GLI EFFETTI DEL DL PNRR

Anticipi su riserve, Donnarumma fa i numeri: “Il petitum è 20 miliardi, ma le imprese non se ne aspettano più di 2. Sull’estero puntiamo al breakeven nel ’27”

17 Feb 2026 di Maria Cristina Carlini

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Anticipi su riserve, Donnarumma fa i numeri: “Il petitum è 20 miliardi, ma le imprese non se ne aspettano più di 2. Sull’estero puntiamo al breakeven nel ’27”

STEFANO ANTONIO DONNARUMMA AD E DG GRUPPO FS

Soltanto pochi giorni fa la notizia di un vertice al Mef con le Fs e Webuild sul tema caldo degli extracosti per i cantieri ferroviari calcolati in 20 miliardi aveva fatto scattare l’allarme e agitato non poco le acque. Soprattutto quelle della politica con i partiti dell’opposizione scesi in campo, preoccupati, per chiedere un confronto in Parlamento sulla situazione economica e finanziaria delle Ferrovie dello Stato, soprattutto in vista del post Pnrr. Ieri, ci ha pensato il numero uno del gruppo Stefano Antonio Donnarumma a mandare messaggi tranquillizzanti. “Addirittura 20 miliardi di extracosti? Cose fantasmagoriche”, ha tagliato corto l’ad per poi precisare che questa somma è il petitum, cioè l’ammontare delle richieste avanzate dalle aziende: “Se quindi si andasse a chiedere a coloro i quali hanno sollevato queste riserve dei 20 miliardi quanto si aspettano, loro probabilmente hanno messo nelle loro previsioni 1,8-1,9 miliardi, comunque dentro i 2 miliardi. Si tratterebbe quindi al più di due miliardi per un’azienda che ne investe 20 all’anno”. Nessuna preoccupazione, nessun timore, dunque, perchè  “l’azienda è sana e solida, ce la fa con le sue gambe”. L’occasione per chiarire la questione è stato ieri un forum organizzato dall’Ansa, nel corso del quale Donnarumma ha confermato i numeri del piano industriale e la rotta tracciato sul business internazionale dove il gruppo, ora in passivo, punta al breakeven nel 2027 e quindi all’utile a partire dagli anni successivi. E non ha mancato di toccare il tasto dolente dei sabotaggi che, ancora una volta soltanto pochi giorni fa, hanno messo in ginocchio la circolazione ferroviaria.

Donnarumma ha parlato del 2025 come di “anno record mai raggiunto nella storia delle Fs con investimenti complessivi per 18,5 miliardi di cui 11,5 miliardi sulla rete ferroviaria. “In media prima l’investimento di manutenzione straordinaria per la sicurezza e la funzionalità oscillava intorno ai 4 miliardi, quindi significa che noi già nel 2025 abbiamo speso 7 miliardi in più almeno della media degli ultimi 10-15 anni”, ha spiegato. E “questo perché le ferrovie sono state impegnate nello sviluppo del Pnrr” e “7 miliardi sono anche la spesa di questo anno per arrivare all’estate, con il completamente di quelle attività previste dal piano”, ha aggiunto Donnarumma sottolineando  come “le ferrovie continuano ad essere un grande generatore di ricchezza per il paese”.  “I nostri investimenti di 18,5 miliardi generano circa 50 miliardi di impatto sul Pil”. E “a fronte di un fatturato dai 17 ai 18 miliardi, il risultato operativo (Ebitda) oscilla intorno ai 2,5 miliardi, in arco di piano, da qui al 2029, supereremo i 20 miliardi di fatturato e supereremo i 3,5 miliardi di ebitda”.

Ma è sul rapporto debito-ebitda che Donnarumma ha voluto porre l’accento. “Ad oggi con 2,5 miliardi di Ebitda, essendo un’azienda di infrastrutture, quanto sarebbe legittimo, come numero, il debito? Il rapporto tra debito ed ebitda mediamente nelle aziende viene considerato sano, se si parla di infrastrutture, quando non supera 4-5 volte. Perché sono infrastrutture, in gergo tecnico vengono chiamate aziende growth, crescono nel proprio valore investendo perché l’asset assume sempre maggior valore”. Quindi “più investo, più creo infrastruttura, l’infrastruttura ha un suo valore, l’azienda aumenta il suo valore, ovviamente aumenta il suo debito. Ma se il debito e il risultato operativo si parlano rimanendo in quei parametri, non ci sono problemi”, ha spiegato Donnarumma. Dov’è, dunque, il punto di  equilibrio per le Fs? “Con un ebitda di 2,5 miliardi ci dovremmo indebitare al massimo di 4 volte, quindi una decina di miliardi. Oggi il nostro debito netto è di 14 miliardi, un po’ oltre, ma questo perché noi facciamo da cassa per lo Stato”, ha detto Donnarumma. E, comunque, bisogna sempre tenere conto di quello che è il patrimonio di un’azienda che, nel caso delle Fs, vale dai 50 ai 70 miliardi.  Il vero tema di questi giorni, come da anni, è il Pnrr. “L’accelerazione è stata talmente forte che è chiaro che la forchetta che si è aperta tra quanto denaro mettiamo noi per pagare tutti i fornitori e tutto ciò che serve e quanto ce ne dà lo Stato è a due velocità, un po’ diverse ma è temporaneamente”. Ciò “significa che ci siamo indebitati un po’ di più, paghiamo un po’ di più di interesse e questi interessi valgono qualche centinaia di milioni”. Per cui “per mantenere l’equilibrio economico finanziario dell’azienda dobbiamo fare in modo che questo debito non cresca molto e non costi troppo”, ha concluso Donnarumma.

Come si è detto, uno dei temi toccati dal numero uno delle Fs è quello  dell’espansione sui mercati internazionali dopo avere registrato un incremento del 15% di passeggeri l’anno scorso. La parola d’ordine rimane quella degli investimenti. In Francia, in particolare, il gruppo sta cercando di finalizzare un accordo con il fondo Certares con l’obiettivo di comprare insieme la flotta di treni sulla Parigi-Londra dal 2028-2029.

Nota dolente quella sabotaggi sulla rete. “Gli accadimenti di questi giorni sono particolarmente impattanti perché vengono scelti dei punti della rete e degli orari che evidentemente – ha rimarcato Donnarumma – denotano un expertise e una conoscenza del sistema per creare e arrecare il maggior disagio possibile e questo è avvenuto in determinati casi in maniera eclatante”. L’ad di Fs ha quindi spiegato: “il nostro sistema è fatto da 17mila Km di rete, è un sistema aperto e non può essere chiuso in una bolla di vetro ed è sottoposto tanto agli agenti atmosferici tanto ad azioni che vanno dagli indebiti attraversamenti ad atti di sabotaggio”. E “non è la prima volta nella storia delle ferrovie, e non è la prima volta sotto questa gestione”, ha sottolineato Donnarumma. Infatti “abbiamo fatto le prime denunce già dall’autunno 2024. In un solo anno facciamo tra i 500-600 milioni di passeggeri. Ci sono giornata da più di 2 milioni di passeggeri con 10mila treni in movimento”.

 

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