IL MARKET DAY 2026

IA, trasparenza appalti, smart cities e immobili PA: sistema Consip sempre più digitale e data-driven

Avviato il confronto con gli stakeholder. L’amministratore delegato Reggiani: “L’ascolto per migliorare la qualità della spesa pubblica”. L’obiettivo è rendere il procurement pubblico capace di anticipare i fabbisogni e migliorare la qualità della spesa, anche grazie all’evoluzione dell’intelligenza artificiale, oggi al centro di modelli sempre più avanzati.

 

 

 

25 Mar 2026 di Maria Cristina Carlini

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IA, trasparenza appalti, smart cities e immobili PA: sistema Consip sempre più digitale e data-driven

MARCO REGGIANI

Nel processo di riposizionamento strategico come centrale di acquisti moderna, digitale e orientata all’innovazione, Consip torna a chiamare all’appello Pa, imprese e associazioni di categoria. Lo fa con il Market Day 2026, che, dopo l’esperienza dello scorso anno, riapre il percorso di “ascolto” con nuovi tavoli tematici pensati come spazi di confronto strutturato e co-progettazione con gli stakeholder. Ieri, si è svolto, presso la sede di Consip, il primo incontro, che oltre all’obiettivo di rafforzare questo canale diretto di dialogo, punta a individuare nuovi ambiti di presidio della spesa attraverso gare e mercati digitali e creare fiducia in nel procurement pubblico. A maggior ragione, ora, in una fase di grande incertezza a livello macroeconomico a causa delle ripercussioni dello scenario internazionale. A questo appuntamento, Consip si presenta gli obiettivi del piano gare: per il 2026 in programma ci sono 132 gare, +23%, rispetto all’anno precedente.  Le gare in pubblicazione si suddividono tra 59 iniziative sui grandi programmi di riqualificazione della spesa pubblica e 73 iniziative dedicate a singole amministrazioni che sempre più affidano a Consip i loro acquisti strategici. Si riparte, dunque, e la rotta tracciata da Consip si snoda lungo tre principali driver. Il primo è rappresentato proprio dagli esite del Market Day 2025: il confronto con la Pa, le imprese e le associazioni ha evidenziato la necessità di gare più flessibili, maggiore aderenza ai fabbisogni e nuovi approcci di gestione dei contratti (ad esempio sistemi di monitoraggio, accordi quadro dinamici. contratti semplificati). Il Market Day, e siamo al secondo driver, rientra nel piano industriale 2026-2029 e nelle sue linee strategiche per garantire qualità, efficienza e innovazione della spesa pubblica facendo leva su soluzioni digitali e intelligenza artificiale nei processi di gara. Il terzo driver è quello dell’analisi strutturata dei dati per segmentare le Pa in ecosistemi omogenei, guidare le scelte e individuare i temi a maggiore impatto, ad esempio le gare taylor-made e nuovi ambiti di presidio.

Nel 2025, come è emerso dalla giornata di ieri, questo percorso si è sviluppato attraverso sei tavoli operativi dedicati ai principali ambiti del procurement: dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, dalla sanità alla transizione energetica, fino ai lavori pubblici e al ruolo delle piccole e medie imprese. Un confronto ampio e qualificato, che ha coinvolto oltre 250 partecipanti e prodotto più di 450 contributi. Non solo numeri ma contenuti concreti che hanno alimentato direttamente la progettazione degli strumenti di acquisto. Nel campo della digitalizzazione è emersa con forza la necessità, da parte delle amministrazioni, di disporre di contratti e soluzioni per sostenere la trasformazione in corso. Questo si è tradotto nell’avvio di nuove iniziative, con particolare attenzione alla cybersecurity e ai servizi infrastrutturali. Parallelamente, il tavolo sull’intelligenza artificiale ha offerto una prima fotografia dell’adozione nella pubblica amministrazione con casi  raccolti, concentrati soprattutto su attività amministrative, assistenza virtuale e gestione documentale. Un’evoluzione che ha evidenziato anche il bisogno di infrastrutture adeguate e di competenze specialistiche, incluse quelle legali, per garantire conformità normativa e tutela dei dati. Indicazioni rilevanti sono arrivate anche dal settore sanitario, dove il tema della governance dei dati si è confermato centrale per migliorare la qualità dei servizi, e dal comparto energetico, con una crescente attenzione all’integrazione delle fonti rinnovabili nelle forniture pubbliche. Sul fronte dei lavori pubblici, invece, è emersa in modo netto la richiesta di supporto alla progettazione, soprattutto da parte delle amministrazioni locali: una domanda a cui Consip ha risposto introducendo nuovi strumenti operativi per ingegneria e architettura. Non meno significativo il contributo del tavolo dedicato a PMI e startup, che ha portato alla revisione delle logiche di accesso al mercato elettronico, rendendolo più inclusivo e orientato alle imprese innovative.

