LA GIORNATA
Energia, vertice di maggioranza sul Dl Bollette: ‘massimo sforzo’ sui nodi
- Meloni a Niscemi annuncia l’arrivo di 150 milioni di fondi, mercoledì il decreto
- Boeri e Zucchi a processo per la gara Beic
- Cdp: la logistica italiana ha molte fragilità ma la riforma dei porti e Zes sono un’opportunità
IN SINTESI
La messa a punto del decreto bollette è alle battute finali. Il testo è stato al centro di un vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, in vista dell’approdo del provvedimento sul tavolo del Consiglio dei ministri, atteso per mercoledì prossimo. Al confronto ha preso parte anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Secondo fonti del centrodestra, restano ancora da limare alcuni aspetti, in particolare l’articolo 3, che contiene le “Disposizioni urgenti per promuovere la contrattazione di lungo termine della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle imprese”. Sarebbero inoltre in corso interlocuzioni con alcune Regioni, tra cui la Lombardia, interessata dal tema delle concessioni idroelettriche. Forza Italia, nel corso di una riunione a cui ha partecipato anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, assicura “uno sforzo massimo” affinché il decreto produca “impatti immediati sia sulle famiglie sia sul sistema imprenditoriale”, colpiti da bollette giudicate eccessivamente onerose. Per gli azzurri la priorità è accelerare, in sede europea, la revisione del sistema Ets, definito “molto penalizzante”, anche se da Bruxelles potrebbe arrivare un veto. Nessuna obiezione, sul punto, dalla Lega. Proprio il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂ (Ets) rappresenta uno dei nodi più delicati del decreto. Si tratta di un costo per le aziende che emettono anidride carbonica, comprese le centrali termoelettriche. La bozza del provvedimento prevede che i produttori di energia elettrica alimentati a gas siano esentati dal pagamento degli oneri di trasporto del metano e della tassazione Ets, costi che verrebbero trasferiti sulle bollette elettriche e dunque a carico dei consumatori. Secondo l’impostazione del governo, il minor costo del gas per le centrali consentirebbe però una riduzione del prezzo finale dell’energia elettrica. Le potenziali ricadute del decreto hanno suscitato forti reazioni da parte delle associazioni di categoria. Confartigianato esprime preoccupazione soprattutto per le misure sugli oneri generali di sistema a carico delle piccole e medie imprese: l’allungamento dei tempi di pagamento fino a dieci anni, con un tasso di interesse del 6%, ridurrebbe il costo annuale della bolletta ma aumenterebbe l’impatto complessivo sui consumatori, stimato in circa 10 miliardi di euro. Confcommercio apprezza l’impostazione generale del provvedimento, ma segnala l’assenza di una misura strutturale e generalizzata di riduzione degli oneri di sistema per le micro e piccole imprese, che continuano a pesare per oltre il 20% sulla bolletta elettrica. L’associazione propone di utilizzare, a copertura, una parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO₂. Netta la contrarietà delle opposizioni. Per il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Stefano Patuanelli, il decreto rappresenta “un’operazione cosmetica: si abbassa artificialmente il costo oggi e si presenta il conto domani, con interessi”.
Meloni a Niscemi annuncia l’arrivo di 150 milioni di fondi, mercoledì il decreto
La premier Giorgia Meloni ha annunciato a Niscemi l’arrivo di fondi per 150 milioni per il comune sconvolto dalla frana. “Niscemi è il comune più monitorato d’Europa. Stiamo prevedendo fondi tra ordinari e immediati su tre direttrici: la demolizione degli edifici, la messa in sicurezza e l’acquisto di nuovi immobili”, ha detto annunciando un decreto nel Consiglio dei ministri di mercoledì. La premier ha annunciato anche la nomina per Niscemi di un commissario straordinario, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, parlando del decreto legge in arrivo “mercoledì”. Meloni è arrivata in elicottero accompagnata da Ciciliano per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry, e ha effettuato un sopralluogo sul fronte area della frana nel paese in provincia di Caltanissetta. Poi Meloni ha partecipato a una riunione al Centro operativo comunale, in municipio, con rappresentanti, tra l’altro, di Esercito, Protezione civile e Anas. A Meloni è stata poi mostrata la croce in pietra di Niscemi, diventata un simbolo di speranza e resistenza, che è stata recuperata ieri con un drone terrestre in dotazione al Nucleo operativo centrale di sicurezza della Polizia di Stato, dopo essere caduta nel precipizio a causa dei continui movimenti della frana.
