LE STRATEGIE DEL GRUPPO
Dai droni marini alle infrastrutture critiche, Fincantieri acquisisce 4 società per il maxi polo dell’underwater. L’ad Folgiero: “è una trasformazione industriale storica”
“Un campione internazionale dell’underwater”: sono le parole con le quali l’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, indica l’obiettivo delle acquisizioni, annunciate ieri, di quattro aziende: Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e di Defcomm. Una mossa strategica che, dopo l’integrazione di Wass nel 2025 e Remazel nel 2024, dà vita al primo operatore verticalmente integrato della subacquea ed espande la presenza del gruppo negli ambiti dei servizi specializzati nelle survey marine e geoscienze e nel supporto alle costruzioni marine, delle tecnologie proprietarie dei droni unmanned subacquei e di superficie, e dei sistemi di comunicazione wireless per l’internet of underwater things.
Prima di entrare nei dettagli delle acquisizioni della maggioranza del capitale di queste aziende, vale la pena soffermarsi sullo scenario generale del mercato dell’underwater, che ha assunto una rilevanza strategica crescente negli ultimi anni per via dello sviluppo dei settori sottostanti e dello scenario geopolitico sempre più instabile con rischi per la sicurezza, la continuità delle forniture e la libertà di comunicazione globale. Questi i dati chiave: nei fondali marini si concentrano importanti risorse come petrolio, gas naturale e terre rare così come nuove opportunità per la produzione di cibo sostenibile (acquacoltura); l’80% dei fondali e il 98% degli abissi risulta ancora oggi inesplorato; la rilevanza e la necessità di protezione delle infrastrutture per trasporti marittimi (es: porti), l’Oil&Gas (es: rigassificatori, condotte) e l’offshore wind; la dipendenza del traffico dati globale da cavi di comunicazione sottomarina: 1,5 mln di km in esercizio abilitano il 99% del traffico internet mondiale; l’importanza dei cavi per il trasporto dell’energia elettrica, anche da fonti rinnovabili, tra Paesi e regioni continentali. Per il Mediterraneo in particolare, crocevia tra tre continenti e particolarmente popolato da infrastrutture critiche, l’underwater è un dominio strategico di rilevanza significativa , dove sono in forte crescita le attività di intelligence, sorveglianza, difesa e deterrenza che richiedono una focalizzazione industriale dedicata. Nel dominio Underwater si presentano opportunità significative e ad alto potenziale di sviluppo che comprendono i segmenti della Difesa, Dual-use e civile. Nell’ambito della Difesa si assiste infatti ad un ampliamento delle esigenze dei clienti che richiedono un maggiore focus su mezzi unmanned o mezzi per missioni specifiche (es. mine hunters) sempre più integrati con una nave madre con sistemi di comunicazione resilienti e software di comando e controllo pienamente integrati. Nell’ambito Dual-use le opportunità sono offerte dalla crescente instabilità geopolitica e dalle minacce ibride che aumentano la sensibilità sulla necessità di protezione delle infrastrutture critiche civili , come i porti. Infine, in ambito civile, si assiste ad un’evoluzione delle opportunità, sempre più orientate verso un modello service-oriented trainato da nuovi business, tecnologie e automazione e che richiedono un’integrazione di topside evoluti, che diventano piattaforme digitali , intelligenti e connesse, ed evolvono verso un modello di servitization.
Si capisce, dunque, come Fincantieri prema ora sull’acceleratore con le quattro società che entreranno a far parte del polo della subacquea. Next Geosolutions, società quotata nel segmento Euronext Growth Milan, è tra le aziende leader a livello internazionale nel settore delle survey e delle geoscienze marine e nei servizi di supporto alle costruzioni offshore; Wsense è una scale up nata come spin-off dell’Università La Sapienza di Roma e, grazie alle proprie tecnologie, si è affermata come uno degli attori di riferimento nel settore delle comunicazioni subacquee e dell’Internet of Underwater Things
(IoUT). Graal Tech e Defcomm sono scale up high tech italiane specializzate , rispettivamente, nel campo delle comunicazioni subacquee e dell’internet of underwater things, nei droni autonomi subacquei e nei droni autonomi di superficie. La loro acquisizione si colloca al centro di questa strategia e insieme al business dei sottomarini, a Remazel, a Wass e Ids consente il presidio totale della catena del valore. Le aziende del polo lavoreranno in maniera sinergica tra loro beneficiando della forte contaminazione tra i loro prodotti e servizi e le loro tecnologie.
