CDM, OK AL PIANO SOCIALE CLIMA DA 9,3 MILIARDI
Energia, sì alla clausola di salvaguardia: scostamento di bilancio dello 0,6% nel 2027 e 2028. Per l’Italia fino a 14 miliardi, Ecco: usiamoli per edifici, imprese e trasporti

GIANMARCO MAZZI MINISTRO TURISMO, GIANCARLO GIORGETTI MINISTRO ECONOMIA, TOMMASO FOTI MINISTRO AFFARI EUROPEI E PNRR
IN SINTESI
Un doppio sussulto energetico nell’afa di agosto. L’inizio dell’estate italiana porta in dote due importanti mosse green: l’ok, seppur in grosso ritardo, del Consiglio dei ministri al Piano sociale per il clima scritto ormai un anno fa. Dalla Camera dei deputati e dal Senato, invece, sono arrivati i sì della maggioranza alla risoluzione sulle comunicazioni del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti sulla richiesta all’Ue di attivazione delle clausole di salvaguardia per l’energia e la difesa.
“Scusate il ritardo”: l’ok del governo al Piano sociale per il clima
Andando con ordine, allora, il Consiglio dei ministri di martedì 4 agosto ha approvato il Piano Sociale per il Clima 2026-20232, predisposto dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. Come accennato sopra, e come raccontato qui a inizio anno, si tratta dello strumento, dal valore complessivo di 9,3 miliardi di euro, costruito per accompagnare la transizione energetica e mitigare gli effetti economici e sociali derivanti dall’Ets2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione per l’edilizia e il trasporto stradale, operativo dal 2028. Di questi miliardi, 7 sono finanziati dal Fondo sociale per il clima e 2,3 miliardi sono di cofinanziamento nazionale.
Gli interventi approvati riguardano la riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese; il sostegno all’elettrificazione dei consumi domestici; il potenziamento e la maggiore accessibilità del trasporto pubblico; un sostegno temporaneo al reddito attraverso il bonus sociale Energia Plus, che interesserà circa 4 milioni di famiglie ogni anno tra il 2028 e il 2031 con l’erogazione automatica del contributo in bolletta.
E adesso? Adesso il Mase trasmetterà questo piano a Bruxelles, precisamente a Palazzo Berlaymont dove opera la Commissione europea. Qui si aprirà il negoziato formale che porterà all’approvazione finale.
Via libera al doppio scostamento di bilancio per energia e difesa
L’altro via libera da raccontare, come detto, è quello all’attivazione delle due clausole di salvaguardia per energia e difesa. Ieri, infatti, Camera e Senato hanno votato e approvato la risoluzione della maggioranza relativa alle comunicazioni del ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti. In totale, parliamo di uno scostamento da 35-36 miliardi per il triennio 2026-2028.
Concentrandoci sul fronte energetico, parliamo di 14 miliardi pari allo 0,6% del Pil. Secondo quanto riferito da Giorgetti in Aula, “non sembrerebbero ammissibili, a differenza della clausola difesa, spese registrate negli anni successivi al 2028. Sul punto saranno avviate specifiche interlocuzioni in sede tecnica con le istituzioni europee per verificare la possibilità di investimenti che, sebbene, avviati nel triennio 2026-28 producano effetti su un orizzonte temporale più lungo”. In ogni caso, ha spiegato il capo del Mef, “l’appuntamento inevitabile sarà quello dello scostamento” con il voto a “maggioranza assoluta che sarà il momento giuridicamente vincolante e presumibilmente segniamo sul calendario per il mese di ottobre”.
Quanto al contenuto dello scostamento energetico, ha spiegato Giorgetti, “lo shock energetico causato dalla crisi in Medio Oriente, associato alla crisi in Ucraina, costituisce una circostanza eccezionale al dei fuori del controllo degli Stati membri, con un rilevante impatto negativo sulla crescita dell’economia e sulle finanze pubbliche. Anche guardando oltre la crisi in corso, la riduzione della dipendenza di fonti fossili è comunque un aspetto fondamentale del miglioramento della sicurezza e della resilienza del Paese”. Infine, ha specificato che “mon è vero che non ho detto le condizioni quantitative sulla richiesta di scostamento di bilancio. Abbiamo detto che faremo ricorso alla potenzialità massima consentita per lo scostamento relativo alla sicurezza energetica (0,6%). Non può oltrepassare lo 0,3% su base annuale, quindi posto che il 2026 ormai a ottobre sarà quasi finito, esso si concentrerà sul 2027 e sul 2028”.
Ecco: usiamo queste risorse per edifici, imprese e trasporti
Secondo il think tank Ecco, “è fondamentale che il margine di bilancio dia priorità a misure capaci di ridurre nell’immediato i costi energetici di famiglie e imprese, a partire dall’elettrificazione, ponendo le basi per una riduzione stabile attraverso una successiva riforma della fiscalità energetica e degli oneri di sistema”.
Per il centro studi, in particolare, ci sono una serie di interventi che potrebbero essere attivati rapidamente attraverso strumenti già esistenti o in fase di attuazione. Tra questi, il rafforzamento dell’Ecobonus, del Fondo Automotive e della dotazione del Conto Termico 3.0, misure pienamente coerenti con gli obiettivi del Pniec, il piano nazionale dell’energia. “L’obiettivo è utilizzare risorse temporaneamente disponibili per costruire politiche capaci di reggere anche oltre il 2028”, ha aggiunto il co-fondatore di Ecco Matteo Leonardi.

“Le imprese energetiche, con gli enormi profitti che stanno accumulando in questo periodo, sono libere di finanziare soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione che non sono a vantaggio dei consumatori, come i biocarburanti e il carbon capture and storage (Ccs)”. Terminata la finestra di flessibilità, secondo Ecco il finanziamento di queste politiche dovrà poggiare su strumenti strutturali e prevedibili, tra cui i proventi delle aste del sistema Ets – che tra il 2012 e il 2024 hanno generato circa 18 miliardi di euro per il bilancio dello Stato -, il gettito aggiuntivo derivante dall’estensione dell’Ets ai settori dei trasporti e degli edifici (Ets2) e una riforma della fiscalità energetica e degli oneri di sistema.