Boeri e Zucchi a processo per la gara Beic
Il gup Fabrizio Filice ha disposto il rinvio a giudizio per gli architetti Stefano Boeri, Cino Zucchi e altri nella vicenda della gara di progettazione internazionale della Nuova biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) di Milano. Al centro delle accuse della procura meneghina una presunta turbativa d’asta e, solo per Boeri e Zucchi, anche l’ipotesi di false dichiarazioni. La prima udienza si terrà in tribunale il prossimo 17 aprile. “Sono molto tranquillo, credo che nel dibattimento si dimostrerà che abbiamo agito con rigore”, dichiara Zucchi commentando la decisione del gup.. “Io speravo che i documenti potessero già dissipare i dubbi”, ma ora bisognerà attendere il processo con la prima udienza fissata per il prossimo 17 aprile. “Sono trent’anni che faccio parte di giurie e sono sempre stato rigoroso. Non farò mai più una giuria in vita mia” chiosa. Nel febbraio del 2025 la procura aveva chiesto i domiciliari per Zucchi e gli altri due archistar Stefano Boeri e Pier Paolo Tamburelli. Il giudice aveva rifiutato la misura cautelare e aveva disposto per Zucchi “in qualità sia di docente universitario che di professionista esterno, l’attività di comporre commissioni giudicatrici nell’ambito di procedure per l’affidamento di contratti pubblici, per la durata di otto mesi”. Interdittiva terminata alcuni mesi fa. “Confermo la fiducia nella magistratura. Confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati”, ha affermato l’architetto Boeri
Bankitalia, nel 2025 il debito aumenta a 3.095.5 miliardi
Alla fine del 2025 il debito delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 3.095,5 miliardi, in aumento rispetto alla fine del 2024 quando era stato di 2.966,9 miliardi. Lo rende noto la Banca d’Italia. Il dato è in calo rispetto al mese di novembre quando è risultando pari a 3.124,9 miliardi. “L’aumento del debito rispetto all’anno precedente – sottolinea Bankitalia – ha riflesso il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (109,2 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (14,7 miliardi, a 52,4) e l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio (4,6 miliardi). La vita media residua del debito “è risultata in linea con quella di fine 2024 (7,9 anni). Nel corso del 2025 la quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è diminuita, collocandosi al 18,5%, dal 21,6 dell’anno precedente. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 132,0 miliardi, a 3.016,3, mentre quello delle Amministrazioni locali si è ridotto di 3,4 miliardi, a 79,1; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile. Nel 2025 le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 614,226 miliardi di euro, in aumento del 3,51% rispetto alle entrate tributarie contabilizzate nel 2024 quando erano state pari a 593,380. E’ quanto emerge dalle tabelle diffuse da Banca d’Italia nella sua pubblicazione “Finanza Pubblica: Fabbisogno e debito”.
Nel 205 il totale degli Incassi di bilancio contabilizzati è stato pari a 708, 021 miliardi. I pagamenti di bilancio sono stati in totale 845,058 miliardi di cui 696,683 miliardi di spese correnti e 148,374 miliardi di spese in conto capitale.
Cdp, per la logistica molte fragilità ma la riforma dei porti e Zes sono un’opportunità
La logistica rappresenta una delle infrastrutture invisibili ma decisive dell’economia italiana. Non si tratta semplicemente del trasporto di merci da un luogo a un altro: la logistica è il sistema nervoso che connette produzione, distribuzione e consumo, rendendo possibile la competitività delle imprese sui mercati nazionali e internazionali. Ogni investimento nel settore genera un effetto moltiplicatore significativo sull’intero sistema economico, a dimostrazione della sua rilevanza strategica. Con un fatturato che supera i 120 miliardi di euro, oltre 72.000 imprese attive e circa 720.000 addetti, la logistica italiana si colloca tra le principali realtà europee, costituendo un pilastro fondamentale per l’industria manifatturiera e per l’export, che rappresenta uno dei motori della crescita del Paese. Nonostante queste dimensioni rilevanti, il settore presenta tuttavia fragilità strutturali che ne limitano il pieno sviluppo. Una delle criticità più evidenti è il dualismo dimensionale: accanto a poche grandi aziende capaci di integrare servizi avanzati e tecnologie digitali, operano migliaia di micro e piccole imprese, spesso sottocapitalizzate e concentrate prevalentemente sul trasporto su gomma. E’ la foto che scatta Cassa Depositi e Prestiti in un report pubblicato ieri. Questo squilibrio si riflette anche nella distribuzione modale del traffico merci: circa l’88% avviene su strada, mentre il trasporto ferroviario, marittimo e aereo risultano ancora insufficientemente integrati in una rete intermodale efficiente. Le carenze infrastrutturali, soprattutto nei collegamenti di ultimo e penultimo miglio, riducono la competitività complessiva del sistema. A ciò si aggiunge una debolezza negoziale nell’export: molte piccole e medie imprese italiane dipendono da grandi buyer internazionali che impongono operatori logistici esteri, con una conseguente perdita di valore aggiunto nazionale. La frammentazione del comparto e l’assenza di una regia unitaria rendono inoltre difficile la creazione di economie di scala e di sinergie operative. Non a caso, negli ultimi anni si sono registrate numerose operazioni di fusione e acquisizione, segno di un processo in atto volto al rafforzamento competitivo e all’integrazione verticale dei servizi. Parallelamente, il settore è attraversato da profonde trasformazioni che ne ridefiniscono il modello operativo. La digitalizzazione costituisce una delle leve principali del cambiamento. Le soluzioni di logistica “smart” permettono oggi la pianificazione in tempo reale, la tracciabilità dei flussi, l’ottimizzazione dei carichi e la riduzione dei costi. Tuttavia, la piena realizzazione di questi benefici richiede l’adozione di piattaforme interoperabili e, soprattutto, un investimento deciso nella formazione di competenze tecniche adeguate.
