DOPO IL DECRETO DEL MIT

Anac: “Le linee guida BIM aiuteranno un’innovazione concreta della Pa”. Ance: “Cambia il paradigma”

Secondo il presidente dell’Autorità anticorruzione Giuseppe Busìa (in foto), le linee guida sostengono “un processo di crescita condivisa, nel quale l’innovazione non sia percepita come mero adempimento formale”. Plauso anche dal Consiglio nazionale degli ingegneri e dall’Oice. Assorup boccia: “Ci allontaniamo dall’operatività. Basta con i quaderni delle buone pratiche”.

25 Feb 2026 di Mauro Giansante

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Anac: “Le linee guida BIM aiuteranno un’innovazione concreta della Pa”. Ance: “Cambia il paradigma”

GIUSEPPE BUSIA PRESIDENTE ANAC,

Giuseppe Busìa, presidente dell’Anac, lo spiega molto chiaramente a Diario Diac: “Le linee guida per la progettazione BIM aiuteranno le stazioni appaltanti che per legge devono utilizzare tali strumenti negli affidamenti sopra i due milioni di euro, ma che spesso non hanno competenze e mezzi adeguati, con il rischio di applicazioni meramente formali e l’altissima probabilità di non sfruttarne appieno le reali potenzialità”. Sono, quindi, uno strumento di accompagnamento le SA e potranno sostenere “un processo di crescita condivisa, nel quale l’innovazione non sia percepita come mero adempimento formale, ma come opportunità concreta di miglioramento dell’efficienza, della qualità e della trasparenza dell’azione amministrativa”. 

Commento positivo anche quello che arriva dall’associazione dei costruttori, Ance, che parla di “documento atteso e particolarmente rilevante in una fase cruciale di attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici. In questa fase è fondamentale che l’innovazione digitale proceda in modo coerente assicurando chiarezza nei rapporti contrattuali, in particolare le linee guida risolvono alcune criticità legate al regime transitorio, evitando aggravi non proporzionati per le imprese”. Queste linee guida sono, insomma, “uno strumento strategico di accompagnamento operativo”. E soprattutto, “il documento non si limita solo ad un mero dettato normativo, ma riesce a veicolare con esito positivo il messaggio che la GID si configura come un vero e proprio processo promotore di un cambiamento di paradigma organizzativo, giuridico e culturale del settore delle costruzioni”. Ancora: “Un ulteriore elemento qualificante del documento è l’attenzione riservata agli adempimenti preliminari”. 

Il plauso alle linee guida arriva unanime anche da Oice e Consiglio nazionale ingegneri. Secondo Valeria Aprea e Cristiano Cavallo del gruppo di lavoro digitalizzazione di Oice, “è stato fatto un grande lavoro e in poco tempo, per raggiungere una milestone Pnrr. Questo documento è in linea con lo stato dell’arte, poi è chiaro che restano linee guida ma aggiungono valore alla normativa. Per risolvere le difficoltà delle stazioni appaltanti occorre ingaggiare e formare profili interni ed esterni, fare rete e apprendere da chi queste logiche le ha già adottate”.

Per il Cni, similmente, “sono stati fatti degli sforzi in tempi rapidi – dice Sandro Catta a Diac. La chiarezza delle linee guida è elevata, resta un primo documento che potrà avere un’ulteriore maturazione e miglioramento”. Cosa manca ancora? “un sistema di responsabilità che regoli l’ingresso di tante nuove personalità. E la sicurezza e veridicità del dato su chi ricade?”. Per Catta, comunque, “siamo in un’epoca nuova, questa rivoluzione non c’è stata per un secolo. Il CSLP emetterà anche pareri per rispondere ai quesiti delle Pa”. Infine, un’anticipazione: “Da un’indagine approfondita che abbiamo svolto su tremila tecnici e che pubblicheremo prossimamente emerge che ci vorranno almeno cinque anni per assistere a un allineamento di competenze. Ad oggi abbiamo percepito grande difficoltà e poca fiducia: queste linee guida aiuteranno ma non sono un’enciclopedia pratica, serviranno specialisti nelle amministrazioni”.

Il girotondo di posizioni si chiude con Assorup, presieduta da Daniele Ricciardi, che ha questo giornale si dice deluso: “Il Mit vuole scrivere regole tecniche ma queste non sono tanto diverse da quelle Anac sul Codice. Ci siamo allontanati dall’operatività, vedo un’incapacità di dare indicazioni puntuali”. Un esempio? “Il principio di proporzionalità, che cos’è? E’ a discrezione delle stazioni, specie quelle piccole”. Ancora sul Mit: “Dovrebbe dirci le stime sulla formazione per il BIM dal 2023, sulla quota del 20% di incentivi per le stazioni appaltanti”. In definitiva: “Basta con le buone pratiche, serve un tour del ministero con influencer del BIM”.

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