15% di gas naturale, con un trend che va nel senso di diminuire la componente di gas naturale a favore delle rinnovabili e non del nucleare. Per questo, occorre continuare a sviluppare le rinnovabili e non rallentarne lo sviluppo”, hanno detto i rappresentanti della Federazione Anie, davanti alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, nell’ambito dell’esame, in sede referente, dei progetti di legge recanti delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. “Sarà importante – hanno aggiunto – raggiungere una sostenibilità economica degli investimenti, evitare di avere un approccio normativo ‘stop and go’ e provvedere a una capillare disseminazione sul territorio di elementi scientifici ed economici per rafforzare la trasparenza e l’accettabilità sociale”.

Ia, Adani Group annuncia 100 mld di investimenti in data center e rinnovabili in India

Adani group, conglomerata indiana del settore energetico, ha annunciato investimenti diretti di 100 miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale sovrana. Il piano – definito da Adani “uno tra i maggiori impegni nell’integrazione energia-potenza di calcolo a livello mondiale” – catalizzerà “ulteriori 150 miliardi di dollari in un ecosistema dell’IA nel prossimo decennio e costituirà la dorsale energia-potenza di calcolo dell’India per l’era dell’IA” – si legge in una nota della società. L’azienda intende infatti “sviluppare, entro il 2035, dei data center hyperscale pronti per l’IA e alimentati da energie rinnovabili”. Dalla produzione di server, infrastrutture elettriche avanzate e piattaforme cloud sovrane, inoltre, Adani stima “la creazione di un ecosistema di infrastrutture di IA complessivamente da 250 miliardi in India nel prossimo decennio”. In tema di data center, il piano prevede la realizzazione della “più grande piattaforma integrata di data center al mondo”, attraverso la costruzione di una “rete nazionale da 2 gigawatt di AdaniConnex, a tendere all’obiettivo di 5 gigawatt, che posiziona l’India all’epicentro dell’economia globale dell’IA” – prosegue la nota. Il progetto è sostenuto da “partnership di rilievo con Google, per istituire a Visakhapatnam il più grande campus nazionale di data center IA in termini di gigawatt generati, oltre a ulteriori campus a Noida”. Centrale, nella strategia, l’obiettivo di “fornire energia a prezzi competitivi e a neutralità carbonica”, per alimentare in modo sostenibile “l’aumento dell’intensità energetica dei carichi di lavoro legati all’IA su scala globale”. La divisione Adani green energy, infatti, mira a sviluppare 30 gigawatt di energia pulita tramite il progetto Khavda, “di cui 10 gigawatt sono già operativi” – spiega il comunicato. Previsti, infine, “ulteriori 55 miliardi di dollari di investimenti per ampliare il portafoglio aziendale di energie rinnovabili, includendo uno dei più grandi sistemi di accumulo di energia a batteria al mondo”.

Energia, Isab annuncia la chiusura positiva della composizione negoziata della crisi

La raffineria Isab comunica la conclusione con esito positivo del percorso di Composizione Negoziata della Crisi (CNC). Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti e alla sottoscrizione di accordi coerenti con il Piano Industriale messo in atto dall’azienda. Il successo della procedura permette alla raffineria di confermare la propria solidità industriale, il mantenimento dei livelli occupazionali e l’indotto, consolidando il proprio ruolo di asset strategico per l’economia nazionale e siciliana. La validità del Piano Industriale, certificata da consulenti indipendenti e accolta favorevolmente dagli stakeholder economici coinvolti, si basa sulla storica competenza del management e sulla correttezza commerciale sempre dimostrata dall’Azienda. Questo passaggio garantisce stabilità a uno dei principali poli petrolchimici europei. “La conclusione positiva della CNC certifica la serietà e la resilienza della nostra Azienda, che è riuscita con professionalità a definire un percorso industriale solido e credibile, ottenendo la fiducia di partner di primissimo piano. ISAB conferma la sua centralità strategica per l’Italia e guarda al futuro con rinnovata fiducia, pronta a gestire le sfide del mercato globale con una struttura finanziaria più equilibrata e una prospettiva di sviluppo sostenibile per il territorio e per l’intera economia nazionale” il commento del Presidente di ISAB, Massimo Nicolazzi.

