LA GIORNATA
Governo, lasciano Delmastro e Bartolozzi. Meloni pressa Santanchè
- Foti, ‘valutare modello Recovery in prossimo Qfp, no ai tagli alla Coesione’
- Ue e Australia concludono i negoziati per l’accordo di libero scambio
- Pil, Ey: crescita moderata nel 2026, +0,7%, frenata nel 2027 a +0,4%. Inflazione al 2,6% quest’anno
IN SINTESI
A 24 ore dal responso delle urne, un vero e proprio terremoto scuote il Governo. A rassegnare le dimissioni, nel pomeriggio di ieri, sono stati il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, e il sottosegretario, Andrea Delmastro. “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio”, ha dichiarato Delmastro in una nota. La notizia è stata ufficializzato dopo un colloquio di Bartolozzi e Delmastro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio negli uffici di via Arenula. Meloni “esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione”. Poi il durissimo affondo contro Daniela Santanchè: la premier “auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè”. A carico della ministra c’è un processo a Milano per presunto falso in bilancio sulla sua società Visibilia e un’indagine per un’ipotesi di bancarotta. Non è un mistero che da tempo molti nella maggioranza caldeggiassero un suo passo indietro. Ma Santanché ha sempre resistito continuando a lavorare, anche oggi, nel suo ufficio e confermando gli appuntamenti dei prossimi giorni. Su Delmastro pesano gli affari con la figlia di Mauro Caroccia, condannato come prestanome del clan Senese, e con cui lo storico esponente di Fratelli d’Italia ha aperto un ristorante a Roma. Per Bartolozzi, invece, è stata cruciale la gestione della campagna referendaria. E in particolare la frase choc detta a una tv siciliana: “Se vince il sì ci liberemo dei magistrati. Sono un plotone di esecuzione”. Oltre alle scelte fatte al ministero specie sul caso del rimpatrio del generale libico Almasri. Meloni è tornata ieri a Palazzo Chigi dopo aver trascorso lontano dalla sede del governo la giornata di lunedì. In oltre tre anni a Palazzo Chigi, non l’avevano mai vista così furiosa e il day after di dopo la sconfitta al referendum si è trasformato in un impetuoso redde rationem. La giustizia, si sarebbe sfogata con i suoi la premier, è storicamente un tema caro alla destra e va assolutamente recuperato. Quindi, in sintesi, via tutti i membri del governo con situazioni giudiziarie che creano imbarazzo
Fino a ieri mattina, invece, in un’intervista Tv, Nordio aveva escluso che la posizione di Bartolozzi e Delmastro fosse in discussione. “No, assolutamente”, ha detto Nordio. “Per quanto riguarda le osservazioni fatte sia dagli appartenenti del mio ministero, sia di altri della nostra coalizione, credo che bilanciando le osservazioni sopra le righe fatte dai nostri e fatte dai loro, la situazione algebrica sia equivalente. Quindi non credo che questo eccesso di polemica, della quale ho sempre tenuto di tenermi lontano, abbia influito più di tanto”, ha aggiunto Nordio. In un’intervista al Corriere della Sera, Nordio ha affermato di non considerare la sconfitta al referendum come “una sconfitta personale”. “Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l’impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno”, ha detto Nordio sottolineando che a fermarsi sarà “la limitazione della custodia cautelare” che “potrebbe essere più difficile”. L’azione delle toghe, con la bocciatura del referendum della giustizia, a parere di Nordio sarà più invasiva: ” limiterà l’iniziativa politico-parlamentare in alcuni ambiti a cominciare dall’immigrazione”. “Adesso – ha aggiunto – dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr. Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo”. Comunque, ribadisce riferendosi anche alle polemiche che hanno investito Demastro e Bartolozzi, “non ci saranno modifiche nella compagine ministeriale”. I referendum costituzionali, ha proseguito, “sono sempre finiti male, salvo quello sull’abolizione di una quota di parlamentari. In più gli altri hanno attribuito al referendum un significato politico”.
Sulle possibili mosse di Meloni dopo la secca sconfitta, quello che è emerso è che la premier non intende chiedere al Parlamento un voto di fiducia sul governo dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. A riferirlo sono state ieri fonti di governo, che spiegano come questa via non sia necessaria perché non ci si trova davanti a una crisi politica. Al mome, non è in programma un incontro fra la premier e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La precisazione delle fonti di governo fa riferimento a ricostruzioni giornalistiche che avevano ipotizzato un incontro con il presidente della Repubblica e un passaggio di cortesia della premier in Parlamento dopo l’esito del Referendum per chiedere la fiducia alla sua maggioranza. Tra i prossimi impegni del Governo, c’è il Consiglio dei ministri previsto per giovedì dopo la missione di Meloni in Algeria. Sul tavolo è atteso il decreto fiscale dovrebbe Tra le misure, il provvedimento conterrà quanto annunciato dal Mef in un comunicato del 12 marzo scorso: il rinvio al primo luglio della tassa da 2 euro sui pacchi di piccolo valore in arrivo dai Paesi extra europei e l’estensione dell’iperammortamento, cioè la soppressione della norma della legge di bilancio che limita il beneficio fiscale ai soli acquisti di beni prodotti in Europa o in Stati aderenti allo Spazio economico europeo. Il provvedimento modificherà inoltre le disposizioni della manovra che stabiliscono le regole per la determinazione dell’imponibile Iva relativo alle permute.
L’esito referendario ha avuto, intanto, una risonanza internazionale. Dalla Francia al Belgio, passando per Germania, Regno Unito, Spagna, il giudizio della stampa europea sull’esito del referendum è unanime: si tratta di una netta battuta d’arresto per il governo di Giorgia Meloni. Per Le Figaro la vittoria del no è un “duro risveglio” che “mette in scacco” una riforma centrale del programma di governo e “apre una fase molto delicata”. Ancora più netto il giudizio della Bild, che parla di “batosta” per la premier, “che ha fallito” il tentativo di portare avanti la riforma. “L’Italia dice no alla riforma giudiziaria di Meloni”, titola la Suddeutsche Zeitung, che definisce la vittoria del No “un duro colpo per il governo”.
Foti, ‘valutare modello Recovery in prossimo Qfp, no ai tagli alla Coesione’
Nel prossimo bilancio Ue 2028-2034 i “fondi di Coesione dovrebbero rimanere di entità finanziaria” simile al “precedente esercizio e si potrebbe introdurre un modello per obiettivi” sulla scia del “Pnrr italiano e del Next Generation Eu in Europa”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, a margine dell’evento organizzato da Confcooperative a Bruxelles per presentare le proprie priorità. Foti ha sottolineato il ruolo “del tutto importante e determinante” delle regioni e dei territori nel prossimo quadro finanziario. Il bilancio è “uno strumento determinante per il futuro dell’Europa e anche per il futuro di alcune situazioni che noi stiamo monitorando”, ha aggiunto.
Ue e Australia concludono i negoziati per l’accordo di libero scambio
L’Ue e l’Australia hanno adottato il Partenariato per la Sicurezza e la Difesa e hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio. L’annuncio è arrivato in occasione della missione di Ursula von der Leyen a Canberra. I negoziati sono stati conclusi nel corso del bilaterale tra la presidente della Commissione europea e il primo ministro australiano Anthony Albanese. Con l’intesa commerciale si prevede che che le esportazioni dell’Ue cresceranno fino al 33% nel prossimo decennio, con un valore che raggiungerà fino a 17,7 miliardi di euro all’anno. Tra i settori più coinvolti quello caseario, l’automotive, il comparto chimico. “L’Ue e l’Australia possono essere geograficamente lontane, ma non potremmo essere più vicini in termini di come vediamo il mondo. Con queste nuove e dinamiche partnership sulla sicurezza e la difesa, così come sul commercio, ci stiamo avvicinando ancora di più. Questi accordi stabiliscono strutture durature basate sulla fiducia per sostenere la pace e la sicurezza attraverso la forza; promuovendo la prosperità tramite un commercio regolamentato da norme, e lavorando insieme per sostenere le istituzioni globali”, ha sottolineato von der Leyen, primo presidente della Commissione Ue a visitare l’Australia da circa un decennio. Tra i punti del Parteneriato sulla difesa e la sicurezza figurano il rafforzamento della cooperazione sulla sicurezza marittima, la sicurezza informatica, il contrasto alle minacce ibride e alla manipolazione e interferenza di informazioni straniere, riflettendo la natura in evoluzione delle sfide di sicurezza contemporanee e il rafforzamento della cooperazione nella gestione delle crisi e nelle missioni e operazioni della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, comprese esercitazioni, formazione e istruzione. Von der Leyen e Albanese hanno anche concordato di avviare negoziati formali per l’associazione dell’Australia a Horizon Europe, il più grande programma di finanziamento al mondo per la ricerca e l’innovazione. “Con questi passi, l’Ue e l’Australia stanno ottenendo risultati reciprocamente vantaggiosi e rafforzando ulteriormente le loro già strette relazioni in un periodo di incertezza geopolitica”, spiega l’esecutivo europeo.
