LA GIORNATA
Davos, scontro economico globale: in arrivo anni di turbolenze
- Al via la nuova gara Consip per i Servizi Applicativi in ottica Cloud per la Pa Centrale del valore complessivo di 3,8 mld
- Cdp e Intesa Sanpaolo: nuovo accordo da 1 miliardo per la crescita di Pmi e Mid-Cap
- Webuild, affidato al Consorzio Metro C un contratto da 776 milioni per la realizzazione della nuova tratta T1
IN SINTESI
Un mondo dalle prospettive sempre più incerte, in cui lo “scontro geoeconomico” è balzato in cima alla classifica dei rischi mentre “i conflitti armati, la militarizzazione degli strumenti economici e la frammentazione della società” vanno verso una “collisione nel breve termine”. E’ lo scenario delineato dal Global Risks Report del Forum economico mondiale di Davos, un’indagine basata sulle aspettative di di oltre 1.300 fra studiosi, imprese, governi ed esponenti della società civile. Un report che arriva a pochi giorni dall’apertura del tradizionale appuntamento oganizzato a Davos dal World Economic Forum, al quale parteciperà il presidente Usa Donald Trump. La metà, 14 punti percentuali in più rispetto a un anno fa, prevede “un mondo turbolento o tempestoso nei prossimi due anni”. “Un altro 40% si aspetta che le previsioni biennali siano quantomeno instabili”, mentre appena il 9% prevede stabilità e l’1% calma. Il Global Risks Report rileva che al secondo posto fra i rischi globali figurano conflitti internazionali, condizioni meteorologiche estreme, polarizzazione sociale e disinformazione. “Le previsioni dei leader e degli esperti mostrano una profonda preoccupazione”, scrive il Forum in una nota. Anche in un’orizzonte decennale, il 57% degli intervistati “si aspetta un mondo turbolento o tempestoso, il 32% si aspetta che la situazione sia instabile, il 10% prevede stabilità e l’1% calma”. Il Rapporto, definito “un sistema di allerta precoce”, mostra come “l’era della concorrenza aggrava i rischi globali (dal confronto geo-economico alla tecnologia incontrollata, all’aumento del debito) e modifica la nostra capacità collettiva di affrontarli. Ma nessuno di questi rischi è inevitabile”, dice Saadia Zahidi, direttore generale del World Economic Forum. “Gli approcci collaborativi e lo spirito di dialogo rimangono essenziali” e “il nostro incontro annuale a Davos servirà come piattaforma vitale per comprendere i rischi e le opportunità e per costruire i ponti necessari per affrontarli”, afferma Borge Brende, Presidente e Ceo del World Economic Forum. Al secondo posto nella scala dei rischi per il 2026 figurano i conflitti armati su base statale, al quinto posto per il biennio: una minaccia le catene di approvvigionamento e la più ampia stabilità economica globale. Per quanto riguarda le prospettive geopolitiche, il 68% degli intervistati prevede un “ordine multipolare o frammentato” nel prossimo decennio, con un aumento di quattro punti rispetto allo scorso anno. I rischi economici registrano l’aumento collettivo più consistente nelle previsioni biennali. I rischi di recessione economica e inflazione sono saliti entrambi di otto posizioni, rispettivamente all’11° e al 21° posto, mentre l’esplosione di una bolla speculativa è salita di sette posizioni, arrivando al 18° posto. “Le crescenti preoccupazioni per il debito e le potenziali bolle speculative, in mezzo alle tensioni geo-economiche – avverte il documento – potrebbero innescare una nuova fase di instabilità”. Cattiva informazione e disinformazione si collocano al secondo posto nelle previsioni biennali, mentre l’insicurezza informatica si colloca al sesto posto. “Gli esiti negativi dell’Ia mostrano la traiettoria più netta, passando dal 30° posto nelle previsioni biennali al 5° posto nelle previsioni decennali, riflettendo l’ansia per le implicazioni sui mercati del lavoro, sulle società e sulla sicurezza”. Strettamente legata agli sviluppi tecnologici, la polarizzazione sociale si colloca al 4° posto nel 2026 e al 3° nel 2028. La disuguaglianza è al 7° posto nelle previsioni biennali e decennali.
