DAI TERRITORI

FVG, cambia l’urbanistica. Mezzo miliardo per ampliare la FiPiLi

Nella rassegna di news locali di oggi anche il rilancio da dieci milioni per il parco Gran Sasso-Laga, il restyling di piazza Matteotti a Empoli, i ritardi delle nuove linee green a Genova, il rebus dell’ex Scalo Ravone a Bologna.

10 Giu 2026 di Diac Territori

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Ampliamento da mezzo miliardo per la Fi-Pi-Li

Il percorso verso Toscana Strade è tracciato. E la Regione spera sia decisamente meno incidentato dell’attuale Fi-Pi-Li, incubo per antonomasia dei pendolari fiorentini. La giunta regionale ha dato il via libera al pacchetto di provvedimenti per costituire la nuova società in house che si occuperà delle manutenzioni (ora a carico della Metrocittà di Firenze e delle Province di Pisa e di Livorno) ma soprattutto dei lavori per allargare la strada di grande comunicazione. Dopo un parziale stop, adesso il progetto riparte e stavolta – rispetto alla scorsa legislatura – imbocca una strada diversa: sarà subito la Regione a finanziare con risorse proprie i primi interventi, in due tratti ritenuti strategici: “L’allargamento fra i caselli di Scandicci fino a Lastra a Signa e la terza corsia tra Pontedera e Ponsacco, in direzione mare, prima del bivio tra Pisa e Livorno”, l’annuncio del governatore toscano Eugenio Giani che assicura: “Intanto mettiamo a disposizione le risorse per fare i progetti ma nella manovra di bilancio 2027 prevederemo una cifra molto consistente, fra i 50-70 milioni di euro”. Congelato dunque – ma solo per il momento – il pedaggio ai tir. L’idea resta e se ne riparlerà non prima del 2028. Lo scrive La Nazione.

Toscana Strade avrà una struttura light con una figura competente nel ruolo di amministratore unico: “La immagino come Firenze Parcheggi di cui sono stato presidente 30 anni fa e senza la quale Firenze oggi avrebbe un enorme problema di parcheggi”, la sferzata di Giani. La futura società in house potrà contare su risorse proprie: ogni anno 7-8 milioni di euro come quota di incassi dagli autovelox e 15 milioni derivanti dal pedaggio. “L’amministratore unico gestirà un bilancio di circa 22 milioni l’anno e la società potrà così ottenere mutui per disporre di risorse fino a 100 milioni l’anno”. Anche perché, secondo le stime, la cifra per dotare tutta la Fi-Pi-Li della terza corsia (e dove non è possibile la corsia d’emergnza) è monstre: “500 milioni di euro”, ammette Giani. Altri introiti potranno arrivare da “cartelloni pubblicitari, pannelli fotovoltaici e dalla gestione delle stazioni di servizio che saranno ampliate”. Per almeno due anni Toscana Strade si affiderà a Global Service.

Empoli svela piazza Matteotti, restyling da 850 mila euro

Piazza Giacomo Matteotti, una delle più grandi di Empoli, verrà presto rifatta. Il progetto, dopo la condivisione con la Soprintendenza, è stato presentato lunedì sera agli Agostiniani alla cittadinanza. Ad introdurre l’intervento è stato il sindaco Alessio Mantellassi: “La nuova piazza Matteotti rimarrà l’oasi verde nel mezzo della città, aumentando anche la superficie verde grazie alla razionalizzazione dei camminamenti e alla sistemazione a misura di bambini e famiglie. Porteremo nuovi servizi alla comunità, come un bar, il fontanello di acqua pubblica, nuove sedute, la sistemazione dell’area giochi”. Il progetto ha risorse a bilancio per 850mila euro. Lo riporta La Nazione di oggi.