Iran, QatarEnergy dichiara la forza maggiore su alcuni contratti di gnl
QatarEnergy ha dichiarato la forza maggiore su alcuni dei suoi contratti di fornitura a lungo termine di gas naturale liquefatto (gnl), compresi quelli con clienti in Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. La decisione – scrive Al Jazeera – giunge in un contesto di interruzioni della produzione e delle forniture causate dalla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Pil, Ey: crescita moderata nel 2026, +0,7%, frenata nel 2027 a +0,4%. Inflazione al 2,6% quest’anno
Le nuove proiezioni di EY per l’economia italiana delineano uno scenario di moderata crescita, in un contesto globale ancora caratterizzato da forte incertezza. Secondo le previsioni, il PIL reale è atteso aumentare dello 0,7% nel 2026 e dello 0,4% nel 2027, mentre il tasso di inflazione è atteso al 2,6% nel 2026 e all’1,9% nel 2027. Questi i principali dati emersi nella quattordicesima edizione dell’EY Italian Macroeconomic Bulletin, analisi trimestrale che – a partire dall’analisi delle principali variabili macroeconomiche e sulla base di un modello macro-econometrico proprietario – fornisce previsioni a medio termine per l’economia italiana. Focalizzando l’attenzione sui trend economici di breve periodo, ci si attende, nel primo trimestre del 2026, una crescita debole del PIL (0,1%), rispetto al trimestre precedente, dovuta ad un andamento debole dei consumi (0,1%), una leggera contrazione degli investimenti (-0,2%), ed un contributo della domanda estera sostanzialmente nullo. I trimestri successivi saranno caratterizzati da una leggera ripresa dei consumi privati rispetto ai trimestri precedenti, un contributo positivo della domanda estera ed un andamento ancora negativo degli investimenti su base trimestrale. In riferimento all’andamento del livello dei prezzi, a febbraio il tasso di inflazione è stato pari all’1,5%, in rialzo rispetto a quanto registrato nei mesi precedenti (media agosto 2025 – gennaio 2026 pari all’1,3%) principalmente a seguito di un aumento della componente di fondo (inflazione core) dovuto ad una accelerazione dell’indice dei prezzi dei servizi. Il mercato del lavoro continua a mostrarsi solido, anche se i salari reali per ora lavorata rimangono inferiori al livello del 2021. Secondo le previsioni EY, si stima un tasso di disoccupazione al 6,1% nel 2026, a cui farà seguito un leggero aumento al 2027 (6,5%). “Le nostre analisi confermano come l’economia italiana continui a crescere, seppur a ritmi moderati, sostenuta soprattutto dalla domanda interna. Il 2026 è atteso chiudersi con una crescita del PIL dello 0,7%, principalmente grazie ad un incremento dei consumi e degli investimenti (rispettivamente 0,6% e 0,7%) e ad un contributo negativo, ma meno significativo rispetto all’anno precedente, della domanda estera netta, pari a -0,1 p.p”, dichiara Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY in Italia. “Per il 2027 ci attendiamo una crescita del PIL nel complesso più debole, allo 0,4%, principalmente a causa di una contrazione degli investimenti (-0,9%) per un effetto combinato di maggiore incertezza e di un ritorno verso valori più in linea con l’andamento storico, dopo la fine del sostegno pubblico legato al settore delle costruzioni e al PNRR. Tenuto conto dello scenario altamente incerto e variabile, soprattutto legato alle ultime dinamiche in Medio Oriente, abbiamo anche elaborato uno scenario alternativo “avverso”. Questo è caratterizzato innanzitutto da un aumento dei prezzi energetici rispetto allo scenario base, con un picco delle quotazioni del petrolio nel secondo trimestre del 2026 (107 $/bbl), a cui segue poi un processo di normalizzazione fino alla fine del 2027 su valori più alti di circa 10 $/bbl rispetto allo scenario base. Inoltre, assumiamo un lieve rallentamento del commercio globale, un calo delle esportazioni italiane verso i Paesi del Golfo e l’Iran e una risposta restrittiva della BCE per far fronte alla maggiore inflazione, con due rialzi di 0,25 punti nel 2026, e due ribassi nel 2027. In questo scenario, il livello del PIL al 2027 potrebbe ridursi di circa 0,6 p.p. rispetto allo scenario base, con tassi di inflazione al 3,3% nel 2026 e al 2,6% nel 2027. In questo contesto, è essenziale continuare a investire in innovazione, competitività e competenze, così da rafforzare la capacità del Paese di affrontare shock esterni e consolidare una crescita più stabile nel medio periodo”.
Acqua, Salvini: dal Mit risposte concrete e impegno senza precedenti in Sicilia, investimenti per 740 mln
In Sicilia resta alta l’attenzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul fronte idrico, con programmi di finanziamento per circa 740 milioni di euro. In una serie di risposte ad interrogazioni parlamentari, il vicepresidente del Consiglio e Ministro Matteo Salvini ha rivendicato il lavoro messo in campo dal MIT per rafforzare la sicurezza idrica dei territori, con una linea chiara: nuove infrastrutture strategiche, meno perdite, programmazione solida e coerenza con la pianificazione di bacino. Le risorse riguardano la sicurezza delle grandi dighe, il completamento di opere rimaste a lungo incompiute, il potenziamento della rete primaria e la riduzione delle perdite nelle reti potabili. Un pacchetto di interventi che punta a rafforzare in modo concreto la tenuta del sistema idrico siciliano, superando ritardi storici e criticità strutturali. L’obiettivo nazionale, sottolineato dal Ministro, è superare definitivamente la logica dell’emergenza e accompagnare i territori verso una gestione più strutturale ed efficiente della risorsa idrica, a partire dal Mezzogiorno e dalla Sicilia. A questo si aggiunge il primo stralcio attuativo 2025 del PNIISSI, che per la Sicilia prevede 5 interventi per complessivi 92,1 milioni di euro.
Casa, Rixi vede ministro francese: serve una svolta in Ue
Sull’emergenza abitativa serve una svolta europea, con più flessibilità e meno burocrazia. È quanto ha sottolineato il viceministro Edoardo Rixi durante l’incontro al Mit con il ministro francese della Città e dell’Abitare, Vincent Jeanbrun. Al centro del colloquio, il rafforzamento delle politiche per l’accesso alla casa e il coordinamento tra Stati membri alla luce del piano europeo ‘Affordable Housing’. Rixi ha rivendicato l’impegno dell’Italia sul Piano casa, finanziato anche con risorse PNRR, e ha chiesto un approccio più pragmatico da parte della Commissione. Convergenza tra Roma e Parigi sulla necessità di difendere la casa come proprietà privata, aumentare l’offerta di alloggi e sostenere giovani e famiglie. Confermata la volontà di rafforzare il dialogo a livello europeo.
Caro energia, l’allarme di Arte; basta bonus temporanei, serve riforma strutturale
La transizione energetica, pilastro delle politiche comunitarie, rischia di trasformarsi in un onere insostenibile per cittadini e imprese se non si affronta con urgenza il paradosso dei costi: è impossibile garantire equità sociale finché l’Europa continua a registrare i prezzi dell’energia più alti su scala globale. È questo il messaggio lanciato dall’Associazione Reseller e Trader di Energia (ARTE), che solleva una riflessione critica sulla reale sostenibilità sociale del percorso di decarbonizzazione intrapreso dall’UE. Senza un riallineamento dei costi energetici, il passaggio alle fonti rinnovabili rischia di generare nuove forme di esclusione economica, minando la competitività del sistema produttivo e il potere d’acquisto delle famiglie. L’Associazione ribadisce il ruolo fondamentale dei trader e dei reseller per i territori come garanti della concorrenza. In questa fase di profondo cambiamento, non basta gestire l’emergenza ma è indispensabile che l’intera filiera energetica sia funzionale, snella e allineata agli obiettivi di sviluppo del Paese. Proprio per questo motivo ARTE chiede interventi strutturali che superino la logica dei bonus temporanei, puntando su una semplificazione normativa che permetta agli operatori di trasferire efficienza ai consumatori finali. Gli operatori sono i veri motori del cambiamento, ma per guidare questa transizione serve un ecosistema che non penalizzi chi garantisce la fornitura energetica in un contesto di altissimo rischio finanziario e operativo. “La transizione energetica può dirsi davvero socialmente sostenibile se l’Europa continua ad avere l’energia più cara del mondo? Noi operatori viviamo quotidianamente il mercato e cerchiamo di adattare questo cambiamento direttamente sul territorio. Proprio per questo riteniamo che la filiera debba essere più coordinata. Il nostro obiettivo è supportare concretamente le comunità locali, ma per farlo serve un sistema che non penalizzi chi deve guidare questa transizione sul campo” ha dichiarato Diego Pellegrino, Portavoce di ARTE. I temi al centro del dibattito sono stati presentati in occasione della IV Assemblea Nazionale di ARTE “Le rotte dell’energia: nel mare della transizione navigare è un’ARTE”, che si è svolta a Roma presso il Grand Hotel Parco dei Principi. L’evento ha rappresentato anche un’occasione di solidarietà: l’Associazione ha annunciato una donazione di 20.000 euro destinata al reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, a testimonianza dell’impegno non solo verso le sfide energetiche del Paese, ma anche verso le comunità e le persone più vulnerabili.
Carburanti, CNA Fita: azione immediata e severa contro la speculazione
L’eccezionale impennata del costo del gasolio, alimentata da fenomeni speculativi inaccettabili, sta portando l’autotrasporto italiano oltre il punto di rottura. L’aggiornamento dei Valori Indicativi di Riferimento pubblicato dal MIT il 17 marzo, certifica un aumento del costo del gasolio del 30,09% rispetto a giugno 2025. Per un autoarticolato (Classe D), questa variazione si traduce in un incremento dei costi totali di esercizio tra il 6% e l’8%. “Nessuna impresa può assorbire internamente un simile rincaro senza andare in perdita” – sottolinea Michele Santoni, Presidente Nazionale CNA Fita – “Il rischio reale è che i mezzi rimangano nei piazzali perché il viaggio costa più del guadagno”. CNA Fita, pur riservandosi di verificarne i criteri applicativi, riconosce l’importanza delle misure introdotte dal Governo per mitigare l’emergenza, auspicando che tali interventi evolvano in una misura strutturale e proporzionata al gravissimo danno economico che le imprese stanno subendo. Tuttavia, i prezzi del carburante continuano a crescere in maniera irrefrenabile, alimentati da dinamiche di mercato del tutto incomprensibili che vanificano istantaneamente gli sforzi introdotti dal Governo. Il taglio delle accise di 20 centesimi, pur garantendo un parziale sollievo alla liquidità, viene di fatto ‘mangiato’ da una speculazione fuori controllo, rendendo il beneficio impercettibile per le imprese di autotrasporto. Per questo motivo, CNA Fita chiede al Governo un intervento ispettivo a tappeto, immediato e severo sui meccanismi di formazione dei prezzi, con particolare attenzione ai rifornimenti extra-rete. È inaccettabile che distorsioni di mercato così marcate rendano sterili i provvedimenti, lasciando i vettori nell’impossibilità di percepire il reale sostegno dello Stato. In ogni caso, le agevolazioni non possono sostituirsi a un corretto assetto tariffario. Per questo CNA Fita invita le imprese a non subire il “ricatto commerciale” e a utilizzare le tutele conquistate nel corso degli anni quali strumenti per arginare la crisi e le tensioni sociali. Pertanto, nei contratti scritti, applicazione automatica della clausola Fuel Surcharge per bilanciare gli incrementi energetici. Nei contratti non scritti, non scendere sotto i Valori di Riferimento MIT (Art. 14 D.L. 21/2022). Sotto questa soglia, può scattare la responsabilità solidale della committenza per violazione della sicurezza stradale e sociale.
