LA RELAZIONE SU GENNAIO-AGOSTO 2026

Commissione Pnrr-Pniec: oltre 500 i pareri a fine anno, +63% dal 2025. I nodi: ricorsi e pochi commissari

Valutate opere da oltre 36 miliardi di euro e 19 gigawatt di potenza. Puglia, Sicilia e Sardegna le regioni più interessate; spicca l’agrivoltaico e primi segnali sull’eolico offshore. Bene la produttività pro capite dei tecnici ma la sostenibilità dell’operato potrà aumentare solo con più personale. 

14 Set 2026 di Mauro Giansante

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Commissione Pnrr-Pniec: oltre 500 i pareri a fine anno, +63% dal 2025. I nodi: ricorsi e pochi commissari

Il trend è in netto miglioramento ma per consolidare le ultime performance e accelerare le valutazioni pendenti serve aumentare la sostenibilità di lavoro. In sintesi, è questo il quadro che viene fuori dalla nuova relazione della Commissione Pnrr-Pniec aggiornata al 31 agosto scorso.

Il bilancio 2026 della Commissione Pnrr-Pniec

Otto mesi di lavoro, si legge nel documento integrale che Diac ha visionato, che hanno portato a ottimi risultati in termini di pareri resi grazie a un miglioramento strutturale della capacità operativa dei singoli commissari e dei nuovi gruppi tecnici. Miglioramento che, peraltro, ha coperto almeno in parte il deficit numerico proprio dei componenti della Commissione. Nel dettaglio, parliamo di un lavoro valutativo da 481 pareri per opere da oltre 36 miliardi di euro (36.218.837.399) e 19.481 megawatt. Ciò vuol dire che l’incremento percentuale rispetto al 2025 è pari a +42% per il valore delle opere e pari al +66% per la potenza complessiva.

Guardando il quadro dal punto di vista regionale, poi, la Puglia è in testa con quasi 8 gigawatt di potenza delle opere valutare (7,801). Sul podio trovano posto anche Sicilia e Sardegna. Ultimo posto, invece, per le Marche con soli 36 MW valutati.

Quanto alle opere, 192 pareri resi riguardano l’agrivoltaico, che cresce così del 16,36% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo posto per i progetti eolici onhore, 81 pareri e trend a +170%, mentre al terzo posto quelli fotovoltaici: 47 pareri resi e una crescita del 62% sullo scorso anno. Primi segnali anche dall’eolico offshore: nel periodo oggetto di valutazione della presente relazione, si legge, sono stati esitati 6 pareri, a differenza dei primi otto mesi del 2025, nel corso dei quali, per questa tipologia di opera, non era stato esitato nessun parere. Mentre “risultano attualmente ancora presenti procedimenti relativi a infrastrutture energetiche strategiche quali: elettrodotti, impianti geotermici, centrali, gasdotti e oleodotti e idroelettrici”.

Produttività in aumento ma pesano il deficit dei tecnici e l’accumulo di ricorsi

Insomma, la produttività della commissione è aumentata. Siamo passati da una media di 2,36 pareri pro capite a 8,88. Ciò, nonostante il numero medio dei commissari sia sceso dai 56 del 2024 ai 50 attuali rispetto al numero complessivo che dovrebbe essere di 70. “Un indicatore significativo del rafforzamento della capacità operativa complessiva della Commissione”, spiega il dossier.

Che chiude citando le istruttorie in corso e prossime. Sono 1.168 le istanze oggetto di corrente e prossima valutazione tra Via/Pua e verifiche di ottemperanza. Parliamo di 851 opere in valutazione e 317 istruttorie in lavorazione. Gli impianti agrivoltaici e fotovoltaici sono i maggiormente rappresentati con 609 istanze di Via procedibili, gli eolici onshore e offshore sono 515; le Vo allo stato risultano in numero ancora ridotto in quanto i cantieri degli impianti autorizzati sono ancora da avviare.

Quanto ai problemi ancora da affrontare, allora, la relazione spiega che rimane “da un lato la forte pressione procedimentale sul comparto delle rinnovabili, dall’altro la necessità di proseguire nel rafforzamento organico della Commissione per garantire la continuità del trend di smaltimento delle pendenze”. Basti guardare i numeri dei pareri Via attesi: 31 sentenze pendenti, 668 ricorsi presentati dai proponenti contro il silenzio inadempimento della Pa e 137 ricorsi contro il decreto di compatibilità ambientale del Mase.

A fine anno è presumibile che verranno superati i 500 pareri emessi ma per rafforzare l’efficacia e la sostenibilità operativa della Commissione Pnrr-Pniec servirà comunque aumentare l’organico e la qualità della posizione lavorativa dei commissari.

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