Un’altra sfida cruciale è rappresentata dalla sostenibilità. La transizione ecologica non è più soltanto un vincolo normativo, ma un fattore competitivo. Gli operatori che adottano soluzioni a basse emissioni e investono in mezzi e processi più sostenibili diventano partner privilegiati per imprese sempre più attente agli standard ESG. Tuttavia, la riconversione green comporta costi elevati e necessita di politiche di incentivo e di sostegno mirate.
Infine, l’espansione dell’e-commerce ha reso strategico il segmento dell’ultimo miglio, ovvero la fase finale della consegna al cliente. È qui che si concentra la sfida tra efficienza operativa, qualità del servizio ed impatto ambientale. Le aree urbane richiedono soluzioni innovative, integrate e sostenibili, capaci di coniugare rapidità e riduzione delle emissioni. Nel contesto internazionale, la riorganizzazione delle catene globali del valore — accelerata dalla pandemia, dalle tensioni geopolitiche e dalle strategie di nearshoring — apre nuove opportunità per l’Italia. La tendenza alla regionalizzazione degli scambi può trasformare il Paese in un hub logistico strategico nel Mediterraneo, valorizzando in particolare il Mezzogiorno. Perché ciò avvenga, però, sono necessarie politiche industriali coerenti e investimenti infrastrutturali mirati: il completamento dei corridoi transeuropei, la riforma e il potenziamento dei sistemi portuali, lo sviluppo del trasporto merci su ferro e la valorizzazione delle Zone Economiche Speciali e delle Zone Logistiche Semplificate come strumenti di attrazione degli investimenti. La logistica italiana si trova dunque in una fase di transizione cruciale. Tra frammentazione e potenzialità, tra ritardi strutturali e opportunità globali, il settore può evolvere da semplice servizio di supporto a vero motore strategico per l’industria e l’export. La chiave risiede in un rafforzato coordinamento pubblico-privato, nell’innovazione tecnologica, nello sviluppo di infrastrutture integrate e nella sostenibilità intesa come vantaggio competitivo. Se queste leve saranno pienamente colte, l’Italia potrà consolidare il proprio ruolo al centro delle rotte commerciali e produttive globali, trasformando le proprie fragilità in un’opportunità di leadership.
Bce: transizione verde cruciale anche per la resilienza e competitività dell’economia Ue
“Lo sforzo in termini di politiche pubbliche volto a promuovere la transizione verde dovrebbe essere considerato non solo come una necessita’ ambientale, ma anche come una strategia economica”. A evidenziarlo è la Bce in una anticipazione del bollettino economico pubblicata ieri. “Rafforzare l’ecosistema dell’innovazione dell’Ue, ampliare la diffusione delle tecnologie pulite e ridurre la frammentazione normativa contribuirebbe a garantire la resilienza energetica dell’Europa, a rafforzare la competitività industriale e a limitare l’esposizione delle famiglie e delle imprese europee alla volatilità dei mercati dei combustibili fossili. Affrontando fin da ora questi ostacoli strutturali, l’Ue può avviarsi su un percorso più solido verso un modello economico sostenibile e più dinamico”. Secondo l’analisi, la determinazione del prezzo del carbonio attraverso il sistema di scambio delle emissioni, resta il pilastro centrale per incorporare i costi ambientali dell’uso dei combustibili fossili, ma da sola non basta. Per accelerare la diffusione delle tecnologie pulite servono riforme strutturali che migliorino il contesto imprenditoriale, favoriscano la concorrenza e riducano l’incertezza normativa, oggi indicata dalle imprese come uno dei principali ostacoli agli investimenti verdi. In particolare, la semplificazione delle regole e l’accelerazione delle procedure autorizzative sono cruciali per consentire alle aziende di decarbonizzare i processi produttivi. Questi interventi avrebbero effetti positivi piu’ ampi sull’economia europea, rafforzando produttivita’, competitivita’ e innovazione, anche in ambiti come la digitalizzazione, e creando margini fiscali per sostenere la transizione. Tuttavia, sebbene sia dazinecessaria la semplificazione di alcune normative per ridurre i costi, “invertire o ritardare le politiche ambientali gia’ in atto per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Ue puo’ essere dannoso”. L’analisi Bce conclude sottolineando come sia la ricerca accademica sia le dichiarazioni rilasciate dalle aziende nelle conference call sui risultati finanziari “dimostrano che l’incertezza sulla regolamentazione del clima rappresenta un ostacolo sostanziale all’innovazione e agli investimenti verdi”.