Greenergy, vent’anni di crescita: 100 MW installati e 500 MW autorizzati. Portafoglio ordini da 105 milioni di euro. Nel 2026 previsti nuovi progetti per 80 MW

Nel 2006 Greenergy, player nazionale per le energie rinnovabili, muoveva i primi passi nel settore con l’obiettivo di contribuire alla transizione energetica attraverso competenze tecniche e qualità progettuale. Il percorso di crescita è testimoniato da un’importante evoluzione dei ricavi, passati dai 21 mila euro delle origini ai 30 milioni di euro del 2025. La solidità operativa è confermata da un backlog di 105 milioni di euro, riferito a contratti attivi nei segmenti EPC, servizi di ingegneria e manutenzione O&M, che garantisce visibilità di medio-lungo periodo e sostiene il piano industriale. Dalla fondazione a oggi, Greenergy ha realizzato e gestito impianti per una potenza complessiva di 100 MW e sviluppato una pipeline complessiva di 2,5 GW, con un modello di business fondato sull’integrazione verticale: la gestione diretta di ogni fase progettuale, supportata da mezzi e asset di proprietà, che garantisce il pieno controllo della catena del valore, rapidità di esecuzione e standard qualitativi elevati. L’assetto organizzativo conta 140 dipendenti, con un’età media di 38 anni e il 40% di presenza femminile. Grazie a questo team multidisciplinare, l’azienda ha sviluppato una competenza specifica nell’agrivoltaico integrando la produzione energetica con quelle di una agricoltura più moderna e sostenibile. Il 2026 si apre con traguardi di crescita ben definiti: al target di 80 MW di nuove installazioni si affianca l’avanzamento di una pipeline fotovoltaica e BESS di circa 2 GW, a conferma del posizionamento sul mercato nazionale. “Il ventesimo anniversario rappresenta un momento di consapevolezza e, allo stesso tempo, di responsabilità. In questi anni abbiamo costruito una struttura solida, capace di affrontare progetti complessi e di accompagnare la crescita del settore con una visione di lungo periodo e sostenibile.”, dichiara Valentino Vivo, CEO di Greenergy. “Il 2026 segna l’inizio di una nuova fase, orientata all’ulteriore rafforzamento del nostro ruolo di leader nel mercato italiano delle rinnovabili”. “Greenergy è nata vent’anni fa da una visione imprenditoriale fondata su competenza tecnica, affidabilità e attenzione al territorio” aggiunge Andrea Cristini, Founder di Greenergy, “Vedere oggi un’azienda così strutturata e con una prospettiva di crescita chiara è il risultato di un percorso costruito nel tempo insieme alle persone, ai clienti e ai partner che hanno creduto nel progetto. L’obiettivo per il prossimo ventennio è dare continuità ai risultati finora ottenuti, ascoltando i nostri clienti e offrendo loro un percorso verso la decarbonizzazione”. Lo scorso sabato 14 febbraio, nella cornice del Teatro Valentino è stato ospitato l’evento per i vent’anni della società, un appuntamento dedicato alla storia e alle persone che ne hanno reso possibile la crescita. La giornata, condotta da Pierluigi Pardo, con la partecipazione tra gli speaker di Maurizia Cacciatori, è stata un’occasione speciale per ripercorrere le tappe fondamentali della storia aziendale, mettendo al centro le persone della Società che, con passione e visione, hanno reso possibile il successo di Greenergy nel tempo.

Campania,  Casillo ai sindacati: “Investire e condividere per tornare alla normalità del servizio”

