L'ASSEMBLEA ABI
Giorgetti: nessuna manovra lacrime e sangue. Panetta: stretta creditizia forte ma l’Italia regge meglio
Il ministro dell’Economia è intervenuto all’assemblea dell’Abi escludendo interventi drastici sul percorso del taglio del debito ma con un serio controllo sulla spesa pubblica. Per Giorgetti l’obiettivo del Def è realistico e raggiungibile. Per Panetta, l’economica cresce a ritmi moderati ma gli ultimi aggiornamenti dei conti trimestrali dell’Istat consentono ora di prevedere un incremento del Pil dello 0,7%. La dinamica del credito si è indebolita ma gli effetti non sono così dirompenti come in passato. “Guardiamo avanti con fiducia ma no ad un eccessivo ottimismo”, avverte

Giancarlo Giorgetti, Mef e Fabio Panetta, Bankitalia
IN SINTESI
Non serve una “manovra lacrime e sangue” per ridurre il debito ma “una seria politica di controllo della spesa pubblica”. E’ il messaggio forte che è arrivato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che esclude così con nettezza interventi drastici rilanciando, piuttosto, la ricetta di una disciplina rigorosa di politica economica che ponga, al tempo stesso le basi, per una crescita sostenuta dell’economia. L’occasione è stata l’assemblea annuale dell’Abi dove il titolare del Mef è intervenuto dopo le relazioni del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, e del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. “La nostra missione è portare il bilancio in pareggio al netto del servizio del debito pregresso”, ha detto Giorgetti. Arrivare ad un saldo primario “coerente con una significativa riduzione” del rapporto debito-Pil “lo sento non come obiettivo politico ma come un dovere morale per le future generazioni”. E, ha sottolineato, “se saremo capaci di conseguirlo questo risultato dovrebbe consentirci di uscire dalla condizione di paese ad alto debito e perennemente sotto esame”. Si tratta, è la convinzione di Giorgetti, un “obiettivo raggiungibile. Dobbiamo conseguirlo con determinazione e non richiede una manovra lacrime e sangue ma semplicemente una seria politica di controllo della spesa pubblica e un miglioramento del prelievo fiscale”. Un altro punto fermo, Giorgetti, lo ha fissato escludendo interventi di incentivi a pioggia. “Non possiamo adottare politica industriale di incentivi a pioggia come fatto da Paesi emergenti o anche avanzati che hanno molte più risorse di noi”. Di contro, occorre “puntare a migliorare la competitività di sistema, ridurre la burocrazia, accrescere le competenze dei lavoratori, far sì che i flussi delle lavoratrici e dei lavoratori non siano a senso unico, ovvero che coloro che hanno accumulato proficue esperienze all’estero trovino attraenti opportunità di rientro nel loro Paese. Ciò consentirà di gettare le basi di una fase di crescita più sostenuta dell’economia pur in presenza di andamenti demografici certamente non favorevoli”.
‘La crescita dell’economia italiana è stato più sostenuta degli altri Paesi europei’
L’economia italiana ha già dato prova di camminare a un passo più deciso rispetto anche alle principali economie di riferimento e in un “contesto mondiale instabile e incerto”. “Negli ultimi 3 anni – ha sottolineato Giorgetti – l’andamento della crescita è stato più sostenuto di altri paesi dell’area euro. I dati del primo trimestre sono in continuità con questo. Il rialzo del pil dello 0,3% è confortante perché ad oggi la crescita acquisita sarebbe già pari allo 0,6 e salirebbe allo 0,9% se le stime fossero confermate”. Si tratta di numeri “confortanti” tanto più che così l’obiettivo fissato dal Def di una crescita del Pil dell’1% nel 2024″è ampiamente alla nostra portata” sebbene, ha precisato “l’andamento dell’economia risenta ancora di fattori di ordine sovranazionale, in particolare le decisioni delle banche centrali, e con tutte le cautele del caso”.