Dazi, Tajani presiede la task force: focus anche su minerali critici e iniziativa sulla competitività con la Germania
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto alla Farnesina la decima riunione della task force dazi, istituita nel luglio 2025 per assistere le imprese italiane nella attuale complessa fase per il commercio transatlantico. Lo ha comunicato ieri la FIl ministro ha condiviso con i partecipanti gli esiti della riunione ministeriale di Washington sui minerali critici, e la connessa iniziativa di Italia e Germania per tutelare la competitività delle imprese esportatrici europee e la stabilità delle catene di approvvigionamento strategiche, un tema discusso anche nel recente colloquio fra Tajani e il Commissario Ue al Commercio Sefcovic. Tajani si è poi soffermato sulle relazioni commerciali transatlantiche e sugli importanti accordi commerciali dell’Ue, come quelli con il Mercosur e con l’India, valorizzando le opportunità che questi ultimi offriranno alle imprese italiane”. All’incontro hanno partecipato oltre 70 fra associazioni e imprese, insieme ai rappresentanti del ‘Sistema Italia’, confermando l’apprezzamento e l’utilità della task force quale piattaforma di collaborazione e interlocuzione continua con la Farnesina, la quale si inserisce nell’azione di diplomazia della crescita che la recente riforma ha messo al centro dell’attività del Maeci.
Pichetto Fratin, sull’acqua l’obiettivo è ridurre il numero di gestori. ‘Riduzione significa automaticamente gestori più robusti’
“L’obiettivo del Governo è quello di ridurre il numero dei gestori, perché la riduzione significa automaticamente gestori più robusti, in grado di fare investimenti, in grado di fare dei piani d’ammortamento e, pertanto, di dare un beneficio maggiore rispetto a un quadro in cui abbiamo un sistema idrico che ha perdite superiori al 40%, con difficoltà conseguenti sul sistema irriguo e sulla gestione delle acque reflue. Su questo, solo gestori robusti possono dare una risposta”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’evento ‘Acqua, la nostra forza. La riforma del sistema idrico integrato in Abruzzo’, in corso a Pescara. “Non c’è una soluzione unica tra la gara con l’assegnazione al privato o con l’assegnazione in-house – ha detto il ministro rispondendo ai cronisti – L’importante è l’efficienza, l’importante è essere in grado di gestirlo in modo moderno, manageriale, utilizzando i più moderni strumenti, la digitalizzazione e, quindi, dare un vero servizio”.
WindTre lancia la nuova controllata Luce&Gas
WindTre annuncia il lancio della nuova WindTre Luce & Gas, nata a inizio gennaio, e rafforza la propria presenza nel mercato energetico attraverso un modello di fornitura completamente integrato. Da oggi, nei WindTre Store, i clienti che scelgono il servizio Luce & Gas possono contare su un’assistenza continua e completa. A supportare il debutto c’e’ il nuovo spot di WindTre, on air dal 15 febbraio, con Fiorello. ‘La nuova WindTre Luce & Gas segna un ulteriore passo avanti nel percorso verso i clienti e rafforza il posizionamento di WindTre come protagonista nel mondo del Multiservizi’, afferma Tommaso Vitali, general manager di WindTre Luce & Gas.
