LE GIORNATE DI INGEGNERIA ECONOMICA CNI-ANCE

Costruzioni, il digitale è presupposto di legittimità. Deldossi (Ance): “Raccogliere dati ad hoc per prendere decisioni per tempo”

26 Mar 2026 di Mauro Giansante

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La ricetta è completa: partenariato pubblico-privato, uso intelligente dei dati, buona governance amministrativa, coinvolgimento di tutti i player della filiera per prendere decisioni giuste, certe, in tempo. Obiettivo, alzare la qualità delle opere per valorizzarle, riducendo ogni tipo di costo. E’ questo il pacchetto di messaggi emerso dalla due giorni di ingegneria economica organizzata dal Consiglio nazionale degli ingegneri e dall’Ance, l’associazione dei costruttori edili, svolta a Roma martedì e ieri.

“Tutto questo rappresenta un cambio di paradigma, per una trasformazione che è già in corso”, ha sintetizzato Massimo Angelo Deldossi, delegato al digitale di Ance. “Il baricentro dei progetti è il dato, che serve per tutto il ciclo delle opere”. Secondo Deldossi, “la vera sfida è raccogliere dati che servono per prendere decisioni”. Dunque, occorre lavorarli per tempo così da “controllare i costi del ciclo vita e migliorare la produttività e la qualità”. Anche per evitare il “rischio di spostarsi dall’obiettivo del risultato a quello della mera rendicontazione”. Detto altrimenti: “dobbiamo passare dalla logica di data collection a una vera e propria data strategy”. Dove i player siano “contaminati” l’uno dall’altro. In positivo, ovviamente. Ne va della competitività del settore.

 

 

Giovanni Leone, Aci informatica, ha spiegato come per sconfiggere i ritardi endemici italiani occorra guardare non solo alla complessità tecnica progettuale bensì anche alla ingegnerizzazione della burocrazia. Guardando i dati della capacità amministrativa, i Comuni meno efficienti accumulano ritardi più ampi dell’11% sulla media nella fase di esecuzione.

 

 

Per Leone, il nuovo codice trasforma la tecnologia da strumento a presupposto di legittimità per garantire una esecuzione tempestiva dell’opera. Tempo e valore collettivi sono beni da non disperdere, ecco perché l’interoperabilità dei dati è l’unica via.

“Il Ppp non deve essere visto semplicemente come un’alternativa al finanziamento pubblico – ha dichiarato Angelo Domenico Perrini, Presidente del Cni – ma come strumento per costruire alleanze che possono ottimizzare le risorse elaborando visioni di lungo periodo. Solo attraverso una reale integrazione tra competenze, capacità e risorse possiamo garantire opere che siano non solo realizzabili, ma sostenibili e funzionali alle esigenze dei cittadini nei decenni a venire”. Quanto ai compiti demandati al governo, ha aggiunto Perrini traendo le conclusioni della kermesse, serve “una nuova legge urbanistica il testo unico delle costruzioni, regole certe che evitino casi come quello di Milano e della Puglia. Invitiamo il Governo ad affrontare queste questioni. In questo senso, le preoccupazioni degli ingegneri coincidono con quelle delle imprese”. Intervenendo alla prima giornata, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli aveva spiegato che “affinché il Ppp possa essere efficace è necessario un approccio multidisciplinare per la scelta degli investimenti”. Come in tanti altri contesti, anche qui quello richiamato dai protagonisti è un cambio anzitutto culturale. “Coinvolgere imprese, professionisti, istituti finanziari. Solo così potremo dare un futuro al settore delle costruzioni, migliorando la produttività per rispondere alle emergenze sociali trasformandole così da costo a investimento”, ha chiosato Deldossi. 

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