‘La banca non è un algoritmo. I banchieri mettano intelligenza e cuore’
Panetta: la crescita prosegue a ritmi moderati, nel 2024 possibile +0,7%
Un ampio passaggio della relazione di Panetta è focalizzato sul tema ‘Credito, imprese, banche”. Il Governatore ha rilevato come “di riflesso alla restrizione monetaria, in Italia, la dinamica del credito si è fortemente indebolita. La consistenza dei prestiti ha registrato una decisa contrazione, che solo ora si sta attenuando. I finanziamenti alle famiglie hanno anch’essi rallentato bruscamente, fino a ristagnare nell’ultimo anno. I tassi di interesse sui nuovi prestiti sono considerevolmente aumentati”, ha detto Panetta. “La decelerazione del credito è di entità paragonabile a quella che caratterizzò gli episodi di crisi dello scorso quindicennio” ma, ha spiegato, “gli effetti sull’economia reale sono stati assai meno gravi”, senza gli “effetti dirompenti ” del passato. E questo è dovuto sì “a una situazione macroeconomica resa più favorevole dalle eccezionali misure di sostegno adottate alle autorità in risposta alle crisi sanitaria ed energetica. Ma è anche il risultato delle migliori condizioni di imprese, famiglie e banche, che oltre ad avere beneficiato direttamente o indirettamente di quelle misure mostrano oggi maggiore solidità di fondo”. Panetta ha posto l’accento sulla “robusta condizione reddituale e patrimoniale delle banche, cui ha contribuito la riforma normativa avviata dopo la crisi finanziaria” e “la solidità delle banche rappresenta oggi un elemento di forza del nostro sistema produttivo”: “ora il compito di accompagnare la ripresa della domanda, affiancando famiglie e imprese ed evitando che il credito possa costituire un freno ai consumi e agli investimenti”. Insomma, “l’irrobustimento delle imprese, la solida posizione finanziaria delle famiglie e le forza delle banche ci consentono di guardare avanti con fiducia ma non devono indurre a un eccessivo ottimismo”, ha avvertito il Governatore. “Il protrarsi della debolezza del credito inciderebbe su un contesto che come in altri Paesi è esposto a vulnerabilità, nel quale sarebbe difficile immaginare interventi pubblici come quelli eccezionalmente generosi varati dopo la pandemia”.
‘Sui tassi dobbiamo essere sempre pronti ad adeguare le nostre decisioni’
Sempre alta è poi l’attenzione sull’andamento dell’inflazione che “continua a scendere, con oscillazioni nei dati mensili”. Nell’area euro, a giugno “è diminuita al 2,5%; la sua composizione di fondo, che esclude le voci più volatili, è rimasta stabile al 2,9%”, ha detto Panetta. C’è la preoccupazione manifestata da alcuni osservatori per la dinamica dei servizi, pari al 4,1%. Preoccupazioni “non immotivate ma vanno ridimensionate se si considera che i prezzi dei servizi tendono a muoversi in modo diverso da quelli dei beni” e il fatto che l’inflazione dei servizi si collochi al di sopra di quella dei beni “non è una novità”. Ora, secondo Panetta, la riduzione dei tassi ufficiali potrà proseguire con gradualità, accompagnando il ritorno dell’inflazione all’obiettivo, se gli andamenti macroeconomici rimarranno in linea con le attese del Consiglio direttivo della Bce e “se eventi inattesi rischiassero invece di allontanarci dal sentiero previsto, in una direzione o nell’altra, dovremo essere pronti ad adeguare prontamente le nostre decisioni, dovremo essere pronti a rispondere con rapidità a nuovi shock che potrebbero allontanarci, verso l’alto e verso il basso, da quella traiettoria”.
Patuelli rieletto alla Presidenza dell’Abi
Antonio Patuelli e’ stato rieletto ieri presidente dell’Abi. Patuelli è stato eletto dal Consiglio dell’Abi, che si è riunito dopo l’assemblea annuale, che ha cosi accolto l’indicazione unanime formulata dal Comitato esecutivo. Nella relazione all’assemblea, Patuelli ha rivendicato il ruolo svolto dalle banche italiane che “anche nelle più gravi emergenze hanno fatto pienamente il proprio dovere, come in terremoti, alluvioni e nella pandemia”. E ha sottolineato la necessità di ridurre la pressione fiscale sul risparmio “I risparmiatori sono gravati a una pesante tassazione che spesso li orienta ad investire all’estero. Occorre favorire gli investimenti del risparmio e ridurre la pressione fiscale sui risparmiatori che investono a medio e lungo termine, che oggi subiscono una tassazione di quasi il 60% del reddito prodotto dalle banche”.