Bagnoli, firmato il protocollo di legalità
E’ stato sottoscritto ieri pomeriggio il Protocollo di legalità per gli interventi di bonifica ambientale e rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale Bagnoli-Coroglio, un passaggio chiave anche in vista della 38′ edizione dell’America’s Cup in programma nel 2027. L’intesa è stata firmata dal prefetto Michele di Bari, dal commissario straordinario per Bagnoli Gaetano Manfredi, Invitalia, i vertici territoriali di Ispettorato del lavoro, Inps e Inail, dal presidente dell’Acen e le organizzazioni sindacali di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. “Esclusione subappalti a cascata, presenza Formedil come operatore formativo primario con messa a disposizione l’aula mobile per eventuale formazione in loco. Si tratta di uno dei protocolli più avanzati soprattutto per quel che attiene il dumping contrattuale e utilizzo badge di cantiere. Una intesa particolarmente significativa nell’ambito del tavolo prefettizio che ha coinvolto istituzioni e par ti sociali, con l’obiettivo di rafforzare i controlli nei subappalti, prevenendo ogni tentativo di in filtrazione della criminalità organizzata per garantire al tempo stesso condizioni di sicurezza per tutti i lavoratori impegnati nelle opere”, afferma il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco. “Uno strumento operativo – precisa Di Franco – che accompagnerà tutte le fasi della trasformazione dell’area, dalla bonifica alla realizzazione delle infrastrutture legate al grande evento velico. Con questo protocollo si tenta di tenere fuori la camorra dal grande affare di Bagnoli”. Per la Cgil nazionale, questa firma “rappresenta una notizia positiva per la qualità delle tutele e delle procedure previste”, dichiara Alessandro Genovesi, responsabile contrattazione inclusiva e appalti della Cgil Nazionale. “In particolare – spiega il dirigente sindacale – si punta a garantire il rispetto dei contratti collettivi di settore e la loro corretta applicazione, contrastando ogni possibile forma di dumping e lavoro nero, oltre alle infiltrazioni criminali, con impegni chiari assunti dalla stazione appaltante e che saranno estesi a tutti gli operatori economici”. Per Genovesi: “Il protocollo, in coerenza con le indicazioni date dal sindacato e dalla Cgil in particolare, riconosce preventivamente i contratti collettivi da applicare, valorizza il ruolo degli enti bilaterali, potenziando il settimanale di cantiere da inviare alla Cassa Edile e il badge digitale di cantiere, e prevede in modo esplicito il divieto di subappalto a cascata. Queste scelte permetteranno a tutti gli operatori sindacali e agli enti preposti, a partire da Prefettura e Ispettorato del Lavoro, di verificare meglio il rispetto di tutte le tutele fondamentali, dalla salute e sicurezza all’accesso alle aree di lavoro riservato esclusivamente alle persone autorizzate, precondizione necessaria affinché la bonifica di Bagnoli rappresenti un’occasione di sviluppo e di buon lavoro”. “La Cgil nazionale, insieme alla Cgil di Napoli e a tutte le sue categorie interessate, vigilerà – conclude Genovesi – affinché il protocollo venga applicato correttamente, agendo tutti gli strumenti e le sedi previste, consapevoli anche delle aspettative e problematiche che tanto i lavori di rigenerazione quanto poi il pieno sviluppo dell’area pongono a tutte le forze sociali ed economiche del territorio”.
“Un passaggio necessario. Riteniamo fondamentale che ogni intervento sul territorio sia accompagnato da strumenti concreti di controllo, prevenzione e contrasto alle infiltrazioni illegali, garantendo al tempo stesso condizioni di lavoro sicure e dignitose, attraverso atti concreti e controlli rigorosi”, afferma il segretario generale della Fillea Cgil di Napoli, Giuseppe Mele, tra i firmatari del protocollo tra i firmatari del protocollo. “Legalità e sicurezza non possono essere solo enunciate: devono essere garantite ogni giorno nei cantieri – aggiunge Mele – parliamo di strumenti già sperimentati e che funzionano. Le buone pratiche adottate insieme al Comune di Napoli sugli interventi del Pnrr e sulla ricostruzione post frana a Ischia dimostrano che trasparenza, tracciabilità e rispetto delle regole possono fare la differenza, se applicati fino in fondo”. Per questo chiosa Mele “chiediamo che anche per Bagnoli lo stesso elevato livello di attenzione: verifiche puntuali sulle imprese, piena applicazione dei contratti, presidio costante sulla sicurezza e tolleranza zero verso ogni forma di irregolarità. Come Fillea Cgil non faremo sconti: vigileremo cantiere per cantiere affinché gli impegni presi si traducano in diritti reali per i lavoratori. Il lavoro deve essere sicuro, regolare e dignitoso. Su questo non si arretra”, conclude il segretario generale della Fillea Cgil Napoli.
Demanio, sottoscritto il protocollo per le Saline di Tarquinia
È stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa promosso dall’Agenzia del Demanio per il recupero e la valorizzazione dell’ecosistema culturale della Riserva Naturale Salina di Tarquinia, con particolare riferimento al Borgo del Sale, cuore storico e identitario dell’area. L’accordo rappresenta un passaggio strategico per l’avvio di un ampio programma di rigenerazione sostenibile che coinvolge, accanto all’Agenzia del Demanio, il Comune di Tarquinia, la Regione Lazio, la Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della Cultura, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, il Raggruppamento Biodiversità dell’Arma dei Carabinieri, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, l’Università degli Studi della Tuscia, l’Università degli Studi di Perugia, la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e l’ISPRA, con il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Protocollo sancisce una collaborazione istituzionale ampia e multidisciplinare, finalizzata a sviluppare un modello integrato di tutela ambientale, valorizzazione culturale e ricerca scientifica. Al centro dell’iniziativa vi è il recupero del Borgo delle Saline, inserito in un contesto naturalistico di straordinario valore, che si estende per circa 150 ettari, di cui 100 ettari di laguna, habitat di numerose specie di avifauna, tra cui i fenicotteri rosa. L’intervento nasce dall’esigenza di mettere in sicurezza il Borgo, trasformando questa necessità in un’opportunità di rigenerazione e sviluppo sostenibile. Il progetto mira infatti a rafforzare gli impatti culturali, ambientali, sociali ed economici dell’intero compendio, attraverso un approccio che integra competenze scientifiche, ambientali e storico-culturali. Nella visione condivisa, il Borgo del Sale è destinato a diventare il fulcro culturale e operativo della Riserva: una piattaforma multifunzionale per attività di ricerca, accoglienza, didattica e fruizione sostenibile, in dialogo diretto con il paesaggio delle saline. Sono previsti interventi sugli spazi aperti, la realizzazione di percorsi espositivi e naturalistici, punti di osservazione e l’introduzione di soluzioni energetiche innovative e compatibili con il contesto storico. Il progetto si inserisce in un sistema territoriale già ricco di percorsi culturali, archeologici e paesaggistici e ambisce a fare del Borgo delle Saline un polo di riferimento per la rigenerazione sostenibile della costa tirrenica centro-settentrionale, valorizzando al contempo l’identità storica dell’Etruria meridionale. Di recente, il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, ha presentato in audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati il masterplan del progetto. Con la sottoscrizione delI’intesa, l’Agenzia conferma il proprio ruolo di regia nella valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, promuovendo modelli innovativi di sviluppo sostenibile fondati sulla collaborazione istituzionale e sulla centralità del territorio.
Fs, Trenitalia rafforza la flotta di Frecciarossa: ulteriore contratto con Hitachi Rail da 260 mln per 9 nuovi convogli
Prosegue il piano di rinnovo della flotta Alta Velocità di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) con la firma di un nuovo contratto con Hitachi Rail per la realizzazione e la fornitura di nove Frecciarossa di nuova generazione. L’accordo, del valore di circa 260 milioni di euro, si aggiunge a quello siglato nel 2023, che prevedeva la fornitura di 36 treni, a cui si sono sommati 10 ulteriori convogli già acquisiti tramite opzione. L’investimento si inserisce nel percorso di rinnovo della flotta Frecciarossa previsto dal Piano Strategico del Gruppo FS, che punta a offrire un servizio sempre più moderno, innovativo e sostenibile. Dal 2029, con l’aggiunta di ulteriori 2 consegne, saranno 57 i nuovi treni in circolazione, con un piano che porterà a 74 convogli complessivi entro il 2031. Il 2027 sarà l’anno con il maggior numero di forniture, pari a 16 treni, e includerà il primo convoglio del nuovo lotto, previsto per luglio. I Frecciarossa di ultima generazione sono realizzati da Hitachi Rail negli stabilimenti italiani di Napoli e Pistoia. Pensati per circolare, oltre che in Italia, su sette reti ferroviarie europee, rappresentano il simbolo dell’eccellenza tecnologica e stilistica italiana nell’Alta Velocità, offrendo il massimo delle prestazioni, del comfort e della sicurezza, con spazi progettati per garantire fruibilità anche alle persone a ridotta mobilità. Possono raggiungere una velocità massima di 300 chilometri orari, con omologazione fino a 360, e sono dotati di sistemi di trazione evoluti che ne migliorano l’efficienza. Sul fronte ambientale registrano un tasso di riciclabilità del 97,1 per cento e un recupero dei materiali del 98,2 per cento, grazie anche a motori elettrici di nuova concezione. I nuovi treni, pur mantenendo il design esterno e la livrea attuale, introducono elementi di novità negli interni – firmati Giugiaro Design – e negli strumenti di bordo, nel segno dello stile Made in Italy. Le piattaforme, inoltre, possono beneficiare della suite digitale HMAX di Hitachi Rail, sistema di Digital Asset Management, che consente di elaborare dati in tempo reale per ottimizzare traffico, manutenzione e consumi energetici nel trasporto ferroviario e rappresenta una nuova frontiera della digitalizzazione del trasporto su rotaia. “Con questo investimento, Trenitalia compie un ulteriore passo nel rafforzamento della propria flotta ad Alta Velocità, consolidando la posizione di Frecciarossa come punto di riferimento del trasporto ferroviario in Europa” ha dichiarato Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia. “Treni più efficienti, più sostenibili e progettati per rispondere alle aspettative di chi viaggia: è questa la direzione in cui continuiamo a investire, in Italia e sui mercati internazionali, per costruire un sistema di mobilità sempre più moderno, integrato e orientato al futuro”.“Questo nuovo contratto conferma e rafforza la storica collaborazione tra Hitachi Rail e Trenitalia, proseguendo nel segno di un percorso che, negli anni, ha rivoluzionato le abitudini di viaggio dei cittadini in Italia e in Europa,” ha commentato Luca D’Aquila, COO Hitachi Rail Group e Presidente Hitachi Rail in Italia. “Il modello di ultima generazione è stato progettato con l’obiettivo di offrire ai passeggeri una migliore esperienza di viaggio, garantendo più comfort e riducendo allo stesso tempo l’impatto ambientale. È un treno che guarda al futuro dell’Europa, verso un sistema di alta velocità sempre più integrato”. Con questo nuovo accordo, Trenitalia e Hitachi Rail confermano il proprio impegno nello sviluppo di una mobilità ferroviaria sempre più moderna, sostenibile e competitiva, contribuendo a ridefinire gli standard del trasporto ferroviario ad Alta Velocità in Italia e in Europa.