Eni, scoperta in Costa d’Avorio nel grande complesso di canale di Calao con il pozzo offshore Murene South-1X nel Blocco CI-501
Eni ha effettuato un’importante scoperta di gas e condensati in Costa d’Avorio perforando con successo Murene South-1X, il primo pozzo esplorativo nel Blocco CI-501. La scoperta, denominata Calao South, conferma il potenziale del complesso di canale di Calao, che include anche la scoperta di Calao ed è la seconda più grande del Paese dopo Baleine, con volumi stimati fino a 140 miliardi di metri cubi di gas e 450 milioni di barili di condensato (circa 1,4 miliardi di barili equivalenti di petrolio). La scoperta è avvenuta in sabbie cenomaniane di elevate qualità. Il blocco CI-501 è operato da Eni (90%) in partnership con Petroci Holding (10%). Murene South-1X si trova a circa 8 km a sud-ovest del pozzo di scoperta Murene-1X nel blocco adiacente CI-205. Perforato dalla nave di perforazione Saipem Santorini fino a una profondità totale di circa 5,000 metri in 2,200 metri di profondità d’acqua, il pozzo è stato sottoposto a una approfondita campagna di acquisizione dati. Murene South-1X ha confermato l’intervallo principale contenente idrocarburi con uno spessore lordo di circa 50 metri, con eccellenti proprietà petrofisiche. Murene South-1X sarà sottoposto a un test di produzione convenzionale completo per valutare la capacità produttiva del giacimento Calao. Attualmente, il giacimento di Baleine produce oltre 62 mila barili di petrolio e più di 2 milioni di metri cubi di gas al giorno dalle Fasi 1 e 2. Con l’avvio della Fase 3, la produzione dovrebbe aumentare fino a 150 mila barili di petrolio e circa 6 milioni di metri cubi di gas al giorno, rafforzando il ruolo di Baleine come risorsa fondamentale per soddisfare il fabbisogno energetico interno della Costa d’Avorio. Eni è attiva in Costa d’Avorio dal 2015. Oltre al blocco CI-501, la società detiene partecipazioni in altri nove blocchi di esplorazione: CI-205, CI-504, CI-526, CI-706, CI-707, CI-708, in partnership con Petroci Holding, e CI-401, CI-801, CI-802 e Baleine AEE (in partnership con Petroci Holding, Vitol e SOCAR, previa approvazione governativa).
Fincantieri si aggiudica un impontante ordine da Norwegian Cruise per tre navi di nuova generazione
Fincantieri annuncia l’acquisizione di un importante ordine da Norwegian Cruise Line Holdings Ltd. per la costruzione di tre navi da crociera di nuova generazione, consolidando ulteriormente la storica collaborazione tra i due Gruppi. Il valore dell’accordo, soggetto a finanziamento e ad altri termini e condizioni tipici di questo tipo di contratti, è considerato come “molto importante” Le tre unità saranno costruite rispettivamente per Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises e Regent Seven Seas Cruises, ciascuna come navi gemelle delle più recenti nuove costruzioni realizzate da Fincantieri per i relativi brand. Le navi saranno tutte realizzate nei cantieri italiani del Gruppo, con consegne previste tra il 2036 e il 2037. Queste unità incorporeranno i più elevati standard di innovazione tecnologica, comfort e soluzioni a favore della sostenibilità ambientale, a testimonianza dell’impegno condiviso dei due Gruppi verso una crescita responsabile e orientata al futuro. Nel dettaglio, la nuova nave per Norwegian Cruise Line avrà una stazza lorda di circa 227.000 tonnellate. Con oltre 5.000 posti letto, sarà progettata secondo i più alti standard di comfort e tecnologia. L’unità destinata a Regent Seven Seas Cruises avrà una stazza lorda di 77.000 tonnellate e circa 822 posti letto, confermando il posizionamento del brand nel segmento ultra-lusso. La nave per Oceania Cruises avrà una stazza lorda di 86.000 tonnellate e una capacità di circa 1.390 posti letto, in linea con il focus del brand su esperienze raffinate e centrate sulla valorizzazione delle destinazioni. Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di annunciare questo importante ordine, che rafforza ulteriormente la nostra collaborazione con un partner prestigioso e visionario come Norwegian Cruise Line Holdings e consolida la leadership di lunga data di Fincantieri nel settore crocieristico. Questo traguardo riflette i pilastri fondamentali della nostra strategia, così come delineato nel Piano Industriale 2026–2030: leadership, innovazione e capacità di guidare la trasformazione dell’industria cantieristica a livello globale. Queste navi di nuova generazione coniugheranno tecnologia avanzata, eccellenza del design, una forte attenzione alla sostenibilità, all’efficienza energetica e all’esperienza dei passeggeri, insieme alla forza industriale dei nostri cantieri, riaffermando il ruolo di Fincantieri in prima linea nell’innovazione del settore crocieristico. Con questo ordine, ampliamo ulteriormente la nostra visibilità di lungo periodo e assicuriamo un solido carico di lavoro per i nostri cantieri fino al 2037, creando le condizioni per pianificare futuri investimenti in capacità produttiva, digitalizzazione e cantieristica sostenibile. Insieme, stiamo contribuendo a definire il futuro delle crociere, generando valore nel lungo termine e nuovi parametri di eccellenza”.
