RIGENERAZIONE
Genova street lab: spazi migliori grazie all’urbanistica tattica. Sampierdarena è già modello per gli altri municipi
Che cos’è l’urbanistica tattica? Il “vorrei ma non posso” della rigenerazione urbana? O il tentativo di dare una prima risposta, anche se provvisoria, all’esigenza di una migliore gestione degli spazi urbani? Il Comune di Genova sta cercando di dare concretezza alla seconda opzione con il progetto “Genova Street lab”, un intervento pilota nel quartiere di Sampierdarena operativo dallo scorso dicembre. L’area scelta, alle spalle del porto e non lontana dal centro storico, soffre di una significativa carenza di spazi pubblici accoglienti e di qualità e mostra difficoltà di convivenza tra le diverse comunità. Gli obiettivi del progetto, scaturito dal confronto con la cittadinanza, sono quelli di migliorare l’accessibilità e la vitalità di alcuni punti del quartiere, promuovere una mobilità pedonale più sicura e rendere più accoglienti i luoghi di incontro. Con gli strumenti, appunto, dell’urbanistica tattica: uso del colore su strade o marciapiedi, segnalazioni, spazi gioco, arredi urbani e installazioni artistiche temporanee per creare un corridoio pedonale e spazi per la socialità.
Il recente cambio di colore politico alla guida di Genova non ha avuto ricadute sull’intervento, avviato dalla precedente giunta comunale e ripreso da quella attuale, che intende però valutarne i risultati prima di decidere se e come estendere questa sperimentazione . I lavori, racconta l’assessore comunale all’Urbanistica Francesca Coppola, “sono stati avviati a luglio 2025 e si sono conclusi due mesi fa. La fase preliminare di avvio del processo partecipativo era partita nel gennaio 2024. Ora è in corso la fase di monitoraggio, di verifica degli effetti dell’intervento e che si concluderà a giugno 2026, con un momento di verifica intermedio a marzo 2026”. Gli interventi riguardano quattro ambiti principali del quartiere: un percorso Pedibus per raggiungere la scuola Salgari; la zona tra via Storace e i Giardini Pavanello; Largo Gozzano; e via Rolando, che è stata parzialmente pedonalizzata (dopo un anno si deciderà se rendere definitivo l’assetto).
“Genova Street Lab” ha ricevuto il Premio Urbanistica 2025 di Urbanpromo nella categoria Strategie e Politiche. “C’era l’esigenza – racconta l’assessore – di rendere lo spazio urbano e stradale uno spazio sicuro e condiviso tra cittadini che hanno esigenze diverse. Per raggiungere questo obiettivo non è sempre necessario procedere con opere infrastrutturali, misure strategiche di lungo periodo. Lo stesso risultato lo si può ottenere con azioni tattiche di ridisegno della segnaletica, l’arredo urbano, il verde. Opere di immediata attuazione che quindi possono essere anche temporanee e reversibili. Nel caso di Genova l’intervento è nato da incontri locali, in cui cittadini, esperti urbanisti e tecnici hanno cominciato a ragionare su quali interventi, a basso costo e reversibili, potessero aumentare la sicurezza e migliorare la vivibilità degli spazi pubblici”.
A partire da queste sollecitazioni l’Amministrazione ha poi avviato l’esperienza Genova Street Lab. Con risorse comunali è stato finanziato (75.000 euro) uno studio preliminare affidato al Politecnico di Milano (Dipartimento Architettura e studi urbani) finalizzato a definire, progettare e gestire un percorso partecipato il cui esito è l’individuazione degli ambiti di intervento e la definizione di un abaco di possibili interventi. Per la realizzazione del progetto, invece, l’Amministrazione si è aggiudicata un bando della Fondazione Compagnia di San Paolo per un finanziamento di 123.000 euro.
“La partecipazione – sottolinea Coppola – è stata lo strumento e il metodo di progettazione di Genova Street Lab. La comunità di residenti, commercianti, studenti, insegnanti, famiglie, amministratori sono stati direttamente coinvolti nel definire cosa fare e dove farlo. E gli strumenti utilizzati sono stati diversi a partire da un questionario plurilingue al quale nel 2024 hanno risposto oltre 1.000 persone. È stato quindi possibile individuare, con la cittadinanza, le aree del quartiere di Sampierdarena su cui si è ritenuto più opportuno e necessario intervenire. Inoltre, più puntuali focus con interviste ai locali portatori di interesse durante sopralluoghi partecipati hanno permesso di conoscere meglio gli spazi pubblici del quartiere e le specifiche criticità. Infine nei tavoli di co-progettazione sono state individuate le puntuali misure di urbanismo tattico da realizzare nei diversi ambiti critici di intervento”.
Il processo partecipativo ha fatto emegere consenso all’iniziativa ma anche qualche resistenza, specie riguardo alla pedonalizzazione degli spazi. Mentre sui percorsi Pedibus c’è stata “l’adesione convinta da parte di genitori e insegnanti, sia in fase di definizione del percorso sia in quella organizzativa e infine ora nell’accompagnamento della fase di “esercizio” – aggiunge Coppola – . Il progetto Pedibus è anche promosso caldamente da ASL3 e si sta cercando di ricorrere a forme di tutoraggio con l’apporto di volontari, come il nonno vigile”.
All’assessore Emilio Robotti, titolare di Mobilità, Trasporti e Lavoro al Comune di Genova, abbiamo chiesto cosa resterà degli interventi messi in campo a Sampierdarena, se sono previste implementazioni in loco o progetti analoghi in altri quartieri. “Questo lo si potrà valutare al termine della fase di monitoraggio – afferma Robotti -. Tuttavia quello che già ora possiamo dire che resterà è il metodo. Un metodo testato, cha ha qualche margine di miglioramento, a questo servono i test, applicabile anche in altri Municipi. A questo scopo, l’appena avviata esperienza delle domeniche pedonali, ovvero una pedonalizzazione in ogni Municipio almeno una volta al mese, costituisce ad esempio un primo elemento di valutazione su come rendere pedonali tali ambiti e non solo per “ordinanza” ma anche con interventi puntuali e reversibili e removibili di urbanistica tattica. Resterà anche il metodo di monitoraggio, che è parte del metodo Genova Street Lab. Monitorare gli effetti delle misure di urbanismo tattico con indicatori oggettivi, quantitativi e qualitativi, valutarne il gradimento nel corso del tempo consente di mettere a punto gli interventi realizzati, eventualmente di modificarli per poi stabilire, una volta consolidati i nuovi usi degli spazi conquistati alla pedonalità e alla socializzazione da parte della comunità locale, se renderli permanenti con interventi infrastrutturali”.
L’esperienza di Genova Street Lab servirà dunque anche per orientare le nuove iniziative, non necessariamente fotocopia di quelle di Sampierdarena, messe in campo dall’attuale amministrazione. “Il Comune ha voluto definire un metodo e, in seguito a questa prima applicazione nel municipio di Sampierdarena, intende ora consolidarlo in Linee Guida per la realizzazione di interventi di urbanistica tattica a Genova, in altri Municipi della città”, chiarisce l’assessore.