RIGENERAZIONE URBANA / 1
Demanio e C40, primi vincitori di Reinventing Cities: 90 milioni di investimenti per Venezia e Bologna
IN SINTESI
L’Agenzia del Demanio annuncia i primi progetti di recupero e rigenerazione di immobili dello Stato vincitori del concorso internazionale di architettura e design urbano Reinventing Cities di C40 (la rete mondiale dei sindaci uniti nel contrasto alla crisi climatica, ndr). Si tratta del Forte Sant’Andrea di Venezia e della ex Caserma Perotti di Bologna.
Con circa 8 milioni di investimenti per il recupero socio culturale e l’accessibilità del Forte e dell’isola di Sant’Andrea a Venezia e 80 milioni di investimenti per la rigenerazione urbana green della ex Caserma Perotti di Bologna l’Agenzia di Alessandra dal Verme raggiunge gli obiettivi di sostenibilità dando nuova vita ad immobili sottoutilizzati per i quali le pubbliche amministrazioni non hanno manifestato interesse per usi istituzionali ma che si prestano a essere valorizzati attraverso progetti di rigenerazione e trasformazione urbana a zero emissioni, anche in partenariato pubblico-privato.
In particolare, i bandi dell’Agenzia del Demanio si sono articolati in due fasi: una prima selezione delle manifestazioni di interesse e una seconda fase competitiva, al termine della quale il Forte Sant’Andrea di Venezia sarà affidato in concessione e la ex Caserma Perotti di Bologna sarà ceduta a operatori privati.
Venezia, il progetto deboleFORTE

A Venezia la trasformazione proposta riguarda Forte Sant’Andrea, una massiccia fortezza di circa 25 ettari costruita a metà del XVI secolo e situata sull’isola omonima nella laguna veneziana.
Questa imponente fortezza è composta da una torre centrale, strutture accessorie e circa trecento metri di mura a mare, intervallate da quaranta cannoniere posizionate a pelo d’acqua e da una seconda batteria disposta sulle terrazze.
Per Venezia si è imposta deboleFORTE, proposta dell’associazione culturale MicroClima, collettivo internazionale che riunisce architetti, esperti ambientali, ingegneri, paesaggisti, ricercatori e manager culturali.
La concessione avrà durata trentennale, con un investimento stimato in circa 8 milioni di euro e un canone annuo di circa 2.500 euro.
Il progetto prevede la trasformazione del Forte Sant’Andrea, storica fortificazione rinascimentale, in uno spazio aperto di ricerca, confronto e produzione culturale sui temi della sostenibilità, con un forte coinvolgimento della comunità locale e il progressivo recupero dell’intera isola di Sant’Andrea all’uso pubblico.
Bologna, l’ecosistema urbano Alma

A Bologna la trasformazione proposta riguarda parte dell’area della ex caserma “G. Perotti”, localizzata nella periferia Est di Bologna, non lontana dallo svincolo della tangenziale e dell’autostrada.
Si tratta di un complesso risalente ai primi anni ’40, situato nella periferia est di Bologna, in prossimità della tangenziale e dello svincolo autostradale.
L’area si trova ai margini di una porzione di città, progettata e realizzata nel secondo dopoguerra, ed è caratterizzata da una solida rete di spazi verdi, percorsi di mobilità lenta e una forte presenza di servizi per la popolazione. A sud si trova un quartiere destinato a edilizia popolare e di edilizia popolare, costruito negli anni ’70, integrato da Piani Particolareggiati stabiliti in risposta al PRG di Bologna del 1985.
A vincere è stato Alma, team multidisciplinare specializzato in pianificazione territoriale, sostenibilità e innovazione. L’offerta supera i 6 milioni di euro per l’acquisto del compendio, a fronte di un investimento complessivo previsto di circa 80 milioni di euro. Il progetto trasformerà l’ex complesso militare in un quartiere di prossimità aperto e inclusivo, con residenze, student housing, servizi locali, spazi comuni, commercio di vicinato, aree sportive e un grande parco centrale a funzione ambientale e sociale.
La riqualificazione sarà orientata alla riduzione dei consumi energetici e dell’impatto ambientale attraverso soluzioni di design bioclimatico, l’uso di energie rinnovabili, il riuso delle acque meteoriche e materiali a basso contenuto di carbonio. I risultati saranno misurabili tramite certificazioni come LEED, CasaClima e analisi LCA. Centrale anche l’approccio partecipativo, finalizzato a rafforzare i legami sociali e a generare nuova occupazione green.
Secondo l’Agenzia del Demanio, la valorizzazione sostenibile del patrimonio immobiliare dello Stato rappresenta un’opportunità per attivare investimenti privati, creare valore economico e sociale e supportare i piani di sviluppo urbano locali. La collaborazione pubblico-privato avviata con Reinventing Cities si conferma così uno strumento chiave per il recupero di beni pubblici in disuso e per rendere le città più attrattive, inclusive e resilienti nel lungo periodo.
Gli altri progetti di rigenerazione
Questi di Bologna e Venezia sono solo i primi due beni interessati su un totale di sei in 5 città italiane. Oltre all’ ex Caserma Perotti di Bologna e al Forte Sant’Andrea di Venezia c’è, infatti, l’ex Scuola di Via Zama a Milano dove la trasformazione proposta riguarda due edifici destinati a scuola elementare e palestra e uno spazio aperto pertinenziale, in un’area sita nel quartiere sud-est della Città di Milano.
A Palermo la trasformazione proposta riguarda l’area dell’ex Chimica Arenella, un peculiare e significativo esempio a Palermo di architettura industriale storica, situata nel quartiere Arenella – Vergine Maria.
A Roma la trasformazione proposta riguarda un immobile realizzato negli anni ‘30 per ospitare la “Casa del Fascio”, situata nel quadrante orientale della città.
E, poi, ancora, a Venezia la trasformazione proposta riguarda Casa Madonna Nicopeja, un compendio situato nella laguna di Venezia, all’interno di un contesto di grande rilevanza paesaggistica.