Aspi: nessuna cessione di Movyon, la tecnologia resta un asset strategico del gruppo
E’ priva di ogni fondamento la notizia riportata ieri da un quotidiano secondo la quale Autostrade per l’Italia starebbe studiando la cessione della controllata Movyon. Lo precisa Aspi in una nota. “In particolare, non corrisponde al vero che Autostrade per l’Italia stia valutando la cessione di Movyon, né che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o il Consiglio di Amministrazione abbiano espresso alcun via libera in tal senso. Movyon – sottolinea Aspi – rappresenta un asset strategico per il Gruppo, pilastro fondamentale nella visione industriale di lungo periodo. La società controllata è al centro dei processi di trasformazione tecnologica e digitale, con un ruolo chiave nello sviluppo di soluzioni innovative per la gestione delle infrastrutture e dei servizi di mobilità. In questo contesto, Movyon continuerà a essere protagonista nello sviluppo e nell’implementazione di tecnologie avanzate, contribuendo in modo determinante alla costruzione di una mobilità sempre più sicura, sostenibile e orientata al futuro.
Poste, Del Fante: opas su Tim è la naturale evoluzione di un percorso iniziato anni fa,
“L’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim rappresenta una naturale evoluzione di un dossier avviato cinque anni fa insieme al Direttore Generale Giuseppe Lasco. Abbiamo fatto il primo investimento un anno fa, quindi possiamo dire di esserci fidanzati con Tim. Adesso siamo fermamente convinti che il matrimonio sia il prossimo passo, e quindi abbiamo proposto a tutti gli azionisti di Tim di venire a bordo dell’iniziativa di Poste”. Ad affermarlo è Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, in un’intervista rilasciata al TG Poste. L’ad ha ricordato che il gruppo ha avviato lo studio dell’offerta già diversi anni fa e ha aggiunto: “Due aziende storiche e iconiche come Poste Italiane e Tim, unite, possono proiettare il sistema Italia verso un futuro che sta diventando ogni giorno sempre più tecnologico. Vogliamo essere – ha concluso Del Fante – l’abilitatore della trasformazione tecnologica, delle abitudini degli italiani, persone fisiche, delle imprese, della pubblica amministrazione”. “La nostra strategia è una e unica: investire sulle nostre persone. Con il dottor Del Fante, in ogni occasione, ringraziamo i nostri colleghi: se oggi siamo arrivati a questo è anche e soprattutto grazie a loro, alla capacità, alla motivazione che hanno sempre dimostrato in questi anni di fare squadra, di fare sistema e di portare i risultati” ha spiegato il direttore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco. “Continueremo a investire sulle persone. In questi anni abbiamo assunto circa 40mila persone, un ricambio generazionale importantissimo. Abbiamo portato in casa tantissimi giovani, su 40 mila il 60% sono under 30, si è molto alzato il livello di scolarizzazione con circa il 30% di laureati, l’età media si è abbassata da 51 a 47 anni e oggi il 54% dei nostri dipendenti è donna – ha aggiunto il DG Giuseppe Lasco – Le nostre risorse hanno capito l’investimento che stiamo facendo sulle persone e c’è stata una grande risposta. Stiamo investendo tanto sulla formazione e sul mondo welfare. Al Fondo Sanitario Integrativo hanno aderito tutti i 120 mila colleghi e in 50 mila hanno aderito al nostro progetto welfare. Quando l’operazione con Tim verrà a compimento l’integrazione sarà naturale. Continueremo il nostro processo di investimento sulle persone, daremo il benvenuto ai colleghi di TIM con grande motivazione e cultura professionale. Non faremo altro che continuare sulla nostra strada di fare grandi risultati e di fare grande Poste Italiane”.
Tim: per Opensignal prima in Italia per qualità della rete
TIM è al primo posto in Italia per la qualità della rete fissa e mobile. È quanto afferma Opensignal, punto di riferimento a livello globale per le analisi sulla user-experience della connettività. Dai rapporti pubblicati emerge infatti la leadership del Gruppo nella qualità offerta ai clienti su tutto il territorio nazionale e in particolare su Roma e Milano per i servizi in mobilità. Secondo Opensignal TIM è il miglior operatore per ‘Consistent Quality’ in Italia, indicatore che misura la capacità della rete di garantire prestazioni stabili nelle attività digitali quotidiane, dalla navigazione allo streaming fino ai servizi più avanzati, con un punteggio percentuale di 80 nel fisso e 79,2 nel mobile. L’importante riconoscimento ottenuto dal Gruppo è al centro della nuova puntata dello spot on air con Massimo Lopez e ambientato nel Fortino, tornato come luogo di racconto di un presente sempre più connesso tra tecnologie avanzate e nuovi modelli di relazione. Secondo i risultati di Opensignal, nel mobile TIM primeggia anche nelle categorie ‘Video Experience’ (con un punteggio di 69,5) e ‘Games Experience’ (con un punteggio di 75,6), ambiti sempre più centrali nell’uso quotidiano delle connessioni, a vantaggio dei clienti che utilizzano servizi di streaming, intrattenimento e gaming in mobilità. Inoltre, a Milano e Roma il 5G di TIM corre più veloce di tutti: il Gruppo conquista infatti il vertice per le prestazioni sulla rete mobile di nuova generazione, registrando le migliori velocità 5G in download e upload nelle città di Milano (248,4 Mbps in download e 24,8 in upload) e Roma (223 Mbps in download e 23,5 in upload). I riconoscimenti ottenuti da Opensignal riflettono gli investimenti del Gruppo nello sviluppo di infrastrutture digitali di nuova generazione sicure e performanti, con l’obiettivo di offrire a cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione servizi sempre più evoluti, capaci di accompagnare la trasformazione digitale del Paese. I risultati completi sono contenuti nei report ‘Opensignal Awards – Europa: Fixed Broadband Experience Report’ pubblicato a febbraio 2026 e ‘Opensignal Awards – Italia: Mobile Network Experience Report’ pubblicato a dicembre 2025, e si basano su analisi statistiche accurate della user experience dei clienti dei principali operatori fissi e mobili in Italia. Le indagini sono condotte in maniera indipendente da Opensignal mediante misurazioni effettuate per il fisso nel periodo compreso tra il 2 ottobre – 30 dicembre 2025 e per il mobile tra 1° settembre – 29 novembre 2025 (© Opensignal Limited).
Confcooperative a Bruxelles, ‘bene misure su accise ma imprese in sofferenza’
“Le nostre imprese, soprattutto quelle più energivore, soffrono, sono in grandissima sofferenza, ma è in grande sofferenza tutta la filiera, compreso l’autotrasporto. Queste prime misure sulle accise non possono essere misure definitive, sono una piccola boccata d’ossigeno, ma auspichiamo che possa finire presto la guerra”. Lo ha detto il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, parlando ai cronisti a margine di una serie di incontri istituzionali del consiglio di presidenza di Confcooperative. “La guerra in corso è uno shock economico che colpisce famiglie e imprese. conto salato per l’Europa. Una perdita si stima finora di 3.000 miliardi tra borsa e caro benzina. I rincari energetici costano a una famiglia di 4 persone oltre 1000 euro in più ogni anno. Per le nostre cooperative significano margini bruciati senza possibilità di recupero”, ha sottolineato. “Dobbiamo essere pronti perché va combattuta una spirale inflattiva che può essere generata dall’aumento dei costi prevalentemente energetici. Speriamo che la Bce non rialzi i tassi. Questa prima stabilizzazione è sicuramente positiva perché questa non sarebbe un’inflazione da consumi ma è un’inflazione da aumento del costo energetico. Un rialzo dei tassi sarebbe una risposta che alimenterebbe la stagflazione, che è fenomeno ben peggiore rispetto all’inflazione”, ha aggiunto.