A24, Mit: al lavoro per rendere sicura un’autostrada strategica tra Lazio e Abruzzo
Si è svolta ieri al MIT una riunione sullo stato di avanzamento dei lavori dell’A24. Al tavolo, oltre al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, hanno partecipato i due commissari dell’autostrada, l’avvocato Marco Corsini e l’ingegnere Pierluigi Caputi, il presidente della Regione Abruzzo e il Concessionario. Obiettivo prioritario del ministro e di tutti i presenti è di lavorare nel più breve tempo possibile per rendere sempre più sicura un’autostrada strategica per Abruzzo, Lazio e per tutto il versante appenninico e adriatico.
Al via la nuova gara Consip per i Servizi Applicativi in ottica Cloud per la PA Centrale del valore complessivo di 3,8 mld
È stata pubblicata la nuova gara Consip per i Servizi Applicativi in ottica Cloud che mette a disposizione delle amministrazioni centrali un contratto “pronto all’uso” del valore complessivo di 3,8 mld/€ per sostenere la trasformazione digitale del settore pubblico verso logiche cloud. L’iniziativa offre la possibilità di realizzare nuove applicazioni cloud-native e/o di migrare al cloud le applicazioni esistenti, favorendo al contempo l’adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale. Principali servizi acquistabili: Servizi applicativi: sviluppo applicazioni cloud-native, migrazione al cloud, evoluzione applicazioni esistenti, gestione portafoglio applicativo. Servizi accessori: gestione identità digitale, acquisizione e classificazione dati, e-learning e assistenza virtuale, supporto all’adozione di Intelligenza Artificiale. La nuova gara introduce numerose innovazioni per una migliore qualità del servizio per le PA e maggiori opportunità per le PMI: nello schema contrattuale: il peso significativo attribuito alla valutazione tecnica delle offerte (90 punti) per disincentivare ribassi eccessivi e privilegiare qualità dei servizi; criteri e regole per garantire e tutelare il coinvolgimento di piccole e medie imprese e start- up, valorizzandone il contributo in fase esecutiva; profili professionali e servizi di supporto tecnologico dedicati all’Intelligenza artificiale per supportare l’avvio di progetti e sperimentazioni. Nel contratto esecutivo: nuovo meccanismo di attivazione delle quote contrattuali per aggiudicatario, basato su criteri temporali della fase di preordine, con obiettivi di semplificazione, efficienza, trasparenza e promuovendo una gestione più equa e dinamica delle quote; introduzione di nuovi monitoraggi e verifiche ispettive Consip e obbligo di reportistica in fase esecutiva, per garantire qualità dei servizi e corretta gestione contrattuale. L’iniziativa si colloca nell’ambito del Piano Triennale per l’Informatica nella PA, in coerenza con le linee programmatiche di AgID e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale.Il termine di presentazione delle offerte è fissato per il 10 febbraio 2026.
Cdp e Intesa Sanpaolo: nuovo accordo da 1 miliardo per la crescita di Pmi e Mid-Cap
Un nuovo accordo da 1 miliardo di euro per sostenere l’accesso al credito e l’espansione sui mercati di micro, piccole e medie imprese, favorendo allo stesso tempo l’economia reale e lo sviluppo dei territori in cui operano. È questo l’obiettivo dell’accordo di finanziamento firmato da Cassa Depositi e Prestiti e Intesa Sanpaolo. L’operazione si inserisce nell’ambito della lunga collaborazione volta a promuovere iniziative a favore delle aziende italiane che, a partire dal 2021, hanno consentito di mettere a disposizione complessivamente risorse pari a circa 5 miliardi di euro per la crescita di oltre 6 mila imprese. Nel dettaglio, il miliardo di euro previsto dall’attuale accordo sarà integralmente impiegato dalla banca per erogare prestiti fino a 25 milioni e di durata fino a 18 anni a PMI e Mid-Cap italiane per singolo progetto. Le risorse potranno essere destinate a investimenti da realizzare o in corso di realizzazione per rafforzare le principali filiere produttive nazionali, a spese per immobilizzazioni materiali o immateriali e a esigenze di capitale circolante. L’iniziativa congiunta di CDP e Intesa Sanpaolo risponde alla volontà di sostenere il tessuto imprenditoriale italiano in una fase di mercato in costante evoluzione, ampliando le opzioni di finanziamento a disposizione delle aziende nella prospettiva di stimolare anche i loro investimenti più complessi.