Si potrà assistere, a titolo di esempio, spiega Fincantieri, ad una piena integrazione delle attività di NextGeo con le navi da lavoro costruite da Vard, caratterizzate da sistemi di lancio e recupero realizzati da Remazel per la gestione dei droni di Graal Tech, utilizzati per effettuare le survey sui fondali marini, che comunicano con i sistemi di comunicazione realizzati da WSense. NextGeo diventa infatti l’abilitatore del modello Service Provider di Fincantieri nel mondo underwater estendendo il presidio lungo la catena del valore offshore, dalla survey fino all’ispezione, manutenzione e riparazione, creando un operatore integrato che offre soluzioni end-to-end in una logica “Underwater as a Service” sia in ambito civile che nella difesa. WSense si posiziona come abilitatore tecnologico e industriale per i sistemi di comunicazione subacquea nella strategia Underwater di Fincantieri, consentendo lo scambio dati tra piattaforme, sensori e veicoli Underwater. Defcomm funge da abilitatore industriale della strategia underwater di Fincantieri,mrafforzando il modello di integrazione verticale e il posizionamento distintivo sulle tecnologie dei droni autonomi di superficie che è, attualmente, una della più richieste dal mercato,moffrendo importanti potenzialità in ambito Difesa, con l’integrazione di mezzi unmanned nellemmarine militari, in ambito Dual-use, con il patrolling delle infrastrutture critiche subacquee in ambito civile con l’utilizzo di USV per servizi di survey e guard vessel, ossia di monitoraggio e vigilanza di infrastrutture marittime, nell’ambito di attività civili di costruzione e riparazione. Attraverso Graal Tech vengono gestite le attività di co-sviluppo tecnologico in esclusiva di veicoli underwater unmanned di medie e piccole dimensioni oltre ai relativi sistemi di controllo, modelli dinamici, piattaforme di simulazione, carichi paganti ed equipaggiamenti dedicati di monitoraggio, misura ed intervento, in ambito civile, Difesa e Dual-use.
Il segmento underwater, che nel 2025 ha registrato ricavi per 667 milioni di euro e ha inciso per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del Gruppo, è destinato a crescere a ritmi significativi con ricavi pro-forma 2026 , anche grazie alle acquisizioni, superiori a 1,1 miliardi di euro ed ebitda, pari a circa 220 milioni di euro, anticipando di 4 anni l’obiettivo di ricavi e ebitda underwater previsti al 2030 nel Piano Industriale 2026-2030. Le nuove acquisizioni contribuiscono inoltre all’utile di gruppo per oltre 60 milioni di euro. I ricavi al 2028 raggiungeranno 1,4 miliardi di euro per attestarsi a 1,8 miliardi di euro al 2030. Il margine
ebitda UW, pro-forma per le acquisizioni , cresce al 19,2% nel 2026 , raggiungendo il 21% nel 2028 per arrivare al 23% nel 2030. Al 2030 il contributo delle acquisizioni all’utilemnetto del gruppo raggiunge circa 130 milioni di euro. Le acquisizioni abilitano un’accelerazione del profilo di crescita del gruppo, con ricavi generati da servizi ad alto contenuto tecnologico, con prospettive di aumento dell’ebitda e dell’utile netto rispettivamente del 13% e del 40% rispetto agli obiettivi 2026 del piano industriale 2026-2030. La prima fase delle operazioni di acquisizione annunciate oggi, che prevede un esborso di circa 600 milioni di euro, sarà finanziata con le risorse rinvenienti dall’aumento di capitale via ABB di 500 milioni di euro completato con successo a febbraio 2026, operazione deliberata dall’assemblea degli azionisti nel 2024 e concepita per supportare la crescita inorganica del gruppo, e attraverso altre fonti disponibili del Gruppo. In un secondo momento potrà essere lanciata un’opa sul capitale residuo di NextGeo che verrà finanziato con fonti disponibili del Gruppo.
“L’operazione odierna rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri , che crea un campione internazionale dell’Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative”, commenta l’ad Folgiero. “Queste acquisizioni ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano Industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del Gruppo”.