“Vogliamo puntare fortemente sul Trasporto Pubblico Locale in Campania, perché migliorare il servizio significa migliorare le condizioni dei lavoratori e garantire un beneficio concreto ai cittadini e all’utenza. Ma per fare questo tutti dobbiamo lavorare nella stessa direzione per rafforzare il sistema del trasporto regionale, non sottovalutando quanto di buono fatto in questi anni e allo stesso tempo affrontare quelle che sono le criticità maggiori”. A dichiararlo è stato Mario Casillo, vicepresidente della Regione Campania e assessore ai Trasporti, al termine dei due incontri avuti con le organizzazioni sindacali del settore trasporti. “Un incontro conoscitivo – come sottolineato dallo stesso vicepresidente della Regione – con l’obiettivo di avviare con le organizzazioni sindacali un confronto costante con l’obiettivo di rafforzare il sistema del trasporto pubblico locale, che riveste un obiettivo prioritario nell’azione politica che intendiamo mettere in campo per la Campania in questi anni”. Il vicepresidente Casillo ha ricordato gli sforzi messi in campo negli ultimi 10 anni per migliorare il comparto “penso agli investimenti per gli autobus che hanno prodotto un progressivo miglioramento del servizio su gomma, all’introduzione del Trasporto Pubblico gratuito per gli studenti, ma anche i tanti investimenti fatti per salvare i bilanci delle aziende. Ma allo stesso tempo siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che restano e che dobbiamo affrontare con determinazione. La nostra priorità è tornare quanto prima alla normalità del servizio”. Nel dettaglio, Casillo ha informato le organizzazioni sindacali che il taglio al Fondo Nazionale TPL, grazie all’intervento della Regione Campania e delle altre regioni penalizzate dal nuovo riparto, “probabilmente sarà eliminato nel decreto Milleproroghe”. È inoltre in attesa di riscontro da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla conferma delle risorse a copertura del CCNL. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, si sta lavorando alla sottoscrizione dei contratti sul ferro di EAV, ancora da definire in relazione alle risorse da prevedere e da appostare nel bilancio regionale. Anche su ANM sono in corso valutazioni sulle risorse necessarie per il potenziamento dei servizi. “Su EAV siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che negli anni hanno inciso sulla qualità del servizio, in particolare sulla rete ex Circumvesuviana, che necessita di interventi strutturali importanti. Non parliamo solo della messa in esercizio dei nuovi treni, ma di un piano complessivo di adeguamento dell’infrastruttura: sottostazioni elettriche, sistemi di segnalamento, ammodernamento tecnologico e sicurezza della rete. E’ un impegno che intendiamo portare avanti con determinazione, perché investire sull’infrastruttura significa garantire maggiore affidabilità del servizio, sicurezza per i lavoratori e per i passeggeri e condizioni operative migliori” – ha spiegato Casillo. “Stiamo lavorando affinché le risorse necessarie siano previste e appostate nel bilancio regionale. Subito dopo l’approvazione del bilancio torneremo a incontrare le organizzazioni sindacali per un ulteriore confronto, quando sarà più chiaro il quadro complessivo delle disponibilità economiche e potremo definire in maniera puntuale tempi e modalità degli interventi. Investimenti e condivisione devono essere le parole chiave di questa fase” – ha concluso il vicepresidente della Regione Campania.

Real Estate: per il 51% degli italiani l’adozione di un sistema di sicurezza aumenta il valore dell’immobile

La casa italiana sta cambiando volto, trasformandosi in un ecosistema integrato dove la sicurezza digitale e fisica diventa un pilastro del valore patrimoniale dell’immobile. Il recente annuncio dell’Istat, che ha ufficializzato l’ingresso dei kit di videosorveglianza nel paniere dei prezzi al consumo per il 2026 1 , segna un cambio di passo per cui la protezione domestica risulta ormai un bene di consumo essenziale, al pari dei software e delle uniformi scolastiche. In questo scenario, dominato dall’incertezza economica ma anche dalle opportunità offerte dal Bonus Casa – confermato al 50% per le abitazioni principali nel biennio 2025-2026 – il 51% degli italiani ritiene l’acquisto di sistemi di protezione domestica un elemento in grado di accrescere il valore patrimoniale della propria abitazione. È quanto emerge da un’indagine condotta da Sector Alarm, multinazionale presente in Italia dal 2021 e specializzata in sistemi di protezione completa per la casa, che ha evidenziato come l’integrazione di sistemi di sicurezza smart risulti ad oggi un importante driver di crescita del valore immobiliare. Secondo i dati emersi, la percezione degli italiani è netta: l’installazione di un sistema di protezione non è più vista come un costo, ma come un miglioramento strutturale della proprietà. Più dell’80% dei rispondenti considera il sistema un vero e proprio investimento per il futuro, piuttosto che una mera spesa di gestione: non a caso solo nell’ultimo anno il comparto della sicurezza ha registrato una crescita del 28% . Il valore aggiunto dato da queste tecnologie risulta tale per cui, anche in caso di trasloco, il 63,1% del campione dichiara che installerebbe nuovamente un sistema di protezione, mentre il 20,7% ritiene di non poterne fare più a meno. Attualmente si stima, infatti, che il valore immobiliare della propria abitazione possa registrare una crescita fino al 10% grazie all’acquisto di sistemi di videosorveglianza.