Imprese, Bei e Bnl Bnp Paribas firmano un accordo per mobilitare 335 mln a sostegno degli investimenti
La Banca europea per gli investimenti e Bnl Bnp Paribas hanno firmato un nuovo accordo per mobilitare 335 milioni di euro a favore dell’economia reale, sostenendo gli investimenti e le esigenze di capitale circolante di circa 300 imprese italiane. Lo annuncia la Bei con una nota. Dal punto di vista finanziario, l’accordo – si legge – prevede una cartolarizzazione sintetica di prestiti ipotecari promossi da Bnl Bnp Paribas. In particolare, il Fondo europeo per gli investimenti – parte del gruppo Bei – ha garantito una tranche mezzanine da 111,6 milioni di euro, interamente controgarantita dalla Bei. “Questa struttura consente a Bnl di liberare capitale regolamentare e generare nuova capacità di credito per un totale di 335 milioni di euro, destinati a piccole e medie imprese italiane con meno di 250 dipendenti e a mid-cap con meno di 3.000 dipendenti”, aggiunge la nota.
Oltre a sostenere gli investimenti delle imprese, l’accordo – si legge ancora – persegue due obiettivi strategici per la crescita del Paese: rafforzare lo sviluppo economico del Mezzogiorno, contribuendo a ridurre i divari regionali, e sostenere il settore agroalimentare, che rappresenta circa il 15% del Pil italiano. Circa il 50% dell’importo complessivo, pari a 167,5 milioni di euro, sarà destinato a progetti o imprese attive nelle regioni di coesione, mentre circa il 30%, per oltre 100 milioni di euro, sarà riservato alle aziende del settore agroalimentare.
Webuild, affidato al Consorzio Metro C un contratto da 776 milioni per la realizzazione della nuova tratta T1
Un nuovo progetto che consolida la leadership globale di Webuild nel settore metro e della mobilità sostenibile: è l’affidamento della Tratta T1 della Linea C di Roma, che segue le aggiudicazioni degli ultimi giorni per l’estensione della Red Line della Metro di Riyadh e per la Linea 10 di Napoli. Il Gruppo, alla guida del Consorzio Metro C con Vianini Lavori, realizzerà il collegamento strategico tra Clodio/Mazzini e Farnesina del valore di €776 milioni, di cui €268 milioni in quota Webuild. L’intervento estende ulteriormente l’impatto dell’opera che sta ridisegnando la mobilità di Roma, garantendo al tracciato due nuove stazioni nel quadrante nord della città. L’avanzamento della linea verso nord segue l’apertura al pubblico, a dicembre scorso, delle stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia. Queste due “archeostazioni”, che hanno aggiunto 3 km alla rete e garantito l’interscambio fondamentale con la Linea B, rappresentano il culmine di sfide ingegneristiche rilevanti per garantire la massima tutela del patrimonio storico, trasformando il cantiere in un’opportunità di valorizzazione culturale, con oltre 625.000 metri cubi di scavi archeologici gestiti per la tratta Monte Compatri/Pantano–Clodio/Mazzini. Proprio la capacità di coniugare alta ingegneria e salvaguardia di reperti di storia millenaria è il tratto distintivo dell’operato di Webuild e del Consorzio Metro C a Roma. La Tratta T1, per cui il Consorzio curerà la fase di progettazione e di costruzione, sarà realizzata in modalità integrata con la T2. Quest’ultima, per cui è in corso la progettazione esecutiva, include anche un primo sottoattraversamento del Tevere. L’affidamento al consorzio anche della Tratta T1 permetterà di procedere con uno scavo meccanizzato unitario da Farnesina fino a Piazza Venezia, evitando frammentazioni operative. In parallelo, i cantieri della stazione Venezia sono al lavoro nell’ambito della “macrofase 2” dei lavori. La Linea C si estenderà nella sua interezza per 29 km con 31 stazioni, dal capolinea est di Monte Compatri/Pantano fino a Farnesina. Ad oggi sono state completate 24 stazioni dal capolinea est fino a Colosseo/Fori Imperiali, nel centro storico. Il progetto accresce il track record globale del Gruppo nel settore, con oltre 890 km di linee metropolitane realizzate. Il Gruppo è impegnato in opere come le Linee 15 e 16 del Grand Paris Express in Francia, le nuove Linee 2 e 4 di Lima in Perù e la Sydney Metro in Australia. In Italia, dopo i lavori per la M4 di Milano, Webuild è al lavoro a Napoli per l’ultimazione della stazione Capodichino, confermandosi su scala globale protagonista della transizione verso una mobilità urbana sempre più sostenibile e tecnologicamente avanzata.
