SCADUTO IL TERMINE PER LE OFFERTE NON BINDING
Pizzarotti, presentano offerta “non vincolante” Fs e Saipem (parziale), Ghella e Webuild si ritirano
Ieri scadeva il termine per la manifestazione di interesse “non vincolante”. Il prezzo fissato per l’acquisto del ramo ferroviario (180 milioni) ha scoraggiato i gruppi che non hanno presentato offerta, Saipem ha presentato un interesse (non previsto dalla sollecitazione delle manifestazioni di interesse) per le sole commesse in cui è impegnata. Nessun dettaglio della posizione Fs. Offerte vincolanti il 5 dicembre.

PAOLO PIZZAROTTI IMPRENDITORE
Ieri alle ore 18 scadeva il termine per la presentazione delle offerte “non vincolanti” per l’acquisto del ramo di azienda ferroviario di Pizzarotti, gruppo storico del settore delle costruzioni in composizione negoziata dall’8 maggio 2025. Dei quattro gruppi che avevano presentato manifestazione di interesse nella prima fase, solo due ieri hanno effettivamente presentato l’offerta ribadendo l’interesse ad andare avanti con la procedura che conoscerà il momento decisivo il 5 dicembre con la presentazione delle offerte vincolanti. Fs e Saipem hanno presentato offerta. Della proposta del gruppo guidato da Stefano Antonio Donnarumma non si conosce alcun dettaglio, ma in alcune interviste l’amministratore delegato di Fs aveva espresso un forte interesse per l’acquisizione. Probabile che in questa fase si lasci ancora le mani relativamente libere per poi definire condizioni e proposte di acquisto nell’ultimo passaggio, fra due settimane. Dalle indiscrezioni raccolte da Diario DIAC risulta, invece, che Saipem avrebbe presentato un’offerta parziale, dichiarando un interesse a un perimetro delimitato alle sole commesse in cui già è impegnata in associazione con il gruppo parmigiano. Una opzione che, per altro, non era prevista nelle regole dettate dalla sollecitazione al mercato. Bisognerà quindi attendere ora la valutazione sulla ricevibilità dell’offerta di Saipem.
Non hanno presentato offerta invece, ma hanno inviato lettere in cui spiegano la motivazione delle proprie scelte, Webuild e Ghella, gli altri due gruppi inizialmente interessati all’operazione. Fra i motivi che potrebbero aver scoraggiato i due gruppi a candidarsi c’è quasi certamente il prezzo, con un valore del ramo aziendale fissato a 180 milioni e considerato molto alto dagli osservatori, almeno sotto un profilo strettamente industriale (delle capacità, cioè. delle commesse acquisite di ripagarlo).
Forse già oggi si dovrebbero avere le conferme ufficiali della presentazione delle due offerte e poi conoscere ulteriori informazioni relative ai contenuti delle offerte.