Ecco, ‘l’Italia può sostituire il gnl del Qatar con le rinnovabili in un anno’
Entro un anno l’Italia “potrebbe sostituire l’equivalente dei volumi di gas qatarino attraverso risparmi, rinnovabili, efficienza ed elettrificazione, facendo pieno utilizzo delle infrastrutture di importazione esistenti e della cattura delle emissioni di metano lungo la filiera di gas algerina”. Lo afferma il think tank italiano per il clima Ecco in un’analisi pubblicata a poche ore dal viaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Algeria in cui spiega come l’Italia possa rafforzare la propria sicurezza energetica e sostituire rapidamente le forniture di gas mancanti, nel pieno di una nuova fase di forte instabilità dei mercati energetici. “Ricorrere a investimenti in nuove infrastrutture e nuovi giacimenti gas non è necessario”, osserva Ecco, che esclude anche la ricerca di nuovi fornitori. “L’Italia potrebbe sostituire in modo strutturale l’equivalente di oltre l’85% delle importazioni di gas dal Qatar in dodici mesi su tre fronti: rinnovabili, efficienza energetica ed elettrificazione dei consumi”. Nell’immediato, spiega l’analisi di Ecco, “è inoltre fondamentale preservare le attuali riserve di stoccaggio di gas (in Italia al 44% rispetto al 29% della media europea) attraverso un piano di risparmio sistematico, supportato da una campagna di sensibilizzazione, per non dover sostenere costi di riempimento proibitivi per riportare i volumi alla soglia di sicurezza dell’80-90% necessaria per il prossimo inverno”. La scelta più efficace per ridurre i prezzi del gas e l’esposizione alla volatilità dei mercati fossili è “abbattere strutturalmente la domanda, anziché aumentare la dipendenza da forniture esterne, soprattutto da paesi caratterizzati da instabilità o fragilità politica. Inoltre, la sottoscrizione di nuovi accordi di approvvigionamento con paesi come l’Algeria dovrebbe essere più trasparente per capire i costi reali per consumatori e imprese e non dovrebbe incentivare nuova produzione di gas” .Nel dettaglio, quanto alle rinnovabili, l’installazione di 10 gigawatt (Gw) all’anno di nuova capacità, come previsto dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec), ridurrebbe il consumo di gas di 2,5 miliardi di metri cubi, pari al 40% delle importazioni dal Qatar. L’efficienza energetica con interventi nei settori residenziale, terziario e industriale, in linea con il Pniec, potrebbero ridurre la domanda di gas di circa 0,8 miliardi di metri cubi all’anno, equivalenti al 12,5% delle importazioni qatarine; elettrificazione dei consumi termici nei settori civile e industriale potrebbe generare un risparmio di circa 0,65 miliardi di metri cubi di gas (370 milioni nel residenziale e 280 milioni nell’industria a bassa e media temperatura, Ecco, espone l’Algeria a futuri shock economici, data la sua elevata dipendenza dalle esportazioni energetiche verso il mercato europeo, con possibili ricadute sulla stabilità regionale. “In quanto attore chiave nel Mediterraneo, l’Italia dovrebbe promuovere un modello di cooperazione energetica orientato al medio-lungo termine che supporti la progressiva riduzione della dipendenza algerina dalle esportazioni di gas attraverso programmi di diversificazione economica” conclude Ecco.
Federagenti: “Sui tempi “veri” delle infrastrutture portuali e logistiche è venuto il momento di dire la verità”
Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il continuo e costante rinvio nella entrata in servizio delle opere infrastrutturali strategiche per il sistema Paese, non regge più. A far scattare un alert sul ritardo di opere strategiche nei porti è il presidente di Federagenti, Paolo Pessina: l’elenco comprende quasi tutti gli scali marittimi italiani dove sono in costruzione o, in taluni casi, sono state progettate importanti infrastrutture, non solo portuali ma anche di interconnessione logistica fra porto e aree industriali e produttive. Fra una sentenza pendente e un appalto che non prevede penali, i principali porti rischiano di dover far passare per normale un ritardo che è ormai cronico e che è diventato addirittura endemico. “Credo sia venuto il momento – afferma Pessina – di effettuare un vero e proprio check up non solo alla luce degli obblighi, di cui nessuno parla, del PNRR, ma del rischio ben più serio di mancare l’appuntamento con i mercati e quindi la clientela internazionale, verso i quali è stata veicolata una comunicazione che si sta rivelando falsa”. “Non è ancora troppo tardi – conclude il Presidente di Federagenti – per affrontare una criticità che è sin troppo seria e rivelare non tanto all’opinione pubblica o alle istituzioni (che già sanno) l’entità dei rinvii nell’entrata in servizio delle nuove opere. Essenziale non giocare con carte false, ipotizzando tardive revisioni di progetti o scommettendo sulla scarsa memoria di chi su queste opere ha fatto perno per la sua pianificazione operativa e commerciale. Oggi la tecnica del comunichiamo in extremis non paga, fa solo perdere traffici e affidabilità”.
Aeroporti, a Treviso incontro conclusivo di presentazione del Progetto RAPIDO, Robot per l’Assistenza a Passeggeri con ridotta mobilità
Si è svolto ieri a Treviso,, l’incontro conclusivo di presentazione del progetto RAPIDO, robot elettrico a guida autonoma progettato per facilitare la mobilità delle persone con necessità assistive all’interno del terminal passeggeri dell’aeroporto. Il progetto RAPIDO, finanziato nell’ambito del Programma INTERREG VI-A Italia-Austria 2021/2027 e promosso da un partenariato costituito da Klaxon Mobility GmbH (lead partner, Arnoldstein, Austria), Intercom Solutions Srl (Udine, Italia) e AER TRE, società di gestione dell’aeroporto di Treviso controllata dal Gruppo SAVE, ha portato alla realizzazione di un prototipo di veicolo elettrico a guida autonoma pensato per facilitare gli spostamenti delle persone con ridotta mobilità all’interno dell’Aeroporto Canova. Il sistema è in grado di accompagnare l’utente tra le principali aree del terminal – dai controlli di sicurezza all’imbarco – grazie a tecnologie di navigazione autonoma basate su sensori e ambienti mappati. Con un budget di di oltre 834 mila euro , RAPIDO ha beneficiato di un sostegno finanziario significativo dal FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) di 581,2 mila euro e oltre 86 mila euro di contributi nazionali. Il progetto non solo rispetta, ma anticipa gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’UE, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo di infrastrutture resilienti e sostenibili (Obiettivi 9 e 11). L’appuntamento , aperto al pubblico, ha costituito un momento di restituzione dei risultati del progetto e, allo stesso tempo, un’occasione di confronto tra Istituzioni, sistema sanitario e realtà del territorio sulle possibili applicazioni della mobilità autonoma in contesti complessi, a partire da ambiti come sanità, assistenza e servizi al cittadino. Mario Conte, Sindaco di Treviso: “Il progetto RAPIDO rappresenta un esempio concreto di come innovazione e attenzione alle persone possano procedere insieme. Grazie allo sviluppo di un veicolo elettrico a guida autonoma pensato per i passeggeri con mobilità ridotta, si compie un passo importante verso un aeroporto sempre più accessibile, efficiente e inclusivo. Ridurre i tempi di attesa, garantire maggiore autonomia agli utenti e migliorare l’organizzazione dei servizi significa offrire a viaggiatori e turisti un’esperienza più moderna e accogliente. Guardiamo con grande interesse a queste soluzioni tecnologiche all’avanguardia, che contribuiscono a rendere i nostri scali e il nostro territorio sempre più competitivi e attenti ai bisogni di tutti.” Luigi Caldato, Presidente Commissione “Persone e Comunità” Comune Treviso: “È una fortuna poter essere parte della presentazione del progetto RAPIDO. Sono entusiasta di vedere come la tecnologia e l’intelligenza artificiale, portate a un livello così alto di umanità e di servizio, possano migliorare concretamente la vita delle persone con mobilità ridotta o che hanno difficoltà negli spostamenti. Questo progetto rappresenta un vero fiore all’occhiello per la nostra comunità e in particolare per l’aeroporto di Treviso, con cui siamo legati non solo sotto il profilo turistico, ma anche gestionale. Mi piace pensare che RAPIDO sia un gioiello, un servizio di valore per Treviso e per l’intero Paese.”
Maire: Nextchem si aggiudica due studi di fattibilità in Africa e Sud Est asiatico per lo sviluppo di impianti di upcycling della plastica
MAIRE annuncia che Nextchem si è aggiudicata due studi di fattibilità nell’Africa del Sud e nel Sud‑est asiatico dedicati allo sviluppo di impianti di upcycling meccanico e compounding di ultima generazione basati sulla tecnologia proprietaria NX Replast™. I progetti mirano a valorizzare materiali poliolefinici[1] post‑consumo e post‑industriali a fine vita trasformandoli in compound di alta qualità, con proprietà tecniche equivalenti ai materiali vergini. NX Replast™ è una soluzione completa per la rapida implementazione di impianti avanzati di mechanical upcycling e compounding, in grado di valorizzare i rifiuti plastici trasformandoli in compound tecnici, offrendo un vantaggio distintivo rispetto ai gradi standard delle commodity. Il progetto in Africa del Sud punta a trattare circa 25 mila tonnellate all’anno (KTPA) di materiali poliolefinici post‑consumo e post‑industriali, generando compound di alta qualità. Sviluppato da un primario operatore industriale locale, rappresenta una delle prime iniziative circolari nella regione, contribuendo a promuovere l’efficienza delle risorse e l’impiego di materiali sostenibili in modo economicamente competitivo. Lo studio di fattibilità di Nextchem comprenderà la configurazione del processo, la valutazione dei costi e le attività preliminari di ingegneria. Inoltre, Nextchem è stata selezionata da un importante operatore del Sud‑est asiatico per sviluppare uno studio di fattibilità relativo a un impianto di upcycling meccanico e compounding da 40 KTPA basato sempre sulla tecnologia NX Replast™. Questi progetti confermano la crescente rilevanza internazionale e la scalabilità della piattaforma tecnologica di Nextchem nell’affrontare le sfide globali dei rifiuti plastici secondo un approccio di economia circolare. Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, ha commentato: “Questi nuovi contratti confermano la portata globale della nostra offerta tecnologica circolare. Dimostrano, inoltre, come la nostra piattaforma tecnologica sia sempre più scelta come soluzione affidabile, competitiva e scalabile per l’upcycling avanzato della plastica anche in nuovi mercati, supportando partner internazionali nella definizione di roadmap di sostenibilità ad alto impatto attraverso comprovate competenze ingegneristiche e soluzioni economicamente efficienti”.