Imprese: al via le domande per accedere ai 731 milioni per gli Accordi per l’innovazione
Al via da ieri, e fino alle ore 18.00 del 18 febbraio, la presentazione delle domande per accedere ai 731 milioni di euro di contributi a fondo perduto messi a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy a sostegno dei progetti di innovazione industriale di aziende e centri di ricerca. “Con questa misura – dichiara il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso – mettiamo a disposizione di imprese e centri di ricerca risorse significative per rafforzarne la competitività sui mercati internazionali, puntando sull’innovazione tecnologica nei settori strategici del Made in Italy”. Il provvedimento, previsto dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025, stanzia la somma di 731 milioni di euro, suddivisi in 530 milioni per i progetti relativi a automotive e trasporti, materiali avanzati, robotica e semiconduttori, e 201 milioni per tecnologie quantistiche, reti di telecomunicazione, cavi sottomarini, realtà virtuale e aumentata. Possono accedere alle agevolazioni aziende di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, che operino nei settori industriale e dei trasporti, centri di ricerca e imprese di servizi. È consentito presentare anche progetti congiunti tra più soggetti, fino a un massimo di cinque. I richiedenti potranno ricevere contributi diretti fino al 45% dei costi per le piccole imprese, al 35% per le medie e al 25% per le grandi. È previsto inoltre un eventuale finanziamento agevolato fino al 20%. Circa un terzo delle risorse stanziate è destinato a sostenere progetti di ricerca e sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno.
Con riferimento ad alcune indiscrezioni pubblicate in data odierna su Il Sole 24 Ore, il Gruppo Hera precisa di avere in corso negoziazioni aventi ad oggetto l’acquisto di un perimetro significativo del Gruppo Sostelia, il principale player italiano privato per le tecnologie e il trattamento delle acque industriali e civili controllato da Xenon Fidec.
Ue, in odg commissione spunta pacchetto competitività
Lo stesso giorno è confermata l’approvazione dell’atteso Industrial Accelerator Act e di una strategia europea in materia di migrazione e asilo. Una novità in agenda è anche l’adozione di una strategia dell’Ue in materia di visti.
Energia, atto Ue su piccoli reattori sarà una strategia
Clima, Hoekstra: cambia a ritmo senza precedenti, dati Copernicus dimostrano gravità
Ue, 25 marzo verso ok al pacchetto su sovranità tech
Al momento, il pacchetto comprende: una roadmap strategica per la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale nel settore energetico, una legge sullo sviluppo del cloud e dell’intelligenza artificiale, il Chips Act 2 e una strategia sull’open source.
Ue, il 18 febbraio la strategia marittima industriale e portuale
Rinnovabili al 47,5% dei consumi elettrici in Ue nel 2024
Sul fronte opposto, arrancano ancora Malta (10,7%), la Repubblica Ceca (17,9%), Lussemburgo (20,5%), Ungheria e Cipro (entrambi 24,1%). Slovacchia (24,9%).