Zelestra procede con la costruzione dell’impianto agrivoltaico Bellomo da 9,5 MW in Italia

Zelestra, azienda globale, multitecnologica e orientata al cliente nel settore delle energie rinnovabili, ha avviato la costruzione del suo secondo impianto solare in Italia. Il progetto Bellomo da 9,5 MWdc, situato a Modica, è il primo impianto agrivoltaico di Zelestra in Sicilia. Il progetto è stato reso possibile grazie ad una collaborazione innovativa con BKW, supportata da un accordo di acquisto di energia (PPA) della durata di 10 anni, che comprende anche l’impianto da 6,5 MWdc di Ginosa in Puglia, recentemente entrato in piena operatività. Bianca Sarbu, Managing Director Trading & Origination di BKW, ha dichiarato: “Siamo lieti che il prossimo passo della nostra proficua collaborazione con Zelestra si compia ora in Sicilia. L’accordo di lungo termine sulle energie rinnovabili tra le nostre aziende fornisce un quadro solido e stabile per la fornitura di energia solare pulita a Modica. Noi di BKW ci impegniamo a promuovere la transizione energetica nel mercato italiano e oltre”. Fondato su solide partnership locali, Improving System è stato nominato EPC contractor del progetto, il cui impianto dovrebbe generare fino a 80 posti di lavoro. Progettato come impianto agrivoltaico, il layout è concepito per consentire a oltre l’80% dell’area recintata di rimanere destinata ad uso agricolo, integrando pascolo ovino, prato naturale e una fascia produttiva di carrubi accanto a sistemi fotovoltaici su inseguitori monoassiali. Il progetto sarà gestito a livello locale e sottoposto a monitoraggio periodico, con l’obiettivo di produrre energia rinnovabile e contribuire al miglioramento della qualità del suolo, della biodiversità e dell’integrazione paesaggistica. Maria Monisteri Caschetto, sindaco di Modica, ha dichiarato: “Ogni iniziativa che valorizza il nostro territorio, non ne snatura l’essenza ma anzi attinge ad esso per guardare al futuro e ad un mondo più sostenibile, trova in noi un’interlocuzione attenta e disponibile. Nello specifico poi, l’alchimia con Zelestra è stata naturale e spontanea non solo per la comune visione di un mondo migliore da lasciare alle nuove generazioni ma anche per motivi contingenti. L’impianto, infatti, nasce in un sito che rimarrà ad uso agricolo per la quasi sua interezza, sarà gestito a livello locale e produrrà posti di lavoro assieme all’energia pulita migliorando le condizioni generali dell’area. Infine, il patto collaborativo con il nostro ente genera a cura di Zelestra l’istallazione di pali della luce alimentati ad energia solare in alcuni incroci di zone rurali migliorando la sicurezza stradale in aree molto antropizzate”. Bellomo è il primo progetto in Italia ad includere un’iniziativa EmPowerS nell’ambito del pilastro Energia della strategia di impatto sociale di Zelestra. In collaborazione con il Comune di Modica, l’iniziativa migliorera la sicurezza e rafforzando le infrastrutture locali. Eliano Russo, CEO di Zelestra in Italia, ha dichiarato: “La crescita di Zelestra in Italia continua a guadagnare slancio, con Bellomo ora in costruzione subito dopo la messa in funzione di Ginosa. Il nostro obiettivo è fornire energia pulita a BKW nei tempi e nei limiti di budget previsti, sostenendo al contempo l’occupazione qualificata locale e lo sviluppo rurale. Mentre lavoriamo per raddoppiare la nostra pipeline in Italia quest’anno, rimaniamo impegnati a promuovere una crescita economica sostenibile in tutto il Paese”. L’Italia è uno dei mercati in più rapida crescita di Zelestra. L’azienda punta a raddoppiare quest’anno la sua attuale pipeline di 1,4 GW di progetti solari e di accumulo in batterie. Nel dicembre 2025, l’azienda si è aggiudicata contratti per 9 progetti nelle aste FER X italiane che consentiranno la costruzione di una nuova capacità solare fino a 168 MW.

Aeroporti, a Treviso presentato il prototipo del robot per l’assistenza a passeggeri con ridotta mobilità

