ENTRO LUGLIO IL PEF, POI IL PUBBLICO INTERESSE. I RICORSI DEL COMITATO CIVICO

Como, primo dibattito pubblico sul nuovo Sinigaglia. I tifosi: cogliamo l’occasione. Molteni (Architetti): la priorità è un nuovo Pgt

06 Mag 2026 di Mauro Giansante

Condividi:

Si accende e si amplia il dibattito a Como sul nuovo stadio Giuseppe Sinigaglia. Lunedì sera, presso la Biblioteca comunale, il Comitato Civico per la tutela della zona Stadio di Como ha organizzato il primo incontro pubblico sul restyling dell’impianto e gli interventi che riguarderanno tutto il quartiere circostante. Un incontro dal quale sono emerse alcune novità, prima fra tutte la ferma volontà dei tifosi biancoblu di “cogliere l’occasione” per “non dover andare a giocare la Champions a Udine”, se Champions sarà. “Lo stadio – ha detto Enrico Levrini, rappresentante degli Storici del Como – va fatto secondo le regole e il Comune non tirerà mai fuori i soldi per rifarlo, quindi questa è un’occasione da prendere ma dobbiamo essere furbi e andare tutti d’accordo e non far partire una campagna elettorale anticipata che non serve e crea solo polemica”. In una nota scritta sui profili social, ieri il gruppo degli Storici ha spiegato che “non è stato un confronto ma un comizio elettorale, l’occasione per una certa parte politica di dare addosso al Sindaco Rapinese e alla giunta comunale. Una sorta di j’accuse mirato, che non ha risparmiato il Como 1907”.

Le posizioni dei tifosi e del comitato civico

Per il gruppo, inoltre, “è quanto meno strano che oggi si voglia tutelare una zona della città che in passato è stata vilipesa e oltraggiata dall’incuria degli amministratori pubblici e degli stessi residenti, indifferenti al degrado. La sensazione è che l’improvvisa presa di coscienza civica e ambientale sia nutrita da interessi privati e di parte”.

Rispondendo però ai quesiti posti anche da altri tifosi presenti, l’architetto Michele Pierpaoli, già presidente dell’Ordine degli Architetti di Como, ha spiegato che come Ordine “già dal 1984 ci siamo battuti perché si individuasse un progetto urbanistico e di risanamento della struttura per quanto riguarda invece la cosiddetta Borgovico bis, è ancora presente nel Piano Regolatore prevalentemente in galleria, si tratta solo di impegnarsi a farla. Sicuramente, però, se si costruisse davvero un autosilo al Pulesin ne verrebbe ostruito definitivamente l’accesso”. Eppure, per il gruppo Storici del Como il messaggio diffuso dal comitato per cui questo progetto porterebbe “la creazione di un ecomostro” è un'”affermazione, a nostro parere, infondata e pregiudiziale”.

“E’ importante dire che non si è contro lo stadio e la sua ristrutturazione tecnica, ma il punto è come viene realizzato e cosa porta con sé, perché può essere un valore, ma anche un elemento di pressione e squilibrio. E ora stiamo davvero decidendo come sarà la Como dei prossimi anni”, ha specificato Pierpaoli. Il comitato contesta i connotati del progetto del nuovo stadio, fatto di 19mila metri quadri tra strutture alberghiere, commerciali e ristoranti.

Un altro punto critico è quello delle altezze, riviste solo in parte dalla sovrintendenza, così come il piano mobilità e parcheggi che prevedrebbe il sacrificio della scuola Corridoni per favorire la realizzazione di un autosilo. Per il presidente dell’Istituto Comprensivo Como Borgovico, Simone Molteni, “chiudere le scuole non è un tabù, se fatto con criterio. Ma in questo caso non esiste una logica nella decisione di chiudere la Corridoni e tutte le cose che sono state dette per giustificarla sono false”. Il presidente ha quindi ricordato anche “i soldi spesi dall’amministrazione Landriscina per rifare il tetto”, lavori rimasti incompiuti per la facciata.

I prossimi step: le risposte del Tar, il Pef e l’interesse pubblico

Altre richieste avanzate dal comitato, in attesa dell’esito del ricorso al Tar sulla delibera del Comune, riguardano l’apposizione di un canone da un milione di euro l’anno per una durata massima di quarant’anni. “In generale – spiega a Diac l’avvocata Mirella Quattrone – contestiamo quello che la stessa Como calcio ammette. Cioè di fare business attorno allo stadio, anche grazie a cinque-sei società satellite”.

Ricordando poi il valore architettonico delle opere razionaliste del quartiere circostante, Quattrone ha ribadito che i prossimi passi dell’iter sono la consegna, prorogata a luglio prossimo, del piano economico finanziario, e poi la dichiarazione di pubblico interesse del progetto. “Quindi, organizzeremo altri incontri pubblici”.

Spiega anche l’avvocata Veronica Dini: “La legge prevede che un progetto di questa portata, rilevantissimo per gli impatti sociali, economici e ambientali debba essere discusso pubblicamente, cosa che purtroppo fino ad oggi non è stata fatta a fronte di un aumento di posti a sedere tutto sommato irrisorio, il progetto prevede un importante sviluppo delle funzioni complementari, come prevede la Legge Stadi. Approvare il progetto oggi, però, è pericolosissimo perché non ne non ne sappiamo praticamente nulla”.

La posizione dell’Ordine degli Architetti: rivedere il Pgt

Simili posizioni per un intervento di ristrutturazione a patto che sia equilibrata sono arrivate da Europa Verde. Assenti, al dibattito, esponenti dell’amministrazione e del club. Parlando con questo giornale, invece, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Como Paolo Molteni ha spiegato che “ben venga la ristrutturazione. L’investimento privato è legittimo, poiché siamo consapevoli dei limiti di un intervento del pubblico, ma va affiancato alle ricadute pubbliche”.

“Como – ha detto ancora Molteni a Diac – sta vivendo una trasformazione massiccia anche per via del turismo e per l’esperienza stessa del club calcistico. Fin da subito abbiamo ribadito che l’area dello stadio è molto delicata per storia e posizione ma siamo sicuri che i progettisti incaricati dal Como produrranno un progetto interessante. Abbiamo invitato – conclude – l’amministrazione comunale a un confronto sulle basi del progetto, per capire le ricadute sul quartiere e sull’intera città. L’attenzione primaria va posta sul piano urbanistico, va rivisto il Pgt e il piano traffico”.

Nella lettera inviata a club e Comune, si legge, “è giusto che il progetto venga raccontato rispettando i ruoli di ognuno. Ben vengano le revisioni che recepiscono le indicazioni della Soprintendenza, molte delle quali erano state anticipate in un documento della nostra commissione urbanistica già mesi fa”. Il dossier sul nuovo Sinigaglia è pronto a nuovi aggiornamenti.

Argomenti

Argomenti

Accedi