Saipem riconosciuta tra le “Most Attractive Companies 2026” per la Generazione Z dalla community di Joinrs
Saipem è stata inserita tra le “Most Attractive Companies 2026” da Joinrs, piattaforma italiana di recruiting digitale ed employer branding con una community indipendente di oltre 1 milione di giovani tra studenti universitari, neolaureati e professionisti junior. Il riconoscimento, assegnato a 290 aziende su oltre 2.600, è il risultato di un’analisi che ne valuta l’attrattività sulla base di parametri oggettivi (visualizzazioni degli annunci e interazioni con i contenuti aziendali da parte degli utenti, candidature, partecipazione alle esperienze online) e di 5 cluster di valutazione, ossia Opportunità di crescita e formazione, Sostenibilità, Reputazione e valore percepito, Cultura aziendale, Work-life balance e benessere. Nel corso degli anni, Saipem ha investito in un percorso di attrazione dei giovani con iniziative quali la Saipem People Academy per lo sviluppo di competenze tecniche e trasversali; programmi di wellbeing e welfare nell’ambito di Saipem People Care; programmi e progetti a supporto della transizione energetica e dell’innovazione digitale; job rotation e mobilità internazionale in progetti strategici. “Essere tra le Most Attractive Companies 2026 conferma la concretezza del nostro impegno nella valorizzazione dei giovani e l’importanza del loro contributo alla nostra cultura aziendale. Per noi è fondamentale ascoltare le nuove generazioni, sia all’esterno sia all’interno di Saipem, per coglierne bisogni ed aspettative e metterle al centro di progetti e programmi dedicati, che consentano a loro e all’azienda di evolvere continuamente”. — ha dichiarato Alessandro Bruscia, HR Director di Saipem. Nicolò Bardi, Co-founder e CMO @Joinrs ha commentato: “Saipem si distingue come una realtà ingegneristica globale capace di coniugare reputazione, tecnologia e impatto concreto. La fiducia interna, testimoniata da un 85% di raccomandazione, e i riconoscimenti indipendenti sulla qualità della comunicazione rafforzano un posizionamento percepito come solido e credibile. Questo si affianca a un forte orientamento fae alla transizione energetica, con IVHY™️ 100 e BluenzymeTM, soluzioni pre-industrializzate rispettivamente per la produzione di idrogeno verde e la cattura di CO2. Il tutto in un contesto multiculturale e attento alla sicurezza e al benessere, dove iniziative come la LHS Foundation rendono la sicurezza delle persone parte integrante del modello operativo. È questa combinazione a spiegare la presenza di Saipem tra le Most Attractive Companies”.
Fae Technology acquisisce commesse da un nuovo cliente nel settore delle tecnologie per la transizione energetica
Fae Technology, tech company a capo dell’omonimo gruppo italiano attivo nel settore dell’elettronica avanzata e delle soluzioni tecnologiche per lo spazio ha acquisito commesse per un valore complessivo pari a 2 milioni di euro. Nel dettaglio, la società sarà impegnata nella prototipazione e produzione di soluzioni ad alto contenuto tecnologico per la gestione e conversione di potenza all’interno di apparati elettronici complessi. Gli ordini, assegnati alla capogruppo, rappresentano il primo incarico affidato a FAE Technology da parte di un nuovo cliente, player attivo nelle tecnologie per la transizione energetica e focalizzato su energy storage, e-mobility e reti di ricarica per veicoli elettrici, parte di un primario gruppo multinazionale attivo su scala globale. L’accordo apre prospettive favorevoli per un incremento degli ordinativi, anche nel breve termine, oltre che per un rapporto di fornitura di lungo periodo. L’aggiudicazione delle nuove commesse, le cui ricadute economiche sono attese nel corso dell’anno, conferma la capacità del Gruppo di espandere la propria base clienti in ambiti ad alto potenziale di sviluppo, consolidando allo stesso tempo l’orderbook, le competenze e il posizionamento di mercato.Gianmarco Lanza, presidente e amministratore delegato di FAE Technology, dichiara: «La tecnologia elettronica riveste un ruolo sempre più centrale nell’abilitazione dei programmi di transizione energetica, un ambito che richiede competenze altamente specialistiche e strutture industriali solide. L’acquisizione di nuove commesse in questo contesto conferma l’attrattività del Gruppo sul mercato e rafforza il nostro posizionamento come partner in grado di rispondere in modo efficace e trasversale alle attuali esigenze di fornitura di soluzioni elettroniche ad alto contenuto tecnologico, accompagnando i clienti lungo l’intero ciclo di vita del prodotto».