Ambiente, i Comuni plastic free salgono a 141
Logistica, presentata l’Academy Assocostieri–Gente di Mare
Il Presidente di Assocostieri, Elio Ruggeri, ha aperto i lavori evidenziando come l’Academy rappresenti un punto di partenza concreto per rafforzare il capitale umano del comparto. “Parlare di formazione significa parlare di qualità del lavoro, sicurezza e crescita professionale – ha dichiarato Ruggeri –. L’Academy nasce per mettere in relazione imprese, istituzioni, operatori e mondo della formazione, costruendo percorsi concreti e aderenti alla realtà operativa del settore”. Il Direttore Generale di Assocostieri, Dario Soria, ha illustrato le ragioni della creazione dell’Academy, sottolineando come l’evoluzione del settore richieda competenze aggiornate in ambiti quali sicurezza, transizione energetica, digitalizzazione, cybersecurity e nuove professionalità marittimo-portuali. Durante il suo intervento, Soria ha presentato i membri del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) dell’Academy: Ammiraglio Vincenzo Vitale, Direttore Marittimo delle Marche e Comandante Regionale della Guardia Costiera, esperto di sicurezza operativa e decarbonizzazione del settore portuale; Ing. Damiano Landi, dirigente Terna, con esperienza nella transizione energetica dei porti e nello sviluppo dell’idrogeno verde; Dott.ssa Antonella Querci, dirigente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, con competenze nella pianificazione e nello sviluppo delle professionalità portuali. A seguire, la Dott.ssa Elena Di Tizio, Amministratore Delegato di Gente di Mare, ha presentato l’offerta formativa dell’Academy, che si articola in percorsi personalizzati e didattica esperienziale, sviluppati per rispondere alle esigenze operative delle imprese associate. Le macro-aree formative includono: Transizione energetica: biofuel, Energy Manager, innovazioni energetiche;
Sicurezza industriale e terminalistica: normative, HSE e gestione dei rischi; Cybersecurity marittima e SCADA: protezione dei sistemi operativi e digitalizzazione; Competenze trasversali: ESG, contrattualistica internazionale, inglese marittimo. L’Academy si configura non come un semplice catalogo di corsi, ma come un ecosistema di competenze integrate, con docenti senior provenienti da Difesa, industria e portualità, supporto completo per fondi interprofessionali e finanziamenti, governance condivisa con Assocostieri, scambio di conoscenze, best practice e opportunità di networking esclusive. Con l’operatività già avviata, l’Academy mira a costruire una piattaforma formativa in continua evoluzione, capace di anticipare le esigenze del settore e di rafforzare le competenze tecniche, manageriali e di sicurezza delle imprese associate. “Formare persone competenti e consapevoli significa investire non solo sul presente, ma sul futuro del sistema logistico ed energetico italiano – ha concluso Soria –. Con l’Academy Assocostieri–Gente di Mare abbiamo posto basi solide per una crescita sostenibile e condivisa del nostro comparto”.
Prevenzione rischio idrogeologico, accordo Aubac-Ania
Il Protocollo prevede lo scambio strutturato di dati ambientali e assicurativi, l’utilizzo di modelli previsionali avanzati e lo sviluppo di soluzioni assicurative innovative e strumenti dedicati a imprese e settori maggiormente esposti, a supporto di una valutazione del rischio più accurata e sostenibile. Aubac e Ania istituiranno un tavolo tecnico permanente per il coordinamento delle attività e la verifica dei risultati, promuovendo iniziative comuni di ricerca, formazione e sensibilizzazione e favorendo un approccio integrato che metta in relazione pianificazione di bacino, prevenzione e resilienza assicurativa.
“La firma di questo Protocollo rappresenta un passo importante verso una gestione più efficace e moderna dei rischi naturali, fondata su conoscenza, condivisione di dati e collaborazione tra istituzioni e settore assicurativo” ha dichiarato Marco Casini, Segretario Generale di AUBAC. “L’integrazione tra pianificazione di bacino e strumenti assicurativi consente di rafforzare la prevenzione, aumentare la resilienza dei territori e offrire risposte più sostenibili a cittadini e imprese di fronte agli eventi estremi”. “Le assicurazioni nascono per proteggere famiglie e imprese dai rischi di ogni genere. Per farlo efficacemente servono strumenti adeguati, consapevolezza del bisogno, dati e algoritmi di previsione” – ha dichiarato Giovanni Liverani, Presidente di ANIA. “Questa collaborazione con AUBAC funge da apripista per rendere sempre più potente la prevenzione e la protezione assicurativa contro le catastrofi naturali in Italia, nell’interesse delle famiglie, delle imprese e dell’intera collettività”.