Hitachi lancia HMAX Energy, una suite pionieristica di servizi e soluzioni basata su IA per le infrastrutture energetiche critiche
Hitachi, Ltd. – Hitachi Energy, leader globale nell’elettrificazione, ha annunciato ieri il lancio di HMAX Energy, una suite di servizi e soluzioni basati sull’intelligenza artificiale progettata per salvaguardare le infrastrutture energetiche critiche e al contempo consentire l’efficienza operativa. Distribuita attraverso partnership di fiducia con i clienti, la suite HMAX Energy ottimizza la pianificazione, la previsione e la prevenzione, rafforzando la sicurezza e la resilienza energetica. L’elettrificazione di molti settori industriali e la nascita di nuovi settori ad alta intensità energetica stanno accelerando la necessità di espandere e modernizzare la rete elettrica, un investimento senza precedenti da mille miliardi di dollari1. Nella maggior parte dei paesi, gran parte dell’infrastruttura di rete ha già superato la vita utile prevista e non è stata progettata per soddisfare le esigenze odierne2. Il settore si trova ad affrontare un vincolo importante: le catene di approvvigionamento delle apparecchiature per la rete elettrica sono sottoposte a forti pressioni. Di conseguenza, è fondamentale aumentare la disponibilità e prolungare la durata utile delle risorse esistenti, anche attraverso partnership. Per soddisfare queste esigenze, Hitachi Energy ha lanciato HMAX Energy, l’ultima novità del portafoglio HMAX di soluzioni di intelligenza artificiale di Hitachi per le infrastrutture sociali. HMAX di Hitachi abbraccia Energia, Mobilità e Industria ed è una realizzazione della sua strategia Lumada 3.0. HMAX Energy unisce una profonda competenza settoriale e capacità di intelligenza artificiale all’avanguardia lungo l’intera catena del valore, coprendo le apparecchiature per le infrastrutture energetiche primarie, dai prodotti come quadri elettrici e trasformatori, fino alle sottostazioni complete e ai complessi sistemi di qualità dell’energia e HVDC. Progettata per essere flessibile rispetto alle scelte tecnologiche dei clienti, l’offerta modulare e sicura di HMAX Energy è strutturata su tre pilastri: Plan – Ottimizzazione del ciclo di vita degli asset e dell’efficienza operativa grazie a informazioni basate sui dati: Consentire ai team operativi e di manutenzione di prendere decisioni e pianificare in modo informato, basandosi sui suggerimenti di modelli di dati potenziati dall’intelligenza artificiale; Predict – Individuare tempestivamente i problemi con il monitoraggio degli asset: Analizzare le risorse connesse e i dati ambientali per identificare i primi segni di usura e segnalare comportamenti anomali; Prevent – Agire in modo proattivo per ridurre il rischio e prolungare la vita utile degli asset: Controlli periodici dello stato di salute e modelli di simulazione e prestazioni potenziati dall’intelligenza artificiale, supportati da team di esperti sul campo, massimizzano la durata residua delle apparecchiature critiche. HMAX Energy fa leva su solidi casi di riferimento, che mostrano come una rapida risposta alle emergenze e la prevenzione di guasti e riparazioni costose possono ridurre le perdite di fatturato dovute a malfunzionamenti delle apparecchiature fino al 60%. Grazie alla diagnosi tempestiva, HMAX Energy può anche ridurre i guasti ai trasformatori del 50% e i costi di riparazione fino al 75%, supportando una maggiore efficienza operativa e disponibilità della rete. “L’attuale rete elettrica, ormai vetusta, è sottoposta a una pressione senza precedenti e deve affrontare simultaneamente molteplici sfide, come l’impennata della domanda di energia, la crescente complessità, i vincoli della catena di approvvigionamento e la carenza di manodopera”, ha affermato Wolf Mueller, Managing Director della Business Unit Service di Hitachi Energy. “Con HMAX Energy, collaboriamo con i clienti per salvaguardare le infrastrutture critiche, prevedere i guasti in anticipo e garantire un approvvigionamento elettrico affidabile.” Dalla progettazione e costruzione delle infrastrutture fino alla gestione e all’assistenza, HMAX Energy si basa su tecnologie già collaudate sul campo. Un esempio è l’utilizzo di gemelli digitali come IdentiQ® – parte di HMAX Energy – per i sistemi in corrente continua ad alta tensione (HVDC), che possono ridurre i tempi di risposta agli incidenti fino al 90%. Baltic Cable, uno dei collegamenti sottomarini HVDC più lunghi al mondo, ha implementato una piattaforma digital twin per il suo sistema HVDC. La piattaforma raccoglie informazioni sugli asset, analisi e dati operativi in un’interfaccia visiva chiara, fornendo una visione in tempo reale dello stato del sistema, del suo ciclo di vita, delle sue prestazioni e delle potenziali condizioni future. Jan Brewitz, Direttore Tecnico, Baltic Cable, ha commentato: “Baltic Cable si impegna per un’Europa interconnessa con energia sicura, accessibile e sostenibile per tutti. Questa collaborazione strategica ci consente di gestire le nostre attività con maggiore precisione, rafforzandone al contempo la resilienza per i decenni a venire.” ERG, uno dei principali operatori italiani nel settore delle energie rinnovabili, ha digitalizzato un sistema di commutazione ibrido, per monitorarne i parametri operativi in loco, migliorando la disponibilità degli impianti e le prestazioni complessive. Le soluzioni di monitoraggio raccolgono e analizzano tutti i dati sulle prestazioni degli apparecchi di commutazione, che vengono poi valutati dal Collaborative Center di Hitachi Energy a Lodi, in Italia, un hub di servizi strategico che fornisce competenza sui prodotti 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e supporto in tempo reale, facilitando il monitoraggio delle condizioni e una strategia di manutenzione proattiva per ERG con una riduzione del 35% del tempo dedicato alle attività di ispezione in loco. Francesco Ingrassia, Responsabile Manutenzione per il Sud Italia e le Isole, ERG, ha commentato: “L’utilizzo del monitoraggio digitale, come parte di HMAX Energy, aumenta la disponibilità degli asset e le prestazioni complessive ed è una parte essenziale della nostra strategia di manutenzione.”
Mobilità elettrica, Atlante inaugura la prima stazione di ricarica ultra-rapida in Svizzera
Supportare la diffusione della mobilità elettrica e contribuire allo sviluppo di una rete di ricarica capillare e affidabile in tutta Europa: sono questi gli obiettivi di Atlante, azienda leader nella rete di ricarica rapida e ultra-rapida, che annuncia l’inaugurazione della sua prima stazione ultra-fast in Svizzera. Il network di Atlante è già presente in Italia, Francia, Spagna e Portogallo con oltre 1.100 stazioni alimentate al 100% da energia rinnovabile e, grazie a questo nuovo hub, consolida ulteriormente il corridoio di mobilità elettrica che collega il Sud Europa con i principali snodi del continente, in continuità con Austria e Germania. L’infrastruttura, progettata per rispondere alle esigenze di una clientela che non accetta compromessi sui tempi di ricarica, mette a disposizione due charger con potenza fino a 350kW per un totale di 4 punti di ricarica ultra-fast. La stazione è accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e si propone come punto di riferimento sia per la comunità locale sia per i viaggiatori che percorrono le principali direttrici europee. Situata nel territorio della Svizzera francese, tra Berna e Martigny, la stazione rappresenta infatti un nodo strategico per i flussi di mobilità tra Francia, Svizzera centrale e il resto d’Europa. L’evento si inserisce in una cornice d’eccezione: le celebrazioni per il 75° anniversario del Garage Berset, partner d’eccellenza e punto di riferimento per la comunità locale. Un momento simbolico in cui la tradizione automobilistica svizzera incontra l’innovazione tecnologica della mobilità elettrica. Per Atlante, infatti, ogni nuova stazione rappresenta molto più di un’infrastruttura: è un progetto che nasce con l’obiettivo di offrire ai driver e al territorio un servizio e un’esperienza di ricarica semplice, affidabile e di qualità, in linea con i bisogni e le necessità. Durante il weekend inaugurale, il pubblico potrà toccare con mano il futuro della mobilità attraverso test drive dedicati, provare dal vivo l’esperienza di ricarica Atlante, ricevere la nostra RFID Card e farsi guidare nei primi passi verso il mondo elettrico. I colleghi presenti presenteranno anche tutte le offerte dedicate ai driver che scelgono l’app myAtlante: dalla possibilità di ricarica non solo sul network Atlante ma anche nelle stazioni dei partner ChargeLeague (Electra, Fastned e IONITY) che condividono con Atlante la ricerca di una ottimale esperienza cliente, agli esclusivi vantaggi legati al mondo delle Green Gems. Ricaricando usando l’app myAtlante o la carta RFID, infatti, gli EV driver accumulano in automatico Green Gems che possono poi essere convertite ed utilizzate come credito per le ricariche successive. “L’apertura della nostra prima stazione in Svizzera rappresenta un passaggio strategico nel percorso di espansione internazionale di Atlante. Abbiamo scelto questo Paese come quinto mercato del nostro network europeo per il ruolo centrale che ricopre nei flussi di mobilità del continente e per la forte attenzione alla sostenibilità e all’innovazione. Questa nuova infrastruttura rafforza i corridoi di ricarica che collegano il Sud Europa con il cuore del continente e contribuisce a rendere la mobilità elettrica sempre più accessibile e affidabile. Desidero inoltre ringraziare il Garage Berset per aver scelto Atlante come partner in questo progetto, un segnale importante di collaborazione con il territorio e con la comunità locale”, ha commentato Gabriele Tuccillo, CEO di Atlante Italia e Svizzera.
Digital Realty punta su Milano: acquisizioni strategiche
Digital Realty, leader mondiale nelle soluzioni di data center carrier-neutral, colocation e interconnessione, annuncia oggi il proprio ingresso nel mercato milanese. L’operazione rappresenta un’espansione significativa in una delle aree economicamente più forti e digitalmente dinamiche d’Europa. L’investimento a Milano non è un’operazione isolata, ma parte di una strategia che vede l’Italia al centro della rete infrastrutturale del Sud Europa e del Mediterraneo. L’obiettivo è creare un asse digitale che colleghi hub strategici come Atene, Marsiglia e Sofia, integrandosi con i progetti in corso a Barcellona e Creta. In questo scenario, l’Italia diventa il ponte naturale verso i mercati di Africa, Medio Oriente e Asia, offrendo il supporto necessario alla crescita esponenziale di Cloud e Intelligenza Artificiale.
