LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA
Deforestazione, con le nuove norme Ue risparmi annui del 75% per le imprese. Ppe soddisfatto a metà: ora basta intoppi
Nel bel mezzo del cammin delle semplificazioni normative europee, ecco la revisione del regolamento sulla deforestazione. Atteso per giovedì scorso, ieri la Commissione ha presentato gli atti del riesame dell’accordo dei colegislatori siglato lo scorso dicembre. Con queste nuove misure l’obiettivo primario è la riduzione dei costi per le imprese del 75%. Ma non solo. Vengono presentati gli strumenti previsti per l’agevolazione degli scambi, quali i repertori della legislazione dei paesi produttori e i sistemi di certificazione delle merci nell’ambito dell’Eudr, al fine di agevolare la valutazione del rischio e il dovere di diligenza.
Il pacchetto entrerà in vigore a partire dal 30 dicembre 2026 per le grandi e medie imprese, le microimprese e le piccole imprese del settore del legname, mentre decorrerà dal 30 giugno 2027 per altre microimprese e piccole imprese. L’obiettivo delle norme è garantire che i beni chiave immessi sul mercato dell’Ue non contribuiscano alla deforestazione e al degrado forestale, sia all’interno dei confini europei che a livello mondiale. Ciò perché il principale fattore di deforestazione è l’espansione dei terreni agricoli legata alla produzione di sette materie prime contemplate dal regolamento: bovini, legno, cacao, soia, olio di palma, caffè, gomma e alcuni dei loro prodotti derivati. A norma del regolamento, allora, qualsiasi operatore o commerciante che immette tali materie prime sul mercato dell’Ue, o ne esporta, deve essere in grado di dimostrare che i prodotti non provengono da terreni recentemente disboscati o hanno contribuito al degrado forestale.
Guardando nel dettaglio i documenti allegati, nella bozza di atto delegato presentata – aperto alla consultazione pubblica fino al 1° giugno prossimo – trovano spazio le modifiche sui prodotti agricoli con l’aggiunta di caffè solubile e alcuni derivati dell’olio di palma. Vengono poi esclusi dall’applicazione delle norme i pellami o gli pneumatici ricostruiti, i campioni di prodotto, alcuni materiali di imballaggio, prodotti usati e di seconda mano e rifiuti.
Inoltre, la Commissione sta aggiornando il sistema d’informazione per rispecchiare le modifiche introdotte dal regolamento riveduto e migliorare la facilità d’uso del sistema. Il progetto aggiornato di atto di esecuzione sul sistema d’informazione sarà ora presentato agli Stati membri prima della sua adozione. I principali sviluppi, spiega la Commissione, comprenderanno un modulo di dichiarazione semplificato per i micro e piccoli operatori primari, in linea con il formato esistente della dichiarazione di dovuta diligenza; specifiche aggiornate per le interfacce applicative automatizzate; un piano di emergenza per l’indisponibilità non pianificata; e una funzione di raggruppamento volontario introdotta in risposta alle richieste del settore imprenditoriale.
Terzo fronte è quello dei dati. Infatti, la Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri per utilizzare le informazioni disponibili provenienti dalle banche dati nazionali che si rifletteranno direttamente nel sistema d’informazione al fine di sostenere le imprese nell’adempimento dei loro obblighi in materia di Eudr. L’obiettivo, anche qui, sarà ridurre ulteriormente l’onere per i micro e i piccoli operatori primari.
“I nostri sforzi sono pienamente incentrati sull’agevolazione dell’attuazione nel modo più efficiente. Ora dobbiamo tutti lavorare per un’efficace entrata in applicazione della legge entro la fine del 2026 e tenere presente il suo importante obiettivo di ridurre la deforestazione a livello globale”, commenta la commissaria all’ambiente Ue Jessika Roswall.
Tra le prime reazioni politiche, però, dal Ppe arriva una soddisfazione a metà. “Sebbene sarebbe stata auspicabile una semplificazione di più ampia portata, l’attuale pacchetto offre maggiore chiarezza riguardo all’attuazione. La priorità fondamentale ora è garantire che l’attuazione proceda senza intoppi. A tal fine è fondamentale un sistema informatico di facile utilizzo”, dichiara in una nota Christine Schneider, eurodeputata e relatrice del gruppo dei popolari per il regolamento sulla deforestazione. “È positivo – aggiunge – che l’ambito di applicazione del regolamento sulla deforestazione sia stato adeguato. Sono ora presi in considerazione la pelle, i campioni di prodotti e il caffè solubile, già discussi alla fine dello scorso anno. Accolgo con grande favore il fatto che la Commissione stia pianificando anche un’ulteriore consultazione sull’ambito di applicazione. Ciò consentirà di integrare nuovi aspetti che non sono stati ancora considerati. Ciò garantisce la trasparenza e contribuisce a migliorare ulteriormente il regolamento”. Infine: “Il nostro obiettivo rimane un quadro giuridico chiaro, praticabile ed efficace che rafforzi la protezione delle foreste, rendendone al contempo più fattibile l’attuazione per le parti interessate. Esamineremo attentamente le proposte odierne e sosterremo il processo in modo costruttivo”.