Friuli-Venezia Giulia, arriva la legge urbanistica

La Giunta del Friuli-Venezia Giulia ha approvato il disegno di legge sulla Riforma del governo del territorio. Il provvedimento si compone di 49 articoli e punta a ridefinire le regole della pianificazione regionale per i prossimi decenni, introducendo nuovi strumenti per la rigenerazione urbana, la sostenibilità e lo sviluppo abitativo. L’obiettivo dichiarato è quello di creare la cornice normativa necessaria per l’approvazione del futuro Piano di governo del territorio (PGT), considerato dalla Regione il principale strumento strategico per guidare la crescita del Friuli-Venezia Giulia nei prossimi trent’anni.

Genova: Amt, i ritardi delle nuove linee green

Nell’area del Waterfront sono parcheggiati già da diversi giorni, nel piazzale una volta coperto dalla tensostruttura demolita. E presto faranno la loro comparsa anche a Ponte Parodi, prima di essere trasferiti — tutti quanti — a Cornigliano, in un’area dello stabilimento siderurgico che verrà temporaneamente utilizzata come deposito dei mezzi di Amt. Protagonisti di questi traslochi sono i nuovi filobus destinati alle linee di trasporto pubblico locale (gli assi di forza), dove viaggeranno mezzi esclusivamente elettrici, e per realizzare le quali l’amministrazione comunale è impegnata in una corsa contro il tempo. Mentre inizia in salita la trattativa di Amt con almeno una parte dei creditori non garantiti (chirografari) che, per ora, non sono disposti ad accettare di vedersi pagare soltanto la metà dei crediti che vantano nei confronti dell’azienda, come prevede, invece, il piano di risanamento approvato per salvare la società dal rischio di fallimento.
La necessità di dover sistemare in aree che hanno tutt’altra destinazione i nuovi mezzi di Amt già arrivati o in arrivo in queste settimane, èuna conseguenza dei ritardi dei lavori in corso per realizzare le quattro nuove linee della Valbisagno, del Centro, del Levante e del Ponente. Entro fine giugno è previsto, infatti, il completamento della fornitura con l’arrivo di tutti i 139 mezzi (112 filobus e 27 autobus elettrici per la Valbisagno), destinati ai quattro assi ma, non essendo ancora pronte a Gavette e Steglieno le nuove rimesse collegate a questo progetto, il deposito di Amt a Campi è insufficiente ad ospitare tutte le vetture. Lo scrive Il Secolo XIX.

Bologna, il rebus dell’ex Scalo Ravone

Nuovo tassello nella partita dell’ex Scalo Ravone. Lì a due passi dal Dumbo, dove dovrebbe crescere il Distretto Ravone con verde, alberi, spazi di socialità, cultura, sport e abitare – oltre al Polo della Memoria e al futuro parco –, è in corso un braccio di ferro tra il Comune e Fs Sistemi Urbani (società del gruppo Ferrovie) per il controllo dell’area. A marzo del 2024 il Comune è formalmente entrato in possesso dell’ex Scalo Ravone, dopo la pronuncia positiva del Tar sull’esproprio, per attuare l’intervento previsto dai Piani Urbani Integrati. Un tira e molla fatto di lungaggini burocratiche e colpi di carte bollate per avviare, nel frattempo, gli usi temporanei e cominciare ad animare l’area. Poi sarebbe arrivato il vulnus: secondo la relazione di stima della Città metropolitana per la determinazione definitiva dell’indennità di espropriazione, il conto sarebbe ora di 15 milioni di euro. A certificarlo è appunto una perizia di Palazzo Malvezzi sul valore agricolo medio del terreno e a nulla è servito il ricorso presentato al Tar dal Comune, che ha chiesto l’annullamento della deliberazione della commissione Vam e della relazione di stima della Città metropolitana: il reclamo è stato respinto per difetti tecnici e formali. Un aspetto che non va giù a Fratelli d’Italia. Lo riporta Il Resto del Carlino.