Ddl Roma Capitale, ok a emendamenti la prossima settimana
Carbone, Pichetto: “Centrali ferme ma disponibili per emergenze”
“In disparte le considerazioni sulle centrali a carbone ancora attive in Sardegna, quelle di Brindisi e di Civitavecchia, pur avendo contribuito alla copertura del fabbisogno energetico al tempo della crisi del gas del 2022, appaiono non essere economicamente sostenibili. Difatti le stesse sono ferme da tempo, non essendo più la generazione a carbone competitiva nel mercato dell’energia elettrica rispetto alle altre fonti”, ha proseguito il ministro. “Tutto ciò premesso – ha chiarito Pichetto –, restano ancora valide le esigenze relative alla sicurezza energetica, in considerazione dell’attuale, tuttora incerto, contesto geopolitico. Per tale motivo, i due siti produttivi rimangono disponibili, seppure in un assetto di ‘riserva fredda’. Allo stato attuale i due impianti non producono energia – con ciò rispettando gli impegni assunti con il Pniec – ma restano potenzialmente pronti ad entrare in esercizio tempestivamente e secondo precise condizioni, in caso di situazioni di emergenza connesse alle criticità dell’approvvigionamento del gas naturale, analoghe a quelle già sperimentate nel 2022”.
Arera, il bilancio della proroga: 155 interventi per garantire continuità
In una prima fase, l’Autorità ha operato seguendo il regime di “prorogatio” ordinaria di sessanta giorni, per poi passare sotto la disciplina del decreto-legge 3 ottobre 2025, n. 145. Questa norma ha stabilito un confine netto: i vertici potevano agire solo per atti di ordinaria amministrazione o casi di indifferibilità e urgenza, con un termine ultimo fissato al 31 dicembre 2025. Per evitare contestazioni legali, Arera ha introdotto un protocollo interno di valutazione preventiva per ogni delibera, verificando che ogni decisione fosse “vincolata” da leggi precedenti o dettata dalla necessità assoluta di evitare danni al sistema energetico nazionale.
Il cuore dell’attività ha riguardato la stabilità del quadro normativo. Il Collegio ha adottato determinazioni fondamentali sui parametri tecnico-economici per gli impianti di generazione essenziali, citando esplicitamente i casi di Sarlux, Biopower Sardegna e il sito di San Filippo del Mela. Sul fronte delle bollette, sono stati approvati gli aggiornamenti per le tariffe di distribuzione e misura del gas per il 2026 e le condizioni economiche per l’energia elettrica in regime di maggior tutela per il primo trimestre dell’anno. L’Autorità è intervenuta anche su dossier complessi come il recupero degli oneri non versati da Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria e la definizione del “Conto Termico 3.0” per incentivare l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili di piccole dimensioni.
Sul piano organizzativo, Arera ha varato gli atti indispensabili per non paralizzare la macchina amministrativa dell’ente. È stato approvato il bilancio di previsione per il 2026 e aggiornato il programma triennale per l’acquisto di beni e servizi fino al 2027. Il Collegio uscente ha inoltre ratificato accordi sindacali e fissato il contributo di funzionamento dovuto dalle aziende regolate per l’anno 2025. Per facilitare il passaggio di consegne, è stato redatto un documento di rendicontazione finale che analizza i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi strategici fissati per il quadriennio 2022-2025, evidenziando le sfide ancora aperte e fornendo una base tecnica solida per chi prenderà la guida del Regolatore.
Nella relazione viene chiarito che il regime di proroga ha imposto anche dei silenzi strategici. L’Autorità ha scelto di non avviare nuove selezioni pubbliche per il personale e di non adottare riforme strutturali di lungo periodo, considerate eccedenti l’ordinaria amministrazione dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato. È stato inoltre deciso di sospendere l’invio di segnalazioni spontanee a Governo e Parlamento, per non condizionare le scelte politiche future con un Collegio non più nel pieno dei suoi poteri. Dal 1° gennaio 2026 è entrato in funzione il nuovo Collegio guidato da Nicola Dell’Acqua e a stretto gito dovrebbe tenersi la prima riunione del nuovo board.
