Manifattura Tabacchi, al via 39 alloggi a canone calmierato: 9 miloni di euro per il social housing che rigenera Firenze

03 Mar 2026 di Giusy Iorlano

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Manifattura Tabacchi, al via 39 alloggi a canone calmierato: 9 miloni di euro per il social housing che rigenera Firenze

Un progetto che fonde memoria, innovazione e sostenibilità: la Manifattura Tabacchi di Firenze, ex fabbrica di sigari inaugurata nel 1940, si trasforma in un distretto urbano vivo, aperto alla città e con nuove opportunità abitative a canone calmierato. Il social housing entra così nel cuore della rigenerazione urbana più grande d’Italia con un intervento da 9 milioni di euro e 39 appartamenti tra bilocali e trilocali, affitti calmierati per dodici anni e possibilità di riscatto agevolato.

Rigenerazione urbana e housing sociale

Quella che un tempo era una fabbrica oggi è una green factory: un luogo dove la storia convive con il presente. Situata a ridosso di Novoli, con ingresso da via Tartini, la Manifattura conserva la ciminiera che ricorda la sua origine industriale e si sviluppa su 110 mila, con giardino pensile, piazze e spazi pubblici. Il nuovo intervento abitativo, presentato il 2 marzo, rappresenta una parte significativa del progetto, destinata a soddisfare la domanda crescente di alloggi a canone sostenibile. La firma architettonica è dello studio milanese Piuarch, che ha progettato 39 appartamenti per complessivi 2.657 metri quadrati: 27 trilocali e 12 bilocali distribuiti su sette piani.

L’edificio è previsto in consegna entro l’estate 2027, offrendo soluzioni accessibili per famiglie e giovani coppie in difficoltà sul mercato libero.

Investimenti e partenariato pubblico-privato

L’intervento ha un costo complessivo di 9 milioni di euro, di cui 8 finanziati dal Fondo Piani Urbani Integrati S.r.l.. Una volta completato, l’immobile sarà acquistato dal Fondo Housing Toscano, gestito da Investire SGR (Gruppo Banca Finnat), con principale investitore il Fondo Investimenti per l’Abitare (FIA), gestito da CDP Real Asset SGR. Fondazione CR Firenze, Regione Toscana e le principali fondazioni di origine bancaria del territorio completano il partenariato.

Gli affitti saranno regolati secondo gli Accordi territoriali vigenti, scontati del 20% per i primi dodici anni. Al termine del periodo, gli appartamenti potranno entrare nel libero mercato, con la possibilità per gli inquilini attuali di riscattarli a condizioni vantaggiose.

Un modello di sostenibilità e inclusione

Un cantiere questo della Manifattura, avviato nel 2018, che è diventato un “centro fuori dal centro”, un mix funzionale di loft e residenze, spazi direzionali, negozi, caffè, ristoranti, poli di formazione, uffici eco-friendly e laboratori culturali.

Ad aprile 2023 ha aperto la Factory, polo creativo con uffici e coworking, frequentato da professionisti, startup e istituzioni come Polimoda, che vi ha trasferito la sua terza sede, accogliendo oltre 800 studenti internazionali. Nel 2025 ha aperto aparto Florence Manifattura, studentato e ostello con 520 posti letto, concepito come spazio inclusivo e condiviso per studenti e viaggiatori.

Entro il 2028, il progetto restituirà a Firenze 110 mila mq completamente rigenerati, combinando residenze, formazione, cultura, sport e commercio in un modello urbano innovativo, sostenibile e aperto al mondo. Con i nuovi alloggi social housing, la Manifattura Tabacchi consolida la sua funzione di quartiere inclusivo, dove memoria, innovazione e vita quotidiana si incontrano.

“Investire nella rigenerazione urbana significa garantire il diritto all’abitare, la coesione sociale e la qualità della vita”, ha sottolineato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato, ricordando il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti come partner autorevole per gli investimenti in social housing sul territorio.

Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente di Fondazione CR Firenze, ha sottolineato come l’iniziativa offra nuove opportunità per famiglie, giovani lavoratori e nuclei vulnerabili, evitando che il mercato libero escluda categorie fragili. “Intervenire oggi significa assumersi una responsabilità verso il futuro del territorio”, ha concluso.

 

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