Venezia, Mose: ok a 330 milioni

Dei 330 milioni arretrati, quelli non ancora pagati dal Provveditorato alle opere pubbliche – e che se fossero rimasti bloccati avrebbero rischiato di fermare cantieri e sollevamenti e mandare all’aria centinaia di posti di lavoro – saranno liquidati a breve e sarà lo stesso ente di Palazzo X Savi a gestirli. Per gli altri sarà previsto «un periodo transitorio con chiara distribuzione dei compiti tra Provveditorato e Autorità per la laguna, per assicurare certezza nella gestione amministrativa contabile dei fondi, certezza operativa alle imprese e garanzia della conclusione dei lavori del Mose». Insomma, ora finalmente si sa «a chi fatturare», anche se l’obiettivo finale è che tutto passi in carico al nuovo ente, creato proprio per unificare le competenze sulla salvaguardia.
Il problema era sul tavolo da settimane, ma dopo la protesta pubblica di venerdì scorso – quando il presidente dell’Autorità Roberto Rossetto aveva spiegato la situazione ai sindacati, che a loro volta avevano rilanciato l’allarme – sono bastati quattro giorni per risolverlo in collaborazione tra ministero delle Infrastrutture e ministero dell’Economia e Finanze, guidati dai due leghisti Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Lo riporta il Corriere del Veneto.

Bergamo, sottopassi della Fiera al fotofinish

L’orizzonte ha un respiro più ampio di quello (non meno importante) del singolo cantiere. E tiene insieme, da un lato, la creazione di un collegamento diretto tra la Fiera di Bergamo e la nuova fermata prevista lungo il tracciato del treno per Orio. Dall’altro, la volontà di raddoppiare i padiglioni a disposizione del polo fieristico.
Sono ormai alle battute finali i lavori dei due sottopassi ciclopedonali, uniti da un tratto in trincea a cielo aperto, che consentiranno di oltrepassare i tracciati della nuova via Lunga e della linea ferroviaria per l’aeroporto.
«Siamo al 90%», conferma il direttore dei lavori Agostino Maninetti. «Entro il 30 giugno riconsegneremo a Rfi le aree e i nostri manufatti. È un risultato che valorizza ancor di più il nostro complesso fieristico», evidenzia con orgoglio Giuseppe Epinati, amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova spa. Lo riporta il Corriere-Bergamo.

Milano, hotel di lusso in via Zecca Vecchia: stop al sequestro del cantiere

Dove c’era un garage poi demolito, in via Zecca Vecchia alle Cinque Vie, zona simbolo della vecchia Milano su un importante sito archeologico di vestigia romane, a parere della Procura della Repubblica «un albergo con 199 camere» a pochi passi dal Duomo stava per essere realizzato con aumento delle volumetrie in violazione delle normative, senza piani attuativi, e con atti «falsi» avallati dalla comunale Commissione per il Paesaggio che all’epoca aveva vagliato il progetto: ma questa prospettazione accusatoria, che il 30 aprile scorso aveva determinato 39 indagati e il sequestro dell’area sulla base di un’ordinanza del gip Mattia Fiorentini a fronte della richiesta della pm Marina Petruzzella, è stata disattesa ieri dal Tribunale del Riesame. Lo scrive il Corriere-Milano.