Digital Realty ha perfezionato l’acquisizione di due lotti di terreno ad Abbiategrasso, a sud-ovest di Milano, distanti appena un chilometro l’uno dall’altro. Il nuovo campus sorgerà in una posizione strategica: situato lungo il corridoio dei collegamenti sottomarini che unisce Milano a Genova e Savona, il sito garantirà l’accesso a una rete di infrastrutture in fibra ottica terrestre estremamente diversificata e resiliente. Il campus di Milano è stato progettato per dare vita a un nuovo, dinamico polo di contenuti e interconnessione, rendendo l’ecosistema digitale locale ancora più resiliente e diversificato. Grazie alla vicinanza strategica a due aree hyperscale già attive, la struttura sarà in grado di assecondare i futuri piani di espansione dettati dalla domanda sempre più forte di servizi digitali avanzati. L’obiettivo è quello di garantire capacità e continuità operativa a lungo termine per l’intero comparto, nel Nord Italia e su scala internazionale.
“L’Italia sta attraversando una fase di profonda e rapida evoluzione digitale, con Milano nel ruolo di baricentro strategico”, ha dichiarato Alessandro Talotta, Managing Director di Digital Realty in Italia. “Questa acquisizione ci consente di integrare la nostra piattaforma globale con una solida competenza locale, andando a rafforzare l’asse operativo tra Milano e Roma. La sinergia tra questi due poli costituisce un asset unico per il mercato italiano, permettendo alle aziende di accelerare il time-to-market, connettersi in modo più efficiente e proiettare il proprio business su scala globale”. “Siamo entusiasti di investire a Milano, una città che è il vero motore economico del Paese e un polo tecnologico in fortissima crescita”, ha dichiarato Paula Cogan, Managing Director EMEA di Digital Realty. “Con questa operazione mettiamo a disposizione l’infrastruttura strategica per consolidare Milano come hub digitale di riferimento. Il nostro obiettivo è creare nuove opportunità di connessione e sviluppo per il mondo tecnologico, garantendo le risorse necessarie a supportare i grandi progetti hyperscale del futuro”.
Il progetto partirà con una prima fase da 8 megawatt (MW), dedicata principalmente a servizi di colocation retail e interconnessione, con operatività prevista per il 2028. L’obiettivo è rispondere subito alla crescita del mercato milanese con soluzioni scalabili e sistemi di connettività all’avanguardia. Ma è solo l’inizio: per soddisfare la domanda sempre più alta legata ai grandi progetti enterprise, è già stata pianificata l’espansione del sito principale, che permetterà di raggiungere una potenza complessiva di 84 MW. L’espansione su Milano consolida la strategia nazionale di Digital Realty e si affianca al progetto ROM1, il primo data center del Gruppo a Roma, attualmente in costruzione e pronto al debutto all’inizio del 2027. Una volta completato, il campus romano sarà tra i più importanti dell’area metropolitana di Roma, a conferma dell’impegno dell’azienda nel sostenere la digitalizzazione dell’intera penisola. Con l’apertura di questi due poli strategici, Digital Realty diventa l’unico operatore globale con un’infrastruttura presente nei due principali snodi della connettività italiana, offrendo alle imprese una porta d’accesso privilegiata per crescere e innovare in tutto il Paese.
Euro 2032, resta aperta la pista del S. Nicola di Bari
Si è svolto a Roma l’incontro tra il sindaco di Bari Vito Leccese e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, promosso dal senatore Filippo Melchiorre, per fare il punto sulla candidatura della città a ospitare alcune partite degli Europei di calcio Uefa 2032. Nel corso del confronto sono stati approfonditi gli aspetti tecnici e finanziari legati all’eventuale adeguamento dello stadio San Nicola, con particolare attenzione alla sostenibilità dell’intervento per il bilancio comunale e alla possibilità di reperire risorse esterne. “Ringrazio il Ministro Abodi per questo incontro, fondamentale per fare chiarezza sul percorso da intraprendere per ospitare a Bari le partite di Euro 2032: rimaniamo con i piedi per terra e valuteremo se l’Europeo può essere ancora una opportunità per la città. Come già precedentemente spiegato, il Comune non può affrontare questa candidatura facendo affidamento solo sulle proprie forze. Nei prossimi giorni verificheremo puntualmente con i tecnici della federcalcio quali parametri indicati dalla Uefa siamo nelle condizioni di rispettare e quali invece no. Dopo la verifica tecnica, se gli apporti di finanziamenti esterni al civico bilancio lo consentiranno, prepareremo il nostro dossier. Sono molto soddisfatto degli esiti dell’incontro promosso dal senatore Melchiorre perché è stata l’occasione per ribadire che il Comune affronterà le complessità della candidatura se questa potrà rappresentare una opportunità per migliorare i servizi e rifunzionalizzare un impianto costruito più di trent’anni fa”.
Udinese Calcio rafforza il proprio impegno per la sostenibilità ambientale
Udinese Calcio conferma il proprio ruolo di riferimento nella sostenibilità ambientale a livello internazionale. Anche per quest’anno, infatti, il club bianconero è tra i club in Europa che utilizzano il UEFA Carbon Footprint Calculator, uno strumento innovativo e strategico che permette di monitorare in modo puntuale l’impronta di carbonio generata da tutte le attività ed eventi del club, trasformando i dati ambientali in leve concrete di miglioramento e pianificazione.
Il software consente la misurazione delle emissioni Scope 1, 2 e 3 e si basa su una metodologia validata dalla Société Générale de Surveillance (SGS), leader mondiale nei servizi di ispezione, analisi e certificazione. Un percorso sviluppato in stretta sinergia con UEFA, rappresentata dal Director of Sustainability Michele Uva, e con la Lega Serie A, che da anni riconoscono l’approccio innovativo di Udinese in ambitoambientale. L’impegno costante del club ha portato Udinese Calcio a essere inclusa nei principali tavoli di lavoro internazionali sulla sostenibilità del Calcio, a partecipare alla COP 29 di Baku e, soprattutto, a ricevere nel novembre scorso a Palazzo Chigi il Premio “De Sanctis” per la sostenibilità, per i progetti sviluppati presso il Bluenergy Stadium.
Un contributo fondamentale del lavoro è arrivato anche dalla collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, che ha supportato il processo di raccolta e analisi dei dati attraverso un internship legato al master in Industrial Engineering for Sustainable Manufacturing. L’analisi delle emissioni evidenzia una distribuzione in linea con quanto rilevato nelle principali organizzazioni sportive europee. La parte più rilevante dell’impatto ambientale è rappresentata dalle attività indirette legate alla filiera, ai servizi e alla mobilità, che incidono per circa il 78% sul totale delle emissioni. Le emissioni dirette del club pesano invece per circa il 12%, mentre quelle derivanti dai consumi energetici acquistati coprono circa il 9% del totale. Questa fotografia, ottenuta grazie al sistema di monitoraggio adottato dal club, permette di orientare con maggiore efficacia le strategie ambientali, valorizzando gli interventi già avviati e identificando con chiarezza gli ambiti prioritari su cui concentrare le azioni future.
Magda Pozzo, Ownership & Strategic Lead, Udinese Calcio ha commentato – “Misurare significa governare. Il Carbon Footprint Calculator ci permette di trasformare i dati in decisioni strategiche, accelerando il nostro percorso verso un modello di club sempre più sostenibile e competitivo. Essere tra i primi Club ad adottare questi strumenti significa contribuire attivamente alla definizione dei nuovi standard del calcio europeo” “Udinese continua a essere una piattaforma di eccellenza nel campo della sostenibilità – evidenzia Michele Uva, Director of Sustainability UEFA – dimostrando come programmazione e azione portino a un impatto concreto sulla comunità del calcio e sulla società civile”. “L’Udinese si conferma ancora una volta un modello virtuoso in termini di sostenibilità e innovazione nel panorama calcistico europeo – ha dichiarato il Presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli -. La scelta di utilizzare il UEFA Carbon Footprint Calculator è pienamente in linea con la visione della Lega Calcio Serie A, che da due anni lo impiega nell’ambito del progetto “Road to Zero” in occasione della Finale di Coppa Italia Frecciarossa, con l’obiettivo di rendere i propri eventi responsabili, accessibili e a basso impatto ambientale.”.
Al via la 44a edizione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort
Al via ieri a Fiera Milano Rho la 44ª edizione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort, l’evento internazionale di riferimento per le tecnologie di climatizzazione, riscaldamento, efficienza energetica, rinnovabili e mondo acqua. Oltre 1.600 aziende espositrici da più di 48 Paesi occuperanno i 12 Padiglioni espositivi disponibili di Fiera Milano, attirando oltre 120.000 professionisti da tutto il mondo. Sono previste in fiera delegazioni ufficiali per oltre 320 operatori esteri selezionati, provenienti da 39 Paesi di tutto il mondo. Espositori e visitatori che potranno partecipare a un’edizione evoluta della manifestazione, nata dalla visione Reinventing MCE 2026. Il progetto, realizzato in collaborazione con Lombardini22, lo studio di progettazione che ha applicato le conoscenze neuroscientifiche all’analisi dei flussi di visita in fiera e configurato spazi che mettono al centro la qualità dell’esperienza dei visitatori per capitalizzare gli effetti di un’attenzione più elevata, ha riguardato i Padiglioni 2 e 4 dedicati alla Componentistica HVAC.
Negli ultimi 10 anni la filiera estesa HVAC + R ha rappresentato un motore di crescita rilevante per il sistema-Paese, contribuendo in media all’aumento del PIL nazionale dell’1,4% e a quello dell’occupazione del 2,3%, dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy, introducendo uno dei temi in discussione alla manifestazione. Nel confronto con altri settori tradizionali del Made in Italy, come lindustria alimentare e dell’abbigliamento, la filiera HVAC + R evidenzia un contributo medio al PIL in linea e unincidenza rilevante anche a livello occupazionale, simile all’industria alimentare e superiore di 1,4 p.p. a quella dell’abbigliamento.