Su queste basi si innesta la strategia per il 2026. Quest’anno il percorso si amplia:  i tavoli operativi diventano otto e vengono riorganizzati lungo tre direttrici principali. La prima riguarda l’“ingegneria del procurement”, cioè la progettazione degli strumenti e delle gare, con un’attenzione crescente alle dinamiche di mercato e alla trasparenza delle informazioni. Un tavolo si focalizzerà su concorrenza e mercati con l’obiettivo di definire modelli innovativi, criteri di scelta, strutture di gara e strumenti per fsvorire una concorrenza equilibrata, impatti sostenibili e mercati più dinamici. Un altro tavolo parla di trasparenza, chiarezza e tracciabilità negli appalti pubblici e analizzerà esigenze informative e soluzioni per rendere più chiari, accessibili e tracciabili i processi di procurement. Obiettivo: piattaforme integrate, log e dashboard per monitoraggio, standard documentati e maggiore trasparenza nelle fasi di gara e affidamento.  La seconda direttice è orientata ai servizi per cittadini e comunità, con un focus su ambiti come sanità, scuola, ambiente e servizi territoriali. La terza guarda all’innovazione, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale e alla gestione intelligente delle infrastrutture pubbliche. Proprio l’intelligenza artificiale rappresenta uno degli ambiti più dinamici. Se nel 2025 il confronto si è concentrato sui primi casi applicativi, oggi il dibattito è già evoluto verso modelli più avanzati, segno di un contesto tecnologico in rapidissima trasformazione. Per questo Consip intende riaprire il confronto, con l’obiettivo di sviluppare strumenti di procurement realmente efficaci per accompagnare questa evoluzione. Un tavolo è dedicato alle soluzioni sostenibili per il patrimonio immobiare pubblico puntando sulla digitalzizazione, automazione e IoT, e definendo miodelli contrattuali prestazionali e criteridi gara per favorire soluzioni sostenibili, sicure e orientate al mercato. Altro tavolo operativo è quello dedicato a infrastrutture e tecnologie per le città del futuro: il focus è tutto sulla sensoristica IoT, mobilità smart, digital twin urbani, modelli pay-per-perfomance e criteri per favorire interoperabilità e resilienza urbana.

Il modello operativo ricalca quello già sperimentato che si sviluppa in un arco temporale di sei mesi. Dopo il la dato ieri, ad aprile si procede alla raccolta delle adesioni e dei contributi ai tavoli operativi e all’avvio dei lavori. Altra tappa, la prima fase, a giugno quando verrà pubblicato il report di dettaglio delle attività ai tavoli, a luglio poi verrà comunicato il calendario dei secondi incontri dei tavoli operativi. La seconda fase si apre la seconda fase per arrivare al traguardo del mese di ottobre con risultati concreti.

Il cuore di tutto questo percorso è e rimane l'”ascolto”, ha detto l’amministratore delegato di Consip, Marco Reggiani, aprendo i lavori del Market Day. Ascolto che non è un principio astratto ma un vero e proprio metodo operativo che sta ridefinendo il modo di concepire il procurement pubblico e “in questa prospettiva, il confronto con il mercato e con tutti gli attori coinvolti non rappresenta un momento accessorio, bensì il punto di partenza per costruire politiche di acquisto più efficaci, trasparenti e orientate ai bisogni reali dei cittadini”. Il Market Day si configura come “un processo continuo di confronto tra tutti gli attori del sistema. Amministrazioni pubbliche, operatori economici, regolatori e istituzioni condividono uno spazio comune di dialogo, in cui sedersi allo stesso tavolo significa condividere responsabilità e costruire insieme soluzioni più efficaci. È proprio questa dimensione collaborativa a generare valore, trasformando il dialogo in uno strumento concreto di miglioramento della spesa pubblica”. E, soprattutto, “in qualunque scenario dobbiamo avere strumenti modulari e scalabili: è questo il miglior servizio che possiamo fare”.

 

 

 

 

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