Petrolio, Opec: domanda in crescita costante nel 2027
A gennaio la Sicilia diventa laboratorio d’Europa: Samothrace porta ricerca e innovazione sul territorio
Quattro tappe, quattro città, un unico obiettivo: trasformare l’eccellenza scientifica siciliana in tecnologie, imprese e competenze pronte per le sfide globali. A gennaio 2026 la Sicilia si prepara a diventare un punto d’incontro tra ricerca avanzata, sistema produttivo e visione europea dell’innovazione grazie a Samothrace – Sicilian MicronanOTecH Research And Innovation Center, una delle iniziative di ricerca e sviluppo più ambiziose attive oggi nel Paese. Workshop, momenti di confronto e presentazioni dei risultati riuniranno studiosi, imprenditori, decisori pubblici e giovani talenti, in un mese che promette di segnare una tappa chiave nella crescita di un ecosistema capace di parlare la lingua dell’Europa: micro e nanotecnologie, microelettronica, materiali avanzati e microsistemi intelligenti. Samothrace è finanziato dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU. La missione è chiara: rafforzare e valorizzare l’eccellenza scientifica e tecnologica siciliana e metterla a sistema con il resto del Paese, rendendola una leva per crescita sostenibile, competitività industriale e sviluppo del capitale umano. Il progetto è coordinato dall’Università di Catania e segue un modello Hub & Spoke, che connette università, centri di ricerca, imprese e attori dell’innovazione in un ambiente di collaborazione continua. In pratica, la ricerca non resta chiusa nei laboratori: viene messa nelle condizioni di diventare soluzione concreta, pronta a impattare su settori cruciali e di rispondere alle grandi sfide contemporanee: dall’energia alla salute, dalla mobilità intelligente alla tutela dell’ambiente, fino all’agricoltura avanzata e alla valorizzazione del patrimonio culturale. «Il progetto ha l’ambizione di valorizzare la consolidata vocazione della Sicilia nel campo della microelettronica e delle micro e nano tecnologie, portandola a un livello ancora più elevato e diffuso – ha affermato il prof. Salvatore Baglio, presidente della Fondazione Samothrace – Samothrace ha fatto dialogare tra loro gli attori che si muovono sul territorio regionale, individuando e supportando l’interazione tra le competenze di ricerca delle Università e degli Enti di Ricerca regionali e le visioni imprenditoriali presenti e questi con altri soggetti distribuiti su tutto il territorio nazionale e, in particolare, nell’Italia meridionale. Un processo di spillover per la valorizzazione del know how, che si sviluppa sui picchi di eccellenza». Gli eventi in programma in Sicilia nel gennaio 2026 saranno un momento chiave per presentare i risultati raggiunti agli stakeholder, condividere le traiettorie future del progetto e rafforzare le connessioni tra il mondo accademico e quello produttivo. Si tratta di un’occasione importante di riscontro rispetto a tre anni di lavoro su sei ambiti fondamentali, impattanti sulla vita e sulla società, che hanno portato la ricerca siciliana ben oltre i confini regionali allineandosi a standard internazionali: Energy, Health, Smart Mobility, Environment, Cultural Heritage, Precision Agriculture.
Al centro del progetto c’è la convinzione che l’innovazione non sia solo un obiettivo scientifico, ma un motore di sviluppo sociale ed economico capace di generare valore duraturo per il territorio. Con Samothrace, la Sicilia rafforza il proprio ruolo di laboratorio di innovazione nel Mediterraneo e in Europa, confermandosi come luogo in cui ricerca, talento e industria possono incontrarsi per costruire il futuro. Gli appuntamenti di gennaio 2026 ne saranno la testimonianza concreta, aprendo una nuova fase di dialogo, crescita e visione condivisa. Quattro gli eventi pensati per condividere risultati, esperienze e prospettive con tutti gli stakeholder coinvolti: Ragusa (20.01.26), presso la Banca Agricola Popolare di Sicilia, per parlare di Precision agriculture & Environment; Messina (23.01.26), presso il Rettorato, per parlare di Health; Catania (26.01.26), all’Hotel Nettuno, per parlare di Smart mobility & Energy; Siracusa (29/30.01.26), a Palazzo Vermexio. Per parlare di Cultural Heritage. Queste quattro tappe condurranno all’evento istituzionale conclusivo previsto a Catania per la seconda metà del mese di marzo.