REGOLE EDILIZIE, IL 16/6 LA PRESENTAZIONE

A Roma quattro Cer e 12 Gac attivi ma sprint da progetti Pnrr con solare e geotermico

20 Mag 2026 di Mauro Giansante

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Un 2026 di spinta  sulle comunità energetiche e i gruppi di autoconsumo collettivo. E’ il messaggio emerso dall’evento organizzato ieri all’Urban center di Roma dall’Ufficio clima dell’amministrazione capitolina, diretto da Edoardo Zanchini. Che, aprendo i lavori, ha ricordato come il 56% delle emissioni in città derivi dagli edifici. A Roma, peraltro, si contano 140mila edifici residenziali, pari al 15% dei condomini di tutta Italia.

Servono soluzioni concrete e differenziate, con l’unico obiettivo di efficientare i consumi delle case romane. La realtà attuale è bifronte, hanno spiegato Stefano Pizzuti di Enea e Giorgio Nanni di Legacoop. Perché da un lato, a Roma, le Cer ufficialmente attive sono appena quattro, su 30 totali nel Lazio, con 70 cabine primarie. I Gac, invece, sono 16 in Regione e 12 nella Capitale. A livello nazionale, invece, il Gse ha registrato 900 Cer e 335 Gac. “Ad oggi, in Italia la potenza installata da Cer e Gac supera di poco i 100MW, il 2% di 5GW obiettivo Italia di decarbonizzazione. E il meccanismo incentivi vale fino al 31 dicembre 2027″, ha notato Pizzuti. Dall’altro lato, ha spiegato Nanni, se in Italia abbiamo 2500 cabine e 905 configurazioni stanno però arrivando altri 2 gigawatt da impianti Pnrr da qui al 30 giugno prossimo. 

Accelerare, dunque, si può e senza aspettare. Con progetti di fotovoltaico e di geotermico. Il modello Edison, ad esempio, consente ai condomini di produrre, condividere e consumare energia rinnovabile (solitamente tramite fotovoltaico) senza dover sostenere l’investimento iniziale dell’impianto, riducendo i costi in bolletta.

Ma c’è anche il modello E.On, che a Roma opera con il programma WeSolar nel quartiere Nuovo Salario.

 

Secondo il modello illustrato da Paolo Rossi, Direttore Commerciale Unoenergy Spa, il costo reale di un impianto fv scende da 15mila euro a 9.600 con la detrazione al 36%, garantendo poi ricavi annui pari a 2.300 euro. E considerando anche gli incentivi il beneficio totale per i condomini arriva a 3.700 euro annui. Per un ritorno dell’investimento in 2,5 anni e ricavi totali a 30 anni pari a 82.900 euro.

Venendo alla geotermia, invece, a livello nazionale ci sono 50 progetti in fase di approvazione e 193 richieste. A Roma e dintorni sono 20 gli impianti per la climatizzazione. Quanto alle pompe di calore a geotermia, il potenziale in termini di Fer termiche potrebbe raggiungere 7.250 ktep, con un + 4,3 Mtep al 2030 rispetto al 2022 e un target di Fer termiche del 40,0%.

Intervistato nella rivista Condominio Zero Problemi, Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio Clima di Roma Capitale, la geotermia “è un tipo di tecnologia che vedremo sempre più diffusa” perché sta evolvendo tecnologicamente. A Roma, ha aggiunto, “stiamo lavorando a diversi progetti, il primo si chiuderà nel 2026 – secondo trimestre da cronoprogramma, ndr – e riguarda la ristrutturazione di un grande edificio storico completamente vetrato a Porta Metronia, l’Arancera, che diventerà una grande sala conferenze alimentata a geotermia”. Inoltre, ha concluso, è in fase di studio “l’applicazione dei nuovi strumenti del conto termico per l’edilizia pubblica per utilizzare questa tecnologia su scuole ed edilizia residenziale”.

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