Pmi, Mimit: 50 milioni per formare personale al Sud
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha stanziato 50 milioni a fondo perduto per sostenere la formazione del personale delle PMI nel Mezzogiorno, in particolare sui processi di transizione tecnologica, digitale e verde. Possono accedere alle risorse, che rientrano nel Piano nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”, le piccole e medie imprese delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le agevolazioni copriranno il 50% delle spese ammissibili per le società iscritte nel registro delle imprese – non in liquidazione volontaria né sottoposte a procedure concorsuali – che dispongono di almeno un bilancio approvato e depositato e che siano in regola con le prescrizioni previste dal decreto-legge sulle “Misure urgenti in materia di assicurazione dei rischi catastrofali”. I progetti di formazione, che potranno essere anche sovraregionali, dovranno rientrare nei seguenti settori industriali: aerospazio e difesa; salute, alimentazione, qualità della vita; industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente; turismo, patrimonio culturale e industria della creatività; agenda digitale, smart communities, sistemi di mobilità intelligente; tecnologie digitali; tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse; biotecnologie; processi di transizione verde e digitale. Una quota del 40% è destinata alle filiere automotive, moda, tessile e arredamento. Come previsto dal decreto direttoriale del 10 febbraio 2026, le domande per richiedere gli incentivi dovranno essere inviate dal 21 aprile al 23 giugno 2026 allo sportello online di Invitalia. I percorsi di formazione del personale, della durata massima di un anno, dovranno svolgersi presso sedi societarie del Mezzogiorno e dovranno essere curati da soggetti qualificati e indipendenti con comprovata esperienza nell’ambito della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, della digitalizzazione e della transizione ecologica. I costi ammissibili per cui richiedere l’incentivo dovranno essere compresi tra 10.000 e 60.000 euro. Eventuali progetti sovraregionali, che potranno coinvolgere un massimo di dieci imprese di almeno due regioni differenti, beneficeranno di un’agevolazione maggiorata di 20 punti percentuali per le micro e piccole imprese e di 10 punti percentuali per le medie imprese. Tra le spese ammissibili rientrano quelle relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione, a viaggi, alloggi, materiali e forniture, ammortamento di strumenti e attrezzature, servizi di consulenza e, infine, quelle relative ai partecipanti per le ore durante le quali hanno seguito la formazione. Le domande presentate saranno valutate con una graduatoria di merito basata sul punteggio ottenuto da ciascun progetto in relazione al numero di addetti, alla proporzione del personale coinvolto, agli ambiti e alle tematiche formative, nonché all’appartenenza delle imprese a un contratto di rete avente a oggetto lo sviluppo e il rafforzamento della filiera di appartenenza.
Credito, Crif: nei primi 9 mesi del 2025 aumentano i finanziamenti alle imprese, +13,7%
Nei primi nove mesi del 2025 si conferma la crescita degli importi erogati a titolo di finanziamento alle imprese italiane, già osservata a metà anno, con un aumento del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Dopo un periodo di stabilità nel primo semestre dello scorso anno, rileva l’Osservatorio Crif sulle imprese, nel terzo trimestre si è osservata una lieve crescita del tasso di default delle società di capitali, che sale dal 3,1% di giugno 2025 al 3,4%, a conferma di un contesto globale dominato da tensioni sia commerciali sia politiche, che sta iniziando a produrre effetti sul profilo di rischio delle imprese italiane. Rimane invece sostanzialmente stabile il tasso di default delle ditte e società di persone, che si assesta al 3% (2,9% a giugno). A livello settoriale le imprese del turismo e del tempo libero mostrano una maggiore crescita degli importi erogati (+26,6%) mentre tessile e abbigliamento registrano una contrazione del 5,5%, accompagnata da una crescita del profilo di rischio medio delle imprese del comparto.
Firmato in Veneto il contratto regionale di lavoro dell’edilizia artigiana per 5 mila imprese e 18 mila dipendenti
I dipendenti delle aziende artigiane venete del settore edile hanno da oggi un nuovo contratto collettivo regionale di lavoro (Ccrl) con validità fino a tutto il 2028, siglato dalle associazioni di categoria e dalle organizzazioni sindacali. La piattaforma sottoscritta ricade su oltre 5mila imprese e 18mila addetti, il cui salario complessivo vale 258 milioni. Il nuovo Ccrl ha razionalizzato alcune parti normative contenute nei precedenti accordi, in particolare per quanto attiene ad alcune indennità per lavori particolari e disagiati, disciplinando l’istituto della reperibilità e definendo nel dettaglio le aliquote di versamento della contribuzione all’ente bilaterale Edilcassa Veneto. Il contratto sostiene poi la diffusione dell’apprendistato duale nel settore, grazie al recepimento anche nel settore edile dell’Accordo Interconfederale Regionale, che prevede incentivi sia per le imprese, sia per gli apprendisti assunti. Sotto il profilo dei compensi viene confermato l’Elemento variabile della retribuzione (Evr), fissato al 4,5% dei minimi mensili di paga in vigore al primo ottobre 2023, riconosciuto sulla base della verifica di cinque parametri territoriali effettuata da Edilcassa Veneto, la cui applicazione a livello aziendale sarà subordinata alla verifica e al confronto, tra due anni edili, di ulteriori specifici indicatori di produttività. In materia di sicurezza, si prevede che gli istituti di formazione eroghino contributi destinati a mediatori culturali e facilitatori linguistici, iscritti in appositi registi, a supporto dei docenti al fine di rendere comprensibili norme e procedure ai lavoratori stranieri.