Il Progetto RAPIDO – Robot per l’assistenza a passeggeri con ridotta mobilità – è giunto alla sua fase conclusiva, con la presentazione nella mattinata odierna all’aeroporto di Treviso del prototipo di veicolo elettrico a guida autonoma, progettato per facilitare la mobilità delle persone con necessità assistive all’interno del terminal. Finanziato nell’ambito del Programma INTERREG VI-A Italia-Austria 2021/2027 il progetto, avviato a giugno 2023 con termine previsto a fine aprile 2026, è promosso da un partenariato composto da Klaxon Mobility Gmbh (Lead Partner, Arnoldstein, Austria), Intercom Solutions Srl (Udine, Italia) e AER TRE, società di gestione dell’aeroporto di Treviso controllata dal Gruppo SAVE. L’approccio multidisciplinare e all’avanguardia ha portato alla realizzazione di un veicolo elettrico che consente spostamenti sicuri e in autonomia tra le principali aree dell’aerostazione. Un risultato ottenuto attraverso soluzioni di movimentazione avanzate ed ergonomiche per le quali il veicolo è sempre connesso alla struttura IT dell’aeroporto, con la quale scambia dati come il proprio status e la propria posizione, sincronizzando in automatico informazioni come il numero del gate e l’orario del volo. Utilizzando telecamere e sensori per navigare ambienti mappati in precedenza, il Sistema RAPIDO è in grado di auto-localizzarsi all’interno di ambienti conosciuti e di navigare in modo sicuro, evitando automaticamente gli ostacoli. Tutto ciò porta ad un miglioramento della qualità del servizio rispetto alla tradizionale assistenza PRM, che prevede l’intervento di un operatore aeroportuale, affidando autonomia al passeggero, che nel suo percorso fino al gate d’imbarco può anche scegliere di sostare ai negozi e ai punti di ristoro presenti nel del terminal. Con un budget di  834.127,90 euro RAPIDO ha beneficiato di un sostegno finanziario significativo dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) di 581.188,28 e  86.114,04 euro di contributi nazionali. Il progetto non solo rispetta, ma anticipa gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’UE, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di infrastrutture resilienti e sostenibili (Obiettivi 9 e 11).

Il passaggio conclusivo consiste nella validazione tecnica e funzionale del prototipo di veicolo elettrico prevista entro marzo. Una volta ottenuta, il veicolo automatizzato potrà essere immesso sul mercato e adottato nei più diversi contesti quali, oltre agli aeroporti, ospedali, stazioni ferroviarie, hotel e altri spazi pubblici, migliorando in modo significativo la qualità del servizio assistenziale. Il 10 febbraio il prototipo di veicolo è stato presentato dai tre partner ad un gruppo selezionato di stakeholder composto da ULSS 2, IV Commissione Sociale del Comune di Treviso, ISRAA, Confartigianato Marca Trevigiana – ANAP, per uno scambio informativo e di valutazioni utile ad ulteriori evoluzioni ed applicazioni del progetto. Enrico Boaretto, CEO & Co-Founder di Klaxon Mobility: “L’utilizzo diffuso delle nuove tecnologie tra cui la guida autonoma, l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e le applicazioni web stanno cambiando in modo importante la vita quotidiana di ognuno di noi. Klaxon si distingue nel mercato per la sua massima attenzione nello sviluppo di soluzioni ad alto contenuto tecnologico che migliorano la qualità della vita di chi le utilizza, operando in particolare nell’ambito della micro-mobilità rivolta agli utenti disabili, ma non solo. Il veicolo RAPIDO, grazie al contributo sinergico e altamente qualificato dei tre partner, consentirà ai passeggeri PRM la fruizione di un nuovo servizio efficiente, sicuro, innovativo e di qualità”. Alberto Di Noia, CEO Intercom Solutions: “Il nostro contributo si è concentrato sull’integrazione tra i sistemi IT dell’aeroporto e il sistema di navigazione del veicolo, un ambito per noi quotidiano ma che in questo caso, ha assunto un livello di complessità peculiare per il contesto in cui abbiamo operato. L’ambiente aeroportuale impone infatti standard molto elevati in termini di sicurezza informatica e privacy con una evidente attenzione al tema della sicurezza fisica dei passeggeri PRM. Il nostro team ha lavorato per garantire una comunicazione fluida, affidabile e sicura tra l’infrastruttura digitale dell’aeroporto e la piattaforma di guida autonoma. Desidero ringraziare e complimentarmi con tutti i partner e con il gruppo di lavoro che, attraverso una reale contaminazione di competenze, ha affrontato le sfide tecniche e regolatorie con grande professionalità e spirito collaborativo”.Federico Scanferlini, Direttore Aeroporto di Treviso Gruppo SAVE: “Siamo molto soddisfatti per il lavoro svolto con il gruppo di lavoro dedicato ad un progetto per il quale l’aeroporto di Treviso è stato individuato come contesto adeguato in termini di rapporto tra spazi e flussi di traffico. Con un volume di 3 milioni di passeggeri, il Canova dà annualmente assistenza a oltre 15.000 passeggeri con difficoltà di deambulazione o disabilità. Il veicolo RAPIDO, destinato a persone con necessità di supporto per percorrere lunghe distanze all’interno del terminal, si inserisce nella nostra missione di continuo miglioramento della qualità dei servizi rivolti alla nostra utenza, in una prospettiva di ricadute positive anche in termini di ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro”.

Argomenti

Argomenti

Accedi