Il NUOVO PROGETTO RAM
Enac accelera sul piano da 300 milioni per la Regional Air Mobility. Valorizzazione dell’aeroporto di Rieti al via, interventi per 13 milioni
Da progetto sperimentale a infrastruttura strategica della mobilità aerea italiana. La Regional Air Mobility (RAM), lanciata dall’Enac compie un ulteriore passo avanti e trova nell’aeroporto “Giuseppe Ciuffelli” di Rieti uno dei suoi snodi prioritari. Sul tavolo c’è il piano pluriennale 2025-2030 di investimenti da circa 300 milioni di euro – tutto finanziato con risorse interne dell’Ente – che punta a sviluppare una ventina di scali di fatto abbandonati. L’obiettivo non è semplicemente quello di riqualificare hangar e piste ma dare a questi piccolissimi aeroporti una nuova vita colmando deficit infrastrutturali del Paese, soprattutto lungo le direttrici trasversali, attraverso una rete a corto raggio capillare e integrata con gli altri sistemi di trasporto. Sviluppando collegamenti di linea aeroportuali strategici, tra ‘city-pair’, il network
trasforma gli scali locali in veri centri d’opportunità, integrandoli con gli altri sistemi di trasporto in un’ottica di intermodalità, flessibilità e innovazione. Dopo il primo volo dimostrativo dello scorso settembre tra Fano e Roma Urbe – collegati in meno di 50 minuti da un King Air B200 da 9 posti, contro le oltre quattro ore necessarie su strada o rotaia – l’aeroporto di Rieti diventa così l’apripista. L’Ente nazionale per l’aviazione civile tramite la propria società in house Enac Servizi Aeroporti, ha infatti programmato interventi per circa 13 milioni di euro, in aumento rispetto ai 10 inizialmente previsti, sullo scalo reatino, avviando un piano di interventi che guarda ai Mondiali di Volo a Vela del 2027, ma soprattutto getta le basi per un ruolo futuro nella rete RAM.
«Gli aeroporti superano la storica etichetta di non luoghi per diventare hub di servizi e di opportunità», è il cambio di paradigma rivendicato dall’ente. Un’impostazione che punta a trasformare gli scali minori in poli multifunzionali capaci di generare sviluppo economico, turismo e nuovi modelli di business, affiancando all’operatività aeronautica servizi come coworking, sale convegni, ristorazione e spazi per eventi. Il piano per Rieti, presentato ieri nel corso di una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, incarna, dunque, questi concetti: gli interventi previsti sulla foresteria, sull’area ristoro e sulle zone dedicate agli eventi mirano a rendere lo scalo un punto di riferimento per il territorio. Non più spazi impersonali, ma ecosistemi vivi che integrano accoglienza e impresa, valorizzando il tessuto locale in chiave innovativa. Il piano si articola in tre fasi: nel primo semestre del 2026 sono previsti interventi di preparazione logistica, con il livellamento della pista n.3, la realizzazione di una nuova foresteria e il restyling degli uffici e degli hangar. Tra settembre 2026 e marzo 2027 partiranno i lavori strutturali sulle piste n.1 e n.2, la costruzione di un’aviofficina e il rinnovo dell’area di sosta, garantendo al contempo la continuità operativa dello scalo. Dopo i Mondiali, il progetto entrerà a regime con nuovi hangar, l’attivazione del terminal RAM e l’installazione di un impianto fotovoltaico per l’autosufficienza energetica.
Rieti si affianca così agli altri aeroporti già individuati come nodi della rete – da Roma Urbe a Siena, Capua, Milano Bresso, Pavullo nel Frignano e Viterbo – in un sistema che vede nello scalo dell’Urbe il baricentro dei collegamenti a corto raggio. Proprio a Roma Urbe sono previste operazioni notturne, una pista illuminata e l’integrazione “aria-aria” con Fiumicino, grazie a un collegamento in elicottero che consentirà ai passeggeri del “Leonardo da Vinci” di raggiungere rapidamente il centro della Capitale o proseguire verso i territori del network RAM.
Come ha ricordato il presidente dell’Enac, PIerluigi Di Palma, “il progetto Ram nasce dal confronto con l’autorità politica e ha registrato un unanime consenso per valorizzare patrimoni dello Stato abbandonati”. E, ha rimarcato, “se non l’avessimo finanziato, il privilegio di ospitare i Mondiali di volo a vela, sarebbe andato alla Francia”. Con il progetto Ram si realizza un’infrastruttura in ragione di una richiesta crescente, come nel caso della business aviation che chiede servizi differenziati, in uan fase di forte crescita del traffico aereo, come attestano gli oltre 51 milioni di passeggeri a Fiumicino nel 2025. “Non stiamo mettendo in piedi una compagnia- ha tenuto a puntualizzare- ma valorizziamo e mettiamo a rete un patrimonio, facendo un servizio al Paese anche in funzione di una delocalizzazione turistica”. Anche Marco Trombetti, amministratore unico di Enac Servizi Aeroporti, ha posto l’accento sulla “nuova visione del progetto Ram che non significa solo riqualificare un hangar o una pista ma che punta allo sviluppo del territorio con servizi standard in tutti gli aeroporti, tariffe uniformate, una progettazione tipo”. Sullo sfondo, rimane, intanto, l’atteso via libera definitivo al nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti da parte del ministero delle Infrastrutture. L’indicazione emersa dalla conferenza stampa di ieri è che potrebbe arrivare a valle di un’ulteriore interlocuzione con tutti gli stakeholder e, in linea di massima, dopo la conclusione dei giochi olimpici invernali. “Attendiamo il testo in primavera”, ha fatto sapere il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, presente alla conferenza stampa.