Bari, via Oberdan con un nuovo look

Cambia il volto dell’area intorno a via Oberdan, a confine tra i quartieri Japigia, Madonnella e San Pasquale: l’assessore alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, spiega i progetti di competenza di FS Sud Est e Acquedotto Pugliese. Dice: «Le commissioni Urbanistica e Lavori Pubblici, in forma congiunta, hanno chiesto all’amministra zione aggiornamenti relativi alle trasformazioni in corso nella zona compresa tra l’estramurale Capruzzi e via Oberdan, alla luce degli importanti interventi già avviati o che stanno per partire, gestiti da Aqp e Ferrovie del Sud Est. Si tratta di cantieri non di diretta competenza comunale, ma sui quali l’ammini strazione ha un ruolo di raccordo tra enti, oltre a essere chiamata a esprimere pareri importanti. Tutti gli interventi sono collegati tra loro e saranno gestiti in continuità, l’uno al termine dell’altro, e in sinergia». Nello specifico, Acquedotto Pugliese sta realizzando in via Oberdan il nuovo impianto di sollevamento, nell’ambito del progetto Picone, che raccoglierà i reflui neri da piazza Diaz e dall’estramurale Capruzzi, attraverso la nuova condotta Picone, da costruire. Queste infrastrutture dovranno essere completate prima che inizino le lavorazioni stradali ad opera del gruppo FS. «Abbiamo illustrato – aggiunge l’assessore – anche il progetto di variante ferroviaria in corso da parte di Ferrovie, il cosiddetto ‘Nodo ferroviario Sud’, che consentirà lo spostamento del fascio di binari su cui viaggia attualmente Trenitalia in direzione sud, che correranno parallelamente ai binari Sud Est di via Amendola. Con lo spostamento del fascio di binari, dunque, potranno poi partire i lavori di FS Sud Est di eliminazione del passaggio a livello di via Oberdan e di realizzazione di un grande sottopasso tra via Capruzzi e via Oberdan, insieme alla completa sistemazione viaria dell’area intorno». Tutte le opere sono finanziate e si attende la sottoscrizione di appositi disciplinari con la Regione Puglia, per l’erogazione dei fondi. Lo scrive La Gazzetta del Mezzogiorno.

Rilancio da 10 milioni per il parco Gran Sasso-Laga

A sei mesi dalla nomina, il commissario straordinario del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Patrizio Schiazza traccia la rotta della sua gestione e annuncia una serie di interventi
destinati a incidere sul futuro dell’area protetta che coinvolge Abruzzo. Lazio e Marche. “Sto spingendo molto sugli strumenti spingendo molto sugli strumenti di programmazione, regolazionee certificazione del Parco”, ha spiegato. Le prime novità potrebbero arrivare già nelle prossime settimane. L’obiettivo dichiarato è rendere più fruibile e sicura la montagna. Lo riporta il Messaggero-Abruzzo.

Teramo, P.za S. Anna al restyling

Nuovo look per il sito archeologico teramano di piazza Sant’Anna. Si arricchirà, scrive oggi il Messaggero-Abruzzo, di una terrazza con vista e percorsi sopraelevati per i visitatori. Sono previsti
tre interventi di conservazione e di valorizzazione, presentati ieri mattina alla cittadinanza e già in corso di attuazione da parte della Soprintendenza Abap per le province dell’Aquila e di Teramo con la collaborazione del Comune. Costo totale dell’operazione: 3,5 milioni di euro.

Sulmona, riscatto per Santa Chiara

L’avvio di un percorso partecipativo dedicato alla creazione di un nuovo cuore verde per la città si concretizza nell’evento “Il Parco che Vogliamo”, in programma sabato 13 maggio a partire dalle 17 nei giardini di Santa Chiara, che ora diventa il ora il “Parco delle Metamorfosi”. Solo il primo passo di un progetto di rigenerazione urbana volto a restituire nuova vita ai giardini di Santa Chiara, trasformandoli da uno spazio dimenticato in un luogo di incontro, cultura e comunità. Situata alle spalle di piazza Garibaldi, l’area oggetto dell’intervento aspira a diventare non solo un’ oasi naturale ma un punto di aggregazione sociale e culturale, aperto e inclusivo. Per decenni è stata terra di nessuno, luogo di spaccio e perfino di violenza sessuale. Proprio lì una dodicenne di Sulmona era stata abusata e ricattata. «L’obiettivo è creare uno spazio capace di generare relazioni, promuovere la partecipazione e valorizzare l’identità della comunità locale», spiega Jacopo Santostefano, tra i promotori della dell’iniziativa. Lo riporta Il Centro.

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