Lightsource Bp entra in Anie Rinnovabili, Giovanni Mascari nominato nel consiglio direttivo
Lightsource bp, tra i principali operatori nel settore delle energie rinnovabili, annuncia il suo ingresso in ANIE Rinnovabili. Giovanni Mascari, Country Head di Lightsource bp Italia, entra a far parte del Consiglio Direttivo dell’Associazione. L’iniziativa testimonia l’impegno dell’azienda nel presidio continuo del dibattito nazionale sulle politiche e sugli indirizzi di sviluppo del comparto energetico. “L’ingresso in ANIE Rinnovabili riflette un passaggio significativo nel nostro percorso di partecipazione al sistema industriale e associativo italiano” ha dichiarato Giovanni Mascari, Country Head di Lightsource bp Italia. “Assumo il mio ruolo nel Consiglio Direttivo con profondo senso di responsabilità, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di una visione industriale in grado di sostenere una crescita solida e competitiva dell’intero settore”. Parte di Federazione ANIE, ANIE Rinnovabili è l’Associazione di riferimento per le tecnologie delle energie rinnovabili all’interno del sistema Confindustria ed è impegnata nella promozione del confronto tra imprese e istituzioni sui temi strategici della transizione energetica a livello nazionale.
Aspi: “Ambra Sabatini. A un metro dal traguardo”, arriva il docufilm
Cadere, rialzarsi e ricominciare a vivere grazie allo sport, alla determinazione e alla volontà di non arrendersi mai. È la storia di Ambra Sabatini, atleta paralimpica, portabandiera dell’Italia ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, più volte medaglia d’oro e detentrice del record mondiale nei 100 metri, raccontata nel docufilm “Ambra Sabatini. A un metro dal traguardo”. Il film, distribuito da Adler Entertainment e prodotto da Giffoni Innovation Hub e Blackbox Multimedia, è realizzato in collaborazione con Autostrade per l’Italia ed è stato proiettato nel Salone d’Onore di Casa Italia Milano Cortina 2026 in Triennale Milano, nell’ambito del panel “Rinascere attraverso lo sport”. All’incontro, che ha preceduto la proiezione, hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana, la campionessa Ambra Sabatini e il regista Mattia Ramberti, in un dialogo con il giornalista e conduttore sportivo Pierluigi Pardo. Al centro della conversazione, il docufilm sul percorso umano e sportivo dell’atleta dopo il grave incidente stradale del 2019, la forza di rimettersi in gioco e il valore dello sport come leva di rinascita personale e collettiva. Il docufilm rappresenta anche un tassello fondamentale dell’impegno di Autostrade per l’Italia nella promozione della sicurezza stradale e dei comportamenti responsabili alla guida. Attraverso la testimonianza di Ambra Sabatini, il Gruppo rafforza il proprio impegno nel diffondere una cultura della prevenzione, della consapevolezza e del rispetto delle regole, a tutela di chi viaggia e di chi ogni giorno lavora lungo la rete autostradale. “Dopo l’incidente ho capito che la mia vita non era finita, ma stava semplicemente cambiando direzione. Lo sport mi ha insegnato a guardare avanti e a credere di nuovo nei miei sogni. Oggi sento la responsabilità di utilizzare la mia storia per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza stradale e per dire ai ragazzi che anche a un metro dal traguardo non bisogna mai smettere di crederci”, ha affermato l’atleta Ambra Sabatini. “Lavoriamo ogni giorno per rendere la nostra rete sempre più sicura” afferma Arrigo Giana, Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia. “La sicurezza, per noi, non rappresenta soltanto un obiettivo operativo, ma un valore culturale da promuovere e condividere: per questo siamo da tempo impegnati in campagne di sensibilizzazione volte a incoraggiare comportamenti di guida responsabili. La testimonianza di Ambra Sabatini è un esempio straordinario di forza e consapevolezza: insieme a lei, proseguiamo il nostro impegno per una cultura della sicurezza sempre più radicata, a tutela di chi viaggia e di chi opera quotidianamente sulla nostra rete”. Ambra Sabatini è da diversi anni Ambassador delle campagne istituzionali di Autostrade per l’Italia dedicate alla sicurezza stradale, con particolare attenzione ai periodi di maggiore traffico, come le festività, e racconta la sua esperienza nelle scuole attraverso il progetto “Non chiudere gli occhi” parlando alle nuove generazioni di sicurezza e comportamenti corretti alla guida. Con la presentazione del docufilm, Autostrade per l’Italia rinnova il proprio impegno a favore di una mobilità sempre più sicura, sostenibile e responsabile, anche in occasione dei Grandi Eventi, unendo infrastrutture moderne e azioni concrete di educazione civica per contribuire alla sicurezza dei viaggiatori.