È infatti quanto emerge dalla ricerca commissionata a TEHA Group (The European House-Ambrosetti) sulle sfide della filiera HVAC+R nella transizione energetica, presentata oggi, che intende descrivere in modo integrato e con sintesi strategica i trend evolutivi e gli scenari del settore energetico, e delineare le principali direttrici evolutive e le azioni di policy necessarie a sostenere lo sviluppo del comparto, integrando elementi di intelligence e di analisi prospettica. Le implicazioni di gestione e sviluppo dei consumi energetici in ambito industriale saranno al centro anche degli interventi dellEnergy & Strategy Group del Politecnico di Milano, attraverso 5 incontri in fiera, organizzati per supportare le imprese italiane che oggi più che mai si trovano a un crocevia, dove la strada della competitività si interseca con quelle della sostenibilità e dei costi delle transizioni energetica e ambientale.
Intelligenza artificiale, in Veneto solo il 14,9% delle imprese ha una strategia
L’Intelligenza Artificiale è già una realtà operativa per molte imprese del Veneto. Non si tratta più di una prospettiva futura o di una tecnologia sperimentale: è entrata nei processi quotidiani, supporta attività amministrative, creative e decisionali e viene utilizzata in modo crescente all’interno delle organizzazioni. Tuttavia, l’integrazione strutturata e strategica rimane ancora limitata. È quanto emerge dalla survey realizzata da Fòrema tra ottobre 2025 e febbraio 2026 su un campione di oltre 300 imprese del NordEst, metà delle quali padovane. I risultati delineano un rapporto con l’AI ancora in una fase di transizione: il suo utilizzo è prevalentemente individuale, manca una piena integrazione nei modelli organizzativi. L’indagine di Fòrema è stata rivolta agli imprenditori del Nordest. Tra quelli che hanno risposto, Padova guida l’indagine con il 47,9% delle imprese partecipanti. Seguono Treviso (24,5%) e Vicenza (10,6%). Il campione è composto prevalentemente da piccole imprese (40,4%), segnale che l’AI sta penetrando nel tessuto delle PMI; le medie imprese rappresentano il 37,2%, le grandi il 22,3%. Forte la presenza del metalmeccanico (37,2%), seguito da chimico-farmaceutico e gomma-plastica (10,5%) e legno-arredo (8,5%). L’età media del personale si colloca tra i 40 e i 45 anni. L’analisi evidenzia come il 64,9% delle aziende utilizzi già strumenti di Intelligenza Artificiale per attività creative, come la produzione di contenuti, testi e materiali di comunicazione, mentre il 62,8% li impiega per la scrittura di e-mail, documenti e presentazioni. Il 48,9% ricorre all’AI per analisi dati e supporto decisionale. Rimane invece più contenuto, al 18,1%, l’utilizzo per l’ottimizzazione di attività ripetitive, segnale che l’automazione strutturale dei processi core rappresenta ancora una frontiera da consolidare, una frontiera per ora analizzata da meno di un’azienda su cinque. Il dato più significativo riguarda tuttavia la dimensione strategica. Solo il 14,9% delle imprese dichiara di aver definito una strategia aziendale per l’adozione dell’Intelligenza Artificiale, mentre l’85,1% non dispone ancora di un piano formalizzato. Analogamente, l’86,2% non ha adottato una policy interna specifica sull’utilizzo dell’AI e il 60,6% non ha fornito indicazioni operative ai propri collaboratori. Soltanto il 17% delle aziende ha condiviso esempi pratici o linee guida concrete per orientare l’uso. Sul piano delle competenze emerge un ulteriore elemento di attenzione. Oltre il 90% dei collaboratori presenta un livello di preparazione nullo o base in materia di Intelligenza Artificiale e solo circa la metà delle imprese dispone di un dipartimento ICT strutturato o di competenze interne in ambito data science. Inoltre, il 55,3% degli intervistati dichiara di non essere in grado di distinguere con certezza un contenuto generato da un sistema di AI rispetto a uno prodotto da una persona, evidenziando la necessità di rafforzare consapevolezza e cultura digitale. Parallelamente, la survey segnala una chiara domanda di produttività e di efficienza. Il 71,3% delle imprese attribuisce il massimo livello di utilità a sistemi intelligenti in grado di delegare attività a basso valore aggiunto, con l’obiettivo di liberare tempo per decisioni strategiche e attività ad alto impatto. Tra gli ambiti in cui vengono individuate maggiori opportunità di miglioramento emergono produzione, manutenzione, logistica, gestione documentale, pianificazione operativa e supporto alle risorse umane. “Per un territorio a forte vocazione manifatturiera e orientato all’export come il Veneto, questi dati assumono un valore strategico”, commenta Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema. “L’adozione dell’Intelligenza Artificiale è già avviata, ma il consolidamento di un vantaggio competitivo duraturo richiede un salto di qualità nella governance, nella formazione e nell’integrazione nei processi di filiera. La transizione digitale non può essere lasciata al caso o alla sola iniziativa individuale delle imprese. I dati mostrano che serve un’azione coordinata di sistema per fare in modo che anche le aziende meno strutturate possano beneficiare dell’AI. Altrimenti il rischio è una polarizzazione dell’innovazione, dove solo alcune aziende corrono, e altre restano indietro.”
Edison lancia ‘Primi Passi’, l’iniziativa di sostegno per i genitori in azienda
Edison lancia un nuovo programma a supporto delle neo-mamme e dei neo-papà che rafforza la piattaforma dei servizi di Welfare aziendale. “Primi Passi” è il progetto con cui Edison contribuisce alle spese economiche sostenute per la cura dei figli ed aiuta a conciliare meglio le esigenze di cura dei neonati con le attività lavorative. Attraverso “Primi Passi”, Edison mette a disposizione dei genitori un contributo economico complessivo di 4.500 euro per ciascun figlio da 0 a 3 anni e 1.200 euro per ciascun figlio dai 4 ai 6 anni, a supporto delle spese per asili nido, mensa e trasporto scolastico, scuole dell’infanzia. Il contributo integra le agevolazioni pubbliche già previste a livello nazionale. Inoltre, attraverso Accordi con le Organizzazioni Sindacali di riferimento, per favorire una maggiore condivisione dei carichi familiari ed in particolare una maggiore partecipazione dei padri nelle attività di cura dei figli nella fase dell’infanzia, l’azienda ha esteso la durata del periodo di congedo obbligatorio di paternità di 4 giorni ulteriori rispetto a quanto previsto dalle normative di legge vigenti. «Primi Passi è un programma di sostegno concreto che si inserisce in un contesto, quello italiano, da tempo caratterizzato da una riduzione strutturale delle nascite, in cui la decisione di affrontare l’esperienza della genitorialità per le giovani coppie viene sempre più spesso rinviata nel tempo; una fase di vita che in particolare per le donne rappresenta ancora troppo spesso un delicato momento di frizione tra vita privata e professionale», commenta Giorgio Colombo, Executive Vice President HR & ICT di Edison. «Le aziende sono chiamate a rivestire un ruolo sempre più rilevante nel sostenere ed integrare il complessivo sistema di welfare nazionale e nel favorire una crescita della cultura del valore del welfare, in particolare nelle nuove generazioni. Con “Primi Passi” Edison vuole facilitare la creazione di condizioni che aiutino le giovani coppie ad affrontare e a vivere con maggiore serenità economica e professionale l’esperienza della genitorialità». I dati più recenti ci dicono che in Italia il tasso di inattività femminile è pari al 42,4%, oltre 13 punti sopra la media europea; nel solo 2024 oltre 41 mila lavoratrici madri si sono dimesse volontariamente dal lavoro, in oltre 3 casi su 4 per necessità di cura dei figli neonati non conciliabili, sotto il profilo economico e organizzativo, con il proseguimento dell’attività lavorativa. Ad incidere su questo fenomeno, che ha anche radici nella cultura e costume del nostro Paese, contribuisce la limitata disponibilità di servizi pubblici per la prima infanzia e l’elevato onere economico a carico delle famiglie per il ricorso al servizio privato, nonostante il contributo previsto dalle normative vigenti. Inoltre, la partecipazione maschile alle incombenze di cura dei figli nella fase della loro prima infanzia è ancora molto limitata: solo il 64% dei padri che lavorano utilizza il congedo parentale introdotto dalle recenti normative europee e nazionali[2]. Primi Passi si inserisce in un più ampio programma di welfare dedicato alle famiglie che, attraverso la piattaforma «Edison per Te», propone un’offerta di servizi che include voucher per il servizio di baby-sitter, campus estivi, vacanze studio all’estero e altri sostegni economici ad hoc a supporto della cura e dell’istruzione dei figli, consulenze pedagogiche e pediatriche, ripetizioni gratuite online per scuole di ogni ordine e grado, percorsi di orientamento alla formazione e al lavoro. I servizi dedicati a supportare la dimensione genitoriale sono parte della più ampia piattaforma di Welfare Aziendale, che prevede iniziative orientate alla prevenzione medica ed al benessere psico-fisico e che recentemente ha inoltre introdotto un programma specifico di company social housing, che mette a disposizione dei giovani neoassunti un alloggio abitativo in prossimità della sede di lavoro, con i 2/3 dell’onere economico per l’affitto a carico dell’azienda.
Sace, Simest e la Camera di Commercio Italia Uzbekistan insieme per l’export italiano in Asia Centrale
In occasione del Business Forum Italia-Asia Centrale, organizzato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste in collaborazione con Agenzia ICE, SACE e SIMEST (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) hanno firmato un accordo con la Camera di Commercio Italia Uzbekistan – CIUZ con l’obiettivo di rafforzare le opportunità di export per le imprese italiane. In particolare, l’intesa – siglata da Guglielmo Picchi, Presidente di SACE, Regina Corradini D’Arienzo, Amministratore delegato di SIMEST e da Giorgio Veronesi, Presidente di CIUZ, – mette a fattor comune l’offerta di Sistema di SACE e SIMEST e il know-how della Camera di Commercio Italia Uzbekistan per facilitare l’ingresso delle eccellenze italiane nelle filiere locali, con particolare attenzione ai settori dell’agritech e dell’innovazione industriale che giocano un ruolo cruciale nell’economia dell’Asia Centrale. La collaborazione prevede una sinergia concreta tra le garanzie e i servizi assicurativi di SACE e le soluzioni di finanza agevolata ed equity di SIMEST, creando un’offerta integrata a supporto dell’export. L’accordo promuove inoltre l’organizzazione congiunta di workshop, country presentations e missioni commerciali, strumenti essenziali per supportare l’esportazione di tecnologie avanzate verso i Paesi di comune interesse.